di Alessandro Bottero
Ovvero finalmente il mondo del fumetto online tira un sospiro di sollievo.
Buone notizie per il mondo del fumetto. Che voglio dire? Seguite il mio ragionamento. Da quando è apparsa sul mercato la BAO Publishing, si è scatenata la curiosità morbosa di vari nerd e degli addetti ai lavori, per sapere chi ci fosse dietro. E subito si sono scatenate le ipotesi più fantasiose e demenziali. Va detto che ancora una volta il mondo del “giornalismo” online a fumetti ha dimostrato un dilettantismo che potremmo quasi definire tenero.
In realtà le cose sono chiare, e trasparenti. Compongono l'assetto societario della BAO Publishing s.r.l. Michele Foschini, Pierto Marietti (già fondatore delle edizioni PM - ndr), e la UBS Fiduciaria s.p.a., società del gruppo finanziario UBS Italia, che detiene la quota di maggioranza del capitale sociale. L'amministratore unico della società e Caterina Marietti. Questi sono i dati ufficiali depositati alla Camera di Commercio Industria Atigianato e Agricoltura di Milano.
Perché però dico buone notizie? Primo perché questo significa che BAO è una realtà con le spalle larghe, e in grado di reggere il gioco. Secondo perché in un momento come questo, dove chi ha i capitali tende a non investirli, se non in cose dove il rientro è certo, che una fiduciaria investa svariate manciate di euri in una realtà editoriale così caratterizzata, come i fumetti, è un dato interessante, significativo, e soprattutto POSITIVO.
Come Fumetto d’Autore restiamo positivamente colpiti dal fatto che ci sia chi voglia investire in questo campo. Significa non solo che il progetto BAO è percepito come ben strutturato, ma anche che questo progetto viene visto all’interno di un campo che gli investitori ritengono potenzialmente foriero di guadagni. Ed è questa, se permettete, la notizia. Forse più della mera e semplice curiosità di sapere “chi c’è dietro la BAO?”. Vabbé, le curiosità da bambini le lasciamo ai bambini. Noi cerchiamo di parlare di cose serie.
Rimanete collegati con Fumetto d'Autore, lunedì troverete on line un'intervista esclusiva a Michele Foschini, direttore editoriale della BAO Publishing.






La rubrica della posta di Fumetto d'Autore. Per scrivere al direttore. Per dire la vostra. Per replicare ad un articolo che vi riguarda. Linea diretta con la redazione. lettere [at] fumettodautore.com
Comments
Anche perchè negli ultimi 6 mesi sono nate varie nuove case editrici specializzate in manga, quindi direi che il mercato sia saturo.
Al contrario, la Bao si sta muovendo molto sul fumetto Francese, cosa che non tutti fanno e che potrebbe dargli una connotazione differente dalle altre case editrici.
P.s. se ti sfogli i vari mega ed anteprima i titoli Bao "grossi" li trovi facilmente...Bone, Rose, Red rocket 7, Chew, lord of burger... le perle ci sono basta saperle cercare.
Per assurdo ho trovato titoli AVATAR della BD nelle mondadori e non nelle fumetterie ..
Un appunto : su colosso 13 , avendo il volume , devo dare ragione a Ricky quando era dubbioso
sul rapporto quantità prezzo .. dal momento che vi sono solo 3 episodi.
Metto agli atti anche un'altra questione : nel sopracitato volume campeggia in 3a copertina un bel "STAMPATO IN CHINA" .......
Domanda : è parte del motivo che fa ritenere questo investimento "foriero di guadagni" ??
Personalmente sono molto attento anche alle questioni politico/economiche del paese in cui viviamo nel tempo libero , e senza dilungarmi dico che la cosa mi sta enormemente sul ........
BAO -10 punti per me
L'Italia dovrebbe guardare come esempio la Francia: li si legge e parecchio, ma si leggono tanti, tantissimi fumetti. I prezzi sono alti, ma perchè nel Paese transalpino il fumetto viene percepito come un'opera letteraria, per la quale spendere 15-16 euro (per leggere 60-70 pagine) rappresenta un aspetto normale delle abitudini dei francesi. Il fumetto non viene visto come qualcosa per ragazzini, ma come un momento di cultura, ciò che in Italia non è mai avvenuto (salvo l'ingresso nella cultura popolare di miti come Tex, Diabolik, Valentina e più di recente Dylan Dog).
Inoltre, mettiamoci pure che gli editori che operano nel mercato italiano sono legati a logiche anti-diluviane, che rendono più difficile l'affermazione del fumetto come movimento culturale. Risultato: in Italia si leggono sempre meno fumetti, il fumetto diventa sempre più di nicchia, sempre più elitario. Fra breve, fumetti "mainstream" come l'Uomo Ragno o i Fantastici Quattro potrebbero essere considerati come un prodotto da "nerd". Altri, come Superman e Batman, sono divenuti icone popolari, ma conosciuti più nelle espressivi cinematografich e, telefilmiche e dei cartoon, che come fumetto.
E gli editori sembrano non accorgersi di tutto questo. Non se ne accorgono i pesi massimi e i pesi medi. Paradossalmente, se ne accorgono più i pesi mosca (ma questi ultimi non dispongono delle risorse economiche e umane per cambiare la situazione).