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L'Editoriale » Di abbonamenti, Conigli, Mucche, Cani,e altri animali feroci
di Alessandro Bottero
Chiariamo subito una cosa: io sono amico di Francesco Coniglio. Non mi vergogno a dirlo, e ritengo mio preciso dovere intervenire in quella che è la querelle del momento, mettendoci la faccia e il nome. Ritengo poi mio preciso dovere, in quanto persona che conosce la questione al di là dei proclami strappa-applausi, dire che non mi unisco al coro per la santificazione di Makkox e la lapidazione di Coniglio Editore.
Chi parla di truffa, di malafede, di comportamento truffaldino, o di presa in giro dei lettori non sa di cosa parla. Punto e basta. Va bene essere lettori, ma l’essere lettori non assolve dall’obbligo di collegare cervello e tastiera prima di lanciarsi in invettive e linciaggi su internet. Invece sempre più spesso mi pare di vedere che la frase “Forti con i deboli e deboli con i forti” descrive benissimo un certo modo di frequentare il mondo di Internet (forum, blog, e facebook compresi)
Qualcuno è in difficoltà? Allora tutti addosso, a prescindere se conosca o meno cosa sta succedendo, l’importante è partecipare (alla gazzarra). È il tipico comportamento di chi si ficca nelle discussioni per aizzarle e vedere il sangue del reprobo scorrere.
Il reprobo, il motivo per cui “non stupiamoci se il mondo del fumetto è così come è”, la prova de “il mondo del fumetto è popolato da gente che il lavoro vero non sa nemmeno dove sia di casa”, e tutte queste altre frasi fatte che fanno tanto “Io so’ io e voi nun siete un cazzo” in questo caso è la Coniglio Editore, che avrebbe truffato (e se uso questa parola è perché altri l’hanno usata, abbinandola a Coniglio Editore, a Francesco Coniglio e en passant anche a Laura Scarpa) i lettori che si sono abbonati a il Canemucco.
Chi si è abbonato a il Canemucco ha versato una quota pari a sei numeri della rivista che doveva essere MENSILE. Bene, in un anno il Canemucco è uscito con QUATTRO numeri, non sei. E improvvisamente Makkox, l’autore principale della testata, ha inviato una mail agli abbonati (ma dove li avrà avuto 1200 indirizzi mail, e soprattutto…. Che se ne fa un autore che a suo dire non interviene sulla gestione della rivista di tutti questi indirizzi?) dove dice chiaramente che la colpa della chiusura de il Canemucco è tutta e solo di Coniglio Editore. E i lettori devono piantarla di chiamarlo dicendo che si è preso i soldi degli abbonamenti. E poi Coniglio gli deve un sacco di soldi. E poi anche Laura Scarpa. E poi lui ha pagato alcuni autori di tasca sua. E poi la BAO è tanto brava. E poi lui manderà i pdf dei Canemucco 5 6 , QUANDO LI AVRA’ FINITI agli abbonati (domanda scema: ma allora non li ha neanche iniziati….non dovevano uscire sei mesi fa?????). E poi tante altre cose, che poi alla fine io ci metto il cuore, la passione, e ora sì che mi trovo bene, e non come prima che mi devono i soldi e io poi ho gli abbonati che mi mandano le mail.
Pensate stia inventando? Vi assicuro di no.
Comunque il punto è: all’appello di un abbonamento sottoscritto per sei numeri ne mancano due. E qui i lettori partono in quarta.
Perché nessuno mi dice nulla? Perché non mi avvisano che Canemucco 5 non esce? Perché Coniglio non mi ha detto cosa succede????
E io mi chiedo… ma benedetto figliolo, sei forse CIECO che non ti sei accorto da solo che il Canemucco è il ritardo dal numero 2? E ti inizi a turbare solo adesso? E fino ad adesso che facevi?
Voglio chiarire una cosa. Non mi metterò a fare un ritratto oleografico di Francesco Coniglio alla “Beh dai… lo sappiamo tutti che Francesco è un simpatico farloccone, che spesso si imbarca in cose più grandi di lui. Bisogna capirlo”, perché mi sembra di leggere la descrizione di uno zio un po’ rimbambito che ha fatto una cazzata, ma a cui non diciamogli niente dai, che tanto lo sappiamo che è fatto così.
Ossia una descrizione che vorrebbe essere di sostegno, ed invece (a mio parere) ne dà un ritratto anche peggiore di uno che perlomeno sa cosa fa e perché.
Quindi niente discorsi strappalacrime. Francesco Coniglio è Francesco Coniglio. La Coniglio Editore è la Coniglio Editore. Punto. E darne dei ritratti sul filo dell’aneddoto non serve assolutamente a niente.
Il problema è uno: cosa fare con gli abbonamenti se una rivista viene sospesa, o chiusa?
Ecco cosa penso:
1 - ho cercato nelle normative circa l'editoria, e non ho trovato alcun obbligo normativo a che un editore stampi un numero di una testata in perdita, anche in presenza di abbonamenti.
Questo significa che se io mi abbono alla rivista X e la rivista stessa è in perdita, e l'editore la chiude o la sospende, io non posso pretendere che l'editore stampi i numeri mancanti, ad eventuale copertura dell'abbonamento stipulato.
Nessuno può imporre di produrre e stampare in perdita.
Quindi non esiste nessun obbligo da parte di Coniglio editore di pubblicare Canemucco 5 e 6.
2 - in caso l'editore sospenda una pubblicazione, a fronte di un abbonamento, ci sono due strade
a - restituire al singolo abbonato il corrispettivo in SOLDI pari alla parte di abbonamento non goduto
b - offrire al singolo abbonato un corrispettivo di merce a saldo dell'abbonamento non goduto.
per parlare chiaro.
I - io mi abbono al Canemucco per tot euro.
II - i numeri 1-2-3-4 del Canemucco, che sono usciti, coprivano parte dell'abbonamento versato.
III - i numeri 5 e 6 de il Canemucco non escono.
IV - l'editore mi dice che ho un buono spesa di TOT euro (pari alla parte dell'abbonamento relativo ai numeri 5 e 6 del Canemucco) da usare per acquisire materiale dal catalogo.
Il Canemucco 5 e 6 fannno un totale di 8 euro?
Allora il singolo abbonato a il Canemucco ha 8 euro di BONUS per prendere materiale Coniglio
La cosa può avere una durata temporale di X mesi dalla sospensione della testata. Passato il periodo, gli 8 euro si sono perduti.
Questo mette a tacere chiunque.
Io Coniglio Editore non ti ho sottratto dei soldi.
Io Coniglio Editore ritengo, nella mia libertà, di non poter pubblicare il Canemucco, ma ti offro un corrispettivo di pari valore.
Poi sarai tu a non volerlo, ma a quel punto io non ho più obblighi nei tuoi confronti.
E questo chiude qualsiasi discorso “abbonamenti”.
Veniamo però ad altri aspetti:
Discorso Coniglio/Makkox
a - Il rapporto tra Coniglio editore e Makkox precede di molto il Canemucco.
C'è stato un libro (Le divisioni (im)perfette), ci sono state le vignette e le storie brevi su Animals.
Canemucco arriva al termine di un percorso, ed era un progetto che si basava su una comunanza di idee e di progetto. Non è stata una proposta venuta dall'alto, ma nasceva da un percorso in cui Makkox aveva visto e sperimentato la realtà della casa editrice.
Se accetta di fare Canemucco è perché il rapporto con Coniglio Editore, così come andava avanti fino a quel momento, gli andava bene.
Dimenticare tutto questo, e lasciar capire che in realtà il Canemucco era solo un rapporto di mero lavoro è scorretto
b - Il Canemucco 1 è stato pubblicato, e il Canemucco 2, essendo un mensile, doveva essere in lavorazione quando l'1 era in edicola. invece questo non è avvenuto. i ritardi nella consegna delle storie nascono da prima che saltino i tempi per i pagamenti delle storie stesse.
Oltretutto, se le storie e i lavori per Canemucco 1 e 2 non sono stati pagati, perché Makkox ha accettato, ben sapendo come era la situazione, di fare i numeri 3 , e soprattutto il numero 4, quando la situazione di perdita della testata era chiarissima?
Se il problema era il mancato rispetto dei tempi di pagamento, a sentire Makkox questo c'era anche prima del numero 4, o del numero 3. Allora perché Makkox ha accettato di farli? E perché adesso si lamenta? Qualcuno l'ha costretto?
c - Il fatto che Makkox dica che le storie inizialmente previste per Canemucco 5 e 6 usciranno nel volume che BAO pubblicherà nel 2012, rende evidente come ad oggi tali storie non siano state realizzate. Come è possibile? Evidentemente Makkox a un certo punto ha ritenuto di fare come voleva, facendo saltare qualsiasi possibile regolarità editoriale.
Coniglio non ti paga? allora devi smettere subito di fare storie. non realizzare quelle per i numerio 2 3 e 4.
Discorso su come Makkox ha comunicato il tutto.
Possibile che sia solo Makkox ad avere una lista delle mail degli abbonati? Dovrebbe essere l'editore ad averla, non l'autore. E le parole ufficiali sulla questione Canemucco devono essere dell'editore. non di altri.
E' l'editore Coniglio che può annunciare, se vuole, un accordo con BAO. Non Makkox.
La testata è di Coniglio? e allora è Coniglio che dice cosa succederà alla testata.
E veniamo all’ultimo punto, ossia
“Ci facciamo tutti gli affari degli altri”, o anche “Se non mi dici sempre tutto, quando lo voglio io, non sei un bravo editore”
Ma vi pare sensato questo modo di comportarsi? Davvero ritenete che abbia senso e sia giusto che si debba sempre dire tutto di tutto? Perché io editore dovrei dire a te lettore tutto quello che succede in privato, tra me e l’autore, o tra me e il distributore, o tra me e chi accidenti mi pare? Perché dovrei “fare un comunicato” appena mi soffio il naso, o “mandare un messaggio su facebook” se c’è un problema con il collaboratore pinco pallino?
Questo Grande Fratello globale, in cui siamo tutti immersi, è perverso ed idiota. “Coniglio doveva scrivere sulla bacheca Facebook appena aveva dei problemi”.
No, caro lettore. Coniglio non doveva scrivere una beneamata cippa. Non siamo in un reality che si chiama “il mondo dell’editoria a fumetti” dove tutti devono sempre dire, parlare, e scrivere sotto gli occhi di tutti.
Oggi c’è questa perversione per cui se io scrivo un messaggio per lamentarmi per mail, o su facebook, o twitter, o su un blog, o un forum, e non mi rispondono subito, entro 10 secondi, significa che l’editore è cattivo e non prende in considerazione cosa scrivo, QUINDI è un bastardo, truffatore, che non mi tratta con rispetto.
Si è persa del tutto la capacità di capire che a volte le risposte non possono né devono essere immediate. E a volte, vi rivelo un segreto miei piccoli lettori, le risposte nemmeno arrivano. Lo so, è triste, ma la vita è ingiusta. Ma non per questo significa che se l’editore X non risponde a me, allora automaticamente è un truffatore.
Ormai sono noioso, ma ne sono sempre più convinto: troppe tastiere in giro, e pochi cervelli collegati ad esse.
PS. Quando dice Ginevra, come riportato da Giorgio Messina sul suo ultimo Moleskine, è patetico. Sono dieci anni che Coniglio ti deve dei soldi per articoli che hai scritto su Blue, e guarda caso lo dici solo ora che scoppia la Caccia al Coniglio? E negli ultimi dieci anni che hai fatto, Michele? Non hai mai visto, incontrato o parlato con Francesco Coniglio alle mostre in giro per l’Italia? Era proprio necessario spiattellare tutto in pubblico, per fare anche te la parte della vittima ingenua? Dopo dieci anni?







