Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Comics Day: fini comuni sotto un unico marchio

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di Giorgio Messina

[26/05/2010] » In un suo editoriale del 21 maggio scorso, a proposito del Comics Day, Gianluca Testa scrive su LoSchermo.it: “Ciò che conta, oggi, è che per la prima volta, sotto un unico marchio, in contemporanea in tutta Italia, sono state organizzate iniziative legate al mondo comics.

D'accordo, l'appuntamento è stato preceduto anche da feroci polemiche. Alcune delle quali - le più motivate - sono pure legittimate dai fatti. Ma anche questo, si sa, fa parte del gioco. Il comicdom italiano, seppur vivace e creativo, fatica a costruire alleanze. E' difficile immaginare un progetto d'insieme. Eppure ci sono fini comuni.

L'obiettivo massimo, a ben guardare, è lo sdoganamento del fumetto nell'arte 'alta'. Non più medium di nicchia, ma forma espressiva estesa. Un primo grande riconoscimento, quindi, arriva proprio dall'istituzionalizzazione di una giornata celebrativa come questa. Ecco perché il Comics day, in questo suo primo anno, va difeso e protetto. Se qualcosa è andato storto, se si sono verificati ritardi e se certe dinamiche di gestione non sono chiare, beh, da questo momento in poi è necessario valutare i processi con autocritica perché si possa migliorare e, cosa ancor più importante, garantire continuità all'appuntamento”.

Il fallimento più grande del Comics Day, contrariamente a quanto Testa sostiene nella sua tesi sui fini comuni per superare le divisioni del “Comicdom”, non sta solo nella zoppicante comunicazione utilizzata (un esempio su tutti, gli “organizzatori” che, dopo alcune critiche, in corso d’opera, passano sotto l’etichetta di “in collaborazione con”) ma anche nel volere mettere a tutti i costi insieme realtà che, se è vero sono accomunate dalla parola Fumetto, in ogni sua declinazione, non hanno assolutamente fini comuni. A proposito di questioni lessicali, concordo pienamente con Luigi Siviero. Non usiamo il termine anglofono “Comics”, egregio Testa, ma chiamiamolo F U M E T T O… che non fa vergogna a nessuno chiamarlo così, anche se capisco bene che comics fa molto Ammerigano a Lucca e sembra di non parlare di giornaletti per bambini ma di Cultura per Immagini destinata ad Adulti… Ma proseguiamo. Il Comitato Organizzatore non ha gli stessi fini di coloro che hanno aderito alla manifestazione. Approfondisco.

Così come è stato posto il Comics Day, come si è sviluppato ed è finito, gli unici ad avere pragmaticamente un fine comune tra loro sembrano essere solo gli enti/associazioni imbarcati su quest’arca di Noè di “sdoganamento del fumetto nell’arte ‘alta’” (già questa espressione mi trasmette la sensazione di un concettuale complesso di inferiorità pregresso da cui sarebbe ora di liberarci idealmente..), ovvero quelli che sono riuniti sotto la dicitura “in collaborazione con”: Comicon, Romics,  ANAFI, Centro Fumetto Andrea Pazienza, Associazione Hamelin (organizzatori di BilBolBul) e il Comitato 100 anni del fumetto. In quest’ultimo, poi, come in un gioco di scatole cinesi, confluiscono più o meno sempre gli stessi soggetti elencati precedentemente, che così, sembrano riaffermarsi due volte, prima separati e poi riuniti. in un soggetto colletivo Il comune denominatore tra questi soggetti è il fatto che hanno tutti, chi più, chi meno, interessi a livello istituzionale. Chi più, chi meno ottiene finanziamenti e patrocini statali per le proprie attività, sia fieristiche che divulgative (ma nel “comicdom” italiano sembra tabù accedere a dati precisi in merito ai finanziamenti pubblici ottenuti da chi e per cosa…). Chi più, chi meno, ha tutto l’interesse a consolidare i propri rapporti con le Istituzioni, sia a livello locale, sia a livello nazionale.

In questo caravanserraglio riunito per fondare la base su cui “garantire continuità all’appuntamento”, bisogna, tra l'altro, delle concrete distinzioni e sottolineature. L’ANAFI, rappresentando il mantenimento e la promozione della memoria storica del fumetto sia a 360°, sia proveniente da ogni latitudine, non solo da quella italiana, sembra essere l’unica realtà ad avere, a mio modesto avviso,  pieno titolo e fine legittimo di essere membro di un comitato per la giornata nazionale del fumetto. Lucca Comics&Games, Romics e Comicon, sono le tre più grandi fiere/feste del fumetto italiano, ma il loro primario interesse è vendere biglietti e stand e portare pubblico, non fare “materialmente” fumetti. Le fiere sono un evento commercialculturale, la giornata nazionale del fumetto è un evento “solamente” culturale. Quindi non sorprende più di tanto che, orfani della componente commerciale, si sia finiti a fare GULP! in piazza, non avendo altresì stand e visitatori da mostrare alle telecamere e ai giornalisti. E, siamo sinceri, quel GULP! in piazza non ha nulla a che vedere con il fumetto e, con tutta la buona volontà possibile, questa gigantesca onomatopea umana è poco difendibile e poco proteggibile nonostante Testa faccia bene a invitarci a difendere e proteggere il Comics Day in questo suo primo anno. Perché caro Testa, la questione che sembra essere sfuggita  sta tutta nel fatto che chi li fa i fumetti non può certo identificarsi e identificare il proprio produrre tavole e volumi in una scritta fatta da 1000 studenti in piazza, che sembra portarci in una direzione diametralmente opposta al tanto agognato “sdoganamento del fumetto nell’arte ‘alta’”. O meglio, se per “arte ‘alta’” si intendeva scattare foto da un elicottero, allora la mission è bella che compiuta… Ma questo GULP! è espressione del solito cortocircuito che vive in tempi recenti il “mondo comics”, soprattutto da quando ci si è inventati la Graphic Novel come evoluzione naturale dei Comics: vogliamo che il Fumetto sia popolare e istituzionalistituzionalizzato ma anche culturalmente “up” e soprattutto seduttore dell’intellighenzia “in”. L’utilizzo, quasi pernicioso, della parola “Comics” cerca, in quest’ottica, di essere il punto di incontro, il catalizzatore, di tutte queste esigenze inconciliabili tra di loro ma auspicabili da quei 10 pensatori che, costituitisi già da tempo in comitato permanente del fumetto d'Italì, si sono appaltati, anche concettualemente, tutto quello che fa “Comics”.

Hamelin, continuando la rassegna, è una associazione culturale bolognese con un’attività editoriale (l’omonima Rivista) e organizzativa (BilBolBul) che guarda e viene guardata con simpatia dalle istituzioni locali in cui si muove. In termini di visibilità, la partecipazione di Hamelin al Comics Day è stato, senza dubbio, un ottimo viatico per richiedere i finanziamenti per organizzare la prossima edizione del festival BilBolBul e le altre attività della Associazione presieduta da Edo Cheregato..

Scrive Michele Ginevra sul suo blog in data 22 maggio a proposito del Comics Day che si stava svolgendo a Cremona: “E' passato anche il Sindaco, con alcuni assessori e consiglieri, e questo è un buon segno per il futuro del Cfapaz”. Il giorno dopo aggiungerà: “Per il Cfapaz il Comics Day è stato estremamente positivo, sia per la visibilità nazionale e locale, sia per aver perseguito il vero obiettivo di fondo: fare rete”.

Michele Ginevra, Istruttore Direttivo, dipendente del Comune di Cremona, Assessorato alle Politiche Giovanili,  è il coordinatore generale del CFAPaz e con il suo intervento sgombra il campo da ogni dubbio possibile. Il Comics Day, è servito al Centro (per mettersi in risalto con le istituzioni locali e nazionali facendo, appunto, “rete”. E io interpreto questo fare rete non solo in modo orizzontale ma anche verticale.

Non ammettere anche da parte degli altri soggetti coinvolti nel Comitato Organizzatore, questo volere fare “rete” (la definizione è davvero calzante…), evidenzierebbe, scusate il gioco di parole,  l’ipocrisia di chi la “rete” la fa, ma poi nega che ci sia chi viene preso nella “rete”. E non sono i circa 150 eventi aderenti a dimostrare la bontà di una manifestazione che è stata tenuta in vita proprio da chi i fumetti li fa senza il fine comune (altrui) di dovere legittimare il proprio fare davanti alle Istituzioni quando in ballo ci sono i contributi statali provenienti da enti vicini o lontani.

E il Centro Fumetto Andrea Pazienza, ad esempio, ogni qual volta si forma  il binomio “enti statali-fumetto” cerca di non fare ma mancare la sua presenza, come ad esempio ci racconta la posizione, risalente a novembre 2009, presa dal Centro nei riguardi del MUF oggi al centro della polemica con Lucca C&G dopo le dichiarazioni della Ministra Meloni. Ma non potrebbe essere altrimenti. Ha ragione Paolo Guiducci di Fumo di China nel non avere voluto pubblicare quella presa di posizione non ritenendola una notizia. Quel comunicato, effettivamente, non è una notizia, ma sembra essere solo un atto di presenza e un’autocanditatura nei confronti delle Istituzioni e degli Enti coinvolti. Un’associazione culturale i cui soci fondatori sono gli Enti Locali e che è gestita da un dipendente comunale, che agisce al di fuori delle cariche associative non ricoprendone alcuna, dimostra che il CFAPaz è “geneticamente diverso” da tante altre associazioni senza scopo di lucro che operano nel settore per diffondere il fumetto e i suoi autori, come ad esempio, l’Associazione Alex Raymond (Cronache di Topolinia), l’Associazione Double Shot e la stessa Cagliostro E-Press. E il fatto che nessuna di queste associazioni citate, che per diffusione del fumetto e degli autori, soprattutto emergenti, non sono secondi alle associazioni che accedono a vario titolo ai finanziamenti statali, non abbiano partecipato al Comics Day  è un dato non di poco conto se si pensa che queste tre associazioni, prese ad esempio, formano, sommandolo, un catalogo di più di 250 pubblicazioni, che, tra l’altro, va sottolineato, sono state tutte prodotte, da quanto si evince dai dati in mio possesso, senza nessun ausilio di contributi statali. Allo stesso modo, più o meno tutti gli altri membri del Comitato del Comics Day differiscono in origini e finalità da mollti di coloro che hanno aderito alla manifestazione creando gli eventi, la vera spina dorsale della manifestazione.

E’ davvero difficile immaginare un progetto d'insieme nel mondo del fumetto italiano, proprio, perché tra i variegati attori che lo compongono, non ci sono spesso finalità comuni, ovvero c’è chi i fumetti li fa, e chi fa cose legate al fumetto cercando di coniugare “Fumetto e Istituzioni”. Ma nel parallelo “mondo comics”, come ci ha dimostrato il Comics Day, le cose vanno in tutt’altro modo…

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