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Dylan Dog il film: news da Craven Road - pardon - da New Orleans

deadofnight[18/07/2010] » Dal set del film tutto americano dedicato all'Indagatore dell'Incubo arrivano nuovi retroscena e dichiarazioni del regista e della produzione.

Come forse molti di voi sapranno (ma non tutti credo), tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre (quindi a cavallo di Halloween) uscirà in Italia l’atteso adattamento per il grande schermo di DYLAN DOG (titolo hollywoodiano Dead of theNight), per la regia di Kevin Munroe (Teenage Mutant Ninja Turtles, 2007) ed interpretato dall’attore di SupermanReturns Brandon Routh.

Saltando (ma non troppo) i miei personalissimi dubbi su un adattamento che elimina alcune colonne portanti del fumetto di Casa Bonelli (l’ambientazione londinese, Groucho Marx, il Maggiolone bianco e l’ispettore Bloch), citiamo il lungometraggio in questione per le anticipazioni tratte da alcuni siti web statunitensi.

In particolare su Shock Till You Drop , racconta le atmosfere sul set ambientato nella New Orleans post-uragano Katrina.

La location descritta è quella di un capannone industriale abbandonato (quanti film di fantascienza italiani di serie C anni '70 hanno visto simili ambientazioni!), dove si mescolano ruggine, carne putrefatta e ombre pericolosamente mostruose. Cancelli e grate di metallo semisommerse, zombi lenti, muscolosi e tatuati, pronti ad aggredire vittime con una tecnica simile a quella dei velociraptor di Jurassic Park.

L’azione sembra congelarsi quando Kevin Munroe, il regista, grida “Cut!” (Stop nel gergo cinematografico americano), al gruppo di attori, tecnici delle luci e stunt man che si fermano applaudendo.

In basso Marcus (il personaggio che sostituisce Groucho Marx N.d.R.) mentre in alto una figura longilinea con i capelli di lato,  una camicia rossa ed una giacca nera: è Brandon Routh alias Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo.

Il reportage di Ryan Turek, Managing Editor del sito, descrive come Shock Till You Drop ed altri portali web simili, abbiano partecipato in veste di comparse alle riprese di alcune scene, soprattutto sotto forma di Morti Viventi, descrivendo le atmosfere nella vecchia fabbrica abbandonata e le sensazioni provate sul set.

Piuttosto sorprendentemente (e questo lascia un po’ sperare sul prodotto), il reportage continua citando abbastanza fedelmente le atmosfere del fumetto originale, e descrive il primo pseudo-adattamento cinematografico Dylaniato, il Dellamorte Dellamore di Michele Soavi, con Rupert Everett e Anna Falchi, che ha catturato (anche se non in modo completo) l’immagine iconica dell’investigatore di Craven Road, basata graficamente da Claudio Villa proprio sull’attore britannico.

Corredato da alcune immagini inedite, il reportage introduce interviste al produttore Scott Rosenberg (Men in Black, Cowboys and Aliens), ed al regista, i quali ancora una volta spiegano il perché dei cambiamenti  apportati, quasi volendo scusarsi con i fan (cit. “non stiamo dicendo che [Dylan] non abbia mai vissuto a Londra, e nemmeno stiamo dicendo che non ci ritornerà mai”) , atteggiamento e frasi riportate in più di un’occasione. Facile che gli addetti ai lavori abbiano il timore che una scelta del genere possa condizionare i passaggi al botteghino.

Spiegazioni che riguardano ancora una volta anche la scelta di cambiare Groucho Marx con lo zombie Marcus, ma che (dicono) manterrà intatto lo spirito ironico della spalla di Dylan su carta stampata, quasi “come Superman/Clark Kent e Jimmy Olsen” (???).

Shock Till You Drop , continua poi intervistando il protagonista Brandon Routh, e termina con una considerazione su possibili sequel: l'inviro è a non pensare ad un seguito adesso, ma godersi il film attuale, in quanto non ha senso girare un film pensando al suo seguito, questione altamente condivisibile, tranne quando proprio il regista, nei mesi scorsi, ha cercato di tranquillizzare i fan su un “possibile ritorno di Dylan a Londra e l’introduzione dell’ispettore Block nel prossimo film”.

Staremo a vedere. Restate Dylaniati.

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