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- Scritto da Elena Dellavalle
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Recensione » Maxi Dampyr #5
Il Collezionista è il “volumone” estivo di Dampyr: 292 pagine che hanno accompagnato nell’agosto 2013 gli appassionati di questa fortunata serie a fumetti in stile dark-fantasy.
Nel classico saluto ai lettori a firma della redazione, la sceneggiatura è descritta come “immaginosa e rutilante”. Trattandosi del numero estivo, lo sceneggiatore deve essersi figurato in procinto di partire per le vacanze, intento a svolgere gli ultimi preparativi: fare le valigie, scegliere una lettura da spiaggia, svuotare il frigo e fare un bel polpettone con tutto quello che vi si trova dentro, così la roba non va a male. Ecco, a quest’ultima attività deve essersi ispirato Giovanni Di Gregorio nello stendere la sceneggiatura de Il Collezionista. Questo innocuo minestrone dall’oltretomba annovera tra i suoi ingredienti elementi provenienti da vari ambiti, assemblati in maniera casuale e imparziale. In stile gotico per esempio sono gli zombie, i vampiri, le diavolesse pettorute, la classica bimbetta spiritata tipo l’Esorcista, il lugubre castello scozzese… Alti spunti sono di matrice più cattolica, ad esempio i due antagonisti del protagonista: l’uno appartiene all’Inferno ed un serpente esegue i suoi ordini, l’altro è il Creatore del cielo e della terra di un universo privato. Pedina nelle loro mani, inoltre, è Sahahana (il cui solo nome ricorda già il titolo di un porno): agente sexy della polizia infernale è la classica “tentatrice” che attraverso la sua avvenenza inganna gli uomini, per poi mostrare tutta la sua pericolosissima malvagità. A questi elementi se ne aggiungono altri, attinti da ulteriori universi simbolici: il paladino uscito da un poema cavalleresco, l’oracolo che fa gli indovinelli, i tornei dei gladiatori, e poi ancora gli spiriti, le porte dimensionali, le gemme del potere, la telepatia e così via. Insomma: fatto salvo forse per il lupo mannaro e la Strega di Biancaneve, c’è un po’ di tutto in questo minestrone estivo. Perché se ti chiami Vissani, ingredienti alla rinfusa possono trasformarsi in un pranzetto coi fiocchi. Se invece Vissani non sei, ne esce Il Collezionista: uno scorrevole pot-pourri di cliché attinti dagli ambiti più disparati.
Quanto alla grafica, Roi non si contesta: il disegnatore è d’eccezione e i suoi chiaroscuri gotici rendono più accattivante il fumetto, che pure rimane una buona lettura da portare a letto per condurci rapidamente tra le braccia di Morfeo. Questo numero di Dampyr è in bianco e nero, e non solo a causa delle chine accattivanti. L’impianto morale, infatti, è manicheo: qui il bianco, lì il nero, ovvero, qui il Bene, lì il Male. Questi due elementi si possono presentare insieme, infatti i protagonisti per primi sono caratterizzati da un lato oscuro. Bene e Male, che possono essere variamente assemblati all’interno dello stesso personaggio, sono però componenti di natura diversa. Ulteriore elemento di piattume sono le rappresentazioni dei personaggi femminili. Si salvano solo vecchie e bambine: per il resto, la più parte delle donne in “in età fertile” proviene direttamente dal set di un film di Tinto Brass. Fianchi provocanti e tette aerostatiche adornano le pagine di questo volume, come le greche nei quaderni dei bambini: un po’ di maniera, un po’ superflue.
Nel complesso Il Collezionista è una buona lettura per l’estate: sforzo mentale moderato, stimolazione emotiva assente, intrattenimento offerto per alcune ore. Nel complesso il fumetto non è malvagio, anzi, è piuttosto innocuo, pronto ad essere riposto nel dimenticatoio della mente non appena terminata l’ultima pagina. Il Collezionista, quindi, è un ottimo volume da portare in spiaggia, o da utilizzare come zeppa sotto la gamba del tavolo, quando il tavolo traballa.
Maxi Dampyr n.5, agosto 2013
Il Collezionista
A cura di Mauro Boselli
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Corrado Roi
Copertina: Enea Riboldi
Lettering: Riccardo Riboldi







