Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Aspettando Mundial Goal #03

mundialgoalaspettando03

Vignetta di Enzo Troiano, Testo di Azad

Italia-Argentina 1 a 0: lancio, triangolo, tacco, tiro, gol... tutto di prima, o quasi.

Mondiali di Argentina. 1978. I mondiali di Videla. I mondiali dei giocatori che non partono con le loro nazionali per protestare contro il regime dei colonnelli. Lo fa Paul Breitner della Germania Ovest. Vuole emulare Johan Crujiff che non va in Argentina con la sua nazionale e ha rilasciato delle dichiarazioni contro il governo argentino. Il più forte giocatore del mondo (in quel momento) si scorda però di raccontare, preso dal furore dell'impegno politico, che durante le qualificazioni mondiali ha litigato con tutta la squadra orange, compreso il selezionatore, e ha rimediato anche un destro di Van Hanegem negli spogliatoi. Nemmeno lui andrà ai mondiali. Dopo il naufragio di Germania 1974, l'Italia arriva a questo nuovo appuntamento mondiale con una squadra completamente rinnovata e un mister tutto nuovo. Bearzot punta sul blocco Juve del Trap, che vince e convince anche se con un gioco sparagnino e catenacciaro, spesso più del dovuto. A Buenos Aires il 10 giugno, ore 19.15, allo Stadio Monumental, davanti a più di 70000 spettatori, si incontrano Italia e Argentina. E' l'ultima partita del gruppo 1. Le due nazionali sono a punteggio pieno. La partita non è influente per la qualificazione, ma l'Argentina vuole arrivare prima per rimanere a giocare le partite del turno successivo davanti al pubblico della sua capitale. In Italia è mezzanotte quando va in onda la diretta. I bambini non se ne vanno a dormire. I giornali titolano: "Gli azzurri ci tolgono il sonno".  Noi abbiamo paura di Mario Kempes, loro hanno paura di Antognoni. Inizia una partita a scacchi. Bearzot muove le sue pedine, il mister argentino, Menotti, risponde. Le iniziative si alternano. Al minuto 6 si rompe Bellugi che aveva il compito di scrivere la biografia delle gambe di Kempes. Entra Cuccureddu. Difesa italiana tutta juventina. Bettega dagli sviluppi di un calcio d'angolo impegna il portiere argenitno Fillol. Risponde Kempes con una punizione di sinistro. Zoff c'è. Ci facciamo un pò schiacciare e così a Kempes capita la palla buona sul destro, ma lui è un mancino puro. Il tiro finisce a lato accompagnato dallo sguardo magnetico di Dino Zoff. Fine del primo tempo. In Italia non dorme nessuno. Torniamo in campo e gli argentini ci schiacciano fin da dentro gli spogliatoi. Vogliono vincere. Noi non vogliamo perdere.  Bearzot dichiarerà l'indomani che i "titolari" hanno voluto esserci a tutti i costi. Minuto 68. Non ne abbiamo combinata una buona fino a quel momento. Non ci lasciano giocare. Causio sul centro sinistra la da a Bettega, Bettega la gira di prima su Rossi, Rossi, già un pò Pablito, di tacco la restituisce al volo a Bettega portandosi a spasso per le vie del centro quasi tutta la difesa argentina. Bettega stoppa in corsa portandosi avanti la palla, vede di sottecchi Tarantini che tenta una scivolata dsperata e Fillol che esce a valanga. Tiro ad incrociare. Bobby Gol esulta. La penisola nottambula appresso a lui. Al Monumental cala il silenzio per lunghi e interminabili secondi. I nostri mondiali di Argentina finiscono là. Forse ci fa male che tutti si mettano a fare paragoni tra i "messicani" e gli "argentini". Saremo comunque gli unici a battere i futuri campioni del mondo che esattamente quindici giorni dopo questa partita rimarranno per sempre nella storia con l'immagine di Tarantini che abbraccia Fillol accasciato per terra, sulle ginocchia, le braccia al petto incrociate, la testa china per l'incredulità del trionfo. L'Olanda ha perso la sua seconda finale mondiale consecutiva, ma questa è un altra storia e stavolta senza Johan Crujiff.

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