Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Ricordando Ade Capone

ade Capone fotoAlessandro Bottero e Giuseppe Pollicelli ricordano l'uomo e lo sceneggiatore che ci ha lasciati prematuramente alcuni giorni fa.

Il 4 febbraio 2015 ci lasciava prematuramente, a causa di un infarto, il talentuoso sceneggiatore Ade Capone, creatore di Lazarus Ledd e da qualche anno autore per la trasmissione televisiva Mistero per Mediaset. Fumetto d'Autore lo ricorda con un intervento di Alessandro Bottero e Giuseppe Pollicelli.

 

Il ricordo di Alessandro Bottero

Ade Capone, autore TV e sceneggiatore di fumetti, è morto a 56 anni per un infarto. Questa la fredda cronaca. Poi c’è la persona, che ha attraversato quasi trent’anni di vita del fumetto Italiano, spezzando molte barriere preconcette e contribuendo a cambiare il mondo del fumetto indipendente (e non solo) in quella Età dell’Oro per il fumetto italiano che furono gli anni ’90. Quando nel 1992 diede vita a Lazarus Ledd pubblicato dalla Star Comics, spezzò in modo fragoroso il monopolio che la Sergio Bonelli Editore aveva, di fatto, impiantato nelle edicole. A parte Diabolik e Alan Ford infatti chi provava a mettersi pari a pari con la Bonelli, che proprio in quel periodo tra Dylan Dog, Tex, Nathan Never Martin Mystere e altri era forse all’apice della forza creativa? La Star lo fece, fidandosi di Ade Capone, che propose un qualcosa di diverso dagli schemi, e soprattutto con un’idea di promozione e di rapporto con i lettori assolutamente nuovi per l’Italia, e mutuati dal mercato americano che Ade Capone seguiva ed amava. Lazarus Ledd, con 151 numeri della collana regolare, i 26 speciali, albi e storie fuori serie rimane la serie non-bonelli in quel formato più longeva mai apparsa in Italia, e sicuramente manca da parte della critica uno studio serio e rigoroso del suo significato nel mondo del fumetto italiano. Ma Ade Capone non si limitò a questo. In pratica fece nascere da solo il settore dell’autoproduzioni lanciando con la sua casa editrice Liberty la miniserie Erinni, che fu uno dei successi di fine anni ’90, nel circuito delle librerie specializzate. Erinni diede il via a un periodo in cui moltissimi autori si dedicarono a autoproduzioni avendo davanti agli occhi il successo di Ade Capone, successo tanto più sconcertante per i dogmi del mondo del fumetto perché Ade Capone non disegnava. Lui era uno sceneggiatore. E qui arriviamo al terzo aspetto di Capone, uno su cui pochi hanno riflettuto. Ade Capone è stato un talent scout di gran valore, sia nelle sue produzioni con la Liberty sia per Lazarus Ledd. Moltissimi disegnatori che ora lavorano per Bonelli e altri hanno iniziato grazie a lui. Una volta mi disse: “Ovviamente la Star non può offrire le tariffe della Bonelli, quindi devo lavorare molto con i giovani dirigendoli e facendoli crescere”. Ade Capone non era un personaggio ecumenicamente amato nel mondo del fumetto. Non nascose mai la sua ammirazione per Berlusconi. Nel 1994 fondò un circolo di Forza Italia, e queste cose nel mondo del fumetto italiano, molto sinistrocentrico, non te le perdonano. Non nascose mai le sue convinzioni sull’America e sul terrorismo islamico, visto come un qualcosa con cui non si può trattare e che va combattuto colpo su colpo. Sbagliato? Giusto? Ognuno ha le sue idee e vanno rispettate. DI sicuro Ade Capone non si è mai nascosto. Eravamo a Torino per una Torino Comics. Era un periodo in cui sui forum la Star Comics era attaccata per questioni relative ai cosiddetti arretrati dei manga, e Ade Capone in quanto figura pubblica della casa editrice (eravamo dopo la nascita della Marvel Italia e a parte i Kappa Boys Ade Capone era colui che si interfacciava con i lettori alle manifestazioni) doveva avere un incontro. Passai a salutarlo, come sempre, e mi disse “Vedi, sui forum leoni, dal vivo….” E sorrise. Infatti nessuno di quelli che dietro lo schermo si scatenavano fece domande o prese la parola. Ultimamente Ade Capone si era un po’ allontanato dal fumetto. Era diventato autore di testi e programmi per la TV, e si dedicava a Misteri, programma di buon seguito. Era anche la mente dietro Misteri Magazine, e durante il nostro ultimo incontro a Lucca nel novembre del 2914 mi disse che era molto soddisfatto di questa esperienza. Misteri Magazine arrivava a vendere anche 30.000 copie, e la cosa gli dava molta soddisfazione. Ci lasciammo con la promessa di un’intervista per Fumetto d’Autore. Purtroppo quest’intervista non si potrà mai fare, e mi dispiace perché so che sarebbe stata un’ottima intervista. Ade Capone ci ha lasciati e se ne va un amico e un ottimo sceneggiatore. Oggi è facile dire di essere rockstar. Ade lo fu quando non c’erano facebook e altri social, e signori miei… quelle sì che erano vere rockstar.


Il ricordo di Giuseppe Pollicelli (da “Libero” del 5 febbraio 2015)

È un periodo nero per il fumetto italiano, che nel giro di pochi mesi ha perso tre suoi esponenti di rilievo tutti ancora molto giovani. Lo scorso 5 ottobre è scomparso lo scrittore 48enne Lorenzo Bartoli (ideatore con Roberto Recchioni dell’antieroe John Doe), il 18 novembre, anch’egli a 48 anni, il disegnatore della Sergio Bonelli Editore Giuseppe Barbati e, ieri, lo sceneggiatore Ade Capone, che era nato a Piacenza il 26 dicembre del 1958. È stato un infarto a portarsi via Ade (Adelino all’anagrafe), ragazzone dagli occhi buoni che in passato, quando ancora non era riuscito a fare della scrittura il proprio mestiere, aveva svolto anche l’attività di bagnino nella piscina di un albergo di Salsomaggiore. E fu proprio in quella piscina che Capone fece l’incontro che gli avrebbe cambiato la vita da un punto di vista professionale. «Nonostante le mie buone capacità di fondista», ha ricordato Sergio Bonelli in un suo scritto del 1991, «a causa della limitata ampiezza della vasca nuotare era fuori questione, così impiegai il tempo a chiacchierare con il bagnino come avrei fatto con qualunque altro appassionato di Zagor. Una cosa tira l’altra: Ade mi confidò di avere ambizioni di fumettaro, io gli diedi i soliti consigli e, un paio di anni dopo, iniziò la nostra collaborazione». In realtà, mentre portava avanti gli studi di geologia, Capone aveva già fatto il suo esordio come sceneggiatore di fumetti (era la prima metà degli anni Ottanta) scrivendo brevi storie per alcuni settimanali allora molto in voga: “Albo Blitz”, “Boy Music”, “L’Intrepido” e “Skorpio”. Pur senza interrompere mai del tutto il legame con la Bonelli (il disegnatore Paolo Bisi, anch’egli piacentino, sta attualmente disegnando una storia di Zagor firmata da Ade che apparirà prossimamente), Capone manifesta a un certo punto il bisogno di realizzare qualcosa di più personale e così, nel 1992, crea per le edizioni Star Comics il suo fumetto più famoso e longevo, Lazarus Ledd, il cui protagonista è un ex agente segreto che, mutati volto e identità, vive le sue avventure in qualità di tassista e poi di giornalista. Benché la serie regolare si sia interrotta nel 2009, la saga di Lazarus Ledd non si è in realtà ancora conclusa, il che dovrebbe avvenire tra pochi mesi con la pubblicazione dell’episodio finale da parte dell’Editoriale Cosmo. Ma la curiosità intellettuale e la voglia di sperimentare condurranno Capone a compiere molte altre esperienze: curatore di collane, traduttore e perfino editore in proprio (fondò l’etichetta indipendente Liberty). Negli ultimi anni il suo impegno principale era divenuto la televisione, per la quale ha curato i testi di programmi come Il bivio, Quello che le donne non dicono, Real CSI, Invincibili e Mistero (Capone è tra gli autori del famoso personaggio di Adam Kadmon). Per lui la scrittura era un mezzo attraverso cui comunicare con un pubblico vasto e trasversale. «Il fumetto è arte», dichiarò una volta durante una trasmissione tv condotta da Gigliola Cinquetti, «ma tanto più lo è, quanto più è leggibile da tutte le generazioni: il grandissimo fumetto è quello che può essere letto da Umberto Eco così come da un bambino delle elementari».

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