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Liguria terra di fumetti raccontata da Sergio Badino, Fabrizio Càlzia e Ivo Milazzo
[26/02/2010] » Fullcomics -7
L’evoluzione del fumetto ligure dalla Resistenza a De André. Questo il titolo dell’incontro che Sergio Badino e Ivo Milazzo terranno sabato 6 marzo alle ore 15 nella Sala delle Capriate della Fortezza Firmafede, durante Fullcomics 6. Durante l’incontro Milazzo e lo sceneggiatore Fabrizio Càlzia parleranno anche di “Uomo Faber“ (Edizioni De Agostini), il racconto a fumetti su Fabrizio De André (uscito in edicola con “Repubblica” e “L’Espresso” in occasione del 70° anniversario della nascita del cantautore) e di imminente uscita in tutte le librerie d’Italia.
Sergio Badino (Genova 1979), sceneggiatore, soggettista, direttore artistico della rivista Mono, vicepresidente dell’associazione culturale Rapalloonia! Onlus, dal 2001 è tra gli autori del settimanale Topolino (The Walt Disney Company Italia) e tra gli organizzatori della Mostra Internazionale dei Cartoonists. Nel 2009 entra a far parte dello staff di sceneggiatori di Martin Mystère (Sergio Bonelli Editore). Nell’ambito dell’animazione ha scritto per le serie di cartoon Mostri e Pirati (trasmessa su Italia 1) e Ondino (Rai 3).
Come saggista ha pubblicato Conversazione con Carlo Chendi (Tunué 2006), Professione sceneggiatore (Tunué 2007) e curato il volume Tavole di Resistenza (Deus-Tunué 2010). Per Disney Libri ha curato i volumi per ragazzi I Robinson (2007), Come d’Incanto (2007) e Wall-E (2008). Insieme a Carlo Chendi, nell’ambito della Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, ha curato i volumi Strisce di Terra e Strisce di Carta – I Fumetti dei Liguri nel Mondo (Deus-Tunué 2008) e Da Paperinik a PK – Viaggio fra i Supereroi Disney (Deus-Tunué 2009).
È ideatore e autore della striscia a fumetti Gatto Berio, pubblicata sul quotidiano Il Secolo XIX, e della serie Mark & Thing, sulla rivista DM&C. Ha inoltre scritto sceneggiature per il mensile Disney Pk – Pikappa e collaborato come giornalista con la sede genovese del quotidiano la Repubblica (su cui aveva esordito nel 1999 come vignettista) e con la rivista Andersen – Il mondo dell’infanzia.
Nel 2004 ha ideato e condotto a Genova il primo corso di specializzazione in Liguria per aspiranti scrittori di fumetti. Ha poi insegnato sceneggiatura in varie scuole di fumetto, al Dams di Imperia e all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Del 2005 è il premio «The Scrooge Mc Duck Goose Egg Nugget Award» del Carl Barks Fan Club Usa; del 2008 il «Premio Cultura» dell’Associazione Nazionale Poeti Artisti e Autori d’Italia (Anpai).
Ivo Milazzo (Tortona, 20 giugno 1947) si trasferisce giovanissimo in Liguria dove inizia a frequentare Rapallo, crescendo artisticamente sotto la guida di Luciano Bottaro, Carlo Chendi e Giorgio Rebuffi, i fondatori dello Studio Bierrecì. È qui che, tra una storia Disney e l’altra (Zio Paperone e la scomparsa di Paperopoli del 1973, su testi di Jerry Siegel: contributi alle matite e alle chine di Bottaro; Paperino e il safari fotografico, sempre del 1973, su testi di Osvaldo Pavese: matite, con chine di Bottaro), conosce Giancarlo Berardi, col quale realizza il breve racconto Il Cieco per la rivista Horror della Sansoni.
La coppia dopo questo incontro, continuerà a produrre un buon numero di storie, fino a che, nel 1974, non creerà un nuovo personaggio per la Collana Rodeo, contenitore di ristampe e storie nuove, pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore (allora Editoriale Cepim): Ken Parker, un introverso cow-boy dalle fattezze molto simili all’attore statunitense Robert Redford.
Il personaggio piace all’editore, che non lo pubblica nella collana a cui era originariamente riservato, ma lo lancia direttamente in una serie a lui intitolata: è il giugno 1977 e continuerà le pubblicazioni fino al 1984, dopo cinquantanove uscite. Nella serie e nella gestione del personaggio, Berardi e Milazzo, supportati da altri artisti come Alfredo Castelli, Tiziano Sclavi, Renzo Calegari, Carlo Ambrosini, faranno confluire la lezione appresa nello Studio Bierrecì: proporre sempre un prodotto nuovo, senza avere mai la paura di sperimentare soluzioni che altri non hanno ancora provato.
Negli anni successivi collabora, sempre in coppia con Berardi, con Il Giornalino, Skorpio, Lanciostory e realizza una serie di storie in bianco e nero per la collana Orient Express: unica deroga al bianco e nero è una breve storia a colori, I fondatori, tratta da un racconto di fantascienza di Isaac Asimov. Tra i titoli del duo Berardi-Milazzo vanno segnalati Welcome to Springville, Tiki, Marvin il detective, Tom’s bar e l’incompiuto Giuli Bai. Nel 1985, con la chiusura di Orient Express, Berardi e Milazzo iniziano una collaborazione con la Comic Art, che consentirà loro di riprendere vecchi personaggi e continuare le pubblicazioni di Ken Parker.
Con la conclusione della saga di Parker, Milazzo ritorna a lavorare per la Bonelli, pur se tra il 1996 e il 1998 vengono pubblicati gli ultimi inediti del personaggio: subito dopo la fondazione della Parker Editore (1989), realizza alcune storie per Nick Raider ed uno speciale di Tex su testi di Claudio Nizzi (1999), primo lavoro di Milazzo dopo lo scioglimento del sodalizio artistico con Berardi. Nello stesso anno dell’uscita del Texone, entra a far parte dello staff creativo della serie Magico Vento, restando, così nelle atmosfere del western fino al 2004, quando lascia la serie di Gianfranco Manfredi per dedicarsi a progetti indipendenti come Impeesa – La grande avventura di Baden Powell, scritto da Paolo Fizzarotti e dedicato al fondatore dei boy-scout, ed Il boia Rosso, volume scritto da Francesco Artibani.
La sua più recente fatica è il volume Uomo Faber, su testi di Fabrizio Càlzia, graphic novel dedicato alla vita di Fabrizio De Andrè (pubblicato nel 2010 da La Repubblica e L’Espresso).
Fabrizio Càlzia è nato a Genova nel 1960. Nella vita di tutti i giorni alterna l’attività di microeditore con quella di papà, senza trascurare le sue passioni per la scrittura e per il Genoa.
A dieci anni sognava di fare i fumetti ma la matita non era il suo forte… Con la penna tuttavia le cose andavano decisamente meglio tanto che nel 1978, mentre Berardi e Milazzo imperversavano con Ken Parker, Càlzia pubblica il suo primo romanzo: un western storico, scritto dalla parte degli indiani.
In quello stesso 1978 Càlzia scopre l’album “Rimini” di Fabrizio De André. Un colpo di fulmine che lo renderà sempre più appassionato quanto profondo conoscitore di Faber. Nel 1982 l’incontro fra i due: Càlzia dona a Faber una copia del suo “Uomo rosso non morrai”, che fin dalla copertina risulta in qualche modo parente dell’album di De André “L’indiano”, uscito nel 1981.
La carriera letteraria di Càlzia passa attraverso opere di narrativa (ad esempio “Le nuvole di Superga”, apprezzato volume di racconti dedicato al Grande Torino), di saggistica (importanti le sue indagini giornalistiche quali “Palla avvelenata”, sulle malattie e le morti premature nel mondo del calcio), di turismo.
Come editore pubblica nel 2008 un diario fino allora inedito di Cesare Pavese e la inconsueta e preziosa guida “Parchi di parole”, dedicata ai luoghi cantati e vissuti dai massimi interpreti della canzone genovese d’autore.
E su tutto, la passione per Faber: con la collaborazione di Dori Ghezzi, Càlzia costruisce l’album “Mediterraneo”, una compilation inedita di Fabrizio che uscirà il 18 febbraio 2001 in abbinamento al quotidiano “Il Secolo XIX”. Lo stesso giorno nasce la Fondazione De André, alla quale Càlzia aderisce subito come socio fondatore.
I destini di Faber, Milazzo e Càlzia si incrociano e si saldano nel 2008, quando nasce il progetto del romanzo di “Uomo Faber”…
Tutte le informazioni sulla manifestazione sono reperibili sul sito: www.fullcomics.it
Ufficio Comunicazione: Viliana Trombetta / www.naradapress.eu







