Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Rocketeer vola ancora!

rocketeerdi Andrea G. Ciccarelli*
Direttore Editoriale Salda Press, divisione editoriale Gruppo Saldatori
Chi tra voi, miei 5 lettori e 1/2, mi conosce un po' meglio e da un po' più di tempo, sa bene che ho uno strano senso della giustizia e che, in fondo, credo che certe cose – ovviamente solo quelle che dico io – meritino qualcosa di speciale.

Così, da quando ho iniziato questo mestiere di editore (e parliamo di quasi 10 anni fa), tra tutte le cose fatte e quelle progettate perché avessero sopra il marchio saldaPress, ce ne sono due che mi sono state sempre particolarmente a cuore: restituire al pubblico italiano quel gioiello della narrativa a fumetti mondiale che è Re in Incognito (e non vi sto a dire quale sia la sua importanza: se vi va, potete leggerlo QUI) e… fare lo stesso per Rocketeer.

Per cui, visto che Re in Incognito i bravi saldatori (ma soprattutto belli) l'hanno riportato in libreria nel 2006, con l'annuncio di oggi, direi che il cerchio si chiude (e che, quindi, è ora di cominciare a cercare nuove cose da avere a cuore).

Rocketeer è un personaggio creato negli anni '80 dal purtoppo prematuramente scomparso Dave Stevens (1955-2008), un genio del disegno che, tra le sue collaborazioni ha potuto vantare Steven Spielberg (per I Predatori dell'Arca Perduta), George Lucas (per Star Wars) e John Landis (suoi gli storyboard dello storico videoclip girato per Thriller di Micheal Jackson).

Poi un giorno Stevens mette insieme due o tre delle sue passioni (gli anni '30, i romanzi pulp d'avventura, le pinup e gli aeroplani) e si inventa questo fumetto ultra indipendente che, in un attimo, diventa un icona del fumetto USA.

Le vie della fama sono misteriosissime e quella di Rocketeer è stata vera fama: tanto per dire, al culmine del successo del comic book, la Disney acquista i diritti di sfruttamento del personaggio – e, come spesso accade, non si preoccupa che lo sta soffocando – e nel 1991 ne trae un film che anticipa di qualche anno la tendenza di portare al cinema le storie a fumetti.

A chi vi dice che gli anni '80 sono stati anni rozzi, potete rispondere che forse è così, ma basta guardare l'eleganza del lavoro di Dave Stevens per rimettere in discussione l'apparentemente semplice conclusione.

In Italia, oltre alla Comic Art (che pubblicò le uniche due storie e fumetti di Rocketeer create da Dave Stevens più il dimenticabilissimo adattamento a fumetti del film a cui però Stevens non mise mano) fu la Glamour di Antonio Vianovi ad accorgersi del talento di Stevens e a commissionargli per la rivista Glamour International un numero impressionante di pinup, la maggior parte con Bettie Page come protagonista.

E questo perché se è vero che Rocketeer è un personaggio che ha sfondato l'immaginario collettivo, buona parte del merito di questo successo è della fidanzata del protagonista, quella Betty le cui forme ricordano nemmeno tanto velatamente quella della famosa Bettie Page e che, fin da subito, hanno decretato il grande successo del fumetto (tanto per dire, quella che tra gli appassionati è conosciuta come la pagina "Wow!", divenne presto la più famosa pagina della serie).

A livello di pubblico di massa, il recupero di Bettie Page da parte di Dave Stevens tra gli anni '80 e gli anni '90 è una tappa importantissima di quel processo che, oggi, ha trasformato Bettie Page un icona dell'immaginario collettivo (e che, come scrive il sempre attento Mannelli, ha fatto sì che ormai il burlesque lo trovi anche dal cocomeraio).

E se vedete qualche parentela tra il segno di Dave Stevens e quello di Frank Cho (casualmente un altro cavallo di razza della scuderia saldaPress…) non credo che sbagliate di molto (e, quindi, non vi dovrebbe essere così difficile immaginare perché Rocketeer è stato da sempre un mio personalissimo pallino): questa, signori, è gente che sa disegnare, dei veri e propri Maestri del fumetto con la "m" maiuscola il cui lavoro meriterebbe una collana editoriale a parte (mmm…).

Detto questo, come sarà l'edizione targata saldaPress di Rocketeer?

A parte bella (ça va sans dire…), partiremo dall'edizione in grande formato che la IDW, negli States, ha appena pubblicato e nella quale, accanto alle due storie di Rocketeer scritte e disegnate da Dave Stevens, è stato proposto al pubblico un numero impressionate di schizzi, studi preliminari, bozzetti e molto altro mai pubblicato prima e proveniente direttamente dagli archivi personali dell'autore.

E sarà anche un'edizione con dei nuovi colori: prima di morire, infatti, Stevens, dopo aver personalmente supervisionato la digitalizzazione di tutte le tavole originali, aveva incaricato la colorista Laura Martin della rimasterizzazione completa dei colori delle storie che quindi, in questa versione, tornano letteralmente a nuova vita.

L'edizione saldaPress sarà in due volumi, uno per ognuna delle due storie che compongono la saga di Rocketeer e ognuno con a corredo un numero impressionante di extra che rendono omaggio all'arte di Stevens.

Il primo dei due volumi (di 112 pagine ognuno ed entrambi tradotti dal bravo Stefano Menchetti) uscirà il prossimo giugno (già prenotabile sui cataloghi di questo mese) e il secondo a settembre.

Il formato sarà quello di Liberty Meadows.

Rocketeer vola ancora (e sia chiaro che quest'anno, se si tratterà di premiare la miglior riedizione di un classico, voi e i giurati lo sapete già per chi dovete votare).

*Questo articolo è apparso sul blog "Io se fossi Garamond". Per gentile concessione dell'autore.

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