Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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L'Editoriale » “Ipocrisia” e cataloghi: esaminando Anteprima 246

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anteprima-245-editorialedi Alessandro Bottero

Era un po’ che non mi capitava tra le mani Anteprima, catalogo pubblicato da PanDistribuzione, che dovrebbe fornire ai gestori delle fumetterie, o in generale a chi lo consulti, un’idea il più completa possibile di cosa le case editrici propongano in un dato mese. Per una serie di coincidenze mi sono ritrovato a tu per tu col numero 246 del febbraio 2012 (nell'immagine invece un particolare della copertina del 245 di gennaio, il primo del nuovo "corso"), ed ecco cosa ho trovato:

- 17 pagine su 168 di introduzione e rubriche varie

- 70 pagine su 168 dedicate alla Panini Comics;

- 30 pagine su 168 agli esclusivisti pan (5 editori)  + star comics;

- 10 pagine su 168 alla RW (Lion & GOEN);

- 2 pagine su 168 alla magic;

- 7 pagine su 168 a tutti gli altri editori con 47 editori (sono 48, ma c’è anche la Bonelli con dei numeri più recenti di quelli annunciati nella sezione esclusivisti pan);

- 6 pagine su 168 dedicate ai fumetti USA;

- 8 pagine su 168 a cine e video;

- 8 pagine su 168 a merchandising;

- 8 pagine su 168 alle fumetterie, con i loghi delle varie fumetterie che pagano lo spazio per apparire su anteprima (credo che paghino, ma non lo so con sicurezza):

17 + 70  + 30 + 10 + 2 + 7 +  6 + 8 + 8 + 8 = 166 a cui si aggiungono due pagine pubblicitarie , una per Mantova Comics, e una per un gioco nintendo DS di One Piece

166 + 2 = 168

Due notazioni:

- nello stesso mese su Mega, il catalogo concorrente pubblicato dall’altro distributore per le fumetterie, ossia Alastor,  lo spazio dedicato alla Panini Comics sia stato di 24 pagine, ossia più del doppio di quello che la PanDistribuzione ha concesso alla RW. Ma questo dato pur significativo e che forse andrebbe esaminato con attenzione, non è il tema di oggi;

- il punto di oggi è questo: in un catalogo che va nelle FUMETTERIE (non nelle VIDEOTECHE o nei negozi di GADGET)  lo spazio dedicato agli editori non-Panini o non-distribuiti da PanDistribuzione e Star Shop è pari a 7 pagine su 168, ossia il 4,5 per cento.

Lo ripeto: 47 editori si devono dividere il 4,5 per cento di un catalogo che va nelle fumetterie

Invece 7 editori (Panini Comics +  Star Comics + esclusivisti PanDistribuzione) si dividono 100 pagine su 168 (70 +  30).  Ossia mentre 47 editori si dividono il 4,5% dello spazio di questo catalogo, 7 editori si dividono il 60% dello spazio.

Non lo trovate interessante? Non lo trovate significativo? Non lo trovate rivelatorio per come vanno le cose nelle fumetterie?

Ma facciamo un passo indietro. Che cosa è un catalogo?

Uno strumento che dovrebbe offrire ai negozianti di un determinato settore commerciale la possibilità di essere INFORMATI su cosa sia proposto dagli operatori di quel settore commerciale,  in un periodo X.. Informati su tutto quel che viene proposto dagli operatori,  visto che il distributore PanDistribuzione dice ai suoi clienti che lui può fornire TUTTO il materiale di TUTTI gli editori, e quindi implicitamente assume(rebbe) il compito/dovere di fornire le informazioni più complete possibili su cosa annuncino gli editori, così che i negozianti (i gestori delle fumetterie) abbiano un quadro il più completo possibile e siano in grado di sceglier ei loro ordini sul ventaglio più ampio possibile di prodotti.

Posso però dire che non capisco: se non informi in modo ESAUSTIVO cosa l’editore X propone quel mese, come fa la fumetteria ad essere INFORMATA in modo ESAUSTIVO di cosa succede nel mondo commerciale del fumetto? E se non informi in modo ESAUSTIVO, come fai a guardarti nello specchio e dire “il mio catalogo offre pari possibilità a tutti, e mette il gestore di una fumetteria i n grado di compiere una scelta INFORMATA su cosa prenotare”? Come fai? Se fossi una persona con un minimo di senso del ridicolo dovresti sghignazzare a sentirti dire questa cosa, perché NON E’ VERA.

Un catalogo che volutamente e programmaticamente dedica solo il 4,5% del suo spazio a 47 editori, NON informa in modo esaustivo le fumetterie di cosa sia disponibile.

In realtà Anteprima non è un catalogo che dia una informazione completa ed esauriente, ma è un house organ della Panini Comics, che concede un po’ di spazio anche a Star Comics ed agli esclusivisti PanDistribuzione. Questo house organ poi dedica le BRICIOLE di spazio a chi non è Panini Comics o esclusivista PanDistribuzione.

Allora , se volessimo essere più corretti e sinceri  bisognerebbe fare come Messaggerie, e dire “Sul catalogo MIO do’ spazio solo agli editori legati a me".

Infatti c’è qualcosa che non mi torna: se Panini Comic se PanDistribuzione sono due realtà separate e indipendenti l’una dall’altra, come mi è SEMPRE stato detto e ripetuto in questi ultimi 15 anni, come è possibile un comportamento del genere? Se io sono un distributore indipendente e non legato in modo particolare a un editore o a un gruppo di editori, il mio scopo/obiettivo è solo vendere. Non conta chi sia l’editore del prodotto che vendo. Conta solo che io lo venda. Più fumetti vendo meglio è, indipendentemente da chi sia l’editore. Parafrasando un detto famoso potremmo dire che “Per un distributore indipendente il fatturato non ha colore né nome”.

Quindi io distributore se mi metto in casa un prodotto è per venderlo. Esaminiamo allora la “sezione 4,5%” di Anteprima. Ci sono 47 editori, e ne mancano altri. Ossia editori che ESISTONO e producono cose vendibili, non vengono presentati. Qualche esempio?  Anteprima 246, febbraio 2012. Sezione Fumetti in Italia (la sezione 4,5%) ossia quella dove dovrei vedere gli editori NON esclusivisti PanDistribuzione. Mancano Absolute Black, Allagalla, Bottero Edizioni, Coconino, Comma 22, Coniglio Editore, DE Agostini/Aliberti, Edizionio BD/J-pop,  Facta Manent, Flashbook, Free Books, ItalyComics, Kappa edizioni, Nicola Pesce Editore, Tridimensional, Wombat. E perché mancano? Una possibile risposta è: perché non hanno annunciato novità, ma solo riproposte di opere già uscite o già annunciate.

E allora? Si tratta sempre di prodotti che possono essere venduti, no? Che differenza fa prendere l’ordine di una cosa uscita sei mesi fa, o di una cosa che uscirà tra due mesi? Da un punto di vista commerciale nessuno. NON annunciare le riproposte è una scelta che non ha alcuna giustificazione commerciale, se stessimo parlando di un distributore che deve solo VENDERE IL PIU’ POSSIBILE, a prescindere da chi sia l’editore dei prodotti venduti. SI spiega solo con motivi extra-commerciali.

Si spiega solo con il fatto che io ho scelto di limitare al massimo (o al minimo, dipende che tipo di grammatica seguiate) lo spazio per chi non è esclusivista PanDistribuzione (o Star Comics, o editori che per motivi “politici” devo accettare), per non dare fastidio, o darne il meno possibile alla Panini Comics e ai miei esclusivisti (e alla Star). O forse sbaglio.

Si spiega solo con la teoria che provo a ipotizzare (magari sbagliando) per cui un euro dato ad un altro editore, è un euro in meno alla Panini comics

Si spiega solo con la scelta di far crescere al massimo il fatturato della Panini Comics, limitando lo spazio e le proposte offerte di altri 47 concorrenti (ma anche di più, se contiamo chi non viene proprio presentato), che potrebbero sottrarre euri ai prodotti Panini Comics. Ma anche questa è solo una ipotesi e potrei sbagliare.

E quindi la conseguenza che ne traggo è che non è vero che Panini Comics e PanDistribuzione siano così indipendenti e staccate. Poi posso anche sbagliarmi. Anzi, sicuramente FORMALMENTE mi sbaglio, e FORMALMENTE sono due realtà diverse, con partita IVA diversa, e tante altre cose diverse, ma visto che siamo in un paese dove c’è libertà di opinione lasciate che a partire da alcuni dati inoppugnabili, tragga le mie conclusioni. Sono sbagliate? Evabbé, male che vada avrò detto la solita "cazzata"...

Uno potrebbe dire: “E bravo Bottero, ti sei sfogato e ora se te la fanno pagare te lo meriti”, ma scusate… oltre a NON presentarmi sul catalogo e quindi darmi ZERO possibilità che i miei prodotti siano ordinati dai negozi che usano Anteprima, che altro potrebbero fare? Bucarmi le gomme della macchina? Bloccarmi alle mostre mercato e dirmi “Tu ce l’hai con la PanDistribuzione!!!”. Mandarmi una letteraccia di diffida e di querela? Chiedere a qualche pugliese di mandare un esposto all’ordine dei giornalisti del Lazio e Molise?

Io ho riportato dei fatti, basati sull’esame concreto del catalogo Anteprima numero 246, pubblicato a febbraio 2012. Sulla base di questi dati ho dato una mia chiave di lettura di tali fatti, arrivando a conclusioni sicuramente opinabili, ma legittime.

Se qualcuno si sente offeso mi spiace per lui, ma mi contesti le conclusioni a cui sono arrivato, fornendo un’altra chiave di lettura, che dia una giustificazione per cui un distributore indipendente ha ragione a comportarsi come fa la PanDistribuzione nei riguardi dei 47 editori a cui dedica il 4,5% dello spazio del suo catalogo.

PanDistribuzione mi darà ancora meno spazio di quanto me ne concede ora (ossia nessuno)? E allora? Se devo avere le briciole, tanto vale che se le tengano. Se devo piatire l’elemosina di uno spicchietto di un 4,5% dello spazio , allora tenetevela la vostra elemosina.

E chiudo con una proposta. Finiamola con questa ipocrisia per cui “Noi sui nostri cataloghi presentiamo tutti gli editori”. Non è vero. e l’ho appena dimostrato. Non si presentano tutti gli editori, non si informano le fumetterie di tutto quello che è possibile ordinare, e soprattutto non si fa un servizio da distributori indipendenti e non legati a una singola casa editrice.

Finiamola di voler essere quello che non si è. Si abbia il coraggio di dire “Su Anteprima presentiamo SOLO la Panini, i 5 editori esclusivisti con la PanDistribuzione (Sergio Bonelli, Rizzoli-Lizard, Renoir, Aurea, Beccogiallo), e la Star Comics, per motivi di accordi tra PanDIstribuzione e Star Shop si è storicamente sempre appoggiato a quello della PanDistribuzione”. SI faccia un catalogo come fa Messaggerie, dove sono presenti SOLO gli editori distribuiti da Messaggerie, o come si fa nel settore della Varia, dove non esiste un catalogo omnicomprensivo, ma ogni distributore (o gruppo editoriale) realizza dei cataloghi dove si presentano SOLO i prodotti di alcuni editori e non di TUTTI gli editori di varia..

Lo so, lo so… le fumetterie si lamenterebbero “Troppo lavoro! Devo sfogliare due/tre cataloghi. Non ho tempo/voglia/mi stanco/mi deprimo/troppe spese di spedizioni…”

Le solite lamentele che non mi hanno mai convinto. Chi NON vuole un catalogo come quello di Messaggerie, ossia ufficialmente e chiaramente di parte, contribuisce a perpetuare l’ipocrisia per cui a 47 editori viene dedicato il 4,5% di spazio, e a 7 editori il 60%. E contribuisce anche a perpetuare un modo di gestione delle riproposte da parte di PanDIstibuzione che non risponde a logiche commerciai, ma solo ad accrescere il fatturato Panini, limitando la possibilità di accesso al mercato delle fumetterie per i piccoli o quelli “non del mio giro”.

Ovviamente queste sono solo mie opinioni, che partono dall’analisi dell’anteprima 246 di febbraio 2012, e non pretendono di essere la verità assoluta. Lungi da me la volontà di offendere, denigrare, o ledere l’immagine di PanDistribuzione o Panini Comics. Sono a disposizione per ascoltare ALTRE chiavi di lettura che partendo dagli stessi dati mi facciano cambiare idea. Ma ho il sacrosanto diritto di riflettere su dei dati ed esprimere un’opinione.

Comments

avatar tuttocartoni
0
 
 
caro direttore ha notato le tariffe pubblicitarie? VUOLE UN REDAZIONALE??? 1100 EURO...

RIPORTO DA ANTEPRIMA DI FEBBRAIO

PAGINE INTERNA 600euro
PAGINA DOPPIA INTERNA 1100 EURO
1/2 PAGINA INTERNA 400 EURO
2 DI COPERTINA 2500 EURO
3 DI COPERTINA 2500 EURO
REDAZIONALE PUBBLICITARIO 1100 EURO
avatar Ricky
0
 
 
Il senso dell'articolo è molto chiaro, ma non bisogna dimenticare che i cataloghi in esso citati sono emanazione di aziende private e libere da condizionamenti inerenti le politiche di gestione e di relazione con il mercato. Anche se criticabile, nulla vieta ad una impresa che si occupa di distribuzione di attribuire un peso rilevante ai beni di uno o più produttori determinati a scapito di altri. Fino a quando non vengono violate norme di legge e regolamenti vari, ivi comprese quelle che disciplinano il libero gioco concorrenziale, nessuna censura può essere sollevata. Quello che offrono queste imprese, in altri termini, è un servizio essenzialmente privato e da un'ottica puramente imprenditoriale sono libere di tendere alla massimizzazione del loro fatturato. Fino a quando questo non si traduce in un danno oggettivamente riscontrabile per gli altri concorrenti, nulla può essere obiettato. Il problema, semmai, è di natura etica e morale, ma parliamo di concetti che con il mondo del capitale hanno perso gran parte della loro pregnanza originaria. Si potrebbe trovare una soluzione, vietando alle imprese editoriali di possedere e/o avere partecipazioni di controllo in aziende di distribuzione e imponendo a queste ultime di offrire lo stesso spazio espositivo a tutti i competitori presenti sul mercato o proporzionalmen te alla quota da loro occupata entro massimali prestabiliti ma variabili. Difficilmente, però, il mondo dell'imprendito ria a fumetti (nonchè quella generale) accetterebbe un tale condizionamento. E la domanda che tutti dovremmo porci è: conviene avere un mercato con poche regoli e scarni controlli che premia l'ente (in teoria) più forte economicamente, con danno per gli altri? La risposta non può che essere negativa. C'è, però, il dato positivo che spinge gli altri concorrenti minori a impegnarsi di più superando in qualità lo strapotere della qualità del monopolista.
avatar Thongor
0
 
 
Temo che l'errore sia a monte.
Anteprima, così come Mega, non sono cataloghi nè tantomeno house organ di Alastor o Pandistribuzion e; sono vere e proprie RIVISTE, al pari di Focus, Formen Oggi e cose simili, perchè dico ciò?
Perchè per un catalogo, ad esempio Premiere di MeLi, io utente finale non pago nulla, il libraio non paga nulla, sono considerate dalle case editrici spese promozionali, investimenti per vendere il proprio materiale, non per spillare ancora euro ai librai che spesso regalano questi cataloghi, o comunque li mettono a disposizione dei clienti per consultazione.
A mio personalissimo avviso poi le pagine sono quelle, la rivista è loro ed ovviamente possono distribuire la pubblicità (perchè di questo si tratta) come vogliono, specie se non ci sono novità; sette pagine per quasi 50 editori sono poche? Dipende da quanto Pan vuole investire in loro ed anche quanto questi editori siano interessati ad investire con Anteprima.
Detto questo io dal canto mio dopo un periodo in cui usufruivo grazie ad Antani comics di entrambi i cataloghi ho dovuto scegliere e per la sua completezza ho optato per Mega
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