Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » Vendita diretta? Italycomics pare abbia deciso di sì

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the-unknown-11di Alessandro Bottero

Pare che La Italycomics stia pensando di bypassare il circuito delle fumetterie, per vendere i propri fumetti direttamente tramite sito, o alle manifestazioni a cui partecipa.

Perché? Facile. Perché le fumetterie ordinano talmente poche copie dei loro prodotti che non conviene più usare il canale di vendita delle fumetterie. Poi c’è anche il discorso che le fumetterie non hanno sfruttato la possibilità del reso, offerto da Italycomics, e per terzo elemento una “guerra” che un distributore da fumetteria ha iniziato verso Italycomics.

Ma ecco cosa dice Paolo Accolti-Gil sul forum di Comicus, riflettendo sulla possibilità di questo passaggio alla vendita diretta:

«Ebbene sì, sto riflettendo sulla questione alla luce di quanto avvenuto nell'ultimo anno:

- abbiamo dovuto tagliare lo sconto al distributore per non alzare ulteriormente i prezzi visto il calo degli ordini.
- abbiamo offerto il reso per permettere di tenere copie sugli scaffali a rischio zero e invece hanno ridotto ulteriormente gli ordini.
- un distributore ha iniziato a farci la guerra e un secondo si è accodato alla decisione del primo.

Vedremo come va il FCBD, ovvero se ci saranno altre adesioni ora che è uscito il Mega, poi bisognerà decidere. Di continuare a foraggiare anelli di una catena non indispensabile mentre ci rimettiamo con loro e nel contempo piovono ordini diretti di chi non trova Angel in fumetteria non ho più tanta voglia.»

Che possiamo dire? Le fumetterie protestano e dicono che è facile gettare la colpa su di loro, ma i dati parlano chiaro. 200 copie ordinate di un albo sono ridicole. Soprattutto se magari (ipotesi mia) in un anno ne vendi altrettante alle varie manifestazioni, a lettori che “Cavolo! Ma è uscito? In fumetteria non l’ho trovato!”.

E dico che sono ridicole perché quando anni fa la Italycomics annunciò l’accordo con la Boom! In tanti dissero “Bello!!!!! Sono fumetti fichissimi! Non vedo l’ora di leggerli!”

E in effetti alcuni dei fumetti Boom! sono di gran lunga superiori come qualità ai fumetti Marvel o DC Comics. Però l’Uomo Ragno vende circa 4800 copie in fumetteria, e 200 un titolo Boom!. Vi pare sensato? Vi pare equilibrato? Possibile che le fumetterie siano del tutto innocenti, e il discorso “sudditanza del nome” non le tocchi per niente? Possibile che un negoziante esperto (come si suppone dovrebbe essere uno che gestisce una fumetteria) non sia capace di trasmettere ai propri clienti la notizia che Irredimibile è STUPENDO, e che forse sarebbe il caso di provarlo? Ma certo che se io negoziante non prendo una copia in più di Irredimibile, difficilmente potrò dire “Guarda un po’ questo. Fidati, merita!”.

L’obiezione tipica è “I titoli Boom! non vendono, quindi non posso ordinarli. Io non faccio beneficenza. Sono un’impresa e devo guadagnare.”

Perfetto.

La buona fede della prima parte di questa affermazione (“I titoli Boom! non vendono”) l’avremo quando arriveranno gli ordini per fumetterie delle tre serie Boom! che la Panini Comics ha opzionato, ossia Soldier Zero, Starborn e Traveler, le tre serie “scritte” da Stan Lee. Vogliamo scommettere  che gli ordini per questi volumi saranno nei parametri dei volumi 100% Cult/Marvel, ossia -attualmente- tra le 800 e le 2000 copie?  Anche con solo 800 copie di prenotazione (credo più o meno come un volume 100% Cult Comics) si parla di QUATTRO VOLTE gli ordini di un prodotto Boom! della Italycomics.

E come sarebbe possibile che la Boom! non venda, e poi appena la pubblica la Panini vende? Significherebbe che in realtà le fumetterie non ordinano i prodotti, ma ordinano il nome dell’editore. E se non hai il nome giusto puoi pubblicare anche il fumetto più bello del mondo, ma sempre un pugno di ordini riceverai.

Allora io capisco i tipi della Italycomics, e trovo del tutto sensata la loro riflessione. Anche perché, alla fine dei discorsi, se tu non vuoi i miei prodotti sarò libero di trovare un altro modo per venderli sì o no?

Comments

avatar missi
+1
 
 
come al solito penso che la verità stia in mezzo.
ho avuto la possibilità di vedere il volume n.1 di irredeemable, e l'ho trovato molto interessante.
però il prezzo (sopra i 25 € per 8 storie) mi ha totalmente scoraggiato (ed è un'obiezione che ho fatto a suo tempo nel forum sulle politiche prezzi di Italycomics).
Anche io dalle anticipazioni credo sia un titolo meritevole di maggiore considerazione, ma purtroppo come un editore, anche gli acquirenti fanno una selezione. Ed il prezzo conta....

Di Italycomics ho ordinato il volume The Ghoul di Niles-Wrightson.
Il prezzo resta alto ma diciamo che è un tipo di prodotto che gode di minore concorrenza con i prodotti di altre case editrici che riescono a praticare prezzi minori.

Stesso discorso per lo splendido Rocketo.
Il costo era alto (la tessera promozione mi fece convincere a provarlo) ma era un prodotto "diverso".
E quindi mi incuriosì.

missi
avatar Ricky
-4
 
 
Per anni, tanti micro-editori si sono cullati nel sogno di esprimere la loro voce attraverso un sistema di vendita molto fragile: quello delle fumetterie. Ma soprattutto, erano davvero convinti (chissà per quale motivo) di proseguire proponendo serie a fumetti di case indipendenti americane (che significa, serie e personaggi sconosciuti con un grado di vendibilità pari a zero). La crisi del mercato ha mostrato la realtà. Oggi, per i micro-editori non c'è più spazio nelle grandi strategie della distribuzione in Italia. Il passaggio alla vendita diretta costituisce, in questo ottica, l'ultimo, disperato (e francamente inutile) tentativo di cambiare le carte in tavola. In altri interventi di commento su questo sito, ho precisato che senza le fumetterie, veniva meno la ragione giustificatrice dei micro-editori. In Italia, checchè se ne dica, l'edicola è ancora oggi il principale canale di distribuzione dei fumetti. Ma il discorso è un altro: se le fumetterie non ordinavano niente prima (perchè i loro clienti, pur potendo sfogliare qualche albetto di questi micro-editori, non se ne interessavano), perchè qualcuno dovrebbe ora ordinare qualcosa "in modo diretto" all'editore?
E poi con prezzi come 3,00 euro per 24 pagine?
Se non è bastata neppure l'autopromozion e che i micro-editori fanno sui forum loro amici, forse si dovrebbe cominciare a pensare che ai lettori (almeno di quelli rappresentanti un numero significativo) non interessano questi personaggi, queste serie e questi micro-editori.

Poi viene scritto che "E in effetti alcuni dei fumetti Boom! sono di gran lunga superiori come qualità ai fumetti Marvel o DC Comics..."!
Ma chi lo ha stabilito questo? Se lo dice chi ha interesse a farlo è un conto, ma che si voglia far passare questo assunto per realtà, è tutto un altro paio di maniche. La qualità è sempre soggettiva e se dei titoli Boom viene parlato (fino alla noia) sui forum (e sempre per motivi promozionali) e nonostante questo, lettori, fumetterie e distributori se ne fregano, significa, molto chiaramente, che tutta questa "qualità" non esiste. Seriamente, come si può pensare di paragonare l'Uomo Ragno a un titolo Boom!? Chi fa paragoni del genere non vive nella realtà.
avatar The Hedge Editor
+2
 
 
Intervengo, controvoglia, solo per precisare che il dato 200 copie riguarda la maggior parte dei titoli Boom! (albi spillati) ma non Irredimibile che supera di poco le 300 copie (del numero 1 esaurito ne esistevano 500) alle quali si aggiungono i 200 lettori di Boom! Magazine (in calo dai 450 iniziali) e i circa 230 (fumetterie più librerie che però possono ancora rendere) del volume. Il numero totale dei lettori di Irredimibile è quindi di tutto rispetto anche se calato dagli iniziali oltre 1100 agli attuali 730, a conferma che se un fumetto è “stupendo” la gente se ne accorge (se ha modo di accorgersene). D’altra parte solo uno sciocco potrebbe pensare che gente come Mark Waid e DeMatteis, autori di veri e propri capolavori in casa Marvel e DC, diventino incapaci e vadano snobbati una volta che hanno campo libero con le proprie storie e i propri personaggi. Certo, pagano l’essere noti come autori di super eroi, tanto che poi, qui come in patria, un fumetto come Potter’s Field (che pubblicato da Bonelli spopolerebbe e diventerebbe un serial di successo) si ritrova ad essere ignorato sia dai lettori di comics perché non si vedono pigiamini colorati, sia da chi non gradisce i super eroi, perché associa autori e formato a quel genere anche quando non c’entra niente.
Per fortuna comunque, almeno Irredimibile ha dalla sua Ricky che in perfetta coerenza con quanto scrive non ha mai perso occasione nei suoi blog di parlarne tanto bene (della versione americana) da auspicare che passi alla Panini o alla Planeta.
avatar Carlo Nervo
+1
 
 
Ricky ha dei blog?
Possiamo sapere quali?
Grazie
avatar Ricky
-2
 
 
3,00 euro per 24 pagine resta un prezzo del tutto irrazionale. Per tal motivo, qualora Irredimibile passasse ad un editore di medio o macro-dimension ato (in grado di offrirlo con un formato e un prezzo più realistico), sarebbe un vantaggio per tutti i lettori, oltre ad uno sviluppo ordinario dell'attuale situazione di mercato, che sembra non lasciare più spazio ai micro-editori. Tra l'altro, come precisato in altri interventi, era abbastanza ovvio che, venuta meno la possibilità di distribuire in fumetteria, per i micro-editori non vi sarebbero più stati margini concreti di operatività sul mercato. E ciò porterà dei sicuri benefici al mercato e ai lettori, in particolare, che potranno contare su prezzi e formati maggiormente concorrenziali.
Sui giudizi qualitativi, è opportuna una precisazione: Mark Waid e J.M. De Matteis sono due autori conosciuti, ma lo sono principalmente perchè hanno scritto di serie o personaggi noti. Quando escono fuori di questo ambito, il discorso è differente e implica un ridimensionamen to. Un esempio: Arthur Conan Doyle è famoso per avere inventato e scritto di Sherlock Holmes. Ogni volta che ha cercato di uscire dall'universo del grande investigatore per scrivere qualcosa di diverso gli è sempre andata male. Allo stesso modo, Waid e DeMatteis sono famosi per le storie di personaggi noti su cui hanno lavorato, ma, per motivi vari, non sono ancora riusciti a conquistare masse di lettori delle stesse dimensioni di quelle dei fan dell'Uomo Ragno, di Superman, di Batman e di tanti altri big.
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