di Alessandro Bottero
Disclaimer (avviso, per cui non sopporta l’itanglese) preventivo: questa è Satira, e la Satira non deve rispettare nessuno. Nemmeno i lettori di fumetti, gli addetti ai lavori, i critici di fumetti, o chi parla di editori di fumetti su Internet. La Satira è sacra e inviolabile, e se qualcuno si sente offeso da quello che leggerà, allora sappia che è privo di senso dell’umorismo, probabilmente vota Berlusconi, sotto sotto è cattolico, e non accetta una giusta e doverosa libertà dei costumi.
Da tempo leggo cose su Internet. Da anni, direi da quasi dieci. Cose sul fumetto, scritte da chi di editoria a fumetti ne capisce quanto io ne capisco di Fisica quantistica dopo aver guardato uno speciale di Quark sull’argomento, ossia niente. L’assunto di base è: Siccome leggo tanti fumetti al mese, e siccome spendo tanti soldi al mese, allora per osmosi so come si devono comportare gli editori, e quindi ho il diritto divino di tranciare giudizi e dare patenti di bontà o incomptenza.
Questa teoria, che qualsiasi persona di buon senso troverebbe idiota se applicata a qualsiasi campo dell’agire umano, quando si arriva ai fumetti diventa dogma di fede.
Siccome leggo i super eroi da anni, allora IO SO come deve comportarsi la casa editrice XXX.
Siccome io leggo manga da annni, allora IO SO come deve fare la casa XXX.
E così via. Ma non solo. C’è anche il discorso che siccome io vendo fumetti, allora SO come si deve fare per pubblicarli/promuoverli.
Certo, e chi vende salumi telefona al signor Citterio e gli dice “Guarda che la percentuale di grassi saturi nel cacciatorino non va bene. Fai come ti dico io, che ne vendo tanti, e vedrai che le cose funzioneranno meglio!”
Il discorso è sempre il solito. Unisci i seguenti elementi: una testiera + uno schermo che ti nasconde + internet, e come risultati ottieni una crescita esponenziale di quello che il filosofo americano Harry G. Frankfurt, chiama Bullshit, ossia Stronzate. Vediamo cosa dice il filofoso nel suo saggio, intitolato appunto Stronzate (Rizzoli, 2005), a pagina 59, “Le stronzate sono inevitabili ogni volta c he le circostanze obbligano qualcuno a parlare, senza sapere di cosa stia parlando”. E direi che migliore descrizione del 90% dei discorsi su internet non si poteva trovare. È vero che “obbligano” in questo caso non è molto adatto, perché nessuno obbliga la gente a parlare su cose che non conosce, ma diciamo che la “spinta a dire la mia”, è quasi un obbligo sociale.
Comunque, raccogliendo, distillando, centellinando migliaia di frasi/affermazioni/verità di fede, ecco un decalogo su come deve agire l’editore, ricavato dalla voce di Internet.
1 – L’editore bravo è quello che finisce una serie iniziata, anche se per ogni numero perde migliaia di euri.
L’editore cattivo è quello che interrompe una serie, perché sta perdendo dei soldi.
2 - L’editore bravo è quello che spende migliaia di euri in promozione per i singoli prodotti, realizzando poster, cartelli, e altro materiale, e regalandolo in giro.
L’editore cattivo è quello che non fa queste cose, e non regala nulla in giro.
3 – L’editore bravo è quello che porta gli autori alle mostre mercato, a spese proprie, così i lettori possono avere il disegnino, magari senza comprare albi o facendosi firmare albi dello stesso autore ma di altri editori perché “Sono anni che lo seguo, e ho diritto ad avere un suo sketch. E poi questo volume ce l’ho già in originale/altra edizione”.
L’editore cattivo è quello che non fa venire gli autori, e quindi non permette ai lettori di avere i disegnini.
4 – L’editore bravo è quello che scuce almeno mille euri per un volume di 100 pagine, all’autore perché tanto “Lo sappiamo tutti che alle fiere basta che vendi 66 copie e i 1000 euro dati all’autore li riprendi, e quindi non hai scuse”.
L’editore cattivo è quello che non lo fa.
5 – L’editore bravo è quello che pubblica storie scritte da chi bazzica internet, così se ne parla sui siti/forum/blogghe/facebuch, e tutti gli amici degli autori possono dire la loro, e l’autore può bullarsi con gli amici sul suo blog.
L’editore cattivo è quello che non da spazio ai giovani emergenti della blog generation.
6 - L’editore bravo è quello che pubblica i libri col messaggio, e che non ha paura di denunciare il regime catto/fascista.
L’editore cattivo è quello che del messaggio se ne frega, e pubblica solo quello che lo convince.
7 – L’editore bravo è quello che è raffinatissimo nella grafica, nella confezione, nel lettering, nella colla usata, anche se poi ti fa pagare la carta e non il cioccolatino.
L’editore cattivo è quello che cerca di risparmiare.
8 – L’editore bravo è quello che fa pagare poco, perché “A me non me frega niente se a te costa e la carta costa, e se i soldi li cacci tu. In edicola i fumetti li pago 3 euro? E allora io i volumi a fumetti li voglio pagare poco”.
L’editore cattivo è quello che non fa pagare poco.
9 – L’editore bravo è quello che è sempre gentile, sorridente, che non perde mai la calma, che accetta le critiche, le battute, gli sfottò, gli attacchi “Perché io pago e ho diritti di dire tutto quello che mi pare”, ed è sempre presente su internet, per rispondere in tempo reale alle paturnie del primo che apre la bocca.
L’editore cattivo è quello che se ne frega, e non si fa vivo su internet. Come si permette?
10 – L’editore bravo è quello che fa tutto quello che dico io, perché io (anche se di editoria non ne so praticamente niente), so perfettamente come si deve portare avanti una casa editrice.
L’editore cattivo è chi tutte queste le sente ripetere da vent’anni, e francamente se ne frega.





Comments
Cioè l'articolo è una chiara presa di posizione editoriale e perciò un'innegabile editoriale con il privilegio di non essere super-partes, quindi chiunque lo legge lo fa sapendo ( o dovendo avere quel minimo di cultura di base) da sapere che troverà quel tipo di articolo.
Se si volesse invece qualcosa di più satiro (qui sinceramente non vedo questo uso dell'ironia, solo un pò di sarcasmo) si fa una corsivo e non un editoriale.
La frase "probabilmente vota Berlusconi, sotto sotto è cattolico, e non accetta una giusta e doverosa libertà dei costumi", sinceramente è offensiva e discriminatoria nei confronti dei cattolici, poichè si etichetta tutti gli appartenenti al credo cattolico (circa il 17,3% della popolazione mondiale) siano persone chiuse mentalemente.
Infine ultima annotazione il disclaimer non è un avviso nel senso generico, il disclaimer è un avviso volto a prevenire problemi legali e perciò il suo contenuto è legato al rapporto tra gli utenti e i gestori dei siti per definire a definire eventuali rischi e lasciar ricadere ogni responsabilità sull'utente, nei sito e nei blog di fumetto viene spesso fatto un uso errato del termine pensando che possa essere usato per ogni avviso, ma è errato solo se a scopo di "pararsi il sedere da cause" possiamo usare l'inglesismo disclaimer (che infatti è un termine legale) e perciò non può avere una forma del tipo "questa è Satira, e la Satira non deve rispettare nessuno", immaginate un sito porno che dice "questo è porno è perciò facciamo quello che c$%?o ci pare".
Scusate la digressione, ma ogni tanto è bello anche prendere la palla al balzo per chiarire alcuni errori di uso comune che si vedono non solo in questo ma in tanti siti di informazione.
C'è chi li accetta, comprende e continua a seguire l'editore.
C'è chi non li accetta e s'inventa la favola del "bravo editore" e di come dovrebbe comportarsi.
Se l'editore bravo non esiste, dovrebbe esistere almeno l'editore che, una volta commesso un errore e capito cosa doveva essere fatto (e non è stato fatto), si impegnasse a non commetterlo più.
E invece si persevera:
Perchè mettere i primi 25 episodi di Capitan America in un costoso volume di 25,00 euro e solo quelli successivi in Marvel Collection?
Qualcuno capirà, si incavolerà di brutto (e potendoselo permettere) acquisterà tutti e due. Altri si incavoleranno e basta e non compreranno niente.
Ma quanti lettori oggi sarebbero disposti a spendere 25,00 euro per un volume di materiale vecchio di quasi 50 anni?!!
Si è persa un'ottima occasione di far conoscere ai lettori moderni uno dei cicli più interessanti della storia dei fumetti. Un tesoro che, per il formato e il circuito in cui è stato distribuito, passerà inosservato e nell'indifferenza generale.
Per fare un esempio relativo al punto 1 (ce ne sarebbero per tutti, ma lasciamo stare): ho iniziato Trigger perchè mi era stata promessa una mini da 6 numeri. La serie è stata troncata al numero 4, senza che si capisse una fava (proprio perchè la mini era stata studiata su 6 numeri). Effetto: non comprerò mai più un bonellide Star Comics, perchè non mi fido più. L'editore ha ha risparmiato e, contemporaneamente, ha perso definitivamente un cliente anche per i suoi progetti futuri. Contento lui, contenti tutti.
Poi un editore è libero di interrompe una serie, non fare promozione, non andare alle fiere, pagare poco gli autori, non dare spazio agli emergenti, pubblicare ciò che vuole, risparmiare sulla qualità degli albi,
far pagare cari gli albi di pessima qualità, sfottere o non sfottere su Internet e non accettare nessuna critica.
Se poi lo criticano e fallisce perchè non vende, non si lamenti però.
Leggere l'immancabile solito commento del dipendente comunale di Cremona sulla faccenda, mi fa riflettere su una cosa. Mi ricordo di una recente lettera a fumetto d'autore del presidente del Centro coordinato dal dipendente comunale di cui sopra in cui si dice che il Centro ha un bilancio annuo di introiti per 80.000 euro. E mi ricordo un commento sul suo blog in cui il dipendente comunale dice che il centro non può pagare gli autori. Chissà perchè però i cattivi sono sempre Bottero e Cagliostro e a nessuno che ha collaborato con il centro sinora viene in mente di chiedere al dipendente comunale e al presidente del centro come mai non vengono pagati per i loro libri usciti per il centro quando il centro ha 80.000 euro di bilancio annuo di introiti ed è anche esso una realtà no profit...
In conclusione, se di fare l'editore non lo ha lasciato detto il dottore, il dottore non ha lasciato detto nemmeno che bisogna fare l'autore di fumetti... soprattutto quando si è poco attenti a mettere insieme tutti i pezzi del mosaico e il dito si punta sempre e solo su alcuni, quelli sui cui è più facile puntarlo, e mai su altri...
Ma vai pure avanti a fare lo zimbello d'Italia.
La tua sfortuna è che le persone che ci hanno conosciuto in tanti anni sono tante, molte di più dei pochissimi che possono prendere per buone le sciocchezze che continui a scrivere.
Fumettodautore vede la propria autorevolezza precipitare sempre più nel buio del livore e del ridicolo. Praticamente non c'è editoriale che non venga immediatamente contestato nei commenti e che diventa subito oggetto di scherno praticamente ovunque.
E poi, di fronte a parole del genere, la direzione editoriale dov'è? Perché non prende posizione contro la proprietà di questo sito, contestando dichiarazioni offensive e soprattutto sbagliate come quelle del conte? Ha paura di essere rimosso?
Ma soprattutto, quando vedremo un po' di bontà e serenità d'animo? Fa così caldo lì da voi?
Una bella nuotata in piscina, una bibita fresca e un po' di riposo, nelle ore libere, potrebbe fare un gran bene :-)
Bottero e Messina: non potete credere di fare critica d'autore, editorialismo, prendendo spunto da blog altrui, condendo il tutto con l'esperienza personale e riferendovi in modo (in genere negativo) personale e diretto, senza distinguo, con toni anche maleducati, da veri presuntuosi.
Uno legge... rimane lì un attimo basito... e pensa: ma chi sono questi qua...?
Poi ci sono tutti gli altri che vi hanno visto all'opera. Non so se avete idea della reputazione che vi siete meritati in questi mesi...
Eppure è facile mettere le cose a posto:
- datevi dei valori morali positivi e costruttivi
- datevi un metodo per selezionare fatti, notizie e recensioni, in modo da coprire meglio quanto accade
- costruite voi le notizie, invece di prenderle o desumerle da fonti altrui
- lasciate perdere i livori personali, gli attacchi gratuiti
- provate ad immedesimarvi nelle prese di posizione degli altri e cercate di vedere, se per caso, c'è del buono anche in quelle
- cercate il dialogo e il confronto (il dialogo e il confronto, eccheddiamine!!!!)
- e abbiate il coraggio, se proprio volete essere aggressivi, di prendervela con i veri bersagli grossi, quelli magari veramente responsabili di alcune situazioni negative. magari non sono persone, ma sono aziende. e magari sono processi in corso, che condizionano tutto.
abbiate il coraggio e l'intelligenza di rinnovarvi e di innovarvi.
vi assicuro che anche i battibecchi più accesi saranno dimenticati e vi potrete ri-guadagnare un po' più di stima che, vi assicuro, non fa mai male.
:-)
Dunque ricapitoliamo e citiamo, cosi da potere dimostrare che io non scrivo inesattezze.
Nella lettera del tuo presidente (quello che si scorda di darti solidarietà che ti deve arrivare da altre parti e che ti definisce solo come "l'operatore" senza un nome e un cognome...) c'è scritto:
per ulteriore chiarezza, i nostri bilanci si attestano in media sugli 80.000 euro annui, per cui i contributi cui accediamo vengono evidentemente impiegati bene, e tutto viene reinvestito per le attività. Il bilancio è sottoposto a tre revisori dei conti e poi approvato in un'apposita assemblea.
La lettera integrale è leggibile qui:
http://www.fumettodautore.com/news/fumetti/1223-le-precisazioni-del-centro-fumetto-andrea-pazienza-e-la-risposta-di-fumetto-dautore
Successivamente, in un intervento sul tuo blog tu stesso, scrivi parlando a Squaz:
Poi, successivamente, non c'è sempre stato possibile riconoscere agli autori delle remunerazioni economiche. Il "sistema" ci ha penalizzato moltissimo.
Il tuo post completo è quiesto e il tuo intervento è ritrovabile tra i commenti:
http://sonoioche.blogspot.com/2010/06/le-illusioni-del-fumettista.html
Alla faccia del sistema che vi penalizza! Un bilancio di 80.000 euro... neanche una casa editrice di medie dimensioni forse ce lo ha... Ora se è vero che avete questo bilancio di 80.000 euro, perchè non riuscite a pagare gli autori? Sarebbe interessante capirlo. O altrimenti sarebbe interessante capire se la storia del bilancio da 80.000 euro era solo per impressionarci.
Per inciso. Io quando scrivo nei commenti scrivo nella mia completa autonomia (non ho un sindaco o un assessore o un presidente a cui rendere conto...). La direzione editoriale di questo sito, inoltre, se ancora non ti è chiaro (ma te lo avremo ripetutto almeno 10 volte e c'è pure tanto di disclaimer...) non è responsabile dei commenti e io mi assumo la completa responsabilità di ciò che dico e scrivo.
La storia della direzione che dovrebbe prendere provvedimenti contro la proprietà di questo sito per un mio commento e che non lo farebbe per paura di essere rimosso, poi è solo indice della tua pochezza di argomenti. Evidentemente sei abituto a gestire le tue cose così, senza riconoscere agli altri la libertà di opinione davanti a dati esterni che tra l'altro voi stessi fornite in giro con i vostri commenti e le vostre lettere ufficiali. E magari poi te ne vai in giro pure a manifestare contro la legge sulle intercettazioni al grido che ci stanno mettendo il bavaglio, lo stesso che vorresti ora mettere a me perchè evidentemente ho tirato fuori qualcosa che vi/ti mette in difficoltà.
L'autorevolezza di questo sito, ultimamente, l'ha riconosciuta anche wikio classificandoci come "media" e non come blog... crolla così un altro dei tuoi teoremi bislacchi con cui hai provato a minare la credibilità di questo sito che ti sta antipatico solo perchè ha ficcato troppo il naso, come nessuno aveva fatto sinora, nel tuo centro.
Io non mi sento schernito da chi non capisce le provocazioni e l'ironia dei nostri editoriali.
La nostra autorevolezza travalica le tue reazioni scomposte quando si citano dati e parole precise e da questa reazione scomposta non è minimamente intaccata.
Stammi bene e cerca di stare più attento quando parli di certe cose che poi c'è chi legge, osserva e trae delle sue conclusioni perchè tu hai detto certe cose che contraddicono altre che dite ufficialmente, e quando parli con me ricordati sempre che io non ho bisogno della piscina perchè ho un intero mare a mia disposizione. :)
:-)
Ti vanti di cose che non esistono.
Il Centro fumetto è aperto. Non c'è nulla da nascondere. Sei tu che ci vuoi vedere cose strane. Ti sei inventato un dossier ridicolo sui finanziamenti al centro, anche questo diventato zimbello generale, dato che non hai trovato nulla e non sei neanche riuscito a dare una forma giornalistica comprensibile a quello che hai "trovato".
Fumettodautore non è un blog. E' ovvio che sia un sito. Ma il tuo direttore (tuo nel senso di proprietà) scrive con toni da blog e si confronta con i blog. Anzi scrive in base a quello che trova sui blog. Sembra ossessionato da quello che legge sui blog altrui.
Il giocattolino funziona così: lui scrive. Poi arrivano ingenui commenti, come per esempio lo sono stati i miei, in cui chi scrive crede di potersi confrontare in modo normale. Bottero non replica. Perché pur non essendo al di sopra dei blog, però è al di sopra dei commenti. Allora ci pensi tu (in passato coadiuvato da altri soggetti) e ti comporti da autentico provocatore, immettendo il massimo livore possibile. A quel punto chi commenta di solito non torna più.
Venendo tirato in causa, sempre a sproposito, sono stato costretto a tornare. Ma mi chiedo sempre se ne valga la pena. E come avere a che fare con il bulletto del quartiere che ti prende sempre in giro. Probabilmente va ignorato.
Mi dispiace per questo ennesimo flame, effettivamente inutile.
Ci sarebbe una cosa intelligente che potremmo fare tutti.
Io la farò.
Mi auguro si faccia altrettanto.
In altri, no. Costa l'ufficio, costa la tipografia, costa la distribuzione. Non costa nulla o quasi l'autore. Questa evidente (o apparente?) distorsione non è dovuta semplicemente alla scaltrezza dell'editore, ma all'assenza di un mercato specifico, di un sistema in grado di riconoscere all'autore una giusta remunerazione. Anche perché l'autore tende a starci dentro lo stesso, magari per anni, magari a vita.
E' una scelta possibile. Che ha senso, appunto, se è una scelta.
Altrimenti è sfruttamento. O velleità. O illusione.
Il sistema non consente scelte ma ti obbliga. Se non ci riuscite voi con 80.000 euro di introiti annui ed essendo no profit (che vuol dire che nessuno dei soci si può dividere gli utili per guadagnarci sopra) a pagare gli autori, vuol dire li sta illudendo di un mondo perfetto che non esiste. Vuol dire che l'attenzione delle esigenze "alimentari" degli autori si devono rivolgere ad editori che hanno introiti per almeno 300.000 euro l'anno e che quindi non ci può essere posto per tutti. Al di sotto di questa cifra non ci sono editori che sfruttano, perchè non potrebbero nemmeno se volessero. Si badi bene che la mia non è la tua stessa conclusione. Perchè, ribadisco, anche per i meno attenti, dagli 80.000 euro in giù non c'è alcuno sfruttamento. I possibili margini da dare agli autori se ne vanno nelle spese vive. Questo perchè il sistema va ripensato da cima a fondo e non mi sembra che questo ripensare il sistema sia il senso del tuo discorso, anche perchè sarebbe veramente paradossale che un dipendente comunale volesse dare la formula di come si ripensa il sistema fumetto.
A proposito del mio report giornalistico sul centro. Mi sono basato su dati presenti sul vostro sito ma di cui il link web non è più disponibile. Perchè non è disponibile? Non penso ci sia risposta a questa domanda da parte tua. La ricostruzione è poi giornalisticamente corretta e comprensibile, e a dirmelo sono stati dei giornalisti RAI che hanno letto il pezzo, trovandolo ben fatto e interessante. Ecco il link per chi non lo avesse ancora letto:
http://www.fumettodautore.com/magazine/critica-dautore/1220-breve-storia-recente-dei-contributi-associativi-degli-enti-locali-fondatori-al-centro-fumetto-andrea-pazienza
Il link rimosso invece è questo:
http://www.cfapaz.it/20070214113/news-principali/il-pessimo-titolo-di-un-giornale-locale-danneggia-il-centro-fumetto.html
Basta cliccare per leggere tutt'altro...
Infine, insisti con questa storia dello zimbello generale o zimbello d'italia.
Mi potresti per favore elencare nomi e cognomi di chi ti dice questo di me? Vorrei capire se tra di loro c'è gente che invece mi dice che i miei pezzi su questo sito sono interessanti, cosa detta anche di quelli sul centro.
La storia di come secondo te funziona questo sito la salto a piè pari. Quelle si che sono cose per farsi prendere per zimbello, un pò come la paternale che ci hai fatto in un altro commento.
Perchè leggendo la domanda che poni parlando di me e bottero:
Uno legge... rimane lì un attimo basito... e pensa: ma chi sono questi qua...?
A me viene da chiederemi: Ma perchè invece tu chi cazzo sei?
ps: scusami per il "cazzo", ma scatta come bonus dopo 3 zimbello d'italia. Stai sereno, stammi bene e salutmi Sindaco, Assessore e Presidente. :)
Accetto il suo richiamo e, ancora una volta, provo a dialogare.
Se però vuoi andare avanti con i toni soliti, per favore non rispondermi neanche e finiamola qua.
Rispetto alla problematica delle retribuzioni degli autori, compendo il tuo punto di vista di associazione.
E naturalmente lo rispetto. La vostra è un'associazione di persone che si sobbarca oneri di vario tipo per poter produrre gli oggetti della propria passione. Lo fanno anche altre associazioni. E se le attività non sono in realtà piccole imprese travestite, sono sempre attività lodevoli.
L'importante è essere chiari con gli autori, che possono, in situazioni di questo tipo farsi le ossa e sperimentare.
La storia del Cfapaz in questo ambito è molto più consistente. Abbiamo quindi vissuto varie stagioni, che non sono sempre sovrapponibili tra di loro. In alcuni periodi siamo riusciti a trovare forme di retribuzione degli autori. Noi ci siamo però dati alcuni mission specifiche. Abbiamo infatti provato in varie situazioni, con vari progetti, a collaborare con altre realtà per creare contesti di visibilità e di valorizzazione. Riviste, mostre, manifestazioni, concorsi. Abbiamo fatto un po' di tutto.
Oggi proseguiamo con Napoli Comicon, con Futuro Anteriore (grazie per la sempre ottima recensione dell'ultimo catalogo prodotto). Il rapporto con Lucca per la Self Area si è invece ormai concluso dopo i tre anni previsti. Altro facciamo a livello locale e altro vogliamo fare in futuro.
La nostra attività editoriale è un po' da rivedere. A parte che anche adesso abbiamo previsto forme di remunerazione per gli autori della collana Cartigli, una volta superato il pareggio delle spese, in questo momento abbiamo chiuso Schizzo Presenta e continua a rimanere in sospeso Schizzo Idee.
Buttare lì una cifra, ottantamila euro, e dire che con quella non facciamo una determinata cosa, secondo me è sbagliato. Perché con quel budget (fatto non solo di contributi, ma soprattutto di autofinanziamento) noi offriamo anche un servizio biblioteca, realizziamo corsi e facciamo tante altre cose.
In questo momento, come tanti, siamo in difficoltò, difficoltà che aumenteranno. E ci stiamo impegnando per trovare le soluzioni.
Il metodo che utilizziamo è quello della condivisione e del lavoro di gruppo. Con gli autori condividiamo le scelte. Non c'è un rapporto tra editore e autore, perché non siamo una casa editrice, ma una struttura che fa promozione culturale e aggregativa.
Al momento lavoriamo di più con gli autori locali. Ma vogliamo anche tornare a lavorare di più sul livello nazionale, senza nulla togliere al progetto Futuro Anteriore.
La situazione non è facile. E queste tensioni in rete lo dimostrano.
L'invito di Baldo Di Stefano è trovare formule per fare fronte comune.
Personalmente ci starò sempre. Se adesso tiriamo, finalmente e definitivamente, una riga netta e smettiamo con le insinuazioni, le ripicche, le battute e tutto il corollario, ben volentieri...!
In questo commento, come vedi, non ci sono offese, non ci sono prese in giro, non ci sono allusioni. Ma solo voglia di confronto e discussione.
A te e bottero la prossima mossa.
ps ho contattato la ditta che gestisce il sito per capire cosa è successo a quella news, che compare ancora come titolo. altre sono invece completamente sparite. assicuro sul mio onore che nè io né tantomeno brusoni abbiamo disposto di toglierla. anche perché è ovvio che se l'abbiamo pubblicata sul nostro sito è perché siamo convinti che quel testo ci serva per dimostrare le nostre ragioni.
http://www.fumettodautore.com/news/fumetti/1223-le-precisazioni-del-centro-fumetto-andrea-pazienza-e-la-risposta-di-fumetto-dautore
ps: posso farti anche io una dettagliata consulenza che spiega perchè sul vostro sito il link porta da un'altra parte e del come ho fatto a recuperare il contenuto di quella pagina. D'altronde come tu sei dipendente comunale io sono sistemista informatico di professione da 15 anni, quindi a ciascuno il suo, come diceva Sciascia... : domanda finale (che ci vuoi fare sono fatto così...): ma perchè la ditta non l'hai chiamata quando ho pubblicato l'articolo in cui parlavo di questo strano broken link, cioè il 27 maggio scorso e te ne stai ricordando solo l'8 luglio? Ma per favore non rispondermi neanche e finiamola qua. :)