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Matteo e Enrico - L'integrale (Kappa Lab)
di Alessandro Bottero. Nella seconda metà degli anni ’90 emerge come realtà importante nel mondo del fumetto italiano la Kappa Edizioni. È un dato di fatto che per un certo periodo la Kappa è stata LA casa editrice italiana raffinata, quella che dava spazio agli autori italiani in un mercato che dopo la morte delle riviste aveva visto ridursi gli spazi per il fumetto italiano a Bonelli, Disney e poco altro (Star Comics con Lazarus Ledd e tutti gli altri tentativi, soprattutto). Kappa Edizioni fu la prima a tentare di portare avanti un discorso autoriale new wave nel fumetto italiano, soprattutto con Mondo Naif, una rivista per fumetteria che sembrava folle. Era il tentativo di intercettare chi aveva iniziato a leggere manga nel 1991, era cresciuto e sei/sette anni dopo voleva prodotti a fumetti adatti a un pubblico fine liceo/inizio università. Quella fascia di età tra i 18/22 che all’epoca aveva ancora forte la vicinanza a un immaginario a fumetti. Oggi probabilmente è tutto cambiato e quell’immaginario è stato occupato da cinema e serie TV, scacciando il fumetto. Comunque Kappa pubblicò un sacco di cose, sviluppando una filosofia grafica e narrativa che doveva moltissimo al manga. Tra le varie opere oggi Kappa raccoglie in un’unica soluzione i due volumi Pazzo di Te e Cuori in Affitto – con un aggiunta un prologo e un epilogo, ossia la storia di amore tra Matteo ed Enrico, forse il primo fumetto in Italia ad aver affrontato in modo esplicito il tema di un amore omosessuale. Le storie sono molto caratterizzate storicamente – ad esempio per l’assenza di social network o altre cosette del genere – ma la forza della storia rimane ancora oggi. Ed è un dato di fatto che a livello di storia del fumetto Matteo e Enrico sia un momento importante, quantomeno nella storia del fumetto a tematiche omosessuali. Ma detto questo che altro resta? Personalmente non mi riesco a lasciar coinvolgere dalla storia dei due. Tutto resta troppo legato a un mondo giovanile bolognese, come se per capire davvero fino in fondo la vicenda tu dovessi aver vissuto le stesse esperienze, sentito la stessa musica, frequentato gli stessi locali, letto gli stessi libri degli autori. È una cosa positiva? Si può scrivere solo di quel di cui si è fatto esperienza in prima persona? E il lettore per entrare in risonanza con l’opera quanto deve condividere con l’autore? Tante domande e poche risposte.
Matteo e Enrico L’Integrale
Massimiliano De Giovanni (testi), Andrea Accardi (disegni)
Kappa Edizioni, brossurato 256 pagine, euro 16







