di Salvatore Primiceri*
In tempi di crisi é difficile trovare un settore che non stia subendo delle regressioni in produzione e vendita. I consumi, in qualsiasi ambito, sono drasticamente in picchiata, anche sui beni primari. Eppure sembra esserci un mercato più vivace che mai, é il fumetto, almeno a giudicare dalla continua nascita di nuove fiere. Le fiere di fumetto in Italia, da almeno due anni a questa parte, nascono come funghi. C'é da chiedersi il perché. E' un'esigenza del settore? E' davvero un segnale di prosperità
Le domande possono essere molteplici, così come le risposte. Nel 2005 quando "inventai" Fullcomics insieme a Ivan Zoni e
Fullcomics é l'ultima fiera di "prima generazione", una fiera cioé caratterizzata da una precisa "mission" tant'é che la "self area" di Lucca nacque proprio dopo Fullcomics, solo per fare un esempio della portata innovativa delle idee contenute nell'evento.
Oggi invece non sappiamo cosa abbiano di originale e in cosa le nuove fiere vadano a completare un settore già sfruttato al massimo e che forse non può essere così remunerativo per tutti i soggetti in campo.
Sia ben chiaro, tutte le manifestazioni hanno diritto di esistere, ci mancherebbe altro. Un evento può avere comunque una caratterizzazione culturale operando così nella giusta causa di diffusione della nona arte a livello artistico, educativo, culturale e sociale. Quello che mi chiedo é quali possano essere i benefici di un proliferare così ampio di fiere sia per chi organizza sia per chi vi partecipa. Qual'é l'immagine del mondo del fumetto che ne esce?
Innanzitutto si deve partire dal fatto che l'
L'editore porta i suoi volumi in fiera e i visitatori possono toccare con mano il prodotto, sfogliarlo ed eventualmente acquistarlo. Questo é un fattore positivo perché elimina la selezione che il commerciante fa nell'ordine da inviare al distributore escludendo, in tempo di crisi, soprattutto, tutti quei volumi che crede "difficili da vendere" e sono tanti. Vedo sempre più fumetterie concentrarsi solo su manga e gadgets. Tutto il resto é ordinabile, già ma da chi? Se uno il fumetto non lo vede, non lo sfoglia, non lo conosce, come fa ad ordinarlo? Ecco quindi che soprattutto per la piccola e media
Già perché le fiere devono anche essere ben strutturate e organizzate, devono seguire una linea e questa deve essere ben chiara a chi vi parteciperà. Inutile chiamare un editore se si sta organizzando una fiera di fumetti usati o di games, solo per vendere uno stand in più, per esempio. Poi ognuno é libero di parteciparvi ma é importante che l'identità e lo scopo dell'evento siano chiari a chi deciderà di investirvi dei soldini.
Recentemente ho visitato molte fiere "neonate" e devo dire che in diverse situazioni ci si trovava di fronte ad iniziative locali dove gli stand altro non erano che le fumetterie del paese e i collezionisti della zona. Poi mettici una cartoon band e qualche cosplayer ed ecco che qualcosa di dignitoso é "andato in onda". Peccato che così si rischia di "bruciare la piazza", come si suol dire.
Cosa rimane agli occhi di chi osserva da lontano (o anche da vicino)? La classica immagine che il fumetto rappresenti un diletto, un hobby, una cosa per bambini o per grandi poco cresciuti, insomma tutto fuorché un'arte di grande livello.
Ecco quindi la risposta. Il mercato dell'
Tra le fiere che oggi salverei sopravvivono quelle "storiche" e ci sarà un motivo. Mi piace ovviamente Lucca perché é la madre di tutti gli eventi in grado di dimostrare quanto il fumetto possa far presa su pubblici diversi e numericamente importanti. Mi piace Mantova perché riesce a mettere in comunicazione gli editors con i giovani che ambiscono alle professioni del fumetto. Mi piace Napoli perché é in grado di esaltare l'importanza culturale del fumetto come arte e linguaggio dando valore alla storia del fumetto. Mi piace Rimini perché ha il merito di portare il fumetto in mezzo ad un vasto pubblico turista e generalista creando nuovi affezionati. Fondamentali anche Torino, Milano e Romics e poi, ovviamente, mi piace Fullcomics perché é l'evento dei giovani dal quale ogni anno sono nati nuovi autori approdati poi in importanti case editrici, perché é una manifestazione che ha un potenziale enorme per un innovativo rapporto tra
Tutto il resto é un qualcosa in più, a volte utile a volte no, almeno a mio parere che non é legge (per fortuna, diranno in molti). L'editore per muoversi sostiene costi importanti e se la "microfiera" nascente affitta gli stand a prezzi "fuori mercato" nuoce all'editore (che potrebbe non pareggiare i costi con le vendite) ma anche a se stessa (perché l'editore potrebbe non parteciparvi nuovamente) ed anche ad altri organizzatori qualificati (che potrebbero non investire su un territorio in cui é stato creato un precedente negativo). Quindi l'auspicio é che gli eventi fumettistici assumano sempre di più modalità professionali al pari di rinomate fiere del libro o festival culturali. Solo così si può dare slancio, vitalità, qualità e immagine ad un settore in crisi ma dalle grandi potenzialità e in cui operano straordinari artisti.
*Fumetto d'Autore continua il viaggio nella crisi e nei suoi risvolti sul sistema fumetto con una serie di articoli di addetti ai lavori. Dopo il primo articolo firmato da Paolo Accolti Gil di ItalyComics, vi proponiamo un altro contributo realizzato da Salvatore Primiceri, organizzatore di Fullcomics e editore di Voilier Edizioni. Se rappresentanti di editori e/o fumetterie o altri addetti ai lavori volesserop artecipare alla discussione inviando un articolo, possono proporne e concordarne la pubblicazione scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Fumetto d'Autore vuole sapere cosa ne pensa il mondo del fumetto di come la crisi sta attanagliando l'intero sistema fumetto. (2-continua)
1 - L'analisi di Paolo Accolti Gil





Comments
un breve contributo e una precisazione rispetto a quanto scrivi.
Finché pubblico ed espositori partecipano, possono esserci tantissime manifestazioni. Tra l'altro, la formula della mostra mercato è da sempre affiancata da quella del Salone/Festival, quest'ultima inventata a Bordighiera, poi Lucca. Ora sono in aumento i festival che si sganciano da logiche di mostra mercato, arricchendo ulteriormente le possibilità di fruizione del pubblico.
Le mostre mercato locali possono sempre avere un loro senso, sia se legate a contesti turistici, sia se rivolte a collezionisti e appassionati della zona. Sono d'accordo che una migliore organizzazione possa portare a risultati migliori. Non è detto però che debbano per forza essere professionisti. Tante iniziative, anche di successo, si sono rette e si reggono sul volontariato parziale o totale.
Devo correggerti rispetto alla Self Area, che non ha guardato a Fullcomics, che ha iniziato nel 2005.
I riferimenti sono stati altri. Da un punto di vista storico, di storia della manifestazione, c'era già stato alla fine degli anni novanta il padiglione Alter Vox, ancora a cura del Centro Fumetto e di Sandro Staffa. Un cambio di gestione vide una modifica della manifestazione e l'esperienza si conclude. Lucca ha sempre voluto riprendere un discorso di quel tipo e nel 2007 ci ha contattato per riprovarci. Però con delle varianti: non più un padiglione caratterizzato artisticamente e culturalmente ma un'area dedicata solamente alle autoproduzioni. A quel punto non abbiamo guardato a Fullcomics, che pure è manifestazione che come sai ci piace e a cui abbiamo quasi sempre partecipato (portando anche iniziative e pagando pure lo stand), ma all'area analoga del festival di Angouleme, che c'è da decenni, quello di Barcellona, e altre situazioni nostrane, come il Festival del Leoncavallo o quello dello Sherwood, tutti ambiti caratterizzati anche da autoproduzioni.
Questo lo scrivo non certo per togliere meriti a Fullcomics, che invece si propone come riferimento per la small press in generale, ma per correttezza verso tutti.
Senza offendere nessuno (come invece qualcuno in questo sito fa regolarmente), la storia delle manifestazioni è un po' più variegata di quanto possa sembrare.
Arrivederci alla prossima Fullcomics.
Nel 2006, l'anno prima anche io come Cagliostro avevo scritto una lettera all'organizzazione di Lucca C&G chiedendo che fosse presa in considerazione la creazione di una area a basso prezzo per associazioni e autorproduzioni.
Non è che il mondo comincia con fullcomics...
"Eppure sembra esserci un mercato più vivace che mai, é il fumetto, almeno a giudicare dalla continua nascita di nuove fiere".
Il mondo del fumetto italiano è curioso. La crisi lo sta seppellendo lentamente, anche se molti fanno finta di niente. Le vendite calano ogni mese, eppure aumentano gli editori, aumentano le fiere. Cosa significa tutto questo? Semplice, l'offerta cresce, ma la domanda diminuisce. E temo che un bel giorno l'offerta si sveglierà di buon mattino, si affaccerà alla finestra e scoprirà di essere rimasta sola perchè la domanda non esisterà più. In un momento così difficile, sarebbe opportuno unire le forze, ma il mondo del fumetto italiano (non Bonelli) è troppo diviso e finirà per essere schiacciato sotto il peso dei suoi errori.
Nel 1997 - ripeto per i più distratti… MILLE e NOVECENTO e NOVANTA e SETTE! - Sandro Staffa e Niccolò Gros-Pietro diedero vita ad Altervox, una sorta di collettivo che, almeno nelle intenzioni iniziali, si occupava di ideare ed organizzare mostre ed iniziative culturali dedicate a grafica, illustrazione e fumetto, il tutto in ambito alternativo (underground?).
Tra queste iniziative la più “famosa” fu certamente il Corridoio AlterVOX che vide la sua prima incarnazione proprio nel 1997 in quel di Lucca e che prevedeva la possibilità, da parte delle realtà INDIPENDENTI dell’epoca, che vi aderirono a vario titolo, di fruire di uno spazio GRATUITO all’interno di Lucca Comics, comprensivo di piccoli stand (vabbè… un paio di tavolini a testa, ma oggi fanno pagare, e caro, pure quelli se non sbaglio e quindi… puntinipuntini :-P ), per esporre i propri materiali, di qualunque tipo essi fossero (non solo pubblicazioni a fumetti dunque).
Anche a “quei tempi”, infatti, i costi degli stand delle POCHE Mostre-Mercato che c’erano… erano a dir poco PROIBITIVI per molti “editori indipendenti” che già faticavano a trovare i soldi per stampare i propri albi - stiamo parlando di tempi in cui la stampa digitale era ancora molto in là a venire e le tipografie manco ti degnavano di una risposta se non stampavi minimo (MINIMO!) 3000 copie di un fumetto - e avere uno spazio gratuito nella PRINCIPALE Mostra-Mercato del Fumetto Italiano fu davvero un bel colpo e credo che nessuno di noi (partecipanti) abbia mai ringraziato abbastanza i due tizi di cui sopra.
Al Corridoio aderirono in molti, tra cui il Centro Fumetto Andrea Pazienza, presente fin dalla prima edizione e che diede, con la sua adesione-presenza-organizzazione, parecchio lustro all’intera iniziativa perché - lo so che questo provocherà un travaso di bile a molti! - in quel periodo c’era la fila per poter essere pubblicati dal Centro.
Insomma tra noi piccoli, loro (il Centro Fumetto) erano comunque i più grandi e punto di riferimento preciso e costante, anche nella gestione editoriale di un prodotto-progetto, per tutti noi.
E ve lo dice uno che non è mai stato molto tenero né con Michele Ginevra in particolare, né col Centro in generale (ricordo ancora una bella polemichetta sulle pagine di Fatece Largo, eh eh eh).
Ma bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare e al Ginevra quello che è di Ginevra.
Soprattutto perché, quando l’incarnazione lucchese del Corridoio nel 1998 venne cassata a seguito del solito cambio della direzione artistica, i ragazzi di Kerosene (Pepe e Morgante) e NOI della Perfect Trip ci prodigammo NON POCO per “trasferirlo” nell’Expocartoon romano e Ginevra ci diede subito il suo appoggio, nonché l’adesione del Centro.
E fu proprio quella partecipazione a “scardinare” le NON POCHE resistenze di Rinaldo Traini, l’organizzatore dell’Expo, che aveva avanzato MOOOOOLTI dubbi, specie di natura economica, riguardo alla presenza del Corridoio.
Perchè - lo ripeto sempre per i più distratti - in quel periodo (1997/1998) avere in una qualsiasi manifestazione UNDERGROUND fumetto-artistica il Centro Andrea Pazienza era come se - per fare un parallelo, spero, chiarificatore - partecipasse la Panini o la Planeta.
Quindi dire che il Ginevra per la Self Area si sia “ispirato” a FullComics perché FullComics è stata la prima nel suo genere, è sbagliato sia per i tempi che per i modi, perché io credo che uno si “ispiri” più alla sue esperienze personali precedenti come organizzatore (il Centro, data la sua importanza, assunse ber presto il ruolo centrale nell’organizzazione del Corridoio, con non poche polemiche, specie da parte MIA! :-P ) piuttosto che come semplice partecipante o “conferenziere”.
Insomma per me l’attuale Self Area è un po’ la SUMMA di TUTTE queste iniziative che l’hanno preceduta, FullComics compresa perché nessuno mette in dubbio la sua importanza.
Ma non è questo il punto.
Quello che mi preme sottolineare, e che poi è il vero motivo che mi ha spinto a scrivere questo mio intervento, è che… STATE ESATTAMENTE COMMETTENDO GLI STESSI IDENTICI ERRORI CHE ABBIAMO FATTO NOI E CHE HANNO PORTATO ALLA FINE PREMATURA DI ALTERVOX, ossia state lasciando prevalere… antipatie, rancori personali, astio, tu c’hai 80.000 euro e io no, io so’ più underground di te, se partecipa lui non partecipo io, a Fullcomics non ci vado più se non mi garantiscono almeno 100.000 presenze… e via discorrendo, invece di fare FRONTE UNICO verso il vero “nemico”, ossia… le MAJOR (intese sia come grandi case editrici che come organizzatori delle più importanti mostre-mercato)!
Finché non capirete che l’UNIONE (tra piccoli) FA LA FORZA, sarete sempre condannati a raccogliere SOLO le briciole - sempre più scarse tra l’altro (parlo in termini di vendita) - che cadono dalla tavola imbandita dalle grandi case editrici e mostre-mercato maggiori.
Contenti voi…
Una precisazione. A me degli 80.000 euro del centro non me ne frega una beata cippa. Non sono invidioso nel non averli o nel non saperli fare. Ne mi frega vantarmi di essere più "underground" di qualcun altro. Sono però convinto di essere molto più "indipendente" di molti che su questo aggettivo ci hanno fondato intere carriere senza esserlo veramente e avendo fatto compromessi che non li rendono quasi per nulla indipendenti pur di avere un posto come addetto ai lavori in servizio permanente del mondo del fumetto.. L'informazione degli 80.000 euro serve per fare altre considerazioni non pro domo mia.
Infine. Una cosa è dire che nella Self Area c'è anche Fullcomics perchè è la summa di molteplici esperienze fieristiche tra cui quella organizzata da Salvatore Primiceri. Cosa assai ben diversa è dire che la Self Area non si ispira in nessun modo a Fullcomics.
E come tu ti ricordi bene Alter Vox, io mi ricordo bene chi ha detto cosa e quando negli ultimi 5 anni in cui ci sono stato io presente.
Dici che le major non sono il tuo “nemico”.
D’accordo.
Però anche tu tempo fa - e correggimi se sbaglio - ti sei lamentato, e non poco, dell’aumento del prezzo degli stand previsto per la prossima Lucca Comics.
Perché, per me, anche l’organizzazione di Lucca Comics è una Major da “combattere”, dato che detta regole e norme a suo piacimento, pena l’esclusione dalla manifestazione, il che oggigiorno equivale a morire (editorialmente parlando).
Il problema è che voi piccoli… siete GIA’ MORTI!!!
E neppure ve ne accorgete, talmente distratti dalle vostre piccole faide… inutili!
E non sto parlando di vendite, crisi et similia.
Sto parlando del fatto che voi, per ESISTERE, o meglio… per essere un minimo VISIBILI, dovete subire - e pure in silenzio - TUTTI i “soprusi” di soggetti come Lucca Comics o Pan/Panini che, forti delle loro egemonie nei vari settori, di volta in volta si inventano per accrescere il loro potere, e proprio sfruttando questa vostra PASSIVITA’.
Ora tu pensa se, PER UNA VOLTA, voi piccoli editori, coadiuvati magari anche dall’Afui, dal Silf e da chi cacchio vi pare e piace a voi, BOICOTTASTE TUTTI UNITI la manifestazione lucchese!!!
Perché siete VOI la vera forza motrice di quella manifestazione (e di tutte le altre, ovvio) e quando ve ne renderete conto sarà sempre troppo tardi.
Perché un visitatore, se sa che alla prossima Lucca Comics c’è solo lo stand della Panini e delle sue poche consociate/consorelle (che così uscirebbero finalmente allo scoperto), NON PRENOTA l’albergo (indotto) per 4 giorni, ben sapendo che gliene basta uno per visitare tutto (e gli avanza pure mezza giornata s’è per questo! :-D)
Perché un visitatore, dopo essersi preso la FOTOCOPIA autografata dell’autore di grido (con pass SEMPRE garantito, ovvio, sia che poi venga o non venga), poi passa da VOI a farsi fare un DISEGNO ORIGINALE DAL VIVO da uno dei vostri autori (a cui però voi avete dovuto pagare pure l’ingresso, che sennò Lucca Comics, con i suoi MILLEMILA visitatori giornalieri sbandierati in ogni comunicato, poi va fallita se vi dà un accredito in più, ecchèscherziamo!).
Perché un visitatore, dopo aver acquistato la NOVITA’ - e pure a prezzo superscontato - che il Mega-Editore ha fatto uscire PROPRIO per quella occasione, poi va allo stand di qualche fumetteria per acquistare arretrati o chicche da collezione.
Ma se voi (piccoli editori con autori disegnanti live al seguito, fumetterie, collezionisti) non ci siete… il visitatore se ne va a casa (molto?) DELUSO e quando arriva a casa, va subito su internet a dire a tutti gli altri che non ci sono andati o che sono in procinto di andarci: “Che schifo questa edizione di Lucca. Non c’era nessuno! Ho rimediato solo una FOTOCOPIA di Pinco Pallino!”.
E magari qualcuno che lo legge ci ripensa e non ci va.
E magari pure lui alla prossima edizione non ci torna, specie se vede che gli espositori sono sempre meno, e non perché non hanno in soldi per pagarsi gli stand, ma perché stanno boicottando la manifestazione a forza di Comunicati Ufficiali diffusi ovunque, dove spiegano per benino motivi e ragioni della loro assenza.
E se non ci torna, ecco che i millemila visitatori di prima diventano a poco a poco solo… MILLE.
E allora vedrete se gli organizzatori non cominciano a trattarvi da “pari a pari” e non, come fanno ora, da pecore belanti e ossequiose, sempre disponibili a farvi TOSARE in silenzio.
Ovviamente mi rendo conto che oggi, visto il tono di rissa continua che c’è tra voi piccoli, tutto ciò che ho appena scritto è PURA UTOPIA (lo era già negli anni 90 quando eravamo piccoli ma pure POCHI, figurarsi ora che siete piccoli e TANTI e pure più litigiosi) e tale resterà fintantoché non appianerete dissidi e contrasti per fare fronte comune.
Più facile a dirsi che a farsi, ne convengo!
Ma se MAI cominciate…
Solo un ultimo piccolo PS: non pensi che quella lettera, che mandasti a suo tempo all’organizzazione di Lucca Comics, avrebbe avuto un peso e un’attenzione DIVERSA da parte di “chi di dovere”, se solo avesse avuto in calce, oltre alla tua firma, quella della Bottero Edizioni, quella del Centro Andrea Pazienza e Italycomics e AbsoluteBlack e Lavieri e Renoir e Voilier e IF e DoubleS e Shockdom e ProGlo e 001 e Afui e via discorrendo, magari mettendoci anche un bel PS conclusivo del tipo…”se siete disponibili ad ascoltare le nostre proposte, bene, altrimenti i SOLDI dei nostri rispettivi stand potete pure scordarveli per la prossima edizione!”? Non pensi che “chi di dovere”, di fronte ad una lettera del genere, si sarebbe subito affrettato "a far di conto" per vedere quanti SOLDI IN MENO avrebbe incassato, per non parlare POI del ritorno di immagine altamente NEGATIVA che avrebbe avuto un padiglione editori praticamente… VUOTO? Sì, so bene che molte di queste realtà all’epoca manco esistevano - e oggi preferirebbero farsi SPARARE piuttosto che partecipare ad un’iniziativa indetta dalla Cagliostro!!! :-P - ma è solo per portarti un esempio e per dirti che… per fare una RIVOLUZIONE bisogna essere in TANTI. Da soli non si va da nessuna parte! (firmato: il sempre più UTOPICO Baldo, yyyyeeeaaahhhh!!! :-D )
Buon proseguimento! ;-)