Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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L'Editoriale - Il Trono di Spade, ovvero come finire a @@@@ una storia promettente

editoriale gotdi Alessandro Bottero

[ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER!]

L’ottava stagione de Il Trono di Spade si è appena conclusa. Mi è piaciuto come si è chiusa la serie? Cercherò di essere molto chiaro. Quando si concluse la settima stagione un anno e mezzo fa non vedevo l’ora che arrivasse finalmente l’ottava. La costruzione della storia, il procedere della narrazione, quello che era successo era stato grandioso, e quello che sarebbe potuto succedere una volta tornata la serie aveva l’aspettativa della leggenda.

Poi è passato un anno e mezzo, e sono arrivate le sei puntate. E pur rispettando il lavoro altrui, mi sento di dire che è stato un lavoro - non a livello di effetti speciali, ma di pura SCRITTURA – fatto malissimo.

Ma non voglio tediarvi con quelle che probabilmente sembrerebbero le lamentele un po’ piagnucolanti di un nerd attempato.

Eleviamo il livello.

Perché il team di sceneggiatori di GoT ha lavorato male? Perché ha applicato in modo pedissequo e meccanico due leggi del Fumetto, che passo ad illustrarvi.

1 – Legge di Alan Moore, detta anche il Teorema del Joker: Basta una cattiva giornata e anche il più sano di mente sbrocca e sbrocca male

2 – Legge di Jim Shooter, detta anche il Teorema della Fenice Nera: Se un personaggio buono commette un massacro, non importa se volontariamente o perché posseduto, non può passarla liscia.

Ogni vero appassionato di fumetti conosce queste leggi e sa che nel bene e nel male hanno regolato più o meno tutta la narrazione supereroi e DC Comics dai primi anni ’80 a oggi.

La prima legge, applicata da Alan Moore nella storia Killing Joke, stabilisce che tra il Joker e e Batman, o se vogliamo tra uno che usa un drago e uno che non lo usa, la differenza è solo una giornata Cattiva. Non importa se sei bravo, bello, simpatico, buono, animato da belle intenzioni. Se la vita ti bersaglia, e poi ti bersaglia, e ti bersaglia, e ancora, ancora, ancora ancora. Alla fine sbrocchi. E da Batman diventi Joker. E si sa come va a finire poi.

Con Daenerys è andata ESATTAMENTE così.

Le cose ti vanno bene. Hai giornate sì DIFFICILI, ma non proprio CATTIVE. Poi arrivi nel continente occidentale e nell’ordine: TI ammazzano un drago, ti innamori di un uomo che scopri essere il tuo rivale più prossimo, i parenti del tuo amore ti fanno capire chiaramente che se potessero impalarti viva sarebbero tutto sommato contenti, i tuoi consiglieri ti danno di continuo consigli sbagliati, vieni tradita dalla regina che ha detto che ti avrebbe aiutata contro i morti viventi, muore la persona che ti è più fedele, il tuo popolo viene quasi del tutto sterminato dai morti viventi, i tuoi consiglieri insistono a darti consigli idioti, la tua rivale rapisce la tua migliore amica e la decapita davanti ai tuoi occhi, e quando alla fine cerchi conforto nelle braccia di chi ha detto di amarti, questo è freddo come un eunuco lobotomizzato . Ecco. QUESTA è una giornata cattiva. E come accaduto al Joker, Daenerys sbrocca. E per la Legge di Moore non può più tornare sana. Una volta passata dal lato del Joker è pazza, e lo sarà a vita.

A questo punto si applica la Legge di Shooter. Non c’entra niente che Daenerys per sette stagioni e mezzo sia stata ragionevole, e tutto sommato una governante migliore di tutti quelli che invece erano a Westeros. Era buona, ma ha sterminato degli “innocenti” e quindi la deve pagare. Non può passarla liscia. Come Shooter impose a Byrne e Clarmeont di far morire Jean Grey, così Daenerys la deve pagare. Non c’è altra soluzione narrativa possibile.

Ora, il punto è che questo è un modo ridicolo di usare queste leggi. È un modo meccanico, per cui dopo A c’è B, e poi C, e poi D, e così via. È tutto telefonatissimo. E questo, in una serie che per sette anni aveva fatto del NON seguire il sentiero narrativo più ovvio il suo punto di forza, è imperdonabile.

Ecco perché ritengo questa stagione scritta male. Non perché non sia andata come volevo io, ma perché è scritta in modo prevedibile, scontato.

Dopo i Soprano, dopo Lost, dopo Star Trek Discovery (seconda stagione) sono arrivato a una conclusione. Le serie TV dovrebbero finire alla PENULTIMA puntata.

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