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- Scritto da tuttocartoni
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L'Intervista » Mario del Pennino
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Salve a tutti, mi chiamo Mario del Pennino e sono un giovane aspirante fumettista, classe 1985, nato a Modena.
Quando e perchè è nata la tua carriera.
Da circa un anno ho intrapreso a tempo pieno questa difficile professione, dopo aver terminato i tre anni alla Scuola di Comics di Reggio Emilia. L'occasione si è presentata parlando con uno dei miei docenti, nonchè professionista famoso a livello internazionale: Giuseppe Camuncoli, il quale mi ha offerto un posto nel suo studio, che io ho immediatamente accettato.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriere.
Devo dire che la fortuna ha giocato un ruolo fondamentale (una volta tanto!), di fatto bussando alla mia porta sottoforma di telefonata da parte di un altro dei miei ex-docenti: Matteo Casali. Matteo infatti stava collaborando al progetto di RCS “Mytico” come sceneggiatore e mi chiese se ero interessato a collaborare con lui sulla serie. Questo ovviamente velocizzò il mio passaggio da grafico in un ufficio marketing e comunicazione a fumettista: nel giro di poche settimane cominciavo a realizzare il mio sogno.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Ho continuato a lavorare su Mytico su altri due numeri, fino alla conclusione del progetto che al momento sfortunatamente è fermo. Tuttavia nel frattempo avevo già collaborato con la Crazy Camper di Tommaso Destefanis sia su Bren Gattonero che su Madadh e avevo preso contatto con la Bookmaker per il progetto che ancora oggi sto portando avanti: Nerd Bash. Una serie che mi sto divertendo moltissimo a disegnare e che andrà ancora avanti per diversi numeri.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Nel futuro io spero anche di cominciare a lavorare per l'estero; ovviamente Francia e America la fanno da padroni. Ho avuto il grandissimo onore di collaborare con Camuncoli su alcuni numeri di Amazing Spider-man lavorando sugli sfondi e quindi sulle tavole originali della Marvel ed è un'emozione che sogno di ripetere un giorno.
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Se ripenso all'esperienza fatta fin'ora rifarei tutto, non mi pento di nulla perchè anche le cose che riguardandole oggi non mi piacciono più sono stati passi che mi stanno portando nella direzione che volevo, per cui sono soddisfatto. Anche se a dire il vero la soddisfazione è un sentimento che provo di rado, sentendomi ancora lungi dall'essere un professionista fatto e finito,.
La tua serie preferita Il fumetto che avresti voluto disegnare tu.
Diciamo che mi sentirò appagato quando potrò disegnare qualcosa come gli x-men che rimangono una delle mie serie preferite per i quali continuo a provare un'ammirazione indiscussa, oppure Hellboy che è un altro dei classici che amo di più.
Com'è il tuo rapporto con il web?
Il web è, a mio avviso, il futuro di questo settore (come di molti altri). Secondo me ci stiamo avviando verso una cambiamento di media e nell'arco di pochi anni il fumetto consumato su web o su smart phone/tablet sarà la quotidianità. Non credo che la carta scomparirà, ma le verrà dato un valore più alto, le raccolte e le edizioni di pregio continueranno ad essere stampate, ma probabilmente il classico spillato americano da 22 pagine sarà lentamente sostituito dall'alternativa digitale. I vantaggi del web sono talmente evidenti che non è pensabile che l'editoria mondiale (ovviamente anch'essa vittima della crisi) non decida di battere questa strada che le grandi case editrici hanno già intrapreso.
Parlaci della tua giornata tipo.
La mia giornata tipo è piuttosto semplice: sveglia tra le sette o le otto, trasferimento da Modena (dove abito) a Reggio Emilia (dove ho lo studio) con un possibile passaggio in palestra (per non soccombere alla vita sedentaria del fumettista) e poi dalle nove o dieci di mattina fino alle otto di sera alla scrivania. La sera normalmente mi concedo di staccarmi dal disegno, cercando di mantenere una vita sociale, finchè gli impegni di lavoro me lo consentono. E avanti così tutta la settimana, facendo di solito eccezione nel weekend dove a parte riposarmi un po', cerco di ritagliarmi qualche ora per studiare anatomia o colore (settore che sto esplorando ultimamente).
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Questa è più o meno la mia vita da aspirante fumettista, una vita che sognavo e che non potevo non provare a fare. Non mi pento dell'azzardo fatto nel cercare di inseguire il mio sogno, non so bene questo dove mi porterà, ma l'unica cosa che posso fare è impegnarmi al massimo e sperare di non avere rimpianti, qualsiasi sorte mi toccherà. Per ora incrocio le dita, lavoro sui progetti presenti e cerco di preparare quelli futuri... poi chi vivrà vedrà!
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