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- Scritto da tuttocartoni
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Intervista a Gianluca Cestaro
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Ciao a tutti i lettori di fumetto d’autore, mi chiamo Gianluca Cestaro e disegno fumetti per lavoro. Pardon, mi correggo: io disegno fumetti soprattutto per passione.
Quando e perchè è nata la tua carriera?
La mia carriera è nata negli ultimi anni novanta quando,poco dopo aver mostrato ad Antonio Serra della Sergio Bonelli Editore le prime tavole di prova realizzate di mia iniziativa, fui contattato da Luigi Mignacco,che mi disse di considerarmi parte dello staff della sua nuova serie “Robinson art”, con mia ovvia gioia. Carriera poi continuata grazie a Renato Queirolo,che,dopo la chiusura di Zona X,mi propose di disegnare “Nick Raider”,permettendomi così di continuare a crescere come disegnatore.sul perché è nata la mia carriera,bisogna risalire all’origine della mia passione per il disegno.. che si manifestò fin da piccolissimo,al punto da tappezzare la parete della mia cameretta di disegni,che inevitabilmente si moltiplicavano risalendo la parete man mano che crescevo anch’io!e alla passione per il disegno si aggiunse presto quella per il fumetto,con le prime letture di ”Topolino”. mi conquistarono in particolare due disegnatori,dei quali allora non conoscevo i nomi ma di cui riconoscevo puntualmente lo stile.. scoprii in seguito che si trattava di Cavazzano e De Vita.Così iniziai a ricopiare i loro disegni,fin quasi a ridisegnarne le storie.poi all’età di 13 anni scoprii “Tex”,che mio padre comprava regolarmente. Mi colpì quel disegno così realistico,cosi iniziai a ricopiare le vignette dei disegnatori che mi colpivano di più,come Ticci e Villa.l’anno dopo scoprii anche ”Dylan Dog”,e partì definitivamente la voglia di imparare e disegnare fumetti.
Regalci qualche aneddoto sulla tua carriera.
Posso raccontare scherzosamente che la mia carriera è nata così presto che la Bonelli ha pubblicato i miei primi disegni a 15 anni! infatti appena iniziato il liceo un caro amico si precipitò una mattina nella mia classe dicendomi che mi avevano pubblicato sull’ultimo numero di Dylan Dog,il 51! Così a fine lezione andai in edicola e scoprii che altro non era che la pubblicazione di un disegno che feci con mio fratello e che spedii in redazione,come facevano molti lettori all’epoca.perciò dico scherzando che il mio esordio con Dylan Dog non è avvenuto quest’anno col disegno di copertina del Dylan Dog ColorFest 7,ma più di vent’anni fà!
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Dopo aver concluso una storia di Tex che dovrebbe essere pubblicata tra 5 o 6 mesi, ho appena iniziato con mio fratello una storia per la collana a colori di Dylan Dog, che insieme alla copertina a cui accennavo pocanzi, è un po’ la realizzazione di un vecchio sogno, iniziato proprio con la pubblicazione di quel vecchio disegnino vent’anni fà.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Subito dopo Dylan Dog scoprii anche il cosiddetto fumetto d’autore, e puntualmente mi ci appassionai! e ancora oggi coltivo il sogno di scrivere e disegnare qualcosa di totalmente mio, da pubblicare in grande formato,magari a colori.m piacerebbe anche misurarmi col fumetto americano, ma su personaggi adulti e un po’ cupi,come piace a me! Ma se vogliamo restare in casa,resta sempre il vecchio sogno di pubblicare sulla serie regolare di Dylan Dog… ma non il solito disegnino da lettore, ma una storia da disegnatore!
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Rifarei le storie di Nick Raider che ho disegnato: troppa ingenuità, e si poteva giocare di più con l’atmosfera. magari non rifarei il “disegnatorefan”: se chiedi un disegno a un tuo vecchio mito basta una brutta risposta e ti crolla il mito…e ti dice pure che è ora che cominci a essere più disegnatore e meno fan.
La tua serie preferita?
La mia serie preferita è stata per anni Dylan Dog, di cui non perdevo un numero.e in seguito KenParker: una serie western così moderna e anticonformista fù una vera scoperta, e trattava temi inediti e scottanti con una sensibilità e verità mai viste prima…e dire che era pubblicata da Sergio Bonelli, considerato, erroneamente,un editore irrevocabilmente tradizionalista e conservatore.
Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
Avrei voluto disegnare la serie “Muta” Il respiro e il sogno”,di Berardi e Milazzo: riuscire a esprimere tutte le sfumature dell’anima e comunicare perfettamente le azioni e i discorsi di un personaggio o di un animale senza lo straccio di una parola è una sfida affascinante per un disegnatore… e Ivo Milazzo l’ha stravinta. mi sarebbe piaciuto disegnare anche ”storia di astarte”,di andrea pazienza:dare anima e profondità psicologica a un cane,è cosa solo per artisti sensibili come andrea..e penso che sarebbe piaciuto continuare a disegnarla anche a lui,se un brutto giorno non se ne fosse andato via senza neanche riuscire a finirla.
Com'è il tuo rapporto con il web?
E' proprio il caso di dire un rapporto “professionale”, visto che si rivela molto utile per la ricerca della documentazione di lavoro, e in più il web ti permette di comunicare e diventare ”amico” di colleghi o persone che magari si trovano dall’altra parte del mondo e che altrimenti sarebbe difficile poter conoscere.
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
In tempi passati e recenti, ho letto da più parti un avversione contro Bonelli Editore, reo di aver monopolizzato il mercato e annientato i tentativi di affermazione di altri progetti e case editrici, divenendo la rovina del fumetto italiano. se posso,mi permetto solo di dire che ciò mi è parso un pò ingeneroso verso una persona che non ha fatto altro che seguire le proprie passioni e realizzare i sogni di centinaia di aspiranti fumettisti.e ha sempre cercato di non spezzare questi sogni anche nei momenti in cui sembrava che non potessero più continuare. Queste non sono azioni da imprenditore. sono azioni di cuore. Questa persona si chiama Sergio Bonelli.e ci ha lasciato troppo presto. Il mio ultimo pensiero è per lui, che ringrazio solo ora,perchè il mio imbarazzo non mi ha permesso di farlo prima, per aver realizzato anche il mio sogno. grazie,signor Bonelli.







