Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Long Wei: quota 4.000 (copie, non metri…), con un tocco di Orfani in fondo

longwei editorialedi Alessandro Bottero

Ci sono dei prodotti che riescono a suscitare aspettative. Film, dischi, programmi tv, libri, e anche (diciamocelo) fumetti che prima di uscire sono già considerati, definiti, certificati come dei successi. Soprattutto dopo l’avvento di Internet e dei forum/blogghe/facebuch nei cervelli dei “lettori da tastiera”, non conta che un fumetto esista. Basta che un opinion leader ne annunci la futura esistenza dicendo “è fichissimo”, perché quel fumetto non ancora esistente diventi “reale” e fichissimo per tutti. E questo per mesi e mesi, con discussioni, pagine, pacche sulle spalle, elogi, sbrodolamenti verbali sugli schizzi preparatori, o sugli eventi promozionali. Il fumetto che non esiste è la cosa nuova di cui si parla, di cui quelli che contano parlano, di cui quelli che contano parlano bene e quindi nell’epoca del “sono amico di facebook di bill gates quindi mi sento un ficone” se quelli che contano ne parlano bene allora io ne parlo bene a priori. Potenza dell’appecoramento e della mentalità da lemming che i social network e la rete ha ingenerato nella massa.

E se provi a dire qualcosa, ad andare contro la massa, a dire “veramente….” allora sei rosicone, invidioso, un troll, un fake, non capisci niente, dici falsità, sei un bugiardo, e soprattutto piantala o ti banniamo dal nostro spazio, perché non riesci ad interagire socialmente con gli altri! In sintesi: o ti conformi al PUA (Pensiero Unico Approvato) o sei uno che non riesce a interagire.

Il PUA su Long Wei era che siccome l’idea l’aveva avuta Roberto Recchioni, lo scriveva Diego Cajelli, lo disegnavano persone ultrafigose, e le copertine erano troppo avanti come grafica e tutto quanto, sicuramente sarebbe stato un successo. Come poteva esser eil contrario se a Milano, quando l’hanno presentato a Cartoomics le copie erano andate a ruba? Certo, erano qualche centinaio e a ruba alle fiere è facile andarci, ma se lo dici sei un rosicone. Long Wei è andato a ruba alla fiera e sicuramente andrà a ruba anche in edicola, perché sì. Perché lo sponsor è Recchioni, perché l’autore è Cajelli, e perché l’Aurea ha i suoi difettucci ma è sempre una casa editrice migliore di certi troll che sono rosiconi e non vendono niente!!!

Poi Long Wei esce in edicola con una distribuzione di 35.000 copie, cifra rispettabile e nella media delle produzioni non Bonelli, e alla resa dei conti vende 4.000 copie del numero 1. 4.000 su 35.000. è un buon risultato? Non lo so. Dipende da tante cose. Dipende da quanto è costato realizzare Long Wei 1, dipende dalle aspettative dell’Aurea, dipende da quanto durerà Long Wei. Un numero unico che vende 4.000 su 35.000 non è il massimo della vita, ma stringendo i denti si può sopportare. Il numero uno di una miniserie abbastanza lunghetta che vende 4.000 copie su 35.000 non solo non è il massimo della vita, ma si avvicina pericolosamente al minimo, visto che 99 volte su 100 dal primo numero in poi i venduti scendono e quindi da 4.000 copie si passa a 3.500, e poi a 3.200, e poi a 3.000 e così via.

Tu mi puoi dire “Ma alle 4.000 copie devi aggiungere quelle delle fumetterie, degli abbonati, delle mostre!!!!” Ok. Tutto vero. Ma abbonamenti, fumetterie, mostre per i fumetti bonellidi non raddoppiano le cifre delle edicole. Possono farlo per i fumetti di super eroi, e infatti la forbice tra le vendite in fumetteria e in edicola dei prodotti panini e/o RW Lion supereroistici è minima, ma non per i bonellidi. Se Bot-man 1 vende 4.000 copie in edicola, difficilmente venderà 4.000 in fumetteria. È possibile certo, come è possibile che domani mi arrivi una lettera in cui mi nominano direttore editoriale con poteri di vita e di morte sui collaboratori di una grande casa editrice di fumetti italiana, ma non credo che resterò a casa ad aspettare quest’ipotetica lettera.

Comunque, a parte le divagazioni, il punto è che Long Wei 1, dopo mesi di campagne di marketing virale, di plausi e lodi sperticate da parte dei lettori, di aspettative eccezionali, ha realizzato 4.000 copie di venduto, ponendosi a livello di Suore Ninja, e di altre piacevolezze del momento. La cosa che forse avrebbe dovuto far riflettere però è che tutte le nuove serie/testate lanciate dall’Aurea nell’ultimo anno e mezzo sono state dei flop colossali. Tutte, nessuna esclusa. Perché Long Wei doveva essere diversa? Perché in rete se ne parlava bene? Signori, Internet non sposta una copia che è una, lo vogliamo capire? Non conta nulla che sui blog o su face book ci siano 100.000 Mi Piace su uno sketch della copertina del fumetto X. NON significa che quei 100.000 compreranno il fumetto. Significa solo che ci sono stati 100.000 Mi piace. Punto. Chi crede che internet abbia davvero una incidenza sulle vendite da edicola (parlo come legge generale, non come eccezione), per cui a “campagna di astuto marketing virale corrispondono più copie vendute”, per cui gli autori figosi sono quelli che si sono reinventati come esperti di comunicazione su Internet, abbacinando gli editori (e alcuni lettori tastiera-dipendenti), chi crede questo o è ingenuo o è in malafede, perché i dati (i DATI DI VENDITA, non le opinioni di Bottero), dicono l’esatto contrario.

Lo ha detto il Canemucco

Lo ha detto Davvero

Lo ha detto Suore Ninja

Lo ha detto Long Wei

Prodotti che secondo il PUA del fumetto mondo dovevano essere il nuovo che avanza. E che alla resa dei conti hanno venduto anche meno di altri prodotti, su cui il fumettomondo di internet ha sputato.

Per chiudere qualche altro dato. Dragonero 1: distribuzione 120.000 copie, venduto 48.000. WIllard the WItch 1: distribuzione 25.000 copie, venduto 2.300

Facciamo una scommessa. Shangai devil ha debuttato attorno alle 40.000 copie. Le Storie a 42.000. Saguaro a 40.000 circa Dragonero a 49.000.

Voglio dare fiducia a Roberto Recchioni e allo sforzo promozionale che sta facendo da anni, e all’accordo che ha fatto stringere alla Sergio Bonelli con Multiplayer.it per spingere Orfani. Secondo me Orfani 1 venderà 60.000 copie, o una cifra molto vicina. Una cifra del genere sarebbe numericamente molto superiore alla media dei lanci Bonelli di questo periodo, ma visti i costi di realizzazione potrebbe essere in linea con le 50.000 scarse di Dragonero. Se Orfani1 vendesse sotto le 45.000 copie sarebbe un risultato numericamente in linea con i predecessori, ma nei fatti meno soddisfacente. Se Orfani 1 vendesse meno di 40.000 sarebbe un flop. Io dico 60.000. Voi?

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