Intervista a Davide Caci: tutti i segreti del “Re Nero”!
Al palmarés di Fumetto d’Autore mancava Davide Caci, giovane saggista/tuttologo/consulente, che da poco ha preso a lavorare in pianta stabile per ReNoir, casa editrice poco considerata in giro, ma che offre pubblicazioni di ottimo livello. Il giovane Caci (che non è il titolo di un film), ha acconsentito a questa intervista, senza sapere in quale mani si stava cacciando. Ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro. Ecco a voi Davide “ReNoir” Caci!
Pare di capire che tu abbia iniziato a collaborare con ReNoir in una veste di un certo peso. Visto che di ReNoir si parla poco in giro, malgrado un catalogo di tutto rispetto, puoi tracciare per Fumetto d’Autore, una panoramica sulla casa editrice e sulla sua filosofia editoriale?
Premetto che hai colto nel segno. Di ReNoir (casa editrice nata a fine 2006) si parla pochissimo, nonostante una crescita costante, e un catalogo corposo, composto da titoli di alta (talvolta altissima) qualità. In tal senso, con il CEO Rosanna Brusco e l’art director Giovanni Ferrario, si è pensato di rafforzare molto la comunicazione, affidando a Davide Barzi – storico del fumetto, cartoonist, deus ex machina – l’incarico di occuparsi dell’ufficio stampa della casa editrice.
Ciò detto, rispondo alla tua domanda: in poco più di tre anni di storia, la ReNoir ha portato avanti una strategia editoriale abbastanza definita, basata sul fumetto d’avventura, declinato con toni e intenti differenti (sorridere, riflettere, ricordare...).
All’insegna della differenziazione, poi, stiamo sviluppando delle nuove collane: una dedicata al fumetto per ragazzi (quasi inesistente, in Italia) e una di libri per bambini.
Il nostro catalogo è vario, non ci facciamo mancare nulla: fumetto americano, bande dessinée, produzioni italiane, manhwa e fumetto europeo.
Se parliamo di filosofia editoriale, cito quanto scritto sul nostro sito web: siamo una casa editrice giovane ed entusiasta, con l'esigenza di una grande qualità. Questa esigenza si ripercuote su ogni nostra mossa: dalla scelta dei titoli alla lavorazione. In effetti, ciò che ho sempre apprezzato da lettore è la cura che si vede in ogni volume: non a caso, abbiamo svolto e svolgiamo lavori di service editoriale per alcune realtà importanti (cito, su tutte, la Mondadori).
Veniamo a te. Davide Caci. Chi sei, che fai, che hai fatto, che farai, e soprattutto… perché lo fai?
Chi sono? Risponderei “uno studente di giurisprudenza”, ma penso che solo un paio di persone capirebbero la battuta. Quindi dico che sono un giovane che ha voglia di fare, e che ha avuto la fortuna di riuscire a trasformare la propria passione in lavoro. Quando, nel 2005, ho iniziato a muovere i primi – timidi – passi nel mondo del fumetto (con la rivista Mondo Japan, e con la nascita di una splendida collaborazione con Carlo Chendi), ero veramente un ragazzino. Eppure, ho trovato persone (Chendi in primis) che hanno creduto in me, e mi hanno consentito di crescere (processo ben lungi dal terminare, comunque...). Questo è il mio principale stimolo per tentare di fare sempre meglio: ripagare chi ha riposto fiducia in me, e rispondere con i fatti a chi mi ha messo i bastoni tra le ruote.
Oggi, oltre che Foreign Rights Manager e redattore presso ReNoir – attività che porta via il 99,9% del mio tempo – sono redattore presso l’agenzia di informazione giornalistica afNews di Gianfranco Goria, e collaboro con Scuola di Fumetto e Fumo di China, portando avanti, nei ritagli di tempo, la mia attività di saggista e sceneggiatore (più qualcosina di extra-fumettistico; e mettiamoci pure l’università, va’!).
Fino a “ieri” (e talvolta càpita ancora oggi), ho collaborato come freelance con diversi editori – Planeta DeAgostini, Comma22, Coniglio Editore, Iacobelli Editore, Tunué, 001 Edizioni – in veste variabile di critico, traduttore, curatore editoriale, sceneggiatore. Sono stato tra i fondatori dell’Associazione Culturale Rapalloonia! (di cui ho ricoperto il ruolo di segretario fino a inizio 2010), e sono membro del comitato direttivo dell’Anonima Fumetti – Associazione Italiana Professionisti del Fumetto.
Cosa farò? Continuerò a scrivere, nei ritagli di tempo: ho intenzione di proseguire la mia attività giornalistica/critica/saggistica, ma anche di scrittura creativa. A oggi ho firmato per altri tre saggi (e mezzo) e altri due fumetti, ma molto ancora si sta muovendo... Ho scritto anche due storie brevi (rispettivamente una e nove pagine), che saranno pubblicate su due riviste: una da libreria (per i disegni dell'eccellente Fabio Pochet) e una per l'edicola (la storia è stata realizzata con il mio geniale collega Ennio Bufi).
Concludo la kilometrica (sic!) risposta: perché lo faccio? Ne ho appena parlato sul mio blog! :)
Banale, semplice, ma vero: perché mi piace. Il fumetto è una mia grande passione, e sento che questo mondo – con tutti i suoi pregi e i suoi difetti – faccia per me. Molto ho imparato, molto ancora ho voglia di imparare...
Al NapoliComicon 2010 abbiamo visto alcune novità molto interessanti allo stand Renoir. Puoi parlarci un poco dei progetti futuri 2010-2011 della casa editrice?
Il leitmotiv del nostro lavoro degli ultimi mesi è «diversificazione». Stiamo lavorando per ampliare sempre di più i nostri confini. Al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo portato, in anteprima, Il Risveglio dello Zelfiro, di Karim Friha: si tratta del primo libro di una collana dedicata ai ragazzi, cui faranno seguito alcuni titoli di scuola anglo-americana, francese e italiana.
Per l'inizio del prossimo anno, arriveranno in libreria i primi libri di una collana per bambini che stiamo sviluppando (sarà composta da titoli stranieri e interessanti produzioni italiane).
Stiamo proseguendo poi la collaborazione con i nostri partner storici, e portando avanti le serie iniziate, americane e francesi. Per le americane penso ad Atomic Robo (che, con il terzo volume, ha raggiunto livelli qualitativi altissimi), Courtney Crumrin (titolo opzionato dalla Dreamworks per un lungometraggio), The Damned e altri... Per i francesi, penso soprattutto ai titoli umoristici (Tony e Alberto, Root, e una nuova serie della Soleil) e al premio jeunesse ad Angoulême 2010, Lou!.
Proprio in questi giorni stiamo riprendendo la pubblicazione dei fumetti orientali che, per una serie di vicissitudini, erano fermi da qualche tempo.
Concludo con qualche titolo: visto che sui cataloghi ne abbiamo già parlato, ti posso dire che pubblicheremo un romanzo a fumetti che racconta le avventure di un giovane James Bond, una poetica rivisitazione di un classico, disegnata da un'artista coreana dai toni miyazakiani, e, per concludere, un romanzo a fumetti (in uscita a Novembre) molto toccante, dedicato a una tematica delicatissima: la violenza contro le donne.
Nel 2011 in particolare dovrebbe essere pronto l'ultimo albo de La Gilda, di Oscar Martìn: dopo che Casterman ha abbandonato la produzione della serie (in un mercato ampio come quello francese c'è la tendenza, recentemente, a lasciare a metà serie non sufficientemente redditizie... un po' come per i telefilm statunitensi!) abbiamo deciso di onorare il patto con i lettori, e stiamo lavorando per la produzione del terzo volume, che sarà quindi «Made in ReNoir».
In particolare per il settore “Italia”, avete in cantiere progetti di autori italiani, ristampe o material inedito?
Assolutamente sì. Nel volgere lo sguardo all’estero, tentiamo sempre di non tralasciare l’Italia. Stiamo vagliando la possibilità di ristampare alcuni titoli storici italiani (con anche nomi di un certo peso), ma siamo comunque attivi anche da un punto di vista produttivo. Cito Le spade di vetro della bravissima Laura Zuccheri (che noi importiamo dalla Francia), e vado oltre. A Napoli abbiamo portato Le Tragifavole, disco a fumetti di Sergio Gerasi e della sua band, i 200 Bullets. A Lucca sarà pronto il numero due di Jonah Martini, in cui lo stesso Gerasi rimpiazzerà Alfio Buscaglia.
Per Jonah vale lo stesso discorso della Gilda: l'editore francese si è tirato indietro, e noi siamo subentrati nella produzione del progetto.
Stiamo inoltre proseguendo la collana «Profili» (per cui, a oggi, è stato pubblicato G&G, di Barzi e Gerasi): a gennaio sarà in libreria un volume di grande rilievo storico-sociale, disegnato da quello che mi sento di definire, senza timore di smentita, un talento raro e finissimo.
Nel frattempo, stiamo portando avanti altri progetti di produzione italiana, sia di fumetto (a Lucca pubblicheremo un fumetto di Andrea Scoppetta, stiamo lavorando a Gli Sconfitti 2...) che di narrativa per bambini.
Al momento, abbiamo in cantiere tre serie di libri per bambini, ed è probabile che presto se ne aggiungerà una quarta: è vero che nell'ottica della narrativa per bambini importeremo del materiale, ma vogliamo tentare di valorizzare il più possibile anche dei bravi autori italiani, dando loro fiducia, e tentando di portarli anche all'estero, tramite i nostri partner storici.
Ultimo ma non ultimo (tornando sul tema fumetto), stiamo lavorando a un grande progetto che coinvolge una property italiana molto importante (penso a livello letterario e cinematografico). Purtroppo non mi posso sbilanciare di più, ma già a Settembre si inizierà a sapere qualcosa di più...
Perché un lettore dovrebbe acquistare un prodotto ReNoir? Cosa ha di così particolare da doversi far preferire rispetto alle altre 45.908 proposte che ogni mese arrivano sul mercato?
Perché per noi il lettore è al primo posto. So che detto così può sembrare un esercizio di stile o uno slogan poco riuscito, ma... è la verità! Ogni nostro volume (dalla prima idea, fino a che non rimandiamo le ciano firmate in tipografia) viene pensato e lavorato tenendo ben presente chi è il lettore.
Il lettore è al primo posto, e tutti, in redazione, lavoriamo con questa consapevolezza.
Quando scegliamo un titolo, non ci orientiamo mai verso qualcosa in cui non crediamo al 100% solo «perché vende». Quando editiamo un libro, a volte le discussioni sull'utilizzo di un termine piuttosto che un altro durano delle ore. Quando arrivano le prime copie, rischiamo ogni volta di entrare in stato di depressione post-partum. In realtà non succede mai, perché... stiamo già pensando al libro seguente!
Questa cura particolare, di solito, viene apprezzata dal lettore. Personalmente, da lettore, ho molto apprezzato i titoli ReNoir, molto prima di iniziare la mia collaborazione.
Che parametri segue ReNoir per valutare eventuali proposte di autori italiani? O per scegliere un titolo estero? Cosa cercate, e perché un titolo magari non vi convince?
La conditio sine qua non perché un titolo interessi la ReNoir è che... ci piaccia. Tolta di mezzo la tautologia, sicuramente teniamo sempre un occhio puntato sull’avventura. Un fumetto, per quanto ci riguarda, deve essere avventuroso, divertire, intrattenere, ma anche emozionare. Quando selezioniamo un titolo di produzione italiana – fermi restando i parametri di cui sopra – tentiamo di ragionare anche in ottica internazionale: in quanto agenti, tentiamo di divulgare le produzioni dei nostri autori anche in altri paesi d'Europa, che talvolta hanno tradizioni molto differenti dalle nostre.
Ciò detto, siamo decisamente onnivori, e penso che il nostro catalogo lo dimostri: abbiamo fumetti molto differenti tra loro.
Cosa pensi della situazione attuale del mercato? Ha ancora senso pubblicare fumetti? Può essere un modo per guadagnarsi da vivere, o è solo un qualcosa che soddisfa esigenze culturali ma non incide sul reddito di chi lo fa?
Che il mercato vada male penso sia chiaro a tutti. E non stanno soffrendo soltanto gli editori medio-piccoli e piccoli, ma anche i grandi gruppi (talvolta per scelte sbagliate, a onor del vero).
Potremmo parlare della situazione italiana in cui il fumetto viene sempre e comunque considerato un mezzo di comunicazione secondario, ma non sono così sicuro che c'entri qualcosa, e soprattutto non sono così sicuro che sia utile e costruttivo: in Italia si legge pochissimo in generale, quindi non dovrebbe stupire che questa situazione coinvolga anche i fumetti.
D'altra parte, sono dell'idea che la progressiva diminuzione del fumetto per bambini e ragazzi sia parte del problema: se non si formano i giovani (e giovanissimi) lettori, come si può sperare che questi, una volta adulti, diventino dei lettori?
In generale, noi facciamo spesso e volentieri facciamo paragoni con la Francia, vista come una sorta di El Dorado. Effettivamente è così, ma sono sicuro che se riuscissimo a staccarci per un secondo dal mito francese (è vero: Oltralpe la situazione è decisamente migliore), riusciremmo a portare avanti analisi più lucide, fredde, e quindi efficaci. Anche perché la situazione odierna – migliore e molto diversa – è andata formandosi negli ultimi cinquant'anni o più. Mentre in Italia il fumetto andava verso le edicole (seguendo una direzione assolutamente popolare), in Francia si muoveva verso le librerie...
Nonostante tutto, comunque, penso che abbia ancora senso pubblicare fumetti, ovviamente.
Anzi, penso che noi operatori del settore siamo i primi a dover fare qualcosa. Ho l'impressione che oggi il fumetto trovi più spazio di una volta nell'immaginario collettivo (e nei media), ma che l'immagine risultante sia un po' distorta. Secondo il mio modesto parere, il lettore occasionale (non il nerd incallito o l'appassionato) vede il fumetto come un mondo polarizzato: da un lato, il fumetto popolare – espressione da leggersi quasi con spregio – da edicola (Bonelli, Disney, Supereroi); dall'altra il fumetto d'Autore – con la “A” maiuscola –, da Gipi in giù.
Purtroppo, manca il restante 80% del mercato, che è quello che, anche da un punto di vista economico, sta avendo più problemi...
Sono dell’idea che oggi si possa ancora vivere di fumetto, tenendo sempre presente che in Italia chi lavora nella cultura è, di solito, sottovalutato (e sottopagato), a prescindere dal fumetto.
La nascita e la proliferazione di microeditori che dimostrano il contrario (con incassi quasi nulli e, conseguentemente, pagamenti a zero per i collaboratori) è, a mio avviso, un problema. Certo, un piccolissimo editore è utile a un giovane, che voglia farsi conoscere. Ma, a conti fatti, non penso che quello sia un futuro plausibile per l'editoria, anzi... Non dico che debbano esistere solo i grandi gruppi (tutt'altro...), ma spesso e volentieri le dimensioni di un editore di fumetti – almeno, in Italia, basandomi sulla mia personale esperienza – sono direttamente proporzionali alla serietà e alla professionalità delle persone che dirigono la baracca.
L’Italia è il paese in cui due persone fanno un partito, e questo ragionamento si applica anche all'editoria, specie se a fumetti.
Sono dell'idea che presto, molto presto, spariranno dalla scena molti micro-attori, e sinceramente ne sono lieto. Sono convinto che il mercato premierà quegli editori che, pur tirando parzialmente i remi in barca, hanno continuato a mettersi in gioco.
Sappiamo che sei un grande appassionato di animazione. Quali sono i migliori tre film di animazione mai prodotti (2D o 3D è lo stesso)? E le migliori tre serie di animazione?
R: Accidenti, che domanda difficile! La mia è una risposta da appassionato, come dici, quindi tiene conto dei miei personali gusti, non di giudizi tecnici. Per i film, dico Up o Ratatouille (ex aequo, ma con una lieve preferenza verso la creatura di Brad Bird, per cui nutro una stima immensa), Biancaneve e i sette nani, Il Castello errante di Howl, con una menzione speciale per i film animati di Asterix (su tutti Le dodici fatiche).
Per le serie animate, non c'è storia: su tutte, The Simpsons. Se escludiamo le ultime stagioni (che, a mio avviso, risentono della mancanza di aria fresca tra gli autori, che riescono ancora a far ridere tramite gag, ma non a dare un respiro più ampio alla narrazione), sono la serie animata più geniale di sempre. Non a caso si sono aggiudicati una serie di riconoscimenti. Non ultimo: Homer Simpson è considerato il personaggio più celebre negli Stati Uniti degli ultimi vent'anni...
Partendo dal presupposto che sono un grandissimo consumatore di sit-com animate americane (non a caso, l'argomento del mio primo saggio; ho tenuto anche alcune conferenze e lezioni sull'argomento, insieme all'amico e collega Giorgio Salati)... Per i titoli di altre due serie animate, a bruciapelo, direi: American Dad (coglie alla perfezione con ironia e intelligenza il clima post-9/11) e Batman: the Animated Serie (che non eccelle forse da un punto di vista delle sceneggiature, ma... Quando hai Bruce Timm a curare il chara-design, diventa una questione trascurabile), con una menzione speciale per l'anime Death Note e per la francese Lou! (con ReNoir abbiamo portato il fumetto in Italia... Chissà se arriverà mai anche la serie animata?).
Ultima domanda. Il palcoscenico è tutto per te. Che messaggio vuoi lasciare a chi ci sta leggendo?
Argh! Niente di più facile? ;-)
Non lo so, il “foglio bianco” senza una traccia è troppo impegnativo.
Ringrazio te, Alessandro, per avermi intervistato: è emozionante, per una volta, essere dall'altro lato del “microfono”!
Se proprio devo dire qualcosa, dico che nonostante tutto – stress, periodi impegnativi, scadenze... – mi sento un privilegiato: riesco a vivere del lavoro che mi piace, e, contestualmente, a crescere.
Penso che la mia situazione possa essere un input per tutti quei giovani che vogliono lavorare nel mondo del fumetto, come autori e non: io sono arrivato a questo punto all'età di vent'anni (con quasi cinque anni di esperienza alle spalle), e per “fare esperienza” ho accettato compromessi, senza mettere però mai in gioco la mia dignità. Ho lavorato con impegno e tanta, tanta perseveranza, senza farmi demoralizzare dalle porte sbattute in faccia o dalle fatture non pagate.
Il sistema ha molti problemi, ma se si vuole fare qualcosa, e ci si impegna per farlo, di solito si riesce, senza essere dei geni o dei grandissimi talenti (non sono né l'uno né l'altro, quindi)...
E penso che questo sia il messaggio più interessante che possa far passare a quei lettori che vorrebbero entrare, come operatori, nel mondo del fumetto.
Ovviamente ritengo questa esperienza in ReNoir e la mia attuale situazione a livello di autore come un semplicissimo punto di partenza: un gradino più in alto rispetto allo scorso anno, ma assolutamente non un arrivo. Sono consapevole dei miei mezzi, ma, allo stesso modo, so di avere tantissimo ancora da imparare. E ho voglia di mettermi in gioco, in sfide sempre più grandi...
Concludo salutando tutti gli amici e lettori di Fumetto d’Autore!
So long...
Comments
volevo dire a Bottero che se non ha un cazzo da scrivere, nessuno si offende se lascia il foglio (elettronico) bianco, invece di fare le solite inutili sterili polemichette. davvero. prenditi la giornata libera e vai a saltellare nelle pozze di fango. e facci un video. sarebbe più costruttivo.
Ps: Pierz, vedi il lato positivo, se ti manca l'idea per fare una striscia di ravioli uestern o di matito, puoi sempre prendere spunto dal foglio elettronico che non è stato lasciato bianco... :))
Spero che questo mio intervento sia considerato educato.
Da lettore, non sentivo la tua mancanza.
Riguardo al 'signor' (si fa per dire) Burighel, dico solo che Wikipedia non è il Vangelo. Che io non sono infallibile. Che lui, soprattutto, non è infallibile e quel suo atteggiamento acido da persona affetta da complesso di inferiorità è l'antitesi del senso di carità e di fratellanza cristiana che molto ben propaganda (e che non fa altro che confermare i pregiudizi che ho nei confronti dei cattolici di nome ma non di fatto suoi pari). E che le mie recensioni, splendide o non che siano, almeno io le scrivo, assumendomi la responsabilità delle mie parole e dei miei eventuali errori. Cosa che non saprebbe fare il 'signor' Burigel, dall'alto della sua superiorità morale e della sua perfezione.
Cordiali saluti.
Il w di prima ero io. Sergio L. Duma.
... e non sarai tu, Burighel, a dire dove devo o non devo scrivere. Chi sei, il Padreterno?
@Pierz
Nessuna frecciatina, è un dato di fatto. Lo stesso discorso vale anche quando si posta su MF. Non ho mai notato ne su CUS ne su MF utenti che si permettessero di dare consigli come quelli che tu hai dato qui senza vincere soggiorni al villaggio dei bannati o alla zona fantasma. Quindi siamo ancora all'ambo e per fare terno aspetto che fai un intervento del genere su questi due forum così il numero per fare terno lo pigliamo dai giorni di ban che eventualmente ti darebbero... :)
@w
"Tu e Bottero state semplicemente facendo un'operazione ideologica, rendendo questo sito una versione cattolico/destrorsa di Comicus."
Questa me la segno per l'originalità. No. Io e Bottero, così come tutti quelli che collaborano qui, abbiamo semplicemente fatto un sito in cui si è liberi di esprimere le proprie opinioni anche quando non sono "allineate" tra i vari membri della redazione o a quelle di chi segue altri siti. Aggiungo che non riesco a capire poi perchè se a me non piace un sito devo ribadirlo ad ogni commento che ho l'occasione di fare. Se un sito non mi interessa non lo seguo più e stop.
@All
Ma porcapupazza, ma possibile che i commenti escano solo su questi editoriali che toccano la "politica" nei fumetti e mai sulla miriade di notizie interessanti che diamo o sugli articoli di approfondimento che facciamo? cheppalle (cit.)...
2) Noi non vogliamo dimostrare niente, vogliamo solo esprimere liberamente le nostre opinioni.
3) La prova dell' onestà intellettuale di questo sito e di conseguenza della mia, sta nel fatto che sinora nessun intervento è stato censurato.
4) Ma invece di continuare con accuse inutili e accanimenti propedeutici non è più semplice non visitarci più se i nostri contenuti non sono di gradimento dell'utente? Duma, ti esprimi come se noi vogliamo imporre le nostre opionioni, mentre sei tu che ti imponi di seguirci e contestarci.
Mi spiegate la frecciatina ai "siti che rendono omaggio ai morti più convenienti"?
Premesso che non sono il Padreterno, ma comunque un amico Suo, anzi figlio Suo per adozione per Fede nel Figlio Suo Unigenito, mi dici dove sta scritto che i cristiani devono essere tutti rose e fiori?
I cristiani sono chiamati all'imitazione di Cristo e Cristo non era un hippy, né tanto meno un pacifista senza sé e senza ma, anzi era uno che non si faceva molti problemi a inveire anche ferocemente contro coloro che se lo meritavano. Basta leggersi Matteo 23:27 (scribi e farisei "ipocriti", "sepolcri imbiancati", "pieni di ogni putridume") e Luca 22:36 ("chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una") per farsi un'idea appena un po' più chiara di Chi era veramente Cristo!
Il concetto di "carità" cristiana non è quello di "pane, amore e fantasia" che vorrebbe certo modernismo cripto-protestante: la "caritas" della Vulgata è l'"agape" del greco antico neotestamentario, è Dio perché Dio è amore e con amore il Padre inonda terre di infedeli, abbatte torri blasfeme, trasforma in sale gli immondi, invia lo sterminatore per uccidere i primogeniti degli oppressori del Suo popolo eletto, poi con lo stesso amore il Figlio inveisce contro scribi e farisei, ribalta bancarelle di cambiasoldi e mercanti nel Suo tempio, di cui sempre con tanto amore aveva predetto non sarebbe rimasto pietra su pietra e che il Suo popolo eletto sarebbe stato scacciato dalla terra promessa e che essa sarebbe stata data ad altri. E sempre con tutto il Suo amore lascia i dannati alla sorte che hanno voluto per loro stessi.
Quindi, non parlare di ciò che non sai, perché fai un brutta figura. Anche qui, basta leggersi Wikipedia per farsi un'idea un po' più chiara. Per dire, su Wikipedia a riguardo della teologia ho trovato degli articoli su dottrine ortodosse di cui neppure il mio docente di dogmatica era a conoscenza e che dopo alcuni ricerche su altre fonti abbiamo verificato essere corrette. Magari Wikipedia non sarà perfetta, ma spesso è un buon punto di partenza per ricerche più approfondite, su molteplici argomenti.
@Luigi Siviero
Diciamo che certi siti sul fumetto, tra quelli che si sbracciano a dire che non si deve parlare di parlare di niente altro che fumetto, si sono sbracciati nell'invitare giustamente i loro lettori a dare il loro contributo per le vittime del terremoto in Abruzzo e alle loro famiglie.
Quando poi però agli admin di questi siti è stato fatto presente che c'era un'analoga sottoscrizione per le famiglie dei soldati morti in Afghanistan le reazioni sono andate dal silenzio più totale al ban più fatale a chi aveva osato suggerire questa idea.
Io, se è possibile, vorrei esprimere un concetto che mi sembra semplice e basilare, ovvero che ognuno è libero di indignarsi di fronte a cose scritte o dette che non gli vanno proprio a genio. Ribadisco, un sacrosanto diritto! Indignamoci allora...una, due, tre volte...infinite volte??? Quello invece che continuo a non capire è quale perversione spinge alcuni individui ad insistere in maniera imperitura nel criticare o ribadire le proprie ragioni di indignazione. Basta! Capirei ci fossero in ballo personali interessi (ci sono?), ma perchè se un sito non piace uno deve insistere masochisticamente ad andarci e a leggere editoriali che è oramai palese sono di diversa opinione? Non ti piace? Bene, l'hai detto! Giustissimo! Sacrosanto! Ma perchè insistere...perchè continuare a commentare? Non so, io ho poco tempo a disposizione, e se reputo un sito non valido non ce ne spreco altro...e chi se ne frega se è visitato da milioni di persone...devo per caso fare propaganda delle mie idee? Combattere il "pensiero Bottero" così dannoso per la società?
Cavoli, è questo che non capisco.
Io non sono daccordo su alcune cose che ho letto qui in questo sito, non sono pro Berlusconi, non sono di destra, non sono Cattolico...eppure cerco e (a volte) trovo riscontri nella realtà delle cose.
Quello che scrive Bottero non mi arreca fastidio...porta semplicemente a farmi riflettere su posizioni diverse dalle mie; mi spinge a non chiudermi semplicemente sulle mie conclamate e tranquille posizioni, ma a rimetterle costantemente in dubbio...(mettere in dubbio non vuol dire cambiare idea!)
Trovo invece che alcuni siano proprio infastiditi...mah! Eppure continuano a scrivere contro il fantomatico e "propagandistico pensiero Bottero"...ribadisco, mah!
Io onestamente spero che qualcuno apra finalmente gli occhi e si renda conto che parlare di politica in un editoriale (che a mio avviso non si discosta poi così tanto dal mondo del fumetto visto che se un fumetto parla di politica perchè su un sito di fumetti non si può fare altrettanto) non significa che centinaia di articoli su questo sito non siano meritevoli di lettura; spero anche che qualcuno trovi la forza di entrare qui e, conscio della sua avversione nei confronti del "Bottero Pensiero" salti a piè pari l'editoriale, non facendosi tentare dalla brama masochistica di doverlo leggere a tutti i costi, e si legga gli altri articoli; infine spero che qualcuno la finisca di criticare berlusconi sempre e comunque, in tutte le forme possibili a sua disposizione...a forza di fare così si rischia di fare propaganda al contrario.
Ma soprattutto spero che nessuno si offenda o si risenta di questi miei commenti...se invece dovesse essere così (e me ne rammarico), a questi mi permetto di dare un consiglio: Non sprecate tempo nel rispondermi, fate qualcosa di più costruttivo per voi e per il vostro fegato...il vostro tempo è sicuramente più prezioso!
-tuxio-
La brutta figura la fai tu con tutto il livore, l'odio e il disprezzo che dimostri nei confronti di coloro che non la pensano come te. E, per quanto mi riguarda, definirti 'amico di Dio' è un'offesa a quel Dio di cui, malgrado i tuoi presunti studi, nemmeno comprendi (e come potrebbero confermare molti sacerdoti che conosco).
"Preferisco pregare un Dio che predica PACE e AMORE e non odio e guerra" (Papa Paolo VI).
E questo su Wikipedia non lo trovi di certo.
Ah, sì... un consiglio... vai da uno pschiatra. Ne hai bisogno.
Questo invece lo trovi su Wikiquote.
Per il resto, ti diffido a insultarmi oltre o dovrò agire come consente la legge.
Il Papa lo sapeva e ci ha avvisati.
Cmq, al contrario, proprio il fatto che ti ponga fuori dalla Chiesa e quindi ti cali nel mondo ti pone vicino a Satana perché è lui il principe di questo mondo. E lo è perché l'uomo, custode del mondo per conto di Dio, l'ha fatto entrare e continua a lasciarlo scorrazzare come più gli piace.
Ah, sì... il Dio che nomini in continuazione non ti degna nemmeno di uno sguardo.
Perchè non esiste.
Io il calore dello sguardo di Dio su di me lo sento ogni giorno, nella Provvidenza che guida la mia vita e mi soccorre quando tutto sembra star per crollare: "Io sono povero e infelice; di me ha cura il Signore. Tu, mio aiuto e mia liberazione, mio Dio, non tardare" (Salmo 39/40:18). Dio mi ama perché è Amore e ha riempito il mio cuore di Sé.
Io affermo la mia Fede che tanti sacerdoti così detti cattolici fanno di tutto per nascondere, per vigliaccheria. Le mie parole hanno alle spalle una Tradizione che limitandoci solo da Cristo ha oltre 2000 anni, persino oltre 5000 considerando l'inizio della Rivelazione "abramitica".
Un tempo, quando ero più giovane, anch'io dicevo quello che dici tu. Poi Lui mi ha chiamato per nome e l'ho ascoltato. Quando la smetterai di riempire le tue orecchie delle tue stesse parole, allora lo ascolterai anche tu e capirai. :-)