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- Scritto da Luca Franceschini
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Recensione » Gian Maria Volontè (Beccogiallo)
di Luca Franceschini
A recitare si può provare. Ci si può divertire, lo si può fare a livello amatoriale o professionale.
Essere attori è un altra cosa.
Un attore racconta. Un attore ha una voce. Che continua a risuonare nel tempo e nello spazio. Un attore ha tante voci.
E' il caso di Gian Maria Volontè e della dimensione inventata da Gianluigi Pucciarelli in questo affresco popolato dai personaggi interpretati nella carriera dello stesso Volontè.
Vediamo allora l'attore in un viaggio all’interno di se stesso, di quel se stesso di cui ha riempito le sue caratterizzazioni. In un andare alla ricerca di un’identità forse smarrita, per andarla a ritrovare in quelle maschere più vive che mai. Sono proprio loro ad esortarlo a ritrovarsi, a compiere il suo destino. A riscoprire la sua identità, in loro e attraverso di loro. Come fossero stazioni di un viaggio faticoso, ognuna difficile e probante, ma ognuna ricca e feconda.
Gian Maria Volontè si trova a scoprire come il proprio Io è stato riscritto attraverso la scrittura di qualcun altro, a ricercare cosa possa averci aggiunto di se, e cose forse abbia lasciato per sempre lì dentro, all'interno di quei personaggi. E cerca di capire cosa adesso loro vengano a restituire a lui, adesso che ha bisogno del loro aiuto. Adesso che vengono ad aiutarlo per ritrovare la via che ha perso.
Si sono accorti che Gian Maria Volontè aveva bisogno di loro, e sono intervenuti. Personaggi di solito schiavi della messa in scena qui si riscattano e recitano essi stessi nella commedia umana per venire a restituirgli quella piccola grande parte di anima che ha lasciato in ognuno di loro. Grazie alla quale Gian Maria Volontè capisce di essere tutti loro, e grazie alla quale tutti loro capiscono, anche se già lo sapevano, di essere Gianmaria Volontè.
Questo omaggio poetico e misurato prende vita grazie alle edizioni Becco Giallo e ai tre autori che hanno sapientemente progettato e realizzato questo albo atipico ma estremamente significativo.
I testi, dell’esordiente Pucciarelli, sono quando ispirati, quando presi dalle scene dei film, ma non con un mero copia-incolla, bensì usati con maestria, centellinati a scandire i quadri che compongono la galleria. Spesso con esiti comici, a volte tragici, vanno a comporre un flusso policomposto che nemmeno si può definire di coscienza... forse è più corretto dire flusso di “incoscienza”, un mix di fiction e di ricordi che si mescolano e si distorcono a vicenda. Qui realtà e recitazione sono due facce della stessa medaglia, due fondamentali porzioni legate a doppio filo e necessarie l’una a all’altra, per comporre la materia chiamata Vita.
Le matite di Castaldi sono leggere e decise, le figure flessuose, come deformate dalla mente fuori controllo che le sta sognando. I visi sempre contriti e pensierosi, segnati, definiscono la cifra della narrazione in una danza sghemba e obliqua.
E’ un sentiero insolito quello che viene indicato, umano ed esistenziale, di continua riscoperta e ritrovamento della propria identità in luoghi altrimenti inaccessibili.
I colori di Morici sono fumosi, polverosi, inebrianti. Contribuiscono ad accentuare ulteriormente l’atmosfera onirica e surreale del viaggio dell’interprete verso la salvezza di se stesso.
Becco Giallo in questi anni si è distinta per opere a fumetti di impegno civile e graphic journalism, ma ha in catalogo anche opere più trasversali che apparentemente esulano dal taglio generale. Questo volume si colloca nella collana Biografie che già comprende svariati altri eccellenti lavori. Ma al di là della sua collocazione “Gian Maria Volontè” è un' opera da leggere e rileggere, prima dopo e durante la visione dei suoi film, se non li avete ancora visti.
Gian Maria Volontè
BeccoGiallo
Collana Biografie
Testi: Gianluigi Pucciarelli
Disegni: Paolo Castaldi
Colori: Giuseppe Morici
Caratteristiche: 128 pagine, brossura, colori
€ 15,00







