Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Sab11022012

Aggiornato alle:05:03:11

Recensioni

 

DON DRACULA

DON DRACULA Difficile definire un fumetto del genere. Questo perché tutto sta nella prospettiva da cui lo si vuole considerare. Intanto c’è da dire che l’autore l’ha disegnato intorno al 1979: capite che chi è abituato ai disegni di quest’ultimo decennio lo troverà graficamente povero, scarno e approssimativo. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un artista di fama mondiale (all’epoca è stato un pioniere nel disegnare personaggi e scene fuori dai canoni classici) ed è comprensibile che di più non poteva fare dato i mezzi tecnici che possedeva a quei tempi. Non da meno, al lettore che cerca serietà e drammaticità può risultare discutibile l’atmosfera goliardica e divertente dell’intera serie, mostrata oltre attraverso la storia anche dalle figure deformed, dalle posizioni innaturali e dai personaggi ridicoli. Le storie, pur avendo dei piccoli momenti drammatici e paurosi, sono straripanti di situazioni e gag comiche, soft quanto basta da mantenere l’atmosfera generale ad un livello di sana leggerezza e spensieratezza. Anche la trama è sulla stessa riga: innanzitutto il fumetto è diviso in tanti capitoli auto-conclusivi: non c’è un vero e proprio filone o continuity ma ogni storia può essere letta separatamente dalle altre. Merito dell’autore che ogni volta e in modi diversi presenta i due protagonisti: Don Dracula (il classico padre apprensivo, testardo, protettivo e vendicativo quando gli si tocca la figlia) e Chocolat (una bambina dispettosa, testarda al pari del padre e coraggiosa quanto basta per mettersi nei guai). Sono due vampiri ma più che spaventare fanno ridere; la loro condizione li proietta in situazioni sia soprannaturali che quotidiane e il loro essere vampiri è solo un pretesto per mostrare quanto in realtà siamo emotivamente umani, con i pro e contro che ne consegue. I loro caratteri forti e il loro rapporto conflittuale porta i due protagonisti a vivere avventure divertenti ed inaspettate, con un lieto fine che chiude egregiamente l’episodio. I due si circondano di co-protagonisti simpatici e mai fuori luogo. Tra i tanti, merita di essere citata la racchia soprappeso innamorata di Dracula che non smette di perseguitarlo nelle situazioni più disparate. Fanno sorridere anche le due autocitazioni che l’autore fa, inserendo nelle storie Black Jack e Astro Boy: un ennesimo tocco di classe umoristico. Come avete capito, non siamo certo di fronte alla solita versione horror-drammatica dei vampiri: ciò porta il lettore a guardare questi ‘signori della notte’ da una prospettiva diversa, più umana e terrena. L’albo, edito da Ronin Manga, è realizzato in maniera impeccabile per rendere il giusto omaggio all’autore. Interessante anche l’iniziativa della casa editrice di lasciare nelle vignette le onomatopee originali (gli effetti sonori, per intenderci), quindi in lingua giapponese, con tanto di caratteri sillabici a fine albo. Un’iniziativa certamente curiosa e originale che d’altro canto non intacca la fluidità della lettura. Per concludere, questo è un albo che può far divertire i bambini e far passare una piacevole oretta agli adulti. DON DRACULA Testi e disegni: Osamu Tezuka Editore: Ronin Manga Bianco/Nero, PP 208, € 5.90

Crtica d'Autore

 

Chester Brown, fumetti "hard" per rendere legale il sesso a pagamento

Favorevoli: il movimento per i diritti delle prostitute e le sex workers. Contrari: i moralisti di ogni religione. Divisa, l’opinione pubblica. Gli unici a non avere dubbi sono i clienti di prostitute. A lanciare la provocazione è uno di loro. Non uno qualunque. Chester Brown, geniale fumettista canadese, è tra gli artisti cui si deve il “rinascimento” del fumetto alternativo americano, già popolare negli anni Ottanta. «Credo che, se la prostituzione venisse depenalizzata, entrerebbe nella sfera dei comportamenti normali in un tempo relativamente breve, nell’arco di poche generazioni». Una vera e propria campagna per la legalizzazione del sesso a pagamento, la sua, lanciata con Io le pago. Memorie a fumetti di un cliente di prostitute, diario autobiografico reso sotto forma di una lunga quanto dettagliata confessione. Una graphic novel per adulti, ma non per questo gratuitamente volgare. L’autore non ostenta con compiacimento la sua vita sessuale tutt’altro che convenzionale, né sente il bisogno di giustificarsi. I disegni sono semplici, non indugiano in particolari pruriginosi e non cercano di “colorare” la vita del protagonista per renderla più o meno avventurosa o seducente. C’è poco del romanzo a fumetti, i suoi appuntamenti a luci rosse seguono moduli ripetitivi, ben restituiti da una gabbia grafica altrettanto monotona. Brown si limita a demolire punto per punto tutti i luoghi comuni e gli stereotipi sul mestiere più antico del mondo. «Il cliente non è né un pedofilo né uno stupratore e pensare che quel genere di uomini rappresenti il tipico cliente delle prostitute è come affermare che quelli che picchiano o uccidono le mogli siano mariti tipici». Uno dopo l’altro, confuta tutti i più ricorrenti argomenti contro la prostituzione. «Non soltanto egli dimostra come si basino su una retrograda morale religiosa, ma sottolinea anche l’ipocrisia dei benefattori liberal di “riportare sulla retta via” le prostitute. Tutte quelle intelligenti alzano gli occhi al cielo davanti a questi atteggiamenti». Così scrive nella prefazione Robert Crumb, padre storico del fumetto underground, alla cui matita, non a caso, in passato è stata affidata l’illustrazione de Il capitano è fuori a pranzo, l’ultimo diario di vita del “vecchio sporaccione” Charles Bukowski. Se negli States Io le pago ha scatenato un acceso dibattito, l’edizione italiana (traduzione di Stefano Sacchitella, pp. 292, € 18,50) è stata frettolosamente archiviata dalle redazioni culturali. A pubblicarla, poche settimane fa, la Coconino Press, che il 2 febbraio porterà in libreria un altro inedito di Brown, il volume antologico The Little Man, brillante e caleidoscopica raccolta di brevi storie giovanili con cui l’autore si diverte a irridere l’american way of life narrando di surreali rivolte della carta igienica, invasioni aliene, animaletti parlanti e televisioni che ipnotizzano l’uomo della strada. L’auspicio è che anche quest’opera, come la precedente, non venga accolta con pregiudizio. Lo stesso che, da sempre, è riservato a chiunque faccia coming out. Che si tratti di un cliente o di una escort, poco importa. Il giudizio è tanto immediato quanto severo, come se avessero confessato di essere criminali. Una condanna di indegnità sociale che genera relativi deficit di autostima, costringendo le parti alla clandestinità e consegnando quella che potrebbe essere una scelta libera e trasparente a ricattatori e sfruttatori. «Per la donna media – dice Brown – l’idea che un uomo paghi per fare sesso è ripugnante, una minaccia per la casa, la famiglia e per l’ideale dell’amore romantico, ma i comportamenti sordidi non sono certo meno diffusi tra le coppie sposate che nel mondo della prostituzione». Allo stesso modo, gli uomini considerano le prostitute delle donne dissolute, facili prede di possibili avances sessuali, anche quando in realtà, sottolinea l’artista canadese, «si tratta di donne timide, modeste e persino schive». Detto da lui, profondo conoscitore del mondo delle professioniste del sesso, la testimonianza appare più che attendibile. In quindici anni di “attività”, di febbrili consultazioni di annunci e di approfondito studio delle relative recensioni (feedback) che i clienti postano su appositi siti web, ne ha conosciute a decine. Giovani e meno giovani, belle e passabili, canadesi e straniere, gentili e sbrigative. Ha raccolto le loro confidenze, di alcune è diventato amico. Tutto ha inizio nel giugno 1996, quando la sua «ultima ragazza» gli comunica che (forse) si sta innamorando di un altro. Preludio a una convivenza a tre in cui lui finirà in breve per diventare il terzo. «Erano tre i motivi per cui volevo essere fidanzato: perché ce lo aspettiamo socialmente e i ragazzi che non hanno una fidanzata sono considerati degli sfigati, perché mi piaceva la gratificazione dell’ego quando una donna vuole quel tipo di relazione esclusiva con me e, ovviamente, per il sesso». L’amore romantico, ne conclude, non esiste e, se esiste per altri, non fa per lui. Scoprirà che l’essere amici può essere preferibile all’essere fidanzati. Anche dal punto di vista “economico”. Fatti i dovuti conti e considerata una frequenza di rapporti a pagamento ogni tre settimane (tanti gliene consente il suo badget), il ménage di coppia costa di più e si fa sesso meno spesso. Nella versione di carta e inchiostro (rigorosamente in bianco e nero), Brown non si raffigura meglio di quanto sia: un uomo di mezza età (è nato nel 1960 a Montreal), calvo e non proprio attraente, che fa un lavoro stravagante (il fumettaro). Improvvisarsi playboy sarebbe alquanto improbabile. «Non ho le doti sociali necessarie per agganciare donne che fanno sesso occasionalmente», fa presente agli amici/personaggi – tra cui gli artisti Seth e Joe Matt – che disapprovano il suo comportamento. «Sono felice dal punto di vista professionale e me la godo», risponde a chi evoca la crisi di mezza età. «Non possiamo criminalizzare il sesso a pagamento perché ci sono persone villane a letto. Probabilmente c’è più violenza negli appartamenti delle coppie romantiche che in quelli dove lavorano prostitute che, per non incorrere in multe e arresti, preferiscono tenere un profilo basso», fa notare a chi magari vorrebbe emularlo ma ha paura di mettersi nei guai. A mettersi a nudo è l’autore, vincendo il naturale imbarazzo e scavando tra le proprie debolezze con disarmante sincerità e feroce autoironia, costantemente in bilico tra il rimanere coerente con la scelta fatta e la tentazione di tornare indietro: il timore che il sesso a pagamento possa finire per lasciargli una spiacevole sensazione di vuoto. La conclusione cui giunge è un finale aperto: «fare sesso a pagamento non è una esperienza vuota, se paghi la persona giusta». Alla fine, con una di loro, Denise, stabilisce un rapporto sessuale esclusivo, sia pure sempre a pagamento. Lui è il suo unico cliente e lei l’unica donna con cui Chester va. Un contratto basato sull’affetto e sulla reciproca convenienza. «Uno dei due assiste l’altro finanziariamente. Come la chiamereste una relazione simile?», domanda Brown. Quanti matrimoni, del resto, sono palesemente basati sul vantaggio economico di una delle parti? La prostituzione esplicita è peggiore di quella implicita? Che lui la paghi rende meno “pulita” la situazione o, piuttosto, più chiaro il reciproco ruolo? Che egli stesso abbia scelto di vivere una relazione stabile, rappresenta il trionfo o il fallimento delle sue tesi? Al lettore l’ardua sentenza o, meglio ancora, si apra un sano scambio di opinioni. Perché probabilmente leggere Io le pago non vi farà cambiare idea sulla prostituzione ma ci aiuta a osservare la questione da un’altra posizione. E non fate battute sceme. *Articolo tratto dal Secolo d'Italia del 4 febbraio 2012. Questo articolo on line è reperibile anceh sul blog dell'autore a questo indirizzo.

Autori e Anteprime

 

Agenzia Incantesimi e tutto il resto: intervista a Federico Memola

di Alessandro Bottero Federico Memola è uno sceneggiatore che ho sempre seguito con piacere, fin dai tempi di Zona X. Jonathan Steele (sia la versione Bonelli, che quella Star Comics) mi piaceva, e anche il suo spin off, ossia Agenzia Incantesimi, a mio parere aveva il suo perché. Memola nell’ultima settimana si è trovato al centro di una polemica nel fumettomondo, perché ha lanciato una proposta “scandalosa” sul suo blog (QUI la notizia). Siccome qui non stiamo mica a pettinare le bambole, ecco una bella intervistina a Federico Memola, sul tema del giorno: Federico Memola con la sua richiesta di coloristi per Aganzia Incantesimi, sta o no rovinando il mondo del lavoro italiano? In apertura il pensiero di alcuni professionisti del settore, che si sono espressi nel blog di Roberto Recchioni, riguardo a questa mossa di Memola. La discussione completa sul blog di Roberto Recchioni, da cui sono tratti sia la citazione di Recchioni che i commenti, si trova a questo link.   Roberto Recchioni: «premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave. Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila per proporre il loro materiale.A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.» Laura Scarpa: «Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no. » Davide Morando:  «Non è la stessa situazione di DAVVERO.In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.Sbaglio?» Fd'A: Allora, Federico, come si fa? Sembra che tu stia facendo una cosa poco chiara (anche se devo dire che la cosa è chiarissima, se uno legge con attenzione cosa hai scritto). Vogliamo provare a dissipare i dubbi e le preoccupazioni? FM: Non immaginavo davvero che ce ne sarebbe stato bisogno, ma va bene, sono a disposizione. Cos’è questa proposta? FM: E', molto semplicemente, un progetto nato a metà del 2010 e destinato alla piattaforma Apple per Ipad (e che quindi prevedeva una percentuale per gli autori). Purtroppo, la società che avrebbe dovuto realizzarlo, dopo che era addirittura stato firmato il contratto, ha cominciato a porre problemi di carattere contenutistico per l'aspetto glamour delle storie. Prima ha ipotizzato di intervenire sulle vignette in cui comparivano dei nudi, poi ha rimandato per mesi l'uscita e infine il contratto è stato sciolto consensualmente. Ci ho pensato molto a lungo, prima di partire per conto mio, sia perché al momento ero nel pieno di altre attività, sia per problemi personali sopraggiunti in quel periodo. Alla fine ho deciso di realizzarlo in questa forma perché ritengo che sia una serie fresca e divertente, con ancora tante potenzialità. Lo faccio anche per avere un controllo creativo totale. Intendiamoci, sono abituato a rispettare i canoni delle case editrici per cui lavoro (lo faccio tuttora con il Giornalino e non solo), ma ci sono due progetti che con gli anni sono diventati troppo personali, a cui tengo moltissimo e che intendo quindi realizzare come ritengo giusto. E Agenzia Incantesimi è uno dei due. Roberto Recchioni dice che questa tua proposta è “sbagliata”, e che “fa male al lavoro di tutti”. Conoscendoti e sapendo che sei una persona seria e che rispetta il lavoro di tutti mi paiono giudizi ingenerosi. Tu che rispondi?  FM: Che non sono così importante da nuocere al mercato italiano, prima di tutto. E, francamente, non vedo dove stia lo scandalo: più della metà delle case editrici italiane, la cosiddetta "piccola editoria", pubblica libri e fumetti, anche apprezzati e premiati, alle stesse condizioni, ovvero dietro promessa di eventuali royalties (purtroppo raramente poi corrisposte, viste le cifre vendute). E queste case editrici vendono i libri, quindi ricevono degli introiti, per modesti che siano. Nel mio caso (ma anche in quello di Paola Barbato o di Giuseppe Di Bernardo con l'Insonne, tanto per citare casi analoghi che mi hanno preceduto) non ci sono nemmeno introiti su cui polemizzare. O meglio, se mai ci saranno, tramite donazioni o altre iniziative, verranno devoluti interamente a disegnatori e coloristi, visto che non ho costi di stampa da coprire. Quindi sarò un ingenuo, ma non vedo il problema. Laura scarpa parla di “un sogno non condiviso”, come se il fatto che il colorista lavori su storie ideate da te, e disegnate da altri, lo riduca a mero esecutore. Io invece ci vedo dei tratti di “condivisione”. Sbaglio io? FM: Oddio, sbagliate entrambi, a dire il vero. E' chiaro che la serie è una mia creazione (come "Davvero" è una creazione di Paola Barbato), ma chi vi partecipa, venendo meno la motivazione economica, lo fa perché l'apprezza e ci tiene a contribuirvi. Poi, boh, la definizione "sogno non condiviso" non è che la comprenda bene… Sembra adattarsi a qualunque fumetto nato dalla volontà di una persona e realizzato da uno staff. Anzi, ho conosciuto più di un disegnatore che lavora a un certo personaggio o progetto senza esserne coinvolto, puramente per una questione economica. In questo caso, se un disegnatore non fosse interessato al fumetto, perché dovrebbe contribuirvi? Per "notorietà"? Mah, non sono Sclavi e non sto facendo Tex o Dylan Dog… Davide Morando ci dice che tu, furbetto, in realtà sei stato pagato per le storie che ora vuoi far ricolorare. A me pare una insinuazione un po’ meschina, come se tu dovessi dividere con i coloristi i soldi che ti ha dato la Star Comics, per gli albi di Agenzia Incantesimi pubblicati anni fa.  FM. Non conosco la persona citata. Comunque, se il gioco è "chi ci lavora di più aggratis", rispetto a disegnatori e coloristi io arriverò certamente secondo, ma non di molto: revisionare (un'altra volta!) tutte le storie, supervisionare i disegnatori, curare di fatto la serie (lavoro che ho svolto per tanti anni in Bonelli e Star Comics, quindi so come va fatto e che impegno comporti) costa tempo e fatica anche a me. Le nuove storie, inoltre, non me le paga Gesù bambino… Certo, il progetto è mio, ma non è che vada ad allettare gli incauti con chissà quali miraggi. Dovrebbe essere tutto chiaro semplicemente seguendo il blog. Almeno spero, non fatemi pure venire dubbi!  Trovo questo modo di discutere su internet abbastanza schizofrenico. Tu fai una proposta su un tuo blog. Nessuno commenta lì, ma la discussione si accende su un altro blog, senza che nessuno ti coinvolga o ti avvisi. Questa totale dispersione delle conversazioni sta diventando sempre più la regola nella blogsfera dei fumetto italiano. O mi sbaglio?  FM: Suppongo che ci siano delle piattaforme che si sono "guadagnate" una visibilità maggiore e quindi attirino le persone che vogliono discutere di dati argomenti… Certo, sarebbe stato corretto o quanto meno "cortese" se qualcuno, magari prima di accodarsi al tifo da stadio, avesse sentito anche l'altra campana, visto che io sono perfettamente raggiungibile e sempre disponibile al dialogo, se interpellato. Però posso riferirmi a questo caso specifico, in linea generale sono impreparato sull'argomento: da ben più di un anno mi sono abbastanza "ritirato" da Internet e dalle discussioni che avvengono in rete… Anzi, essendomi anche preso un anno sabbatico da fiere e convegni, ammetto di essere persino colpevolmente un po' disinformato. Apprendo di certe iniziative o certi casi giusto quando me li segnala qualche amico o collega più attento di me! Passando alle cose serie, ho la precisa sensazione che questo lavoro di ricolorazione e pubblicazione online, sia in massima parte una operazione di promozione verso nuovi editori, che potrebbero essere interessati ad una edizione a colori di Agenzia Incantesimi. Forse anche oltreconfine? Forse qualche francese?  FM: Non nego che mi piacerebbe (forse l'ho anche scritto sul blog!) e che intendo provarci, non fosse altro che per poter poi far arrivare dei soldi a tutti coloro che stanno partecipando o parteciperanno all'iniziativa. Fra l'Italia e l'estero vedo più probabile questa seconda ipotesi (pur sapendo quanto sia difficile piazzare una serie all'estero!), al momento. Vedremo. Hai da pochissimo assunto il ruolo di direttore editoriale delle Edizioni Arcadia (a proposito, auguri). Che bolle in pentola per il 2012?  FM: Ho assunto questo ruolo perché già dalla nascita della casa editrice Maurizio Rosenzweig e io abbiamo fatto da "consulenti" per Mario Taccolini e a un certo punto, anche di fronte a certe difficoltà subentrate (di cui lo stesso Mario ha pubblicamente parlato) ho pensato che un mio maggiore apporto avrebbe potuto essere d'aiuto. Edizioni Arcadia, pur fra mille difficoltà, ha pubblicato materiale interessante (sì, lo so, anche mio!) e promosso validi autori, retribuendoli; sarebbe stato un peccato se questa piccola realtà fosse venuta meno. Il nostro obiettivo, nell'immediato, è quindi tirare su un po' di soldi per poter un giorno riprendere le serie (ovvero, pagare gli autori coinvolti). Per ora, di certo, ci sono altri due volumi della collana "La macchina da scrivere", il volume del 2012 di "Sexy & Chaotic" e un altro volume di illustrazioni di Alessandro Mazzetti. Il resto lo stiamo definendo e non posso dire nulla senza l'autorizzazione di Mario. Dopo Rourke che cosa bolle in pentola per il Federico Memola sceneggiatore? Progetti? Miniserie? Magari un ritorno alla Bonelli?  FM: Al momento sto lavorando regolarmente con Il Giornalino. Inoltre la Planeta DeAgostini ha proprio di recente riconosciuto formalmente che Harry Moon è libero e completamente di mia proprietà, e ammetto che non mi dispiacerebbe affatto riuscire a riproporlo e a concludere almeno quel famigerato ciclo di 12 numeri (di cui ne esistono 5 finiti e pronti per la stampa), almeno per quei lettori che avevano iniziato a seguirlo. Poi ci sono altre cose in ballo, come sempre, ma se ne parlerà il prossimo anno.

Reportage

 

Cara fiera ti scrivo: il punto di vista di Narnia Fumetto

Da organizzatore di manifestazioni, ho cercato di mettere in pratica quello che avevo imparato da espositore e da negoziante. Ed è questo che mi considero, in primis: un libraio, che fa fiere e vende anche su internet PRIMA, un organizzatore di eventi/fiere POI.Per questo, a Narnia Fumetto, è nata l'Artist Alley, allo scopo di riunire in un unico luogo tutti gli autori ospiti della manifestazione (non quelli invitati dai singoli stand), collegando la possibilità di avere uno sketch da collezione all'obbligo di acquisto di un libro. Infatti: chi non è interessato al fumetto di un autore, come può volerne il disegno? Semplice: perché è bello ed è gratuito!Oltretutto: questo da dignità a chi realizza l'albo, che non è un semplice "ritrattista" su commissione, ma sta dedicando una propria opera (che poi lo faccia sull'albo stesso o meno è un dettaglio); da la possibilità all'editore e all'organizzazione di rientrare di parte delle spese (tante, davvero tante!) legate all'ospitalità ed alla gestione dell'autore.Il disegno ha un valore: "regalarlo", senza neanche chiedere l'acquisto di un libro è uno svilire e sminuire il valore del nostro lavoro.Ma, è da espositore ed addetto ai lavori, che mi sento di dire che, al momento, le fiere italiane sono carenti sotto molti punti di vista.Ecco quelle che, per me, sono le priorità.1-Scelta degli stand per gli espositori. I negozianti sono le vere "star" delle manifestazioni. Presenti dappertutto (gli autori, gli editori non sempre ci sono), danno la cifra minima di un evento. Che può rinunciare a tutto, ma necessariamente "parte" dalla mostra mercato!Ad oggi, pochissime fiere (Fumettopoli, Roma Comics, Romics, altre non me ne vengono in mente...) danno la possibilità di scegliersi lo stand, mettendo online delle piantine chiare, indicando regole trasparenti (es: chi prima prenota e prima paga, prima sceglie), facendo partire tutti alla pari. Spesso ci dobbiamo scegliere gli spazi, pagarli, e poi, solo POI, sappiamo esattamente cosa ci viene assegnato. Fa così Lucca Comics, che tra l'altro trattiene l'anticipo se lo spazio non è gradito e ci si rinuncia...Da quest'anno, anche Narnia Fumetto metterà online la piantina degli stand vuoti, dando la possibilità di scelta... Cosa che abbiamo sempre fatto informalmente, tra l'altro.2-Date e rispetto. Quando si sceglie la data di un evento, l'organizzazione ha l'obbligo morale e pratico di verificare di non sovrapporsi ad altri eventi. "Morale", perché chi organizza da prima, chi occupa un determinato fine-settimana, ha la priorità su questo, a prescindere dalla grandezza dell'evento: priorità data dall'anzianità, un valore purtroppo sottovalutato. E dire che basterebbe poco: ci sono vari siti (tipo questo, autorevolissimo!) che elencano le varie manifestazioni.L'obbligo "pratico" deriva dal fatto che, sovrapponendo gli eventi, costringi gli espositori (oltre che il pubblico) a scegliere tra una mostra ed un'altra. E gli espositori, che lo fanno -ricordiamo- per lavoro, possono esser messi in difficoltà dal dover rinunciare ad una manifestazione.3-Dialogo con gli espositori.Se i calciatori scioperano, il campionato si ferma.Se i Tir non vanno, si blocca tutto il traffico.Eppure nessuna fiera tiene conto dei pareri o delle critiche di negozianti, autori ed editori.Ci vorrebbe un bello sciopero, eh?4-Prezzi dei biglietti, prezzi degli stand. Non è il momento per aumentarli.Anzi: potrebbe essere l'occasione per abbassarli: i primi prevedendo abbonamenti o sconti speciali, o convenzioni. I secondi, magari, tagliando gli allestimenti: meno belli, ma più economici...Ed eliminando l'inutile "terzo metro". Se uno stand è profondo tre metri, a nove espositori su dieci il terzo metro di profondità non servirà... ma il costo è comunque più alto di un terzo. Un "4x2" metri è quindi utilizzabile come un "4x3", ma costa oltre il trenta per cento in più.Almeno, dateci la possibilità di scegliere!5-Quanti espositori? Chiarezza. Lo scorso anno ho incassato 100, in una data fiera.L'anno dopo... gli espositori sono il doppio! Forse è per questo che incasso 70 o 80? O 50?E' così difficile capire che, a parità di "torta", se aumentano i commensali, la fetta diventa un "boccone"? Forse non è il caso di puntare ad aumentare il pubblico, aumentando solo gradualmente gli espositori?Per finire: da espositore ho spesso rotto le scatole. Ma ne ho anche pagato le conseguenze, come sa chi mi conosce. E da organizzatore ci ho sempre messo la faccia: Narnia Fumetto è, soprattutto, una fiera a misura di addetto ai lavori. Chi ci segue, lo sa.Quindi, massima è la mia/nostra disponibilità all'ascolto e al cambiamento.

Off Topic

 

Strumenti di giornalismo » Segreto professionale dei giornalisti

Come già anticipato, pubblichiamo un testo su cosa sia il segreto professionale del giornalista e su che basi giuridiche si fondi. Europa Il segreto sulla fonte fiduciaria è salvaguardato dalla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo. L’articolo 10 («Libertà di espressione») tutela espressamente le fonti dei giornalisti, stabilendo il diritto a ricevere notizie: « Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiere. » (Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.) La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ulteriormente rafforzato la tutela delle fonti di carattere fiduciario. Interpretando estensivamente l'art. 10, ha stabilito che tale norma comprenda anche la tutela delle fonti giornalistiche, in virtù dello stretto legame tra diritto di informare e diritto di cercare notizie. Grazie a questa interpretazione estensiva, l'art. 10 della Convenzione garantisce sia il diritto di un individuo alla libertà di espressione sia il diritto della collettività a ricevere informazioni. In tal modo i giudici sopranazionali hanno previsto una tutela più ampia rispetto a quella offerta da ordinamenti giuridici nazionali, tra cui quello italiano, che garantiscono un diritto attivo a fare informazioni, ma non uno passivo a riceverle. Due sentenze della Corte europea hanno fatto giurisprudenza in materia. Sono le sentenze Goodwin (27 marzo 1996, Goodwin c. Regno Unito) e Roemen (25 febbraio 2003, Roemen e Schmit c. Lussemburgo, Procedimento n. 51772/99). In esse la Corte ha affermato che il diritto alla protezione delle fonti giornalistiche è da considerarsi strettamente connesso al diritto di ricevere notizie. Inoltre ha stabilito l'illegittimità delle perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni dei giornalisti, nonché negli studi dei loro avvocati, volte alla ricerca delle fonti confidenziali. Se tale protezione non esistesse, cioè se le fonti confidenziali sapessero che un giudice può ordinare al giornalista di rivelare il loro nome, sarebbero dissuasi dal fornire notizie. Ma ciò sarebbe a detrimento della completezza dell'informazione e, in definitiva, della stessa libertà di stampa. Italia La legge istitutiva dell'Ordine impone al giornalista l'obbligo di tutelare la segretezza delle fonti: « [Giornalisti ed editori] sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse. » (legge professionale n. 69/1963.) La violazione del segreto comporta una sanzione disciplinare (articolo 48 della legge n. 69/1963). I giornalisti italiani devono rifiutarsi di fornire i nomi delle persone dalle quali hanno avuto notizie di carattere fiduciario anche di fronte ai giudici. L'obbligo della segretezza della fonte può essere rimosso soltanto nel caso in cui la rivelazione della fonte si riveli indispensabile ai fini della prova del reato. In questo caso il giudice (mai un pubblico ministero) ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni (articolo 200 del Codice di procedura penale). Solo il giornalista professionista ha la facoltà di opporre al giudice il segreto sulle proprie fonti. I pubblicisti e i praticanti, invece, sono sempre tenuti a rispondere ai giudici sul segreto professionale.
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L'Editoriale » Complimenti a Marco Rizzo, e qualche domanda

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marcorizzodi Alessandro Bottero

[09/04/2010] » Il 6 aprile 2010 sul suo blog Marco Rizzo (non l’ex-parlamentare), ha annunciato di essere diventato un editor Panini. Per chi non lo sapesse la figura professionale dell’editor, corrisponde a chi, in campo editoriale, segue la realizzazione di un progetto, o una serie, curandone le varie fasi, fino ad avere in mano il prodotto completo, per mandarlo in stampa. È quello che in italiano si chiamerebbe supervisore, ma visto che dobbiamo usare l’inglese per sembrare più fichi diciamo editor. L’editor, nei fumetti, non è quello che scrive o disegna le storie (anzi, è buona regola che chi scriva una storia non sia mai editor di se stesso), ma è quello che controlla che tutto fili liscio. Che gli autori rispettino i tempi, che i materiali siano pronti, che i testi siano corretti, e che nel materiale per la stampa ci sia tutto. È, in un certo senso, colui che, da dietro le quinte, controlla i lavori. Un editor perfetto è quello che non si vede, perché non è l’autore del fumetto. Anzi, vorrei dire che l’editor perfetto dovrebbe essere quello di cui non si sa nemmeno il nome, perché è colui che permette agli autori di esprimersi al massimo. Una serie, o un progetto, dove il nome dell’editor (o del supervisore) sia di pari fama a quello degli autori, la dice lunga sul mondo del fumetto. Ma è un discorso lungo, e nasce dalla metà degli anni’80, con la “personalizzazione” del ruolo dei supervisore, operata da Marco M. Lupoi sugli albi Star, e poi proseguita con altri nomi e protagonisti, tra cui anche io, non lo nego.

Ma torniamo a Marco Rizzo. È diventato un editor Panini, posizione tra le più ambite nel mondo del fumetto, e di questo sono contento. È in un certo senso, assieme ad altri pochi nomi (quasi tutti in campo Panini, va detto…), l’esempio più chiaro di quello che dicevo qualche tempo fa: usare i siti di informazione, per trovare un lavoro. E con questa crisi chiunque trovi un lavoro fisso è una buona notizia.

Detto questo però, proprio perché voglio essere sincero con voi e riflettere sulle implicazioni di questo fatto, devo dire che alcune cose mi lasciano perplesso.

Marco Rizzo fino ad oggi lavorava come redattore per la casa editrice BD, una casa editrice che ha sempre detto di essere totalmente indipendente e staccata da qualsiasi altra casa editrice (cosa, addirittura ovvia, se ci pensate bene). Oggi Rizzo, nel suo blog dice: “Qualche chiarimento per gli amici (e perché no, per i nemici all'ascolto). Continuerò a sceneggiare, a costo di fare le ore piccole (ma tanto, lo faccio già...). Ho tanta roba in arrivo, già pronta o in lavorazione, e quest'anno sarà decisivo su quel fronte. Continuerò anche a lavorare con Edizioni BD, almeno finché MarcoS e Andrea mi sopporteranno :), in particolare sui cari vecchi Invincible e Savage Dragon e sulla roba Avatar Press, a cui tengo molto. Al momento il mio impegno con Panini riguarda dei bei volumozzi francesi e una collana a misura di nerd (quindi adattissima al sottoscritto), ossia For Fans Only, e in mezzo qualche chicca qua e là, traduzioni comprese. Spero anche di riuscire a infilare in mezzo a tutti sti giornalini qualcos'altro di più "impegnato", ma è presto per parlarne. Stiamo a vedere... intanto ho di che bullarmi :)”.

Vi prego di soffermarvi su questo passo: “Continuerò anche a lavorare con Edizioni BD, almeno finché MarcoS e Andrea mi sopporteranno :), in particolare sui cari vecchi Invincible e Savage Dragon e sulla roba Avatar Press, a cui tengo molto”.

Ossia, se ho capito bene, un editor Panini, legato da un contratto con la Panini, pagato dalla Panini, continuerà a lavorare per una casa editrice che, almeno in teoria, è staccata dalla Panini, ed è direttamente concorrente della Panini quantomeno nel settore delle librerie/fumetterie. Sono solo io, o qualcosa suona strano anche a voi? Se uno diventa editor della Mondadori, può continuare a curare libri per la Rizzoli? No, ovvio.

A meno che…alla Panini  non dia alcun fastidio che Rizzo continui a collaborare con la BD (cosa che ha detto lui, non che mi invento io), e allora la domanda è: perché non gli da fastidio? Lo fa nel suo tempo libero? Al di fuori del tempo lavorativo regolato dal contratto con la Panini? O lo fa durante l’orario di lavoro presso la Panini? Tanto per essere chiari: i prossimi volumi della Avatar, pubblicati dalla BD, li curerà Marco Rizzo, editor Panini? Ma vi sembra normale?

Lo so che ci sarà sicuramente qualcuno che dirà “Sono fatti privati delle persone, e non dovete stare a rompere i coglioni!”, ma scusate…è lecito fare domande indisponenti solo a Berlusconi? E se permettete, una cosa del genere, ossia un editor Panini che dice esplicitamente che continuerà a lavorare per un’altra casa editrice in modo continuativo, casa editrice che in teoria dovrebbe essere concorrenziale con la Panini, a me incuriosisce. Ma tanto lo so che nel garrulo mondo dei siti di informazione a fumetti italici è più interessante occuparsi dei peli della barba di Alan Moore, o copiaincollare un testo da Newsarama

Una cosa che invece Marco Rizzo non dice è se reciderà ogni contatto con Comicus.it, il sito di informazione che ha fondato e di cui è proprietario. Non posso certo essere io a dirlo, ma credo che lavorare come editor Panini (o anche averlo fatto come redattore BD), ed essere proprietari di uno dei siti più “pesanti” a livello di mondo del fumetto italiano…beh, come conflitto di interessi ci sia, e sia bello grosso. O ci sono conflitti di interesse di serie A, e conflitti di interesse di serie B?

Lo so, adesso si scateneranno le solite accuse. O meglio, NON si scatenerà nulla, perché nessuno verrà qui a commentare e a dire la sua (d’altronde Don Abbondio è sempre vivo nei nostro cuori, no?), ma so cosa penserà la gente. Io sono davvero contento per Marco Rizzo. È giovane, e trovare un lavoro fisso è sempre una cosa buona. Ma siccome ho il diritto a restare perplesso di fronte a cosa non mi convince, e siccome le cose che ho letto, ragionandoci sopra, non mi convincono, non vedo nulla di male in ciò che ho scritto.

Questo editoriale prende spunto da questa notizia.

Nel disegno a corredo dell'editoriale Marco Rizzo disegnato da Claudio Stassi. Il disegno è tratto dal blog di Marco Rizzo.

Comments

avatar kenji20th
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Non mi pare che ci sia tutto questo conflitto...L'editor non è un dipendente "interno" come lo sono i membri della redazione o dell'ufficio marketing, ma puttosto un free-lance, equiparabile ad uno autore o ad un traduttore, che possono tranquillamente lavorare per più di un editore.
Ricordo che qualche anno fa ('94-95) Luca Scatasta lavorava sia sugli albi mutanti di Marvel Italia che su quelli Image della Star Comics
avatar Azad
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Scatasta non era mica proprietario di qualcosa simile a Comicus.... guardiamo ad esempio l'ultima esclusiva di Comicus....Riguarda gli albi Avatar... Cioè la BD concede al sito di proprietà del curatore/tradutiore della collana stessa l'esclusiva dell'annuncio... ma queste sono cose sotto gli occhi di tutti di cui però si accorgono solo quelli in malafede... :) o no?
avatar Luigi Siviero
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Su Comicus nessuno ha capito che a Bottero non interessa quello che fa Marco Rizzo ma quale rapporto c'è fra Panini e BD.
Il discorso di Bottero è: Rizzo lavora sia per Panini che per BD. Perché ai due editori la cosa non dà fastidio? Se ci fosse concorrenza serrata e all'ultimo sangue Panini avrebbe detto "se stai con noi devi lasciare loro".
A Bottero interessa suggerire: "Forse fra BD e Panini non c'è tutta questa concorenza?"
E' un discorso che era venuto fuori anche anni fa ai tempi di Fumetti di Carta. Bottero aveva scritto che BD è una società controllata da Panini e Marco Schiavone si era incazzato come una jena.
Questa volta Bottero ha scritto la stessa cosa ma tra le righe, così non chiama direttamente in causa Schiavone che non si può incazzare... :asd:
avatar MicGin
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E' anche la mia lettura, Luigi. E se fumettodautore.com alla fine dei conti serve a questo.... In questo mesetto e mezzo di frequentazione ho potuto constatare di persona come ciò che sta più preme è aggredire, vendicarsi, reagire con veemenza alle critiche. Infatti, alcuni commenti positivi o costruttivi che ho postato non hanno avuto seguito. Mentre invece, apriti cielo per le critiche...
Quando dicevo che tutto questo assomiglia ad un blog/forum, per esempio, poteva anche essere preso come una cosa positiva. Proprio perché l'interazione tra siti e navigatori è ormai un classico. Ma io mi riferivo alla qualità dei testi. Bottero scrive gli editoriali con toni da blog e sono tutti finalizzati a togliersi i classici "sassolini" dalle scarpe. Può farlo, ci mancherebbe, ma in questo modo paga in termini di autorevolezza.
Insomma è un continuo combattere. Peraltro facendo confusione su ruoli e funzioni, compiendo addirittura errori sia rispetto ai destinatari delle repliche, sia rispetto alla definizione di alcuni contenuti.
Va anche bene essere vivaci, ma per quanto mi riguarda, questo sito decollerà sul serio (e glielo auguro) quando comincerà ad affrontate le tematiche del fumetto a 360 gradi.

Su questa questione, cmq non mi voglio sottrarre e voglio offrire un contributo costruttivo: il tema è anche interessante, ma è trattato nel modo sbagliato (è un parere che non vuole essere offensivo, ok?). Infatti sono convinto anch'io che sia legato a quanto accaduto sul forum di comicus un paio d'anni fa.
Invece: molto interessante la possibilità di esaminare, giornalisticamente e criticamente parlando, i legami tra editori o tra spezzoni di fumetto. Altrettanto interessante esaminare le attività editoriali e professionali e quelle di comunicazione, come sono impostate e come sono collegate tra loro.
Tra l'altro anche fumettodautore è realizzato da soggetti che svolgono anche attività editoriale, tra l'altro con ottime sinergie pratiche (stand in comune a manifestazioni), che mi sembra un buon modo per unire forze ed energie.
Insomma, non fermatevi a marco rizzo/panini/bd che sembra solo una bega personale, andate avanti guardando anche gli aspetti positivi. Ne verrà sicuramente fuori qualcosa di interessante, utile e apprezzato.

Biuon lavoro!
avatar Luigi Siviero
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Giusto, mi ero scordato di quando Marco Schiavono poteva insultare liberamente Bottero sul forum di Comicus perché di lì a poco Edizioni BD avrebbe assunto Marco Rizzo.
Grande Bottero, un editoriale a doppia lama.
avatar Azad
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E ti sei scordato anche di quanto si parlasse su Comicus della Free Books, quando Materia era il direttore editoriale e Rizzo e altri di CUS collaboravano con Brand New... ma anche queste sono coincidenze di cui si accorgono solo quelli in malafede, che vanno su CUS, e nel campo cerca scrivono "free books" e che si accorgono che andato via Materia dalla Free con annuncio 30/04/2008, sono due anni che non si parla praticamente di Free su CUS... neanche una recensione di un albo free uscito in questi due anni... (l'ultima è su L'età del Bronzo 3A, datata 17/11/2008 ma ancora appartenente alla direzione Materia)... Ma anche lì, il database sarà in malafede o starà rosicando?
avatar HulkSpakk
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"Giusto, mi ero scordato di quando Marco Schiavono poteva insultare liberamente Bottero sul forum di Comicus perché di lì a poco Edizioni BD avrebbe assunto Marco Rizzo"

Fammi capire, Luigi.
Marco Schiavone diceva cose tipo "bottero è @x@x@ e posso dirlo perchè sto assumendo Marco Rizzo" oppure diceva "bottero è @x@x@" e la motivazione riguardante Marzo Rizzo è solo una tua deduzione che stai cercando di trasformare in realtà?
(io non so nulla di quei post, ma sono interessato alle differenze tra fatti e deduzioni)
avatar Azad
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Dunque vediamo un pò se ho capito... Luigi dice: "a Bottero non interessa quello che fa Marco Rizzo ma quale rapporto c'è fra Panini e BD" e poi "A Bottero interessa suggerire: "Forse fra BD e Panini non c'è tutta questa concorenza?""
Poi arriva MicGin e dice: "E' anche la mia lettura, Luigi". Ma poi aggiunge: "non fermatevi a marco rizzo/panini/bd che sembra solo una bega personale"... Insomma è la stessa lettura ma anche no, o forse si, ma si occupino di fumetti a 360 gradi, ma meglio non parlare di chi lavora con chi, che sembra collegato a quello che è successo su comicus 2 anni fa (?), ma è interessante giornalisticamente e ctiticamente parlare dei rapporti tra gli editori e spezzoni del fumetto, però è un blog/forum, quindi si paga in termini di autorevolezza, ma a qualcuno manca il resto e allora per darlo si usano i sassolini che si leva dalle scarpe...
Si. Ho capito tutto. :)
avatar MicGin
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Ciao Azad
Non so cosa hai capito di quello che ho scritto. Posso anche essermi spiegato male. Oppure diamo alle parole valori diversi.
Al di là di questa vicenda, la penso così: 1) sono soddisfatto riguardo alla scelta di fumettodautore di occuparsi di temi e situazioni in genere relegate ai forum o alle discussioni private 2) non sono d'accordo in merito ai toni utilizzati ed alla selezione degli obiettivi: quanto accaduto negli anni passati mi spinge a interpretare come rivalsa alcune delle posizioni espresse.
Ci sono vari indicatori che mi spingono a pensarla così, come per esempio quantità e qualità delle news pubblicate.
E tieni presente che partivo da un atteggiamento di forte simpatia verso Bottero, il direttore. Quindi non certo pregiudizialmente negativo. Certamente mi è dispiaciuto vedere tirato in ballo a sproposito il mio blog in un suo recente editoriale... Non è certo un giocare ad armi pari...

Sono cmq intervenuto, anche con delle critiche, nel tentativo di essere costruttivo.
Auguro ancora Buon Lavoro, sperando che direzione e redazione riescano passo dopo passo ad eliminare i difetti di questo sito, nell'interesse di tutto il settore.
avatar Azad
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Dunque vediamo se anche questa volta ho capito... sei soddisfatto che qui si occupino di certe cose... però sembra che sia una rivalsa... basta mettere il termometro alle news e si capisce che è tutta una rivalsa (oggi si parla di Orecchio Acerboe tariffe editoriali, NPE, Castell e Spielberg !), poi però Bottero ti stava simpatico, ma fin quando non non ha tirato in ballo te e il tuo blog...e così da quel momento hai cominciato a dire che questo sito è un blog/forum cercando di ristabilire le armi pari, ma non sei qui per rivalsa ma augurando a tutti di migliorare. Si ho capito tutto. :)
avatar MicGin
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visto quello che hai capito, sicuramente sono io che mi spiego male. di conseguenza trai queste tue divertenti conclusioni. farò tutto il possibile per migliorare la mia esposizione. buon lavoro : )
avatar Azad
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Ma no, sono io che ho capito che tu hai capito. :) Ho letto che anche tu hai scritto del volume Piazza Fontana e mi fa piacere segnalarti la mia recensione:
http://www.fumettodautore.com/recensioni/946-piazza-fontana
avatar MicGin
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L'avevo già letta prima. Sono d'accordo su alcune cose. Capisco ma non condivido l'approccio. Magari ne discuteremo in altra sede. Intanto, ti garantisco che hai frainteso il mio atteggiamento in questa discussione. Anzi, se vuoi, ci possiamo chiarire di persona michele_ginevra@libero.it Se c'è rispetto reciproco, mi confronto volentieri con chiunque.
avatar Azad
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Ero certo non avresti condiviso l'approccio... evidentemente abbiamo idee diverse sui granelli di sabbia.. :) Peccato per quel libro, è stato una grande occasione persa sotto tantissimi punti di vista a cominciare dall'approccio a quel tragico episodio. Comunque nulla da chiarire al momento, almeno da parte mia. Non ne sento il bisogno, spero mi capirai.
avatar MicGin
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Purtroppo non capisco proprio. Non devi chiarire nulla, infatti. Devi semplicemente fare un piccolo sforzettino in più per comprendere le parole altrui. Ma se non vuoi dialogare, non insisterò oltre. Perlomeno io mi sono esposto senza problemi e senza pregiudizi. L'autorevolezza di un sito dipende anche da queste piccole situazioni, che possono portare al piacere di parlare con persone disponibili o alla delusione per non averne trovate. Contento te, contenti voi... Alla lunga si tireranno le somme. Potrà sembrarti/vi incredibile ma in fondo ho provato a darvi una mano. Visti i risultati, mi defilo serenamente e cordialmente.
avatar contedicagliostro
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Non sequitur.
avatar The Hedge Editor
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Io non vedo dove sia la "concorrenza" se Marco continua a tradurre Savage Dragon e i volumi Avatar per BD mentre cura un paio di collane per Panini. Tra l'altro non credo proprio (ma mi si smentisca pure) che il ruolo di Editor per Panini sia un "posto fisso" con orario 9-17 e contratto a tempo indeterminato. E non essendoci concorrenza non vedo come questo possa dimostrare un rapporto tra le due aziende diverso da quello commerciale distributivo. DIverso sarebbe se Marco si occupasse per esempio di acquisto diritti per entrambi ma non lo fa per nessuna delle due...
avatar chinablu
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Più leggo su questo sito, più sono contento di averlo scoperto per caso giorni fa.
L'articolo in questione pone alcuni quesiti interessanti , ma sopratutto inquietanti di come in Italia, a tutti i livelli si muovano le cose, tanto da farmi pensare: "ma non è che questi fanno parte tutti di uno stesso giro ed hanno le mani in pasta in tutti i campi(Sport, spettacolo, fumetto, musica ecc.)?"

Pensateci bene. Anni fa la FreeBook aveva come Editor un certo Andrea Materia.
ebbene questo giovine di belle speranza aveva cominciato a Mediaset(guarda caso) per poi finire in una società a caso Telecom FRance di cui era un forte promotore in Francia.

E questo cosa ti fa, lascia un posto ambito per venire in Italia a fare l'Editor della neonata Freebook, cioè lascia una azienda di telefonia( che fattura milioni di Euro) per una sconosciuta e nascente casa di fiumetti che avrebbe fatturato nelle migliori delle previsioni pochi migliaia di euro...boh, vi pare normale?

Fa programmi alla RAI, appare qui e la a manifestazioni, raccoglie premi(figuriamoci) malgrado i titoli della Freebook non vendano molto, però contemporaneamente, manda sul lastrico la Freebook insolvente con autori e fornitori, costringendola ad una rinascita forzata.

Poi c'è Tito faraci, che imperversa qui e la altro personaggio strano, figlio di una nota famiglia di notai milanesi, tutti lo vogliono, tutti lo fanno lavorare, collabora con Bonelli , Disney, Marvel manco fosse Oscar Wilde del fumetto. In realtà è uno sceneggiatore fra i più mediocri del panorama italiano e allora perché lavora tanto?

Marco Lupoi, ne vogliamo parlare? Lui i Kappa Boys? tutti del giro emiliano, altra coincidenza? L'asse Milano-Bologna....insomma questi lavorano per meriti e ci troviamo difronte all'ennesimo esempio degli amici degli amici? Un unico filo lega sempre tante cose diverse iin apparenza. Questo c'e lo insegna la storia.

Certo anche l'esempio di Marco Rizzo che lavora per due editor concorrenti è una prova di strane sinergie ed anìmicizie. Una prova sicura che fra Panini e BD esiste un rapporto che l lega. Probabile che come dice qualcuno la BD sia una piccola costola della Panini.
Fa bene Alessandro Borttero a sottolineare certe cose. L'omertà genera la MAFIA!!!
avatar Azad
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C'è un posto da editor. Ci sono due curriculum di pari livello, ma uno è di Marco Rizzo che possiede Comicus... migliaia di contatti al giorno tra sito e forum... voi non usereste Comicus come discriminante per la scelta di chi pigliare per il posto di editor a parità di curriculum? E non vi turereste il naso anche se già collabora con i vostri competitors? Io si. Sarebbe la scelta strategica più logica.
avatar The Hedge Editor
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Se uno ha creato ComicUs e l'altro no i curriculum non sono di pari livello. A parte il fatto che è un ragionamento che potrebbe valere per un piccolo editore non certo per Panini che non ha alcun bisogno di "aiutini" di ComicUS. E
avatar Azad
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La visibilità e come il denaro... non olet... sennò perchè Planeta e GP hanno degli spazi per le domande dei lettori su Mangaforever?
avatar Burighel
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Chi è che dà visibilità a chi? MF a Planeta o viceversa? Certe volte c'è anche la cara vecchia "raccomandazione all'italiana"... Basta far parte dei giri giusti, allineati alla linea, conformi e concordi al motto di sovietica memoria "non capisco, ma mi adeguo" e come per magia si vincono premi, si fanno siti ottimizzati per iPhone...
avatar Azad
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La visibilità è un rapporto osmotico. La si da a chi ha raccoglie bacini di utenti che a sua volta guadagna visibilità ospitando certe iniziative. Beninteso, la visibilità non ha l'obiettivo di "vendere" o di dare "aiutini", ma semplicemente che se ne parli in certi luoghi... La comunicazione d'impresa a volte viene confusa con il marketing... ma spesso, soprattutto a grossi livelli, le due cose viaggiano su binari paralleli... che non si incontrano se non all'infinito... :)
avatar Burighel
0
 
 
Ho smesso di credere alla favole, Azad, molti anni fa. Quando ci sono di messo soldi, nessuno fa niente per niente e quando lo fa è per qualcosa, cioè altri soldi.
avatar marquez deavila
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Bottero ha centrato il punto. Siamo davanti ad un palese conflitto d'interesse. Ed è abbastanza grave che una casa editrice come la Panini metta sotto contratto persone che lavorano per editori che, almeno in teoria, dovrebbero essere concorrenti. Ma qui la questione è anche più grave, perchè Rizzo è anche il responsabile di Comics, cioè un forum verso il quale i rilievi dei conflitti di interesse non sono una novità, visto che alcuni suoi moderatori e/o amministratori lavorano per altri editori.
Bottero ha centrato il punto quando si domanda perchè questa situazione apparentemente non disturbi la Panini.
Mi spiego meglio: la Panini ha assunto un dipendente di un editore concorrente, che, tra le altre cose, è anche responsabile del forum italiano più famoso in ambito fumettistico, cioè Comicus. A ben vedere, quindi, perchè alla Panini dovrebbe disturbare avere tra i suoi dipendenti un signore che può controllare il primo forum italiano dei fumetti? Un signore che politicamente è sulla stessa lunghezza d’onda di Lupoi e compagni (non è un mistero per nessuno che Comicus sia un forum “apertamente” schierato a sinistra e non certo amico della Chiesa). Sembra quasi di leggere in questa “strana assunzione” una “cooptazione” per meriti acquisiti. Ma quali sarebbero questi meriti?
Forse significa, come qualcuno e più di qualcuno sostiene, che la BD (per la quale lavora ancora Rizzo) sia una costola della Panini?
Bottero ha fatto bene a mettere in evidenza questa situazione, perché si tratta di una situazione di una gravità inaudita. Il mercato dei fumetti è stretto nella morsa di una crisi che sta consumando preziose energie, le vendite sono in calo per tutti, editori chiudono e riaprono sotto altre etichette (magari per giocare con il rapporto con i creditori), serie storiche chiudono i battenti, editori licenziatari che, nella speranza di sbarcare il lunario, si propongono come distributori di altri editori concorrenti in altri mercati, e in tutto questo, forse, non è male leggere una intenzione di annichilire il libero gioco della concorrenza.
Tutti ad arrabbiarsi per i conflitti di interessi di Berlusconi (primi fra tutti gli utenti di Comicus, che sono apertamente e marcatamente di sinistra) e quando il conflitto di interesse riguarda il Responsabile Primo di Comicus, tutti ad applaudire e tentare di far passare la cosa come se si trattasse di un fatto “normale”.
Cosa dovrebbe fare Rizzo? Semplice, dovrebbe dimettersi da Responsabile di Comicus e dal suo incarico alla BD.
Ma perché Rizzo dovrebbe farlo?
In questo momento Rizzo è:
1 - supervisore della Panini (cioè della prima casa editrice italiana in fumetti di importazione)
2 – Responsabile di Comicus (cioè del Primo forum di fumetti in Italia)
3 – dipendente della BD (che, almeno in teoria, dovrebbe essere concorrente della Panini).
Perché rinunciare a tutto questo?
Forse per amore della trasparenza? Forse per rispetto verso i lettori e gli “ignari” utenti di Comicus? Forse per rispettare quel minimo (se ne è rimasto) di concorrenza che esiste in Italia in un certo settore del mercato dei fumetti (vale a dire tutto quello che non concerne Bonelli)?
Buon lavoro, signor Rizzo.
avatar Ricky
-1
 
 
Tanto rumore per nulla.

Comicus è lo stesso forum dove un altro editor Panini spara a zero contro la Chiesa, offendendo i sentimenti e i valori Cattolici?

Comicus è lo stesso forum dove vengono aperti topic in cui ci si augura apertamente che Berlusconi venga a mancare?

Comicus è lo stesso forum dove molti, tra moderatori e amministratori, infischiandosene del conflitto d'interesse, già lavorano per altri editori e distributori, che, almeno sulla carta, dovrebbero essere concorrenti?

E ora Rizzo, cioè il Gran Capo di Comicus, che lavora per la BD, lavora anche per la Panini. Certe affinità politiche pagano, prima o poi.

Tanto rumore per nulla
avatar Azad
0
 
 
Ma se un freelance può lavorare con chiunque, perchè Rizzo quando entrò a lavorare in BD contestualement smise di lavorare con la Magic Press/Planeta?


avatar contedicagliostro
-1
 
 
Certo che è imbarazzante dovere spiegare ad un giornalista professionista che si occupa di inchieste antimafia, che ha scritto libri a fumetti su Peppino Impastato e Ilaria Alpi, che qui non siamo accecati da alcun "livore, invidia, antipatia o pregiudizio" nei suoi riguardi (e non potrebbe essere altrimenti...) ma abbiamo fatto cronaca e giornalismo di settore andando oltre la sua vicenda professionale pur prendendola come spunto di riflessione sul mondo del lavoro del fumetto e sui rapporti tra alcuni editori. Ma evidentemente è più comodo liquidare un ficcanasare scomodo come "mancanza di rispetto verso la professionalità e la serietà di chi il lavoro lo da e di chi lo ottiene".
avatar Ricky
-1
 
 
Solo perchè Rizzo è un giornalista professionista che si occupa di inchieste antimafia e scrive fumetti su Peppino Impastato e Ilaria Alpi lo autorizza a trovarsi in un palese conflitto d'interesse senza che ciò costituisca qualcosa che esorbiti dalla normalità?

Questi signori di sinistra conoscono uno strano concetto del conflitto d'interesse. Se riguarda Berlusconi, tutti a fare i finti moralisti, fingendo di scandalizzarsi. Anche se oggi questo tipo di polemiche ha perso sia mordente che originalità. Se, invece, il conflitto d'interesse riguarda un uomo di sinistra, non solo ciò è normale, ma qualcuno, come Contedicagliostro, si dice anche "imbarazzato" perchè qualcuno ha osato mettere in evidenza questa cosa e tira fuori il livore e l'invidia, che in questo non c'entrano niente.

Quello che mi dà fastidio è la mancanza di coerenza di certe persone. Bottero ha ragione quando dice che in Italia ci sono conflitti d’interessi di serie A e conflitto d’interessi di serie B. Ma chi decide quando un conflitto d’interesse è di serie A o di serie B? Se il conflitto riguarda un politico inviso alla sinistra, il conflitto è di serie A e tutti ne devono parlare e devono fare finta di scandalizzarsi. Se il conflitto riguarda uno di sinistra, tutti devono stare zitti e non devono protestare.
Contedicagliostro vuole forse farci capire che essere un giornalista o uno scrittore che si occupa di inchieste antimafia è un motivo sufficiente per giustificare di trovarsi in un conflitto d’interesse? Io non vedo tutta questa differenza tra conflitti di serie A e conflitti di serie B.
Rizzo si trova in un palese conflitto d’interesse. Questo è evidente e Bottero ha fatto bene a metterlo in evidenza, perché la gente che compra i fumetti della Panini deve sapere certe cose, deve sapere che l’editor dell’albo che hanno sotto mano, oltre a scrivere per l’editore che pubblica quel fumetto, scrive anche per altri editori concorrenti o dirige un noto forum.
Rizzo può mettere a tacere tutte queste polemiche con un gesto di coerenza e di trasparenza: che lasci il suo incarico alla BD e tagli ogni tipo di contatto con Comicus e le polemiche finiranno. Non lo vuole fare? Bene. Ma Rizzo non si lamenti se d’ora in avanti lo criticheranno o lo attaccheranno per questo motivo.
I lettori devono essere informati di queste cose e Fumetto d’Autore svolge perfettamente il suo ruolo, che è, come quello di qualsiasi altra testata giornalistica, quello di informare. I lettori devono essere informati dei reali rapporti che intercorrono tra editori e tra editori e responsabili di noti forum tematici. In questo modo, quando leggeranno certi articoli scritti da chi ricopre ruoli tra di loro in conflitto, sapranno trarre le giuste conclusioni.
avatar Sandro 82
0
 
 
Ciao a tutti. Sono un appassionato di fumetti che legge siti di informazione fumettistica senza intervenire. Li reputo soprattutto uno strumento utile per informarmi e conoscere nuovi fumetti e autori da scoprire.
In questo caso sento di dover dire la mia perché sta succedendo qualcosa di preoccupante all’universo delle nuvole parlanti. Tralasciando la questione politica, che a mio parere rischia di fuorviare il discorso, di fatto comicus e il suo frequentatissimo forum non sono gestiti da semplici fan. Si tratta di un portale e una community lottizzate da professionisti. E tanto per dirlo chiaro, da come la vedo, Marco Rizzo dovrebbe cedere le chiavi del portale ad altri. Così come altri moderatori/redattori dovrebbero cedere il loro posto ad altri “fumettofili” slegati dal mercato.
Ma in Italia (patria dei conflitti di interesse) il rischio che non accada è altissimo. Non tutti fanno come Carlo del Grande, che a mio parere si è comportato da gran signore e impeccabile professionista.
Del resto, una volta, quando un aspirante redattore o un aspirante sceneggiatore che collaborava con fanzine o riviste, raggiungeva lo scopo (ovvero quello di entrare in modo importante nel mercato dei fumetti), smetteva di collaborare con quelle riviste o quelle fanzine. Qui invece abbiamo l’informazione fumettistica che viene usata come sponsor.
Ci tengo a precisare che non metto i discussione il talento dei suddetti operatori del settore o i loro meriti. Nessuno li accusa di non aver meritato quello che hanno faticosamente conquistato. La mia riflessione riguarda l’attuale doppio/triplo ruolo e quanto ne consegue.
E se sul forum di comicus, si danno a vicenda vigorose pacche sulla spalle negando il problema, se Lupoi fa finta di non capire, se lo stesso Rizzo prova a ridurre il tutto a semplice invidia, sbagliano. Perché nel mio piccolo, con i mie amici come me semplici lettori, quando ci fermiamo a chiacchierare in fumetteria o al bar, la musica è ben diversa. Il fatto che non siamo organizzati attraverso una community o un movimento di opinione, non significa necessariamente che siamo pochi, non significa che non esistiamo o che non riconosciamo certi conflitti di interesse. La situazione è sotto gli occhi di tutti.
Aggiungo che fumetto d’autore non è un ‘eccezione. Anche lo staff di questo portale si occupa in prima persona di fumetti o collabora con editori di fumetti. Poiché parliamo di fette di mercato meno importanti, il peso di queste attività editoriali si sente meno. Inoltre, fatta eccezione una certa verve polemica, e un certo rancore nato da vecchie ruggini, bisogna riconoscere un fatto: fumetto d’autore è stato l’unico portale di fumetti che ha avuto il coraggio di affrontare certe questioni spinose. Però, caro Alessandro e cara redazione, lo scrivo senza polemica alcuna, in condizioni normali questa battaglia per un’informazione fumettistica senza peli sulla lingua, non dovreste combatterla voi... da come la vedo, state colmando un vuoto. Il vostro portale è un anticorpo generato da una situazione anomala di cui e malato il fandom italiano.
Speriamo che questa situazione si normalizzi in qualche modo. Il fumetto ha già i suoi guai.
Detto questo, vi auguro buon lavoro e torno al mio lurkaggio silenzioso.
avatar Ricky
-1
 
 
Il problema non riguarda solo Rizzo, ma molti amministratori e moderatori di Comicus. Semplicemente, Rizzo non può lavorare per la Panini e contemporaneamente per la BD e gestire Comicus.
In un Paese normale certe cose non dovrebbero accadere. Ma siccome l'Italia non è un Paese normale, queste cose accadono eccome.
Anche se Lupoi fa finta di non capire e qualcuno si crede così furbo da nascondere il problema tirando fuori l’invidia e il livore, la realtà resta e anche i fatti.
I fatti ci dicono che Rizzo lavora contemporaneamente per due editori concorrenti e, nello stesso tempo, dirige anche il primo forum italiano nel campo dei fumetti.
Con che serenità può fare queste tre cose contemporaneamente?
Sarebbe un gesto coerente e trasparente, se Rizzo lasciasse Comicus e la BD. Ma lui non vuole farlo. E siccome nessuno può obbligarlo in questo senso, è doveroso che i lettori, grazie a Fumetto d’Autore, conoscano i fatti e sappiano come stanno le cose in modo tale che nel momento in cui si troveranno a leggere qualcosa scritto da Rizzo possano trarre le opportune conclusioni.
avatar Capux
0
 
 
Io sono veramente stupito di come stiano comparendo così tanti lurkers che scrivono tutti nello stesso modo !
E che dicono tutti la stessa cosa !
Dove stavano prima ? ad esempio quando il forum di questo sito contava ben 22 iscritti ?

Vabbè a parte questo vogliamo fare informazione e gridare allo scandalo e al conflitto di interessi ? bene facciamolo pure !!!

Però diciamole tutte le cose cacchio !
Diciamo che Bottero è il DIRETTORE (de che poi ? questo è un giornale ? lo hanno registrato ? dove ? non è che pensate che la fregnaccia di aver messo un ISSN vi fa diventare un giornale ?) di sto sito ma ANCHE il direttore editoriale della FreeBooks e CONTEMPORANEAMENTE traduce per la Magic ed ha PURE una casa editrice sua con tanto di etichetta (Nadazero... qualcuno sa cosa sia ?) in collaborazione con la Cagliostro ?
Per lui la storia della concorrenza non vale ?
MAgic e FreeBooks non sono concorrenti ? oppure le pulci le fate solo a casa degli altri e le vostre ve le siete dimenticate ?

Vogliamo giocare a fare i giornalisti ? bene giochiamo.

Il 90% della redazione di questo sito stava nella ciurma di fullcomics e quindi grazie ar c.... che se ne parlava come se fosse andata bene quando, e io lo posso dire perchè c'ero, è stata uno dei più grossi FIASCHI che abbia mai visto.
Poco mi frega se le altre non sono andate bene lo stesso.
Se foste stati un pelo onesti avreste parlato in tutt'altro modo.

Malattia, anticorpi, conflitto di interessi.
Ma fatemi il piacere.
Al massimo siete sintomi diversi dello stesso morbo.
Voi di diverso, a parte la boria, non avete proprio nulla.

Se ci fosse qualcuno un pelo disinteressato avrebbe già chiesto se questo non sia altro che un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote ad un concorrente visto che col c.... che se panini veniva a fare la stessa offerta a una di voi anime candide avreste rifiutato o avreste tagliato i rapporti con gli altri datori di lavoro che avete.
avatar Baldo
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Tutto vero e tutto giusto quello di cui state discutendo qui, a cominciare dall’editoriale del Bottero, ma… MA…

1) Bottero è il proprietario della Bottero Edizioni, giusto?
2) Bottero collabora con la Magic Press in qualità di traduttore, giusto?
3) Bottero è il Direttore Editoriale della Free Books, giusto? (finora nessuno ha dato una notizia ufficiale delle sue dimissioni come “un altro utente” ha “suggerito” proprio qui dentro in un altro post)
4) Bottero è il Direttore Editoriale di FdA, giusto?

Allora, come direbbe il Nazareno, Bottè… “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?”

Insomma, più che legittime le critiche che state muovendo al Rizzo che, RIPETO, secondo me ci stanno tutte e sono più che condivisibili, ma perché il Bottero viene lasciate in pace da voialtri?
Non è che pure qui si fa ESATTAMENTE quello che si fa su Cus ma a parti invertite?
Solo per chiedere, eh? ;-)
avatar contedicagliostro
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E come si poteva sfuggire alla legge non scritta secondo cui qui i commentatori contro sono tutti "veri", mentre i commentatori a favore sono tutti "fake"... ?

Per i vostri dubbi riguardanti i conflitti di interesse riguardanti questo sito vi rimando a quanto scritto in un altro editoriale (alcuni sono davvero poco attenti...):

"Per chi dovesse obiettare che anche in Fd’A ci sono delle contraddizioni dovute al fatto che la testata appartenga ad un editore di fumetti e il direttore della testata sia a sua volta editore di fumetti, ricordo che fuori dal fandom del fumetto è prassi consolidata che i siti di informazione abbiano alle spalle un editore di settore e rispetto agli altri attori dell’informazione a fumetti on line di cui si è parlato, l’Associazione Culturale Cagliostro E-Press persegue l’obiettivo di diffondere il fumetto in ogni sua forma, e alla luce di questo Fumetto d’Autore è l’organo giornalistico che concorre a raggiungere l’obiettivo prefissato insieme all’attività editoriale che invece con la pubblicazione di autori emergenti ed esordienti o sconosciuti in Italia fa opera di valorizzazione. In Fumetto d’Autore noi non ci abbiamo messo la nostra amatorialità o la nostra esigenza di trovare lavoro nel settore, ma faccia esperienza, professionalità, anche ventennale, sia nel giornalismo che nel supporto tecnico".

http://www.fumettodautore.com/editoriali/705-leditoriale-r-un-piede-nel-fandom-un-piede-nel-comicdom-sperando-di-non-inciampare
avatar Baldo
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A Capux... ma non potevi postare un po’ prima? Così avrei letto il tuo commento e mi sarei risparmiato la mia solita tiratina d’orecchi al Bottero!!! :-P

Ovviamente non condiviso i toni di Capux (la gente che s’incazza sui siti di fumetti non la capirò mai, ahimè) ma le sue domande (che in parte sono anche mie) sì.

Bottè, se ci sei, batti un colpo! O sei troppo impegnato a lavorare con le 4 caseditrici/siti con cui collabori? ;-)

PS: io sono uno dei 22 iscritti al forum quindi almeno io esisto! O... almeno credo! ;-)
avatar Azad
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Intervista in "casa" di Marco Rizzo datata 01/10/2004:

CUS: Come vedi COMICUS tra cinque anni?

MARCO RIZZO: (...) A parte il fatto che da qui a 5 anni spero di registrarlo in tribunale, non saprei. (...)

I fatti senbrano raccontare che Rizzo ha fatto prima a diventare editor Panini che a registrare Comicus come testata giornalistica, e di anni da quell'intervista ne sono passati quasi 6..

Domanda Perchè lo si fa notare solo di questo sito (che è in ordine cronologico l'ultimo arrivato...) che non è registrato come testata giornalistica mentre agli altri siti il problema non viene nemmeno posto?
avatar Burighel
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La situazione è MOLTO DIVERSA, per il semplice che i ruoli di Bottero sono distinti e non in concorrenza tra loro (Bottero Edizione e Nadazero pubblicano principalmente produzioni originali e non operano nei manga; FreeBook opera nei manga e pubblica principalmente produzioni su franchigie; traduttore e direttore sono ruoli distinti; così come è diverso dirigere una testata altrui da una testata propria) mentre tra Panini ed Edizioni BD c'è una cooperazione sospetta da tempo immemore.
Nessuno ricorda la "consulenza" di Paolo Gattone per i manhwa Panini? Nessuno ricorda di titoli manga inizialmente annunciati da Panini e poi passati a stretto giro di boa a JPOP? Nessuno ricorda che una dei manager attuali di Panini è l'ex titolare di Edizioni BD? Nessuno ricorda che nonostante OSCENI problemi di distribuzione Edizioni BD continui a essere distribuita da PanDis nonostante la ragione il cuore dovrebbe suggerire di cambiare distributore il più rapidamente possibile?

Ogni altra argomentazione è, come direbbero gli inglese, "a lot of bullshit".
avatar Sandro 82
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Sorvolo sulle accuse sul fatto di essere un fake :) ma visto che mi hanno messo in un calderone senza cogliere certe sfumature presenti nel mio commento, colgo l’occasione per chiarire meglio. In questa lunga sequenza di commenti si è parlato di tutto. Si è parlato di politica, si è parlato dei numerosi collaborazioni che ha Rizzo, si è parlato del forum. Provo a spiegarmi.

1) Per me, se Rizzo viene pagato con regolare partita iva, ed è un freelance, è normale che lavori per due o più interlocutori. Capisco anche le legittime domande di Bottero, che analizza i rapporti tra i due editori. Ma non avevo capito che Rizzo fosse un freelance (come ha poi spiegato), per cui forse non è quello il vero problema.
2) Analogo discorso sulla politica. Forse l'errore è stato quello di aver concesso troppo spazio ad argomenti extrafumettistici sul forum. Ma in generale io non vedo una missione politica di comicus.
3) Passiamo al forum. Non è bello vedere dei moderatori/redattori usare il loro potere contro altri operatori del settore. Anche se hanno ragione, anche se moderano per un buon motivo chi crea flame, ecc... ti viene sempre il dubbio che ci sia altro sotto. Ma anche questo non è per me il problema più importante.
4) La professionalità di Rizzo non si discute. Voglio buttare anche un altro sasso nello stagno: Rizzo è bravo. Ho letto qualche volume tradotto da lui, e da quel poco che ho visto il ragazzo è in gamba. Quindi non ha rubato nulla.

Quindi? Tutto risolto? Non direi proprio!
Il problema riguarda la credibilità e l'autorevolezza del più frequentato portale di critica fumettistica italiano.
Adesso che il capo lavora per una colosso dell'editoria cosa succederà? Lui ci potrebbe promettere che "non toccherà nemmeno una pianta", ma chi fermerà le illazioni?
Quando comicus non criticherà una grosso passo falso della Panini, sarà solo una coincidenza?
Quando comicus darà un premio alla Panini, chi fugherà i dubbi dei più maliziosi?
Quandi comicus farà un recensione molto positiva ad un manga edito da Panini, cosa risponderà a chi pensa che è tutto un magna magna?
Basterà una buona dialettica? Basterà negare il problema sul loro forum, con i loro moderatori pronti a bannare i dissidenti? Pensano davvero che questa cosa la penseranno solo Bottero, Messina e i commentatori di questo sito? Siamo sicuri?
Perché anche se il premio la Panini lo vince in modo regolare, anche se la recensione è obbiettiva, anche se la critica al passo falso della Panini viene a mancare per una distrazione innocente, ci saranno comunque: illazioni, sospetti e pettegolezzi.
La situazione è molto seria, perché aggrava una lottizzazione del più importante portale di informazione fumettistica italiana. Il nodo da sciogliere è importante, e non basteranno due battute su Bottero o su questo portale per archiviare la cosa.
avatar Ricky
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Come supponevo, non potendo negare l'evidenza, cioè il grave conflitto d'interesse in cui versa Rizzo, molti di quelli che lo stanno difendendo, tirando in ballo i presunti conflitti di Bottero, non fanno altro che confermare, non rendendosene conto, le parole dell'articolo dello stesso Bottero.
Ma non considerano che, in realtà, Bottero non si trova in una posizione di conflitto d'interesse. Burighel, nel suo intervento, lo ha precisato bene e non credo sia necessario tornare sui suoi concetti, peraltro chiari.
Puerili mi sono sembrate le accuse contro Fumetto d'Autore. Nel tentativo di delegittimare le parole di Bottero, è stato messo in atto un ridicolo tentativo di far scadere al rango di blog il sito che ci ospita. Ma in realtà, sostanzialmente, Fumetto d’Autore è una testata giornalistica e, proprio per come le cose stanno andando in questo periodo, si sta dimostrando molto più serio e professionale di Comicus, che è solo un forum e testata giornalistica non lo sarà mai.
Ma torniamo al discorso principale.
Rizzo si trova in una grave situazione di conflitto d’interesse. In questo momento, lavora per due aziende che, almeno formalmente, dovrebbero essere concorrenti, ma che, sostanzialmente, non lo stanno dimostrando, con buona pace del rispetto per i lettori, che in questo modo vengono presi per i fondelli.
Ma è ancora più paradossale che la Panini si sia permessa di assumere come suo collaboratore/dipendente (scegliete voi la formula) il Responsabile del primo forum italiano di fumetti.
Con che serenità si potrà commentare le uscite Panini su Comicus? Se qualche critica un po’ pesante venisse evidenziata, chi impedirebbe a Lupoi di telefonare a Rizzo e di dirgli cose tipo “quel commento non mi è piaciuto. Cancellalo”.
Ma a ben vedere cose di questo tipo sono già successe in passato e succedono ancora. Prendiamo la Planeta. Uno degli admin di Comicus lavora per l’azienda che distribuisce nelle fumetterie italiane la Planeta, tanto che, ad un certo punto, fu scandalosamente vietato di parlare o di criticare la Planeta nei topic delle relative testate . Succederà la stessa cosa con la Panini?
Rizzo deve scegliere. Non può continuare a ricoprire tutti i suoi attuali incarichi e lo stesso dicasi per tutti gli altri admin o mod di Comicus che lavorano per editori e distributori.
Panini, BD e Comicus, formalmente distinte, ma sostanzialmente una cosa sola. Alla faccia della trasparenza e del rispetto del libero gioco della concorrenza: perché c’è Rizzo che lavora per tutti e tre!
Ora sono chiare tante cose. Per esempio, è chiaro perché su Comicus un editor della Panini può scrivere post offensivi contro la Chiesa e i cattolici (quando su un qualsiasi altro forum, non gli sarebbe stato permesso). Ora è chiaro perché non si possono criticare certi editori e non si possono toccare certi argomenti.
In tutto questo mi stupisce il comportamento di Lupoi. Fino a qualche anno fa non avrebbe mai fatto una mossa simile. Forse il fatto di non temere concorrenza nel suo mercato lo fa sentire autorizzato a compiere mosse di questo genere. Non ha pensato, quando ha deciso di assumere Rizzo, alle polemiche che ne sarebbero seguite? Forse ci ha anche pensato, ma avrà ritenuto che, tutto sommato, dopo un iniziale momento di grandi polemiche, tutto sarebbe tornato alla normalità.
Io non credo. Grazie a Fumetto d’Autore, i lettori sanno e potranno formulare le loro valutazioni.
avatar Baldo
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Scusatemi ragazzi, ma io tutta questa “situazione MOLTA DIVERSA” tra il Rizzo e il Bottero non riesco proprio a coglierla.

Non stiamo forse parlando di un “giornalista professionista” che su FdA ha VOLUTAMENTE posticipato un articolo/intervista SOLO perché la sua pubblicazione poteva essere DELETERIA nei confronti di un editore, che però poi si scopre essere LO STESSO EDITORE per cui il “giornalista professionista”, che ha redatto l’articolo/intervista in questione, collabora in qualità di traduttore?

Questo, per voi, è “professionismo” (io le virgolette ce le metto, se non altro per rispetto ai tanti Professionisti con la P maiuscola che bazzicano qui dentro in qualità di collaboratori) o è un CONFLITTO D’INTERESSI grosso come una casa?

Quindi, per me, le obiezioni (giustissime, lo ribadisco) sollevate dal Bottero sul Rizzo si possono girare pari-pari al Bottero stesso.
Dove stanno le differenze tra i due?
Io francamente non ne vedo.
Poi, come dice Ricky quassù, ognuno è libero di pensarla come meglio crede, ma le accuse a senso unico non mi sono mai piaciute (mio limite da sempre, mi spiace).
avatar pinopao
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Comunque da tutto ciò ne viene fuori che se minimo non hai un piede in due scarpe non puoi far parte del mondo del fumetto :D

scherzi a parte, per quel poco che conosco Rizzo per aver frequentato CUS mi sembra una buona scelta da parte della Panini (lo stesso per quanto riguarda Carlo del Grande alias Karlit0 )
Tuttosommato gli storici collaboratori della Panini nascono anche loro nel fandom, credo...

e non credo che fare l'editor freelance per Panini e CUS sia in conflitto di interessi... sarebbe come dire che tradurre contemporaneamente per Rizzoli e Mondadori sia conflitto d'interessi.

Se c'è conflitto è tra l'essere proprietario di CUS e collaborare con case editrici (non solo Panini, ma pure BD, Becco Giallo... )

Poi io resto dell'avviso che il vero conflitto del mondo del fumetto, abbastanza grosso ma mai evidenziato abbastanza, sia quello per cui un editore(Panini) possieda un distributore per fumetterie (Pan Distribuzione)... con tutte le illazioni a cui può dare adito una situazione del genere.
avatar pinopao
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e non credo che fare l'editor freelance per Panini e CUS sia in conflitto di interessi...

ovviamente intendevo fare il freelance per Panini e BD
avatar contedicagliostro
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Posticipare di una settimana la pubblicazione delle interviste è stata una scelta fatta a favore di coloro che avessero crediti da recuperare. Bottero stesso lo spiega nel suo lunghissimo editoriale sul caso Magic:

http://www.fumettodautore.com/editoriali/894-leditoriale-r-caso-traduttori-contro-magic-press-tutta-la-mia-verita

Mi sa che qualcuno si è perso qualche puntata... :)
avatar Capux
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A parte che facendo parte della categoria dei creditori (almeno questo di capisce) questa non è una scusa.
Ma voglio capire perchè se un giornalista sa di una notizia come quella deve aspettare che la stessa venga discussa altrove quando avrebbe dovuto comunicarla ai suoi lettori molto prima.
Se Bottero sapeva dei ritardi e delle difficoltà di tutti sti benedetti traduttori perchè non ne ha mai parlato prima della storia di nocturno ?
Ah poi volevo salutare l'autore dei post di italiancomics e visto che è qui chiedergli come mai il suo blog pare la fotocopia di quella chiavica di americancomicsblog.
Avete presente quello dove tutti gli autori dei post hanno delle curiose omonimie con gerarchi defunti ?

Salutissimi a tutti
Tonio C.
avatar pinopao
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Tana per Dodoria,
alias Antonio Caputo,
alias Capux,
alias Von Richtofen,
alias quello di americancomicsblog
alias quello di italiancomicsblog...

eddai, impegnati di più, che ormai sei sgamabile da 700 km di distanza...
avatar Capux
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Guarda che quell'essere sia qui è sicuro.
Peccato che non sono io. Anzi la storia di facebook dove ha fatto casini firmandosi con il mio nome mi è arrivata solo di recente.
Se leggi bene i messaggi di un altro utente il suo inconfondibile stile logorroico e ripetitivo ti saletrà agli occhi.
avatar Ricky
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Leggendo gli ultimi commenti, è evidente il tentativo degli autori di spostare, per convenienza, l'oggetto della discussione su Bottero e sui suoi presunti (e inesistenti) conflitti di interesse e senza perdere occasione di denigrare Fumetto d'Autore. Non mi stupirei se gli autori di questi commenti fossero utenti di Comicus piovuti qui in massa per difendere Rizzo e cercare di calare il velo sul vero problema.

Qui c'è un problema, grosso come una casa e di estrema gravità. Il problema riguarda Marco Rizzo e i suoi rapporti con BD e Panini. Bottero ha fatto bene a mettere in evidenza il problema. Rizzo si trova in un evidente conflitto di interesse, perchè lavora contemporaneamente per due editore che, almeno in teoria, dovrebbero essere concorrenti (e magari non lo sono, con buona pace della trasparenza e del rispetto dei lettori). Ma Rizzo è anche il responsabile del primo forum italiano che tratta di fumetti, cioè Comicus. E solo per questo motivo, non dovrebbe essere vincolato a nessun editore in nessun modo.

E invece, non solo lui si trova in questa situazione imbarazzante, ma anche altri moderatori e admin di Comicus, che lavorano per altri editori e distributori. E non è nemmeno la prima volta che si discute dei tanti conflitti di interesse che caratterizzano Comicus.

E’ triste ripeterlo, ma solo in Italia succedono queste cose. Accade che un editore come Panini Comics assuma alle sue dipendenze Rizzo che dirige un forum dove si dovrebbe parlare in modo neutrale di editori e invece questo non è possibile. Accade invece che un altro editor della Panini posti interventi molto offensivi verso i cattolici (quando in qualsiasi altro forum post di insulti e di mancanza di rispetto verso altre religioni o movimenti politici verrebbero immediatamente cancellati). Avviene che non si possono parlare di certi argomenti perché danneggerebbero certi editori, per i quali alcuni mod e admin di quel forum lavorano o collaborano. Ma questa è storia vecchia.

Il problema vero, serio riguarda Rizzo. Nessuno mette in dubbio la sua bravura, nessuno mette in dubbio il suo diritto di poter lavorare per chi vuole lui, e nessuno mette in dubbio il diritto degli editori di assumerlo. Ma, come minimo, in segno di rispetto verso i lettori, e per una minima esigenza di trasparenza nei rapporti, Rizzo dovrebbe scegliere cosa fare, perché non può fare tutto come sta facendo ora. O meglio, può farlo, visto che nessuno può impedirglielo.

In questo Bottero ha fatto bene a sottolineare il problema. Fumetto d’Autore ha il compito di informare, essendo una testata giornalistica, come lo stesso Bottero ha precisato, perché i lettori devono sapere certe cose e quando leggeranno qualcosa scritto da Rizzo, potranno farsi le loro valutazioni. Non so se Comicus sarà danneggiato da questa vicenda. Certamente non ne esce bene, perché con quale serenità si potrà postare parlando di questo o quell’editore, se l’admin o il mod che hai davanti lavora proprio per questo o quell’editore?

Mi meraviglia ancora l’atteggiamento di certi autori degli ultimi commenti, che non prendono una posizione decisa contro il conflitto d’interesse di Rizzo, ed anzi cercano di farlo passare come un fatto ordinario. Ha ragione Bottero. In Italia ci sono conflitti di interesse di serie A e di serie B. Ma chi decide in quale serie va collocato un conflitto d’interesse? Decide la convenienza.
avatar Baldo
0
 
 
X il Conte
“Posticipare di una settimana la pubblicazione delle interviste è stata una scelta fatta a favore di coloro che avessero crediti da recuperare.”

Tra cui il Bottero, come spiega LUI STESSO nel suo lunghissimo editoriale.
Quindi la domanda si ripropone come i peperoni di sera e cioè… è un conflitto d’interessi questo oppure è normale che il Direttore Editoriale di FdA posticipi la pubblicazione di un articolo perché potrebbe danneggiare l’editore da cui deve riscuotere dei soldi?
Avrebbe avuto gli stessi scrupoli se al posto della Magic ci fosse stata la Panini?

X Ricky
La premessa mi sembra doverosa: non mi sono MAI iscritto a Cus e SFIDO CHIUNQUE a dimostrare il contrario.
Nè conosco Marco Rizzo. Anzi, mi sta pure abbastanza sulle palle dalle cose che scrive.

Tornando a bomba, sulla questione la si pensa diversamente e quindi… dov’è il problema?
Possibile che bisogna sempre vedere COMPLOTTI dappertutto e non gente a cui piace ragionare, anche se non la si pensa allo stesso modo su determinate questioni? Possibile?

Sullo spostare l’attenzione sul Bottero invece ti do ragione, ma di chi è la colpa se non del Bottero stesso?
Mi spiego meglio…

IO, quando critico i comportamenti (professionali o non) di un’altra persona, parto sempre dal presupposto che IO quei comportamenti non solo non li condivido, ma non li pongo nemmeno in essere, proprio per non dare adito a qualcuno di venire da me a dirmi: “Ehi, ma tu critichi tanto lui e poi ti comporti esattamente come lui”.
Ora, se qualcuno (più di uno) è venuto qui a dire a Bottero “Ehi Bottè, ma tu critichi tanto il Rizzo e poi ti comporti esattamente come lui” ciò significa che la posizione professionale del Bottero non è così CRISTALLINA come alcuni di voi sostengono, altrimenti certe domande qualcuno (più di uno) non se le sarebbe nemmeno poste, non trovi?
Tutto ciò, però, fa si che l’attenzione si sposti ovviamente... dal COSA si dice... al CHI lo dice, proprio perché CHI lo dice ha dei comportamenti professionali che generano gli stessi dubbi e domande del soggetto a cui ha dedicato il pezzo.

Poi, come ha già detto giustamente qualcuno prima di me (forse tu stesso), i lettori di FdA hanno sia l’intelligenza che gli elementi utili per formulare un proprio giudizio in merito.

Buona serata a tutti. Il dovere mi chiama. ;-)
avatar Ricky
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Baldo, quando ho parlato di utenti di Comicus che erano piovuti qui per difendere l'indifendibile posizione di Rizzo, non ho fatto nomi precisi. Perchè ti senti tirato in ballo?
Bottero ha fatto il suo dovere. Da buon sito giornalistico quale è Fumetto d'Autore ha informato i lettori di un episodio gravissimo che, anche in questo momento, sta delegittimando e facendo perdere credibilità a tutto il settore. Sta facendo perdere credibilità a Panini Comics, alla BD, a Comicus e allo stesso Rizzo (anche se a lui, magari, di questo non frega niente).
Nessuno deve perdere di vista il problema. E il problema è la imbarazzante posizione in cui Rizzo si trova in questo momento. Deve scegliere a cosa rinunciare, ma non può certo continuare ad essere un collaboratore della Panini, un collaboratore della BD e responsabile di Comicus. Non può fare queste tre cose contemporaneamente. E sono anche profondamente deluso dal comportamento di Lupoi. Mai avrei creduto che avrebbe compiuto una mossa del genere, assumendo una persona che in questo momento, per la posizione particolare che riveste, non può lavorare per lui o per altri editori.
avatar Baldo
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X Ricky
Mi sono sentito chiamato in ballo perché se uno scrive (cito testualmente)... “Leggendo gli ultimi commenti, è evidente il tentativo degli autori di spostare, per convenienza, l'oggetto della discussione su Bottero e sui suoi presunti (e inesistenti) conflitti di interesse e senza perdere occasione di denigrare Fumetto d'Autore. Non mi stupirei se gli autori di questi commenti fossero utenti di Comicus piovuti qui in massa per difendere Rizzo e cercare di calare il velo sul vero problema.”, dicevo… se uno scrive ciò, visto che io sto sia commentando che criticando Bottero (col rischio dunque di spostare l’attenzione come tu giustamente sostieni), ma siccome non sono né un utente di Cus, né intendo difendere Rizzo (che ribadisco per l’ennesima volta PER ME è indifendibile, come del resto il Bottero), mi è sembrato doveroso mettere i puntini sulle “i”.
E’ che non mi piace essere accomunato a persone che non stimo (in generale), tutto qui.

In merito a quello che hai scritto qui sopra invece... io ti propongo un piccolo giochino innocente.
Però, per un attimo abbandoniamo le chiacchiere, che fanno tanto folklore ma poco costrutto, e concentriamoci solo sui fatti, ok?

Allora, per la serie “Bottero vs Rizzo, il conflitto (d’interessi) del secolo” i fatti da analizzare sono questi:

1) TRADUZIONI

-Bottero fa il traduttore per la Magic Press
-Rizzo fa il traduttore per la BD

Uno a uno!

2) REDAZIONI

-Bottero, salvo smentite ufficiali, è il Direttore Editoriale delle Free Books
-Rizzo è un redattore della Panini

Due a due (anche se, all’interno di una redazione, un Direttore Editoriale ha più “peso specifico” rispetto ad un semplice redattore, spero ne converrai)

3) SITI

-Bottero è il Direttore Editoriale di FdA
-Rizzo è il proprietario di Cus

Tre a tre!

4) CASE EDITRICI

-Bottero è il proprietario della Bottero Edizioni
-Rizzo non mi risulta essere il proprietario di alcuna casa editrice.

Quattro a tre per il Bottero!

And the winner is… ALESSANDRO BOTTERO!!!

Questi sono i fatti.
Ora, se volete continuare a rigirare la frittata o arrampicarvi sugli specchi o dire che tra i due “la situazione è MOLTO DIVERSA”… accomodatevi pure.
I fatti però SONO e RESTANO comunque questi!

Quindi tutto ciò che state dicendo (A RAGIONE!!!) sul Rizzo lo dovreste ribadire anche per il Bottero, perchè il Bottero fa esattamente le stesse cose di Rizzo con pure qualche aggravante in più!

E ciò non significa che sto giustificando il Rizzo. Mi guardo bene dal farlo.
Sto solo sostenendo che se uno legge l’editoriale del Bottero e poi viene qui a dire “A Bottè, ma da che pulpito viene la predica!!!”, se aveste un minimo di onestà intellettuale, invece di vedere complotti ovunque, ammettereste semplicemente quello che io sto berciando fin dal mio primo commento, ossia che Bottero PREDICA MOLTO BENE ma RAZZOLA ALTRETTANTO MALE! ;-)
avatar Burighel
0
 
 
Baldo, se usassi il cervello per leggere invece che per scrivere avresti notato il mio post sulla non concorrenza dei ruoli di Bottero tra loro e invece sulla IDENTITA' D'INTENTI di quelli di Rizzo.
Ma il cervello lo usi per scrivere, non per leggere. :-)
avatar Baldo
0
 
 
Il che dimostra che almeno IO un cervello ce l’ho, mentre del TUO non s’è ancora avvertita la presenza qui dentro. :-P

Mi autocito per chiarirti meglio il mio concetto (speranza vana la mia, lo so, ma ci provo lo stesso):

Questi sono i fatti. Ora, se volete continuare a rigirare la frittata o arrampicarvi sugli specchi o dire che tra i due la situazione è MOLTO DIVERSA”… accomodatevi pure.

A chi credi mi riferissi con quel virgolettato?

Insomma… O Sommo Burighel, Vate Assoluto di questo sito, posso NON essere d’accordo con te e con la tua spiegazione?
Me lo concedi?
O debbo per forza di cosa allinearmi al tuo sacro ed inconfutabile VERBO e ai tuoi altrettanto incrollabili DOGMI solo perché… perché…

Ecco, appunto… PERCHE’, di grazia?

Perché tu hai scritto un post?

Che io ho letto, ma che non ho condiviso nemmeno nell’uso delle virgole!
Punto.
avatar Ricky
0
 
 
Baldo, mi fa piacere che hai preso le distanze dagli utenti e dal forum di Comicus, perchè condivido il tuo giudizio.

Permettimi, però, di dissentire dalla tua ricostruzione. La sostanza dei fatti che hai citato rivela l'esatto contrario della tua conclusione. Innanzitutto, i ruoli che ricopre Bottero sono molto diversi da quelli che ricopre Rizzo e non sono in concorrenza tra loro (come quelli di quest’ultimo). Bottero Edizioni e Nadazero pubblicano soprattutto produzioni originali e non sono attive nei manga; FreeBook pubblica manga e opera principalmente produzioni su franchigie. In scondo luogo, traduttore e direttore sono ruoli distinti, così come è diverso avere la direzione di una testata altrui e averne di una propria.

Inoltre i rapporti tra Panini e BD non sono mai stati chiari e dire che esiste tra loro una cooperazione sospetta non è un azzardo; basta dare uno sguardo ai titoli annunciati da Panini e poi passati a Jpop. Uno dei manager attuali della Panini viene dalla BD. Vogliamo anche aggiungere che la BD è distribuita da Pan?

E oltre a tutto questo, Bottero, a differenza di Rizzo, non dirige il più importante forum italiano di fumetti! Solo per questo motivo, Rizzo non dovrebbe lavorare o collaborare con editori, di cui, almeno in teoria, sul suo forum si dovrebbe parlare senza restrizioni, ma ciò non avviene.

Rizzo si trova in una posizione molto imbarazzante e per nulla invidiabile. E’ normale che il responsabile del più importante forum italiano di fumetti lavori per le case editrici? E quali sono queste due case editrici? La Panini e la BD, che dovrebbero essere concorrenti e magari non lo sono? Lupoi mi ha deluso. Ha fatto una cose che non avrebbe mai dovuto fare. Assumendo Rizzo come editore ha fatto perdere in un colpo solo credibilità alla Panini, alla BD e a Comicus (anche se la perdita di credibilità era già in atto per altri e non meno gravi motivi).

Ma non mi stupisco perché non solo Rizzo, ma molti moderatori e admin di Comicus lavorano per editori e distributori e in quel forum il conflitto d’interesse viene vissuto come un fatto ordinario, il che è ancora più grave.
avatar HulkSpakk
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Il Comicus di Marco Rizzo sarà anche il sito/forum più importante d'Italia, ma è, contrariamente a questa splendida testata giornalistica, un sito amatoriale.
Che poi faccia le scarpe a tutti è un fattore secondario.
Quello di Panini e BD è invece un lavoro. Sono cose diverse.

Comunque non capisco, da questo fatto gravissimo tipo che una persona ha addirittura trovato un lavoro, chi è che ci perde. Cioè, chi è che la prenderebbe in saccoccia da tutto questo?
Quali sono questi editori che ora saranno in serie difficoltà dopo questo gravissimo atto da parte di Lupoi o di chi sia?
Chi è che ha perso soldi?
Lo chiedo seriamente, perchè vedo solo difensori di qualcuno che non esiste... ._.
avatar Ricky
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Beata ingenuità! Vedi, HulkSpakk, nella vita reale (che è cosa ben diversa dalla visione semplicistica delle cose di un comune lettore) ci sono tante cose che rendono l'esistenza interessante. C'è un concetto, che per molti sarà astratto, ma che produce effetti rilevanti sulla realtà. Questo concetto è quello della libera concorrenza. E questi signori lo hanno calpestato. Esiste un altro bel concetto, che si chiama trasparenza, e anche questo è stato soppiantato. Potrei citare anche la coerenza per arrivare alla stessa conclusione.

Bottero ha ragione. In Italia i conflitti di interesse si dividono in due categorie: quelli di serie A e quelli di serie B. Ma, in realtà, i conflitti sono tutti della stessa serie, ma a qualcuno fa comodo declassarli per tutelare gli interessi e le posizioni di amici o presunti tali. Ed è quello che sta accadendo ora. Noto che i sostenitori della indifendibile posizione di Rizzo si dividono in due categorie: c’è chi non nega l’evidenza (e cioè il gravissimo conflitto di interesse e l’imbarazzante posizione in cui è andato a cacciarsi Rizzo) e per coprire il loro amico, cercando (senza riuscirci) di far credere che Bottero sia nella stessa sua condizione. Ma, per i motivi che sono stati spiegati sopra, ciò non è vero; poi ci sono quelli, che definirei “falsi ingenui”, i quali, sostengono che, tutto sommato, non è accaduto nulla e che tutto rientra nell’ordinario.

I primi, almeno in parte, sono coerenti e non nascondono la verità. I secondi, invece, sono da biasimare, perché vogliono far passare una gravissima situazione di conflitto di interesse come un fatto normale. Vogliono celare la verità.

A questi signori sarebbe il caso di ricordare che se uno lavora per un editore, non può lavorare allo stesso tempo per un altro editore. Se ciò avvenisse, si dovrebbe pensare che quei due editori non sono affatto concorrenti tra loro. Il che può anche avvenire. Due editori potrebbero stringere un accordo. Ma se lo fanno sotto banco (e in questo senso i sospetti si appuntano tutti sul discusso rapporto che esiste tra BD e Panini) e non dicono nulla ai lettori, falsano il libero gioco della concorrenza, destabilizzano il mercato e non consentono ai lettori di conoscere tutti gli aspetti necessari di una situazione per formulare un giudizio che rispecchi la realtà.

Il problema non va sottaciuto. Anzi, deve essere sottolineato, in modo tale che nessuno lo perda di vista. E il problema riguarda Rizzo, che in questo momento lavora per due editori che dovrebbero essere tra loro concorrenti (come se uno, solo per fare un esempio, potesse lavorare allo stesso tempo per Rizzoli e per Mondadori!) e magari, forse, non lo sono.

Riguardo a Comicus, amatoriale o no (ma che sia una piattaforma amatoriale è fuor di dubbio), conta la sostanza. E’ sempre un forum e tanta gente lo legge. Ebbene, anche se in questo senso non esiste obbligo, la gente che lo legge deve essere informata di alcuni fatti, che non possono essere discussi (perché palesi). Questi fatti ci dicono che molti moderatori e admin di quel forum lavorano già per editori e distributori. Non è più un semplice forum gestito da amatori. No, è un forum gestito da persone che amatori non sono più, ma che nel tempo sono diventati essi stessi operatori del mercato, lavorano per editori e distributori e, in questa posizione, possono influenzare le scelte dei lettori o, cosa ancora più grave, possono orientare tali scelte, per canalizzandole verso certi editori e distogliendole da altri.


avatar HulkSpakk
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"Noto che i sostenitori della indifendibile posizione di Rizzo si dividono in due categorie: c’è chi non nega l’evidenza (e cioè il gravissimo conflitto di interesse e l’imbarazzante posizione in cui è andato a cacciarsi Rizzo) e per coprire il loro amico, cercando (senza riuscirci) di far credere che Bottero sia nella stessa sua condizione. Ma, per i motivi che sono stati spiegati sopra, ciò non è vero; poi ci sono quelli, che definirei “falsi ingenui”, i quali, sostengono che, tutto sommato, non è accaduto nulla e che tutto rientra nell’ordinario. "

Insomma, ci sono 3 categorie:
Chi mente dicendo che Bottero è editore, direttore della Freebooks, di questo portale e traduttore della Magic. Ma per fortuna tu non ci caschi, perchè sai che tutto questo è falso! ;)
I "falsi ingenui" che sostengono che non è successo nulla. Categoria di cui farei parte io, presumo.
E poi ci sei tu, che qualunque cosa ti si dica, hai ragione.
Bello il dialogo. Un'invenzione al pari della ruota.
Comunque non mi biasimare troppo (uso parole tue), non vorrei farti perdere ulteriore tempo.

"A questi signori sarebbe il caso di ricordare che se uno lavora per un editore, non può lavorare allo stesso tempo per un altro editore."

E lo ricordi tu? E lo ricordi da cosa esattamente? Quale è la fonte di questa tua affermazione?
Forse dovresti ricordare tu, che se una cosa non è illegale, si può fare. Si può fare eccome.
HulkSpakk.
avatar Ricky
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No, le categorie restano sempre due: chi non nasconde la verità (ma cerca di indorare la pillola, sostenendo che quello che fa Rizzo lo fanno tutti) e chi, in maniera spudorata, e in mala fede, nega l'evidenza.
Ci sono precise regole che tutelano la concorrenza e il normale funzionamento dei mercati. Regole che impediscono, a determinate condizioni, ad una azienda di assumere dipendenti di altre aziende concorrenti, oppure regole che sanzionano intese tra aziende che presentano un carattere pregiudizievole per la concorrenza e tante altre ancora.

E, anche se ad Hulkspakk sembrerà assurdo, esistono organismi, chiamati Autorità Indipendenti, create appositamente per la tutela di situazioni, diritti ed interessi che si muovono in settori particolari.

E qui mi fermo, perché altrimenti il discorso diventerebbe noioso ed eccessivamente tecnico. E non dimentichiamo tante regole etiche, che quasi nessuno, nel mondo imprenditoriale, rispetta.

Con questo non pretendo di avere ragione. Come altri, allineati sulla mia stessa linea di pensiero, ho esposto una certa situazione, di cui ho dato una interpretazione che ai difensori della indifendibile posizione di Rizzo ha dato fastidio, ma ne sono contento.

Ma una cosa devo precisarla: è sconfortante la posizione di chi crede o è viene indotto a credere che quello che è successo in questi giorni sia normale. Mi fa pensare che nella nostra società i valori siano diventati così poca cosa da essere soppiantati quando lo impone la convenienza o un penoso conformismo.

Bottero si è posto tanti interrogativi. La Panini era consapevole di stare assumendo una persona che lavorava per un altro concorrente. Ma se era consapevole di questo, allora perché sembra che la cosa non generi disturbo o imbarazzo? E’ normale che un editore di fumetti assuma alle sue dipendenze chi dirige un forum di fumetti e non un forum qualunque ma quello che viene pomposamente definito come il più importante?

Ovviamente non è normale, né morale né etico. Ma accade, perché in Italia queste cose sono normali.

In tutto questo calderone, Fumetto d’Autore svolge il suo ruolo di informare. I lettori devono sapere quello che sta avvenendo e disporre di tutte le informazioni necessarie quando devono decidere cosa acquistare.

In questo momento Rizzo si trova in una situazione molto imbarazzante. E in imbarazzo si trovano anche Panini e BD. Comicus invece no, per il semplice motivo che in imbarazzo già vi era per i tanti, molteplici conflitti di interesse che esistono al suo interno e, curiosamente, forse quello di Rizzo non è nemmeno il più rilevante.

Ora Rizzo deve scegliere cosa fare, cosa volere e cosa rinunciare. Può anche continuare a mantenere tutti i suoi attuali ruoli, perché, anche se esistono i mezzi per impedirglielo, non esiste o non sembra esistere la volontà di servirsene. Ma soprattutto non può pretendere di avere ragione chi ritiene che tutto quello che sta avvenendo sia normale. Salvo che a qualcuno, come Hulkspacca o chi per lui, ciò faccia comodo. Il che sarebbe ancora più grave.
avatar pinopao
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Quote:

Ora Rizzo deve scegliere cosa fare, cosa volere e cosa rinunciare. Può anche continuare a mantenere tutti i suoi attuali ruoli, perché, anche se esistono i mezzi per impedirglielo, non esiste o non sembra esistere la volontà di servirsene


mica Rizzo fa qualcosa di illegale. Che mezzi ci dovrebbero essere per impedirgli di fare qualcosa che non vìola nessuna legge?
avatar HulkSpakk
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"mica Rizzo fa qualcosa di illegale. Che mezzi ci dovrebbero essere per impedirgli di fare qualcosa che non vìola nessuna legge?"

Glielo ho detto anche io, ma a quanto pare Marco Rizzo ha fatto una cosa, seppur legale, senza la fondamentale autorizzazione del Ricky. :)
avatar Sandro 82
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A questo punto cosa impedisce a Marco Lupoi di tornare a scrivere American Graffiti (la rubrica che curava su fumo di china)? Tanto la legge non glielo impedisce, giusto? :)
avatar pinopao
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Infatti potrebbe farlo senza nessun tipo di problema.

Secondo me confondere le cose sul piano giuridico e su quello della opportunità o meno di collaborare con due e ditori e un sito crea solo confusione.

Se non è vietato allora è lecito, non ci sono santi.
Sull'opportunità di collaborare con case editrici ed essere proprietario di un sito sui fumetti... ognuno la vede a modo suo.

Ma pretendere che Rizzo molli una delle sue collaborazioni e ceda CUS non è una cosa seria da fare.

L'informazione è stata data, come è giusto che sia (il classico caso in cui le cose si sanno, ma se c'è qualcuno che le puntualizza chiaramente nero su bianco tanto meglio!), quindi ognuno si fa la sua idea e può giudicare le azioni di Rizzo di conseguenza.

avatar Sandro 82
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Potrebbe farlo ma non lo fa...
Dal blog di Marco Lupoi, ecco una sua risposta ad un lettore che gli chiedeva di fare critica fumettistica sul blog (citando proprio American Graffiti).

RISPOSTA DI LUPOI:

Non mi interessa tenere il "blog definitivo" sui fumetti, proprio perché sono un professionista del settore e opero attivamente su produzione, progettazione, fatturato e linea editoriale di uno dei principali editori di comics a livello europeo. Quindi sarebbe improprio essere SIA un professionista SIA un commentatore/blogger quotidiano sul settore (sarebbe come chiedere a Marchionne di tenere personalmente un blog iper-completo sul settore dell'automobile...).
Sicuramente il giorno che andrò in pensione, se i blog ci saranno ancora, potrebbe essere un'idea. Oggi, no.


fonte: http://marcolupoi.nova100.ilsole24ore.com/2009/03/at-midnight-all-the-agents-una-recensione-di-watchmen.html
avatar pinopao
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Appunto, potrebbe...

Qua la situazione mi pare comunque un po' diversa.
MML è il direttore della Panini Comics, Rizzo è un freelance.

Non credo nemmeno sia corretto dire che Rizzo sia stato "assunto" dalla Panini. Da freelance gli avranno fatto un contratto di collaborazione.

Tutto si riduce ad una questione di opportunità o meno da parte di Rizzo di lasciare CUS.
Ma una volta segnalata la questione, finita lì.
Fare crociate contro una cosa che non è fuorilegge è un tantino fuori scala, secondo me.

E non parlo di Bottero, parlo di molti commenti letti qui (alcuni con nick diversi poi sono tutti opera di un troll noto come Dodoria, quindi attenti a chi rispondete... il tipo ha personalità multiple, tipo "United States of Tara"... non so se avete presente il telefilm :D )
avatar Sandro 82
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Prima di tutto, ci tengo a chiarire che le mie sono critiche impersonali. Io non ho un odio o un rancore nei confronti di un esperto che faticosamente (e meritatamente) si fa strada nel mondo dei fumetti. Il mio discorso riguarda solo l'involuzione che sta vivendo uno dei miei portali preferiti, ovvero comicus. Poi è chiaro, se questa cosa la vedo solo io e i quattro amici della fumetteria che frequento, va bene così...
Tornando al discorso di Marco Rizzo, è vero che è solo un freelance ma è anche il proprietario di comicus. Un signor portale con un signor forum, molto ma molto visiatati. E oggi nel 2010, internet pesa parecchio e peserà sempre di più.
Per cui, rispetto all'esempio su Lupoi, la situazione non è tanto diversa. In un panorama editoriale in cui le vendite sono ridotte ai minimi termini, dove migliaia di copie decidono la vita o la morte di un fumetto in libreria, mi piacerebbe che il portale più visitato (capace di spostare lettori), fosse sempre dalla parte nostra, dalla parte dei lettori. E fosse sempre al di sopra di ogni sospetto di faziosità.
Planeta compie un passo falso nei confronti dei lettori? Massima serietà nel raccontare i fatti. Il passo falso lo compie Panini? Idem con patate. Il fumetto pinco pallo del piccolo editore è davvero bello e meritevole? Segnalazione del fumetto. E così via...
Se certi intrecci tra informazione dsinteressata e professionismo si complicano, il rischio che questa imparzialità venga a mancare c'è. Almeno a mio parere.
Rispetto la tua opinione, ma secondo me Lupoi al posto di Marco Rizzo si sarebbe regolato diversamente. Anzi butto un altro sasso nello stagno. Secondo me, la proprietà di comicus, alle lunghe potrebbe diventare una zavorra che danneggia le opportunità lavorative di Marco Rizzo (sia come editor che come autore). Io la vedo così.
Ripeto, se non la si pensa allo stesso modo, non muore nessuno... :)
avatar pinopao
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no no, ma infatti io nei tuoi post non ci avevo visto attacchi personali a Rizzo.

sulla questione CUS e i legami con il mondo dell'editoria a fumetti... negarli sarebbe da bugiardi, quindi me ne guardo bene.

L'ideale sarebbe che ognuno, una volta che passa dall'altro lato della "barricata", lasci i suoi ruoli "ufficiali" su CUS, ma questo spetta alle singole persone.
avatar Ricky
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Mi viene da pensare allo storno dei dipendenti, ai patti di non concorrenza e a tante altre manovre di concorrenza sleale, che concorrono nell'insieme a destabilizzare il mercato, minandone la trasparenza e la fiducia verso i primi acquirenti, cioè i lettori. Posso pensare ad accordi sotto banco tra alcuni editori, di cui certe assunzioni costituiscono solo ciò che si vede in superficie e il pensiero corre veloce. E cito solo le regole più elementari che reggono un mercato concorrenziale, regole che, almeno in teoria, nessuno dovrebbe violare. Ma queste sono cose noiose, che magari non c'entrano con quello di cui stiamo parlando, non è vero? Infatti, non c'entrano proprio niente. E meno male, perchè altrimenti saremmo messi davvero male.
Ma di cosa si parlava? Ah, si, di un editore, e se non sbaglio si trattava della Panini, che ha assunto come collaboratore (spero di avere indovinato la formula giusta) Rizzo, che a sua volta lavora presso un altro editore, che opera, come concorrente, nello stesso mercato della Panini. Com'è strano il mondo, vero?
E se non sbaglio, si parlava anche di un certo editore, che dovrebbe essere sempre la Panini che ha assunto come collaboratore un certo Rizzo, che è, fra le altre cose, il responsabile di un noto forum dove si dovrebbe parlare di fumetti senza restrizioni di sorta (o almeno così dovrebbe essere).

Ma per una volta voglio cedere la parola a Bottero, che nell’articolo di cui sopra ha scritto:

“Ossia, se ho capito bene, un editor Panini, legato da un contratto con la Panini, pagato dalla Panini, continuerà a lavorare per una casa editrice che, almeno in teoria, è staccata dalla Panini, ed è direttamente concorrente della Panini quantomeno nel settore delle librerie/fumetterie. Sono solo io, o qualcosa suona strano anche a voi? Se uno diventa editor della Mondadori, può continuare a curare libri per la Rizzoli? No, ovvio.”

Già, l’esempio è calzante: “Se uno diventa editor della Mondadori, può continuare a curare libri per la Rizzoli?” Bottero dice di no e non gli si può dare torto. Ma una cosa del genere è accaduta e concerne esattamente il nuovo ruolo che Rizzo ha assunto presso la Panini, mantenendo i suoi ruoli precedenti (che sono in netto conflitto con il nuovo incarico).

E poi Bottero continua:

“A meno che…alla Panini non dia alcun fastidio che Rizzo continui a collaborare con la BD (cosa che ha detto lui, non che mi invento io), e allora la domanda è: perché non gli da fastidio? Lo fa nel suo tempo libero? Al di fuori del tempo lavorativo regolato dal contratto con la Panini? O lo fa durante l’orario di lavoro presso la Panini? Tanto per essere chiari: i prossimi volumi della Avatar, pubblicati dalla BD, li curerà Marco Rizzo, editor Panini? Ma vi sembra normale?“

Già, vi sembra normale? Ovviamente no, anche se a qualcuno, che come hobby pratica la negazione della verità, fa comodo dire una cosa del genere.

Bottero è molto più bravo di me quando dice:

“Lo so che ci sarà sicuramente qualcuno che dirà “Sono fatti privati delle persone, e non dovete stare a rompere i coglioni!”, ma scusate…è lecito fare domande indisponenti solo a Berlusconi? E se permettete, una cosa del genere, ossia un editor Panini che dice esplicitamente che continuerà a lavorare per un’altra casa editrice in modo continuativo, casa editrice che in teoria dovrebbe essere concorrenziale con la Panini, a me incuriosisce”

E credo che una cosa del genere incuriosisca non solo Bottero, ma tanti lettori ignari di queste manovre poco trasparenti che avvengono tra editori, che dovrebbero essere concorrenti e magari non lo sono. E se così fosse, quale credibilità avrebbero gli articoli e i redazionali scritti da persone del genere?
E Bottero conclude:

“siccome ho il diritto a restare perplesso di fronte a cosa non mi convince, e siccome le cose che ho letto, ragionandoci sopra, non mi convincono, non vedo nulla di male in ciò che ho scritto”.

E molti resteranno perplessi. Di certo, si porranno domande. Resteranno sconcertati quando leggeranno certe cose, perché, a ben pensarci, dietro questa strana assunzione potrebbe esserci molto di più. Cose che capitano quando gli affari non girano come dovrebbero, certezze incrollabili cominciano a vacillare, equilibri consolidati si rompono e qualcuno o qualcosa… ma no!


avatar Burighel
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Esatto, il problema non è quando una stessa persona ha più di un posto di lavoro/collaborazione con soggetti diversi; è quando questi lavori/collaborazioni sono incompatibili tra loro. E tecnicamente parlando, è addirittura possibile che siano incompatibili anche a distanza di un certo periodo di tempo l'uno dall'altro.
Nel settore della ricerca elettronica-informatica per esempio un ex dipendente di una società riceve un indennizzo dall'ex datore di lavoro per non assumere il medesimo incarico in un'altra società prima di un anno, in modo da rendere obsolete le conoscenze su specifici prodotti in commercio o in fase di commercializzazione.

Per fare un esempio, Rizzo e Bottero entrambi conoscono ovviamente i progetti editoriali degli editori coi quali lavorano, ma mentre per Rizzo Edizioni BD/JPOP e Panini/Planet Manga hanno mercati in cui si sovrappongono per tipologia di prodotto e target di mercato, per Bottero l'editore suo omonimo, Free Books e Magic Press hanno invece mercati e target di mercato diversi (il fumetto "indie" italiano o estero e i fumetti tratti da Buffy The Vampyre Slayer, per fare un esempio, non sono proprio la stessa cosa, né per volumi di vendita né probabilmente per contenuti).
Questo può capirlo anche un iscritto all'AFuI, per dire... :-P
avatar HulkSpakk
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"Questo può capirlo anche un iscritto all'AFuI, per dire... :-P"

Resto sempre allibito dal rispetto che hanno degli altri, i sostenitori di fumettodautore.
avatar Azad
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E non resti altrettanto allibito di come il Presidente dell'AFuI tratta gli espositori alle fiere.che organizza?
avatar HulkSpakk
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No.
Io sono stato espositore presso una fiera del presidente dell'afui solo una volta e mi sono sentito trattato da Re. Tu sei stato trattato male da Francesco (non ho idea di chi tu sia e in che veste sia stato espositore e quindi in che modo tu sia stato trattato)?

Non che questo c'entri nulla con Marco Rizzo o con l'argomento in essere o con il rispetto che hanno degli altri i sostenitori di fumettodautore, ovviamente.
avatar Azad
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Capisco, ma non sono stato espositore ma mi riferivo a quanto scritto in un articolo di questo sito:
http://fumettodautore.com/magazine/reportage/928-fiere-del-fumetto-horror-convention-e-anime-belle-marzo-e-pazzo-ma-settembre-la-notte-al-di-contende

Poi forse tu avevi un contratto diverso e quindi forse indirettamente confermi che ci sono stati trattamenti diversi a seconda di che rapporti si aveva con l'organizzatore e quindi non hai nessun motivo di restare allibito o forse ancora ciò che fa allibire alcuni non fa allibire altri. Insomma io ho capito che tu hai capito che ecc. ecc. :)
avatar HulkSpakk
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"Capisco, ma non sono stato espositore ma mi riferivo a quanto scritto in un articolo di questo sito:
http://fumettodautore.com/magazine/reportage/928-fiere-del-fume tto-horror-conv ention-e-anime- belle-marzo-e-p azzo-ma-settemb re-la-notte-al- di-contende"

Ah ho capito. Non ci sei mai stato ma credi ciecamente nelle parole di Bottero.
Ci sta. C'è gente che crede in Dio, figuriamoci se non ci possa essere chi crede in Bottero.

Senti però una cosa, in franchezza.
Di quello che dico puoi trarre tutte le conclusioni fantasiose che vuoi, ma io non confermo nulla.
Non spero che su questo sito abbiate atteggiamenti corretti e rispettosi, ma almeno, fate la cortesia di non mettere in bocca agli altri parole vostre.
Io non confermo NULLA delle cose che dici o che dice Bottero nei suoi editoriali. Nè direttamente nè indirettamente.
Quindi, ripeto, cortesemente, i tuoi ragionamenti spacciali come tuoi ok?
Non come mie conferme.

E' che ci sono già passato: un utente dice qualcosa a Bottero, che in suo editoriale spaccia per una accusa a nome mio, dicendo il mio nome e cognome e nickname come fonte di queste fantomatiche accuse.
Solo che non ero stato io a fargliele. Quindi mi fa fare gratis in suo editoriale una figura di merda per dei commenti che non ho fatto.
Glielo ho fatto notare, e dalla grande CLASSE di tutta la redazione, non ci sono state nè scuse per la gaffe imbarazzante fatta (figuriamoci), nè tantomeno rettifiche.

Quindi TU stai "confermando" non so cosa. Non io, ok?
Grazie,
HulkSpakk
avatar redazione
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La Redazione prende in considerazione ufficialmente solo quello ci arriva via mail. Nella pagina "Chi Siamo" è scritto chiaramente:

"Questo sito non si assume la responsabilità dei contenuti dei commenti agli articoli da parte degli utenti registrati. I commenti non rappresentano in alcun modo la linea editoriale di Fumetto d'Autore.

Chiunque può rispondere ufficialmente ad un articolo scrivendo una lettera aperta firmata alla redazione che la pubblicherà sul sito con la formula "riceviamo e pubblichiamo". Il direttore o l'articolista, in caso lo ritenessero opportuno, risponderanno alle vostre lettere aperte contestualmente alla loro pubblicazione. Potete inviare le vostre lettere aperte a: info[at]fumettodautore.com"

Questa è la prassi per ottenere risposte ufficiali dalla Redazione.
avatar HulkSpakk
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A me non servono risposte.
Voi mi avete trattato malissimo e continuate a farlo.
Vedete che chi legge questi commenti se ne rende conto.

E poi mi è parso che a http://www.fumettodautore.com/editoriali/987-leditoriale-r-disney-marvel-panini-cosa-sta-succedendo-la-fuori-tex-al-posto-delluomo-ragno#commentID745" rel="nofollow" target="_blank">QUESTO link abbiate preso ufficialmente in considerazione, e immediatamente modificato un editoriale di Bottero, sotto indicazione di un utente.
Altro che email.
E' il tuo precedente post, signor Redazione. Non puoi sbagliare.

Che poi ufficialmente o non ufficialmente un corno.
Ora (e anche prima) sai e sapete di aver fatto un errore clamoroso.
Avete accusato pubblicamente un utente (me) di qualcosa che non ha fatto, vi è stato fatto notare e ve ne siete sbattuti.
Ora di nuovo vi viene fatto notare e voi che fate?
Cercate di dare all'utente le responsabilità di non avervi contattato "ufficialmente".
Perchè, ora che hai letto il mio commento non hai capito quale è il problema? ._.

Sono le vostre scuse che sarebbero dovute arrivare "ufficialmente" non la richiesta di correzione. Siete voi in torto, non io.
Tienilo in mente, Redazione
.
Ora TUTTA la redazione sa, e cmq, ve ne sbattete i "le opinioni di Bottero" (per usare sue parole).

E' il vostro stile. Lo stile Alessandro Bottero, Giorgio Messina e la Redazione tutta.

Vabè, almeno io ho una bella ragazza.
avatar redazione
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Una doverosa premessa: se in un sito esistono delle regole, nel frequentarlo si accettano implicitamente queste regole.

I commenti non sono parte integrante della linea editoriale del sito e non servono per interagine con la redazione o con gli articolisti, come spiegato più volte e come recita il disclaimer. Per richiedere rettifiche si scrive alla mail del sito, come spiegato nella pagina "Chi Siamo".

Detto ciò, ti informiamo che la verità è stata ristabilita e le doverose scuse sono state fatte.
avatar Baldo
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Ah, ma stavate parlando di me! :-PPPPPP

Inutile dire che ribadisco tutto ciò che ho detto in quel frangente.

Il che mi ha appena fatto vincere una BIRRA con un mio amico che sosteneva che non sarei MAI riuscito a farmi rispondere DIRETTAMENTE dal Bottero.

Io, come dissi a lui quando mi propose la scommessa, i Botteri me li mangio a colazione!!! ;-)

I Burighel invece li uso come tappetini scendiletto! :-P

Quando non c'ho un cazvolo da fare come oggi, ovvio!

Buona serata a tutti! ;-)
avatar Burighel
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Io invece i Baldo li uso come lassativi. :-)
avatar Baldo
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Quindi diciamo che con i miei ragionamenti ti DEPURO l'organismo, altrimenti ti INTOPPI di brutto! ;-)
avatar Burighel
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No, più che altro i tuoi ragionamenti sono come una supposta: si sciolgono data la loro inconsistenza in luoghi oscuri e mefitici, poi vengono espulsi perché estranei coperti da altre scorie nocive (come per esempio i ragionamenti di un certo iscritto all'AFuI che mi sono proprio indigesti). :-)
avatar Burighel
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Resto sempre allibiti del rispetto che hanno dei sostenitori di Fumetto d'Autore gli iscritti all'AFuI.
avatar Baldo
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Chissà, forse il lupoi tramite la BD si sta già preparando... un posto al sole!!! :-P
Del resto non sarebbe nemmeno la prima volta che lo fa (Star-Marvel Italia).

http://www.bleedingcool.com/2010/04/13/panini-to-distribute-bonelli-internationally-but-what-of-marvel/
avatar Ricky
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Dei tanti passaggi di Bottero nel suo splendido articolo, quello che mi ha più colpito è il seguente:

"Ossia, se ho capito bene, un editor Panini, legato da un contratto con la Panini, pagato dalla Panini, continuerà a lavorare per una casa editrice che, almeno in teoria, è staccata dalla Panini, ed è direttamente concorrente della Panini quantomeno nel settore delle librerie/fumetterie. Sono solo io, o qualcosa suona strano anche a voi? Se uno diventa editor della Mondadori, può continuare a curare libri per la Rizzoli? No, ovvio.”

Dici bene, Burighel. L'evidenza non può essere negata. Rizzo si è venuto a trovare in una posizione imbarazzante non tanto perché lavora per due editori concorrenti che operano nello stesso mercato e che, almeno in teoria, dovrebbero essere in concorrenza. Ma, come dice Bottero, forse questo non disturba la Panini. E questo è forse l’aspetto più grave, perché significa che tra BD e Panini tutta questa concorrenza non c’è. In teoria nulla di male, ma se ciò avviene sotto banco, ecco che si entra in un campo di conseguenze molto spiacevoli. E mi viene da pensare ai tanti titoli manga annunciati da Panini e poi passati a Jpop!

Però, il problema più grave è la posizione di Rizzo nei confronti di Comicus. Vorrei che questo si capisse a chiare lettere. Lupoi ha assunto il responsabile del più noto forum italiano di fumetti. Un forum già noto per i tanti, palesi conflitti di interesse al suo interno. Un forum i cui moderatori e admin già lavorano per altri editori e distributori. Ed ora il capo di questo forum lavora per la Panini e contemporaneamente per la BD!

Bottero si è detto perplesso. Io, invece, sono molto preoccupato, perché vedo tanti lettori presi per i fondelli. E poi com’è possibile che uno che lavora per la Panini sia sotto contratto di un altro editore? In teoria, in questo modo, si potrebbe spiattellare alla BD tutti i progetti ancora riservati della Panini, come i titoli per i quali sono ancora in corso trattative e la stessa cosa potrebbe avvenire riguardo ai progetti e alle trattative dei titoli della BD!

Questo spiega perché un editor Panini si può permettere di postare su Comicus più di un intervento irriverente e offensivo contro la Chiesa e i cattolici, quando su un qualsiasi altro forum post del genere verrebbero immediatamente cancellati. Noto, con dispiacere, tanta commistione, tanta mescolanza, che non consente più di delineare confini certi tra le cose.
avatar The Hedge Editor
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Io invece noto tanti problemi di salute mentale.
avatar The Hedge Editor
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Più seriamente, io vorrei sapere, in nome della trasparenza sia chiaro, dall’utente Ricky se è o no come qualcuno ha insinuato il curatore di uno o più blog attinenti al fumetto. Un sì o un no vanno benissimo.

Vorrei anche che mi venisse citata e quindi tra virgolette una sola di queste regole di cui si parla qui:

“Ci sono precise regole che tutelano la concorrenza e il normale funzionamento dei mercati. Regole che impediscono, a determinate condizioni, ad una azienda di assumere dipendenti di altre aziende concorrenti, oppure regole che sanzionano intese tra aziende che presentano un carattere pregiudizievole per la concorrenza e tante altre ancora.”

Una che sia attinente a questo caso naturalmente.

Poi resto davvero stupito del fatto che si parli ancora di Marco come curatore di ComicUS, Marco non può lasciare ComicUs per risolvere il suo “conflitto di interessi” semplicemente perché l’ha già fatto circa due anni fa: qualcuno mi citi un suo articolo recente che osanni Panini o stronchi qualche concorrente di Panini o BD. Marco ne è solamente il proprietario ora, sono altri quelli che ci scrivono e chi tra questi collabora con editori vari non mi pare lo abbia mai nascosto.

Infine riguardo a questa storia che BD sarebbe una “costola” di Panini: sono ANNI che sento questa chiacchiera (e la fonte è sempre la stessa), ma se uno vuole fare giornalismo d’inchiesta invece di porsi quesiti amletici perché non va a farsi una benedetta visura camerale così si toglie il dubbio una volta per tutte? Poi ce lo fa sapere così dormiamo sonni tranquilli anche noi.
avatar Azad
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Ehm... Hedge se vai su CUS e cerchi nell'apposito campo "Marco Rizzo", scopri che Rizzo ha firmato l'ultimo articolo per CUS il 25/12/2009...

http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=6880
avatar Ricky
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Hedge, chiedi una risposta che è stata già data sopra. E mi duole constatare che anche tu cerchi di far passare per "ordinario" ciò che non lo è. Come ha osservato Bottero nel suo esempio:

"se uno diventa editor della Mondadori, può continuare a curare libri per la Rizzoli? No, ovvio."

E questo, dopo avere riconosciuto che i ruoli di Rizzo sono tra loro in conflitto, mi pare che sistemi la questione. I conflitti di interesse sono tutti uguali. Non esistono conflitti di serie A e conflitti di serie B.

Riguardo a Comicus, parliamo di un forum dove il conflitto d'interessi è di casa. A parte Rizzo, moderatori e admin lavorano tranquillamente per altri editori e distributori. E questo, Hedge, è un fatto palese.

Azad ti ha fatto osservare che, contrariamente a quello che hai affermato, l'articolo più recente di Rizzo risale a poco più di tre mesi fa!

Riguardo allo strano rapporto tra Panini e BD, si tratta di chiacchiere? E poi perchè vuoi soffermarti al solo dato formale, quando la sostanza grida?

Per ora abbiamo Marco Rizzo che:

1 - capo di Comicus
2 - lavora per BD
3 - lavora per Panini

Come ha scritto Bottero nel suo articolo, forse qualcuno pensa che sia legittimo fare "domande indisponenti solo a Berlusconi".
avatar The Hedge Editor
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Scusa ma gli interventi sono lunghi una schermata infinita (anche grazie a te che ripeti continuamente le stesse frasi come se non le avessimo già lette). Poi io chiedo un semplice sì o no e mi dici è stata data sopra? io non la vedo? qualcuno la vede? Sì o no, solo per trasparenza, eh?
avatar Ricky
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Nei commenti non si pongono domande ad altri utenti, specie quando l'obiettivo è quello di polemizzare. In questo caso sono polemiche strumentali, aventi come obiettivo quello di spostare l’oggetto della discussione.
Fumetto d’Autore non è un forum. Bottero lo ha spiegato bene e lo ha ribadito con forza. Questa è una testata giornalistica come Repubblica o il Giornale e si fa informazione sul mondo del fumetto. So che alcune informazioni danno fastidio, perché accendono i riflettori su aspetti che a qualcuno conviene teneresi riservati o nell’ombra.
Riguardo agli interventi lunghi, Hedge, se per te è un problema leggere testi estesi, puoi provare a leggerne un pezzetto per volta al giorno. Se poi il problema fosse insuperabile, nessuno ti obbliga a venire qui, a leggere o a scrivere commenti. Siamo tutti amici che condividono una passione comune per il fumetto.
avatar The Hedge Editor
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Vedi Ricky, il problema è che la tua presenza e le sciocchezze che dici delegittimano proprio la testata giornalistica che ami. Ti ho fatto una domanda e prima mi hai risposto che la risposta era sopra. Io, che avevo già letto tutto (ma poteva essermi sfuggita) adesso vedo che non c’è. Perché dici le bugie? Guarda che se sei quello che ti accusano di essere non c’è niente di male se lo dici. E’ se lo sei ma lo nascondi che fai un cattivo servizio a questo bel sito. Io non ho detto che i tuoi interventi per me sono troppo lunghi, ho detto che sono ripetitivi, occupi tanto spazio per ripetere le stesse cose.

Fammi capire come funziona questo spazio a disposizione dopo l’editoriale. Tu intervieni dicendo che c’è un chiaro ed evidente conflitto di interesse poi qualcun altro interviene dicendo che non è vero. Quindi tu torni a dire che è enorme, evidente e parli di “regole scritte” però io NON POSSO chiederti di citarmi la regola che tu dici di conoscere perché non posso fare domande agli altri utenti? Insomma dobbiamo crederti sulla parola? (Lo so che chi altri ci legge mi sta dicendo “che ci parli a fare, fai solo il suo gioco” però mi diverto troppo)

Comunque torno in topic (anche se non è un forum) e mi domando (lo domanderei alla redazione ma essendo un giornale non mi risponde?): se qualcuno parla di un editore che non paga i freelance giustamente Alessandro si infervora e nota che è facile parlare di una voce ma solo lui ha preso la cornetta per intervistare i diretti interessati. Perfetto. In questo caso invece “qualche domanda” è proprio nel titolo dell’editoriale. E la risposta? Cioè, in questo caso è stata alzata la cornetta per fare la domanda ai diretti interessati?

Ah, sono andato a vedere il pezzo di Marco su Comicus del dicembre scorso, effettivamente parlava di Dylan Dog!!! Ma allora avete ragione! Era un chiaro ed evidente e vergognoso oltre che imbarazzante tentativo di ingraziarsi e andare a lavorare anche con la Bonelli!!! E ora la Panini ha ottenuto il ruolo di agente per l’estero della Bonelli! TUTTO SI SPIEGA POVERI INGENUI CHE NON VI RENDETE CONTO DI COSA STA ACCADENDO!!!
avatar Luigi Siviero
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"Vedi Ricky, il problema è che la tua presenza e le sciocchezze che dici delegittimano proprio la testata giornalistica che ami."

Perché un commentatore che non ha niente a che vedere con Fumetto d'Autore dovrebbe delegittimare il sito???
avatar The Hedge Editor
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Perché se su un mio sito postasse continuamente un commentatore che mi osanna fino a sfiorare il ridicolo qualunque cosa io scriva. prima mi sentirei gratificato ma dopo un poco in imbarazzo e lo inviterei a cercare di limitarsi prima che qualcuno pensi che mi faccio i complimenti da solo.
Se poi sapessi che questa persona è uno che ha già uno o più blog fumettistici e che viene a postare qui sotto diverso nickname e, scoperto, evita di confermare la propria identità e per di più ogni suo post è pieno di affermazioni palesemente erronee e prive di un qualsiasi fondamento (nel caso specifico è palese che si parla di un conflitto d’interesse del tutto inesistente nei fatti, io traduco e curo edizioni per chi mi pare finchè nessuno di questi ne fa un problema e al pubblico tra l’altro, se mi ritiene un buon traduttore, può solo fare piacere che mi occupi di più titoli possibile) e di veri e propri deliri (qui stiamo parlando di uno che si era convinto e insisteva sul fatto che Mega sarebbe diventato un catalogo di prodotti alimentari…), be’, IO mi convincerei che uno del genere non è sul MIO sito per osannarmi come vuole far credere ma per farmi perdere credibilità.
avatar The Hedge Editor
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Naturalmente poi, qualunque corbelleria è difendibile con un “visto cosa succede a toccare certi temi? Non vogliono che sappiate la verità”.
avatar Azad
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Ehm... Hedge i commenti non delegittimano il sito perchè nel disclaimer c'è scritto chiaramente:

Attenzione: questo sito non è responsabile dei contenuti dei commenti agli articoli da parte degli utenti registrati. I commenti non rappresentano in alcun modo la linea editoriale di Fumetto d'Autore.

Ehm (2)... a proposito di Rizzo. Per dovere di cronaca, va notato che l'11/03/2007, lo stesso annunciava il suo distacco da Comicus:

"Però, l'impegno, a cui se ne aggiungono altri legati al fumetto o al giornalismo (che vi annuncerò presto), non mi permette di proseguire con il mio coinvolgimento nel sito, che, come molti si saranno accorti, non è più lo stesso già da tempo."

http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=2906

Ehm (3)... Quanti consigli disinteressati che sta ricevendo Fumetto d'Autore...
avatar Ricky
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Come volevasi dimostrare, Hedge continua nei suoi tentativi di deviare l'oggetto della discussione. Ma la cosa più spassosa, mi sia consentito osservarlo, è che in questo modo egli crede davvero di ottenere quello che cerca, come se questa sua tattica portasse davvero a qualcosa di utile. E non è stato l’unico. Altri lo hanno preceduto, tentando di fare la stessa cosa. Però mentre questi ultimi hanno inutilmente cercato di deviare la questione accusando Bottero e attribuendogli un inesistente conflitto di interessi, Hedge, credendosi più furbo, ha ben pensato di fare la stessa cosa, attaccando un altro utente (in questo caso il sottoscritto) e attribuendgli cose così palesemente assurde da non meritare alcuna risposta. E, a dire il vero, leggere quello che scrive mi procura un gran divertimento. Per cui, non vedo ragione alcuna per non cogliere l’occasione e ringraziarlo di tutti questi momenti di ilarità.

Ma Hedge mi sta troppo simpatico e gli voglio un gran bene. Forse lui non ci crederà, ma divoravo tutti i suoi editoriali quando lavorava per la Comic Art. Ricordo un suo editoriale del 1994 (non ricordo con precisione, ma si trattava di una delle ultime testate Comic Art ospitante storie Marvel) in cui criticava Lupoi e si rammaricava del fatto che tutto il fumetto Marvel in Italia fosse passato sotto il suo controllo. E che dire dei suoi editoriali sulle testate Star? Magnifici (sono serio). Pieni di energia! In realtà, molti lettori rimasero sorpresi perché, fino a poco tempo prima, egli aveva criticato le serie della Image. Ma erano articoli molto belli, pieni di contenuto e di energia. Se un giorno la Planeta creasse una redazione italiana, dovrebbe collocare lui, Hedge, al vertice. Ma quello era un altro mondo del fumetto, molto diverso da quello piatto e semplicistico di oggi.
Lasciando per un po’ i ricordi e tornando in tema, è incredibile come si continui a negare la verità!

I fatti sono semplici. Rizzo lavora per due editore che, almeno in teoria, dovrebbero essere concorrenti (e forse non lo sono). In questo non c’è niente di male. Ma se ciò avviene sottobanco e non in trasparenza, ecco che, come ha scritto Bottero, viene il momento dei dubbi e delle perplessità.

Mi domando, perché alla Panini non disturba che Rizzo lavori anche per la BD? E perché alla BD non dà fastidio che Rizzo ora lavori per un loro concorrente?

Rizzo è bravo, su questo non ci sono dubbi e tanto di cappello per i suoi risultati. Ma è altrettanto incontestabile che egli svolga due lavori simili per due editori diversi che operano nello stesso mercato. Inoltre, Rizzo è il massimo responsabile del forum di Comicus. E non si può non rimanere perplessi osservando che la Panini abbia messo sotto contratto chi dirige il primo forum italiano di fumetti. Ma poi Comicus è noto per i tanti conflitti di interessi che riguardano altri mod e admin (che lavorano per altri editori e distributori) e allora non mi stupisco più di tanto.

Come al solito, mi sono dilungato troppo! Ora Hedge dirà che i miei interventi sono troppo lunghi e che non riesce a leggerli. Ma voglio approfittare lo stesso per salutarlo e fargli tanti auguri perché è bravo e se lo merita (anche se forse credo di non essergli simpatico e di questo, a dire la verità, un po’ mi dispiace).


avatar Baldo
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Edge...

lascia perdere Ricky - è vero che dice sempre le stesse cose, ma se tu ribatti ogni volta... anche tu finisci per dire sempre le stesse cose, non trovi? - e gioca invece un po’ con me a FANTAFUMETTI, ti va?

Allora…

Edge, in qualità di Editore della Italycomics, assumeresti ME come redattore/traduttore pur sapendo che io svolgo lo STESSO-IDENTICO-RUOLO per la Free Books, ossia una casa editrice che da qualche tempo ha cominciato a pubblicare qui in Italia i fumetti della BOOM!, ossia lo stesso settore di competenza della tua casa editrice?

Non avresti il timore che io, visto il mio duplice ruolo, possa “spifferare” i tuoi piani editoriali (relativi alla BOOM!, ma non solo) a quella che, a tutti gli effetti, oggi è una tua casa editrice concorrente (o viceversa)?

Rispondimi seriamente però o, come direbbe il Bottero, guardandomi dritto negli occhi (sì, okkey, ci sono i computer di mezzo ma… se semo capiti!!!).

OT
Ma proprio Hero2 dovevi alternare con L'Ancora su Boom!Magazine!!! Era la serie migliore!!! eccheccazz… ;-)
avatar Ricky
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Per un momento voglio essere ingenuo e (ma solo per un momento) pensare che a qualcuno il concetto di conflitto di interesse non sia chiaro. Di questo non mi stupisco, se considero che in Italia questo concetto è stato amplificato ed esteso di molte leghe oltre i confini del proprio significato da una sinistra italiana entrata ufficialmente nell’elenco delle specie in via di estinzione.

Conflitto d’interesse si riferisce alla situazione in cui viene a trovarsi una persona che si fa portatore di interessi (propri o di terzi) tra loro in conflitto. Un concetto semplice che, evidentemente, a qualcuno non è parso chiaro. E, tra un po’ di malafede o finta ingenuità (ma aggiungo anche vera ingenuità o ignoranza da parte di qualcuno e di più di qualcuno), esso è stato utilizzato addirittura per attaccare Bottero! Come se poi qualcuno fosse così ingenuo da prestare fede ad una cosa del genere!

Il fatto è palese. Rizzo lavora per Panini e per BD, svolgendo nella sostanza incarichi uguali, ha libero accesso alle informazioni di questi due editori e dirige anche il principale forum di fumetti in Italia. Fumetto d’Autore ha riportato la notizia dell’assunzione di Rizzo per la Panini, personificando i timori e i dubbi dei lettori italiani e, apriti cielo, quelli che potrebbero essere definiti (e forse lo sono) utenti di Comicus (quindi, sostenitori di Rizzo, sono piovuti qui cercando di fare due cose: delegittimare Fumetto d’Autore e attaccare apertamente Bottero.

Perfino Recchioni, sul suo blog, ha scritto cose poco carine di Bottero (al quale lascio trarre le dovute conclusioni)!

E mi domando: ma questa sinistra italiana (o quello che ne resta) non conosce altri sistemi di esporre un pensiero critico che non sia quello della demonizzazione dell’avversario o della delegittimazione dello stesso? Demonizzazione e delegittimazione usate come strumenti di lotta politica per sostenere idee che la gente non accetta e non vuole più. E sono questi gli strumenti che, in questi giorni sulla rete, tante persone stanno usando. Non è una bella cosa. A volte mi stupisco nel constatare come in un mondo così piccolo (e quasi sconosciuto) come quello del fumetto italiano (non Bonelli) esista tanta perfidia e tanta mania di autodistruzione (questo pensiero non èmio, ma lo ha espresso Bottero nella sua rubrica sul Mega di febbraio).
avatar Chas
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ma cosa cazzo c'entra la sinistra? smettila di fare il fascistone!
avatar Azad
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A dire il vero non c'entrano manco i fascistoni... ma se non ti piace la carne, deve piacerti per forza il pesce... o no?
avatar Chas
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guarda che il tipo lo si conosce...
avatar The Hedge Editor
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Edge, in qualità di Editore della Italycomics, assumeresti ME come redattore/traduttore pur sapendo che io svolgo lo STESSO-IDENTICO -RUOLO per la Free Books, ossia una casa editrice che da qualche tempo ha cominciato a pubblicare qui in Italia i fumetti della BOOM!, ossia lo stesso settore di competenza della tua casa editrice?
Non avresti il timore che io, visto il mio duplice ruolo, possa “spifferare” i tuoi piani editoriali (relativi alla BOOM!, ma non solo) a quella che, a tutti gli effetti, oggi è una tua casa editrice concorrente (o viceversa)?
Rispondimi seriamente però o, come direbbe il Bottero, guardandomi dritto negli occhi (sì, okkey, ci sono i computer di mezzo ma… se semo capiti!!!).


Certo che ti rispondo, ma prima di risponderti mi chiedo se sei al corrente che il posto (che è una parola grossa, diciamo il ruolo) di Direttore Editoriale Free Books era stato offerto a me prima che ad Alessandro. La risposta: be’, di certo non ti assumerei per incaricarti di andare a caccia di diritti se lo fai già per un altro (ma Free Books con me non si faceva questo problema come non se l’è fatto con Alessandro che mi pare tratti comics anche lui), ma per fare il traduttore o anche il redattore (redazione o supervisione testi, preparazione dell’impaginato…) di un titolo che ho GIA’ acquisito perché no? Che cosa potresti spifferare? Che stai lavorando a un titolo che ho già acquisito? E chissenefrega. A contratti firmati glielo dico pure io ai concorrenti. E’ proprio questo che qualcuno finge di non capire (perché mi rifiuto di credere che non lo capisca) continuando a trolleggiare. Se io Direttore Editoriale apprezzo il lavoro di un freelance che lavora per un altro editore e gli offro un lavoro lui se vuole lo accetta. Certo, ci sono editori che dicono “se lavori con noi non lavori con quello” e il freelance prende la sua decisione, ma ci sono anche editori ai quali la cosa può non interessare. Io non avrei problemi ad accettare di fare traduzioni per Panini, Planeta, BD o Bottero Edizioni e non vedo come tradurre da casa mia a Roma (da Palermo nel caso di Marco) potrebbe darmi “libero accesso alle informazioni” di questi editori. E a Panini di sicuro non interessa se Marco continua a fare traduzioni per BD che è poi un suo partner avendogli affidato la distribuzione in esclusiva. Da qui a insinuare che BD in realtà sia una costola Panini ce ne passa. Con questo ragionamento lo sarebbero anche Pavesio, ReNoir, Comma22…

Che poi il perché questi editori per stare in evidenza su Anteprima accettino il vero conflitto di interessi, ovvero di farsi distribuire dall’editore più grande, contribuendo a renderlo sempre più grande (sarei curioso di sapere quanta forza resterebbe a Pan se i suoi esclusivisti la abbandonassero) e sempre più in grado di schiacciarli mi sfugga è un altro discorso ma si saranno fatti i loro calcoli.

Per Ricky: non mi sei antipatico e scrivi anche bene, purtroppo ti fissi su un ragionamento e non sei in grado di rielaborarlo quando ti giungono nuove informazioni. Inoltre quando sei in difficoltà a rispondere fai come quei politici che non sapendo che dire dicono all’avversario “lei sta diventando nervoso caro Onorevole…” sperando di innervosirlo davvero. Quindi tieniti le tue idee su ciò che è palese e ciò che non lo è, io faccio gli auguri di buon lavoro a Marco e vi saluto.

Quote:

avatar pinopao
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Quote:

Che poi il perché questi editori per stare in evidenza su Anteprima accettino il vero conflitto di interessi, ovvero di farsi distribuire dall’editore più grande, contribuendo a renderlo sempre più grande (sarei curioso di sapere quanta forza resterebbe a Pan se i suoi esclusivisti la abbandonassero) e sempre più in grado di schiacciarli mi sfugga è un altro discorso ma si saranno fatti i loro calcoli.


il punto centrale del fumetto italiano "da fumetteria" è questo, altrochè chiacchiere...
avatar Baldo
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X Edge
“e vi saluto”

Ma no dai… Edge, proprio adesso che si stava cominciando a parlare seriamente… te ne vai? Ma non è giusto, su.

Vabbè, nella speranza che almeno tu legga ancora le cose che vengono scritte qui, vorrei replicare su alcuni punti del tuo intervento che non mi hanno convinto molto (per il resto nulla da eccepire in merito), solo per chiarirmi un po’ meglio le idee, ok?

“(..) di un titolo che ho GIA’ acquisito perché no? Che cosa potresti spifferare? Che stai lavorando a un titolo che ho già acquisito? E chissenefrega.””

Giustissimo!

Quindi se io ora ti dicessi di venire qui a dire PUBBLICAMENTE quante copie vende… chessò… "Irredeemable", tu non avresti problemi a dirlo, o sbaglio?
In fondo si tratta di un titolo che hai già acquisito e quindi, da questa tua informazione, i tuoi diretti concorrenti non possono trarre alcun vantaggio, giusto?

“ma per fare il traduttore o anche il redattore (redazione o supervisione testi, preparazione dell’impaginato…)”

Tutto ciò accade… in una redazione IDEALE!
Ora io ammetto che è trascorso un bel po’ di tempo dall’ultima volta in cui ho lavorato in una redazione di una casa editrice di fumetti, ma - a questo punto sono costretto a dirlo, sigh! - “ai miei tempi” in redazione non ci si limitava a quello che dici tu, ma si discuteva anche di dati di vendita, acquisizione di diritti, strategie di mercato, anche se, lo ammetto, la maggior parte del tempo la si spendeva a parlar male e a denigrare "l’avversario"! ;-)
Ma forse i tempi sono davvero cambiati!

“Che poi il perché questi editori per stare in evidenza su Anteprima accettino il vero conflitto di interessi, ovvero di farsi distribuire dall’editore più grande, contribuendo a renderlo sempre più grande”

Come ho già scritto altrove (non ricordo più dove però. Forse proprio qui… mmm… mi sa che ha ragione il Burighel… scrivo troppo!!!) non posso che COCORDARE sia con te che con Pinopao quassù, perché di questo PROBLEMA ne parlavo e ne SCRIVEVO già sul finire degli ANNI NOVANTA!!!

http://web.tiscali.it/perfect-trip/articoli/art029.htm

Però, se non ricordo male, sia TU che BOTTERO all’epoca stavate dall’altra parte della barricata (lavoravate entrambi per due Major del fumetto italico).
Come cambiano i tempi, eh?

PS: la chiusura che feci in quel mio pezzo mi sembra addirittura PROFETICA a distanza di tanti anni! ;-)
avatar The Hedge Editor
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Non è che “vi saluto” perché mi sono offeso o altro, è che non ho altro da dire e ho anche tanto da fare. Inoltre un limite di questa impostazione del sito è che non esiste una pagina due, i commenti continuano tutti sulla stessa pagina e la finestrella in cui aggiungere commenti mi sta dando problemi (che ho risolto facendo copia incolla da una pagina word).

Ad ogni modo:
1- e che c’entra? Anche le informazioni sulle vendite non sono cose che si danno a un traduttore che lavora magari anche in un’altra città. Tu parti dal presupposto che l’editor di oggi lavori in un “bullpen” con un orario d’ufficio da rispettare. Non è così. Per darti un’idea, ho saputo prima IO dell’acquisizione di una ex serie Free Books da parte della BD che Marco che magari la tradurrà. Io l’ho saputo da un altro editore al quale magari lo aveva detto il licenziatario e quando mi sono complimentato con Marco lui non ne sapeva niente come non sapeva dei Disney Pixar che sono appena stati annunciati.

2- Ricordi male: io sono stato fermo dieci anni, dal ’94 al 2004, quindi l’ironico “come cambiano i tempi” non mi tocca. Mi fa piacere che concordi ma non è come se io stessi contraddicendo cose che scrivevo in altri tempi.
avatar Ricky
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Per rispondere a Hedge: ti ringrazio per i complimenti sul mio modo di scrivere. Ma non accetto la sottolineatura sulla rielaborazione delle informazioni n uove. Per il semplice motivo che non vedo “informazioni nuove”.

Quello che vedo è il tentativo che molti utenti stanno attuando, nei loro commenti, e tra questi devo (e mi piange il cuore farlo, credimi) collocare anche la tua persona, di raggiungere, con apparente furbizia, uno scopo differente: spostare l’oggetto della discussione dal GRAVISSIMO conflitto di interessi in cui è precipitato Rizzo.

E la tecnica usata per raggiungere questo poco dignitoso obiettivo consiste nella duplice opzione di delegittimare Fumetto d’Autore oppure di attaccare Bottero. Nel primo caso, si cerca di sostenere, in mala fede, che Fumetto d’Autore non sia una testata giornalistica come Repubblica (toh! Ho indicato un foglio che a Hedge e a Rizzo piacerà sicuramente perché tramite esso vengono continuamente perpetrati ignobili attacchi al presidente del consiglio dei ministri italiano); nel secondo caso, si cerca disperatamente di sostenere che Bottero si troverebbe in una situazione di conflitto di interesse simile o più grave di Rizzo.

Ma:

a) Bottero non si trova in una posizione di conflitto d’interesse. E’ stato spiegato infinite volte. E’ inutile tornare su un concetto, che solo gli infelici tentativi di demonizzazione di molti utenti impediscono di far trionfare.
b) Fumetto d’Autore è una testata giornalistica e compie il suo dovere, che è quello di informare.

Quello che questi utenti (che poi sono tutti utenti di Comicus, credo) non comprendono è che continuando con questa linea altro risultato non si raggiungerà se non quello di EVIDENZIARE con maggiore cura che l’UNICO a trovare in conflitti di interesse è Rizzo.

Le cose devono essere chiare e nessuno le deve dimenticare:

1 – Rizzo è il responsabile di Comicus.
2 – Rizzo lavora per Panini e BD, rivestendo incarichi in sostanza simili.

E poiché, sia concettualmente, sia sostanzialmente, il problema non è superabile, l’unica conclusione possibile è quella sopra più volte riportata.
Infine, voglio dire a Hedge, che lui scrive sicuramente meglio di me. E sarei sinceramente contento se un giorno potesse rivestire l’incarico di responsabile supremo di una redazione italiana della Planeta, insieme a Bottero e a Materia.

avatar pinopao
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della serie i commenti non degradano il sito che li ospita... sarà, ma con tutti sti troll la gente non si iscrive, scappa a gambe levate...
avatar Azad
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Soluzione?
avatar Burighel
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Bannare gli iscritti all'AFuI... :-P
avatar pinopao
0
 
 
eliminare i commenti in toto
avatar contedicagliostro
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Il giorno dopo che chiude il Bar dello Sport eliminiamo i commenti in toto. Promesso.
avatar pinopao
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ma voi non siete un forum, almeno questo mi era sembrato di capire

poi vabbè, io vengo qui perchè molti pezzi, anche quelli polemici, li trovo interessanti e meritevoli di essere letti per avere un panorama più ampio su ciò che succede nel mondo del fumetto

trovo solo che avere gli articoli invasi da commenti di gente che trolleggia vada a discredito di tutto il sito, checchè scriviate sul disclaimer.





avatar Chas
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ma che c'entra? noi siamo e ci definiamo dei cazzoni, mica dei liberatori come voi
avatar Burighel
0
 
 
Nessuno ci conosce meglio di noi stessi! :-)
avatar Ricky
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Onestà nell’affrontare la discussione senza fini strumentali disdicevoli. Purtroppo, non solo ciò non accade, ma si assiste a continui, futuli tentativi di spostare l’oggetto della discussione in tre modi: o insultando Bottero, o insultando Fumetto d’Autore o insultando chi difende Bottero e Fumetto d’Autore. Naturalmente, tutti quelli che adottano questi comportamenti sono utenti di Comicus, qui venuti per tutelare la indifendibile posizione di Rizzo, cercando di nascondere la verità, offendendo e delegittimando a destra e a manca.

Un comportamento disdicevole, ingiustificabile, che esprime solo la povertà morale e culturale di chi, non potendo o non sapendo come affrontare la realtà o attenuarla, cerca in tutti i modi, disperatamente, aggrappandosi ad ogni insulto possibile ed immaginabile, di creare caos, attizzare il fuoco della polemica, senza, però, immaginare, che, in cotanta stupidità, emerge solo la loro palese e ineludibile posizione di debolezza.

Quelli che leggono devono capire due cose: i conflitti di interesse non sono normali, non lo saranno mai; Rizzo si trova in conflitto d’interesse.

Com’è possibile che il capo di Comicus lavori per due editori? Qualcuno potrebbe rispondermi che, oltre a Rizzo, anche altri moderatori e admin di Comicus lavorano per editori e distributori. Ma ciò non significa che questo costituisca un fenomeno “normale”.

Non è normale e i lettori devono essere informati di questa situazione perché devono disporre di tutte le notizie e le informazioni necessarie per poter consolidare un giudizio quanto più possibile oggettivo sui fatti. Gli accordi sotto banco tra due o più parti per annichilire la concorrenza e prendere in giro i lettori, carpendo la loro buona fede, non devono essere sottaciuti.

I lettori devono sapere. Se Rizzo lavora per la BD, perché alla Panini ciò non costituisce motivo di preoccupazione? In Panini non temono che Rizzo, avendo libero accesso ai loro uffici o ai loro database possa venire in possesso di informazioni importanti e segrete? Ma questo è solo l’aspetto meno inquietante.

E che dire di Comicus? E’ normale che attraverso un forum si possa, forse scorrettamente, canalizzare le intenzioni di acquisto dei lettori in certe direzioni e non in altre? E’ normale che sia posto l’accento su talune discussioni, mentre altre vengono ignorate? E se tutto questo (che potrebbe anche essere normale) corrispondesse a precisi imput provenienti da editori che hanno sotto contratto moderatori e admin di queste piattaforme?

Sono ipotesi inquietanti che sollevano molti dubbi, pongono diverse domande. Dubbi e domande che alcuni utenti che sono intervenuti in questa discussione stanno cercando di nascondere. E così facendo mostrano il loro vero volto.

E ancora mi chiedo come possa essere possibile che la sinistra italiana (in cui si riconoscono questi utenti che si credono furbetti, ma che in realtà sottolineano solo la loro mancanza di argomenti) perseveri nell’uso della delegittimazione e della demonizzazione dell’avversario come strumenti di lotta politica?

Ma soprattutto, la domanda più importante è un’altra: perché si sta cercando disperatamente di nascondere o di attenuare il conflitto di interesse di Rizzo?
avatar The Hedge Editor
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La soluzione? Non ce ne sono di realmente efficaci: o ci è o ci fa. Se ci è, il problema è di natura medica, se ci fa nessuno di noi ha il potere di intervenire per farlo smettere e dato che finalmente ha trovato un posto dove non si viene bannati mi pare giusto lasciarglielo. Dopo essere stato offeso nel modo peggiore (lettore di Repubblica a ME?!!), personalmente da oggi in poi seguirò questo metodo: qualora avessi in futuro il desiderio di commentare qualche editoriale semplicemente non lo farò se è già intervenuto lui ritenendo definitivo il suo pensiero.

In realtà ci sarebbe un’altra soluzione: copiarne lo stile osannando il contenuto di ogni editoriale e accusandolo anzi di essere stato un po’ troppo critico nei confronti degli editoriali, certamente a causa del suo chiaro essere di sinistra naturalmente. Questo però sarebbe ingiusto nei confronti di Alessandro che nel bene e nel male si sta impegnando in questa nuova avventura. Più seriamente, la redazione potrebbe imporre un intervento a persona e che sia attinente solo agli editoriali e non agli interventi precedenti.
avatar Baldo
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Edge,
capisco benissimo che tu abbia cose più importanti da fare che stare qui a discutere e quindi non sentirti obbligato a rispondermi, ok?
Si fa solo “per parlare”, sempre ammesso che uno ne abbia il tempo e la voglia, ci mancherebbe!
E siccome io oggi ho sia il tempo, che la voglia… eccomi qui! ;-)
Vorrei solo tentare di spiegarti meglio il mio ragionamento, sempre se ti interessa leggerlo, ovvio.

(1)
Per me c’entra eccome, invece.

Perché se TU, Editore, dici che non avresti nessun problema ad assumere ME come redattore per la tua casa editrice, pur sapendo che io già lavoro come traduttore presso una casa editrice tua concorrente, ciò per me sta a significare che a TE non interessa che i “dati sensibili” della tua casa editrice - tra cui, i più importanti e gelosamente custoditi, sono DA SEMPRE i dati di vendita dei fumetti - vengano in possesso di un editore a te concorrente.

Perciò, se ciò che asserisci è EFFETTIVAMENTE VERO (e non ho motivo di dubitarne), tu non dovresti avere nessun problema a venire qui a dire pubblicamente quanto vende Irredeemable perché, di solito, un editore questi dati non li rende MAI PUBBLICI proprio per timore che possano essere sfruttati da editori a lui concorrenti.
Ma se tanto tu hai, ipoteticamente, all’interno della tua casa editrice un tizio che può in tutta tranquillità passare questi “dati” ad un tuo concorrente, perché non dimostri (coi FATTI però, ché con le parole siamo buoni tutti) quello che vai sostenendo, ossia dicendo a tutti noi quanto vende Irredeemable?

Tanto, o lo dici qui pubblicamente TU o lo spiffera sotto banco il tuo collaboratore (e se vuoi, o meglio… se ti interessa, posso anche DIMOSTRARTI come ciò accade, sia se il tuo collaboratore è in buona fede che in mala fede, pensa te!), QUEL DATO alla fine sempre alla concorrenza arriva, no?

Insomma per me non c’è alcuna differenza tra le due ipotesi e quindi se per te è normale la seconda, automaticamente lo deve essere anche la prima, sennò mi sfugge qualcosa. Cosa?

E si ritorna così al pezzo di Bottero, che per me ci sta tutto come contenuto: se due case editrici sono concorrenti, A RIGOR DI LOGICA (leggi di mercato?) si dovrebbero guardare bene dal far lavorare al loro interno una persona che potrebbe SPIFFERARE i dati sensibili dell’una all’altra e viceversa.

L’unico problema di quel pezzo secondo me (ripeto per i più distratti… secondo ME, cioè Baldo, semplice utente di FdA e non Custode della Conoscenza Assoluta, capito Bottero’s Fans?) è che l’ha scritto il Bottero, che fa esattamente la stessa cosa del Rizzo. Né più e né meno! E ciò inficia di molto il pezzo stesso!

(2)
Perdonami! E’ che ormai vedo Botteri dappertutto!!! :-P

Buona domenica a tutti
avatar Burighel
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Il punto critico del tuo ragionamento è che Bottero NON FA come Rizzo, perché i ruoli di Bottero NON SONO incompatibili tra loro. Quelli di Rizzo SI'!!! Ma a te non interessa quello che PIU' VOLTE ti hanno spiegato gli altri e ora fai la manfrina della persona ragionevole (che non sei) attaccata dai "Bottero's Fans".
avatar Baldo
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“Ma a te non interessa quello che PIU' VOLTE ti hanno spiegato gli altri”

Forse non mi interessa perché quello che mi hanno PIU’ VOLTE spiegato gli altri, come ho già PIU’ VOLTE ripetuto… NON-LO-CON-DI-VI-DO! (ma io scrivo in arabo o in italiano? Comincio a nutrire dei seri dubbi al riguardo!!!)

Ora, non muore mica nessuno se io resto della mia idea e tu della tua, o sì?

“e ora fai la manfrina della persona ragionevole (che non sei) attaccata dai "Bottero's Fans".

Mai detto di essere una persona ragionevole.
Ho SEMPRE detto che mi piace (e anche molto) ragionare, ma MAI di essere ragionevole.
C’è una bella differenza tra le due cose. Non ti confondere, Burighel!

Né mi sento in alcun modo attaccato dai Bottero’s Fans.
Si discute, si polemizza e, di solito, finisce lì (con te di mezzo non finisce mai in realtà, ma… problemi tuoi).

E tanto per la cronaca… quel mio INCISO, posto all’interno di un discorso moooooolto più ampio con un’altra persona, l’avevo messo PROPRIO per EVITARE di RIPETERE per la MILLEMILLESIMA volta la STESSA IDENTICA COSA - e cioè che NON CONDIVIDO AFFATTO quella spiegazione - a CHI non l’ha ancora CAPITO!
Debbo fare un nome a caso? ;-)
avatar Ricky
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Non capisco perché il grande Hedge Editor si sia sentito offeso dopo che ho riferito un suo possibile hobby, cioè leggere il quotidiano Repubblica.
Cosa c’è di male nel leggere il miglior quotidiano italiano? Certo, se sei un fan di Berlusconi, è normale essere indignati se qualcuno ti riferisce direttamente come lettore di un quotidiano come Repubblica, che degli attacchi (comici) rivolti alpremier costruisce le sue fortune.
Mi chiedo: perché mai, in un momento in cui Lui avrà creduto (chissà per quale motivo) di essersi calato in una dimensione di intelligente ironia, si sarà sentito così calato nel personaggio da suggerire soluzioni mediche? Se per un momento qualcuno volesse rispondergli, verrebbe spontaneo suggerire le medesime soluzioni nei momenti in cui Lui cerca Disperatamente di far passare come vera l’idea che RIZZO non sia in conflitto d’interesse.
Ma non credo sia il caso di suggerire soluzioni mediche. In tal caso, la soluzione è più semplice: accettare la realtà o, in caso di difficoltà in questo senso, ripassarsi la nozione di “conflitto d’interesse” e parametrarne i risultati con la situazione reale di Rizzo.
Per l’occasione ho deciso di prendere dalla mia libreria, un pezzo rarissimo: MORBIUS n. 6 (della Comic Art) del marzo 1994. L’ultimo numero di una buona serie. In fondo uno dei migliori articoli scritti da Hedge Editor, il quale nel rammaricarsi della perdita per i diritti Marvel del suo editore di allora, scriveva:

“sapete anche che dietro tutta questa operazione, che ha portato alla creazione di una vera e propria filiale della Marvel in Italia c’è il nostro amico di sempre, colui che per anni ha detto no a qualsiasi promozione congiunta della Marvel da parte di Star, Play e Comic Art (voluta invece fortemente dal sottoscritto e da altri editori italiani) perché questa poteva andare a danno della casa editrice per cui lavorava. Come vedete, chi in questi anni ha lavorato tenendo bene a mente gli interessi particolari, e solo quelli, si ritrova ad aver assunto una CREDIBILITA’ TALE DA PARTE DELLA MARVEL, da convincerla a rinunciare alle cifre non indifferenti che i tre editori italiani le versavano ogni anno, ad affrontare le spese necessarie ad insediarsi in Italia (…)”.

Più avanti:

“Chi invece ha lavorato solo ed esclusivamente per amore di questa forma di letteratura (…) nel tentativo di coniugare le necessità degli editori e quelle dei lettori (…), si trova oggi completamente escluso dalla possibilità di poter continuare il proprio lavoro” (…). Nella mia megalomania riesco a trovare delle similitudini tra quanto è accaduto alla gestione alla gestione dei fumetti Marvel in Italia, che fino ad oggi erano coordinati da Lupoi, Bottero e Accolti-Gil, e oggi lo sono esclusivamente da Lupoi, e quanto accadde negli States quando un uomo che era la fortuna della Marvel (…) venne improvvisamente escluso dalla casa editrice. Mi riferisco a Jim Shooter.

Infine:

“(…) ho la soddisfazione di sapere che ciò non avviene per una vostra scelta ma solo perché DEVO OVVIAMENTE PAGARE IL PREZZO PER AVER SEMPRE SCRITTO QUELLO CHE PENSO, SENZA FARE MAI, A DIFFERENZA DI ALTRI, DA ZERBINO A NESSUNO”.

Tornando al presente, vogliamo ricordare che nel frattempo l’oggetto delle critiche di Hedge Editor in questi 16 anni è cresciuto ed oggi annovera tra i suoi dipendenti uno come Rizzo che già lavora e continua a lavorare per la BD e gestisce il principale forum di fumetti in Italia?

Vogliamo proprio farlo? E allora è il caso di tenere bene a mente il grave conflitto di interessi in cui versa Rizzo e di cosa è Comicus oggi: non più un forum gestito da amatori, bensì un forum gestito da persone che lavorano per Editori e Distributori e che oggi può essere considerato come il forum dei conflitti di interesse.


avatar Ricky
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Quindi, mi domando, perchè, dopo una tale manifestazione di coerenza, ora Hedge Editor nega che Rizzo versi in una posizione di conflitto di interessi?
avatar Chas
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L'avete buttata in politica. Che tristezza.
avatar Burighel
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No, non è vero. Non c'è politica perché tutto quello che è cultura, anzi kultura, è ovviamente un'emanazione della superiore antropologia della forte e rigogliosa sinistra italiana (quella espulsa dal Parlamento per volere anti-democratico del "popolino ignorante"). :-D
avatar Chas
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burighel, sempre meglio un cazzone riconosciuto che un fesso che si crede un furbone, giusto?
Beh, amico di ricky, nemico mio.
Prego la direzione del sito di cancellare la mia iscrizione, con tutta l'immutata stima per Bottero, è un sito dannoso e inutile
avatar Ricky
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E si continua a delegittimare Fumetto d’Autore, attaccare Bottero o altri utenti che difendono l’uno e l’altro.
Chi chiede di essere cancellato dal sito sprofonda nel ridicolo, perché se non desidera più stare qui, può andarsene e togliere il disturbo. Semplice e indolore. Se poi il tentativo è quello di sollevare polemiche sterili al solo fine di deviare il corso della discussione dalla GRAVISSIMA situazione in cui versa Marco Rizzo, allora il problema è più grave, perché delegittimazione e demonizzazione costituiscono le armi di gente disperata.
Qualcuno si sarà chiesto cosa c’entri la sinistra (o quello che ne resta) in tutto questo. Non è un mistero che gli utenti di Comicus siano tutti di sinistra, odiano Berlusconi (di un odio personale e non politico), odiano la Chiesa e i cattolici, odiano insomma…
Ma di questo odio e dei loro portatori cosa ce ne facciamo? E su questo odio che questa gente costruisce la loro presunta (e inesistente) superiorità culturale? Ma quale superiorità ci può essere in chi non rispetta le idee degli altri, offende, insulta, minaccia? O di chi nega la verità?
E tuttavia la richiesta di chi chiede di essere cancellato dal sito testimonia la loro sconfitta. Non avendo altri argomenti da opporre alla verità, scappano con la coda fra le gambe, consci che la loro strategia del caos, della demonizzazione e della delegittimazione non ha funzionato.
Allora non si trattava di superiorità culturale. No, assolutamente. Chi si colloca su questo piano e cerca di avere la meglio in una contesa dialettica con questi sistemi, è solo un disperato e, più che il biasimo, merita la pietà.
Ma non bisogna dimenticare il quadro principale. Qui si discute di Rizzo e del suo conflitto d’interessi e solo di questo si dovrebbe parlare.
Noto, tuttavia, che Hedge Editor, non ha colto l’opportunità che gli avevo fornito di chiarire un punto importante che avevo sottolineato.
Molti di questi utenti odiano Fumetto d’Autore, perché Fumetto d’Autore non è schierato con la loro parte, perché Fumetto d’Autore è forte, perché non possono niente contro Fumetto d’Autore. Per fortuna esiste Fumetto d’Autore e l’informazione (soprattutto quella che dà fastidio a questi signori) viene sempre assicurata. Mi piacerebbe vedere le loro facce rabbiose, piene di odio, mentre, non sapendo come fare, danno testate contro il muro. Perché Fumetto d’Autore è sempre lì, che si erge davanti a loro e tutta la loro rabbia e tutto il loro odio si rivela impotente. Ed anzi rivela più la loro debolezza e la loro intrinseca povertà umana.
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