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Baby Jenus (Magic Press)
di Alessandro Bottero. È vero. Ci sono fumetti volutamente blasfemi e volgari. Fumetti che mettono alla base programmaticamente l’insulto voluto e consapevole alla religione cristiana e alla chiesa cattolica perché bisogna fargliela vedere a quei pretacci e al papa che rubano l’8 per mille e non fanno sposare mio cuggggino gay. Ci sono. È un dato di fatto. E come tutte le cose didascaliche e che servono solo a portare avanti una tesi ideologica sono di una pallosità e una pesantezza unica. Un po’ come i fumetti del Piccolo Pioniere o quelli che c’erano su Flecha (la rivista dei piccoli Franchisti nella Spagna degli anni ’30). Insomma anche nel caso dei fumetti anticlericali l’ideologia è la morte del divertimento. Poi c’è Jenus che è feroce, sferzante, sapido, pungente, ma NON ideologico e quindi diverte. O meglio A ME diverte. Ed essendo io – si sa – un bigottone cattolico che ce l’ha con chiunque sia progressista liberale bello bravo buono illuminato (o almeno così pensa una parte del fumettomondo che si diverte a sparare giudizi a cazzo) che Jenus mi piaccia dovrebbe essere fonte di sconcerto e stupore sommo. Eppure è così. E se Jenus mi piace Baby Jenus mi piace ancora di più. Lo trovo geniale. Leggendo questo volumetto la quantità di gag, di invenzioni, si giochi sul testo mi hanno ricordato i migliori battutisti nella storia del fumetto. Se proprio devo dirla, mi sembrava di leggere il miglior Ortolani. Consigliato? Assolutamente sì. Prezzo un po’ altino però. Ma per Baby Jenus un sacrificio si può fare.
Don Alemanno
Magic Press, cartonato 64 pagine a colori, euri 9,90







