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- Scritto da tuttocartoni
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Mafalda per L'Aquila
Mafalda protagonista di una campagna per chiedere e fare sapere a che punto siamo con L’Aquila: “L’Aquila: a che punto siamo?”
Una domanda che ha un testimonial d’eccezione, la famosa Mafalda creata da Quino, la piccola contestatrice, bambina che da quarantasette anni non manca, con le capacità di osservazione e di spontaneità tipiche dei bambina, di “fare le pulci” ai grandi, alle loro dimenticanze, alle loro ipocrisie anche veniali.
Ed è lei, su possibilità di utilizzo permessa dallo stesso suo creatore, a farsi portavoce della domanda soprattutto ai mezzi di comunicazione, nella campagna a favore di un’informazione che non sia solo amplificata al momento in cui qualcosa accade, ma prosegua come a voler controllare e, soprattutto, comunicare a tutti.
La campagna mira a fare in modo che i giornali, le radio, le tv, ma anche i blog sensibili all’argomento possano quotidianamente informare, anche solo attraversoun trafiletto di poche righe, su qualcosa che è stato fatto o che ancora resta da fare a L’Aquila e nell’Abruzzo che ancora non si è rialzato dal terremoto del 6 aprile 2009.
L’idea della campagna è arrivata cercando di capire che cosa il suo ideatore avrebbe potuto fare per non dimenticare tutto questo, ma, al contrario, per far conoscere.
E, da comunicatore, ha deciso di provare a lanciare l’idea a tutti gli altri comunicatori italiani che vogliano raccoglierla. Dedicando quotidianamente uno spazio, anche piccolo, a quando resta da fare e anche a quanto è stato fatto e si farà a L’Aquila.
E Mafalda, con la sua semplicità, è proprio il personaggio adatto a chiedere a voce alta: “L’Aquila: a che punto siamo?”. Una piccola testimonial d’eccezione, la cui immagine può essere utilizzata da tutti coloro che, sposando lo spirito di informazione alla base di tutto questo, potranno utilizzare come logo per spiegare, appunto, a che punto siamo.
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