Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale » Plagio o non Plagio? Forse solo astuto marketing virale tra amici…

bullet-justinedi Alessandro Bottero

Il 24 luglio 2011 (attenzione alle date, please), la blogsfera italiana che si occupa di fumetti sussulta e si produce in un’accorata difesa dell’autore italiano a cui la Marvel ha rubato un’idea.

Che è successo? Che Mauro Padovani, autore di produzioni estreme-hardcore delle quali alcune sono uscite anche in Italia tra il 2005 e il 2007 ("White Squaw" e "Snuff Night" per Annexia, "Bullet & Justine" autoprodotto e distribuito sempre da Annexia, e "Tales from the Planet Domina"), e l’ultima, "Winter’s Moon", pubblicata nel 2010 in francia da H&O, ha scritto sul suo blog che esistono strane somiglianze tra Mr.Dark, un personaggio che dovrebbe apparire nel secondo volume di Bullet & Justine, e un personaggio apparso su X-Men #01, pubblicato nel luglio 2010 dalla Marvel comics, all’interno dell’evento mutante X-Men: Curse of Mutants.

Queste somiglianze (ascrivibili al fatto che entrambi i personaggi vestono di pelle con una maschera “full face” e la zip sulla bocca, ossia un abbigliamento direi CANONICO per la scena fetish/bondage) hanno fatto sì che si levasse alta la voce “plagio plagio!”. Il 28 luglio Roberto Recchioni sul suo blog scrive un lungo post dove in pratica accusa la Marvel di plagio, riportando anche una comunicazione via mail privata tra l’editor della testata X-Men (Nick Lowe) e Paco Medina (disegnatore dell’albo), dove Lowe dice a Medina (che era stato interpellato da Padovani circa queste presunte somiglianze): «digli di non preoccuparsi, perché il nostro personaggio muore in tre pagine, e non c’è nessuna intenzione di recuperarlo».

Il comicdom italiano si leva in piedi come un sol uomo e stigmatizza questa arroganza della megacorporazione, che osa perculare il povero autore italiano, non solo rubandogli i personaggi, ma addirittura irridendolo con una risposta sprezzante.

Ancora una volta Internet si è rivelata paladina degli oppressi, e la malvagia corporazione è stata smascherata nei suoi turpi inganni.

Però…. Però perché aspettare fino a luglio 2011, se l’albo originale è uscito nel luglio 2010, ossia un anno prima? Qualcosa non mi torna. Perché far passare tutto questo tempo? Non me ne sono accorto perché non seguo i fumetti in originale? Può essere. E allora cosa è successo? Forse è uscita la versione italiana di quella storia, e adesso me ne accorgo? Ma allora perché fare riferimento all’albo originale? Sul blog di Padovani si parla dell’albo "X-Men #1: Curse of Mutants", ossia l’albo originale americano uscito nel luglio 2010. Non di una versione italiana della Panini Comics di questo evento mutante, che sta iniziando ad uscire in questi giorni (e l’albo in questione, ossia "X-Men #1: Curse of Mutants", dovrebbe essere contenuto su X-Men Deluxe 196, in uscita ad agosto 2011). Ossia si fa riferimento a qualcosa che è uscito un anno fa, ma senza dire che sia uscita un anno fa. E questo è un po’ strano, no? Ecco cosa dice Padovani:

«One of my character from Bullet & Justine, create in the year 2005, is "special" guest in X-Men #1 Curse of the Mutants.»

Nemmeno Recchioni se ne accorge (né Comicus o Mangaforever, che ubbidiscono prontamente all’appello di Recchioni: «non sarebbe male se anche qualche sito d'informazione nostrano se ne occupasse»), ma dice solo «…qualche mese fa, su n.1 della testa X-Men: curse of the Mutants,…», commettendo due imprecisioni, ossia:

- non è qualche mese, ma un anno esatto;

- non esiste una testata "X-Men: curse of mutants". Esiste la NUOVA serie degli X-Men, chiamata X-Men, il cui numero 1 è inserito in un evento che si chiama X-Men: Curse of Mutants.

L’accusa di plagio si basa su due elementi: l'abbigliamento e il fatto che entrambi i personaggi siano vampiri. Chiarito che un vestito di pelle con maschera "full face" è una cosa comunissima, e che accusare di plagio Medina per questo sarebbe come dire che Thor della Marvel è un plagio di Superman perché usa un mantello rosso, rimane il fatto dei vampiri.

Ora, se uno sapesse cosa è "X-Men: Curse of Mutants" non cadrebbe dal pero al vedere un personaggio vampiro vestito di pelle. "X-Men: Curse of Mutants" è stata PRECISAMENTE una trama che ha visto gli X-Men combattere contro un esercito di vampiri, esercito suddiviso in tribù, ognuna dotata di caratteristiche particolari, anche a livello di vestiario, e se vogliamo più che Padovani, il sospetto di “ispirazione” viene se uno pensa alle varie tribù del gioco di ruolo "Vampire: The Masquerade" della White Wolf, dove esistono appunto svariate tribù vampiriche, delle quali magari almeno una usa abiti di pelle e maschere full face per proteggersi dai raggi del sole.

Mi pare quindi normale che se la trama di "X-Men: Curse of Mutants" preveda che i vampiri del mondo Marvel assaltino i mutanti, sulla base della tesi per cui “se il sangue degli umani ci rinvigorisce, il sangue dei mutanti sarà anche migliore!” (idea un po’ forzata, ma tutto sommato ci può anche stare…) negli albi dove questa trama si sviluppa ci siano dei VAMPIRI che sono i CATTIVI, e assaltano gli X-Men.

Non è che Medina ha disegnato un personaggio a cecio, tanto per riempire tre pagine. Doveva proprio disegnare un vampiro, perché la trama lo prevedeva.

O vogliamo dire che tutte le storie che prevedono dei vampiri scritte dopo il 2008 (perché la pagina con questo personaggio di Padovani è presente sulla sua pagina  Flickr dal 2008) sono un plagio del secondo volume ancora non pubblicato di Bullet & Justine?

Non mi soffermo tanto sul discorso di cosa abbia detto l’editor Nick Lowe, perché non c’è niente di sconvolgente o irriverente nella sua risposta (PRIVATA) a Paco Medina. L’unica cosa che lascia allibiti è che questa risposta sia diventata pubblica. Non si dice sempre chele mail e le comunicazioni private devono restare private? Ma non insistiamo su questo punto.

Che dice Lowe? In pratica Lowe si ritrova, UN ANNO DOPO l’uscita di un fumetto, uno che ha contattato il disegnatore dicendo che Medina l’ha copiato, usando un personaggio che lui (Padovani) ha postato su due tavole su Flickr tre anni fa. Ora, invece di dedicare il tempo che una storia simile merita (ossia zero minuiti e zero secondi) Lowe ha detto a MEDINA (non a Padovani) a livello Lowe-Medina, (cioè io-tu, non Grande Case Editrice che ti ruba il lavoro e che con le tue lamentele ci si pulisce il culo-tu povero piccolo tenero autore vessato e truffato), che questo italiano che si sveglia dopo un anno e arriva, accusando Medina e di riflesso la Marvel, può stare tranquillo. La Marvel non dirà nulla quando LUI stamperà il suo personaggio, anche se assomigliasse a un personaggio Marvel.  Se vogliamo, sì uno sfottò (ma qualcuno sostiene che  i personaggi pubblici come gli autori devono accettare gli sfottò, no?) ma uno meritato, viste le tempistiche.

Dopo aver riflettuto sul fatto quindi la conclusione è che non sia affatto un plagio, e che Lowe non abbia detto nulla di scorretto.

Volete sapere invece come la vedo io?

Io la vedo così.

C’è un autore che vuole far uscire il secondo volume del suo progetto "Bullet & Justine", perché l’ha finito o quasi, e magari sta cercando visibilità per essere notato da un qualche editore. Questo autore ha dei contatti con un opinion leader nel mondo della blogsfera, uno che fa 3.000 contatti al giorno.

Tra i personaggi del suo volume c’è uno che assomiglia a uno apparso su una storia dei mutanti.

Perché non creare un “caso”, facendo credere che la Marvel abbia plagiato questo autore sconosciuto, puro, indipendente? La gente abbocca sempre quando si tratta de “Grande corporazione contro piccolo autore”, e quindi si genera una simpatia verso Padovani. Marketing Virale purissimo.

Ecco allora il post (in inglese) sul blog, ecco l’assist offerto involontariamente dall’editor, ecco la ripresa in grande stile sul blog di Recchioni che garantisce almeno 3.000 letture, ed ecco messaggi di solidarietà istintiva ed immediata, da parte di tutti.

È vero che poi qualcuno inizia a porre obiezioni, ma l’obiettivo è stato raggiunto. Di Bullet & Justine si è parlato in una platea vastissima, e senza che nessuno si sia accorto che era tutta pubblicità costruita ad arte.

Sbaglio? Allora spiegatemi due cose:

- primo perché aspettare un anno per denunciare il plagio?

- perché nessuno ha detto nulla su un altro ipotetico plagio subito da Fabrizio De Fabritiis per il personaggio Grillon da parte della DC Comics? Non ne sapete nulla? Forse perché non c’era una campagna di astuto Marketing Virale a favore dell'autore di Capitan Novara. Ma potete trovare tutta la storia QUI e QUI.

PS. Forse la cosa è saltata fuori ora, perché la Panini Comics ha iniziato a pubblicare la versione italiana della storia, e quindi si poteva contare sul giusto “scalpore mediatico”? A pensare male si è perfidi, ma chissà…..forse non si sbaglia….

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