Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Mercoledì 10 Marzo 2010
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Home Magazine Critica D'Autore I paradossi del marketing antimafia a fumetti

I paradossi del marketing antimafia a fumetti

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brancacciospagnadi Giorgio Messina

La nascita del fumetto di cronaca made in Italy, lanciato da BeccoGiallo, casa editrice trevigiana nata nel 2005, ha segnato l'affermarsi del fumetto impegnato con derive politicamente schierate e abbastanza individuabili. La linea editoriale che ha caratterizzato sinora BeccoGiallo sul piano squisitamente oggettivo dei risultati raggiunti dai volumi, è risultata pagante sia nelle vendite che nell’esposizione mediatica. Dimostrazione ne è soprattutto il fatto che il 60% di BeccoGiallo è stato acquistato da Alet circa un anno e mezzo fa. Nel settembre del 2006, sempre per i tipi di BeccoGiallo, esce “Brancaccio, storie di mafia quotidiana”, realizzato da Giovanni Di Gregorio ai testi e Claudio Stassi ai disegni, due palermitani, il secondo, all’epoca dell’uscita del volume, residente nel quartiere di Palermo che da il nome al volume, mentre l’altro trasferitosi a Barcelona da qualche tempo. Nonostante le loro radici palermitane e la buona padronanza della tecnica, sia scritta che disegnata, il libro a fumetti risulta a volte deludente e mediocre perché presenta una fiction di degrado urbano e sociale che poco ha a che fare con la mafia quotidiana indicata nel sottotitolo, raccontando una vicenda che si potrebbe svolgere in qualunque periferia di una grande città, non solo siciliana, ma perché non Roma, Taranto, Marsiglia e anche Barcelona, in Spagna, che è l’attuale residenza di entrambi gli autori. Don Pino Puglisi, il sacerdote martire assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993, è il “testimonial d’eccezione” del libro e nel finale della storia si assiste al ribaltamento del messaggio di resistenza pacifica alla mafia lasciatoci dal presbitero nato nel 1937 proprio a Brancaccio. Il protagonista della storia a fumetti, il giovanissimo Nino, nel finale del volume, conclude così la sua lettera ideale scritta a Don Pino Puglisi (nella storia il prete è morto due anni prima): “Prendo il treno grande, quello che passa la notte. E a Brancaccio non ci torno più”.  L’esatto contrario del messaggio veicolato da un prete coraggioso che si è opposto alla mafia e che sorrideva ai suoi killer un attimo prima che questi lo freddassero davanti al portone di casa. Don  Pino Puglisi è morto proprio perché a Brancaccio c’è tornato nel 1990 come parroco della chiesa di San Gaetano e perché la sua opera di evangelizzazione non si è piegata alla famiglia Graviano che allora controllava il quartiere. L’attenzione di Padre Pino Puglisi, o 3P, come lo chiamano affettuosamente ancora oggi i suoi parrocchiani, si rivolse al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, cercando di riaffermare nel quartiere una cultura della legalità illuminata dalla Fede Il Brancaccio di Padre Puglisi era un quartiere dove tornare e rimanere, per cambiare le cose, non da cui partire via per sempre. Nell’introduzione del libro, Rita Borsellino scrive: “Se si rinuncia a comunicare, a mostrare l’alternativa al sistema criminale, se si rinuncia a raccontare e svelare, allora si rinuncia al cambiamento. E’ per questo che l’idea di un fumetto su Brancaccio mi ha subito colpito. Scegliere uno strumento di comunicazione come questo per ribadire alcuni valori, per mostrare l’alternativa e raccontare percorsi di un quartiere così difficile è importante”. Nella postfazione del volume, Rosaria Cascio, dell’Associazione “Padre Giuseppe Puglisi”, afferma: “Cosa aveva fatto Padre Puglisi? Decise di andare a Brancaccio (…) obbedendo alla Chiesa e al Vangelo. Andava là dove c’era bisogno. E a Brancaccio c’era bisogno”.  Nella storia a fumetti contenuta nel volume, ambientata nel 1994, non v’è alcun riferimento alla cronaca reale legata all’omicidio del parroco di San Gaetano a Brancaccio. La storia si svincola dalla storia ufficiale, anche giudiziaria. Gaspare Spatuzza, che oggi è salito alle cronache nazionali, come pentito accusatore di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, nel processo di secondo grado istruito contro quest’ultimo per  concorso esterno in associazione mafiosa, era insieme a Salvatore Grigoli l’esecutore materiale dell’omicidio di Padre Puglisi e per questo assassinio fu condannato all’ergastolo. Claudio Stassi, il disegnatore del volume, sul suo blog da un po’ di tempo a questa parte pubblica una serie strisce in cui riporta le dichiarazioni di Spatuzza, come se fosse un report a fumetti, tentando di coniugare l’antimafia con l’antiberlusconismo in cui la campana della verità della collusione tra Stato e mafia diventa un pentito, "improvvisamente converntito", accusato di sette stragi (ma lui non ricorda bene se sono sei o sette…) e quaranta omicidi tra cui, oltre appunto quello di Padre Puglisi, anche quello del piccolo Di Matteo, reo solo di essere figlio di un pentito e perciò strangolato e sciolto nell’acido quando pesava trenta chili dopo più di settecento giorni di prigionia. Il pentito Spatuzza davanti ai giudici ha dichiarato diverse volte che: “Graviano per me era come un padre e mi legherà sempre a lui un sentimento che va al di là della semplice amicizia”. Stassi invece sul suo blog scrive: “Nel mio quartiere vivevano i Fratelli Graviano, quasi di fronte casa mia. Non sapevo chi fossero ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto”. Queste cartoline per stranieri della mafia e della Sicilia, francamente, mi indignano. Questo  raccontare al mondo che a Palermo siamo tutti inseriti nel sistema mafia e che tutti sappiamo (come se questa informazione fosse contenuta nel nostro DNA o nell’aria che respiriamo) chi bisogna salutare con rispetto anche se non sappiamo chi sia, è  una mancanza di rispetto invece alla memoria di Padre Puglisi, ben più grave di prendere come oracolo di verità il suo assassino, il mafioso Spatuzza, e ben più grave di averne ribaltato il messaggio di Pace e Amore per farlo comparire come “guest star” in un libro che, al tirare delle somme, di antimafia ha davvero ben poco. Le cartoline però continuano e Stassi aggiunge: “Io lo sapevo, a Palermo tutti lo sanno, anche chi decide di votare certi personaggi, tutti lo sanno. Tutto inizia da Brancaccio”. Io conosco tanta gente che a Palermo, e a Brancaccio, non lo sa e invece sa bene cosa sia la legalità, l’onestà, l’antimafia quotidiana, quella vera, quella che non è marketing. Sulla tomba di Pino Puglisi, al Cimitero Monumentale di Palermo sono scolpite le parole del Vangelo di Giovanni "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13).

Comments

avatar Burighel
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Quando leggo dell'esistenza di questi orrori fumettistici non posso che pensare che chi si è sacrificato contro la mafia l'ha fatto per niente. L'ha fatto per diventare merce per persone indegne e incivili, totalmente prive di dignità e senso civico che svendono il disagio proprio e della propria terra per "30 denari" e per cercare di colpire politicamente qualcuno che ha l'unica colpa di non piegarsi al pensiero unico omologato-omolo gante obbligatoria della "cultura" italiana, neanche a dirlo della sinistra.
Ma di che stupirsi? L'Italia è il paese di chi cerca in ogni modo di costruirsi una puerile carriera politica "ballando" continuamente sulla tomba del proprio fratello giudice morto in un attentato mafioso. E non è certo l'unico esempio di questa genia d'impuniti.
avatar sergio l. duma
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Persone indegne... incivili... genia di impuniti... poi minaccia di adire a via legali se qualcuno lo insulta. E poi quando la finirai con le fesserie del 'pensiero unico omologato-omolo gante' ? In Italia l'unico pensiero unico è quella del cattolicume da strapazzo che ammorba il paese e che vorrebbe riportarci nel Medioevo, magari annullando pure il divorzio e rompendo le scatole sull'aborto e sui diritti civili..

@Messina: ti credevo intelligente. Mi dispiace che tu non abbia capito nulla di certi libri... o forse non vuoi capire proprio perché, come scrivevo tempo fa, vuoi a tutti i costi trasformare questo sito (che con i fumetti non c'entra un tubo, mi dispiace per te!) nella versione clerico-fascist a di CUS... ammettilo... hai messo su questa cretinata di sito solo per dimostrare di essere migliore di altri e per toglierti qualche sassolino dalla scarpa. Guarda che è un comportamento legittimo... ma di' la verità.
avatar LaContessa
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Sono stanca del tuo inutile parlare, sono stanca perche fondamentalment e nessuno parla di te.......ma perchè credi che dietro ogni pensiero ci sia qualcuno che voglia trasformare qualcosa. Ti è mai venuto in mente che forse esiste qualcuno che può pensarla in modo differente?
Ti sei reso conto che esiste una libertà di pensiero e di scrittura che va ben oltre il tuo piccolo pensare e che non per forza CI SI DEBBA OMOLOGARE?
Giorgio Messina è una persona intelligente, abituata a confrontarsi anche con chi manifesta idee diverse dalle sue, e tu dovresti imparare che sparare a zero inutilmente non darà certo forza alle tue affermazioni.
Sassolini nelle scarpe non ne abbiamo, ma se li avessimo io ad esempio saprei cosa farne :))

Domanda: ma se Messina la pensasse come te credi davvero che sarebbe più intelligente?
Mah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Michela, la moglie della persona che non reputi intelligente.
avatar Burighel
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Quale figlio di genitori divorziati ti posso dire che il divorzio è una merda. E tra le merde concepite dalla mente umana, è tra le peggiori. E' un vile attentato alla responsabilità nei rapporti umani, una stolta riduzione, per altro anticostituzion ale, del ruolo della famiglia come organo fondativo della società civile. Sentir parlare di diritti civili da te che supporti uno dei grandi anti-diritti del modernità è semplicemente grottesco.

Per quanto riguarda la "pena di morte a motivo di concepimento"... Beh, penso che questo basti a dire come la penso. Probabilmente ci vorrà del tempo, ma noi "cattolicume" libereremo questo mondo facendogli conoscere la Verità. Sarà poi la Verità a giudicare...
avatar sergio l. duma
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Ognuno è libero di pensare ciò che vuole e non mi sono mai sognato di negarlo. Mi sembra che sia Giorgio a non voler discutere e meno che mai lo fa Bottero che non interviene mai a nessun post. Se poi questo sito mi dà una certa impressione (magari sbagliata) forse avviene perché chi lo fa non è in grado di spiegarsi oppure io sono talmente imbecille che non capisco ciò che leggo. Prendo atto della tua opinione e la rispetto. Mi sembra che qui siano altri che non hanno capito che non ci si deve omologare.
Comunque... non mi pare che qui c'era libertà di espressione? Quindi io non posso esprimermi? O pretendete di ricevere solo complimenti?

Colgo l'occasione comunque per chiudere anche la polemica con Burighel. Qualora volesse discutere pacatamente con me (e sono serio) può scrivere all'indirizzo s.duma@libero.it. Naturalmente ciò vale anche per altri.
avatar HulkSpakk
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@ Contessa: non mi sembra che Duma abbia negato la libertà di espressione e di pensiero di qualcuno.
Piuttosto dato che Duma la pensa diversamente da Messina, è a te che dovrebbe venire in mente che c'è qualcuno che la pensa diversamente da tuo marito.
Sono i commenti come il tuo che fa pensare a me lettore, che forse è meglio non dire la mia, o potrei essere accusato di qualcosa. E questo, se non è privare la libertà di espressione (e non lo è), è quantomeno indurre a tacere. Avendo comunque lo stesso risultato.

Personalmente ho capito che Duma vi sta sulle palle a tutti, partendo da Messina e finendo a Laggetta, ma è imbarazzante (e lo dico non certo da fan di mangaxever) trovare risposte aberranti ad ogni suo singolo commento.

Per quanto riguarda la recensione, ho trovato molto interessante la prima parte, ma la seconda cambia argomento, tralasciando il fumetto e scadendo nel "io ho un amico che abita li e quindi ne so più di te che ci hai sempre vissuto", per non parlare del mafioso al governo.
avatar contedicagliostro
+1
 
 
Rispondo per punti ad alcune cose, mi viene più semplice e risulta più semplice seguire la discussione:
1) Duma non sta sulle palle a nessuno. Per essere più precisi, nessun utente sta sulle balle a nessun componente dello staff. Prova ne è che Duma come chiunque altro dice quello che vuole e come vuole senza censure. Si permetterà però che come lui dissente di alcune posizioni, altri dissentano delle sue. La ruota della libertà di espressione gira in tutti sensi di marcia, sia pro che contro.
2) Io non ho un amico che abita lì. Io ho una intera famiglia di origine e tantissimi amici che abitano lì perchè io stesso sono nato e cresciuto a Palermo, ci ho vissuto sino a 10 anni fa in pianta stabile e da allora ci torno spessissimo e conosco bene la realtà di cui si parla. Sono anche più grande di Stassi e molti avvenimenti li ho vissuti in prima persona e non penso che Falcone e Borselino o Padre Puglisi sono morti perchè oggi si debba dire che "a Palermo io non sapevo chi erano ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto". Da Palermitano non ci sto a queste cose. Non è così che si fa l'antimafia, non è così che si fa per prendere le pacche sulle spalle.
3) L'errore più grosso di Brancaccio il libro è di avere "laicizzato" il messaggio di Padre Puglisi.
4) Davanti alle mie critiche si può sempre fare come ha fatto lo stesso Stassi che invece di rispondere le ignora completamente e sul suo blog parla di quanto sia meravigliosa la comunità degli italiani a Barcellona o si balocca dei buchi neri.
avatar HulkSpakk
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Ok, Giogio, cmq dall'articolo non si percepisce che le tue impressioni su Palermo sono di prima mano. Ripeto, non entro nel merito dei commenti, riferisco solo la percezione che ho da lettore. Ora che la conosco la vedo sotto un'altra ottica, ma dal pezzo non traspare ;)

Duma sta sulle palle alla S.ra Messina, tanto per cominciare, o non avrebbe uscite tipo "Sono stanca del tuo inutile parlare, sono stanca perche fondamentalmen e nessuno parla di te."
Nessuno si offende se si è un pò più onesti. A meno che non si commentino così le persone simpatiche.
Duma sta sulle palle a Laggetta, prova a chiederglielo. Non c'è problema, ma ancora, siamo onesti.
Duma sta sulle palle a diverse persone, come è lecito che sia, quando si ha una concezione alternativa della libertà di espressione.
Non è un problema, almeno quanto non lo sia ammetterlo.
Per esempio, tu stai sulle palle a me, non c'è vergogna a dirlo.
E io a te, tanto che non mi saluti nemmeno e chiedi agli altri di non farmi venire a cena :)
Non c'è vergogna a essere onesti. Non c'è vergogna a comportarsi diversamente da Silvio.
avatar LaContessa
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Ma come ti permetti di asserire concetti che io non ho mai preso in considerazione.
Come ti azzardi e come pretendi di essere nella mia testa.
Ma hai capito il mio commento?
Hai letto da qualche parte le parole che confermi?
Io ho già avuto una risposta dal Sig. Duma che comunque è stata educata, mi rifiuto davvero di continuare a rispondere ad una persona che non ha nessuna cognizione di causa ed in questo caso mi riferisco a te naturalmente.

Ti invito nuovamente se dovessi avvertire la necessità inutile di proferire parola di riflettere prima di commentare inutilmente.

Michela





Grazie
Michela
avatar HulkSpakk
0
 
 
Mi riferivo proprio a commenti come questo.
Le sto per caso antipatico? :)

Cmq provo a spiegarmi: quando uno scrive, come avrà avuto modo di notare, altri "percepiscono" cose dallo scritto. Capita a lei, capita a me.
Magari non sono vere, magari sono inesatte, ma assolutamente, da lettore delle risposte che Duma riceve, a me pare vi stia sulle palle a tutti.
Mi sembra inoltre, da come scrivete, che abbiate difficoltà a relazionarvi con chi vi dice qualsiasi cosa non aggradi le vostre idee. Come ho fatto io nel precedente post.
Ho la percezione, mentre leggo, che si perda più tempo dietro al buonismo e alla forma (quando si scrive, non certo dal vivo, lì ci si comporta da maleducati e ci si gira dall'altra parte all'incrociare dello sguardo) piuttosto che al contenuto.
Ho l'impressione, altresì, che quando sua Contessa scrive "se dovessi avvertire la necessità inutile di proferire parola di riflettere prima di commentare inutilmente" non mi stia *esattamente* invitando ad ulteriori post nonostante questo loco di libertà e conciliazione, bensì, ma potrei sbagliarmi, ad andare a fare in c*lo.
Ecco, questo è quello che si percepisce mentre si leggono i suoi (e quelli dei suoi cattolicolleghi) commenti pacati e dolci, pregni di libertà di espressione e di difesa della stessa, sprezzanti e incolmabili curiosioni delle idee altrui, e certamente molto, ma molto cortesi (mica come il mio).
avatar HulkSpakk
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Inoltre penso che se Gesù avesse saputo che avreste interpretato così il suo messaggio, si sarebbe fatto crocifiggere.
avatar Burighel
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Ultime notizie: il Figlio di Dio sapeva a cosa andava incontro, sapeva che avrebbe dovuto bere "l'amaro calice". Eppure vi è andato incontro, nonostante i Dodici avessero provato a dissuaderlo. Gesù si può quindi ben dire che si è fatto crocifiggere, innalzandosi per l'unico Sacrificio di Salvezza che si ripresenta al di là del tempo e dello spazio sull'altare a ogni Messa.

Come sempre, prima di dire le cose è utile saperle.
avatar HulkSpakk
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Grazie Burighel.
Per ricambiare il favore di tanta umiltà e conoscenza ti svelerò anche io i retroscena di un'altra favola moderna: babbo natale non esiste. Sono i tuoi genitori a portarti i regali. O forse uno solo dei due, dato che i tuoi sono divorziati.
avatar Burighel
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Ma che persona elegante e sensibile che sei! Complimenti, un vero signore! Mi fai ridere! :-D

Cmq, è vero: Babbo Natale non esiste. Esiste invece Gesù Cristo, mentre San Nicola assieme alla Beata Sempre Vergine Maria, agli Angeli, agli altri Santi e tutta la Chiesa trionfante è al Suo cospetto. E pensa quale grandezza: esiste anche se lo neghi! ;-)
avatar m.laggetta
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@HulkSpakk
"Duma sta sulle palle a Laggetta, prova a chiederglielo. Non c'è problema, ma ancora, siamo onesti."
Personalmente non nutro antipatia di sorta per il Sig. Duma che non "conosco" che per commenti "coloriti" come questo "ti credevo intelligente. Mi dispiace che tu non abbia capito nulla di certi libri... o forse non vuoi capire proprio perché, come scrivevo tempo fa, vuoi a tutti i costi trasformare questo sito (che con i fumetti non c'entra un tubo, mi dispiace per te!) nella versione clerico-fascist a di CUS... ammettilo..." Mi spiace doverlo ripetere, ma la libertà di espressione non comprende la libertà di offendere. Ritengo alcuni commenti assolutamente indifendibili. D'altro canto quello che in contesti del genere ci rappresenta è la parola! Sarebbe prudente farne un buon uso. A dimostrazione di quanto appena detto mi piace sottolineare come in tempi recenti leggere, in fase di valutazione, una sceneggiatura del Sig. Duma mi abbia portato ad avere un'idea tutt'altro che negativa dello stesso. Sono solo parole...niente di più importante.

Quanto alla reazione della Contessa credo sia esasperata dai toni che molti utenti continuano a utilizzare nei commenti di coda. Ciò caratterizza in qualche modo "fumettodautore": credo sia il solo portale di informazione sul fumetto ad essere frequentato assiduamente da utenti che non condividono il progetto editoriale nè stimano il gruppo di persone intorno alle quali è sorto, ma che trovano ugualmente importante esprimere la loro in ogni circostanza, pur ristabilendo sempre e con esasperata insistenza le dovute distanze. Personalmente mi guardo bene dal frequentare gli ambienti che ritengo ostili o che semplicemente non mi fanno sentire a mio agio.

"Per esempio, tu stai sulle palle a me, non c'è vergogna a dirlo.
E io a te, tanto che non mi saluti nemmeno e chiedi agli altri di non farmi venire a cena :)"
Non occorre stimarsi per forza, ma rispettarsi...sarebbe una buona regola. Nessuno ti ha mai negato una cena: sono sempre stato io a farmi carico di decisioni che fossero a tutela di rapporti squisitamente di amicizia, che poi sono i soli rapporti in difesa dei quali è giusto e opportuno arroccarsi.
avatar HulkSpakk
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Che ipocrisia.
Marco, sei ridicolo.
Sei stato TU a negarmi una cena a nome "dell'editore che potrebbe sentirsi in imbarazzo". Fiera del Libro, Campi Salentina, giovedì 26 novembre. Con noi "AlanMoore" e Lele Vianello. A meno che non hai preso tu la decisione a nome dell'editore imbarazzato, è stato lui, che te l'ha detto e tu hai riferito a me.
Sei stato TU alla Lupiae Comix a dirmi che ti sta sulle palle Duma. E hai aggiunto "sapevo che era amico tuo" o qualcosa del genere. Certo lo hai detto col sorriso sulle labbra, ma quando uno pensa che un altro è un coglione, lo si percepisce.
avatar Baldo
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Scusami HulkSpakk, ma tu non sei quello che su Mangaforever, quando io gli dicevo che il motivo di tanto risentimento - nei confronti delle cose che lì scrivevo - era SOLO dovuto al fatto che il Conte ti stava sulle palle (per motivi tuoi), mi dava del (cito testualmente) “delirante”?
E ora vieni qui a parlare di… onestà intellettuale?!?! O__O
MA-PER-PIACEREE EEEEEE!!!!
E di ipocrisia!!!! O__O
MA-PER-PIACERE- AL-QUADRATOOOOO OOO!!!!

PS: ci tengo solo a precisare che sono molto più a sinistra di te (e la mia lettera aperta qui pubblicata credo che lo testimoni abbastanza) e non faccio più parte della Cagliostro da mesi ormai (chiedi al Duma se non mi credi). Dico ciò per prevenire accuse di “catto-fascismo” o di “difesa d’ufficio” da parte tua a questo mio intervento. Aggiungo anche che TU non mi stai sulle palle. Mi stanno fortemente sulle palle solo le persone ipocrite come TE.
avatar Baldo
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Spero di non essere bannato pure qui come fui bannato lì (su mangaforevr) a suo tempo solo per aver scritto quello che penso dei tipi alla Hulkspakk.
avatar m.laggetta
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@HulkSpakk
"A meno che non hai preso tu la decisione a nome dell'editore imbarazzato"
Se fossi stato un lettore attento avresti notato che avevo già risposto a questa domanda.
Anche quando parlo di te e con te uso delle espressioni "colorite" (inizia a farmi comodo questo termine :) ma il mio non è mai un giudizio sulla persona, quanto piuttosto su alcuni comportamenti sui quali non transigo e non intendo farlo. Credo fermamente che ciascuno abbia un buon motivo per essere com'è, ma d'altro canto che abbia avuto almeno un buon motivo nella vita per migliorarsi.
avatar m.laggetta
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@Baldo
Felice di rivederti su queste pagine ;)
avatar HulkSpakk
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La tua lettera aperta testimonia non so che cosa, ma di certo non fa fede per eventuali rapporti con la mia persona, data la totale assenza di parametri. Ma questo per me conta davvero poco, anzi, guarda, te la do vinta. L'importante è che io sputi più lontano.

Per il resto: non ricordo di preciso l'argomento a cui fai riferimento, se vuoi puoi mandarmi una mail a mondisommersi@mondisommersi.biz , sarei felice di rileggere e capire il punto.

Un'altra cosa.
"Aggiungo anche che TU non mi stai sulle palle. Mi stanno fortemente sulle palle solo le persone ipocrite come TE."

Quindi:
HulkSpakk non ti sta sulle palle.
Le persone ipocrite come HulkSpakk, però, ti stanno *fortemente* sulle palle.
Quindi se, per assurdo, Laggetta fosse ipocrita come HulkSpakk, Laggetta ti starebbe fortemente sulle palle, e HulkSpakk invece no.
Stesso atteggiamento, conseguenze diverse.
Povero Laggetta. E pensare che non è nemmeno negro!
avatar redazione
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Siamo fortemente "OT" con discorsi che potrebbero essere stati fatti sin dall'inizio in altre sedi o in privato. Cortesemente riusciamo a tornare IT con l'articolo proposto?
Grazie.

Ps: Non confondiamo la libertà di espressione con la libertà di potere dire qualsiasi cosa ci vada, anche fuori contesto.
avatar Baldo
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Ma sì, fai pure il FINTO TONTO, Hulk, ché tanto ti si addicono (e bene) entrambi gli aggettivi.
Comunque… che delusione che sei! :-(
Cioè, io dopo la tua INTERESSANTISSI MA lista della persone che ti stanno sulle palle mi sarei aspettato (minimo) che tu venissi qui a postare… chessò… “la lavagna dei buoni e dei cattivi di fumetti d’autore secondo HulkSpakk”.
Sai, quella cosa che si faceva alle elementari. Che nella mia classe mi ricordo che c’era quel secchione di Marchisio, il cocchetto della maestra, che mi metteva sempre tra i cattivi. E io allora lo aspettavo fuori dalla scuola… e giù MAZZATE!!! E lui, il giorno dopo, mi riscriveva nella lista dei cattivi. E io, dopo le lezioni… giù altre mazzate! E alla fine s’era creato questo circolo vizioso che lui mi scriveva sempre nella lista dei cattivi perché io lo picchiavo e io invece lo picchiavo perché lui mi scriveva nella lista dei cattivi.
Ecco, tu me lo ricordi un sacco quel Marchisio lì.

PS: Laggetta ipocrita?!? Mai sentito parlare di Iperboli Paradossali, Hulk? E’ un’interessante figura retorica letteraria che ti consiglio di approfondire così (forse) capisci il senso della frase da me scritta e da te riportata senza manco averla compresa nemmeno un po’. E’ che a fare copia&incolla con una frase sono buoni tutti. Pure uno come Marchisio, guarda. Basta premere un paio di tasti, ecchecevò. Invece a CAPIRLA una frase, be’… lì bisogna ragionarci su e questo non tutti sono capaci di farlo, vero Hulk? Del resto il nick che ti sei scelto, la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo (sì, anche questo te l’avevo già detto su Mangaforever. Scusami se sono un po’ ripetitivo).

X Redazione
Nel caso non ve ne foste ANCORA accorti è da quando avete iniziato che qui dentro (un sito di “informazione fumettistica”, se non sbaglio) si parla di tutt’altro!
E’ che, se uno scrive SOLO editoriali provocanti, e un altro scrive SOLO articoli provocanti, poi se uno risponde alla provocazione, non gli si può chiedere di… “rimanere in tema”.
Se uno vuole e cerca lo scontro, deve accettare tutto ciò che lo scontro comporta.
E io non ho mai visto uno scontro in cui si seguono delle regole.
Quella era roba di fine ottocento, quando esisteva ancora la cavalleria e i club forbiti di cui parla il Bottero.
Adesso l’unica regola, specie qui dentro, mi pare essere… chi picchia per primo (a parole) picchia più forte.
avatar HulkSpakk
0
 
 

"Sai, quella cosa che si faceva alle elementari. Che nella mia classe mi ricordo che c’era quel secchione di Marchisio, il cocchetto della maestra, che mi metteva sempre tra i cattivi. E io allora lo aspettavo fuori dalla scuola… e giù MAZZATE!!! E lui, il giorno dopo, mi riscriveva nella lista dei cattivi. E io, dopo le lezioni… giù altre mazzate! E alla fine s’era creato questo circolo vizioso che lui mi scriveva sempre nella lista dei cattivi perché io lo picchiavo e io invece lo picchiavo perché lui mi scriveva nella lista dei cattivi.
Ecco, tu me lo ricordi un sacco quel Marchisio lì."

Via Milizia 56/A
Lecce.

Vieni che ti aspetto con Marchisio.
Se vuoi, per sentirti più forte, puoi portarti dietro il pc.
Codardo e buffone. :)
avatar redazione
0
 
 
Qui l'unica regola è il buon senso. Se stiamo parlando di antimafia a fumetti, il resto sono "minchiate", appunto per restare in tema.

Abbiamo fatto anche una bellissima intervista a Ciccarelli di SaldaPress che dice un mucchio di cose interessantissi me, che nessuno di voi ha minimamente commentato, (quando invece gli spunti erano moltissimi per potere fare tante riflessioni da parte di autori, editori, fumetterie e lettori) preferendo di più di parlare di antipatie personali, ecc. ecc.

Fate vobis, se pensate che questo sia il modo più di buon senso di partecipare al nostro sito.

Certo a proposito del fatto che qui si parli di tutt' "altro" invece che di fumetto, il pezzo in questione dimostrava anche che gli autori stessi parlano di tutt' "altro" rispetto al fumetto, anzi usano proprio il fumetto per parlare di questo tutt' "altro". Non potere parlare di questo tutt' "altro" per un sito di fumetti, come già detto, quando i fumetti ne parlano, è solo realizzare un cortocircuito nocivo a quella famosa libertà di espressione che non può valere solo per chi commenta e non per chi scrive.

Ma ripetiamo, fate vobis, perchè la libertà di espressione senza buon senso di usarla è solo uno striscione da parata.
avatar Valenti
0
 
 
Per ritornare sui binari: All'uscita di Brancaccio, scrissi una recensione piuttosto dura, sullo sfruttamento commerciale dell'antimafia. Di questo si tratta in fin dei conti. Il fumetto in sè, è un'opera ben disegnata , ben scritta. "Brancaccio" nasce furbescamente come un fumetto di denuncia e di antimafia, ma all'interno la mafia viene quasi tirata per i capelli, in una storia dove vi è un incrocio di tre sottotrame (ben gestite, per carita') ma ambientabili in qualsiasi quartiere degradato: da Scampia al Bronx. La trama? (Spoiler... ;) ) Essenzialmente un padre che investe il figlio senza saperlo e fugge, non prestandogli soccorso. leggetevelo e provate a contraddirmi. cosa centri la mafia o, meglio, Padre Puglisi in tutto questo, io non sono riuscito a capirlo. Ma forse sono io limitato, può anche essere. che poi si utilizzi questa storia per parlare del quartiere (che anche io conosco bene), puo' anche starci. Ma siamo onesti e non definiamolo fumetto di antimafia: al massimo fumetto che racconta di un quartiere degradato. ma non avrebbe avuto tutta questa eco.
che poi si venga a dire “Nel mio quartiere vivevano i Fratelli Graviano, quasi di fronte casa mia. Non sapevo chi fossero ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto”...beh questo va davvero contro tutto cio' che si vuole denunciare col fumetto disegnato. Anche io sono palermitano. ed anche a me suona di frase ipocrita o sensazionalista.
avatar HulkSpakk
0
 
 
@ Baldo:
"vero Hulk? Del resto il nick che ti sei scelto, la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo"

Certo Baldo, ma quando stacco da internet a me passa.
avatar Burighel
0
 
 
Perché tu stacchi? Ma se sei in una risma di forum!
Come minimo devi essere connesso 24 ore su 24! :-D
avatar Baldo
0
 
 
Oggggesù, Hulk, sei talmente ottuso che parlare con te o col muro di casa mia è uguale, guarda!!!
Il Marchisio (che manco esiste, tanto per la cronaca) era solo un modo (speravo ironico) per farti capire che quando si entra nel circolo vizioso del botta & risposta (come fai tu SEMPRE & OVUNQUE), non lo si fa più per ARGOMENTARE le proprie opinioni (giuste o sbagliate che siano), ma solo per ANNIENTARE le opinioni altrui.
Cioè ogni tanto, se non ci arrivi, trasformati in Banner o fatti riscrivere i testi da Peter David, che allora un barlume d’intelligenza ce lo avevi anche quando eri Hulk.

Emmò, sempre ammesso e non concesso che Hulkspakk ce lo permetta (ahò, è la prossima volta offritegliela questa cazzo di cena così la smette di FRIGNARE!!!) torniamo IT.

QUESTO articolo mi sta più che bene. Non ne condivido MOOOOOOLTI passaggi, ma il senso generale mi trova d’accordo.
Poi però, quando nei commenti leggo (cito testualmente): “Contedicagliost ro: (…) 4) Davanti alle mie critiche si può sempre fare come ha fatto lo stesso Stassi che invece di rispondere le ignora completamente e sul suo blog parla di quanto sia meravigliosa la comunità degli italiani a Barcellona o si balocca dei buchi neri” a quel punto io VENGO INDOTTO a credere che tutto quello che (a torto o a ragione) è stato scritto in questo articolo sia sto scritto SOLO con l’intento di far venire qui l’autore per fare la solita STERILE POLEMICA destra/sinistra, rossi/bianchi, lazio/roma (la lazio è più forte e ci mancherebbe altro), omo/etero, mafia/berlusconi (no, aspè, quest’ultimo esempio l’ho sbagliato perché mafia e berlusconi vanno molto a braccetto ultimamente).
Sbaglio?
Conte, se Stassi non ritiene il tuo articolo nemmeno degno di una replica, dov’è il problema?
Cioè, fammi capire… ma tu hai scritto tutte quelle cose per indurre Stassi ad una replica o perché pensavi EFFETTIVAMENTE le cose che hai scritto su quell'albo.
Perché, nel primo caso si parla di PROVOCAZIONE, nel secondo di recensione.
Quale delle due?
(la mia è una domanda retorica)

Perché io (IO. Letto bene? Significa BALDO! Parere PERSONALE e quindi non per forza condivisibile da altri, ma solo da ME) dalle cose che leggo qui dentro, ho l’impressione di avere a che fare con persone molto piene di… “PREGIUDIZI AL CONTRARIO”, sempre sospettose nei confronti di chiunque venga qui a commentare - specie di quelli che si discostano un po’ dal seminato buonista del “ma che bravi che siete”, dicendovi quello che effettivamente pensano su di voi (operazione più che legittima, spero ne converrete) - e sempre sulle spine nel cercare a tutti i costi significati nascosti tra le righe di un commento, col rischio di confondere spesso e volentieri significati e contenuti del commento stesso.
In un’unica parola: SIETE (un po’) PREVENUTI (per me)!

Insomma... e finitela coi finti piagnistei del “venite SOLO qui a criticare perché SOLO noi siamo piccoli, brutti e neri e ce ne vantiamo pure” e cominciate a RISPONDERE A TONO alle critiche (tante) con lo stesso cipiglio con cui rispondete ai complimenti (pochi).

PS: spero di esser stato abbastanza IT, stavolta. E se poi volete vi dico anche la mia “sull’interessante” intervista del Ciccarelli (madò che risate!!!).
avatar contedicagliostro
0
 
 
E' una recensione ed è una presa di posizione contro un certo modo di fare antimafia e di essere palermitani che non mi appartiene e non mi apparterrà mai.
Dei pareri esterni non me interessa fare dietrologia, ne se sono positivi ne se sono negativi. Li prendo per quello che sono sia che mi piacciono o no. E qui mi riallaccio al discorso di prima, non è nostro costume e uso quello di riportare solo le critiche positive e "ignorare" quelle negative e la mia battuta su Stassi voleva significare che c'è comunque il modo per fare diversamente e quindi anche per fare finta che le cose che non ci piacciono non esistano e continuare per la propria via come se nulla fosse.
avatar HulkSpakk
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Baldo, hai la mia mail per fare polemica con me.
Te l'ho data al tuo primo post per non generare flame, fallendo (mondisommersi@mondisommersi.biz). Io la tua non la ho, non so chi sei nè come contattarti, o lo avrei già fatto.
E aprire l'argomento insultandomi ("Oggggesù, Hulk, sei talmente ottuso che parlare con te o col muro di casa mia è uguale, guarda!!!"), pregare nel mezzo che si torni IT indicando me (solo "me" ed escludendoti) dell'OT, quando OT siamo andati tutti, redazione compresa ("Emmò, sempre ammesso e non concesso che Hulkspakk ce lo permetta torniamo IT") per interromperti con un altro insulto in mi favore ("ahò, è la prossima volta offritegliela questa cazzo di cena così la smette di FRIGNARE!!!") non fa di te l'esempio ideale dell'utente modello.
Stiamo facendo i troll.
Entrambi.
Non escluderti.
avatar Baldo
0
 
 
X Hulk
Io già faccio fatica qui a seguire le cose che scrivi, figurati mò se mi metto a scriverti pure via email.
Eppoi, ma che te ne fai dell’email di un… com’è che mi hai definito?… ah sì… CODARDO e BUFFONE come me, scusa? Ecco, a questo proposito, visto che hai pure una fumetteria, ti do un consiglio: leggiti il numero 1 di “CRIMINAL” di Ed Brubaker e Sean Philllips, un ottimo fumetto (così ritorno pure leggermente IT, chessennò ecchillisente quelli della Redazione) che dà un’INTERESSANTISSI MA interpretazione sulla codardia. Così magari ti ricredi, almeno sui codardi.

Comunque il “nostro” botta & risposta… pardon… flame (o troll? Boh, mica l’ho capito come si chiama. E’ che io sono un vecchietto, per altro molto amante della lingua italiana, e con tutta ‘sta terminologia moderna internettiana fatta di troll, gnomi, fate, IT, ET telefono-casa, ho davvero poca dimestichezza, sorry. E' che a me piacerebbe molto che ci riappropiassimo un po' della nostra meravigliosa lingua, specie nei siti-forum-blog ITALIANI. Un botta & risposta è molto più denso di significati di un banalissimo flame e i troll lasciamoli nelle fiabe. Vabbè, non divaghiamo... comunque tu voglia chiamarla, questa cosa intercorsa tra noi…) finisce qui, adesso, almeno per me.
Ma pubblicamente.
Perchè pubblicamente è iniziata.

X Conte
Ripeto… l’articolo (più o meno condivisibile) ci sta tutto.
Il tuo commento (per me) no.

Riguardo invece al concetto di “massima libertà” - sempre nei limiti della decenza e del buongusto (che almeno quelli, spero, sia connaturati in ognuno di noi) - che propugnate a pie’ spinto in ogni dove qui dentro, ho invece dei seri dubbi, perché ogni volta che poi qualcuno VI PRENDE IN PAROLA e viene qui e critica, voi (tu, Marco e Bottero nei suoi editoriali) subito ricorrete al solito ritornello, ormai trito&ritrito, del “ehi, ma perché vieni solo qui a criticare”.
Insomma, da una parte inneggiate alla libertà (cosa che da altre parti non è concessa, se non sulla carta, e di questo ti/vi va dato atto, senza se e senza ma), però dall’altra vi ritraete subito in difesa, richiudendovi a riccio su voi stessi, atteggiamento che io, personalmente, non concepisco.
Io sono venuto qui e ho criticato un tuo pezzo (vabbè… un commento).
Tu hai risposto.
Così si fa, almeno per come la vedo io (parere personale).
Perché i ritornelli, specie quelli “vittimistici” e un po’ stantii, lasciano sempre il tempo che trovano.
Ma le RISPOSTE, specie quelle precise, puntuali, rigorose e univoche, non lasciano adito a dubbi di sorta.
Magari generano altre domande, ma mai dubbi su come uno la pensi effettivamente su un determinato argomento.
Meditate, gente, meditate…
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[05-06-07/03/2010] » Fumetto d'Autore segue in diretta dalla Fortezza Firmafede di Sarzana, Fullcomics 6. Giunta alla sesta edizione, Fullcomics si presenta nella versione 2010 con oltre 100 stand di case editrici. Fumetterie, Giochi, Collezionismo, Mostre, Ospiti, Incontri, Musica, Cosplay, Conferenze, Workshop e Concorsi. Fullcomics si svolge a Sarzana (Sp) dal 5 al 7 marzo 2010, presso la Fortezza Firmafede. Orari: 10-19 Ingresso: 5 euro (ridotto 2 euro dai 6 ai 12 anni, sotto i 6 anni ingresso gratuito). Seguite in diretta tutti gli aggiornamenti di Fullcomics 6. [05/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 1 - Ore 11.30 Inaugurazione ufficiale di Fullcomics 2010 - [05/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 1 - Ore 12.30 Fumectory, l'unione fa la forza - [05/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 1 - Ore 14.30 Il taglio autoriale di Lavieri Edizioni - [05/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 1 - Ore 16.30 Surroz, un esordio europeo - [05/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 1 - Ore 17.30 Prime premiazioni dei concorsi: Fullcomics 150 e Corti Animati - [05/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 1 - Ore 18.30 Le proposte di Tunué e del suo immaginario fumettistico - [06/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 2 - Ore 10.30 Un caffè giapponese - [06/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 2 - Ore 11.30 Gianluca Maconi: tafferuglio in paradiso - [06/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 2 - Ore 12.30 Steam Press: una fucina di idee - [06/03/2010] » Fullcomics 2010 - Giorno 2 - Ore 13.30 Gran Premio autori ed editori: tutti i premiati - Tutte le notizie su Fullcomics le trovate a questo indirizzo.

 

Diretta » Fumetto d'Autore al Comicus Prize

[13-14/02/2010] » La diretta delle votazioni Update 21 Come avete potuto leggere dall'ultimo editroriale del Direttore Bottero, Fumetto d'Autore è in lizza per il Comicus Prize nella categoria "Miglior sito italiano dedicato al fumetto". Tra recuperi inaspettati e cambi di classifica notturni che hanno caratterizzato i primi giorni di votazione, seguiamo insieme le ultime 48 ore di votazione. Siamo sicuri che ne vedremo delle belle. Registratevi e votate Fumetto d'Autore! Attenzione: ci è stato segnalato da alcuni utenti che volevano esprimere il voto per Fd'A che il forum non accetta per la registrazione mail gratutite come gmail, hotmail, libero e altre. Confermiamo che queste mail non sono abilitate alla registrazione. Alcuni ci hanno segnalato anche che dopo essersi registrati e inserito il voto questo non è comparso. Altri ancora ci hanno informato che iscrivendosi l'autorizzazione all'accesso al forum è all'esame degli amministratori. Vi invitiamo a riprovare a votare o a scrivere alla board del forum di Comicus per eventuali anomalie: comicus.forum@gmail.com. 12/02/2010@21:09   12/02/2010@00:00   13/02/2010@10:45   In attesa di nuovi aggiornamenti, intanto un pò di storia. Il Comicus Prize nasce nel 2004,  la categoria "Miglior sito italiano dedicato al fumetto" però esordirà solo nel 2007. Ecco i risultati delle edizioni precedenti per questa categoria, che al momento, nel panorama italico dei premi dedicati al fumetto, rimane l'unico premio per i siti specializzati: 2007 1° posto: Manga Forever (34 voti) 2° posto: Lo Spazio Bianco (28 voti) 3° posto: Fumetti di Carta (20 voti) 4° posto: De-Code (9 voti) 5° posto: UBC (3 voti) 2008 1° posto: Mangaforever [40.45%] 2° posto: Comicsblog.it [21.35%] 3° posto: Lo Spazio Bianco [17.98%] 4° posto: Fumettidicarta [16.85%] 5° posto: UBC [3.37%]   13/02/2010@11:20   13/02/2010@12:00   Intanto sul forum di Comicus arriva una protesta da parte dell'utente Biancaneve, ve la riportiamo: Scusate... alcuni miai amici hanno cercato più volte di iscriversi e io stessa ho notato che spesso l'accesso è negato o "sospeso"! Guarda caso, quando la connessione si riattiva, magicamente in alcune categorie, alcuni voti crescono, creando distacco (che fino a poco prima non c'era) con alcuni candidati delle categori in gara. Ma se l'accesso è negato a tutti o sospeso, chi è che vota nel frattempo?Non sarà per caso che...Naaaa! Che vado a pensare?Scusate, ora vado... sento puzza di bruciato, sarà perché ho lasciato il bambino sul fuoco? Poi c'è anche il latte che piange, e allora... La discussione potete continuare a leggerla qui.   13/02/2010@12:14 Il nostro Direttore aggiorna il suo editoriale di invito al voto ron una considerazione sulle segnalazioni che ci sono arrivate ieri dai lettori che volevano votare Fd'A al Comicus Prize.   13/02/2010@13:15   13/02/2010@14:00 Comunicazione della redazione di Comicus: Avvisiamo i nostri lettori che, per garantire l'assoluta trasparenza del Prize, da questo momento ogni nuova iscrizione al forum dovrà ottenere l'autorizzazione degli Admin. Questa decisione è nata per eliminare il fenomeno degli account provenienti dallo stesso ip. Anche nelle precedenti edizioni misure di sicurezza sono state attivate per consentire la massima trasparenza di quello che è sì un gioco, ma come ogni gioco ha regole che devono essere rispettate. I nuovi utenti verranno abilitati entro la data del Prize, dunque, sarà a loro permesso di votare (se non verranno, ovviamente, riscontrate anomalie). Siamo dispiaciuti di farvi questo annuncio, ma purtroppo la solo buona fede a volte non è sufficiente. Speriamo di fare cosa gradita a chi ha serenamente espresso il proprio voto. Invitiamo gli utenti a segnalarci, in ogni caso, anomalie come già fatto in questa occasione. Ovviamente, chi è in buona fede non ha nulla da temere e potrà tranquillamente partecipare al Prize. Grazie per l'attenzione!   13/02/2010@14:30   13/02/2010@14:30 Solitamente si accusa di brogli chi vince non chi non sta vincendo. Ma anche in questo Fd'A fa un eccezione. Stiamo perdendo ma ci accusano di avere rovinato il premio. Visto che noi siamo stati sempre indietro. Siamo sicuri che forse non si dovrebbero guardare con altrettanta foga indagativa i voti di chi ci è sempre stato davanti per tutto il tempo e, che come si evince dalla nostra diretta, ogni volta che ci siamo avvicinati ci ha sempre ridistanziato mantenendo costante il distacco? Non è che per mascherare cose poco chiare si inizi a accusare di avere imbrogliato proprio chi non può vincere?   13/02/2010@14:45 Sul tavolo della redazione di FdA ci sono da ieri sera alle 23 una sequenza di interssanti screenshot su qaunto accaduto nella votazione della nostra categoria dalle 21.05 alle 22.10. Si vedono, in una serie di refresh consecutivi, dei voti che aumentano ai nostri concorrenti mente nella board non c'è loggato nessuno. Più tardi pubblicheremo gli screenshot in nostro posseso. Per gli amanti delle cronologie possiamo dire che non siamo tra i sette nani e che l'aggiornamento dell'editoriale di Bottero è stato scritto ieri sera dopo che ha visto gli screenshot che ci sono pervenuti.   13/02/2010@15.15   13/02/2010@15:30 Alcuni dei membri fondatori della Double Shot si lamentano di quanto si presume stia accadendo nella categoria a cui concorre FdA. Vi riportiamo la situazione attuale della categoria a cui sta concorrendo la DS. Nessun controllo dell'amministrazione, di cui due membri della DS fanno parte, sembra sia stata fatto al momento in questa categoria. Dall'inizio delle votazioni si sono iscritti circa 140 utenti.   13/02/2010@15:30 Commento di Carmine Console: E poi il fatto che ad ogni nuova iscrizione di quel tipo (sta parlando di utenti provenienti dallo stsso ip - ndr) andasse a salire solo il counting di un partecipante deve essere stata una coincidenza. Lo trovate qui. Alcuni commenti più sotto il sempre Carmine Console: Scusate ma se per report (rsiponde ad un utente che chiede se è possibile pubblicare la lista dei voti alla fine del premio - ndr) dei voti si intende una lista che indichi chi ha votato cosa vi informo che non solo non è possibile tecnicamente (non c'è una funzione che lo permetta) ma vorrebbe dire anche violare la segretezza del voto. Questo altro commento lo trovate qui. Ma se non è possibile vederlo come ha fatto lui a vederlo? Ha letto direttamente dal database bypassando l'interfaccia grafica (è possibile su phpbb)? Se c'è la segretezza del voto perchè allora fa capire agli altri partecipanti chi ha votato chi? E perchè alla stessa maniera non ha riportato le stesse informazioni di altri concorrenti alla nostra categoria o ad altre categoria? Forse non vinceremo il comicus prize ma qualcuno sembra avere già vinto il tapiro d'oro e non è Fumetto d'Autore a vincerlo neanche in questo caso. 13/02/2010@20:10 Nonostante le polemiche inpazzano in rete, MangaForever è sempre avanti di 10 punti e i nuovi iscritti per durante il premio salgono a più di 150, ma sembra che le indagini del Commissario Comicus guardano solo ai voti che prende FDA.   13/02/2010@20:43 Ed ecco, come promesso precendentemente, i primi tre screenshot di quello che è successo ieri sera nella nostra categoria di voto al Comicus Prize dalle 21.05 alle 22.05 circa. Questo materiale è in possesso di FDA da ieri sera alle 23.00. Noi li abbiamo ribattezzati: "Anche lo Spirito Santo insieme all'Arcagelo Gabriele hanno votato al Comicus Prize". E Loro non hanno bisogno di account... Screenshot #01 – Punto i partenza Ora: 21:09 Utenti registrati connessi sono: 0 Utenti anonimi connessi: 0 Fumetti di Carta: 21 Fumetto d’Autore: 32 Lo Spazio Bianco: 24 Mangaforever: 39   Screenshot #02 – Refresh, 30 secondi dopo quello che si vede nello Screenshot #01 Ora: 21:09 Utenti registrati connessi sono: 0 Utenti anonimi connessi: 0 Fumetti di Carta: 21 Fumetto d’Autore: 32 Lo Spazio Bianco: 24 Mangaforever: 40   Screenshot #03 – Refresh, 30 secondi dopo quello che si vede nello Screenshot #02 Ora: 21:10 Utenti registrati connessi sono: 0 Utenti anonimi connessi: 0 Fumetti di Carta: 21 Fumetto d’Autore: 32 Lo Spazio Bianco: 24 Mangaforever: 41 A dopo per gli altri. 13/02/2010@21:15   13/02/2010@21:15 Diamo un occhiata anche ad un altra categoria combattutissima. gli e-comic dove si contendono il primato in un testa a testa serrato Ravioli Uèstern di Pierz (in volume anche per NPE) e Rusty Dog di Emiliano Lobgobardi e AA:VV., due fumetti on line molto seguiti dalla comunità di Comicus. Sono ormai più di 160 gli utenti che si sono iscritti al forum di CUS durante questa fase finale delle votazioni .13/02/2010@22:30 Ci fanno notare a proposito degli screenshot pubbblicati più sopra che è possibile sul forum di Comicus non aggiungere il tuo nome alla lista degli utenti connessi. Ma su piattafroma PHPBB , quella usata dal forum di Comicus, per intenderci, l'utente deve comunque comparire conteggiato come utente anonimo, e come si vede dagli screenshot non ci sono utenti anonimi collegati mentre il contatore dei voti di MF sale. 14/02/2010@11:15 Ci fanno notare rispetto all'intervento precedente che è possibile collegarsi da nascosti e votare senza essere visti dai visitatori e dagli utenti non nascosti. Quindi avendoci altri screenshot che dimostrano che nella nostra categoria molti voti (non nostri) sono avvenuti con questa modalità possiamo concludere che non solo hanno votato lo Spirito Santo e l'Arcangelo Gabriele ma anche molti tra i santi e forse anche qualcuno della schiera dei Cherubini. SIamo secondi a 12 voti dai primi. Con 50 voti saremmo in testa su 18 delle 30 categorie in concorso. Saremmo invece secondi nelle seguenti categorie: Miglior comic book Dc/Wildstorm, Miglior comic book Image, Miglior graphic novel italiana, Miglior altro fumetto italiano, Miglior manga, Miglior e-comic italiano, Miglior casa editrice straniera, Miglior scrittore italiano, Miglior scrittore manga, Miglior disegnatore comic-book, Miglior disegnatore italiano, Miglior copertinista italiano. La categoria in cui sta partecipando Fd'A sinora ha totalizzato sinora 169 votanti e 1500 visite risutando la seconda categoria più seguita dietro gli e--comic che hanno più di 2300 visite Sinora si sono iscritti al forum di Comicus più di 160 utenti durantie lo svolgimento del premio. 14/02/2010@14:10 Mancano 10 ore alla chiusura del Comicus Prize e Fumetto d'Autore è indietro di 12 voti. Alla nostra prima partecipazione, con soli 6 mesi di attività alle spalle, è già un risultato di tutto si rispetto se si pensa che due anni fa si portava il premio a casa con 34 voti e ora ne abbiamo 50. Quindi perchè non provare a cercare la rimonta? Fumetto d'Autore ti invita a votarci! Segui il nosto sguardo.Attenzione: non è possibile iscirversi usando mail gratuite come hotmail, gmail, email, ma anche alice e altre. Se doveste avere problemi nella registrazione o nell'esprimere il voto scrivete all'amministrazione del forum: comicus.forum@gmail.com 14/02/2010@14:30 Mentre il vantaggio di MF aumenta, ci sono arrivate 4 segnalazioni di lettori che si sono registrati ieri e nonostante abbiano mandato una mail all'amministrazione del forum per farsi abilitare al voto ancora non hanno ricevuto nessuna risposta. Sembra che adesso quando ci si iscriva al forum di Comicus si è  di default disabilitati anche a postare oltre che a votare e che per avere l'abilitazione sia necessario scrivere all'amministrazione.   14/02/2010@16:00 In attesa che si sblocchi la situazione descritta nell'ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono altre 2 segnalzioni (totale 6 utenti che vorrebbero votarci ma non possono) continuiamo a presentarvi gli screenshot di cui è venuto in posseso FDA inerenti quanto accaduto il 12/02/2010 sul forum di Comicus durante la votazione del Comicus Prize. La situazione presentata nello screenshot #03 rimane invariata sino alle 21.22 quando il forum risulta essere chiuso ai visitatori. Si legge "L'amministratore richiede a tutti gli utenti di connettersi prima di poter utilizzare il Forum". Alle 21.26 il forum riapre al pubblico. Cosa è successo nei quattro minuti in cui il forum non è stato accessibile ai visitatori? Segnalazioni di utenti che non riuscivano a votare i sono arrivate alle 21.24, cioè mentre il forum era chiuso ai non iscritti. Una cosa è certa alla riapertura al pubblico, il contatore de Lo Spazio Bianco è salito di un voto e da 24 è passato a 25. Screenshot #04 Screenshot #05 Screenshot #06   14/02/2010@16:15 Altro voto per Mangaforever, mentre gli utenti che richiedono l'autorizzazione all'amministrazione del forum e non ottengono risposta sono ora 6. L'amministrazione dichiara di non avere ricevuto mail,  amministratori e forumisti preferiscono voltare la questione in una presa per i fondelli degli utenti che si stanno lamentando della situazione.   14/02/2010@18:00   14/02/2010@19:00   14/02/2010@19:15 L'amministrazione di Comicus spiega come sta gestendo la faccenda degli utenti bloccati. Carmine Console (nickname: Count Zero), Amministratore di Comucs Forum: Scusate l'interruzione ma volevo segnalarvi una meravigliosa new entry.BERUSCAO Ogni volta che penso a drive in mi vengono le lacrime agli occhi ! se ci sei ti prego resta con noi ! (QUI) Utente MIllantatore: Giusto! Rimani con noi BERUSCAO, autore del voto n.66 per Manga Forever, e anche tu FunkytarroManga, autore del voto n.67. Gli amministratori spiegheranno a tutti perchè anche questi ennesimi nuovi iscritti, degli oltre 170 (perchè di nuovi iscritti si tratta) siano stati ignorati, mentre si è gridato allo scandalo per i, pochi, nuovi iscritti che hanno parteciato alle votazioni per appoggiare fumetto d'autore.E ci diranno anche perchè continuano a giungerci segnalazioni di gente che, dopo aver avuto la tanto attesa autorizzazione dell'amministratore, non sono comunque autorizzati a votare. (QUI) Carmine Console (nickname: Count Zero), Amministratore di Comucs Forum: Guarda Beruscao era in coda in attesa di approvazione da due giorni. Poveraccio nemmeno il nome lo ha salvato.Poi è ovvio che le accuse uno deve essere in grado di provarle altrimenti fa la figura, appunto, del millantatore :-)Se è per questo ti è sfuggita una nuova Ice-Queen, Un certo Pierpaolo che ho sbloccato io di persona dopo sua segnalazione ed almeno altri due utenti.Scusa ma come fai a sapere chi vota per cosa ? non possono vederlo nemmeno gli admin ! ci sono oltre 4000 iscritti a questo forum e chiunque può votare quando vuole persino senza ricorrere a registrazioni apposta.Scusate io in questo momento vedo che è stata data risposta a tutti, mi fate la cortesia di inoltrarmele queste lamentele perchè non ne vedo più tranne un gruppo di utenti a cui ho spiegato che non consentiamo da sempre più di due account con lo stesso IP.Davvero sono curioso, hai modo di provare quello che affermi? (QUI) L'intervento dell'amministratore contiene diverse contraddizioni. Eccole: - Guarda Beruscao era in coda in attesa di approvazione da due giorni. Sinora aveva sempre detto che sbloccava gli utenti in tempo reale. - Scusa ma come fai a sapere chi vota per cosa ? non possono vederlo nemmeno gli admin! Questa contraddizione viene fuori per la seconda volta.Nell'aggiornamento 13/02/2010@15:30 si legge: Commento di Carmine Console: E poi il fatto che ad ogni nuova iscrizione di quel tipo (sta parlando di utenti provenienti dallo stsso ip - ndr) andasse a salire solo il counting di un partecipante deve essere stata una coincidenza. Lo trovate qui. Quindi prima dice di avere visto che cosa hanno votato gli utenti ma poi dice che un admin non può vederlo. - mi fate la cortesia di inoltrarmele queste lamentele perchè non ne vedo più tranne un gruppo di utenti a cui ho spiegato che non consentiamo da sempre più di due account con lo stesso IP. Quindi se sono bloccati solo gli account che hanno lo stesso IP e Beruscao era bloccato, significa che anche Beruscao era un utente multiaccounting? Cosa sta facendo l'ammninistrazione? Cerca di capire chi voterebbero gli account bloccati e li sblocca a seconda di chi vanno i voti? Stiamo assistendo ad un premio popolare pilotato dall'amministrazione del forum? Tutto questo sta accedendo solo nella nostra categoria o anche in altre? I nuovi utenti iscritti dall'inizio del premio sono più di 170. 14/02/2010@20:15   14/02/2010@21:15 14/02/2010@21:40 Faciamo luce sull'accusa ricevuta di fare brogli da parte dell'amministrazione di Comicus. L'amministrazione del forum, su più di 170 registrazione di nuovi utenti ha ritenuto di doversi soffermare ad indagare su alcuni account che ieri hanno votato per Fd'A e che sono stati accusati di multiaccount per avere effettuato registrazioni e votazioni dallo stesso IP. La mail che riceviamo e pubblichiamo è stata inviata da Giovanni Di Meglio all'indirizzo dell'amministrazione del forum il 13 Feb 2010 alle 19:32:53. Gentili membri dello staff di Comicus Forum. Devo dire che resto molto sorpeso dalla sospensione del mio account personale e di quello dei miei amici. Sono Giovanni Di Meglio del collettivo Malefico Fumetti con il quale autoproduco una rivista a fumetti nella zona di Napoli. Ho avuto modo, come i miei colleghi, di intrattenere rapporti con gli amici di Fumetto d'Autore al comicon di napoli e al lucca comics dello scorso anno. Quando ho saputo della partecipazione al concorso da voi sponsorizzato ho voluto sostenere la loro candidatura con i voti miei e di miei amici e colleghi. Questa mattina il collettivo era in riunione presso casa mia, pertanto hanno effettuato tutti la registrazione da casa mia, così come anche mia sorella. Mi sembra assurda la polemica che ne è derivata e chiedo che il mio account e quelli dei miei colleghi vengano riattivati il prima possibile e i loro voti validati, ovvero che i voti siano annullati ma che sia data la possibilità agli account di rivotare da casa propria. Rimango oltremodo sconcertato dalla mancanza di serietà dell'organizzazione, che non ha presvisto che più utenti potessero accedere dallo stesso computer e non si è premunità dallo spam di voti in maniera più seria, creando altresì disagi ad utenti che nella giornata di oggi tra (13 febbraio - ndr) le 11.00 e le 15.00 sono stati impossibilitati nel voto. Giovanni Di Meglio ci ha anche comunicato che tutti i titolari degli account registrati a casa sua ,hanno provveduto a mandare nella giornata di oggi una mail all'ammninistrazione del forum per regolarizzare la loro posizione dai propri indirizzi IP. Ma se l'ammnistrazione di Comicus aveva ricevuto queste mail perchè nonostante questo metterci "la faccia" da parte dei nostri lettori ha continuato ad accusarci velatamente di stare commettendo imbrogli? Alla luce di queste nuovi elementi in loro possesso ma taciuti, la redazione di Comicus non dovrebbe farci ufficialmente le scuse per quanto sostenuto da parte loro nei nostri riguardi? Fumetto d'Autore sta perdendo il premio perchè non ha i voti necessari per vincere o perchè ha ficcanasato troppo in casa del Comicus Prize?   14/02/2010@22:00 Il punto di vista di House of Mistery di Luigi Siviero su quanto sinora raccontatovi in questa cronaca.   14/02/2010@22:45 Riceviamo e pubblichiamo. Gentile redazione di Fumetto d’Autore, mi chiamo Gianmarco De Francisco e vi scrivo da Taranto per informarvi di alcune anomalie riscontrate quest’oggi nell’iscrizione al forum di Comicus.  Nel pomeriggio, intorno alle 14:30, mi sono iscritto al forum con due colleghi, ciascuno con un account differente, dal mio studio di grafica. Nessuna mail di conferma ci è giunta. Mentre i miei colleghi, per motivi di lavoro, rinunciavano perfino ad avviare il macchinoso iter di richiesta dell’avvenuta registrazione messo a disposizione dal forum, io, testardo, perseguivo nel mio intento.Mi accorgevo, dunque, di poter navigare nel forum, ma di non poter postare o rilasciare voto alcuno. Ho contattato, quindi, l’amministrazione di Comicus descrivendo loro il problema. Mi è stato detto di registrarmi nuovamente. La  mia mail - a detta degli amministratori - era stata bloccata perché la richiesta di iscrizione era avvenuta assieme a quella dei miei colleghi, dallo stesso IP.Mi pregavano, pertanto, di registrarmi nuovamente, ma da un altro indirizzo IP, per non avere problemi. Intorno alle 20:00 ho provato a registrarmi nuovamente dalla residenza della mia ragazza, ma anche da lì l’accesso alle funzioni del forum mi era negato.In fedeGian Marco De Francisco Da ieri sera alle 21:15, Fumetto d'Autore ha preso solo 2 voti al Comicus Prize. Di dichiarazioni simili a quella di Gianmarco, in redazione ce ne sono giunte una decina. Siamo quasi entrati nell'ultima ora del Comicus Prize.   14/02/2010@23:30 RIceviamo comunicazione da Gianmarco De Francisco e che è riuscito a votare. Dopo avere ricevuto due voti, l'utente _Miri_ ha aggiunto un voto per MF al successivo refresh. Curioso il caso dell'utente in questione. Come si può evincere dallo screenshot che ci è pervenuto, l'utente si è registrato il 19 gennaio 2009 e ha all'attivo solo 1 post. E' questa la possibile tecnica per eventualmente pilotare i voti del premio? Cercare in un database di 4715  gli utenti "dormienti" che hanno all'attivo pochi post se non uno o nessuno e utilizzarli per votare all'occorrenza? E' questo che succedeva negli screenshot che vi abbiamo fatto vedere quando, senza nessuno connesso di visibile, salivano i contatori dei partecipanti? Si usavano utenti dormienti nascondndoli? Avendo dimostrato che non nessuno dei votanti di Fd'A ha commesso brogli, siamo stati accusati di brogli per coprire altri brogli che forse si stavano mettendo in atto? Chi guarda i guardiani? Manca meno di mezz'ora alla chiusura del Comicus Prize. 14/02/2010@23:45 Il trend viene rispettato. Subito dopo un voto ricevuto, c'è il voto a Mangaforever a mantenere inalterateo il divario anche a un quarto d'ora dalla fine. 14/02/2010@00:00 - FINALE Si chiude il Comicus Prize. Nella categoria "MIglior sito italiano dedicato ai fumetti" vince Mangaforever con 70 voti. Noi di Fumetto d'Autore ci classifichiano secondi con 55 voti.I nuovi iscritti al forum durante lo svolgimento della fase finale del premio sono più di 180. Complimenti a Mangaforever per la vittoria. Grazie a tutti quelli che hanno votato per Fumetto d'Autore o che avrebbero voluto e non ci sono riusciti. Il Comicus Prize è stato organizzato dal sito Comicus.it, di proprietà di Marco Rizzo, giornalista professionista, stimato sceneggiatore di fumetti dedicati al sociale e all'antimafia. 14/02/2010@01:00 Commento di Marco RIzzo, sul Comicus Prize, direttamente sul suo blog. Riportiamo in corsivo un breve passaggio dell'intervento del giornalista professionista, proprietario di Comicus, redattore delle Edizioni BD e autore di un libro su Peppino Impastato: E ovviamente mi fa sempre incazzare quando il nome di Peppino viene tirato in ballo in polemiche di questo tipo, specie se a nome di un'anti-antimafia che alla mafiosità - come ho detto di recente in un'altra occasione - fa solo bene. Che RIzzo abbia scritto Il libro su Peppino Impastato e lche il libro abbia partecipato al premio organizzato sui siti di sua proprietà sono dati di fatto, non polemiche. Chissà cosa penserebbe Peppino Impastato se leggesse questo resoconto giornalistico della nostra partecipazione al Comicus Prize organizzato negli spazi on line che appartengono a chi gli ha fatto da biografo a fumetti. Ma non vogliamo credere che un giornalista professionista non abbia apprezzato il nostro lavoro di cronaca che si è trasformato, per caso, quasi in lavoro di inchiesta. Avendo dimostrato che nessuno dei votanti di Fumetto d'Autore ha imbrogliato, dopo essere accusati di brogli, ci permetta quantomeno Rizzo di dubitare, sulla scorta di dati oggettivi che abbiamo raccolto e presentato in questa lunga maratona, di chi ci ha accusato. Oppure si può dubitare di noi e noi non possiamo dubitare di chi dubita di noi? Incazzarsi è facile, tirando in mezzo professionisti ed editori di cui nemmenro abbiamo mninimanente parlato nel nostro reportage, avere, invece, gli attributi per chiederci scusa ufficialmente, in quanto rappresentante legale, perchè dai suoi siti siamo stati accusati ingiustamente di imbrogliare da secondi, è cosa di spessore assai ben diverso che incazzarsi perchè si pensa che il nome di Peppino Impastato sia stato tirato in ballo fuori luogo. Non vorremmo concludere che il giornalismo d'inchiesta quando lo si pratica e lo si applaude per cose superiori come l'antimafia e la politica va bene, ma quando invece si rivolge al premio organizzato sui siti di cui si è rappresentante legale, venga liquidato da un giornalista professionista come semplice "chiacchericcio".

Recensioni

 

Cubana

Per chi desidera immergersi in atmosfere umide. Per chi ama leggere di avventure ed avventurieri, tradimenti e zanzare. Ecco CUBANA, pubblicata da Edizioni Voilier. Per chi come me, in genere, si interessa solo (o per lo più) di fantascienza a fumetti, questo racconto poteva essere difficile da recensire. CUBANA invece entra poco a poco in circolo. Si sedimenta come un vecchio rhum e cattura definitivamente l’attenzione. Creato da Lele Vianello e Guido Fuga (due storici amici e collaboratori di Hugo Pratt), CUBANA nasce come seguito di L’uomo dei Carabi, il volume edito dalla Cepim nella collana “Un uomo un’avventura” nel ’77. Nel cinema è nota la regola non scritta per cui un sequel non è (quasi) mai all’altezza del predecessore, regola valida anche e soprattutto nel mondo del fumetto. Ma esistono le eccezioni e CUBANA ne è un valido esempio. Riprendendo il protagonista del volume anni ‘70, Vianello e Fuga, con un artificio grafico e narrativo, lo modificano, lo spostano in là negli anni e lo caricano di umanità già solo nelle prime pagine. Si avverte il senso di passaggio malinconico degli anni, nel rivedere il marinaio danese Svend cambiare nome e farsi crescere la barba. Il passato lo sfiora anche in questa avventura, quando sporadicamente alcuni dei personaggi sembrano riconoscerlo. Ma sono solo piccole citazioni, mentre CUBANA prende pian piano forma, si addentra nella vegetazione umida, e ci presenta uno ad uno personaggi degni di film. Donne sensuali, uomini ubriachi, traditori, alcuni  “cattivi” che si rivelano carichi di sensibilità (magari verso la musica), altri inguaribilmente sadici (e senza speranza). In mezzo a tutto il marinaio Svend, che adesso ha cambiato nome in Comandante Cudd, il quale crea una cerniera tra tutti i personaggi doppiogiochisti che affollano una Cuba pre-Castrista, ma pronta ad essere incendiata dalla rivoluzione. Da segnalare lo stacco tra un momento e l’altro durante la narrazione, che crea come delle dissolvenze sfumate. Dissolvenze cinematografiche. Parlando di cinema, per certe atmosfere, non si può non citare il quasi omonimo Havana (1990), di Sydney Pollack con Robert Redford. Per un rimando più decisamente fumettistico, in qualche modo CUBANA ricorda “L’uomo che uccise Ernesto Che Guevara” , storia di Magnus, anche se ambientata in Bolivia ed in un contesto differente Raccontando una storia a Cuba, negli anni ’50, non si può non omaggiare due protagonisti storici, che la memoria collettiva collega indelebilmente a quei luoghi: Ernest Hemingway ed  Ernesto Che Guevara. Poteva essere una scelta banale e pericolosa. Invece i due autori collocano lo scrittore americano ed il Che, in ruoli precisi e misurati, senza cadere nella trappola di oscurare con la loro presenza ingombrante l’equilibrio della narrazione. Come le tessere di un enorme mosaico. La cui immagine finale resta impressa a lungo dopo la lettura. CUBANA è uscita in anteprima nazionale a Fullcomics 2010. Titolo: CUBANA Autori: Lele Vianello e Guido Fuga Editore: Edizioni Voilier Descrizione: 90 pp. - b/n - brossurato Prezzo: 16 euro

 

INVINCIBLE vol. 8 – “Un uomo al comando”

Se non è il futuro del genere supereroistico ci va dannatamente vicino. Invincible ha tutto quello che si potrebbe chiedere ad un fumetto di supereroi con l’innegabile, aggiuntivo vantaggio di non costringere il lettore a seguire un intero universo narrativo per godersi le storie nella loro interezza: il che di questi tempi è un pregio tutt’altro che trascurabile. Robert Kirkman, lo scrittore degli apprezzatissimi The Walking Dead e di Marvel Zombies tanto per capirci, è riuscito nell’impresa titanica e praticamente impossibile di riunire tutti i concetti fondamentali di questo genere narrativo e presentarceli in una forma fresca e moderna, in una prosa che riunisce il realismo decostruttivo post-Watchmen e il sense of wonder Silver Age: decisamente una cosa che non si vede tutti i giorni. In Invincible troviamo infatti il Superboy degli anni ’60 della DC unito al primo Nova della Marvel, vediamo come sarebbe il pianeta Krypton se i suoi abitanti fossero una razza di crudeli conquistatori interstellari, seguiamo le epiche ma non sempre trasparenti imprese del classico supergruppo che lavora per il governo americano, sperimentiamo il contrasto di vedere teen drama e soap opera affiancati a scontri devastanti e fiumi di sangue e interiora… Insomma assistiamo a una vera e propria summa di quello che la figura del supereroe (non superuomo, per fortuna…  di quelli ne abbiamo fin troppi negli ultimi anni) ha offerto e offre tuttora ai suoi lettori dal dopoguerra ad oggi. E, cosa non certo secondaria, siamo testimoni di un percorso di crescita e formazione del protagonista tutt’altro che banale e che omaggia il periodo d’oro dell’Uomo Ragno, con il suo barcamenarsi tra le responsabilità verso la famiglia e il microcosmo personale e quelle ben più pesanti legate al suo ruolo di salvatore del mondo. A impreziosire il tutto gli splendidi ed efficaci disegni dell’astro nascente Ryan Ottley; ci vuole la stoffa dell’artista per rendere graficamente il sincretismo narrativo operato da Kirkman senza cadere nella tentazione del facile citazionismo: eppure al suo esordio assoluto questo giovane disegnatore riesce in un compito che avrebbe fatto tremare i polsi a professionisti ben più navigati. Insomma, se volete tutto il buono dei supereroi seguendo una sola serie fate un pensierino all’acquisto o al recupero degli ottimi volumetti delle Edizioni BD dedicati a Invincible!   Titolo: Invincible vol. 8 “Un uomo al comando” Testi: Robert Kirkman Disegni: Ryan Ottley Editore: Edizioni BD Pagine: 168 pagine a colori Prezzo: € 14,00

 

MW

Questa volta parliamo dell’opera di un tale, un giapponese morto una ventina di anni fa, che faceva il fumettista e che si chiamava Osamu Tezuka, definito unanimamente e con grande esattezza il Dio del Manga. Giusto per darvi un’idea. Osamu Tezuka è stato il più grande, nonchè il più prolifico, nonchè il maggiore pioniere, di tecniche e di generi, che il fumetto giapponese abbia mai avuto. Considerando la quota dei fumetti nipponici rispetto al totale mondiale ci si può rendere conto di quanto il titolo, pur altisonante, sfiori di poco il valore assoluto. Accanto a lui, in un ipotetico Olimpo di vignette e balloon, potremmo trovare un altro gigante come Will Eisner, che con lui condivide anche un primato: se Eisner è considerato il fondatore della graphic novel, Tezuka è il suo corrispettivo per lo story manga. Due forme omologhe per indicare quel fumetto che per lunghezza e complessità narrativa viene accostato ai romanzi della letteratura. Tezuka è stato il creatore di serie a fumetti come Kimba, Astroboy, La Fenice, Black Jack, La Principessa Zaffiro ma anche La Storia dei Tre Adolf, una delle più grandi opere realizzate attorno all’ascesa del Terzo Reich, Buddha, una lunghissima ricostruzione romanzata della vita del profeta e protagonista dell’Illuminazione, e tante altre opere che hanno fatto pensare a lui come possibile candidato al Nobel per la Letteratura. Nella sua lunga carriera ha anche realizzato numerosi film di animazione, corto e lungometraggi. E’ quindi dalle matite e dalle chine di questa mano straordinaria che nasce MW, una cupa di vicenda di folle vendetta. Primi anni ’60. Un ragazzo e un bambino si trovano, per un caso del destino, a essere gli unici scampati a una strage provocata dal gas letale a uso militare MW, che stermina completamente la popolazione di una piccola isola. Un’ecatombe che il governo, attraverso un insabbiamento totale, non rivelerà mai, fuggendo alle proprie responsabilità e lasciando alle proprie spalle migliaia di morti innocenti. Per entrambi questo sarà uno shock insuperabile: Iwao Garai, il più grande, che un tempo era stato un teppistello, tormentato e profondamente angosciato dai ricordi della catastrofe, decide di farsi prete. Michio Yuki, il bambino, invece pare prendere una strada di normalità continuando i suoi studi ed entrando in banca come impiegato. Ma accanto alla sua vita apparentemente normale e di successo Michio sviluppa una tendenza alla violenza e all'inganno finalizzati alla più crudele delle vendette. Oltretutto per portare avanti il suo piano estorcerà la collaborazione di Iwao Garai, il solo a conoscerne le intenzioni criminali e a volerlo in qualche modo salvare dalla sua stessa follia. In questo si manifesta il lato più diabolico di Michio, il quale sfruttando bontà e debolezze di Garai lo trascinerà con sè in una spirale perversa e sanguinolenta. Muovendosi in un mondo corrotto e spietato, la vicenda prende direzioni incredibili, e nonostante la lunghezza della storia, il ritmo si manterrà costantemente elevato. Riguardo alla tecnica di disegno siamo davanti alla solita eccezionalità di Tezuka: comunicativamente perfetto, con uno stile di ritratto che sapientemente sa virare dal viso più comico e grottesco all'atteggiamento del volto più serio e verosimile. In questo modo, pur trovandoci di fronte a un fumetto dal tratto che si direbbe per bambini, con numerosi spunti alla Disney, ci si imbatte in personaggi e immagini dalla potenza drammatica incommensurabile. In chiusura del fumetto Tezuka stesso ha scritto con un certo sconforto di non aver raggiunto l'obiettivo di rappresentare al massimo livello i mali della società e della politica, a causa del proprio stile inadeguato. Tra le altre cose non gli mancava l’umiltà. A seguito di ciò MW è stata relegata un po' dappertutto a opera minore. A oggi però il vento è cambiato dato che in Giappone un film è stato tratto da questo eccezionale story manga, ricordandolo come tassello fondamentale dell’opera di Tezuka, uno dei più cinici, satirici e socialmente impegnati. Dalle recensioni anglofone pare si tratti comunque di un film d’azione macchine-pistole-esplosioni che non coglie appieno l’atmosfera dell’originale. Come spesso accade. Se un giorno dovesse arrivare in Italia ce ne potremmo fare un’idea anche noi. Tornando al fumetto e fuori da qualsiasi contesa di gerarchia estetica, a noi resta il piacere di poter leggere un’opera di quella che per i fumettisti è giustamente considerata una sorta di divinità. Osamu Tezuka - MW - Hazard Edizioni. 3 volumi, pag. 200 ca., 7,5 € cadauno.

 

Il Filo Rosso

di Roberto Recchioni Se seguite il mio blog e quello di Paola Barbato, vi dovrebbe essere chiaro che il nostro rapporto è conflittuale. Nel senso che, in maniera molto affettuosa, lei mi odia. O qualcosa del genere. E io ho paura di lei. Pur volendole molto bene. Quindi è con un certo timore che andrò a parlare del suo terzo romanzo. BREVE RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI: Bilico, il primo romanzo di Paola, venne presentato come un thriller all'americana, scritto da una nuova regina del terrore sullo stile di Patricia Cornwell. Non era nulla di tutto questo. Era un romanzo strano, disturbante, sinistramente squilibrato, contorto, per molti versi involuto e, soprattutto, era un romanzo che non dava al lettore nulla di quanto si aspettasse o volesse e lo mandava a dormire con un senso di disagio ben poco rassicurante. In sostanza, aldilà della bontà o meno della scrittura e delle meccaniche del racconto, Bilico aveva tutte quelle qualità che dovrebbe avere un VERO horror. Mani Nude, il secondo romanzo di Paola, è stato presentato come un ibrido tra Figth Club, un thrilleraccio alla Jeffrey Deaver e un romanzo di formazione. Anche in questo caso, mai descrizione fu più ingannevole. Perché Paola, nel raccontare la storia dei suoi fragili gladiatori, tratta pochissimo (e, bisogna dirlo, anche con una certa superficialità) le dinamiche fisiche dei combattimenti e sembra quasi disinteressata (inconsapevolmente e per scelta cosciente) alle canoniche meccaniche del thriller, se non per adempiere agli obblighi del racconto. In compenso, il romanzo scava (a mani nude) nell'emotività dei personaggi e lo fa con perizia e squisita crudeltà. Crudeltà che Paola riversa sui suoi lettori, scontentandoli in tutto, anche nel finale (alleluia). E veniamo a Il Filo Rosso. Questa volta la Rizzoli non ci ha provato nemmeno a dare una descrizione del romanzo, trattandolo come un oggetto del mistero (anche nella campagna virale che ha accompagnato il lancio). Strano perché, dei tre romanzi di Paola, questo è quello forse più riconducibile a una serie di elementi più facilmente riconoscibili per gli appassionati di genere. Strano perché dei tre romanzi questo è quello strutturato meglio e narrato nella maniera meno contorta. Strano perché dei tre romanzi, questo è (per me) quello meglio riuscito sotto tutti i punti di vista. Una prosa scevra da inutili sofismi, una narrazione avvincente, ottimi colpi di scena (distribuiti bene e in maniera logica e mai forzata), personaggi che è facile amare e odiare e, finalmente, un perfetto equilibrio tra un plot forte, raccontato in maniera solida e professionale e uno stile ricercato (nella sua semplicità). In questo romanzo, Paola riesce a non perdere nemmeno un pizzico del suo stile autoriale, delle sue ossessioni, della sua incapacità di scendere a compromessi e di scontentare, irritare, provocare il lettore ma, al tempo stesso, mette se stessa al servizio delle meccaniche di genere, venendone arricchita. Insomma, facciamola breve che mi sono dilungato già troppo: è un bel romanzo. Compratelo. Questa recensione è apparsa sul blog di Roberto Recchioni ed è stata pubblicata da Fumetto d'Autore per gentile concessione dell'autore.

Off Topic

 

Satira di Governo

Sbeffeggiare i potenti con vignette e caricature sotto l’ombrello benevolo delle istituzioni? Quasi un controsenso in Italia, dove da un secolo e mezzo circa uomini e partiti hanno accolto gli strali della satira con un registro di emozioni eterogenee (irritazione,  indifferenza, a volte anche il malcelato compiacimento di ricevere, insieme  con i lazzi, anche un’implicita attestazione di notorietà) ma sempre e comunque legate ad un ruolo di bersaglio immobile dello sberleffo. Eppure le cronache di questi ultimi anni registrano un precedente forse non da tutti conosciuto, che giudico in piacevole controtendenza e che qui riporto come auspicio per l’avvenire. Questi i fatti: nell’estate del 2008 il ministro Renato Brunetta commissiona ai suoi collaboratori un accurato screening su quotidiani e riviste alla ricerca di vignette che  mettano alla berlina - ma implicitamente rendano anche un po’ più visibile - la sua persona e la sua zelante crociata contro i “fannulloni” stipendiati dallo Stato. Dopo qualche settimana la ricerca arriva ad un punto morto: le matite dei disegnatori sembrano tenersi alla larga dal ministro, e ciò nonostante – sia detto ovviamente col massimo rispetto e sul piano squisitamente “tecnico” – alcune ben note peculiarità fisiche del titolare del dicastero per la P.A. e l’Innovazione lo rendano soggetto versatile per più di una sortita caricaturale. Punto sul vivo, il ministro reagisce in modo…innovativo, come da denominazione, e detto fatto indice un pubblico concorso vignettistico  che ottiene subito un grande successo: i lavori, cui partecipano sia professionisti di varie testate che dilettanti, sono pubblicati su una pagina ad hoc del sito istituzionale del ministero e possono essere liberamente votati dai web-naviganti. Viene anche nominata una triade di esperti – Vincino, Stefano Disegni e Achille Bonito Oliva – che a settembre indica il vincitore nel genovese Gianfranco Uber, impiegato di banca in pensione nonché collaboratore satirico del sito Panorama.it, che Brunetta riceverà e premierà in seguito a Palazzo Vidoni insieme al secondo e terzo classificato, rispettivamente un dipendente di Trenitalia e uno studente di Filosofia. Le prove dei partecipanti al concorso sono ancora visibili sul sito del ministero  in un’apposita galleria alla quale se ne è poi aggiunta nel tempo un’altra, sorta di vera e propria rassegna stampa dell’arte del ludibrio, con puntuali aggiornamenti su nuove invettive grafiche da giornali, rotocalchi e siti web prendano di mira il ministro. Nell’iniziativa peraltro c’è da registrare anche uno strascico polemico, con una delle illustrazioni accusate di aver preso la chiamata alle armi di Brunetta un po’ troppo…alla lettera: il contestato schizzo di Mauro Biani pubblicato su Emme, A mio avviso l’iniziativa ministeriale si segnala infatti non solo e non tanto per la sua originalità,  quanto per il pregio di non aver sfruttato in alcun modo evidente  le logiche di un premium contest di matrice pubblica per ammorbidire la mordace spietatezza  delle vignette più corrosive, tuttora nell’apposita galleria dello spazio web ministeriale in tutta la loro aggressiva, irridente, irresistibile vitalità. E dal passato prossimo spostiamoci al futuro con la proposta, a ben vedere neanche troppo teorica, che molti avranno a questo punto già intuito. In breve:  non sarebbe interessante e proficuo per l’intero settore della comunicazione disegnata  se qualche altra interfaccia istituzionale – ministeri, Parlamento, gruppi politici, Agcom - riattualizzasse un precedente simile, stimolando grandi firme e sconosciuti esordienti a cimentarsi nuovamente su un personaggio o su un tema di attualità? Non sarebbe un piccolo ma importante gesto di solidarietà verso un settore espressivo in affanno, come altri, nell’era del dopo crisi? Con molta modestia chi scrive si limita a suggerirlo idealmente a chi di dovere (Brunetta? E perché non Gelmini, Bondi, Fini, Schifani…), ed osa anzi addirittura spingersi all’idea corsara di un creare una vera e propria consuetudine in tal senso, trasformando il già sperimentato  concorso una tantum in un vero appuntamento periodico che sotto l’egida delle pubbliche istituzioni catalizzi e risvegli anno dopo anno l’agone artistico dei nostri creativi. Naturalmente si tratta solo di una proposta, un messaggio in bottiglia affidato alle erratiche e impalpabili correnti di Internet: quelle che da tempo ormai lambiscono ogni tipo di ambiente, palazzi della politica inclusi. Di qui dunque la speranza  conclusiva: chissà che, sospinto da un qualche consenso più o meno prevedibile (in fondo sul web ci navigano anche statisti e parlamentari, chissà…) l’idea  non approdi prima o poi nella mail dell’interlocutore giusto.  

Crtica d'Autore

 

Fouchè e Robespierre: i romanzi storici di Max Bunker

di Attilio Capuozzo La collana "I Maestri del Fumetto", edita da Mondadori e realizzata dalla Magic Press, negli ultimi 2 volumi pubblicati, intitolati rispettivamente  Fouchè - Un uomo nella rivoluzione - (Numero 40) e Robespierre (Numero 41), ha dato ampio spazio all'opera del geniale autore Max Bunker (alias Luciano Secchi). Fouché è un'appassionante versione a fumetti della Rivoluzione Francese raccontata fino al periodo della Restaurazione Monarchica. L'opera, disegnata da Paolo Piffarerio, fu pubblicata a puntate nel 1973 sulla rivista Eureka (fondata, nel 1967,  e diretta dallo stesso Max Bunker) e  rappresenta una riduzione storicamente documentatissima, sia sotto l'aspetto narrativo che grafico, della Rivoluzione Francese. Contrariamente ad altri prodotti simili pubblicati precedentemente, non essendo un’opera didattica destinata ad un pubblico in prevalenza giovanile, Fouchè mostra senza reticenze tutti i lati "sporchi" di un difficile, delicato e controverso periodo storico. L'intento di Bunker è piuttosto palese: sia la nobiltà che il popolo non risultano per nulla circoscritti in un manicheistico e semplicistico paradigma bene-male, postivi-negativi. La malvagità degli attori coinvolti si può manifestare, a volte inaspettatamente, quando gli stessi risultano consapevoli della presa di potere; anche i più giusti possono diventare dei corrotti e dei manipolatori. Filo rosso della storia è la controversa figura storica dell'oratoriano Joseph Fouché. A corredo delle tre parti in cui risulta suddiviso il racconto, Bunker aggiunge preziose note storiche di approfondimento. Fouché si chiude con l'abbandono della Reggia di Versailles da parte della famiglia reale ed il c.d. periodo della Grande Paura. Completano il volume 3 racconti brevi scritti sempre da Max Bunker su disegni di Paolo Piffarerio e pubblicati ancora su Eureka. Il successivo volume Robespierre contiene, tra gli altri, il racconto completo Morte di Robespierre parzialmente inedito: le prime 2 parti furono pubblicate nel 1989 sulla rivista Eureka, la terza e conclusiva è stata finalmente pubblicata in occasione dell'uscita della collana mondadoriana. La genesi di questo ennesimo capolavoro di Max Bunker, disegnato da un ispirato Beppe Madaudo, è stata piuttosto travagliata: la sceneggiatura fu, infatti, realizzata da Max Bunker nel 1979 come riduzione a fumetti di un suo pamphlet pubblicato anni prima ed intitolato 10 Termidoro Morte di Robespierre ovvero la congiura degli spaventati. Della versione a fumetti si mostrò particolarmente interessato il disegnatore e pittore Beppe Madaudo (già collaboratore di Eureka) che, però, impiegò diversi mesi per portare a termine le tavole. L'opera, seppur caratterizzata da un eccellente meccanismo narrativo da thriller storico-politico, era dominata da un impegno di fondo che, probabilmente, mal si adattava al nichilismo ed edonismo (nonché superomismo) degli anni '80 (periodo in cui fu completato Robespierre), un decennio completamente in antitesi a quello dei '70 contraddistinto, invece, da una profonda consapevolezza e da una forte ideologizzazione politica.Si decise così di rimandarne la pubblicazione al 1989 in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese, limitandosi all'uscita delle sole prime due parti a causa dello scarso gradimento dei lettori. Il volume de I Maestri del Fumetto, a distanza quindi di più di un ventennio, dà finalmente completezza ad un'opera che si fa ammirare per le pittoriche tavole di Madaudo e per una sublime sceneggiatura condita da un eccellente e opprimente ritmo narrativo. Il racconto si concentra sugli ultimi giorni di Maximilien Robespierre detto l'Incorruttibile: un politico idealista che della dottrina di Rousseau ne aveva fatto la sua ragion di vita. Simbolo del periodo del Terrore (che porterà, tra gli altri,  all'epurazione degli arrabbiati facenti capo all'ultrasinistra di Hebert ed alla proscrizione dei c.d indulgenti legati a Danton nonché alla condanna a morte di tutti quei proconsoli mandati a sedare le rivolte monarchiche e poi successivamente accusati di "eccesso di crudeltà ed illecito arricchimento" ai danni della Repubblica), Robespierre finirà lui stesso ghigliottinato in quanto vittima di una congiura capeggiata da Joseph Fouché. Un'opera tragica e dolente che si apre e si chiude con le stesse scene: la drammatica salita al patibolo di Robespierre. A completamento del volume ci sono 8 brevi storie (raccolte di recente in 2 volumi, editi dalla Max Bunker Press, intitolati Strane Storie) sceneggiate, sempre, da Max Bunker e realizzate graficamente da Magnus, Marco Nizzoli, Giampaolo Chies e Warco.

Autori e Anteprime

 

“Corto” circuito: Lele Vianello, Cubana e il fumetto d’avventura

In occasione dell’uscita, prevista per il prossimo 5 marzo, a Fullcomics, del volume Cubana, di Lele Vianello e Guido Fuga, pubblicato da Voilier Edizioni, Fumetto d'Autore ha intervistato Vianello, spaziando a tutto campo su una serie di temi di grande interesse: dalla lunga collaborazione con Pratt, all’eredità della scuola prattiana, passando per un’analisi delle sorti del fumetto d’avventura in Italia. Lele Vianello ha lavorato con Hugo Pratt  realizzando strisce o tavole per intero delle avventure di Corto Maltese, de Gli scorpioni del deserto, di Gesuita Joe, Cato Zulù, Wheeling e Morgan. Fra le varie storie di Corto Maltese realizzate in collaborazione tra Pratt e Vianello La casa dorata di Samarcanda, Tango, Le Elvetiche e Mu (ultima delle avventure del Maltese).   Cubana nasce nel “periodo svizzero”, a Grandvaux, vicino a Losanna. Lì, in una splendida casa sul lago Pratt si era stabilito dal 1984.  Ci puoi raccontare qualche aneddoto su quel periodo e su quella casa che si dice fosse una sorta di tempio del fumetto? Più che un tempio era una casa bellissima, sembrava un progetto dell’architetto americano Frank Lloyd Wright, squadrata e inserita nella montagna, con delle terrazze magnifiche sulle quali ogni tanto facevamo l’asado, che è un modo di cucinare la carne tipicamente argentino. Si affacciava sul lago di Ginevra. Era un luogo suggestivo quanto isolato, a Grandvaux, nei pressi di Losanna, sul passo per Montreux, in mezzo ai boschi, un’oasi nel verde. Pratt aveva ottenuto il nulla osta per la realizzazione di una piscina, scavata nella montagna, ma decise di rivedere il progetto e ricavare, piuttosto, uno studio interrato. Quel che ne veniva fuori era una casa grandissima. Hugo si era trasferito lì con tutti i libri, considerando quella casa la sua residenza definitiva. Aveva lasciato la casa di Venezia, quella di Parigi e quella di Milano e si era stabilito lì portando tutto il materiale, gli studi, i progetti, facendola diventare una sorta di casa-lavoro stupenda. Lì aveva messo su una biblioteca di più di 30.000 volumi, ordinati in stanze in base al tema. Una stanza, ad esempio, conteneva solo i libri con tema “il mare”, un’altra quelli con tema “indiani d’america” e così via, un archivio monumentale che comprendeva tutti i suoi interessi di studioso e di narratore. Molti di quei volumi sono andati dispersi.   Di Hugo, negli ultimi anni, si è detto che fosse un massone, un cabalista, uno studioso di esoterismo. C’è qualcosa di vero in queste voci o è solo l’ennesimo personaggio che Hugo ha vestito nella sua lunga avventura? Basta leggere Favola di Venezia per capire quanto l’esoterismo avesse permeato il vissuto e gli studi di Hugo. Nelle ultime storie di Corto Maltese la ricerca di Pratt era quasi esclusivamente orientata verso un simbolismo mistico. Si era iscritto alla Gran Loggia d’Italia e aveva fatto una lunga trafila fino ai gradi più alti. Negli ultimi anni diceva di aver ottenuto il grado di Maestro. Non ho mai capito se dicesse il vero, ma era affascinante.   Quanto è durata la lavorazione di Cubana? Cubana nasce da una chiacchierata con Hugo nel 1993, ma l’idea viene ripresa e sviluppata solo nel 1997, per dare il via a una lavorazione che si concluderà nella primavera del 1998.   Quanto c’è di Pratt, dentro? E quanto di Vianello? In teoria di Pratt c’è solo una piccola traccia: quella lasciata in fase di ideazione del progetto. In pratica c’è molto di più. C’è molto di Pratt perché c’è molto dell’insegnamento di Pratt in Vianello. Perché lavorando vent’anni con lui ho acquisito un modo di disegnare e di raccontare che è il suo. E non potrebbe essere altrimenti.   Quando si svolge la storia? La storia è ambientata durante gli ultimi giorni della dittatura di Batista, a Cuba. C’è dentro Che Guevara, Hemingway, e c’è il boss della malavita cubana soprannominato “il Tigre”, legato ai servizi segreti americani, sul quale ci siamo documentati a lungo per farne una descrizione che fosse la più fedele possibile. Il protagonista è Cudd, un marinaio robusto e indisponente. Chi è Cudd? Cudd è un marinaio addetto ai trasporti, per la cui caratterizzazione ci siamo ispirati, almeno in parte, a Sven – L’uomo dei Caraibi di Pratt. Questa storia in origine doveve costituirne il sequel. Di lui sappiamo pochissimo, tranne che il suo nome ha origini gaeliche e vuol dire “nascosto”. E di nascosto, infatti, Cudd ha tutto un romantico ed avventuroso passato. All’inizio della storia fa la conoscenza di due loschi figuri, interessati a noleggiare la sua barca per un breve tragitto, fino a una zona paludosa della costa cubana. In cambio si offrono di dissequestrargli la barca e di saldare i suoi debiti di gioco. Cudd ha poco da perdere e tutto da guadagnare, quindi accetta. Che il fumetto d’avventura venga restituito al più alto palcoscenico da chi è stato fra i protagonisti della sua più limpida stagione, lascia riflettere. Perché, secondo te, al contrario di quanto accade nel cinema o nei video games, il fumetto contemporaneo tende ad appiattirsi sul genere poliziesco, sulle detective story? Beh…è un dato di fatto che la stragrande maggioranza dei lavori a fumetti prodotti in Italia negli ultimi anni abbia come protagonisti detective, ex detective e similari. Posso dire che c’è stato un momento di forte crisi sul versante delle sceneggiature per il fumetto, una sorta di ricambio generazionale che non è andato a buon fine. Alla fine gli editori non hanno trovato le forze che cercavano, magari perché nuovi modelli sono entrati nell’educazione dei giovani autori, modelli che ci erano estranei del tutto o in parte, penso alla televisione o a internet che, comunque, portano a un appiattimento nell’apprendimento, ma anche al fumetto giapponese che ha portato suoi propri valori, valori legati alla tradizione e alla cultura nipponica sostituendoli o mescolandoli ai nostri.   In una recente intervista rilasciata al magazine ActuaBD, lo scrittore Florian Rubis  parlava di te e di Guido Fuga come delle “persone che possiedono la conoscenza più intima dell’opera di Pratt” e si domandava perché non foste voi i continuatori delle sue serie, come probabilmente Hugo avrebbe voluto. Posso girarti questa domanda? Le cose non sono andate come dovevano perché chi ha gestito l’eredita intellettuale di Pratt ha pensato ad altro, ha preferito concentrarsi su altre cose che non fossero il proseguo di quel lavoro di squadra. Io, di sicuro, non avrei mai disegnato Corto Maltese, perché sarebbe stato solo un contenitore vuoto. Corto era Pratt, le cose che raccoglieva in osteria o per strada, era la sua maniera di pensare e di raccontare, aveva la sua eleganza, il suo modo di comportarsi. Un altro discorso sono le storie minori, che poi minori non sono, come Gesuita Joe, Cato Zulù, Wheeling, Morgan, Gli Scorpioni del Deserto. Morgan, per esempio, è un personaggio bello che potrebbe raccontare ancora molto, non so…una guerra in Italia, la linea gotica, della pirateria nell’Adriatico alla fine del secondo conflitto mondiale, ma che non ha, naturalmente, l’immensa personalità di Corto Maltese. Toccare Corto significa scomodare un mito. Credo che Corto stia dormendo, un po’ come re Artù, in qualche isola della Bretagna, o sia insieme a Hugo. Comunque non credo sia da riproporre, qualunque sia il disegnatore e lo sceneggiatore, che poi è quello che avrebbe i maggiori problemi.  

Reportage

 

Mister Fullcomics: intervista a Salvatore Primiceri

Mancano meno di dieci giorni a Fullcomics, il festival del fumetto che quest’anno si tiene a Sarzana (vicino a La Spezia), ed è il momento di fare due chiacchiere con il “papà” di questa manifestazione, una delle migliori presenti nel panorama fumettistico italiano. Salvatore Primiceri è una persona che i fumetti li ama, li conosce, e soprattutto sa come si organizzano eventi del genere. E questo mix non è cosa frequente. È vero, sono di parte, perché Salvatore è un amico, ma è forse una cosa di cui vergognarsi essere amici di persone che valgono? Ma basta lodi, perché conoscendolo, Salvatore è già imbarazzato. Partiamo con…..L’INTERVISTAAAAAAAAAA!!!!! Sei anni di Fullcomics. Bilancio? Luci e ombre? il momento più bello? lo sbaglio che non ripeteresti? Il bilancio é indubbiamente positivo se confronto la prima edizione del 2005 con l'ultima e, soprattutto, con il grande lavoro che stiamo realizzando per la sesta edizione. Il successo di Fullcomics é il frutto del lavoro di un team che é spinto da una grande passione e convinzione che questo evento possa puntare sempre più in alto. Le luci più splendenti di Fullcomics sono indubbiamente il bellissimo rapporto con gli operatori del settore, la mission storica di far emergere un mondo del fumetto italiano che spesso rimane fuori dalla grande distribuzione, scoprire giovani talenti e divulgare la cultura del fumetto come arte e linguaggio positivo, sociale ed educativo. Le ombre, invece, sono ovviamente quelle legate all'aspetto economico e alla difficoltà di trovare fondi che sostengano eventi di questo tipo e l'arte del fumetto. Nella mia testa, infatti, Fullcomics é un evento molto più importante e ampio di come é adesso ma so che ci vorranno ancora anni per realizzare a pieno la mia idea proprio perché bisogna trovare partners economici, aziende e istituzioni, che sponsorizzino convintamente. Lo sbaglio che non ripeterei é lo spostamento della manifestazione da Pavia a Piacenza, avvenuto nel 2007. A Pavia avevamo un sostegno non trascurabile delle istituzioni e un centro storico magnifico e universitario. Credo che a Pavia, con maggior pazienza da parte mia, Fullcomics sarebbe potuta crescere gradualmente ma in maniera più significativa. Mi sono fatto lusingare da promesse mai mantenute arrivate da Piacenza dove l'evento é sì molto cresciuto ma solo grazie ad un notevole sforzo personale ed economico degli organizzatori. Cosa ci aspetta quest'anno? novità? sorprese? Beh la novità principale é la location. Sarzana é meravigliosa e il suo centro storico, compresa la Fortezza Firmafede dove si svolgerà Fullcomics, é un vero gioiello artistico. Torneremo alla formula del centro storico, più simile al format pavese con l'aggiunta di tutti gli elementi acquisiti in questi anni come il cosplay, i concerti, i concorsi, le mostre sempre più prestigiose e una mostra mercato che ha raggiunto il record di espositori; tra case editrici e commercianti avremo più di 100 stand. Una delle novità più importanti é l'attribuzione di targhe premio, il cosiddetto Gran Premio Autori Editori, un riconoscimento che l'organizzazione attribuisce ai migliori prodotti editoriali dell'ultimo anno. La caratteristica di Fullcomics é che ogni anno si differenzia per un valore aggiunto. Quest'anno abbiamo suscitato l'interessamento delle università, il Politecnico di Torino e La Sapienza di Roma, quest'ultima con l'autorevole contributo del regista Roberto Faenza. Qual è il tuo sogno proibito riguardo Fullcomics? la cosa che ancora non sei riuscito a realizzare, ma che desideri con tutte le tue forze? Chi mi conosce sa che per me, sul lavoro, nessun traguardo é proibito. Mi piace pensare in grande e per questo qualche volta ho corso più del dovuto, inciampando. So però che con costanza, impegno e fiducia i risultati devono arrivare per forza. Il mio sogno per cui sto già lavorando é quello di realizzare anche un'edizione "meridionale" di Fullcomics in modo da avere almeno due edizioni durante l'anno. Io sono pugliese e vorrei che fosse proprio la Puglia ad ospitare una grande Fullcomics. Al sud attualmente c'é solo Napoli Comicon come evento fumettistico di grande rilievo e c'é quindi spazio per creare qualcosa di importante, ovviamente senza alcun intento concorrenziale verso Napoli, altrimenti sarebbe un suicidio. Dicci qualcosa di questa Star Community Card. è un'iniziativa che sembra interessante. che vantaggi porterà ai visitatori del festival? La Star Community Card é una tessera fedeltà creata da Nanoda, la community manga di Star Comics. Chi é in possesso di questa tessera pagherà l'ingresso in fiera solo due euro anziché cinque. Si tratta di un'iniziativa che rientra nell'ottica di fidelizzare sempre di più gli utenti e per far conoscere Fullcomics anche ad un pubblico "nuovo", quello dei manga giapponesi. Così facendo riusciamo a coinvolgere case editrici importanti che iniziano a collaborare sempre di più con Fullcomics. Come vedi il futuro del fumetto italiano? Lo vedo bene, sembrerà strano ma lo vedo bene. Il segnale che mi rende entusiasta é proprio il proliferare di eventi legati al fumetto e la forte crescita di Fullcomics. Ma poi vedo un interesse crescente verso il fumetto da parte di giornali, istituzioni culturali, scuole, gallerie d'arte. Ormai il fumetto non é più un'arte di serie B, cosa che peraltro era considerata solo in Italia. Ormai anche la professionalità degli editori, che confezionano sempre di più veri e propri prodotti da libreria, contribuisce a colmare il gap che ci divideva da Francia e Belgio, tanto per fare due esempi. Non é ancora tutto oro quello che luccica ma siamo sulla buona strada. E per vedere il meglio del fumetto d'autore italiano vi aspetto tutti a Fullcomics!

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