di Alessandro Bottero
"La vostra è una manifestazione di livello straordinari e le iniziative ad essa collegate sono tutte di grande qualità. Il fumetto è un'arte che piace ai giovani ed è praticata dai giovani. Ci sono molti disegnatori veramente talentuosi in Italia, e la vetrina lucchese è una sorta di marchio di qualità per coloro che partecipano. Così come ho lanciato tempo fa l'idea di un videogame sull'unità d'Italia, faccio oggi la stessa cosa proponendo un racconto a fumetti della genesi della nostra Comunità Nazionale. In passato venne realizzata una bellissima opera a fumetti sulla Storia d'Italia (di Enzo Biagi, ndr), ora mi piacerebbe che giovani disegnatori realizzassero fumetti più specifici sui 150 anni o su un episodio di questa epopea incredibile". Firmato: Giorgia Meloni, Ministro della gioventù, durante il Comics Day del 21 maggio 2010.
Gentile Ministro, leggo le sue parole, rivolte all’Assessore del Comune di Lucca, e mi viene da pensare. Mi viene da pensare perché si è persa un’occasione. Non l’occasione di saltare sul carro del “vincitore”, abitudine buona e ben frequentata da molti, ma l’occasione di dire cose chiare, sia da parte sua, che da parte di chi, grazie al Comics Day, si è trovato ad entrare in contatto direttamente con il Governo.
Le cose chiare sono:
- il mercato del fumetto, come quello dell’editoria in genere ossia quotidiani, periodici e libri, è in crisi di vendite da anni;
- il Governo, quello attuale e quelli precedenti, non ha fatto e non fa NULLA, per aiutare questo settore. Il sostegno al Comics Day, che parrebbe una cosa positiva e segno di un riconoscimento di questo settore, si scontra, volendo essere concreti, con la decisione del marzo 2010, di abolire la tariffa postale agevolata, che sta devastando i bilanci di tantissimi piccoli editori;
- ad oggi in Italia non esistono strumento di sostegno economico all’editoria da parte dello Stato, e quindi anche dell’editoria a fumetti, come invece ci sono in altri stati, penso ad esempio alla Francia;
- lanciare idee è bello ma anche molto facile. Chi realizzerà queste storie dedicate ai 150 anni sull’unità d’Italia? Chi le finanzierà? Il Governo? Il suo Ministero? O siamo di fronte al solito schema, per cui si annuncia qualcosa per fare bella figura, sapendo bene che non si realizzerà mai nulla, ma rimarrà l’effetto mediatico dell’annuncio?
Se sempre più forti si fanno le voci per cui il Comitato Ufficiale per le celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia si dibatte in gravi problemi di budget, che senso ha dire “propongo un fumetto sull’Unità d’Italia”?
Signora Ministro qui il discorso è molto più semplice, ed impegnativo.
Si vuole promuovere il fumetto italiano? Oppure, altra idea, si vuole usare lo strumento “fumetto”, come modo per veicolare l’immagine dell’Italia all’estero?
E allora servono soldi. Poche chiacchiere. Non servono i bambini che realizzano coreografie. Servono impegni precisi, e soldi per mantenerli.
Volete fare qualcosa di intelligente? Butto lì qualche idea:
Attivate, come Ministero della Gioventù, in sinergia con il Ministero per il Turismo ed il Ministero della Cultura, un progetto per cui ogni Istituto Italiano di Cultura (e ce ne sono svariate sedi in giro per il mondo) distribuisca gratuitamente albi a fumetti, mirati ad illustrare la storia e le ricchezze dell’Italia.
Attivate, in sinergia con il Ministero della Pubblica Istruzione, un progetto per cui attraverso lo strumento fumetto, si diffondano nelle scuole campagne a favore della legalità, del rispetto della Costituzione, della lotta al bullismo, dell’uso consapevole delle nuove tecnologie.
Attivate dei finanziamenti per sostenere la produzione di opere originali.
Istituite un fondo governativo, a cui si possa accedere, mediante presentazione di progetti sensati, e mirati a far crescere gli autori italiani.
Vogliamo davvero promuovere il fumetto italiano? Il Governo è davvero attento al nostro mondo, e non si è limitato ad “usare” il Comics Day, per conquistare del consenso elettorale?
Allora ci vogliono fatti, e i fatti equivalgono a soldi.
Equivalgono a finanziamenti.
Equivalgono a sgravi fiscali.
Equivalgono a smettere di riempirsi la bocca di belle parole, e fare qualcosa di concreto.
Pensa che un fumetto per i 150 anni dell’unità d’Italia sia una cosa sensata? E allora perché ne affida la realizzazione a non si sa bene chi? Perché così i costi per realizzare tale opera saranno a carico di un privato benefattore, un editore che rischierà per fare una cosa che a lei piacerebbe? Troppo facile. Chieda a Tremonti un finanziamento per sostenere il fumetto italiano, e vediamo che risponde.
La realtà dei fatti è che nessuno sostiene il mondo del fumetto. E a volte ci si lascia incantare dalle belle parole di chi sfrutta il sudore e la fatica altrui.
Il giorno in cui il governo rimetterà in vigore le tariffe postali agevolate;
il giorno in cui saranno varati provvedimenti a sostegno concreto dell’editoria (e quindi anche dell’editoria a fumetti);
il giorno in cui esisterà un Fondo per il Fumetto, a cui gli editori potranno accedere per sostenere nuovi progetti…
allora, e solo allora ammetterò che il Governo, ed il suo Ministero che ne fa parte, sostengono e promuovono davvero il fumetto italiano. Fino ad allora siamo solo a livello di propaganda.
Le opinioni di Fumetto d'Autore sul Comics Day continuano nello speciale: The (Comics) Day After.





Comments
Il fumetto italiano non è un mondo unitario. Al primo posto, esiste il “Mondo Bonelli”, che con le sue vendite gigantesche è in grado di “autofinanziarsi” e di reggere anche nelle congiunture basse. Di pari grado esiste il mondo di Diabolik, che esce ininterrottamente tra inediti e ristampe da 58 anni e ormai entrato stabilmente nel costume italiano.Qualche gradino sotto ci sono i manga (scappatoia con cui, negli anni, tanti editori hanno evitato di chiudere bottega).
Poi, il deserto.
In realtà ci sarebbe il microscopico mondo del fumetto che ruota intorno alle fumetterie, con il suo variegato carrettone di piccoli editori, con vendite e un giro d’affari di dimensioni così insignificanti da non interessare nessuno.
Legittima la richiesta di aiuti economici, ma perché dovrebbero essere concessi a editori microscopici che al massimo vendono 100 copie nelle fumetterie? Si potrebbe sostenere che l’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro o Wolverine sono entrati nel costume e nella tradizione italiana e che, quindi, gli editori che li pubblicano dovrebbero essere aiutati. Ma non è così, perché anche per l’Uomo Ragno e compagnia bella parliamo di vendite ridicole.
Quindi, cosa fa pensare al mondo del fumetto italiano (non Bonelli/Astorina/Disney) di potere chiedere e ottenere finanziamenti? L’unico aiuto che finora ha ottenuto e che otterrà ancora ogni volta che lo chiederà sarà quello che ha avuto per il Comics Day.
nessuno si è chiesto se c'è voglia di leggere un fumetto sui 150 anni dell'unità nazionale.
e a chi sarebbe diretto? se realizzato per le scuole a fini didattici potrei anche capirlo, ma anche questo non è stato detto chiaramente.
mi sembra un "armiamoci e partite"
Oltre a questo, totalmente d'accordo con l'editoriale.
(A.C. - Area Cazzeggio)
ok mi propongo come disegnatore ;-) ma a Garibaldi do' l'Arcadia e lo ambiento nello spazio :) oppure tratto il tema del federalismo come in Gundam ...