Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Roma Comics 2011: bilancio positivo, ma con qualche riflessione

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romacomics2011minidi Alessandro Bottero

Ed anche Roma Comics è passata. Diciamo subito che a differenza di Mantova Comics e Milano Cartoomics, le reazioni della maggioranza degli espositori di Roma Comics sono state positive. Essendo stato presente la giornata di sabato posso confermare le voci positive. In effetti il pubblico c’era (la coda alla biglietteria era lunga), e dentro non si aveva la sensazione di “deserto che vive” che colpisce molte manifestazioni. È vero che questo dipende anche dal fatto che gli spazi di Roma Comics sono piccoli, quindi si ha una una sensazione di “concentrazione” del pubblico, ma anche gli spalti, specialmente quelli che davano direttamente sul palco Cosplay, erano pieni.

Pubblico quindi tutto sommato positivo, anche se più di un espositore mi ha detto che il venerdì era stato un giorno fiacco. A una presenza di persone pare essere seguita anche una spesa da parte delle stesse. Insomma… si sarebbe venduto. Ma chi ha venduto e quanto? La mia sensazione è che i principali beneficiari degli acquisti siano stati i negozi di giapponesitudini, e gadgetistica varia. In seconda battuta gli editori puri, che possono offrire “solo” i loro prodotti, e “solo” cose che si leggono. Presenti alla manifestazione c’erano 001, Coniglio, Tunué, NPE, Kappa edizioni, Kawama editoriale, Editoriale Mercury, Astorina, B&M e se ho dimenticato qualcuno mi scuso.  Insomma un parterre non da buttare via, e grosso modo assimilabile a quello delle altre manifestazioni in giro per la penisola. Mancavano Panini, Planeta e Star Comics, ma credo che questo non cambierà, per motivi che cercherò di spiegare successivamente.

C’era gente, dicevo, e la presenza dei cosplayer era massiccia. E sicuramente qui si scatenerà la ciclica discussione che ogni primavera infiamma il mondo del fumetto. I cospleyer devono starci sì o no? E se danno fastidio o disturbano il mio animo di lettore colto, erudito, e sensibile al tratto delicato della Nona Arte, posso sventrarli o devo fare finta di tollerarli?

Cari signori, voglio portarvi come risposta a questi interrogativi (che si legano in modo sostanziale anche al ben più grave problema “come fare a portare NUOVE generazioni alle manifestazioni, così che entrino in contatto col fumetto”) quello che mi hanno detto Silvia e Gabriele (i miei figli) sulla metro che ci riportava a casa, dopo la giornata passata a Roma Comics. Tenete presente che era la PRIMA manifestazione del genere a cui andavano, quindi il loro è stato in un certo senso un “imprinting”. Bene, Silvia (15 anni) mi ha detto che la manifestazione le è piaciuta tanto perché: a- c’erano tanti fumetti, e sui tavoli vedevi i fumetti nuovi e quelli anche più vecchi, e la cosa le piaceva, perché c’erano tante cose da vedere; b- perché c’erano tante persone vestite come i personaggi dei fumetti e cartoni animati. Idem per Gabriele (11 anni). Ossia abbiamo due ragazzini che non avvertono come “corpo estraneo a una manifestazione a fumetti” i cosplayer, ma li vedono come un elemento che a loro piace. Allora, se io organizzatore devo pensare a un evento che sia capace di attirare più persone possibile, non posso nella maniera più assoluta “eliminare” il Cosplay da una manifestazione a fumetti. Ma il discorso è lungo, e sapete bene come la penso.

Passiamo ad altro: perché Panini, Planeta e Star Comics secondo me non verranno a Roma Comics, se le cose restano così come sono? Perché Roma Comics è sì stata soddisfacente per un certo tipo di espositori, ma non ha gli spazi per accogliere queste realtà commerciali che richiederebbero una superficie doppia di quella attualmente usata per i fumetti.

Roma Comics è una manifestazione che ha un suo perché, ma va inquadrata e contestualizzata. È una manifestazione che potremmo definire da classifica medio-bassa. Non in pericolo di retrocessione, ma nemmeno da Europa League. Questo non è uno sminuirla. È un porla nella giusta prospettiva, così da sapere cosa ci si può aspettare e né pretendere troppo, né non riconoscere il positivo.

L’aspetto culturale ad esempio, non è “intenso”, con incontri ogni ora, né ci sono state presentazioni di novità da parte degli editori presenti. Da questo punto di vista quindi altre manifestazioni sono più avanti. Ma se al pubblico di Roma Comics non interessa stare a sentire un dibattito se Milton Caniff usasse il pennello di martora o il pennino per inchiostrare Terry e i Pirati, e preferisce mangiare popcorn e guardare lo spettacolo dei cosplayer, allora preparare un programma con incontri a cui non va nessuno è un errore. Lo ripeto: preparare un programma con incontri a cui non va nessuno è un errore.

Ovviamente questo dipende da manifestazione a manifestazione, ma il principio generale resta valido. Questi eventi servono a far divertire le persone, a fargli dire “Accidenti, ho passato proprio una bella giornata. Quando ce ne è un’altra?”. Dipende dalla capacità e dell’intuito degli organizzatori della manifestazione X se l’affermazione nasce dall’aver assistito a incontri, o dall’aver trovato le novità, o dall’aver incontrato gli autori, o dall’aver semplicemente passato un pomeriggio a “vivere” il proprio Sé vestito da Lamù.

In questo senso Roma Comics mi pare essere riuscita. Ha individuato un certo tipo di pubblico, è riuscita a chiamarlo, e gli ha dato un’esperienza tutto sommato appagante.

Questo mi porta all’ultima considerazione, circa l’esistenza di due tipologie di manifestazioni: una per così dire STANZIALE, ed una che possiamo chiamare MIGRATORIA.

La manifestazione stanziale è quella che coinvolge, come maggioranza degli utenti, un pubblico che proviene dalla stessa città dove si tiene la manifestazione. Questo fa sì che per chi ci viene la manifestazione a fumetti X è UNA delle tante offerte che la città Y offre, a volte addirittura in alternativa nella stessa giornata. Oltretutto un pubblico stanziale, ossia che si sposta “da casa a manifestazione”, di solito non mette da parte soldi APPOSTA per la manifestazione, ma va alla manifestazione per passare il tempo. La manifestazione X diventa un modo per trascorrere del tempo di svago, assimilabile ad altri modi come cinema, concerti, teatro, sala giochi. Ossia mentalmente la spesa maggiore che prevedo è il BIGLIETTO per entrare, e qualche cosa da mangiare o bere nel tempo di permanenza all’interno dello spazio “passo il tempo di svago”.  Tipici esempi di manifestazioni stanziali sono Romics, Cartoomics, Roma Comics appunto, e in un certo senso anche Torino Comics. Come vedete non è un caso se più una città X è grande, più è probabile che la manifestazione a fumetti X attragga principalmente un pubblico proveniente in maggioranza dalla stessa città X.

La manifestazione migratoria è invece quella in cui la maggioranza degli utenti proviene da FUORI della città dove si svolte la manifestazione stessa. Gli utenti in maggioranza arrivano da fuori, con l’idea non solo di passare il tempo e poi tornare a casa per la serata, ma con l’esigenza di trascorrere un periodo di tempo in uno spazio diverso dalla vita quotidiana. E questo vivendo tutto il periodo della manifestazione, o quantomeno più di una semplice giornata. Inoltre chi viene a una manifestazione di questo tipo viene con l’idea di spendere, perché qui troverà quello che nella SUA città non trova. Tipici esempi di manifestazioni migratorie sono Lucca Comics & Games, Napoli Comicon (in parte), ma anche Narni, Mantova o Piacenza Fullcomics. Tutte manifestazioni che si svolgono in città piccole, tranne Napoli (ma in questo caso Napoli attira tutto il pubblico del sud), e non sarà un caso, vero?

In fin dei conti Angouleme non è Parigi, e anche San Diego, pur essendo una città di media grandezza, non è Los Angeles. Forse questa tesi si può applicare anche oltreconfine.

Chiudiamo: Roma Comics è stata tutto sommato una manifestazione positiva. Potrebbe crescere ancora, ma dovrebbe ripensare radicalmente la gestione degli spazi. Il Palalottomatica più di tanto non può ospitare, e anche il pubblico oltre un certo numero diventa da “piacevolmente numeroso” a “ingestibile negli spazi ristretti”.

Sabato ci attende Ludicomix, mentre domenica sarò a Scandicci. La settimana prossima un altro ReBottage di questa interminabile primavera fumettistica.

romacomics2011

Il parterre editori di Roma Comics alle 18 di sabato 19 marzo 2011

Comments

avatar Ricky
0
 
 
Ma senza Planeta, Star Comics e Marvel, che fiera è?
avatar Barone
0
 
 
Ricky la Star ce stava.
avatar Ricky
0
 
 
L'articolo, invece, riferisce che la Star Comics non c'era. Se fosse stata presente, avrebbe dovuto spiegare diverse cosette. Tipo: che fine ha fatto Kepher? Quali sono i prossimi progetti delle serie italiane? The Secret è uscito davvero o è stato rimandato? La Disney Italia c'era? Se si, avrebbe dato chiarito meglio la vicenda del passaggio a loro dei diritti Marvel dal prossimo anno (e in tal caso, con quali responsabili).
avatar Barone
0
 
 
Se guardi il sito di Roma comics nella parte espositori è presente la Star.
La disney non c'era.
Non credo abbiano fatto conferenze. Non credo che ti avrebbero risposto in maniera esauriente comunque.
avatar Ricky
-1
 
 
L'articolo, invece, riferisce che la Star Comics non c'era. Neppure la Disney, anche se i lettori meritano chiarezza sul destino dei diritti Marvel nel 2012. Se vi sarà il passaggio delle consegne di cui si parla, assisteremo ad un rinascimento dell'Uomo Ragno e soci in Italia, basato su un progetto editoriale di rilancio dell'intera linea dopo anni di stagnazione e una nuova squadra di responsabili.
avatar ackassandra95
-1
 
 
Riportare una Manifestazione dopo anni di assenza a Roma non è stato facile. Chi conosce la nostra organizzazione (Fumettopoli e Comiconvention) e chi la conosceva per Romacomics ha creduto nel nostro lavoro. Abbiamo cercato di convincere anche le grandi "case" a venire ma siamo stati totalmente snobbati, specialmente dalla Panini. La Disney ci ha detto che prima vedeva come andavamo e poi avrebbe pensato per la prossima. Ma una mostra mercato del fumetto cosè in sintesi. Un posto dove andare a comprare le stesse cose che si troverebbero in edicola o in fumetteria, o è un'occasione per riunire quei mercanti occasionali e o professionisti che portano rarità ed altro??? Oggi si vuole avere tutto dappertutto, certamente Palalottomatica ha le sue limitazioni, quest'anno abbiamo riempito non solo il parterre, ma anche tutto l'anello superiore con tre manifestazioni distinte, Gadgettistica, Dischi e CD, e la zona videogamesparty. Il prossimo anno stiamo pensando di riempirlo invece con i veri e propri "fumettari" cioè i collezionisti ed i commercianti occasionali, professionali e fumetterie, Nel Parterre daremo più spazio alle case editrici, specialmente a quelle minori, difficilmente trovabili nelle fumetterie, e che vivono di fumetto d'autore. La zona cosplay sarà in un'altra zona più praticabile e la zona ludica in un salone apposito, entrambe le zone saranno accessibili sia dall'esterno che dall'interno del parterre. Incontri? Discussioni? Presentazioni eccetera, come si diceva nell'articolo sono un errore se poi non ci va nessuno, o se ci sono solo 5 ascoltatori... allora tanto vale farli allo stand dove l'autore con il suo editore non sono costretti a chiudere x andare alla sala incontri un'ora x solo 5 persone, meglio dedicare loro tempo e cordialità all'interno dello stand. Abbiamo fatto del nostro meglio, siamo soddisfatti, lo staff ha funzionato molto bene, abbiamo scoperto spazi nuovi da utilizzare all'interno del Palalottomatica per il prossimo anno, probabilmente a Maggio e vi aspettiamo ancor più numerosi nella prossima kermesse del fumetto, che a scanzo di equivoci è nata nel lontano 1989 al vecchio hotel Parco dei Principi. Cordiali saluti e grazie per i vostri commenti.
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