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- Scritto da Andrea Pistoia
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New York Komachi #01
di Andrea Pisotia
Shino è un ragazzo… O meglio, è una ragazza travestita da ragazzo…
Ma andiamo con ordine: l’albo racconta le vicende di una ragazza che fino a sedici anni è stata costretta dal padre a travestirsi da ragazzo in quanto l’uomo non aveva figli maschi e così aveva trovato questa drastica soluzione per realizzare il suo desiderio. Ma con l’arrivo di un erede maschio il travestimento di Shino non è stato più necessario. Peccato che lei non desideri tornare ad essere una ragazza. Così il padre non solo la costringe con la forza a vestire abiti femminili ma la promette in sposa ad un uomo che lei detesta.
In più, in quel Giappone di fine ottocento, l’arrivo di un americano con i suoi modi così aperti e rivoluzionari sconvolge a tal punto la ragazza da spingerla a fuggire di casa per trasferirsi a New York.
La storia è molto veloce. I continui colpi di scena non annoiano il lettore e la vicenda, ambientata appunto a fine ottocento, mostra usi e costumi di una società così lontana e diversa dalla nostra da spiazzare e stupire. Si scopre un mondo completamente diverso, fatto di regole patriarcali e sociali così fuori dalla nostra realtà attuale da sembrare quasi frutto di una mente malata.
Proprio questo è il punto di forza della storia. Al di là della classica storia d’amore e dello spirito di ribellione, ciò che colpisce di più è l’accuratezza con cui ci viene dipinto e ricostruito quel Giappone… Peccato che però questo sia anche il suo punto debole. Per capire appieno certi passaggi, ma anche solo certi termini, bisogna continuamente ad andare a fine albo per leggere, nelle note, la spiegazione. Questo continuo interrompere la lettura alla lunga può stancare.L
Le tavole sono ricce di dettagli (anche se le espressioni dei personaggi e certe vignette lasciano a volte a desiderare) ma alcune sono talmente straripanti di vignette, disegni e dialoghi da rendere la lettura di difficile comprensione. Non aiuta neppure il fatto che l’editore abbia mantenuto tutte le scritte di locali, insegne, ecc. in giapponese ponendo però la traduzione in punti disparati della tavola, costringendo in questo modo il lettore ad interrompere la lettura per cercarla. Tutto questo accumulo di dettagli e informazioni rischia di confondere piuttosto che chiarire.
Il tratto non è dei migliori, ma considerato quand’è stata realizzata l’opera (dal 1986 al 1988), è giustificato. Anzi, forse superiore alla media di quegli anni, specialmente quando si notano certi particolari grafici.
La storia segue percorsi da commedia sentimentale, con tante gag simpatiche e personaggi in formato deformed che alleggeriscono trama e disegni. I personaggi hanno una loro personalità distinta con delle particolarità azzeccate (il padre di Shino ricorda tanto Marrabbio della serie ‘Kiss me Licia’… Diventando buffo e simpatico anche quando fa il padre-padrone).
Non crediate però di essere al cospetto di un racconto sentimentale strappalacrime che permette di identificarsi nei protagonisti in modo semplice e diretto. Scordatevi i batticuori di ‘Video-girl Ai’: siamo lontani anni luce da quel tipo di narrazione e di emozioni. Qui si parla sì di amore ma, vuoi per il periodo storico, vuoi per com’è stata strutturata la storia, vuoi per la narrazione meno adolescenziale e più rocambolesca, non è un amore che ci fa battere il cuore. Sembra quasi che la storia d’amore sia un po’ lasciata da parte per dare spazio invece ad aspetti più drammatici e storici. Questo da un lato più piacere ed incuriosire, dall’altro può rendere la lettura ostica e difficile da apprezzare.
NEW YORK KOMACHI #01
Testi e Disegni: Waki Yamato
Editore: GP Publishing
Bianco/Nero, PP 224, € 5.90







