Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Sab04022012

Aggiornato alle:08:14:43

Recensioni

 

DON DRACULA

DON DRACULA Difficile definire un fumetto del genere. Questo perché tutto sta nella prospettiva da cui lo si vuole considerare. Intanto c’è da dire che l’autore l’ha disegnato intorno al 1979: capite che chi è abituato ai disegni di quest’ultimo decennio lo troverà graficamente povero, scarno e approssimativo. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un artista di fama mondiale (all’epoca è stato un pioniere nel disegnare personaggi e scene fuori dai canoni classici) ed è comprensibile che di più non poteva fare dato i mezzi tecnici che possedeva a quei tempi. Non da meno, al lettore che cerca serietà e drammaticità può risultare discutibile l’atmosfera goliardica e divertente dell’intera serie, mostrata oltre attraverso la storia anche dalle figure deformed, dalle posizioni innaturali e dai personaggi ridicoli. Le storie, pur avendo dei piccoli momenti drammatici e paurosi, sono straripanti di situazioni e gag comiche, soft quanto basta da mantenere l’atmosfera generale ad un livello di sana leggerezza e spensieratezza. Anche la trama è sulla stessa riga: innanzitutto il fumetto è diviso in tanti capitoli auto-conclusivi: non c’è un vero e proprio filone o continuity ma ogni storia può essere letta separatamente dalle altre. Merito dell’autore che ogni volta e in modi diversi presenta i due protagonisti: Don Dracula (il classico padre apprensivo, testardo, protettivo e vendicativo quando gli si tocca la figlia) e Chocolat (una bambina dispettosa, testarda al pari del padre e coraggiosa quanto basta per mettersi nei guai). Sono due vampiri ma più che spaventare fanno ridere; la loro condizione li proietta in situazioni sia soprannaturali che quotidiane e il loro essere vampiri è solo un pretesto per mostrare quanto in realtà siamo emotivamente umani, con i pro e contro che ne consegue. I loro caratteri forti e il loro rapporto conflittuale porta i due protagonisti a vivere avventure divertenti ed inaspettate, con un lieto fine che chiude egregiamente l’episodio. I due si circondano di co-protagonisti simpatici e mai fuori luogo. Tra i tanti, merita di essere citata la racchia soprappeso innamorata di Dracula che non smette di perseguitarlo nelle situazioni più disparate. Fanno sorridere anche le due autocitazioni che l’autore fa, inserendo nelle storie Black Jack e Astro Boy: un ennesimo tocco di classe umoristico. Come avete capito, non siamo certo di fronte alla solita versione horror-drammatica dei vampiri: ciò porta il lettore a guardare questi ‘signori della notte’ da una prospettiva diversa, più umana e terrena. L’albo, edito da Ronin Manga, è realizzato in maniera impeccabile per rendere il giusto omaggio all’autore. Interessante anche l’iniziativa della casa editrice di lasciare nelle vignette le onomatopee originali (gli effetti sonori, per intenderci), quindi in lingua giapponese, con tanto di caratteri sillabici a fine albo. Un’iniziativa certamente curiosa e originale che d’altro canto non intacca la fluidità della lettura. Per concludere, questo è un albo che può far divertire i bambini e far passare una piacevole oretta agli adulti. DON DRACULA Testi e disegni: Osamu Tezuka Editore: Ronin Manga Bianco/Nero, PP 208, € 5.90

Crtica d'Autore

 

Art Spiegelman, che divise l'umanità in topi e gatti

di Roberto Alfatti Appetiti* È di cattivo gusto raccontare gli orrori della Shoah con un fumetto? Alla domanda, postagli anni fa da un giornalista alla Fiera del libro di Francoforte, Art Spiegelman rispose che forse è la “soluzione” stessa dei campi di concentramento a essere stata di cattivo gusto e che il fumetto, meglio di qualsiasi altra forma d’arte, può al contempo custodire la memoria e dare vita a un’opera narrativa di forte impatto perché – spiegò – «noi pensiamo sia per immagini che per scoppi di parole». A distanza di venticinque anni dalla prima pubblicazione in volume, il suo Maus si appresta a tornare nelle nostre librerie in una nuova edizione (Einaudi) intitolata Meta Maus, arricchita, come la versione americana pubblicata lo scorso ottobre, di un dvd con interviste, riflessioni, testimonianze “dietro le quinte”, filmati e soprattutto con i dialoghi inediti tra Art e il padre Vladek, principale protagonista di un libro che è una storia familiare, un romanzo avvincente, un documentario accurato, ma anche e soprattutto il memoriale autentico di un ebreo polacco sopravvissuto all’Olocausto. Una preziosa occasione per i tanti che, come spesso accade, sia pure senza rinunciare a citarlo, hanno trascurato di leggerlo. Sbagliando. Perché, come ha scritto L’Observer, «non c’è bisogno di essere un ebreo, né un prigioniero di un campo di sterminio, per esserne rapiti e chiunque voglia farsene un’idea precisa troverà in Meta Maus una chiave che aprirà la serratura». La formula è quella che ha reso Spiegelman celebre: gli uomini, vittime e carnefici, degradati a bestie antropomorfe dal razzismo. Gli ebrei sono tratteggiati come topi (uomini topizzati, per niente buffi), i nazisti trasformati in gatti e, a seguire, francesi in rane, americani in cani, russi in orsi e polacchi – popolo d’origine della sua famiglia – in maiali. Se l’accostamento tra ebrei e topi è sin troppo esplicito (il topo spaventa, è considerato portatore di malattie e, in quanto tale, da annientare), quello tra maiali e polacchi non è stato apprezzato in Polonia. «Volevo qualcosa – si è giustificato – che non fosse nella catena alimentare dei cani e dei gatti e poi in Maus ci sono maiali crudeli e altri che si comportano in maniera nobile, proprio come fecero alcuni polacchi». Il progetto ebbe inizio, almeno nelle intenzioni dell’autore, già dai primi anni Settanta e si è sviluppato negli anni attorno alle “interviste” che Spiegelman ha fatto a suo padre, alimentato con numerosi viaggi in Europa alla ricerca di riscontri e documentazioni sul campo e dalle relative stesure di sceneggiature e bozzetti, mescolando generi e stili diversi. Apparso originariamente a puntate tra il 1980 e il 1981 su Raw, la rivista di sperimentazione grafica e di fumetti fondata da Spiegelman con la moglie Françoise Mouly, si compone di due parti: Mio padre sanguina storia e E qui cominciano i miei guai, riuniti in altrettanti volumi rispettivamente nel 1986 e 1991. Nel nostro Paese, l’Einaudi ne propone ormai da un decennio l’intera storia in un volume unico (l’ultima edizione è del 2010), ma fu la rivista Linus, all’inizio degli Ottanta, a curarne la pubblicazione in fascicoli che vennero successivamente raccolti in due volumi editi da Milano Libri, ovviamente introvabili. Nella prima parte i flashback ci mostrano immagini di Sosnowiec (Polonia), dove Vladek vive tranquillamente con la moglie Anja. Di fronte all’accelerazione della storia, negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della guerra dovranno rifugiarsi nel ghetto e in rifugi improvvisati per sfuggire alla cattura, finendo traditi da coloro che avrebbero dovuto aiutarli ad attraversare la frontiera. Riusciranno a emigrare oltreoceano soltanto nel 1951, ma Anja, futura madre di Art e donna dalla personalità più fragile del marito, si suiciderà nel 1968. Nella seconda parte dell’opera, invece, si dà rilievo alla dura vita quotidiana dei deportati all’interno dei campi di concentramento di Auschwitz e Dachau negli anni del conflitto. Maus è stato tradotto in trenta paesi ed è considerato il capolavoro per eccellenza della graphic novel, di cui l’artista statunitense (nato a Stoccolma nel 1948) è considerato a tutti gli effetti il papà.«Sono stato chiamato padre della graphic novel ma, in realtà, sto ancora facendo l’esame del Dna, perché penso che si tratti di una definizione di tipo commerciale e attinente al marketing». Se aveva scelto di esprimersi attraverso il fumetto – ha spiegato lo scorso 19 gennaio nell’unico appuntamento italiano con l’autore, organizzato a Torino dal Circolo dei Lettori – era «perché i fumetti, così popolari, semi-illetterati, disordinati, mi sembravano il modo appropriato per esprimere l’indicibile. Ora no, l’indicibile è detto in dieci minuti, e i fumetti non sono più fumetti di una volta, del tutto snobbati dalle librerie e dagli studiosi, che ora sono diventati i più grandi alleati della graphic novel odierna». Definizioni a parte, una cosa è certa: negli Stati Uniti, Spiegelman, inserito nella classifica delle persone più influenti da Time Magazine nel 2005, è ritenuto uno di quegli autori che più hanno contribuito a dare dignità artistica al fumetto, innalzandolo al rango letterario. Il primo a dimostrare come il fumetto possa farsi carico di raccontare la grande storia, tanto da meritarsi, vent’anni fa, un premio Pulitzer (sino a quel momento mai assegnato a un’opera a fumetti) e inaugurando la via pop al racconto, segnata da libri e film non sempre apprezzabili. Malgrado i tre premi Oscar “incassati”, a Spiegelman non è piaciuta, per fare un esempio, la performance di Roberto Benigni ne La vita è bella. «Benigni è pericoloso perché riprende la storia reale per trasformarla in fantasia. Usa la forma della metafora per dire che Auschwitz non è Auschwitz, ma solo un sinonimo di un brutto periodo, quasi che alla fine l’unica cosa importante sia prenderla con ironia. Anche Maus usa la metafora, ma per aiutare a capire una storia precisa, circostanziata, e poi è una metafora che sfuma nella drammaticità del racconto». Racconto che non si nutre di frasi retoriche e non percorre la scorciatoia dell’emotività, rimanendo nel solco dell’accuratezza storica. I disegni, poi, non offrono alcun effetto speciale ma sono semplici, essenziali e i protagonisti sono uomini con i loro difetti, compresi gli ebrei. Lo stesso padre sembra ricalcare uno stereotipo dell’ebreo tutt’altro che edificante, tirchio al punto di fare tesoro del filo di rame che raccoglie per strada, inesorabilmente segnato dall’esperienza vissuta. Impegnato a disegnare vignette e a scrivere articoli e testi teatrali, Spiegelman vive a New York, dove insegna alla School of Visual, e ha a lungo interrotto l’attività autoriale, tornando solo nel 2004 a firmare L’ombra delle torri, la sua versione sull’11 settembre, cui ha assistito dalla finestra di casa sua. Sua, peraltro, la copertina del New Yorker del giorno dopo. Senza smettere di girare il mondo con il suo Maus, opera che rimane attuale e non solo nella giornata dedicata alla memoria. Come sottolinea lo stesso autore, dopo la Shoah, «le uccisioni con un sistema da catena di montaggio dei lager avevano fatto dire che non sarebbe mai più successo, ma è accaduto ancora: pensiamo agli Utu e ai Tusti, ai Serbi e ai Croati». A chi gli chiede siano i topi e i gatti di oggi, risponde: «I mass media non suggeriscono più divisioni di tipo razziale ma di tipo economico quindi direi che nel mondo di oggi ci sono il 99% di topi e l’1% di gatti. Ogni paese, poi, assegna il ruolo di topi a soggetti diversi: negli Stati Uniti sono i neri e gli arabi, in Italia gli italiani del sud». *Articolo originariamente pubblicato su Il Secolo d'Italia del 28 gennaio 2012 e reperibile on line sul blog dell'autore.

Autori e Anteprime

 

Agenzia Incantesimi e tutto il resto: intervista a Federico Memola

di Alessandro Bottero Federico Memola è uno sceneggiatore che ho sempre seguito con piacere, fin dai tempi di Zona X. Jonathan Steele (sia la versione Bonelli, che quella Star Comics) mi piaceva, e anche il suo spin off, ossia Agenzia Incantesimi, a mio parere aveva il suo perché. Memola nell’ultima settimana si è trovato al centro di una polemica nel fumettomondo, perché ha lanciato una proposta “scandalosa” sul suo blog (QUI la notizia). Siccome qui non stiamo mica a pettinare le bambole, ecco una bella intervistina a Federico Memola, sul tema del giorno: Federico Memola con la sua richiesta di coloristi per Aganzia Incantesimi, sta o no rovinando il mondo del lavoro italiano? In apertura il pensiero di alcuni professionisti del settore, che si sono espressi nel blog di Roberto Recchioni, riguardo a questa mossa di Memola. La discussione completa sul blog di Roberto Recchioni, da cui sono tratti sia la citazione di Recchioni che i commenti, si trova a questo link.   Roberto Recchioni: «premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave. Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila per proporre il loro materiale.A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.» Laura Scarpa: «Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no. » Davide Morando:  «Non è la stessa situazione di DAVVERO.In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.Sbaglio?» Fd'A: Allora, Federico, come si fa? Sembra che tu stia facendo una cosa poco chiara (anche se devo dire che la cosa è chiarissima, se uno legge con attenzione cosa hai scritto). Vogliamo provare a dissipare i dubbi e le preoccupazioni? FM: Non immaginavo davvero che ce ne sarebbe stato bisogno, ma va bene, sono a disposizione. Cos’è questa proposta? FM: E', molto semplicemente, un progetto nato a metà del 2010 e destinato alla piattaforma Apple per Ipad (e che quindi prevedeva una percentuale per gli autori). Purtroppo, la società che avrebbe dovuto realizzarlo, dopo che era addirittura stato firmato il contratto, ha cominciato a porre problemi di carattere contenutistico per l'aspetto glamour delle storie. Prima ha ipotizzato di intervenire sulle vignette in cui comparivano dei nudi, poi ha rimandato per mesi l'uscita e infine il contratto è stato sciolto consensualmente. Ci ho pensato molto a lungo, prima di partire per conto mio, sia perché al momento ero nel pieno di altre attività, sia per problemi personali sopraggiunti in quel periodo. Alla fine ho deciso di realizzarlo in questa forma perché ritengo che sia una serie fresca e divertente, con ancora tante potenzialità. Lo faccio anche per avere un controllo creativo totale. Intendiamoci, sono abituato a rispettare i canoni delle case editrici per cui lavoro (lo faccio tuttora con il Giornalino e non solo), ma ci sono due progetti che con gli anni sono diventati troppo personali, a cui tengo moltissimo e che intendo quindi realizzare come ritengo giusto. E Agenzia Incantesimi è uno dei due. Roberto Recchioni dice che questa tua proposta è “sbagliata”, e che “fa male al lavoro di tutti”. Conoscendoti e sapendo che sei una persona seria e che rispetta il lavoro di tutti mi paiono giudizi ingenerosi. Tu che rispondi?  FM: Che non sono così importante da nuocere al mercato italiano, prima di tutto. E, francamente, non vedo dove stia lo scandalo: più della metà delle case editrici italiane, la cosiddetta "piccola editoria", pubblica libri e fumetti, anche apprezzati e premiati, alle stesse condizioni, ovvero dietro promessa di eventuali royalties (purtroppo raramente poi corrisposte, viste le cifre vendute). E queste case editrici vendono i libri, quindi ricevono degli introiti, per modesti che siano. Nel mio caso (ma anche in quello di Paola Barbato o di Giuseppe Di Bernardo con l'Insonne, tanto per citare casi analoghi che mi hanno preceduto) non ci sono nemmeno introiti su cui polemizzare. O meglio, se mai ci saranno, tramite donazioni o altre iniziative, verranno devoluti interamente a disegnatori e coloristi, visto che non ho costi di stampa da coprire. Quindi sarò un ingenuo, ma non vedo il problema. Laura scarpa parla di “un sogno non condiviso”, come se il fatto che il colorista lavori su storie ideate da te, e disegnate da altri, lo riduca a mero esecutore. Io invece ci vedo dei tratti di “condivisione”. Sbaglio io? FM: Oddio, sbagliate entrambi, a dire il vero. E' chiaro che la serie è una mia creazione (come "Davvero" è una creazione di Paola Barbato), ma chi vi partecipa, venendo meno la motivazione economica, lo fa perché l'apprezza e ci tiene a contribuirvi. Poi, boh, la definizione "sogno non condiviso" non è che la comprenda bene… Sembra adattarsi a qualunque fumetto nato dalla volontà di una persona e realizzato da uno staff. Anzi, ho conosciuto più di un disegnatore che lavora a un certo personaggio o progetto senza esserne coinvolto, puramente per una questione economica. In questo caso, se un disegnatore non fosse interessato al fumetto, perché dovrebbe contribuirvi? Per "notorietà"? Mah, non sono Sclavi e non sto facendo Tex o Dylan Dog… Davide Morando ci dice che tu, furbetto, in realtà sei stato pagato per le storie che ora vuoi far ricolorare. A me pare una insinuazione un po’ meschina, come se tu dovessi dividere con i coloristi i soldi che ti ha dato la Star Comics, per gli albi di Agenzia Incantesimi pubblicati anni fa.  FM. Non conosco la persona citata. Comunque, se il gioco è "chi ci lavora di più aggratis", rispetto a disegnatori e coloristi io arriverò certamente secondo, ma non di molto: revisionare (un'altra volta!) tutte le storie, supervisionare i disegnatori, curare di fatto la serie (lavoro che ho svolto per tanti anni in Bonelli e Star Comics, quindi so come va fatto e che impegno comporti) costa tempo e fatica anche a me. Le nuove storie, inoltre, non me le paga Gesù bambino… Certo, il progetto è mio, ma non è che vada ad allettare gli incauti con chissà quali miraggi. Dovrebbe essere tutto chiaro semplicemente seguendo il blog. Almeno spero, non fatemi pure venire dubbi!  Trovo questo modo di discutere su internet abbastanza schizofrenico. Tu fai una proposta su un tuo blog. Nessuno commenta lì, ma la discussione si accende su un altro blog, senza che nessuno ti coinvolga o ti avvisi. Questa totale dispersione delle conversazioni sta diventando sempre più la regola nella blogsfera dei fumetto italiano. O mi sbaglio?  FM: Suppongo che ci siano delle piattaforme che si sono "guadagnate" una visibilità maggiore e quindi attirino le persone che vogliono discutere di dati argomenti… Certo, sarebbe stato corretto o quanto meno "cortese" se qualcuno, magari prima di accodarsi al tifo da stadio, avesse sentito anche l'altra campana, visto che io sono perfettamente raggiungibile e sempre disponibile al dialogo, se interpellato. Però posso riferirmi a questo caso specifico, in linea generale sono impreparato sull'argomento: da ben più di un anno mi sono abbastanza "ritirato" da Internet e dalle discussioni che avvengono in rete… Anzi, essendomi anche preso un anno sabbatico da fiere e convegni, ammetto di essere persino colpevolmente un po' disinformato. Apprendo di certe iniziative o certi casi giusto quando me li segnala qualche amico o collega più attento di me! Passando alle cose serie, ho la precisa sensazione che questo lavoro di ricolorazione e pubblicazione online, sia in massima parte una operazione di promozione verso nuovi editori, che potrebbero essere interessati ad una edizione a colori di Agenzia Incantesimi. Forse anche oltreconfine? Forse qualche francese?  FM: Non nego che mi piacerebbe (forse l'ho anche scritto sul blog!) e che intendo provarci, non fosse altro che per poter poi far arrivare dei soldi a tutti coloro che stanno partecipando o parteciperanno all'iniziativa. Fra l'Italia e l'estero vedo più probabile questa seconda ipotesi (pur sapendo quanto sia difficile piazzare una serie all'estero!), al momento. Vedremo. Hai da pochissimo assunto il ruolo di direttore editoriale delle Edizioni Arcadia (a proposito, auguri). Che bolle in pentola per il 2012?  FM: Ho assunto questo ruolo perché già dalla nascita della casa editrice Maurizio Rosenzweig e io abbiamo fatto da "consulenti" per Mario Taccolini e a un certo punto, anche di fronte a certe difficoltà subentrate (di cui lo stesso Mario ha pubblicamente parlato) ho pensato che un mio maggiore apporto avrebbe potuto essere d'aiuto. Edizioni Arcadia, pur fra mille difficoltà, ha pubblicato materiale interessante (sì, lo so, anche mio!) e promosso validi autori, retribuendoli; sarebbe stato un peccato se questa piccola realtà fosse venuta meno. Il nostro obiettivo, nell'immediato, è quindi tirare su un po' di soldi per poter un giorno riprendere le serie (ovvero, pagare gli autori coinvolti). Per ora, di certo, ci sono altri due volumi della collana "La macchina da scrivere", il volume del 2012 di "Sexy & Chaotic" e un altro volume di illustrazioni di Alessandro Mazzetti. Il resto lo stiamo definendo e non posso dire nulla senza l'autorizzazione di Mario. Dopo Rourke che cosa bolle in pentola per il Federico Memola sceneggiatore? Progetti? Miniserie? Magari un ritorno alla Bonelli?  FM: Al momento sto lavorando regolarmente con Il Giornalino. Inoltre la Planeta DeAgostini ha proprio di recente riconosciuto formalmente che Harry Moon è libero e completamente di mia proprietà, e ammetto che non mi dispiacerebbe affatto riuscire a riproporlo e a concludere almeno quel famigerato ciclo di 12 numeri (di cui ne esistono 5 finiti e pronti per la stampa), almeno per quei lettori che avevano iniziato a seguirlo. Poi ci sono altre cose in ballo, come sempre, ma se ne parlerà il prossimo anno.

Reportage

 

Sergio Bonelli Editore: i numeri del 2011

di Saverio Ceri* Il duemilaundici bonelliano si preannunciava come un anno di record e di festeggiamenti per i 50 anni di Zagor, i 25 anni di Dylan Dog e i 20 anni di Nathan Never: e così è stato. In maniera del tutto inaspettata è stato purtroppo anche l’ultimo anno della casa editrice sotto la guida di Sergio Bonelli. Lo stesso Sergio, con i suoi collaboratori, aveva già tracciato comunque le linee per il futuro: nuove serie regolari, almeno una miniserie a colori, e altre nuove iniziative editoriali anomale per lo standard della casa editrice. I frutti di questa pianificazione li vedremo a partire dal 2012, nel frattempo diamo uno sguardo ai numeri dell’anno che si avvia alla conclusione. Le pagine inedite pubblicate quest’anno sono state 17789; 1090 in meno dello scorso anno, ovvero un -5,8% rispetto al 2010. Nella ultra settantennale storia della casa editrice questo è comunque l’11° miglior risultato annuale. La migliore annata rimane ancora il 2001 con quasi ventunomila tavole. Quella appena conclusa si può sicuramente considerare l’annata più “colorata” della casa editrice dai tempi di Orient Express: 726 infatti le pagine in quadricromia pubblicate negli ultimi 12 mesi. Gli albi necessari per pubblicare queste quasi diciottomila tavole sono stati 137; tredici in meno dello scorso anno. La media pagine ad albo si è decisamente alzata dalle 125,86 tavole del 2010 alle 129,84 del 2011 (+3,17%); battuto il precedente record (2007) di 128,96 pagine a albo. La tendenza sembra quindi essere quella di confezionare albi sempre più corposi e più colorati; in effetti le 160 tavole del “Color Tex 1” rappresentano un record: è l’albo a colori prodotto dalla Bonelli con più pagine. Gli sceneggiatori Quest’anno sono stati 49 gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani; 8 in più del 2010, a sole tre unità dal record assoluto. Questa la graduatoria per tavole pubblicate: 1° Boselli 2216 tavole  2° Vietti 1632 3° Ruju 1444 4° Berardi 803 5° Burattini 796 6° Mignacco 788 7° Manfredi 726 8° Chiaverotti 724 9° Vigna 668 10° Faraci 489 11° Marzano 470 12° Morales 462 13° Nizzi 444 14° Calza 441 15° Recagno 436 16° Perniola 410 17° Gualdoni 362 17° Mantero 362 19° Cajelli 329 20° Segura 302 21° Simeoni 301 22° Castelli 296 23° Rigamonti 281 24° Piani 263 25° Enoch 250 26° Barbato 220 27° Paolucci 188 27° Rauch 188 27° Di Gregorio 188 30° De Nardo 160 31° Ambrosini 94 31° Falco 94 31° Bilotta 94 31° Cavaletto 94 31° Crippa 94 31° Eccher 94 31° Recchioni 94 38° Sammartino 81 39° Medda 72 40° Artusi 47 40° Lombardo 47 40° Raule 47 43° Serra 38 44° Accattino 32 44° Badino 32 44° Caccivio 32 44° Porretto/Mericone 32 44° Vinci 32 Mauro Boselli “vince” per l’ottava volta, ottenendo il miglior risultato degli ultimi 10 anni, nonché il quarto miglior score annuale di tutta la storia della casa editrice; praticamente più di 6 tavole al giorno, domeniche comprese. Al secondo posto Stefano Vietti, grazie al suo miglior risultato annuale di sempre. Scende, a causa della programmata chiusura di Cassidy, dal primo al terzo gradino del podio Pasquale Ruju. Luigi Mignacco si segnala per aver prestato la sua opera a quattro diversi personaggi: Zagor, Dylan Dog, Dampyr e Martin Mystère. Quasi immutati i nomi nella Top Ten: 9 su 10 si confermano, l’unico nuovo ingresso è Vigna (nel 2010, quindicesimo) che scalza Morales. Boselli è al 18° anno consecutivo tra i primi dieci. Buona la striscia positiva anche per Manfredi, al 16° anno consecutivo in Top Ten. Castelli è al suo 35° anno di ininterrotta pubblicazione, seguito da Nizzi al 31° anno senza mai mancare in classifica e Mignacco al 25°anno. Poi Vigna negli ultimi 24 anni sempre pubblicato, Chiaverotti (23), Boselli (22) e Burattini (21). Dieci gli esordienti sceneggiatori su albi Bonelli, ma solo su due testate; per Dampyr: Crippa, Eccher, Artusi, Lombardo e Raule; per Dylan Dog: Badino, Caccivio, Porretto/Mericone e Vinci. Due dei dieci non sono del tutto esordienti in casa editrice, visto che già si erano cimentati come disegnatori per l’editore di Via Buonarroti.   I disegnatori La pattuglia ai pennelli è composta da 119 disegnatori, impegnati nel 2011 a trasformare in immagini le quasi diciottomila tavole concepite dagli sceneggiatori; dieci in meno dello scorso anno. Qui la classifica in ordine di tavole pubblicate: 1° Roi 724 tavole 2° Mangiantini 602 3° Bonazzi 542 4° Rubini 408 5° Andreucci 376 6° Torricelli 338 7° Simeoni G. 333 8° Ginostatis 330 9° Montanari & Grassani 314 10° Ortiz 302 11° Piccinelli 289 12° Di Vitto 286 13° Piccatto 282 14° Baggi 254 14° Brindisi 254 14° Rotundo 254 17° Michelazzo 252 17° Piccoli 252 19° Diso 251 20° Enoch 250 21° Giardo 248 22° Venturi W. 238 23° Gomez 224 23° Seijas 224 25° Busticchi-Paesani 222 26° Rossi R. 220 26° Ticci 220 28° Casertano 188 28° Chiarolla 188 28° Cossu 188 28° Olivares 188 28° Pesce 188 28° Russo F. 188 28° Siniscalchi 188 28° Stano 188 28° Toffanetti 188 28° Valdambrini 188 38° Mandanici 170 38° Vercelli 170 40° Rossi M. 168 41° Giez 160 42° Camagni 154 42° Esposito Bros. 154 42° Grimaldi 154 42° Ongaro P. 154 42° Romanini 154 47° Leomacs 151 48° Mari 138 49° De Angelis 132 50° Torti 128 51° Airaghi 126 51° Boraley 126 51° Enio 126 51° Marinetti 126 51° Piccioni 126 51° Spadoni 126 51° Zaghi 126 51° Zuccheri 126 59° Corbetta 124 60° De Biase 113 60° Rizzato 113 62° Antinori 110 62° Danubio 110 62° Pittaluga 110 65° Casini 95 66° Ambrosini 94 66° Armitano 94 66° Barletta 94 66° Bartolini 94 66° Bertolini 94 66° Biglia 94 66° Borgioli 94 66° Cavenago 94 66° Della Monica 94 66° Dotti 94 66° Ferri 94 66° Fortunato 94 66° Freghieri 94 66° Furnò 94 66° Gramaccioni 94 66° Gregorini 94 66° Jacomelli 94 66° Lozzi 94 66° Maroto 94 66° Nespolino 94 66° Piccininno 94 66° Pugliese 94 66° Raimondo 94 66° Santucci 94 66° Saudelli 94 66° Scibilia 94 66° Spada 94 66° Viglioglia 94 94° JannÌ 89 95° Perconti 81 96° Denna 79 97° Bormida 77 97° De Cubellis 77 97° Morales 77 100° Barbati 47 100° Calcaterra 47 100° Casalanguida 47 100° Oskar 47 104° Resinanti 46,5 104° Vicari 46,5 106° Arduini 33 107° Alessandrini 32 107° Di Gennaro 32 107° Romeo 32 107° Vinci 32 111° Bianchini 24 111° Dall'Agnol 24 113° Filippucci 20 113° Orlandi 20 115° Sforza 8 Vince per la prima volta, grazie al nuovo Maxi Dylan invernale, Corrado Roi che quest’anno stabilisce anche il suo record personale, quasi raddoppiando la sua precedente miglior performance che era di 388,5 tavole, che gli valse il terzo posto nel 1989. Quello di Roi è il decimo miglior risultato annuale di tutti i tempi in casa Bonelli; era dal 1999, quando si impose Marcello con 790 tavole che non venivano pubblicate in un solo anno più di settecento pagine di un singolo disegnatore. Record anche per Marcello Mangiantini, che finora aveva un personale di 254 tavole (2009), Germano Bonazzi, il cui personal best era di 378 pagine (1998), Rubini, Andreucci e, ovviamente, Ginostatis, solo per rimanere tra i primi 10. A proposito di Top Ten: al contrario della classifica degli sceneggiatori, in questa graduatoria non c’è nessuno che è riuscito a riconquistarla a un anno di distanza. Si interrompe quindi la striscia positiva di Di Clemente, presente tra i primi dieci da quattro anni consecutivi. Fanno per la prima volta capolino nella Top Ten, Mangiantini e l’esordiente Ginostatis. I veterani sono invece Ortiz e Roi alla settima presenza tra i dieci più prolifici dell’anno. Il record di presenze consecutive in classifica è di Freghieri al 27° anno di pubblicazione senza interruzioni, seguito da Montanari&Grassani a 26 anni, Piccatto a 25 e Brindisi a 22. Si interrompono invece le strisce positive di Ramella, che manca dalla graduatoria dopo 23 anni di ininterrotta presenza, e di Di Clemente assente dopo 14 anni. Segnaliamo Gallieno Ferri e Giovanni Ticci rispettivamente alla 49a e 43a presenza in classifica. Gli esordienti ai pennelli sono stati sette più uno: Danubio, Ginostatis e Gomez su Tex, Fortunato e Scibilia su Dampyr, Casalanguida su Natah Never, Sforza su Martin Mystère e Aldo Di Gennaro su Dylan Dog, quest’ultimo, all’esordio come disegnatore, non è certo un nome nuovo in Via Buonarroti, visto che da anni illustra le pagine della collana almanacchi.   I copertinisti Ventiquattro sono gli illustratori chiamate a disegnare le 153 cover inedite dell’anno; oltre ai 137 albi infatti vantano cover inedite le due “grandi ristampe”, il super book di Dylan Dog e l’allegato allo speciale estivo di Martin Mystère. 1° De Angelis 18 cover  1° Villa 18 3° Ferri 17 3° Stano 17 5° Riboldi 14 6° Poli 11 7° Soldi 10 8° Alessandrini 9 8° Bertolini 9 10° Rotundo 7 11° Roi 6 12° Mastantuono 3 13° Enoch 2 13° Spadoni 2 13° Zuccheri 2 16° Bonazzi 1 16° Celoni 1 16° Cestaro Bros. 1 16° Diso 1 16° Filippucci 1 16° Gomez 1 16° Garcia-Seijas 1 16° Simeoni G. 1 L’accoppiata Villa-De Angelis si ripropone in vetta alla classifica con una cover in più rispetto al 2010. Per Villa si tratta della quattordicesima vittoria, l’ottava ex-aequo, la settima consecutiva. Per De Angelis È la quinta affermazione. Per Spadoni, Cestaro Bros., Gomez e Garcia-Seijas si tratta dell’esordio come copertinisti in casa editrice. Simeoni e Bonazzi, entrambi alla loro quarta cover, sono al ritorno dopo qualche anno di assenza.   I personaggi Come già previsto lo scorso anno, numeri da record per I personaggi bonelliani nel 2011. 1° Dylan Dog 2438 tavole 19 albi 2° Tex 2340 17 3° Zagor 2182 17 4° Nathan Never 2006 17 5° Julia 1606 13 6° Dampyr 1570 14 7° Martin MystÈre 1146 8 8° Cassidy 940 10 9° Brendon 724 7 10° Agenzia Alfa 597 2 11° Romanzi Bonelli 552 2 12° Universo Alfa 340 2 13° Shanghai Devil 282 3 14° Lilith 250 2 15° Brad Barron 238 1 16° Demian 222 1 17° Asteroide Argo 154 1 17° Storie da Altrove 154 1 19° MM Presenta 48 0 Ognuno dei primi quattro batte il proprio record personale annuale, il quinto e il sesto lo eguagliano. I tre personaggi sul podio battono tutti il record assoluto in un solo anno, detenuto dal 2010 da Dylan Dog con 2156 tavole. L’asticella si è alzata, ma il recordman è sempre l’Indagatore dell’Incubo, di cui sono state pubblicate quest’anno 2438 tavole. Tex intanto si riprende la seconda piazza, lo scorso anno conquistata a sorpresa da Zagor. Per Dylan Dog si tratta della sesta vittoria, la quinta consecutiva. Si tratta di record anche per quanto riguarda gli albi: mai 19 volumi inediti dedicati ad un unico personaggio in un solo anno. Da segnalare anche che Nathan Never con tutte le sue “costole” totalizza 3097 tavole in soli 12 mesi: un altro primato.   Altri numeri Il 2011 registra anche il record dei fuoriserie: ben 36 gli albi speciali (battuti i 31 del 2009 e 2010), per un totale di 6933 tavole pubblicate su albi speciali, quasi novecento in più del precedente primato (6058 nel 2009). Per il terzo anno consecutivo il più prolifico sceneggiatore di albi extra è Vietti, che con le sue 1068 tavole fuoriserie, polverizza il precedente record annuale detenuto da Burattini con le 892 tavole “speciali” del 2007. Mangiantini con le sue 446 pagine vince di misura (4 tavole), su Roi la classifica dei disegnatori, mancando di 30 tavole il record assoluto di pagine speciali disegnate in un solo anno, ancora nelle mani di Walter Venturi che lo ha stabilito nel 2009. Parlando della classifica generale segnaliamo tra gli sceneggiatori che Boselli ha scavalcato nel corso dell’anno Castelli portandosi al quarto posto assoluto; una posizione l’hanno guadagnata anche Vietti (12° ai danni di Sclavi) e Ruju (14°, superando D’Antonio). Entra tra i primi venti, al 19° posto, Vigna, che negli ultimi dodici mesi ha oltrepassato Toninelli e Memola. Pochi movimenti tra i disegnatori: segnaliamo Roi che grazie all’exploit di quest’anno guadagna due posizioni salendo al 16° posto assoluto, una posizione guadagnata da Chiarolla (da 20° a 19°) e doppio passo in avanti per Ortiz che si guadagna la top 20 (da 22° a 20°) scalzando momentaneamente Civitelli. Su Nathan Never nel 2011 Bonazzi è tornato ad essere il più prolifico disegnatore del personaggio, rispondendo con le sue 542 tavole di quest’anno alle 501 di Di Clemente del 2010, che lo avevano portato per qualche mese in testa alla graduatoria dei disegnatori dell’Agente Alfa. La classifica degli anni ’10 (che per il momento comprende solo il 2010 e 2011) vede tra gli sceneggiatori in testa Boselli (3713 tavole), seguito da Ruju (3048), Vietti (2686), Burattini (1740) e Mignacco (1702). Tra i disegnatori per ora prevale Roi (978 tavole), seguito da Diso (836), Mangiantini (790), Bonazzi (636) e la coppia Freghieri-Baggi (602 ciascuno). Per il 2011 è tutto. Ci risentiamo nel 2012 dove non mancheranno le occasioni, come i 30 anni di Martin Mystére, per dare un po’ di numeri. *Articolo pubblicato originariamente sul blog di Moreno Burattini.

Off Topic

 

Autori: Fumetto d'Autore ti intervista? Finisci nella lista nera di Roberto Recchioni

Una nuova recchionata contro il nostro sito: «chi concede un'intervista a Fumetto d'Autore, si divide in due categorie: l'autore inconsapevole, che sono la piaga del nostro settore, e il collaborazionista consapevole, che deve morire». di Alessandro Bottero Ultimamente noto una sempre crescente ostilità verso Fumetto d’Autore da parte di personaggi ben precisi del mondo del fumetto. E non so spiegarmi il perché, visto che gli stessi che invocano censure, ostracismo, o altre misure “correttive” nei nostri confronti, poi sono i primi a riempirsi la bocca di democrazia, “occupy qualcosa”, e mille altri modi fighetti di sembrare democratici e contro i poteri forti. Vabbé, il gioco del “faccio il bullo con chi non può darmi un posto di lavoro, e sono  ossequioso con chi invece me lo può dare” l’ho visto fare talmente tante volte che non mi stupisce più. Al massimo mi fa sorridere chi ci casca. L’ultimo esempio di questo atteggiamento è la seguente perla scritta in un forum da Roberto Recchioni, a proposito di chi concede interviste a Fumetto d’Autore. «Che poi, per me, ormai chi concede un'intervista a Faccia di Astrubale, si divide in due categorie: l'autore inconsapevole, che sono la piaga del nostro settore, e il collaborazionista consapevole, che deve morire.In sostanza, per è diventata una specie di lista nera.» tanto per capire quando Recchioni dice “Faccia di Asdrubale”, si riferisce a Fumetto d’Autore, solo che (furbetto) per non citarci, lui ed altri coraggiosi, preferiscono giocare con le iniziali del sito, storpiandone il nome volutamente. Ora, dopo aver letto queste parole mi sono incuriosito, ed ho buttato giù una lista degli autori ed editori che abbiamo intervistato. I risultati sono interessanti. Spero che possano servire anche  a Recchioni, visto che sono sicuro che conosce gran parte di queste persone, ed anzi, con alcune lavora o ci ha lavorato (ad esempio Andrea Voglino, per Gang Bang). Sono tutti collaborazionisti consapevoli, che devono morire? Chi glielo dice a questi 60 e più tra autori e addetti ai lavori che sono nella lista nera di Roberto Recchioni? PS. Qualcuno potrebbe chiedersi “ma perché sprecate spazio e tempo a parlare di queste cose?” La risposta è semplice: perché è giusto che queste cose si sappiano, e perché aiutano a capire meglio il mondo del fumetto e le persone che lo compongono. Anche perché non stiamo affatto “rimestando nel torbido”, ma solamente dando il giusto risalto a parole pronunciate in un luogo ad accesso pubblico. La Lista Nera Rosario Raho Fabrizio Mazzotta Luigi Siniscalchi Naima Morelli Marco Checchetto Moreno Dinisio Gianluca Cestaro Raul Cestaro Emilio Lecce Matteo Bussola Enzo Troiano Paola Barbato Chiara Mognetti (Emmetre) Fabrizio Galliccia (disegnatore di John Doe) Antonello Dalena Lorenzo Bartoli (cocreatore e sceneggiatore di John Doe) Filippo Biagioli Michela Tufano Simone Brusca Tina Valentino Andrea Nucci Silvia Ziche Pasquale Qualano Leo Ortolani Andrea Plazzi (Panini) Jamie Rodriguez (Planeta) Andrea Mazzotta (Nicola Pesce Editore) Elia Bonetti Paolo Falcone Pasquale Ruggiero (Magic Press) Dario Mattaliano Salvatore Primiceri Dario Gulli (Star Comics, Funfactory) Roberto Recchioni (!) Federico Memola Pasquale Ruju Alessio Riolo (Etna Comics) Antonio Scuzzarella (001 Edizioni) Maurizio Rosenzweig (disegnatore di John Doe) Giuliano Monni (GG Studio) Andrea Voglino Guido Ostanel (Becco Giallo) Federico Zaghis (Becco Giallo) Roberto Alfatti Appetiti Michele Foschini (Bao Publishing) Davide Caci Max Brighel (Panini) Davide Castellazzi Carlo Cavazzoni Andrea Aromatico Mario Taccolini (Arcadia Edizioni) Antonio Mannoni (7Age) Andrea Ciccarelli (Salda Press)
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L'Editoriale » E intanto in Afghanistan si muore…

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afghanistan07092009di Alessandro Bottero

EDIZIONE STRAORDINARIA

[17/09/2009] » Oggi è il 17 settembre 2009.

Oggi sono morti 6 soldati italiani in Afghanistan, soldati impegnati in una missione di pace. Sono stati uccisi da terroristi. Non da nobili combattenti che vogliono liberare il loro paese da una occupazione straniera. No. Da schifosi criminali, che si fanno scudo della religione, per ammazzare, terrorizzare, stuprare, e ridurre un paese nel sogno di chi vorrebbe l’Islam più becero trionfare sull’Occidente brutto e cattivo. E la cosa triste (o ridicola, se volete), è che i commenti che si leggono in giro, anche sui forum di fumetti, dove si parla di “off topic”, ossia del mondo reale, sono sempre gli stessi. Ce la siamo cercata; i poveri soldati in realtà sono stati ammazzati dallo stato italiano che li manda a fare i colonialisti; abbasso Bush (ah no, ora c’è Obama, vabbé attaccare gli Stati Uniti va sempre bene); Berlusconi è un dittatore; Porta a Porta è una ferita alla democrazia: e via di seguito. Sempre le solite idiozie. Sempre le solite parole in libertà, che non vogliono ammettere una cosa molto semplice.

I nostri soldati erano in missione di pace.

Aiutavano una nazione arretrata a diventare democratica, a diventare un posto dove donne e bambini non dovevano essere sottomesse ai diktat del maschio islamico

Non occupavano una ceppa di niente.

E un gruppo di terroristi li ha ammazzati, perché come tutti i criminali, hanno deciso di colpire chi fa qualcosa di buono.

Ma guai a dire: “i soldati italiani in Afghanistan o in Iraq fanno delle cose valide, ed è buona cosa che ci restino.” No. Se lo dici passi per fascista. O peggio per servo di Berlusconi.

Beh, io me ne frego. Io lo dico.

I soldati italiani in Afghanistan, in Iraq, fanno bene a starci, perché proteggono la gente dai terroristi talebani, che vorrebbero precipitare questi paesi in un buco nero, dove con la democrazia o i diritti umani, i diritti delle donne, ci si pulisce il didietro.

Ma è tanto facile discettare di “rispetto delle culture altrui”, quando si sta seduti dietro a un monitor, nella DEMOCRATICA Italia, dove puoi dire e fare quello che ti pare, senza che nessuno ti tagli naso e orecchie, se vai a votare.

Molto facile.

Ma molto da vigliacchi.

Purtroppo le democrazie muoiono per vigliaccheria.

E a sentire i commenti in giro per i luoghi virtuali del mondo del fumetto, sia tra i lettori, che tra gli addetti ai lavori, c'è chi di coraggio ne ha ben poco.

Link correlati della notizia:

Comments

avatar turipriv
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Caro Alessandro,

premesso che il link al giornale non lo apro per rispetto alla memoria dei caduti, ti dico che in linea di principio sono d'accordo con te. In linea di principio perché, se vogliamo che i Nostri soldati restino in questi teatri di guerra, che abbiano almeno i mezzi adeguati a garantirne la salvaguardia. Neanche qualche mese fa si parlava giustappunto dell'inadeguatezza dei mezzi corazzati in forza ai contingenti afgani e iracheni. Se il governo di turno (quale che sia) vuole essere alleato dell'America e fare la proprio parte nella ricostruzione di quei paese, ben venga. Ma già che c'è, sia alleato anche dei nostri soldati, evitando di mandarli allo sbaraglio.

Salvatore.
avatar sergio l. duma
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Be', sì...
Bisogna essere molto coraggiosi per scrivere questa caterva di stronzate, caro Bottero! Perché non ci va lei a portare la luce della civiltà occidentale nel regno oscuro del Male islamico? E finiamola con le menate delle missioni di pace... la guerra è guerra. Punto. E 'militare' e 'pace' sono concetti che non si equivalgono. Non che sia dalla parte dei talebani, intendiamoci (e che comunque sono solo una parte del mondo islamico che è molto più complesso dei suoi pensieri, caro Bottero nuova versione della Fallaci). Ma non sono nemmeno dalla parte di un paese che, dalla seconda guerra mondiale in poi, di imporre la sua visione della democrazia (quale sarà poi 'sta democrazia, boh!). Ci sono popoli che non intendono vivere secondo i parametri americani, le è mai passato per l'anticamera del cervello? E, in definitiva, le costa tanto parlare di fumetti e basta? Non ha pensato che forse delle sue opinioni sull'Afghanistan, l'Occidente, l'Islam o che so io alcuni possono allegramente sbattersene i cosiddetti? Queste opinioni le esprima, "coraggiosamente", in qualche Bar sport insieme a Feltri, Ferrara, l'Anselma Dall'Olio e qualche altro botolo ringhiante suo pari...

Cordialmente,
Il non suo Sergio L. Duma.
avatar Luigi Siviero
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"Aiutavano una nazione arretrata a diventare democratica"

Ahahaha.
1,5 milioni di schede elettorali potrebbero essere frutto dei brogli.

Ha votato anche Britney Spears:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/8209279.stm" rel="nofollow" target="_blank">http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/8209279.stm
0815 Back to those allegations of voter fraud, "Britney Jamilia Spears" is the name of one of a number of phantom voters who has reportedly surfaced on the lists. Let's just hope the election result's not "Toxic" (That's the name of a Britney song, ha, ha, oh forget it).

ps: meglio stendere un velo pietoso sulle stronzate che scrivono nei forum di fumetti quando si parla di politica.
avatar Burighel
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Carissimo Sig. Bottero,
ci siamo conosciuti sul forum di un altro portale (di cui non faro' il nome perche' sarebbe una sorta di pubblicita' alla "concorrenza" gia' consolidata) e gia' allora avevo potuto dimostrarle la mia simpatia nei Suoi confronti quale professionista e personaggio "pubblico" del settore fumettistico.
Mi permetta anzitutto di ringraziarla per questo Suo editoriale. Ha espresso molto bene il mio pensiero sull'argomento. Quale mio personale contributo voglio "ripostare" qui il mio post di oggi riguardo a un'altra notizia di questi ultimi giorni che non possiamo non accostare a questo attentato: la morte di Sanaa, la bella ragazza di Pordenone di origini marocchine che e' stata sgozzata dal padre perche' voleva vivere un amore troppo occidentale. Di oggi e' la notizia che, come nel caso dell'altra ragazza bresciana di origini pakistane uccisa tempo addietro in analoghe circostanze, la madre della ragazza e moglie del padre-assassino ha dichiarato che sostanzialmente il padre ha agito bene e a sbagliare e' stata la figlia.
Di fronte a queste affermazioni a me, cristiano cattolico ROMANO, osservante e praticante come meglio mi e' possibile (cosa a volte assai difficile anche a causa di certo clero sulla cui osservanza della dottrina si puo' legittimamente avere piu' di qualche dubbio...), studente di Scienze Religiose e quindi un tantino consapevole a riguardo delle "cose di Chiesa", mi e' sorta spontanea una riflessione, per la quale mi sono preso del razzista, dello xenofobo e mi e' stato detto che rappresenterei la minoranza degli italiani, quando pensi un po' a me proprio non interessa rappresentare alcuno tranne me, quindi non capisco francamente il senso di tale presunto insulto.
Le riporto quindi, dopo questa premessa, il mio post di oggi, onde ribadirlo nella ferma convinzione di non aver detto nulla che non corrisponda alla realta' dei fatti:

Quote:

Ora fatemi dire una cosa personale: io vivo entro i confini del Patriarcato e Arcidiocesi di Venezia, che e' la mia diocesi di nascita, ma si puo' ben dire che la mia diocesi di crescita spirituale sia la Diocesi di Concordia-Pordenone, dove svolgo i miei studi di Scienze Religiose e ho formato la mia coscienza di cristiano consapevole (ma per piacere, non datemi del cristiano adulto, non sono ne' protestante ne' veltroniano).
Spero, mi auguro, prego lo Spirito Santo che ispiri Sua Eccellenza Mons. Ovidio Poletto, Vescovo di Concordia-Pordenone e che questo si degni di dire qualcosa almeno di cristiano e possibilmente veramente cattolico (non pseudo-cattolico cripto-massonico) a riguardo, condannando quest'infamia e respingendo come ripugnante alla Nostra Fede nella Divina Rivelazione il solo accostare, figuriamoci identificare il Padre Nostro e il loro Allah.
Per quanto mi infastidisca, mi tocca parafrasare Moretti: "Monsignore, di' qualcosa di veramente cattolico!"


A corollario delle accuse rivoltemi, voglio dire qui a queste persone (se mai si degneranno di leggere questo portale) che io sono invece un grande ammiratore dell'Islam. Non pero' QUESTO Islam. L'Islam che ammiro e' quello aperto, cosmopolita, tollerante, evoluto culturalmente e scientificamente, persino "egualitario", "illuminato" e "moderno" rispetto a suoi vicini cristiani che nel medioevo e' apparso nell'Andalusia moresca. Un Islam al servizio del quale (nella persona dell'Emiro di Saragoza) anche un eroe della causa della "reconquista" cristiana della penisola iberica come El Cid Campeador, contro un altro Islam, quello del califfato berbero, chiuso, feroce, retrogrado, discriminatorio e oscurantista a rispetto al passato come al presente.
Io saro' sempre un ammiratore di quell'Islam e da cristiano, per il bene dell'umanita', preghero' sempre che venga anche per l'Islam attuale il momento della riscoperta di quei valori che alcuni oggi con una visione un po' ipocrita e saccente definiscono "umanistici", volendoli legare a un periodo storico limitato e non capendo che sono semplicemente valori "umani".
avatar Adriano Monti - Buzzetti
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Dire che “la guerra è guerra” liquidando così la complessità del concetto, è un’assurdità. C’è la guerra di Hitler e quella di Garibaldi, la guerra coloniale e la guerra di liberazione. La discussa sortita internazionale in Iraq e quella in Afghanistan, ad esempio, hanno natura e modalità del tutto diverse. Per i compiti che hanno e per le rigorose regole d’ingaggio cui sono vincolati, i nostri soldati NON fanno la “guerra” a nessuno. Se poi vogliamo fare un po’ di filosofia spicciola da centro sociale, è un altro paio di maniche.

Quanto poi all’Afghhanistan, qualche appunto di viaggio da uno che per lavoro ci è dovuto andare:

A Kabul dopo le 7 di sera scatta il coprifuoco, e se il tramonto ti sorprende lontano dall’albergo, per il tuo bene ti conviene dormire in macchina. Di giorno giri e vedi ovunque camionette con i bravacci dei vari signorotti della guerra locali, tutti in un patchwork assurdo di divise e armi “surrogati” negli anni da eserciti diversi, a partire dall’Armata Rossa. Per arrivare vivo da un capo all’altro della città spesso devi pagare, e salato, gente di questo tipo. Le donne, anche se non è più obbligatorio, devono indossare il burqa perché altrimenti a casa gli fanno fare una brutta fine: unica concessione alla femminilità sono le scarpe (di solito col tacco, wow) e quei tre centimetri di calza che si vedono sotto l’orlo della veste.

Potrei andare avanti a lungo, ma mi fermo qui.

“Ci sono popoli che non intendono vivere secondo i paramentri americani”? Certo, ma credo che tutti aspirino a vivere secondo parametri civili, e da quelle parti per un’eresia del genere ci si lascia la pelle.

Italiani “allo sbaraglio”? Il veicolo Lince, che produciamo e di cui siamo i principali utilizzatori, è un ottimo mezzo militare acquistato in centinaia di unità anche da altri paesi, Regno Unito e Belgio in testa. Certo, visto che gli Ufo Robot non esistono nella realtà (magari qualcuno fa confusione al riguardo), se gli fai scoppiare accanto 150 chili di esplosivo il Lince non serve a molto come protezione. Il problema è che in quei posti – grazie a una cosuccia chiamata terrorismo - i militari rischiano davvero, e qualche volta muoiono. Non solo italiani ma di molte altre nazionalità (anche i decessi degli alleati raramente si guadagnano mai il “taglio alto” delle notizie dei tg). Inutile negare il problema, o attribuirlo alle inadeguatezze di un esercito che le scarpe di cartone non ce le ha più da diversi anni.

Conclusione: Caro Alessandro, con i dovuti distinguo e una tonnellata di polemica in meno, mi associo a quanto già espresso qua e là tra questi post: meglio non parlare di argomenti troppo “importanti” in un sito di fumetti. C’è il rischio di alimentare, tuo malgrado, proprio il fenomeno da te vituperato: un mucchio di gente che parla a vanvera di cose serie, tra una partita alla Playstation e l’altra.
avatar Burighel
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Complimenti sig. Adriano, bell'atteggiamento provinciale: non ci interessa, non parliamone.
avatar sergio l. duma
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Punto primo: io non sono un rappresentante dei centri sociali.
Punto secondo: non accetto lezioni sulla guerra e su nessun altro argomento da chicchessia.
Punto terzo: ritengo di aver fatto benissimo ad interrompere la mia collaborazione a questo sito. Non è mio interesse convivere con razzisti, lecchini dell'imperialismo americano e baciapile. Meno che mai mi sento di piangere per sei Rambo d'attacco.
avatar Burighel
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Io invece non avrei nessun problema! :D
avatar nio
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Ciao a tutti,
il discorso è ben più complesso di come è stato impostato qui. Non voglio peccare di presunzione, so di non sapere più di tutti voi ma forse un po' tutti siamo accecati dall'odio come l'odio che ha armato la mano dei terroristi, che terroristi sono! Tuttavia mi sono vergognato, per l'ennesima volta, di essere italiano, quando ho sentito i nostri politici farsi belli sul sangue dei nostri connazionali caduti in Afghanistan.
Vogliamo tornare indietro di 40 anni? O forse al dopo guerra?
Non neghiamocelo... il disordine in medio oriente è nato da quando l'America... ah, sempre lei, è andata a casa dei palestinesi, li ha cacciati da un pezzo della loro patria, della loro terra sovrana, e ci ha piantato dentro i perseguitati ebrei, fondando in una nazione, una nuova nazione "fottendosene" del mondo.
Il medio oriente è una fetta di mondo tranquilla, che mai aveva scaldato gli istinti bellicosi del mondo intero, ma da quel dopoguerra maledetto, è cominciato il terrore... il terrorismo!
L'America, ah sempre lei, ha fatto in modo che Israele diventasse sempre più potente fino a mangiarsi ancora terra sovrana di un popolo da sempre bistrattato.
Ancora l'America, ah l'America, sempre lei, che ha mandato Rambo a combattere al fianco dei mijaidin per evitare che l'allora Unione Sovietica conquistasse l'Afghanistan per poi trovarsi contro i talebani. Oppure l'America, sempre meledettamente lei, che ha messo in Iraq un certo Saddam perché doveva tenere buono un Iran antiamericano, e poi ha dovuto inventarsi una guerra per distruggerlo, aiutato da quell'Iran diventato filoamericano perché l'Iraq era troppo forte e troppo vicino. Oggi lo stesso Iran, ancora una volta, scalda testate nucleari contro il mando intero.
Ah l'America... Bush padre e figlio in affari con la famiglia Bin Laden, diventato poi nemico numero uno del mondo intero.
L'America, ah l'America, patria dei diritti umani di tutti, che proprio nel nome di quei diritti impugna le armi e uccide.
Coincidenze strane però, impugna le armi solo quando questi diritti vengono violati in regioni piene di petrolio.
In Africa, dove da sempre si sgozzano bambini nati da stupri di massa tra tribù confinanti per accaparrarsi un casco di banane, l'America non è mai andata.
Personalmente dico maledetto Colombo!
L'America è la causa dei mali del mondo. Forse Obama è quello che ci voleva. La speranza ormai è riposta in lui.
Dissento pienamente da sergio, perché i caduti sono nostri connazionali, mandati li al macello da cravatte poltronofile inzuppate di sangue. Ma a Berlusconi, altro male del secolo, non gliene frega nulla del sangue dei nostri connazionali.
Abbiamo militari sparsi tra Iraq e Afghanistan dopo la guerra aperta da G.W. Bush, e il nostro laccheo, presidente del consiglio Berlusconi, pur di sorridere davanti alle telecamere al fianco del suo amico sceriffo americano, ha sempre detto si.
Una guerra ingiusta, contro un popolo sovrano che ha scelto di farsi comandare da un presidente dittatore e incapace di fare una rivoluzione.
avatar Burighel
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Obama cosa? E' quello che ci voleva? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
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AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
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avatar nio
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Per uno che vive entro i confini del Patriarcato e Arcidiocesi di Venezia, che e' la sua diocesi di nascita, ma si può ben dire che la sua diocesi di crescita spirituale sia la Diocesi di Concordia-Porde none, dove svolge i suoi studi di Scienze Religiose e ha formato la sua coscienza di cristiano consapevole (ma per piacere, non dategli del cristiano adulto, non è né protestante né veltroniano)…. mi aspettavo un commento degno di tale definizione (commento) invece che una apparente risata a crepapelle.
Caro Burighel, come gia detto nel mio precedente post, non voglio insegnare nulla a nessuno, anche perché la frase che Socrate ci ha lasciato in eredità “so di non sapere” è un dono di cui tutti dovrebbero farne tesoro. Ma torniamo alla disquisizione.
Quote:
Spero, mi auguro, prego lo Spirito Santo che ispiri Sua Eccellenza Mons. Ovidio Poletto, Vescovo di Concordia-Porde none e che questo si degni di dire qualcosa almeno di cristiano e possibilmente veramente cattolico (non pseudo-cattolic o cripto-massonic o) a riguardo, condannando quest'infamia e respingendo come ripugnante alla Nostra Fede nella Divina Rivelazione il solo accostare, figuriamoci identificare il Padre Nostro e il loro Allah.
Uno come te, che studia le Scienze Religiose, non dovrebbe cadere nell’errore in cui sei precipitato.
Innanzitutto le scienze religiose che studi tu, te le insegnano i religiosi di una sola religione, il cattolicesimo, come dire, vado a lezione di politica da Hitler o da Stalin, cosa mai potranno insegnarmi?
Identificare il padre Vostro con il loro Allah… qual è la differenza? Il padre vostro è più buono e giusto di Allah? Il padre vostro è mentre Allah non è? Non esiste fondamentalismo più radicato di questo.
Piango i nostri caduti che sono li grazie alle manie megalomane del Presidente del Consiglio peggiore della storia della Repubblica Italiana e a quelle di GW Bush forse, e dico forse, permettimi il beneficio del dubbio, ancora più viscido di Berlusconi.
Ti rammento inoltre che le prime guerre sante le ha condotte, in nome del tuo dio, la religione cattolica, il cristianesimo. Io condanno i talebani come condanno qualsiasi forma di guerra.
Non esistono guerre sante perché non esistono santi.
avatar Burighel
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Non diciamo cialtronerie: le prime guerre sante storicamente le ha condotte l'Islam. Le campagne militari di Maometto per l'unificazione dell'Arabia e l'istituzione dell'Umma e quelle dei primi califfi per l'espansione oltre i confini dell'Arabia erano guerre religiose. Gerusalemme e' la terza citta' santa dell'Islam dopo La Mecca e Medina ed fu stata conquistata piu' volte proprio con guerre di religione. La Prima Crociata fu storicamente una guerra di reazione alla guerra santa islamica per l'annessione della Terra Santa. Almeno, prima di parlare, informiamoci.
Per quanto riguarda il tuo paragone tra la Chiesa e Hitler o Stalin (che cmq e' amico tuo, non mio) lasciano da soli il tempo che trovano. E' ridicolo di per se' e dimostra solo il tuo pregiudizio in cui ti lascio sguazzare beatamente.
Le Scienze Religiose che studio io sono appunto Cattoliche e come tali restano. Non e' un corso di stato, ma confessionale. Non risponde al diritto dello stato, ma a quello canonico. E' pero' interessante notare che in tutta Europa le piu' grandi Universita' hanno Facolta' di Teologia, cattolica nei paesi cattolici, protestante in quelli protestanti: alla Sorbona di Parigi (saprai sicuramente che l'istruzione in Francia e' monopolio pubblico) c'e' una delle piu' prestigiose di Facolta' di Teologia Cattolica d'Europa che opera ininterrottamente dai tempi di San Tommaso d'Aquino; a Oxford e Cambridge ci sono le due piu' importanti Facolta' di Teologia Anglicana d'Inghiterra e ogni grande ateneo inglese ne ha una; in Germania le universita' piu' prestigiose si vantano di avere sia una Facolta' di Teologia Cattolica che una di Teologia Protestante, qualcuna ha addirittura una terza Facolta' di Teologia Ecumenica.
Quello che mi hanno insegnato i presti che tu tanto disprezzi, per esempio, e' che furono i Papi i primi a pronunciarsi autorevolmente sulla fondamentale uguaglianza di ogni essere umano a riguardo degli indios del Sudamerica e che a tali pronunciamenti fu proibita la circolazione nelle colonie tramite appositi editti dei regnanti di Spagna e Portogallo. Quando la politica sfruttava e opprimeva i popoli, ben prima di qualsiasi dichiarazione fondamentale dei diritti dell'uomo, la Chiesa aveva gia' preso una posizione che tu forse definiresti "moderna", ma che io invece definisco semplicemente "cattolica". A margine ti faccio anche notare che i piu' grandi mercanti di schiavi della storia erano inglesi e olandesi, ovvero protestanti che non riconoscevano il primato petrino.
Quello che poi tu chiami "fondamentalismo" si chiama invece atteggiamento "verticale" riguardo alla religione e se anche in questo caso ti fossi un minimo informato sapresti che esiste un organismo internazionale chiamato Parlamento Mondiale Delle Religione, a cui partecipano tutte le religioni organizzate del mondo (cristiani, musulmani, indu', buddisti, sikh ecc.) che piu' volte si e' espressamente pronunciato contro una visione "orizzontale" della religione, ovvero: tutte le religioni hanno si' eguale dignita' ed e' cosa buona che si rapportino tra loro a parita' di condizioni, e' pero' altresi' sbagliato ritenere che tutte le religioni siano uguali, perche' sono invece tutte diverse e quando dialogano devono farlo consce ognuna della propria specificita' e unicita', confidando nella propria esclusiva verita'.
Io ho appunto affermato questo semplice principio: l'Islam non e' il Cristianesimo, seguono dottrine e insegnamenti diversi e inconciliabili che entrambi (sebbene in modo diverso e il modo e' fondamentale in questo caso specifico) ritengono aver origine divina. Ora, anche ammettendo che il Dio che pregano sia il medesimo e' palese che il Dio presentato dai cristiani e quello presentato dai musulmani differiscano ed escludendo entrambe che Dio sia schizofrenico ne consegue che uno dei due falsifica l'altro e che il Dio che presenta non e' Dio come realmente e'. In parole povere, il Padre Nostro non e' il loro Allah.
Se poi nel caso fossi interessato a sapere chi tra cristiani e musulmani abbia ragione, sappi che l'islam altro non e' che una riproposizione dell'ebionismo giudeo-cristiano, una corrente eretica del cristianesimo dei primi secoli che fuggi dalla persecuzioni anti-cristiane romane verso l'Arabia e qui si innesto' su preesistenti comunita' di religione ebraica, ma di etnia araba. Il Corano altro non e' che una riscrittura di elementi dell'antico e del nuovo testamento e loro testi apocrifi in lingua araba (non una traduzione, ma una vera riscrittura), sfruttando la metrica recitativa dell'Avesta zoroastriana. Maometto era un cristiano ebionita.
I Santi esistono eccome, ma non fanno politica (purtroppo e per fortuna)... Berlusconi a parte, ovviamente!!! AHAHAHAHAHAHAHAHAH!!! :D
avatar redazione
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Tra qualche ora nuovo aggiornamento per Fumetto d'Autore. Accanto alle nuove 4 news giornaliere, troverete un nuovo editoriale dedicato ad un importante notizia sull'animazione in Italia. Nella sezione Autori e Anteprime vi presentiamo un'intervista inedita a Josè Munoz,. Nella sezione Critica d'Autore, una lettera aperta al direttore dopo l'Editoriale dell'Afghanistan che tanto ha fatto discutere. Nella sezione Reportage vi presentiamo A... come Autoproduzone. Nella sezione Off-Topic il razzismo di Tintin au Congo. Inoltre altre 3 nuove recensioni. Restate collegati con www.fumettodautore.com, il magazine della Nona Arte.
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Quote:

Santi esistono eccome, ma non fanno politica (purtroppo e per fortuna)... Berlusconi a parte, ovviamente!!! AHAHAHAHAHAHAHA HAH!!! :D

No comment!
avatar Burighel
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E che vuoi commentare una battuta? :-D
avatar nio
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Ciao Burighel, giusto per chiosare la discussione: io sono fedelmente e profondamente ateo tendente all'agnostico per cui il tema delle religioni non ci vedrà mai daccordo, e sembra anche quello politico.
Parlare di fumetti non è il mio campo, aspettiamo quindi qualche altro post che ci dia la possibilità di riconfrontarci.
Ti saluto e ti auguro buona giornata.
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