Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

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Vi racconto N.O.X. – Squadra Speciale Europa

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nox-anteprima00di Alessandro Bottero

Come forse saprete – e se non lo sapete, sapetelo - nella primavera 2011 uscirà per la Star Comics una miniserie in sei episodi ideata e scritta da me. Di questo progetto – e anche degli altri due previsti per la primavera 2011, ossia The Secret di Giuseppe Di Bernardo, e Dr.Morgue, di Rita Poretto e Silvia Mericone - si è parlato in occasione dell’incontro tenutosi a Lucca Comics and Games 2010, il 31 ottobre. Visto però che in giro vedo che di questa notizia non si sta parlando, vado contro una naturale ritrosia a parlare di me medesimo e dei miei progetti su Fumetto d’Autore (ritrosia che secondo alcuni è sciocca, perché così facendo non diffondo notizie su cosa faccio…) ed ecco quindi questo breve articolo-presentazione. A questo seguiranno altri due, dedicati alle due altre miniserie, spero con interviste agli autori.

Cos’è N.O.X. – Squadra Speciale Europa? Detto molto semplicemente è un fumetto di spionaggio. Avete presente Segretissimo? I romanzi di Tom Clancy? I film tipo Missione Impossibile? O serie TV come Sleeper Cell, o Flashpoint? Ecco, il “genere” di N.O.X. – Squadra Speciale Europa è questo. Un genere che se si esamina bene l’edicola manca totalmente.

Protagonista di N.O.X. è la squadra speciale di agenti segreti al servizio dell’Unione Europea, che ha come missione quella di tutelare, proteggere, e difendere gli interessi politici & economici dell’UE in tutto il mondo, sia dentro che fuori i confini dell’UE stessa. Significa che sono i “buoni”, e tutti gli altri i “cattivi”? Sì e no. Significa che questa squadra è la “protagonista” della serie, ma come la semplice lettura dei quotidiani ci insegna, nulla è mai come appare, e dietro la facciata della politica ufficiale, esiste tutto il mondo nascosto, dove chi detiene il VERO potere tira le fila, e persegue i propri interessi. Von Clausewitz, generale prussiano dei primi dell’800, scriveva “La Guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”. Oggi, in questo XXI# secolo sempre più complesso e difficile da decodificare, potremmo dire “La Geo-Politica è la continuazione della Guerra, con altri mezzi”.  Il mondo di N.O.X. – Squadra Speciale Europa è il nostro mondo. Forse solo sei mesi più avanti nel futuro, o forse solo un paio di settimane. Il mondo è complesso, e gli attori che recitano i ruoli principali sono una manciata: gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, L’Unione Europea, e poi i cartelli criminali come Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, ma anche le Triadi cinesi, i cartelli della droga sudamericani, e la Rodina russa. Vogliamo metterci anche i rigurgiti fondamentalisti, nazionalistici o religiosi, presenti nei Balcani, nel mondo Arabo, e in altri posti meno conosciuti, ma non per questo meno “interessanti”?

La struttura della miniserie prevede una trama principale, che si svilupperà lungo tutto l’arco dei sei episodi, culminando nell’ultimo, e una “trama da episodio”, che si risolverà all’interno di ogni singolo albo, secondo uno schema classico per le serie TV di nuova generazione: Macro-trama per la stagione, e trame autoconclusive, per ogni singola puntata.

Ma chi sono i membri della squadra? Sono uomini e donne con un passato a volte non proprio limpido, provenienti da paesi dell’Unione Europea, che sanno benissimo di essere sacrificabili. L’importante è risolvere i problemi. Come è secondario. All’inizio della serie i componenti del gruppo provengono dall’Italia, dal Portogallo, dall’Estonia, dall’Irlanda, dalla Grecia e della Romania, proprio per dare un’occhiata alla periferia dell’Impero, dando spazio a temi, sapori, e suggestioni che di solito vengono ignorati a favore di scenari e nomi più comuni.

Le ambientazioni base della miniserie saranno Bruxelles – sede del Parlamento Europeo - e Roma - sede del gruppo, ma le varie storie si sposteranno per tutto il pianeta. Nel numero 1, ad esempio, troviamo il gruppo in Uzbekistan, alle prese con il terrorismo islamico. Per fare cosa? Beh, leggetelo nel numero 1, no? Nel numero 2 invece la storia sarà interna all’UE, anzi, quasi tutta ambientata tra Belgio e Roma, per un caso che vedrà la squadra alle prese con pedofilia, traffico di minorenni, ed echi dei conflitti nella ex-Yugoslavia. E dopo? E dopo lo scoprirete leggendo i vari albi. Posso dirvi solo una cosa. Su N.O.X. può succedere di tutto, perché - in effetti - al mondo succede davvero di tutto.

Le copertine della serie sono di Marco Turini e il primo numero è disegnato da Matteo Giurlanda.

E per adesso basta così. Vi lascio ad una breve anteprima (tratta dall'albo di presentazione gratuito uscito a Lucca Comics&Games 2010).

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Comments

avatar Ricky
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Caro Direttore, devo dirti che sono un po' scettico nei confronti di questi progetti di miniserie della Star Comics. L'impianto di base mi sembra di buona qualità, un po' meno i disegni di queste tavole (un po' sterili, statici e privi di effetti di rilevanza), ma in generale sono scettico e credo di averne buone ragioni. Ciò che rende un fumetto di ottima qualità non è solo un buon scrittore. Forse i disegni sono la componente meno rilevante, ma quello che trasforma un fumetto in un'opera importante è la squadra che si trova dietro lo scrittore. L'esempio di questo modello è la Bonelli: tanti soldi, ma anche tanti collaboratori, tanto tempo per affinare un progetto e renderlo eccezionale. La Star Comics, invece, non si caratterizza per questi elementi e gli ultimi, fallimentari progetti lo dimostrano. Sia Factor V che Valter Buio si avviano (e non c'erano dubbi) a non avere seguiti. E vogliamo citare la fine ingloriosa dei progetti precedenti (vedi Trigger, Jonathan Steele, Rourke, ecc.)? L'idea di base di una miniserie, come serie con una conclusione predeterminata può essere buona. Il lettore potrebbe dire "ok, la prendo, tanto sono solo 6 numeri...". Ma questo può andare bene una volta, una seconda, una terza. Quando al quarto, al quinto e al sesto progetto, l'editore manifesta di replicare gli stessi errori, connotando le miniserie di tutti gli elementi che hanno determinato il fallimento dei progetti precedenti, allora la fiducia viene meno e queste miniserie possono restare dove sono. Come sarà Nox? Avrà una sola possibilità, non due, nemmeno tre. Solo una. E' vero che un'opera non si comprende dal primo numero, ma tutti i progetti Star sembrano germinare degli stessi, fallimentari elementi fin dall'inizio. Dunque, una sola chance. Sono convinto che la Star otterrebbe risultati migliori se, invece di editare 3 o 4 mini per volta, si concentrasse su una sola (o al massimo due), innestandovi gli sforzi di un lavoro almeno biennale. Ma non sta avvenendo e i risultati (miseri) si vedono.
avatar Francesco Bonanno
+1
 
 
Ho avuto già modo di leggere un commento di tale Riky in occasione di una recensione molto positiva su questo sito a favore di Valter Buio n.5, ne ha detto peste e corna, ma sin li nulla da dire, sono pareri.
Adesso per caso mi capita di leggere quest’altro di commento ma a questo punto la sensazione è che ogni volta che si parla di progetti Star Comics questo mi ciccia fuori manco fosse morso al cu… Qualcuno dovrebbe spiegargli, provo a fare qualcosa io, che Star Comics ha scelto una linea editoriale improntata su mini serie “M-I-N-I S-E-R-I-E, hai presente! Significa che si concludono dopo un ciclo, anche la tua amata Bonelli le fa e le chiude le mini serie, e non certo perchè siano state necessariamente dei fallimenti”.
Poi, mi piacerebbe sapere quali fonti abbia per sentenziare che tutte le serie Star sono dei fallimenti ( e sempre lo saranno, perché lui è un’ indovino ). Se così fosse stato, e cito solo le mini serie a cui ho preso parte, la Star non avrebbe rilanciato sul mercato una ristampa di Cornelio e prodotto uno speciale, e Valter Buio, non sarebbe stato acclamato dalla critica come la serie rivelazione dell’anno e Bilotta non avrebbe certo riscosso qualche “premiuccio”.

Un grosso i bocca al lupo a Bottero per NOX e a Giuseppe per The secret
Per prima cosa faccio i miei migliori auguri ad Alessandro Bottero e a tutto il suo staff, per la nuova avventura editoriale.
Di auguri e di energie positive ne abbiamo tutti bisogno.
Scrivo anche per rispondere all'intervento di Riky che mi pare un po' troppo negativo avvelenato e disfattista nei conffronti della Star Comics.
Caro Ricky, parli di "progetti fallimentari", ma lo sono probabilmente solo ai tuoi occhi, loggettività della cosa non parla di fallimento se da anni la Star Comics sta investento tanto su nuove serie, dando da mangiare, permettimelo, a tantissimi disegnatori che non avrebbero altri spazi espressivi. Questa mi pare, a prescindere, un'opera meritoria.
Dalla tua impietosa analisi, si evince che investendo tempo, soldi, e tanti collaboratori si ottenga la formula del successo. Magari fosse così. Il "successo" è un'alchimia, non una formula matematica.
La storia del fumetto è piena di serie nate con un budget limitato e che sono entrate nel mito, mentre altre, invece, nate con grandi aspettative sono naufragate perché senz'anima.
La parola che più ricorre nel tuo intervento è "fallimento". Lo sarebbe se la casa editrice chiudesse i battenti o interrompesse le miniserie a metà. Cosa che è capitata, ma è capitato anche il contrario, con una miniserie come "Cornelio" che, malgrado provocasse il mal di stomaco di tanti palati sopraffini del pubblico nostrano, ha raddoppiato le sue uscite.
Una serie che non ci piace non è detto sia fallimentare.

Namasté :)
avatar Ricky
-1
 
 
Una cosa è la storia del fumetto e le "serie iniziate con budget limitati e entrate nel mito", ma non è chiaro il senso di accostare questi riferimenti alle serie della Star Comics, perchè nessuna di esse è entrata nella storia e meno che mai nel "mito". Lazarus Ledd è andata avanti per circa una quindicina d'anni e poi è sparita. Anche il progetto di una sua progressiva riproposizione da parte delle Edizioni If è naufragato sotto il peso delle sue deboli e ingenue premesse. Delle serie più recenti, non è sopravvissuto nulla. Se le prime avevano timide speranze non già di trasformarsi in serie regolari, ma di avere seguiti di altre stagioni, le ultime non possono nemmeno aspirare a tanto. Le serie attualmente pubblicate non avranno un seguito e chiuderanno con la conclusione dei cicli originariamente programmati e le nuove serie non promettono di fare meglio. Fallimento (inteso come fallimento dei relativi progetti) è la parola più adeguata per circoscrivere le loro velleitarie aspirazioni e il passato, prossimo o remoto, è il tempo che meglio si presta per descriverle e se nessuna di queste serie o miniserie che dir si voglia è sopravvissuta, probabilmente il motivo è perchè non è piaciuta ad un numero di lettori sufficiente da assicurarne la continuità. E se questo non è un fallimento, è la cosa che più gli si avvicina. Per fare un grande fumetto occorrone due cose: grandi idee, grandi autori e grandi risorse. La Bonelli è l'esempio. In una intervista recentemente pubblicata sul Mega, Federico Memola ha chiarito bene le differenze che significano lavorare per un grande editore (la Planeta) e un editore di dimensioni minori.
avatar Giuseppe Di Bernardo
0
 
 
Allora vi do una notizia: nè da parte della casa Editrice, nè degli autori c'è nessuna intenzione di trasformare "The Secret" in una serie regolare.
Otto numeri e a casa.
Chiudo formulando nuovamente i miei migliori auguuri ad Alessandro Bottero per questa nuova avventura.
avatar Ricky
0
 
 
Probabilmente, nessuno ha seriamente pensato (nemmeno per un momento), che questo progetto potesse trasformarsi in una serie regolare. Non vi sono condizioni generali tali da accreditare speranze in questo senso. In un momento in cui neppure Bonelli apre nuove serie regolari, è impensabile che vi riesca una realtà di più modeste dimensioni (rispetto al colosso milanese).
All'inizio, però, è pensabile che dietro ogni progetto di miniserie vi potesse essere la speranza di trasformarlo in una serie regolare, magari incentivato dall'atteggiame nto dei lettori disposti a prendere tutti i numeri (per completare la miniserie).
Poi forse le cose sono cambiate. Niente più aspirazioni di trasformazioni di mini in serie regolari, ma solo possibilità di seconde stagioni. Poi nemmeno più quelle, nemmeno seconde stagioni (forse, al massimo, qualche numero speciale di periodicità semestrale o annuale).
Oggi solo miniserie che non si trasformeranno mai in serie regolari e che non avranno seconde stagioni. Ma i lettori sono ancora disposti a comprare tutti i numeri di una miniserie e solo per il gusto di completarle? Il prossimo passo sarà questo: probabilmente, i lettori non saranno disposti a comprare tutti i numeri della miniserie. Al massimo compreranno il primo o il secondo numero. E forse neppure quelli.
Per esempio, che fine ha fatto Factor V? Naturalmente, esce ancora (anche perchè se la Star interrompesse un'altra mini come fatto per Trigger, rischierebbe di rompere del tutto il rapporto con i lettori), ma, dopo il primo numero, è stata completamente ignorata. Tanto criticata come prima uscita e poi nemmeno più la briga di parlarne in termini negativi.
Il primo numero di Nox va acquistato. E' solo un consiglio, un punto di vista. Da leggere con attenzione, come tutte le altre mini e da valutare. E ognuno tragga il suo giudizio e decida se continuare o meno.
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