Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Lettere al Direttore » Marco Rizzo, l'esposto all'OdG e quei bravi ragazzi di Comicus

comicuslogo[09/02/2012] » Ci scrivono Marco Rizzo e Claudio Franchino. RIsponde il direttore Alessandro Bottero.

Riceviamo, pubblichiamo e rispondiamo.

Gentile Direzione,
su indicazione dell'estensore dell'articolo "I giornalisti veri sono solo su Comicus", Vi inoltro mia richiesta di chiarimento e/o rettifica, cui non è stato risposto nel merito. La reitero, chiedendo conferma di quanto affermato dal sig. Messina circa le motivazioni dell'intestazione a mio padre del sito Comicus e circa l'asserito esposto inoltrato al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti ai danni di Giorgio Messina.

In merito al primo aspetto, non corrispondendo al vero quanto affermato dal sig. Messina, attendo rettifica ovvero indicazione sul soggetto che avrebbe riportato al sig. Messina quanto da me asseritamente affermato, ovvero in caso di probabile chiacchiera da lavanderia del fumettomondo di terza mano (o equivalenti) spacciata per notizia "certa, vera e verificata", specificazione in tal senso da parte del responsabile dell'articolo.


In merito al secondo aspetto, si ribadisce che non è stato mai inoltrato formale esposto da parte di nessun mod/admin di CUS a nessun organo competente in materia, e che qualora il sig. Messina avesse adoperato per foga o pulsione satireggiante il termine "esposto" in modo improprio, sarebbe opportuno un chiarimento in tal senso.


Confidando di non dover inoltrare ulteriori richieste di identico o più formale tenore, attendo riscontro.

saluti,

Marco Rizzo
Risponde il Direttore

Rispondo volentieri a Marco Rizzo, che ringrazio per la gentilezza nel porre la sua richiesta. Esercitare il proprio diritto a richiedere una rettifica se i fatti riportati da un organo di informazione siano scorretti è cosa sacrosanta, ed è dovere di ogni organi di informazione rispondere nel modo più corretto possibile. È vero che non sempre chi richiede rettifiche in precedenza è stato ugualmente attivo nel fornirle quando ne aveva il dovere, ma passiamo oltre.

Detto questo chiarisco subito che non vedo motivo di rettificare alcunché. E qui entro in gioco io, come direttore e giornalista pubblicista, iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio e Molise dal 1994, con regolare tesserino e registrazione. Non vedo motivo per rettificare cosa scritto da Giorgio Messina, da me letto preventivamente, e da me approvato, perché i fatti, stante alle fonti da me consultate prima di dare l’OK alla pubblicazione, circa il fatto che un amministratore di Comicus avrebbe presentato un esposto all’Ordine dei Giornalisti, sono esattamente come li ha esposti Messina:

- è stato presentato un esposto all’ordine dei Giornalisti contro Giorgio Messina;

- questo esposto è stato presentato da una persona precisa con un nome e un cognome;

- il nome e cognome di questa persona corrispondono a quello di una persona che opera un servizio come amministratore del forum di Comicus.

Chi sia questa persona io lo so, ma siccome credo ancora nella buona educazione e nel rispetto della privacy non lo dirò.

Inoltre essendo questa una notizia giornalistica,ed essendo io un giornalista regolarmente iscritto all’albo, esericto il mio dovere di riservatezza delle fonti, così come imposto dalla legge istruttiva dell’Ordine dei Giornalisti che recita:

« [Giornalisti ed editori] sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse. » (legge professionale n. 69/1963.)

Essendo la fonte da cui ho avuto conferma della notizia di carattere fiduciario, non solo non sono tenuto, ma anche se volessi non potrei violare il segreto professionale dicendo chi mi abbia dato conferma sia dell’esistenza dell’esposto, sia del nome di chi l’ha presentato.

Quindi nessuna rettifica.

Siccome io credo nella buona fede di Marco Rizzo che dice di aver chiesto ai diretti interessati e di aver ricevuto risposte negative le cose sono due:

- o la persona responsabile ti ha mentito, e quindi tu fidandoti di lui hai chiesto una rettifica;

- oppure ha ammesso di essere stata lui, e per amicizia la difendi pubblicamente.

Nel primo caso mi spiace che tu abbia affidato un servizio così importante come quello di amministrare il più grande spazio virtuale sul fumetto a un bugiardo.

Nel secondo ti comprendo umanamente, ma non posso certo darti ragione, non credi? Delle due una.

E con questo l’argomento è chiuso. Potrei concludere con una nota di grande simpatia usando il classico “Repliche in PM”, ma eviterò di farlo.

Alessandro Bottero

PS: Per chi fosse interessato e volesse imparare qualcosa sul come si fa giornalismo, domani pubblichiamo un testo su cosa sia il segreto professionale del giornalista e su che basi giuridiche si fondi.

//

Riceviamo e pubblichiamo.

Spett.le Direttore,

con questa lettera, che se si fosse trattato di un articolo avrei titolato “più esposti per tutti”, le scrivo per esprimere il mio pieno sostegno a Giorgio Messina, dopo l’attacco intimidatorio subito, e mi riferisco all’esposto inviato da un amministratore/moderatore di Comicus all’ordine dei giornalisti del Lazio.

Chi mi conosce sa che preferisco stare fuori dalle discussioni, non partecipando a forum, blog o quant’altro, ma mi sembra che da oggi la misura sia colma. Giorgio Messina è indubbiamente un carattere complesso, forse scomodo, come molti altri che fanno parte del magico fumetto mondo, ma è anche una persona che non si nasconde di fronte ad una discussione o che impone il suo pensiero unico ai collaboratori. Il fumetto mondo è composto di una gran parte di professionisti seri e gran lavoratori, poi c’è una parte che preferisce le scorciatoie, che pensa sia meglio andare avanti leccando il culo e dandosi reciproche pacche sulle spalle, una sorta di lobby autoreferenziale che si distribuisce in modo tentacolare, come una malefica piovra, in ogni settore del fumetto mondo. Giorgio Messina, con i suoi articoli, ha dato e dà fastidio a costoro, e allora, invece di rispondere alle sue provocanti domande nei luoghi pertinenti, si preferisce l’atto intimidatorio, perpetrato forse da qualcuno che ora si vanta con gli amici del proprio coraggio, sperando di ricevere in cambio le famose pacche sulle spalle. Ma più di atto di coraggio, sembra un’azione piccola piccola, perfino goffa, fatta da omini piccoli piccoli, che invece di affrontare direttamente la discussione con Messina, preferiscono usare mezzi più sbrigativi. E così dalle farneticanti dichiarazioni che la Cagliostro e-press è "ideologicamente schierata a Destra", si è passati alle richieste di ostracismo nei confronti delle sue pubblicazioni, degli autori/collaboratori e del sito Fumetto d’Autore, poi si è arrivati addirittura a scrivere che “il collaborazionista consapevole, deve morire”, infine questo esposto. Comunque sono sicuro che tutto questo non impedirà a Messina di continuare a fare il suo lavoro di editore e a scrivere i suoi pezzi.

Vorrei inoltre ringraziare Marco Rizzo per la sua frase, nata probabilmente da un delirio di onnipotenza, degno di un monarca assoluto: «Giorgio, torna pure a divertirti a lanciare la cacca dall'altro scalpitando lato della gabbia, io e le altre persone per bene e sane di mente torneremo a ignorarti». Poiché mi sento sano di mente e per bene, pur non condividendo il pensiero di Marco Rizzo, ci terrei a dire che: «No, non ci sto a quest’omologazione del pensiero unico, il mio vecchio spirito libero (leggi anarchico) mi impone di pensare con la mia testa e talvolta a dissentire con chi mi vuole imporre la sua idea, e non mi sento diverso, pazzo o disonesto per questo».

Quindi, a questo punto, mi auguro che anche a me, per par condicio, arrivi un esposto…

Cordiali saluti

Claudio Franchino

P.S. Prima che qualcuno urli che scrivo sotto dettatura/dittatura, ci terrei a dire che collaboro da circa sei anni con Giorgio Messina, nel tempo sono divenuto anche un suo amico (sì, è possibile), e quando ho avuto un’opinione diversa dalla sua (in ogni campo, anche politico) l’ho esposta e nessuno si è permesso di darmi del pazzo!  Forse la democrazia, fatta di libera dialettica, abita dove meno ce lo si aspetta.

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