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- Scritto da tuttocartoni
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Intervista ad Enzo Troiano, oltre all'artista c'è di più...

Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore
Salve mi chiamo Enzo Troiano, sono nato a Vercelli il 15 dicembre del 1965. La mia carriera professionale è iniziata nel 1987 sulle pagine del bi-settimanale “Sport Sud” del “IL MATTINO”, come vignettista e caricaturista. Ho collaborato poi con “SuperSport 2000”, con l’editore DiMauro e molti altri. Il debutto ufficiale nel fumetto è avvenuto prima sulla fanzine “Rejects” nel 1990 e poi sulle pagine di “Engaso 0.220” nel 1993 con il numero zero della serie, per l’Editore “MicroArt”.
Ho vinto il concorso Internazionale per giovani fumettisti di Prato nel 1995, classificandomi secondo alle spalle di Cinzia DeFelice e davanti Alberto Ponticelli. Ho pubblicato in America (Heavy Metal), Francia (ed. Pointe Noire), Inghilterra (con vari Editori), India, Spagna ed altri paesi. Ho vinto nel 2005 il premio Carlo Boscarato per il fumetto Korea 2145, un premio alla carriera nel 2009 ad Acaya per Salento Comics e ho raccolto fra Treviso, Lucca, Sarno e altre manifestazioni premi e nominations varie.
Quando e perchè è nata la tua carriera?
Quando ti ho già risposto nella precedente domanda. Perché? Io ho sempre avuto la passione per il disegno sin da piccolo. Ho vinto un premio a soli 6 anni, per la mia categoria, per un concorso indetto dalla RAI sullo sceneggiato Pinocchio. Poi concorsi per disegni sportivi con Telecapri, Guerin Sportivo, insomma sin da bambino mi sono dato da fare con le matite. Per comprendere però, che volessi fare il fumettista seriamente, mi ci sono voluti molti più anni, visto che in famiglia solo mia madre sembrava condividere i miei sogni. La molla è stata un Dylan Dog il numero 5, per la precisione, comprato per caso per passare due ore in treno fra Napoli e Roma.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriere.
Aneddoti? Non è semplice. Ce ne sarebbero centinaia: il primo incontro con Liberatore, quello con Serpieri, quello con Passapartout, quello con Moliterni, Brindisi, Frezzato, Moebius, Altuna, Ferri, Roberto Dal Prà, l’amicizia profonda con Castellini, Paolo Ongaro, Lele Vianello…mi viene veramente difficile parlare di qualcosa in particolare. Forse quando ho consegnato la caricatura a Mardona, nel 1987. L’incontro con Bonelli ad Angouleme nel 2004, in cui mi propose di fare Brendon e mi riempì di complimenti. L’incontro con Tito Stagno, che mi ha emozionato molto. Quello con Tinto Brass, che mi avrebbe voluto affidare le cover dei suoi film. Onestamente molti di questi mi sono rimasti nel cuore, altri mi sono sembrati più incontri di routine, dove a mio avviso, si dicono molte cose, ma poi non si da seguito mai a cose concrete.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Attualmente sono concentrato a terminare il secondo e conclusivo volume di “Harcadya”.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Mi piacerebbe realizzare una storia per il mercato francese, colorata al computer, sulla falsa riga di Nausicaa di Mijazaky, naturalmente con testi e personaggi del tutto inventati da me e con una storia completamente diversa da Nausicaa, ma chi un domani, dovesse leggerla, dovrebbe coglierne le affinità. Ma sono anche curioso, di lavorare con qualche sceneggiatore per il mercato francese o per quello italiano. Chissà magari per fare un Dylan Dog a colori.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Rifarei tutto in egual misura, cose giuste ed errori fatti. Sono Enzo Troiano, così come lo conoscono i lettori, grazie a quello che ho fatto. Se avessi agito diversamente, probabilmente non sarei l’autore che sono diventato.
La tua serie preferita?
Senza dubbio alcuno KEN IL GUERRIERO!!
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu?
Sono indeciso fra Nausicaa di Mijazaky, Ken il Guerriero di B.Son e Hara o Akira di Otomo. Anche Corto Maltese…
Com'è il tuo rapporto con il web?
Il web è importantissimo, soprattutto per me che faccio questo tipo di mestiere. E’ una continua fonte di informazioni e ha una grande facilità di consultazione sia per le immagini che per i testi.
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
In questi giorni in cui dovevo consegnare l’articolo, sono venuto a sapere della morte di Sergio Bonelli. Aldilà del dispiacere per la scomparsa di una persona, in genere, confesso che la notizia mi ha molto rattristato. Chi conosce il mio lavoro, pensa che io sia uno che di Bonelli o delle sue produzioni, non abbia quantomeno un giudizio positivo. Beh si sbaglia di grosso!! Devo dirti che oltre ad essere un grande lettore degli albi Bonelli, ho sempre stimato molti sceneggiatori e colleghi che hanno regalato al fumetto, veri capolavori. Penso a Casertano, Stano, Castellini, il grandissimo Dall’Agnol, C.Villa, Picatto, Brindisi, Alessandrini, Franzella e tanti altri bravissimi, che non potrei certo, citare tutti ora. Sergio Bonelli, forse lo sanno in pochi, ha portato in Italia Asterix, Loisel, ci ha regalato dei meravigliosi TEX giganti, di grandi maestri del fumetto. Poi ci sono state anche cose da lui fatte non condivisibili. Ma chi non sbaglia mai nelle sue attività, soprattutto quando sono così longeve come nel caso di Sergio Bonelli? Spero solo per i miei colleghi, che dopo di lui e in rispetto alla sua memoria, chi sostituirà il suo lavoro, abbia rispetto di tutto quello che lui aveva creato e difeso, malgrado la crisi sempre imperante nel mondo del fumetto.








