di Alessandro Bottero
Una delle cose che la mia mamma mi ha insegnato è che la buona educazione è una cosa importante. Non è solo ipocrisia, o perbenismo borghese. Usare parolacce o prese per il culo gratuite, solo perché “ma io sono sincero, e devo dire quello che penso”, è una idiozia. Mio figlio di 11 anni riesce a trovare giustificazioni migliori quando fa qualcosa che non va. E invece persone adulte, magari sposate e con figli, magari con lavori anche di responsabilità, magari con precisi doveri educativi pensano che tutto questo non sia più necessario. Nell’era del “reality show totale”, tutti dobbiamo agire e dire le cose che sentiamo in presa diretta e davanti alle telecamere virtuali dei blog, dei forum, e della rete. Niente filtri, niente riflessioni perché l’unica cosa a cui tendere è la spontaneità. Si è creato un paradigma mentale, per cui essere spontanei e/o immediati nelle reazioni equivale ad essere sinceri. Beh, questa è una idiozia. “Sono sincero e dico sempre quello che penso”, equivale a dire “voglio avere il permesso di dire qualsiasi fesseria mi passa per la testa, senza alcun rispetto per chi ho davanti, perché sì. Punto e basta”.
E invece è sbagliato. Invece serve la buona educazione (in realtà basta anche una educazione pura e semplice, ma tristemente non molti ormai la possiedono), serve il rispetto per l’altro, serve il rendersi conto che a volte occorre stabilire dei robusti collegamenti tra il cervello e la bocca, senza che la seconda agisca per conto suo, e soprattutto serve il rispetto per il lavoro altrui. A prescindere se chi ha realizzato quel lavoro mi sta sui coglioni, o è il mio migliore amico. Io devo rispettare il lavoro degli altri, perché un lavoro. Perché c’è chi ci si è impegnato, c’è chi ha impiegato tutte le sue capacità per fare al meglio quello che sto leggendo, o guardando, o ascoltando, e anche solo per questo io devo rispettarlo.
Punto. Non è una decisione da prendere a maggioranza: “la maggioranza dei presenti sul forum ha stabilito che l’autore X può essere preso per il culo!” No. È un dato di fatto puro e semplice. Si deve rispettare il lavoro degli altri. Chiamatelo assioma apodittico, chiamatela imposizione dittatoriale, chiamatela come vi pare, ma si deve fare. Perché se non si fa, se non si accetta questo come base di una qualsiasi rete di rapporti sociali, allora è la legge della giungla e dei gruppi contrapposti. Chi urla più forte determina l’accettazione del lavoro altrui. Determina il rispetto del lavoro altrui. E non è possibile.
E qui vengo al caso che mi ha spinto a questo pippone: il professor Alessandro Di Nocera scrive in un commento a questo articolo:
«cerchi di curare meglio le pubblicazioni della Cagliostro E-press, cerchi di valorizzare autori meno dilettanteschi di quelli che generalmente propone (ovviamente parlo degli italiani da lei prodotti), guardi meglio il rapporto qualità-prezzo delle sue pubblicazioni (in diversi casi inaccettabile), cerchi di scoprire autori VERI e non volenterosi ragazzi con velleità autoriali.»
C’è una mancanza di rispetto (che nasce dalla una totale ignoranza delle dinamiche produttive della casa editrice a cui si riferisce DI Nocera), che arriva anche alla mancanza di rispetto per chi lavora sugli albi della Cagliostro E-Press:
Matteo Giurlanda (Star Comics)
Luca Maresca (Eura/Aurea, Bonelli)
Rosario Raho (Star Comics)
Eleonora Antonioni (Aurea)
Sono autori che per prima Cagliostro E-Press ha valorizzato. Non sono autori veri? Sono «volenterosi ragazzi con velleità editoriali»? O Claudio Franchino? Claudio Valenri? Paolo Zeccardo? Egle Guerini? E tutti gli altri autori del catalogo Cagliostro E-Press? E tutti gli autori che ancora non abbiamo visto perchè sono a lavori sui progetti futuri? Perché il professor Di Nocera deve ricoprire questi autori con questo disprezzo molto snob? Forse perché pubblicano con Cagliostro E-Press e non dicono che Giorgio Messina è un "ladro, imbroglione, truffatore, cialtrone”, e quindi A PRIORI e PER SEMPRE saranno accomunati alla stigma che come tutti sappiamo grava su Messina e la Cagliostro E-Press? E perché nessuno dice al professor Di Nocera “Professore, ma una bella ripassata al rispetto del lavoro altrui? Una bella rinfrescata a concetti semplici e comprensibili anche a un bimbo tipo “se non so le cose sto zitto, per evitare di dire idiozie?” “?
Ma il professor Di Nocera insiste, e sempre nella stessa occasione dice:
«io invece penso che le sue pubblicazioni siano in genere di valore molto discutibile (compreso il programma "Golden Age" per il quale parlare di "restauro" rappresenta un insulto alle capacità critiche di coloro che hanno avuto la possibilità di vedere e analizzare il volume dedicato a Jack Kirby ora in vendita in fumetteria).»
E il professore continua a non sapere cosa dice. Infatti il volume "Jack Kirby: Strange world of your dreams" adesso in fumetteria non è pubblicato dalla Cagliostro E-Press, ma da me, dalla Bottero Edizioni, quindi il professore ha sbagliato. E quando un "grande" critico dei fumetti sbaglia la cosa fa riflettere, no? Sono convinto che il professor Di Nocera (e con lui molti) vedano nel mondo del fumetto un animale che non esiste: la casa editrice BotteroedizioniCagliostroepress. Un mostro editoriale, una fusione indistinta tra due realtà DIVERSE e SEPARATE. Ma ovviamente è inutile dirlo al professore che sa sicuramente meglio di tutti come stanno le cose, e se dice che il volume di Kirby in fumetteria è una pubblicazione Cagliostro E-Press allora ha sicuramente ragione. Peccato che la tipografia abbia indirizzato la fattura a Bottero Edizioni. E peccato che sulla copertina ci sia un logo bello grosso. Ma si sa… chi ha ragione non deve mica cercare conferme nei fatti no?
E i fatti direbbero che nessuno, mai ha parlato di RESTAURO. Io (perché ne ho parlato IO) ho sempre detto che si trattava di SCANSIONI degli albi originali, non dei materiali di stampa originali, e che l’intervento possibile era rendere le scansioni originali più leggibili possibile, affiancando poi alle scansioni originali la versione in bianco e nero. Stop. Se Di Nocera mi dice dove si sarebbe parlato di un RESTAURO degli originali, gliene sarei grato. Oltretutto (e qui torna l’ignoranza) un conto è chi acquista dall’estero i file di stampa di volumi su cui ALTRI EDITORI hanno eseguito (stavolta sì) un’opera di restauro costata migliaia di dollari, e durata mesi e mesi. Un altro è chi lavora direttamente con i suoi mezzi e i suoi tempi, su il materiale a disposizione. Quindi se qualcuno ha usato la parola "restauro" era riferita alla lavorazione per migliorare le scansioni a disposizionei.
Voglio dire al professor Di Nocera una cosa: siccome lui conosce un sacco di ottimi editori, tutti più bravi di me o di Messina, e siccome gli albi che io e Messina usiamo per i nostri progetti sono a DISPOSIZIONE DI TUTTI, convinca l’Aurea, la 001, la Panini, la NPE, la Tunué, il Centro Fumetto Andrea Pazienza,… insomma convinca chi vuole a fare la STESSA COSA che facciamo io e Messina. Ossia prendere le scansioni, fare il possibile per migliorarle, e poi pubblicarle in Italia. Se tutti sono più bravi di me o Messina, e tutti sono capaci di fare un lavoro migliore, perché nessuno lo fa? Perché nessuno stampa le storie di fantascienza di Jack Kirby anni’50, partendo dagli albi originali? Perché nessuno stampa le storie di Ditko della Charlton, partendo dagli albi originali? È facile partire dal volume della Fantagraphics, lo dico pure io questo… ma fallo partendo direttamente da "The Thing".
Insomma….a comprare i diritti dei volumi sono tutti bravi. Datti da fare a presentare quelle storie che NON sono disponibili su volume, nemmeno in America. E fammi vedere a quanto metteresti un volume che ristampa "l’Indiano Bianco" di Frank Frazetta. Perché a parlare e criticare sono bravi tutti.
A fare le cose meno.
A rispettare chi le fa poi non ne parliamo, vero professore?






La rubrica della posta di Fumetto d'Autore. Per scrivere al direttore. Per dire la vostra. Per replicare ad un articolo che vi riguarda. Linea diretta con la redazione. lettere [at] fumettodautore.com
Comments
Per rispetto loro e, soprattutto, dei loro lettori.
Peccato che nel libro in fumetteria vengono pubblicate le stesse scansioni (rilavorate, visto che "restaurate" non ti piace) che sono disponibili nello stesso database a cui attinge quello di Maledetti fumetti (che se ci attinge lui è figo e le scansioni non sono più fatte male...).
Ps: Il lettering è traballante? Con una visita dall'oculista si risolve tutto. Vedrai.
Ora, se vuoi ulteriormente replicare lo puoi fare ufficialmente all'articolo. Sai benissimo come si esercita il diritto di replica: si invia una mail al nostro indirizzo di redazione. Visto che pubblicare i tuoi commenti di risposta ad un articolo che ti chiama in causa è stata una benevola concessione in deroga alle regole che ci siamo dati e che tu da "collega" dovresti conoscere bene.
Cordialità infinita.
Fruire di un fumetto tramite un monitor non è assolutamente la stessa cosa rispetto a fruirne in versione cartacea e soprattutto tradotto.
Non a caso il volume della Bottero Edizioni è solo il primo di una serie di proposte simili ideate da diverse case editrici, e che hanno come target dei lettori disposti a spendere qualche euro in più per passare dalla lettura (e conservazione) su digitale a quella su carta.
Dove sia il problema di tutto questo e quale sia il danno che simili proposte fanno al fumetto in genere devo proprio capirlo: puoi illuminarmi a riguardo?
Giusto per capirci, è questo che FdA intende per rispetto del lavoro altrui?
Se X fa l'editore e i capitali ce li mette il suocero, scriverlo significa dire che non si rispetta il suo lavoro? Quindi quando si scrive che Marina Berlusconi fa l'editore in Mondadori con i capitali di suo padre Silvio Berlusconi, non stiamo rispettando il suo lavoro? Mi pare di no. Proseguiamo.
Se uno sinora ha co-diretto una piccola casa editrice e ora va a dirigere da solo il terzo catalogo del mondo nella sua versione italiana, la precedente piccola casa editrice in confronto alle potenzialità di quella nuova casa editrice è un condominio per diffusione. Dirlo è non rispettare il lavoro altrui? Mi pare di no.
Avanti il prossimo. Un attimo e sono subito da lei...
Davvero senza polemica, ma mi sfugge a volte il modo di ragionare di questo sito.
I due poi gestiscono un sito dal quale partono strali "bipartisan" contro chiunque abbia proferito un qualsiasi tipo di verbo contro Messina o Bottero.
Cavoli, è veramente strano che le due "realtà editoriali" vengano confuse in rete...
E poi come non si fa a cogliere inviti alla correttezza da parte di chi per primo ha sempre dimostrato grandissima correttezza e rispetto dei modi civili, omettendo sempre di fare battute sulla salute altrui, accerchiare autori che intervengono per spiegare le proprie ragioni affermando "velatamente" che vengono manovrati....
Quindi se noi collaboriamo insieme su questo sito allora anche le nostre realtà editoriali separate devono essere confuse. Interessante teoria. Come dire che se Nightwing e Robin collaborano insieme a Gotham City allora automaticamente anche gli Outsiders e Giovani Titani sono tutta una cosa.
Ps: fighissimo l'uso del verbo "accerchiare" per raccontare il mio botta e risposta con un utente. Come avrei mai potuto accerchiare da solo qualcuno? Adesso invece apprendo da te che sono in grado anche di accerchiare qualcuno da solo. Roba che mi fa gonfiare il petto e non sai quanto.
Comunque, per completezza, direi di sostituire il termine "accerchiare" con un termine a scelta tra "insistere in modo alquanto maleducato" oppure "insultare nemmeno troppo velatamente". Credo che il significato possa essere comunque il medesimo.
Per il resto mi scuso per l'incoerenza che ho dimostrato (lo so, a volte dovrei pensarci su dodici volte prima di scrivere) intervenendo di nuovo nel vostro spazio, anche se rimango dell'idea che il modo in cui usate il vostro sito possa generare più di un'imcomprensio ne sull'effettiva differenza tra i due mondi editoriali.
Un'ultima cosa: non ho capito a che pro inserire nell'intervento il mio nome e cognome di battesimo. Sia ben chiaro, non è certo un mistero, ma non capisco a cosa possa servire.
Il tuo nome e cognome reali li ho messi perchè dal tuo nick in rete si risale subito al tuo nome e cognome. Oltre "Giak" usi anche il nick "Warren" su Comicus. Viene anche fuori questo da Google, maledetti motori di ricerca che a volte "smascherano" l'anonimato che ci si è costruiti così faticosamente negli anni! :)
Quindi non vedo perchè non parlare usando i nostri nomi e prendendoci così ancora meglio le responsabilità di quello che diciamo. Sì perchè i miei moleskine saranno pure scorretti e la cosa è anche ampiamente indicata adesso nell'intestazio ne della rubrica per mettere in guardia il lettore ("la rubrica più scorretta politicamente di tutto il mondo del fumetto") però io ci metto la faccia, nome e cognome e mi prendo pienamente le mie responsabilità di quello che scrivo. E questo vale per tutti gli articoli pubblicati su Fumetto d'Autore. Noi ci mettiamo la faccia. Sempre. E mi pare un pò buffo che questo metterci la faccia generi un'incomprensio ne sulle nostre realtà editoriali. Le realtà editoriali collaborano ma sono distinte. Ti faccio un'altro esempio. Anni fa il Centro Fumetto Michele Ginevra.. osp, il Centro Fumetto Andrea Pazienza fece in collaborazione con le edizioni BD un volume a fumetti sulla Costituzione. Questo voleva dire che il Centro e la BD sono confondibili perchè per un progetto hanno unito le forze? Non mi pare. Ecco, io e Bottero abbiamo unito le forze per fare Fumetto d'Autore ma Bottero Edizioni e Cagliostro E-Press sono due entità distinte e separate.
Per quanto riguarda metterci faccia, nome e cognome, io auspico - pacificamente, visto che qualcuno comincia ad avere intenzioni che non mi aggradano - che anche i miei denigratori facciano altrettanto. E quando non lo fate, se posso - maieuticamente - vi aiuto io a farlo. Detto ciò riscontro che la tua incoerenza è anche linguistica. "Accerchiare" non è sinonimo nè di "insistere in modo alquanto maleducato" (non ero io che insistevo, anzi, io rispondevo semplicemente ma incalzando per quello che mi interessava sapere) e nemmeno di "insultare nemmeno troppo velatamente" (non ho insultato nessuno, tanto è vero che la mia giovane e fragile interlocutrice, in quella circostanza, non sapeva indicarmi neanche dove lei presumeva di essere stata offesa e quando lo ha fatto abbiamo appurato che era per una frase che non ho detto io ma bensì il suo mentore).
Vedi egregio Morello, qui non ci ha mai creato mimimamente problemi avere contestatori direttamente sul nostro sito, pubblichiamo volentieri i vostri commenti (purchè non ci insultiate palesemente o usate il turpiloquio). Alcuni la libertà di parola la teorizzano soltanto, noi invece cerchiamo di applicarla davvero. In realtà apprezzo molto che tu non ce le mandi a dire e venga qui, ma ti invito a metterci la faccia, nome e cognome e soprattutto a non invocare silenzi inutili se poi invece vuoi parlare. Lo dico per te e per la discussione.
Io da parte mia ti rispondo volentieri (quando e se ho tempo di farlo, ma prima o poi rispondo comunque). Non mi tiro indietro al confronto, ma almeno onoriamo le regole della cavalleria rusticana anche se siamo davanti ad un monitor (che poi per me non fa differenza con il reale, quello che dico e scrivo on line è uguale a quello che dico live).
GM
Ps: mi dicono che tu abbia anche una bellissima fumetteria/libreria a Bolzano. I miei complimenti sinceri. Possiamo pensarla in modo diverso su tutto, ma nel commercio di questi tempi i veri eroi sono i librai. Perchè potrai pure non credermi, ma io sto dalla parte dei librai. A modo mio, ma ci sto.