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L'Editoriale » Roma Comics 2011: bilancio positivo, ma con qualche riflessione
di Alessandro Bottero
Ed anche Roma Comics è passata. Diciamo subito che a differenza di Mantova Comics e Milano Cartoomics, le reazioni della maggioranza degli espositori di Roma Comics sono state positive. Essendo stato presente la giornata di sabato posso confermare le voci positive. In effetti il pubblico c’era (la coda alla biglietteria era lunga), e dentro non si aveva la sensazione di “deserto che vive” che colpisce molte manifestazioni. È vero che questo dipende anche dal fatto che gli spazi di Roma Comics sono piccoli, quindi si ha una una sensazione di “concentrazione” del pubblico, ma anche gli spalti, specialmente quelli che davano direttamente sul palco Cosplay, erano pieni.
Pubblico quindi tutto sommato positivo, anche se più di un espositore mi ha detto che il venerdì era stato un giorno fiacco. A una presenza di persone pare essere seguita anche una spesa da parte delle stesse. Insomma… si sarebbe venduto. Ma chi ha venduto e quanto? La mia sensazione è che i principali beneficiari degli acquisti siano stati i negozi di giapponesitudini, e gadgetistica varia. In seconda battuta gli editori puri, che possono offrire “solo” i loro prodotti, e “solo” cose che si leggono. Presenti alla manifestazione c’erano 001, Coniglio, Tunué, NPE, Kappa edizioni, Kawama editoriale, Editoriale Mercury, Astorina, B&M e se ho dimenticato qualcuno mi scuso. Insomma un parterre non da buttare via, e grosso modo assimilabile a quello delle altre manifestazioni in giro per la penisola. Mancavano Panini, Planeta e Star Comics, ma credo che questo non cambierà, per motivi che cercherò di spiegare successivamente.
C’era gente, dicevo, e la presenza dei cosplayer era massiccia. E sicuramente qui si scatenerà la ciclica discussione che ogni primavera infiamma il mondo del fumetto. I cospleyer devono starci sì o no? E se danno fastidio o disturbano il mio animo di lettore colto, erudito, e sensibile al tratto delicato della Nona Arte, posso sventrarli o devo fare finta di tollerarli?
Cari signori, voglio portarvi come risposta a questi interrogativi (che si legano in modo sostanziale anche al ben più grave problema “come fare a portare NUOVE generazioni alle manifestazioni, così che entrino in contatto col fumetto”) quello che mi hanno detto Silvia e Gabriele (i miei figli) sulla metro che ci riportava a casa, dopo la giornata passata a Roma Comics. Tenete presente che era la PRIMA manifestazione del genere a cui andavano, quindi il loro è stato in un certo senso un “imprinting”. Bene, Silvia (15 anni) mi ha detto che la manifestazione le è piaciuta tanto perché: a- c’erano tanti fumetti, e sui tavoli vedevi i fumetti nuovi e quelli anche più vecchi, e la cosa le piaceva, perché c’erano tante cose da vedere; b- perché c’erano tante persone vestite come i personaggi dei fumetti e cartoni animati. Idem per Gabriele (11 anni). Ossia abbiamo due ragazzini che non avvertono come “corpo estraneo a una manifestazione a fumetti” i cosplayer, ma li vedono come un elemento che a loro piace. Allora, se io organizzatore devo pensare a un evento che sia capace di attirare più persone possibile, non posso nella maniera più assoluta “eliminare” il Cosplay da una manifestazione a fumetti. Ma il discorso è lungo, e sapete bene come la penso.
Passiamo ad altro: perché Panini, Planeta e Star Comics secondo me non verranno a Roma Comics, se le cose restano così come sono? Perché Roma Comics è sì stata soddisfacente per un certo tipo di espositori, ma non ha gli spazi per accogliere queste realtà commerciali che richiederebbero una superficie doppia di quella attualmente usata per i fumetti.
Roma Comics è una manifestazione che ha un suo perché, ma va inquadrata e contestualizzata. È una manifestazione che potremmo definire da classifica medio-bassa. Non in pericolo di retrocessione, ma nemmeno da Europa League. Questo non è uno sminuirla. È un porla nella giusta prospettiva, così da sapere cosa ci si può aspettare e né pretendere troppo, né non riconoscere il positivo.
L’aspetto culturale ad esempio, non è “intenso”, con incontri ogni ora, né ci sono state presentazioni di novità da parte degli editori presenti. Da questo punto di vista quindi altre manifestazioni sono più avanti. Ma se al pubblico di Roma Comics non interessa stare a sentire un dibattito se Milton Caniff usasse il pennello di martora o il pennino per inchiostrare Terry e i Pirati, e preferisce mangiare popcorn e guardare lo spettacolo dei cosplayer, allora preparare un programma con incontri a cui non va nessuno è un errore. Lo ripeto: preparare un programma con incontri a cui non va nessuno è un errore.
Ovviamente questo dipende da manifestazione a manifestazione, ma il principio generale resta valido. Questi eventi servono a far divertire le persone, a fargli dire “Accidenti, ho passato proprio una bella giornata. Quando ce ne è un’altra?”. Dipende dalla capacità e dell’intuito degli organizzatori della manifestazione X se l’affermazione nasce dall’aver assistito a incontri, o dall’aver trovato le novità, o dall’aver incontrato gli autori, o dall’aver semplicemente passato un pomeriggio a “vivere” il proprio Sé vestito da Lamù.
In questo senso Roma Comics mi pare essere riuscita. Ha individuato un certo tipo di pubblico, è riuscita a chiamarlo, e gli ha dato un’esperienza tutto sommato appagante.
Questo mi porta all’ultima considerazione, circa l’esistenza di due tipologie di manifestazioni: una per così dire STANZIALE, ed una che possiamo chiamare MIGRATORIA.
La manifestazione stanziale è quella che coinvolge, come maggioranza degli utenti, un pubblico che proviene dalla stessa città dove si tiene la manifestazione. Questo fa sì che per chi ci viene la manifestazione a fumetti X è UNA delle tante offerte che la città Y offre, a volte addirittura in alternativa nella stessa giornata. Oltretutto un pubblico stanziale, ossia che si sposta “da casa a manifestazione”, di solito non mette da parte soldi APPOSTA per la manifestazione, ma va alla manifestazione per passare il tempo. La manifestazione X diventa un modo per trascorrere del tempo di svago, assimilabile ad altri modi come cinema, concerti, teatro, sala giochi. Ossia mentalmente la spesa maggiore che prevedo è il BIGLIETTO per entrare, e qualche cosa da mangiare o bere nel tempo di permanenza all’interno dello spazio “passo il tempo di svago”. Tipici esempi di manifestazioni stanziali sono Romics, Cartoomics, Roma Comics appunto, e in un certo senso anche Torino Comics. Come vedete non è un caso se più una città X è grande, più è probabile che la manifestazione a fumetti X attragga principalmente un pubblico proveniente in maggioranza dalla stessa città X.
La manifestazione migratoria è invece quella in cui la maggioranza degli utenti proviene da FUORI della città dove si svolte la manifestazione stessa. Gli utenti in maggioranza arrivano da fuori, con l’idea non solo di passare il tempo e poi tornare a casa per la serata, ma con l’esigenza di trascorrere un periodo di tempo in uno spazio diverso dalla vita quotidiana. E questo vivendo tutto il periodo della manifestazione, o quantomeno più di una semplice giornata. Inoltre chi viene a una manifestazione di questo tipo viene con l’idea di spendere, perché qui troverà quello che nella SUA città non trova. Tipici esempi di manifestazioni migratorie sono Lucca Comics & Games, Napoli Comicon (in parte), ma anche Narni, Mantova o Piacenza Fullcomics. Tutte manifestazioni che si svolgono in città piccole, tranne Napoli (ma in questo caso Napoli attira tutto il pubblico del sud), e non sarà un caso, vero?
In fin dei conti Angouleme non è Parigi, e anche San Diego, pur essendo una città di media grandezza, non è Los Angeles. Forse questa tesi si può applicare anche oltreconfine.
Chiudiamo: Roma Comics è stata tutto sommato una manifestazione positiva. Potrebbe crescere ancora, ma dovrebbe ripensare radicalmente la gestione degli spazi. Il Palalottomatica più di tanto non può ospitare, e anche il pubblico oltre un certo numero diventa da “piacevolmente numeroso” a “ingestibile negli spazi ristretti”.
Sabato ci attende Ludicomix, mentre domenica sarò a Scandicci. La settimana prossima un altro ReBottage di questa interminabile primavera fumettistica.

Il parterre editori di Roma Comics alle 18 di sabato 19 marzo 2011







