
di Giorgio Messina
[26/05/2010] » In un suo editoriale del 21 maggio scorso, a proposito del Comics Day, Gianluca Testa scrive su LoSchermo.it: “Ciò che conta, oggi, è che per la prima volta, sotto un unico marchio, in contemporanea in tutta Italia, sono state organizzate iniziative legate al mondo comics.
D'accordo, l'appuntamento è stato preceduto anche da feroci polemiche. Alcune delle quali - le più motivate - sono pure legittimate dai fatti. Ma anche questo, si sa, fa parte del gioco. Il comicdom italiano, seppur vivace e creativo, fatica a costruire alleanze. E' difficile immaginare un progetto d'insieme. Eppure ci sono fini comuni.
L'obiettivo massimo, a ben guardare, è lo sdoganamento del fumetto nell'arte 'alta'. Non più medium di nicchia, ma forma espressiva estesa. Un primo grande riconoscimento, quindi, arriva proprio dall'istituzionalizzazione di una giornata celebrativa come questa. Ecco perché il Comics day, in questo suo primo anno, va difeso e protetto. Se qualcosa è andato storto, se si sono verificati ritardi e se certe dinamiche di gestione non sono chiare, beh, da questo momento in poi è necessario valutare i processi con autocritica perché si possa migliorare e, cosa ancor più importante, garantire continuità all'appuntamento”.
Il fallimento più grande del Comics Day, contrariamente a quanto Testa sostiene nella sua tesi sui fini comuni per superare le divisioni del “Comicdom”, non sta solo nella zoppicante comunicazione utilizzata (un esempio su tutti, gli “organizzatori” che, dopo alcune critiche, in corso d’opera, passano sotto l’etichetta di “in collaborazione con”) ma anche nel volere mettere a tutti i costi insieme realtà che, se è vero sono accomunate dalla parola Fumetto, in ogni sua declinazione, non hanno assolutamente fini comuni. A proposito di questioni lessicali, concordo pienamente con Luigi Siviero. Non usiamo il termine anglofono “Comics”, egregio Testa, ma chiamiamolo F U M E T T O… che non fa vergogna a nessuno chiamarlo così, anche se capisco bene che comics fa molto Ammerigano a Lucca e sembra di non parlare di giornaletti per bambini ma di Cultura per Immagini destinata ad Adulti… Ma proseguiamo. Il Comitato Organizzatore non ha gli stessi fini di coloro che hanno aderito alla manifestazione. Approfondisco.
Così come è stato posto il Comics Day, come si è sviluppato ed è finito, gli unici ad avere pragmaticamente un fine comune tra loro sembrano essere solo gli enti/associazioni imbarcati su quest’arca di Noè di “sdoganamento del fumetto nell’arte ‘alta’” (già questa espressione mi trasmette la sensazione di un concettuale complesso di inferiorità pregresso da cui sarebbe ora di liberarci idealmente..), ovvero quelli che sono riuniti sotto la dicitura “in collaborazione con”: Comicon, Romics, ANAFI, Centro Fumetto Andrea Pazienza, Associazione Hamelin (organizzatori di BilBolBul) e il Comitato 100 anni del fumetto. In quest’ultimo, poi, come in un gioco di scatole cinesi, confluiscono più o meno sempre gli stessi soggetti elencati precedentemente, che così, sembrano riaffermarsi due volte, prima separati e poi riuniti. in un soggetto colletivo Il comune denominatore tra questi soggetti è il fatto che hanno tutti, chi più, chi meno, interessi a livello istituzionale. Chi più, chi meno ottiene finanziamenti e patrocini statali per le proprie attività, sia fieristiche che divulgative (ma nel “comicdom” italiano sembra tabù accedere a dati precisi in merito ai finanziamenti pubblici ottenuti da chi e per cosa…). Chi più, chi meno, ha tutto l’interesse a consolidare i propri rapporti con le Istituzioni, sia a livello locale, sia a livello nazionale.
In questo caravanserraglio riunito per fondare la base su cui “garantire continuità all’appuntamento”, bisogna, tra l'altro, delle concrete distinzioni e sottolineature. L’ANAFI, rappresentando il mantenimento e la promozione della memoria storica del fumetto sia a 360°, sia proveniente da ogni latitudine, non solo da quella italiana, sembra essere l’unica realtà ad avere, a mio modesto avviso, pieno titolo e fine legittimo di essere membro di un comitato per la giornata nazionale del fumetto. Lucca Comics&Games, Romics e Comicon, sono le tre più grandi fiere/feste del fumetto italiano, ma il loro primario interesse è vendere biglietti e stand e portare pubblico, non fare “materialmente” fumetti. Le fiere sono un evento commercialculturale, la giornata nazionale del fumetto è un evento “solamente” culturale. Quindi non sorprende più di tanto che, orfani della componente commerciale, si sia finiti a fare GULP! in piazza, non avendo altresì stand e visitatori da mostrare alle telecamere e ai giornalisti. E, siamo sinceri, quel GULP! in piazza non ha nulla a che vedere con il fumetto e, con tutta la buona volontà possibile, questa gigantesca onomatopea umana è poco difendibile e poco proteggibile nonostante Testa faccia bene a invitarci a difendere e proteggere il Comics Day in questo suo primo anno. Perché caro Testa, la questione che sembra essere sfuggita sta tutta nel fatto che chi li fa i fumetti non può certo identificarsi e identificare il proprio produrre tavole e volumi in una scritta fatta da 1000 studenti in piazza, che sembra portarci in una direzione diametralmente opposta al tanto agognato “sdoganamento del fumetto nell’arte ‘alta’”. O meglio, se per “arte ‘alta’” si intendeva scattare foto da un elicottero, allora la mission è bella che compiuta… Ma questo GULP! è espressione del solito cortocircuito che vive in tempi recenti il “mondo comics”, soprattutto da quando ci si è inventati la Graphic Novel come evoluzione naturale dei Comics: vogliamo che il Fumetto sia popolare e istituzionalistituzionalizzato ma anche culturalmente “up” e soprattutto seduttore dell’intellighenzia “in”. L’utilizzo, quasi pernicioso, della parola “Comics” cerca, in quest’ottica, di essere il punto di incontro, il catalizzatore, di tutte queste esigenze inconciliabili tra di loro ma auspicabili da quei 10 pensatori che, costituitisi già da tempo in comitato permanente del fumetto d'Italì, si sono appaltati, anche concettualemente, tutto quello che fa “Comics”.
Hamelin, continuando la rassegna, è una associazione culturale bolognese con un’attività editoriale (l’omonima Rivista) e organizzativa (BilBolBul) che guarda e viene guardata con simpatia dalle istituzioni locali in cui si muove. In termini di visibilità, la partecipazione di Hamelin al Comics Day è stato, senza dubbio, un ottimo viatico per richiedere i finanziamenti per organizzare la prossima edizione del festival BilBolBul e le altre attività della Associazione presieduta da Edo Cheregato..
Scrive Michele Ginevra sul suo blog in data 22 maggio a proposito del Comics Day che si stava svolgendo a Cremona: “E' passato anche il Sindaco, con alcuni assessori e consiglieri, e questo è un buon segno per il futuro del Cfapaz”. Il giorno dopo aggiungerà: “Per il Cfapaz il Comics Day è stato estremamente positivo, sia per la visibilità nazionale e locale, sia per aver perseguito il vero obiettivo di fondo: fare rete”.
Michele Ginevra, Istruttore Direttivo, dipendente del Comune di Cremona, Assessorato alle Politiche Giovanili, è il coordinatore generale del CFAPaz e con il suo intervento sgombra il campo da ogni dubbio possibile. Il Comics Day, è servito al Centro (per mettersi in risalto con le istituzioni locali e nazionali facendo, appunto, “rete”. E io interpreto questo fare rete non solo in modo orizzontale ma anche verticale.
Non ammettere anche da parte degli altri soggetti coinvolti nel Comitato Organizzatore, questo volere fare “rete” (la definizione è davvero calzante…), evidenzierebbe, scusate il gioco di parole, l’ipocrisia di chi la “rete” la fa, ma poi nega che ci sia chi viene preso nella “rete”. E non sono i circa 150 eventi aderenti a dimostrare la bontà di una manifestazione che è stata tenuta in vita proprio da chi i fumetti li fa senza il fine comune (altrui) di dovere legittimare il proprio fare davanti alle Istituzioni quando in ballo ci sono i contributi statali provenienti da enti vicini o lontani.
E il Centro Fumetto Andrea Pazienza, ad esempio, ogni qual volta si forma il binomio “enti statali-fumetto” cerca di non fare ma mancare la sua presenza, come ad esempio ci racconta la posizione, risalente a novembre 2009, presa dal Centro nei riguardi del MUF oggi al centro della polemica con Lucca C&G dopo le dichiarazioni della Ministra Meloni. Ma non potrebbe essere altrimenti. Ha ragione Paolo Guiducci di Fumo di China nel non avere voluto pubblicare quella presa di posizione non ritenendola una notizia. Quel comunicato, effettivamente, non è una notizia, ma sembra essere solo un atto di presenza e un’autocanditatura nei confronti delle Istituzioni e degli Enti coinvolti. Un’associazione culturale i cui soci fondatori sono gli Enti Locali e che è gestita da un dipendente comunale, che agisce al di fuori delle cariche associative non ricoprendone alcuna, dimostra che il CFAPaz è “geneticamente diverso” da tante altre associazioni senza scopo di lucro che operano nel settore per diffondere il fumetto e i suoi autori, come ad esempio, l’Associazione Alex Raymond (Cronache di Topolinia), l’Associazione Double Shot e la stessa Cagliostro E-Press. E il fatto che nessuna di queste associazioni citate, che per diffusione del fumetto e degli autori, soprattutto emergenti, non sono secondi alle associazioni che accedono a vario titolo ai finanziamenti statali, non abbiano partecipato al Comics Day è un dato non di poco conto se si pensa che queste tre associazioni, prese ad esempio, formano, sommandolo, un catalogo di più di 250 pubblicazioni, che, tra l’altro, va sottolineato, sono state tutte prodotte, da quanto si evince dai dati in mio possesso, senza nessun ausilio di contributi statali. Allo stesso modo, più o meno tutti gli altri membri del Comitato del Comics Day differiscono in origini e finalità da mollti di coloro che hanno aderito alla manifestazione creando gli eventi, la vera spina dorsale della manifestazione.
E’ davvero difficile immaginare un progetto d'insieme nel mondo del fumetto italiano, proprio, perché tra i variegati attori che lo compongono, non ci sono spesso finalità comuni, ovvero c’è chi i fumetti li fa, e chi fa cose legate al fumetto cercando di coniugare “Fumetto e Istituzioni”. Ma nel parallelo “mondo comics”, come ci ha dimostrato il Comics Day, le cose vanno in tutt’altro modo…





Comments
Ma è spaventoso che anche questo tema (come molt altri temi trattati da fumettodautore.com) diventi puntualmente occasione per aggredire. La circostanza che Giorgio Messina mi aggredisca personalmente, a colpi di editoriali e vignette, non può che farmi onore, viste le modalità utilizzate.
Certo mi dispiace.
Mi dispiace per chi mi conosce da tanti anni e che mi vede oggetto di una psudo campagna diffamatoria.
Mi dispiace per il direttore Bottero, che una volta scriveva di "massimo rispetto" e che consente, e magari approva, una roba del genere.
Mi dispiace per persone sicuramente appassionate, corrette e simpatiche come Carmine Treanni.
Mi dispiace che le belle recensioni di Ilaria siano inserite in questo contesto di insinuazioni odiose sparse a piene mani.
Purtroppo ho replicato in questi anni a Giorgio Messina in varie circostanze. E lui ne ha fatto una questione personale. Ed ecco il conto da pagare. Manca solo che si informi sulla mia famiglia...
Sei molto corretto e coraggioso, Giorgio. Bravo. Come proprietario del sito puoi fare quello che vuoi e utilizzare un potenziale strumento di dialogo, informazione e riflessione per colpire chi ti sta antipatico. Bella roba.
Divertiti pure. Stai sicuro che non hai molto seguito e più che altro ispiri quotidianamente solo la morbosa curiosità di vedere chi sarà il prossimo oggetto del tuo ormai leggendario livore.
A chi legge voglio però specificare due cose: il Cfapaz è un'Associazione di enti, non di persone, con i suoi organismi ed il suo Statuto. Come qualunque struttura di questo genere, ci sono organi di indirizzo (decidono cosa si fa e con quali risorse) e ruoli operativi (il fare). Ho la responsabilità di coordinare il Centro, i collaboratori e i volontari e non c'è nulla del mio operato che non sia autorizzato, discusso e approvato.
Inoltre, certamente sono un appassionato di fumetti. Ma alla passione più autentica dedico innanzitutto parte del mio tempo libero. Certo le mie competenze giustificano la mia presenza qui al Centro... E altrettanto certamente, tutti coloro che sono venuti in contatto con le attività della struttura possono confermare che ho mansioni organizzative. Quelle stesse mansioni organizzative necessarie tanto ad un centro fumetto quanto ad un centro musica, tanto ad una biblioteca generica quanto ad una struttura che realizza eventi.
Il concorso che ho vinto nel 1997, dopo nove anni di volontariato e precariato, riguardava tematiche inerenti le politiche giovanili e diritto amministrativo e degli enti locali. Avendo queste competenze, certificate anche da una laurea e dalla frequentazione di numerosi corsi di formazione, non mi occupo solo del Centro Fumetto e, un domani, potrei benissimo passare ad altro ufficio.
E continuerei lo stesso ad occuparmi di fumetti, che rimangono anche una bella passione.
Un cordiale saluto a tutti.
Nel suo editoriale Giorgio è vero che critica l Centro Fumetto Andrea Pazienza che tu coordini, ma in un discorso articolato sul Comics Day, non la mette sul personale. Non è così meschino e non ha certo bisogno e non usa Fumetto d'Autore per colpire te. Il suo non è un attacco a te come persona, ma a certe dinamiche che si creano a livello istituzionale nel mondo del fumetto, cose che si possono condividere o meno, ma sono criticabili. Quando parli di diffamazione o che a Giorgio manca solo che prenda informazioni sulla tua famiglia mi sembra che esageri. Per quel pochissimo che ti conosco, credo che sia anche un linguaggio che non ti appartenga e che sono sicuro dettato solo da un momento di rabbia che capita a tutti. Giorgio queste cose le ha dette pubblicamente e personalmente a te al Comicon a Napoli (c'ero anche io nella chiacchierata) e capisco la polemica, ma nessuno e neanche Giorgio mette in discussione la tua competenza o il tuo ruolo e la tua professionalità. Ma il rispetto deve essere reciproco e a Napoli tu a Giorgio, alla fine della chiacchierata, non lo hai salutato.
Per carità la polemica c'è e fra di voi restano le divisioni. Giorgio pero sul tuo blog ti ha invitato a scrivere un editoriale per Fumettod'Autore a proposito di un tuo post sulle vendite e i numeri del fumetto e a commento dell'editoriale con lo stesso argomento di Bottero. Ti ha offerto lo spazio di maggiore visibilità del nostro portale. In quel caso tu non lo hai degnato neanche di una risposta. E' una scelta ed una risposta anche quella, però non si può certo dire che Giorgio sia un debole e che sfrutti FdA per attaccare o come dici tu addirittura aggredire te o altri. Ti ha proposto lo stesso spazio dal quale ha lanciato delle critiche a te e al tuo operato come coordinatore del Cfapaz . Io ti rinnovo l'invito. Vuoi rispondere all'intervento di Giorgio? Su FdA pubblicheremo il tuo intervento, anche come editoriale o se preferisci in altra sede. FdA nasce anche per essere uno spazio di dialogo, anche se polemico, con tutti ed è aperto a tutti. Permettimi una parentesi in cui tu non centri, ma noi pubblichiamo news e recensioni di tutte le case editrici e di siti concorrenti, mentre le produzioni della Cagliostro vengono ignorate. Se questa è l'informazione fumettistica...
Con simpatia e stima
Carmine Treanni
Si può ammettere che questa frase "Un’associazione culturale i cui soci fondatori sono gli Enti Locali e che è gestita da un dipendente comunale, che agisce al di fuori delle cariche associative non ricoprendone alcuna,..." perlomeno suona molto male? Per non parlare del travisamento continuo di fatti, dichiarazioni... La contemporanea pubblicazione dell'editoriale e della vignetta rappresentano un attacco pessimo. Da una parte si schiaffeggia e si deride e dall'altra si vuole dialogare e ospitare interventi.
Ma stiamo scherzando?
Ora: giustamente tu puoi essere fiero di quanto hai realizzato, ci mancherebbe. Ho visto che sei sincero. Fai però una valutazione dei risultati.
Perché vedi un conto e discutere e replicare ad un commento come il tuo, o come quello di Laggetta più sotto. Un conto sono i toni e le modalità di Messina, o di ... Azad... che subito promette un'altra divertentissima vignetta... E io dovrei sorridere ed inviarvi un testo amichevolmente come niente fosse?
I discorsi sul comics day sarebbero interessanti se tutto non fosse messo giù come si fosse di fronte allo scandalo del secolo. Peraltro nei vari interventi si vede chiaramente che siete contro, avversi, quasi violenti contro soggetti indentificati e ridicolizzati, frase per frase.
E se per caso si fosse sì sbagliato, ma in buona fede? Non è una possibilità contemplata dalla vostra redazione? Magari un'intervistina? Un'analisi un po' più approfondita dei documenti prodotti? Magari richiedere di partecipare ad una prossima riunione per portare le proprie criticità? Ma siete capaci di distinguere, oltre che tra associazioni..., anche tra chi opera comunque con passione e chi no?
Scoprireste sorprendentemente che forse siamo in tanti dalla stessa parte...
Ma invece no. Polemica contro bersagli.
E nel finale del tuo commento evidenzi ancora una volta il difetto genetico di questo sito, che nasce come rivalsa. Rivalsa verso chi ha moderato alcuni di voi nei forum, rivalsa verso chi ha accusato alcune pubblicazioni di cagliostro come di destra, rivalsa verso chi ha detto che questo sembra un blog, rivalsa verso chi non ha recensito le pubblicazioni.
Ha senso tutto questo?
Secondo me no.
Eppure, tra tanti, sono tra i pochissimi che ha scelto di venire qui a discutere. O sentito anche altri "bersagli". Tutti preferiscono lasciare perdere, non ne vale la pena etc... Un dialogo si fa in due.
E a proposito del mancato saluto a Messina... Le cose non sono proprio andate così. Hai omesso alcune cose.
Oggi però è il 27 maggio. A me non interessa continuare a perdere tempo in litigi. Io non pretendo di modificare le opinioni. Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice.
Il problema vero sono i toni.
Se i toni sono sereni, anche quando critici, io ci sono e ci sarò sempre.
E volentieri invierò testi, interventi, quello che volete.
Già diversi commentatori, proprio sulle vostre pagine, vi hanno invitato in modo accorato ad un cambio di rotta.
Se lo farete, vi porterete dietro i vostri utenti su contenuti veri e non solo per le polemiche accese che, alla fine, non producono niente.
Perché un prossimo Comics Day l'anno prossimo chi avrà le risorse, se vorrà, lo farà lo stesso in barba a qualunque critica. Ma noi, voi, tutti assieme possiamo farlo diventare qualcosa di ancora più bello e condiviso.
Ed era questo il discorso di fare rete che facevo sul blog...
Quote:
Scusa, potresti celencarli con nomi e cognomi questi bersagli che preferiscono lasciare perdere di ecc. ecc.?
Per quanto riguarda la vignetta che ho scritto e la prossima che scriverò per risponderti:
Mi stai negando il diritto di satira? Lo stesso che riconoci però a Spataro e alla sua Ministronza?
azad faccia quello che vuole.
la mia accusa è chiara e netta e confermata da questi scambi di battute: alcuni di voi reagiscono e mirano la loro vittima di turno per partito preso. queste vignette non sono la semplice e libera espressione di vignettisti indipendenti ma strumenti polemici a supporto delle tesi degli editoriali. oltre a fare ridere solo ricky non fanno altro che aumentare la sensazione di essere aggrediti e presi in giro.
E io dovrei mandare testi miei qua sopra?
Vi va di ragionare un po' serenamente o proseguiamo così all'infinito?
Io avrei anche una prima proposta di tema da sviluppare. E che parte dall'ultimo post del mio blog sul termine "fumetto".
A proposito di Spataro hai detto: "C'è libertà se la tua platea è limitata. Infatti Alessio Spataro, finchè pubblica con piccole case editrici o passeggia sulla rete, può permettersi di sbeffeggiare il Papa, Berlusconi e Maurizio Costanzo, senza subire ritorsioni o scomuniche. Il Vernacoliere può permettersi la sua satira pesantissima, finché rimane nel territorio tra Livorno, Pisa e Lucca. Ma se si arriva al grande pubblico della Televisione, quello dello share, degli indici di ascolto, della prima serata, delle reti più importanti, allora le cose cambiano. Bastonate a Santoro e Vauro. Bastonate verbali, si intende. Ma sono comunque intimidazioni, censure, punizioni, necessarie per convincere l'opinione pubblica utile a conservare il potere".
http://sonoioche.blogspot.com/2009/06/chi-vincera-e-chi-perdera-le-elezioni.html
Io invece mi sono permesso di ironizzare su di te su questa platea limitata e quindi? Ho meno libertà di Spataro? Subirò scomuniche o ritorsioni?
Io rivendico il mio diritto di satira e la mia libertà di espressione, perchè se negassero queste due cose a Santoro e a Vauro anche tu grideresti alla censura, però vuoi che non si faccia satira contro di te.
Ma la satira ha questa controindicazione. Finchè prende di mira quello che ti piace che sia preso di mira, allora se ne deve difendere ad ogni costo la libertà, ma se prende di mira te, allora tutto cambia e si sbotta: "queste vignette non sono la semplice e libera espressione di vignettisti indipendenti ma strumenti polemici a supporto delle tesi degli editoriali".
Come se sui giornali le vignette non supportassero gli editoriali o il titolone...
Coraggio, è satira! Bevici su un Glen Grant! :D
Inoltre, tu, chiunque tu sia, sogni ad occhi aperti: non ho mai minacciato ritorsioni né tantomeno negato il tuo diritto ad esprimerti con le tue vignette.
Io però ho il diritto di giudicarle: le vignette sono strumenti polemici a supporto delle tesi degli editoriali.
E non fanno ridere.
Non a caso, quest'ultima, la 13, essendo svincolata dagli editoriali e più "spontanea" è anche più divertente e simpatica.
E un Glen Grant lo berrò volentieri alla prima occasione.
Quindi Spataro fa satira e tu prendi in giro la gente.
Non ti si nega il diritto di satira, perchè tu non fai satira.
Davvero non capisco il senso di questa "americanata", futile e inconsistente.
Tanto più che le critiche sono piovute un po' da tutte le parti e non solo da Fumetto d'Autore. Il che vuol dire che la manifestazione non è piaciuta a diverse persone (e già questo è gravissimo).
E' evidente che fino a quando si organizzeranno manifestazione di questo tipo, il mondo del fumetto italiano non ne ricaverà beneficio, ma diventerà sempre più piccolo.
Ora che tutto è passato, guardiamo al futuro nella speranza che una cosa come questo comics day non abbia più a ripetersi, per il bene del fumetto.
http://www.cfapaz.it/20080131189/chi-siamo/organizzazione-centro-fumetto-2008-2.html
Se c'è in atto una campagna diffamatoria contro di te, Michele, sembra che cominci proprio dall'organigramma del Centro e dal suo sito... :asd:
Per la vignetta, ti rispondo, appena posso, a mezzo vignetta.. :D