Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
A+ A A-

"Pagine Nomadi" di Igort evidenzia il senso di minorità patito dal fumetto

pagine nomadi igortdi Giuseppe Pollicelli*

Un verso del poeta russo Osip Mandel’štam, morto in un gulag nel 1938, recita: «Col mondo del potere non ho intrattenuto che vincoli puerili». Difficile interpretarlo in maniera univoca. Di sicuro un modo puerile di relazionarsi a un’entità che eserciti una qualche forma di potere consiste nel ricercarne, attraverso una contestazione apparente, l’approvazione o quantomeno le attenzioni. È un comportamento che spesso viene adottato dai figli, specie se molto giovani, nei confronti dei genitori. Ed è un comportamento che, sistematicamente, pone in atto il fumetto nei confronti della “cultura ufficiale”. Gli indizi di questo complesso d’inferiorità sono due. Il fatto che lo stesso mondo del fumetto, particolarmente in Italia, abbia approvato e agevolato il diffondersi dell’espressione “graphic novel”, che ha ormai finito per indicare, col suo esotismo nobilitante, il linguaggio fumettistico nel suo insieme (mentre un graphic novel è, propriamente, soltanto una storia a fumetti dalla lunghezza tale da poter essere paragonata a quella di un romanzo), e la tendenza degli autori di fumetti a farsi valutare da chi detiene le leve del sistema culturale attraverso opere che si occupino di temi “alti”, meglio se attinenti al sociale e alla politica.

La risonanza internazionale meritatamente ottenuta dal Maus di Art Spiegelman e dal Persepolis di Marjane Satrapi ha indotto il fumetto a sottostare, forse più del dovuto, al ricatto del contenuto e del messaggio. Ovviamente c’è differenza tra opera e opera, e qualunque generalizzazione sarebbe - come sempre - sbagliata. Tuttavia anche un libro bello e importante - e dalle caratteristiche insolite - come Pagine nomadi di Igort (Ed. Coconino Press, 176 pp, euro 16), conferma l’impressione che il fumetto sia, in questa fase, alla ricerca di un riconoscimento. Di Pagine nomadi, il cui sottotitolo è “Storie non ufficiali dell’ex Unione Sovietica”, bisogna prima di tutto dire cos’è. Si tratta del catalogo di una mostra milanese organizzata dallo IULM nello scorso mese di maggio e imperniata sui materiali (tavole, appunti, schizzi, riflessioni) che il fumettista sardo-bolognese Igort (al secolo Igor Tuveri) ha prodotto durante i lunghi periodi da lui trascorsi in Russia e in Ucraina a partire dal settembre del 2008. Magnificamente impaginato da Sara Fabbri, che si è ispirata alla grafica delle avanguardie russe dei primi del Novecento, Pagine nomadi svolge essenzialmente tre funzioni: documenta la genesi di due opere a fumetti di Igort da poco edite da Mondadori, Quaderni ucraini (2010) e Quaderni russi (2011); aiuta a fare luce - per mezzo di una lunga intervista a Igort che, in più punti, si trasforma in un colto diario di viaggio traboccante di considerazioni acute e intelligenti - sulla situazione attuale e sulla storia recente di due Paesi reduci dall’esperienza atroce del comunismo; ricostruisce la biografia e l’ormai trentennale parabola artistica di Igort medesimo. Il quale Igort, che è un narratore versatile e un bravo disegnatore dal tratto elegante (ma privo di una sua piena riconoscibilità: ci sono disegnatori meno dotati di lui il cui segno ha una personalità più forte), si è costruito con questo catalogo una specie di monumento in vita (la collana in cui il volume è uscito è infatti diretta da Igort stesso). Il che, beninteso, non costituisce un problema, poiché Pagine nomadi è, come detto, un libro ricco e prezioso, che non solo consente di comprendere meglio due fumetti notevoli come Quaderni ucraini e Quaderni russi ma spiega (e insegna) tante cose sull’URSS, sul socialismo reale, sul post comunismo e su personalità cruciali della storia russa e ucraina quali Čechov, Gurdjeff, Florenski, Paradjanov, la Politkovskaja. In cosa, allora, evidenzia anch’esso il senso di minorità patito dal fumetto? Pagine nomadi, certo, riprende i temi ardui e drammatici di Quaderni ucraini e Quaderni russi, è un’opera impegnata, ma va benissimo così. Lo scivolone di Igort sta nell’aver affidato uno scritto critico sul fumetto a Vincenzo Trione, valente storico dell’arte e collaboratore del «Corriere della Sera». Una firma prestigiosa e, dunque, “sdoganante”. Peccato che Trione, lo si evince dal suo intervento, di fumetto (che lui chiama “genere”, come se fosse il western o la fantascienza) non sappia nulla. Tant’è che nel suo contributo, per sostenere che i fumetti attingono anche da altri linguaggi e possono misurarsi con “tematiche profonde” (ma no!), fa riferimenti di ogni sorta - dalla giottesca Cappella degli Scrovegni a Duke Ellington - tranne che fumettistici. E le due sole volte in cui si azzarda a farli, incappa in sfondoni da matita blu, sbagliando il nome di Charles Schulz (il papà dei Peanuts), trasformato in Schultz, e affiancando del tutto impropriamente George Herriman (creatore, nel lontano 1913, della surreale strip Krazy Kat) a Will Eisner (attivo tra il 1936 e il 2005 ed effettivo pioniere del romanzo a fumetti), definiti entrambi “padri del graphic novel”.

Verrà il giorno in cui il fumetto smetterà di credere che, per essere legittimato, debba farsi maltrattare dal Trione di turno? Speriamo di sì. Vorrebbe dire che, con il potere, ha iniziato a intrattenere vincoli meno puerili.

*Articolo apparso sul quotidiano Libero del 04/08/2012. Per gentile concessione dell'autore.

Magazine

Moleskine 125 » Quella falsa differenza tra Fumetto e Graphic Novel

30-08-2019 Hits:691 Moleskine Conte di Cagliostro

Sottotitolo: Artibani e Recchioni avanti, dietro tutti quanti (Plazzi compreso) per piacere di Topolino. di Conte di Cagliostro Houston il fumettomondo ha un problema. Ci sono dei pazzi che vanno in giro spacciandosi per Francesco Artibani, Andrea Plazzi e Roberto Recchioni? O Artibani, Plazzi e Recchioni sono pazzi? Ricapitoliamo. Qualche giorno fa, il...

Leggi tutto

RECENSIONE CARTONATO DEADWOOD DICK "TRA IL TEXAS E L'INFERNO"

29-07-2019 Hits:1226 Critica d'Autore Lorenzo Barruscotto

    "Avete mai fatto caso che nella vita ogni tanto si incontra qualcuno che non va fatto in…alberare?” Ecco, quel qualcuno è Deadwood Dick. Mutuandola ed adattandola per i nostri scopi, la celeberrima frase pronunciata da un granitico Clint Eastwood in “Gran Torino” serve perfettamente a delineare il carattere del personaggio...

Leggi tutto

Moleskine 124 » Quando scappa un fumettosauro dallo zoo del fumettomondo

15-06-2019 Hits:903 Moleskine Conte di Cagliostro

di Conte di Cagliostro Interrompiamo il silenzio di questa disgraziata rubrica su questo disgraziatissimo sito, perchè pare che sia scappato il fumettosauro dallo zoo del fumettomondo. Per sgombrare subito il campo da qualsiasi possibile dubbio, durante la nostra assenza dal vergare queste righe siamo diventati grandissimi estimatori del famigerato Sauro Pennacchioli...

Leggi tutto

Il Duce, la storia di Mussolini che la Panini non vi farà mai leggere...

15-06-2019 Hits:1075 Off Topic Super User

...Fumetto d'Autore ve la presenta corredata da un imprescindibile apparato critico. Dopo avere scoperchiato il caso della storia dedicata a Mussolini misteriosamente omessa dalla Panini, in nome della stessa libertà con cui M.M. Lupoi si riempe i profili social tutti i giorni, potete scoprire da soli se era da censurare...

Leggi tutto

Rinaldo Traini, un ricordo tra luci e ombre

05-06-2019 Hits:1062 Autori e Anteprime Alessandro Bottero

di Alessandro Bottero Di sicuro per Rinaldo Traini, scomparso ieri, non assisteremo ad una beatificazione post mortem come è stato per Sergio Bonelli. Troppo divisiva la sua figura, e troppo ‘profondo’ l’impatto che ha avuto nella storia del fumetto italiano, profondo non nel senso positivo del termine, ma nel senso di...

Leggi tutto

L’Europa: grande assente dal fumetto italiano mainstream

29-05-2019 Hits:573 Critica d'Autore Alessandro Bottero

di Alessandro Bottero Alcuni giorni fa si sono svolte le elezioni europee. Mi ricordo che anni e anni fa, le prime volte che si votava per il Parlamento Europeo ci si rideva su. Non si capiva a cosa servisse. Poi progressivamente ci si è resi conto (chi VUOLE rendersene conto, ovvio)...

Leggi tutto

Casa Cagliostro a Lucca 2018: Chi, Cosa, Dove, Quando, Perché

25-10-2018 Hits:3915 Critica d'Autore Redazione

Di Alessandro Bottero Anche per il 2018 Lucca vedrà nei giorni di Lucca Comics & Games l’evento Casa Cagliostro, cinque giorni Autonomi & #EscLUSive nel centro della città. Chi Casa Cagliostro non fa parte di Lucca Comics. È uno spazio autonomo, indipendente, autogestito (termine che fa molto anni ’70 e che...

Leggi tutto