- Categoria: Critica d'Autore
- Scritto da Paolo Accolti Gil
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La crisi e il sistema fumetto: l'analisi di Paolo Accolti Gil
di Paolo Accolti Gil*
Alcuni miei interventi nel forum di ComicUs hanno attirato l’attenzione di Alessandro Bottero che mi ha chiesto di riproporli qui come apporto a una serie di articoli che vedranno la luce in queste settimane. In quella sede si era finiti in realtà “off topic” in quanto si era partiti dalla lamentela ironica di un lettore che si sentiva bombardato da offerte di sconti del 15-20%, 3x2 e così via ed era entrato nella spirale della continua ricerca dell’offerta migliore, per arrivare a parlare delle fumetterie più simpatiche e antipatiche giungendo infine a ipotizzare un “mondo senza fumetterie”, sostituite dalle grandi catene come Feltrinelli e più in generale dalla vendita online. E’ quindi intervenuto Mario Taccolini di Arcadia, anche lui come me “editore/libraio” segnalando che a suo parere “con la scomparsa delle fumetterie, e stante il mercato attuale, sparirebbero almeno una trentina di case editrici e molti prodotti anche di case editrici maggiori ma poco inclini a proposte "rischiose" nelle edicole. A occhio, in Italia dovremmo rinunciare a qualcosa come 4/500 volumi a fumetti all'anno.”
A questo punto sono intervenuto per dire la mia, spostando l’argomento sul calo delle vendite nelle fumetterie, parlando innanzi tutto come editore e domandandomi in concorrenza con il me stesso fumettaro, se giunti a numeri di distribuito così bassi abbia ancora senso considerare il canale di vendita delle fumetterie come la principale risorsa per un editore:
“Da piccolo editore posso dire che se buona parte delle fumetterie chiudessero probabilmente ne riceverei solo vantaggi mentre ad essere più colpiti sarebbero proprio gli editori più grandi.
I piccoli sono già stati esclusi dalle fumetterie e ormai i numeri sono talmente ridotti che faremmo prima a dimezzare i prezzi e passare alla sola vendita diretta. Ai piccoli editori non cambierebbe niente, abbiamo bisogno di quella metà, non di quella che si spartiscono (spartirebbero) distributori e fumetterie.
I grandi invece...be', non credo sia un caso se L'Anteprima appena uscito dedica 49 pagine al centinaio tra proposte e riproposte Panini mentre un anno fa ne dedicava 33 alla stessa quantità...e se la chiusura di qualche fumetteria li costringesse a ridurre le cento proposte la cosa darebbe solo maggiore spazio a chi di titoli ne coltiva 4-5.“
Mi si faceva notare a quel punto che “i piccoli, mediamente vendono poco”, come a dire “sei tu che non interessi come editore, noi che possiamo farci?” e anche che, per come la mettevo io, sembrava che i fumetti costassero troppo per colpa delle fumetterie. Be’, non è una colpa, è normale che se qualcuno offre i MIEI fumetti nel SUO punto vendita debba avere una parte del ricavato, infatti rispondevo:
“Un fumetto, come qualsiasi altra cosa, costa tanto di più quanti sono i passaggi di mano che deve effettuare. Pure la pastasciutta ha un prezzo sul quale deve guadagnare produttore, grossista, trasportatore, dettagliante...
I piccoli vendono mediamente poco? A me interessa che vendono sempre MENO anche se le proposte sono migliori di quelle degli anni passati.
Esempio: Il Frate Volante, no, dico, IL FRATE VOLANTE, albo in bianco e nero a 5 euro ha venduto alla fine del 2006 circa 100 copie in più di quante ne vende Irredimibile oggi e Irredimibile è quello che vende di più. Se facessi lo stesso esempio con uscite del 2005 parlerei di TRIPLO di Irredimibile. Quindi il mio problema non è che vendo "poco" in fumetteria, ma che quel "poco" negli anni è passato da 1000 copie a
E allora, avendo un sito che ha oltre 1500 iscritti, forse se 170 copie me le vendo a 1,50 invece di
Il senso di quanto scrivevo, naturalmente è stato travisato pensando che il mio fosse un attacco alle fumetterie mentre il maggiore responsabile di questa legnata che si è abbattuta nel 2010 proprio sulle fumetterie e di conseguenza sui distributori e di conseguenza sugli editori si chiama “crisi”, rispondevo quindi così a
“Io non me la prendo con nessuno, io registro dei numeri: un tempo la "unifumetteria" cioè la somma di tutte le fumetterie, richiedeva dei numeri che giustificavano vedere la metà del prezzo di copertina andare a distributori e fumetterie. Ora questi numeri non ci sono più e sto ragionando se non mi converrebbe rivolgermi direttamente ai pochi interessati. E bada bene che per le fumetterie ne ho tentate parecchie e tu lo sai, dal Free Comic Book Day alle "Edizione Mega" che debutteranno a Luglio.
Le nostre vendite online e le offerte incidono sulle fumetterie? Mi spiace, ma questo non è un caso di "è venuto prima l'uovo o la gallina?". Prima sono venuti i numeri più bassi da parte delle fumetterie, prima sono venute continue dimostrazioni del fatto che alcune fumetterie non se li facevano arrivare neanche se richiesti, prima è arrivata la dimostrazione che la unifumetteria ordina di Italycomics lo stesso numero di copie QUALUNQUE cosa pubblichi (tanto che se gli propongo la stessa cosa in due salse diverse le ordina e le vende tutte e due…) e POI sono venute le nostre offerte.
Naturalmente sul fatto che la domanda è tanta e la gente sceglie hai ragione ma è più difficile essere scelti quando non si è neanche esposti (non è il tuo caso, ma quello di tantissimi altri). E poi che una fumetteria non ci esponga posso anche accettarlo (troppi ce ne sono che non esponiamo noi come fumetteria) ma che non ordini nemmeno il prenotato no. Quindi dal mio punto di vista di piccolo editore muoiano pure tutte quelle fumetterie che sostengono di fatto solo uno-due editori, sarà un danno per gli altri non certo per noi. Non è detto che quando chi offre cento titoli sarà costretto a scendere a 80, io che ne offro 4 dovrò scendere a mia volta. “
Fin qui i miei interventi sul forum, ora vediamo più nel dettaglio le notizie che se ne ricavano dopo aver aggiunto un ulteriore elemento: come fumetteria posso dire che tanto il 2009 è stato un anno di crescita continua, tanto il 2010 sta registrando un crollo del volume di affari, e tutto questo senza perdere un solo cliente abituale ma anzi guadagnandone di nuovi. La traduzione è che chi compra è costretto a comprare meno. E il problema non riguarda noi, è proprio generalizzato.
Detto questo, immaginate di essere un piccolo editore (quanto insisto su questo “piccolo”, un motivo c’è…), pubblicate tre quattro titoli al mese, i numeri del venduto non sono mai stati granchè e all’improvviso vi trovate un ulteriore calo del 20-30%. Che fate, chiudete? Al limite sì, oppure vi fermate in attesa di tempi migliori, tanto siete abituati a rimetterci o, magari, proprio per questo andate avanti cercando di inventarvi qualcosa, insomma, non VIVENDO di editoria avete ampi margini di scelta. Ora immaginate di essere un grande, grandissimo editore, con almeno cento titoli mensili e decine di dipendenti…e vi arriva la stessa legnata: che fate? Come reagite?
Be’, come ha reagito Pan/Panini si è visto, basta sfogliare Anteprima di questo mese per vedere che sempre più titoli Panini Comics godono di un’intera pagina di presentazione, tanto che in alcuni casi non sanno neanche come occuparlo (per esempio pagg. 26, 27 e 30). In altre parole il metodo è “massimo spazio a noi, poi un po’ di ciccia vicina all’osso ai nostri esclusivisti, l’osso a chi (har har) ci paga pure le pagine per avere lo spazio per pubblicizzare i titoli su cui guadagneremo anche noi e infine se c’è qualche briciola se la possono democraticamente contendere anche i meno inclini alla sudditanza. In altre parole, 18 editori rappresentati in 118 pagine e poi 46 editori in 9 pagine. Attenzione, questo è il metodo di sempre in realtà, solo che questo mese la cosa è proprio smaccata e non credo sia una coincidenza. A questo si aggiunga che da un paio di mesi Anteprima è affiancata da una sorella riservata ai gestori delle fumetterie per spingere ulteriormente i titoli degli esclusivisti.
Ora, fermo restando che ogni azienda sceglie le sue strategie commerciali e che se uno su Anteprima non ci vuole stare non lo costringe nessuno, cosa dovrebbe fare un editore in questa situazione?
- I distributori fanno sostanzialmente come gli pare.
- Le fumetterie e i lettori non sono poi tanto diversi, per loro sei “grande” o “piccolo”, non sei quello che pubblica un determinato titolo come sarebbe più logico. I lettori poi sono educati oltre che naturalmente portati a diventare tifoserie e a nessuno passa per la testa di protestare perché su Anteprima i titoli Planeta non hanno neanche un’immagine come pure quelli Panini sul Mega ed è questo poi il paradosso: entrambi vogliono limitare l’informazione sui titoli dei “concorrenti” ma entrambi hanno interesse a distribuire tutto alla faccia delle cosiddette “esclusive”.
- Lo zoccolo duro ha finito i soldi, nel 2009 si è speso quello che aveva da parte, ora deve fare scelte che purtroppo come avete visto vengono “condizionate” o perlomeno indirizzate.
Mi fermo qui per ora, come voi sono interessato, prima di proseguire il discorso, ad ascoltare le altre voci che Alessandro vuol far esprimere.
Nel frattempo approfitto per segnalarvi, dato che l’esperimento fa parte delle possibili misure di contrasto alla situazione, che nel numero di Luglio di Mega troverete allegato l’intero numero uno di Incorruttibile, una nuova serie di Mark Waid che si affianca a Irredimibile, una seriuccia che in USA hanno candidato a tre Eisner Award (dato che incredibilmente Waid scrive bene non solo per la Marvel ma anche per se stesso) e che da noi ha il solo difetto di essere pubblicata da un editore “micro” e che quindi è automaticamente considerata minore dagli stessi beoti col paraocchi che la seguirebbero con passione se avesse un altro “brand” sulla copertina. Le fumetterie servite da Pan potranno avere quest’albo? Lo scopriremo a luglio.
*Fumetto d'Autore inizia così il viaggio nella crisi e nei suoi risvolti sul sistema fumetto con una serie di articoli di addetti ai lavori. Il primo articolo è firmato da Paolo Accolti Gil di ItalyComics. Se rappresentanti di editori e/o fumetterie o altri addetti ai lavori volesserop artecipare alla discussione inviando un articolo, possono proporne e concordarne la pubblicazione scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Fumetto d'Autore vuole sapere cosa ne pensa il mondo del fumetto di come la crisi sta attanagliando l'intero sistema fumetto. (1-continua)







