Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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L'Editoriale » Perchè sono depresso...

di Alessandro Bottero

[caniffeditoriale03/12/2009] » Sono depresso, perché è sempre più difficile parlare di fumetti in tono squisitamente e frivolamente del tutto intellettuale.
Avete presente quelle discussioni da club alla gentiluomo tardo vittoriano, dove persone senza una preoccupazione al mondo, disquisivano di cose elevate, in modo arguto, con padronanza di parola, conoscenza dell’argomento, e capacità sintetica?
Ecco, sono depresso perché oggi non ci sono Oscar Wilde, o G.Bernard Shaw che parlino di fumetti.
Vorrei che si potesse parlare di fumetti con dovizia di citazioni. Vorrei che chi me ne parla fosse in grado di fare riferimento a Raymond, Caniff, Hogarth, Al Capp, Hergé, e altri maestri totalmente dimenticati. Vorrei che quando si parla di fumetti, non si avesse la memoria storica di una Effimera, che tradotto in parole povere significa che chi parla di fumetti molto spesso è IGNORANTE riguardo la storia del fumetto. Non dico che l’età dell’Oro sia già venuta e se ne sia andata. No. Sono convinto che le cose migliori, più belle e profonde siano sempre a venire. Sono convinto che verranno autori che supereranno Alan Moore, Grant Morrison, Tiziano Sclavi. Nel futuro del fumetto ci sono storie più belle di Rinascita, più belle di Watchmen, più belle di Ratman.
Ma l’oblio totale sul passato, e l’esaltazione del nuovo solo perché nuovo, sono stupidate.
Perché sono depresso? Perché sì. Perché non dovrei?
C’è forse motivo di confidare in un colpo di reni dell’ambiente, per cui si giocherà tutti ad armi pari?
Perché sono depresso? Perché ai lettori non gliene frega niente di chi lotta per preservare la memoria storica, pubblicando oggi, storie del passato.
Prendete Karzy Kat o Steve Canyon. Sono prodotti di serie B? Sono forse fumetti brutti? Ma quante fumetterie li hanno disponibili perché i clienti li vedano?
Allora non riempiamoci la bocca con la dignità del fumetto, con la necessità di leggere belle storie, con tante balle che si scrivono come frasi fatte. Alla resa dei conti tanto sono i numeri che dicono la verità. E la verità è che di Milton Caniff non gliene frega niente a nessuno.
Perché sono depresso? Per molti motivi. Non ultimo il fatto che se la gente non ti etichetta non è contenta. Io so solo una cosa: in questo sito, finché sarò direttore io, non verrà mai impedito a nessuno di parlare, solo perché dice o scrive cose che alla moderazione o a qualche utente danno fastidio.
In questo sito.
In altri facciano come gli pare.

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