- Categoria: Recensioni
- Scritto da Isotta Maini
- Visite: 9073
Baldios, The Movie
di Isotta Maini*
Una delle serie robotiche più (immeritatamente) sfortunate della storia dell'animazione giapponese, sorte questa che non è riuscita a riscattarsi nemmeno in Italia.
Baldios - L'invincibile guerriero dello spazio (Uchu Senshi Baldios - Ashi Productions) venne trasmessa per la prima volta in Giappone nel 1980, ma gli esiti in termini di audience furono disastrosi: schiacciato tra Rocky Joe e Lupin III, Baldios arrivò addirittura ad avere l'1% di share televisivo e l'emittente televisiva fu costretta a piazzarlo alle sette del mattino, di domenica. Alla fine gli sponsor furono così insoddisfatti dagli esiti in termini commerciali e di ascolto della serie da volerne l'interruzione all'episodio 31, quando gli ultimi sette erano in cantiere e gli episodi 33 e 34 erano stati ormai doppiati. Solo nel dicembre del 1981, dietro la grande insistenza dei fans e delle riviste di animazione, che consideravano Baldios un capolavoro, le ultime puntate della serie animata vennero trasmesse e sempre nello stesso anno venne realizzato da Toei Animation un film per il grande schermo in cui, dopo un riassunto di dubbia qualità dell'intero anime, venne finalmente fatto vedere il finale. In Italia Baldios arrivò invece nel 1982, trasmesso da varie reti locali a cui poi seguirono poche e sporadiche repliche. Fino al 2000, l'anno in cui la Yamato decise di pubblicarlo in VHS, l'unico modo che i fans avevano di vedere Baldios era passarsi le copie fatte con i videoregistratori del 1982.
La trama: Il pianeta S-1 è un pianeta bruciato dalle radiazioni a causa delle continue attività militari e ormai la sopravvivenza della popolazione è impossibile. Da una parte i militari, comandati da Gattler, vorrebbero partire alla conquista di un altro pianeta, dall'altra parte gli scienziati, guidati da Reigan e dal figlio Marin si oppongono alla distruzione di un altro pianeta e puntano alla creazione di tecnologie che potrebbero risanare il pianeta. Gattler però ordisce un complotto: uccide l'imperatore di S-1 e si arroga ogni potere facendo cadere la colpa su Reigan, che muore nella fuga, e su Marin, che colpisce a morte per difendersi il fratello di Aphrodia. Questa, acceccata dalla rabbia, decide di unirsi al progetto di conquista di Gattler, il quale la nomina generale delle forze armate, e giura di vendicare la morte del fratello con il sangue di Marin. L'armata di S-1, Aldebaran, parte e Marin con la sua navicella, il Pulser Burn, cerca di inseguirli per fermare quest'ennesimo scempio, ma a causa di una distorsione temporale li perde e si risveglia sulla Terra del ventiduesimo secolo, proprio mentre il nostro pianeta è sotto l'attacco di Gattler. Dopo l'iniziale diffidenza a causa delle sue infauste origini, Marin entrerà a far parte dei Blue Fixer, la squadra di piloti incaricata di fermare l'avanzata dell'Aldebaran: il Pulser Burn infatti è l'unica speranza per la Terra perchè grazie alla sua tecnologia ancora sconosciuta dai terrestri, unendosi con le altre navicelle dei Blue Fixer (il Baldiprize e il Cater Renger), fa i modo che si possa formare Baldios, un robot capace di navigare nel sub spazio e sconfiggere le armate di S-1. Marin non ci pensa su un minuto a votarsi alla causa terrestre e a mettersi contro i suoi vecchi compagni intenzionati a distruggere questo pianeta che tanto somiglia a S-1 prima che venisse rovinata dall'inquinamento.
Ma il destino sembra legarlo al comandante delle forze spaciali di S-1, la bellissima Aphrodia.
E un atroce paradosso rivela alla razza umana la sua eterna condanna.
In Baldios ci sono dei forti elementi di rottura con il genere dei Super Robots: innanzitutto il fulcro delle singole puntate non è il robot, che non è invincibile e anzi in alcuni momenti è anche una presenza marginale ai fini della trama. Lo scopo fondamentale della trama imbastita dal creatore Yoshiaki Sohara è quello di mandare un messaggio ecologista e di mostrare come non si può fuggire dalle proprie responsabilità.
Gli scenari politici sono ben delineati. Al centro del racconto c'è il rapporto di amore-odio tra protagonista (Marin) e antagonista (Aphrodia). I personaggi, attraverso approfondimenti che ne narrano la vita precedente alla saga, sono tridimensionali. Temi come il razzismo (Marin non viene accolto a braccia aperte quando arriva sulla Terra e fatica, soffrendo per questo, a farsi accettare dalla squadra dei Blue Fixer cui combatterà fianco a fianco ma di cui non diverrà mai il leader) e la violenza su donne e minori sono affrontati in maniera adulta. Questi elementi avvicinano l'anime al genere sci-fi di ultima generazione.
Il film sopperisce a molte delle mancanze riscontrabili nella serie.
Il doppiaggio, che nella serie è a dir poco disastroso, viene completamente rifatto, dando a Marin e Tsukikage (Bannister nella versione italiana, ovvero il comandante della base Blue Fixer) delle voci adatte ai personaggi.
Molte delle scene sono state completamente ridisegnate per dare al film quell'uniformità di tratto, che nella serie è assente.
Inoltre i mostri nemici avversari del Baldios , quasi ridicoli nella serie, praticamente non compaiono nel lungometraggio e vengono tagliati altri particolari che hanno fatto sorridere chi ha visto la serie, come la plancia "volante" di Bannister.
Il finale, inoltre, che nella serie manca del tutto, vale l'intero film per il paradosso temporale che regala molte riflessioni e la conclusione estremamente drammatica e rivelatrice, ma mai stucchevole. Questi elementi rendono il film davvero gradevole da vedere, anche per un pubblico adulto.
In conclusione, una piccola sorpresa che compare alla fine del film, dopo i titoli di coda e sull'onda della bellissima e struggente sigla di chiusura:
Messaggio dell'amore (testo: Chiho Shimada)
Prova a ricordarti in un'epoca remota
quando noi non eravamo che scimmie
potevamo capirci senza parlare
sul nostro pianeta madre
sotto la superficie distrutta
anche ora a centinaia di migliaia
gli innamorati morti riposano in pace
in un unico attimo nel corso del tempo infinito
ci siamo incontrati
che miracolo fortunato!
Se mai è esistito un Big Bang
all'origine noi saremo stati
certamente un'unica cosa
e se l'universo tornerà a contrarsi
chiunque, per quanto odioso,
o bello, eterno, inifinito,
e tutti quelli che abbiamo amato
tutti torneremo e restermo uniti
poichè non possiamo fare a meno
di amare
tu sei una parte di me
come ogni creatura dell'universo.
La Fine
Una ricca galleria immagini potete trovarla qui: http://gonagai.forumfree.it/?t=48623790
Yamato Video
Durata: 118'
Audio: Italiano, Giapponese, sottotitoli in Italiano
Prezzo: 12 euro
*in collaborazione con Go Nagai Net







