Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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Back Autori e Anteprime Max Brighel, un ragno per amico

Max Brighel, un ragno per amico

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maxbrigheldi Alessandro Bottero

Max Brighel è uno dei pochi che non può dire “Bottero? Ah sì, ti leggevo da piccolo sugli albi Play Press”, perché come addetto ai lavori siamo coetanei. Vent’anni di presenza nel mondo del fumetto, che nel suo campo si traducono in vent’anni di lavoro sul mondo Marvel (e non solo) per Star Comics-Marvel Italia-Panini Comics. Il palmarés di Brighel come curatore di serie e progetti è di tutto rispetto, anche se per quasi tutti è il “Signor Spiderman”, visto che da anni cura il quindicinale dedicato all’Uomo Ragno. Incontrato in occasione del Napoli Comicon 2010, Brighel non è riuscito a sfuggire alle mie grinfie, ed ecco, quindi, la terrificante intervista che segue, che svela anche retroscena  ormai dimenticati della carriera di questo editor. Vi ricordate di InPower? Io sì, e parleremo anche di questo!

Signore e signori, ecco a voi Max Brighel!

Max Brighel: un uomo, un ragno. Da anni segui  il quindicinale di Spider-Man, pubblicato  dalla Panini Comics. Ma a te, sinceramente, l’Uomo Ragno piace?

Lo adoro. È il mio supereroe preferito insieme a Capitan America. Sono cresciuto con i fumetti Marvel e il mio sogno è curarli per sempre. In generale, tra l'altro, sono della scuola “non esistono brutti personaggi, solo pessimi autori”.

Siamo solo noi, e non ci legge nessuno. Sinceramente… One More Day…ti è piaciuto?

Molto. Una storia davvero  intensa, che mi ha fatto riconciliare con Straczynski e scordare la questione dei poteri totemici e dei poteri extra. Forse la sua storia migliore insieme a quella dei figli di Gwen.

Cosa ci aspetterà nei prossimi mesi per quel che riguarda le proposte ragnesche, made in Panini Comics?

Un ritorno dei nemici classici del Tessiragnatele. Il Dottor Octopus è già tornato nel numero del quarantennale (il 531) e ora seguiranno tutti gli altri, a partire dal Camaleonte, proseguendo con Kaine, Electro, Rhino, Mysterio, l'Avvoltoio, Lizard, ecc. Come già si evince dal ritorno di Octopus, la differenza è che stavolta questi supercriminali non saranno macchiette come successo troppo spesso, ma supercriminali a tutto tondo, con un PASSATO.

Oltre all’Uomo Ragno hai seguito  mille ziliardi di altri progetti. Dalla sezione  dei Vendicatori, all’epoca della Marvel Italia (e ricordo ancora i mallopponi  dedicati  ai Vendicatori della Costa Ovest, per riallineare la continuity  delle serie  vendicative), fino a InPower, rivista Panini che  riprendeva nome, contenuti, e formato, dell’omonimo magazine americano, fratellino minore dalla vita breve di Wizard. La ricordo come una  cosa interessante, molto gggggiovane, e anche divertente. Come mai è stato un flop (è durata 4 numeri, o 3, se non sbaglio)?

Wow. Sei il primo che sento parlare di InPower da... sempre, credo. Perché ha chiuso dopo quattro numero? Non credo sia stato capito/notato dai lettori che leggono quel genere di pubblicazioni, che comunque non hanno mai vita lunghissima. Mi divertii molto a farlo, anche se era complesso capire cosa sarebbe stato di moda tre mesi dopo, visto che era approntato con un discreto anticipo. I giochi di card dei Pokèmon e Harry Potter esplosero praticamente in contemporanea con InPower e probabilmente là sono contenuti i primi articoli  a loro dedicati, quindi abbiamo anche precorso un po' i tempi.

Oltre a supervisionare l’Uomo Ragno (Spider-Man, per i puristi) per la Panini, tu dirigi anche un service di traduzioni. Parliamo un po’ di questo settore. Com’è il settore delle traduzioni, extra-fumetti? Meglio di quello a fumetti, peggio, o siamo lì?

Siamo lì. Per sopravvivere, è necessario appoggiarsi a tante piccole realtà.

Che competenze servono, secondo te, per essere un bravo traduttore?

Be', conoscenza della lingua da cui si traduce, in primis, e poi dell'italiano. Poi è necessaria una competenza specifica nel settore dove si vuol lavorare. E se si parla di letteratura, cinema, musica, TV o fumetti, una cultura a 360°.

Si può vivere facendo solo il lavoro di traduzione?

Ancora sì, sentendo alcuni miei colleghi che fanno soltanto come mestiere. Io sono anche un consulente e un saggista, quindi amplio la mia sfera d'azione.

Perché in Italia il traduttore, a parte rarissimi casi, viene considerato un lavoro di bassa manovalanza?

Perché è molto facile credersi un traduttore (così come un fotografo, tanto per fare un esempio in un settore ora in grande espansione). Sembra sia necessaria solo la macchina con cui si lavora, e la licenza media. È anche vero che la professionalità si acquista col tempo e chiunque può migliorare, con un po' di buona volontà, ma senza un diploma si va poco lontano.

Ultima domanda. Hai campo libero. Che cosa vuoi dire ai nostri lettori?

Leggete. E, se vi piace quello che leggete, prestate/regalate/consigliate le vostre letture preferite agli amici. Ciao a tutti e... gabba gabba hey!

Comments

avatar Chas
0
 
 
La storia dei figli di Gwen semplicemente non avrebbe mai dovuto essere non dico scritta, ma neppure pensata. Non riesco proprio a capire come possa piacere a che si professa un amante del ragno.
avatar Skull
0
 
 
Più che d'accordo con Chas: il mio rapporto trentennale, all'epoca, con il Ragno si è concluso in maniera probabilmente irreversibile proprio con quella storia.
avatar Ricky
0
 
 
Allo stesso modo, non si comprende come sia possibile, ancora oggi, discutere la grandiosità di uno degli snodi fondamentali della storia dell'Uomo Ragno. Il capitolo Gwen Stacy è stato chiuso tanto tempo fa. Non accettarlo, significa semplicemente non rimuovere un ostacolo alla comprensione delle storie successive e della evoluzione del personaggio. Una staticità figlia di un assolutismo privo di reale utilità, anacronistico e non condivisibile. Di solito, quando i lettori non accettano alcune varianti nella storia dei personaggi, addirittura smettendo di seguirli, rappresentano la manifestazione più sconfortante di una mancata crescita, mentre il personaggio che hanno mollato continua nella sua evoluzione e, per fortuna, continua a mietere consensi e fan. Leggere, a distanza di così tanti anni, di simili prese di posizione, non può che suscitare un benevolo sguardo di comprensione da parte dei lettori più giovani e più disposti ad accettare, con maturità, svolte nella storia dei loro supereroi preferiti.
avatar Chas
0
 
 
Ti è così impossibile esprimere la tua opinione senza insultare chi la pensa diversamente? E la pre-moderazione non controlla i tuoi post?
Non c'entra l'aver toccato il Moloch Gwen Stacy. C'entra l'avere scritto una storia senza capo né coda, inutile, solo per fare un pò di hype sui forum. Siccome tanto scemo non sono, l'operazione l'ho vista per quello che è, una presa per il culo del lettore, e non l'ho gradita.
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