Intervista a Davide Caci: tutti i segreti del “Re Nero”!
Al palmarés di Fumetto d’Autore mancava Davide Caci, giovane saggista/tuttologo/consulente, che da poco ha preso a lavorare in pianta stabile per ReNoir, casa editrice poco considerata in giro, ma che offre pubblicazioni di ottimo livello. Il giovane Caci (che non è il titolo di un film), ha acconsentito a questa intervista, senza sapere in quale mani si stava cacciando. Ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro. Ecco a voi Davide “ReNoir” Caci!
Pare di capire che tu abbia iniziato a collaborare con ReNoir in una veste di un certo peso. Visto che di ReNoir si parla poco in giro, malgrado un catalogo di tutto rispetto, puoi tracciare per Fumetto d’Autore, una panoramica sulla casa editrice e sulla sua filosofia editoriale?
Premetto che hai colto nel segno. Di ReNoir (casa editrice nata a fine 2006) si parla pochissimo, nonostante una crescita costante, e un catalogo corposo, composto da titoli di alta (talvolta altissima) qualità. In tal senso, con il CEO Rosanna Brusco e l’art director Giovanni Ferrario, si è pensato di rafforzare molto la comunicazione, affidando a Davide Barzi – storico del fumetto, cartoonist, deus ex machina – l’incarico di occuparsi dell’ufficio stampa della casa editrice.
Ciò detto, rispondo alla tua domanda: in poco più di tre anni di storia, la ReNoir ha portato avanti una strategia editoriale abbastanza definita, basata sul fumetto d’avventura, declinato con toni e intenti differenti (sorridere, riflettere, ricordare...).
All’insegna della differenziazione, poi, stiamo sviluppando delle nuove collane: una dedicata al fumetto per ragazzi (quasi inesistente, in Italia) e una di libri per bambini.
Il nostro catalogo è vario, non ci facciamo mancare nulla: fumetto americano, bande dessinée, produzioni italiane, manhwa e fumetto europeo.
Se parliamo di filosofia editoriale, cito quanto scritto sul nostro sito web: siamo una casa editrice giovane ed entusiasta, con l'esigenza di una grande qualità. Questa esigenza si ripercuote su ogni nostra mossa: dalla scelta dei titoli alla lavorazione. In effetti, ciò che ho sempre apprezzato da lettore è la cura che si vede in ogni volume: non a caso, abbiamo svolto e svolgiamo lavori di service editoriale per alcune realtà importanti (cito, su tutte, la Mondadori).
Veniamo a te. Davide Caci. Chi sei, che fai, che hai fatto, che farai, e soprattutto… perché lo fai?
Chi sono? Risponderei “uno studente di giurisprudenza”, ma penso che solo un paio di persone capirebbero la battuta. Quindi dico che sono un giovane che ha voglia di fare, e che ha avuto la fortuna di riuscire a trasformare la propria passione in lavoro. Quando, nel 2005, ho iniziato a muovere i primi – timidi – passi nel mondo del fumetto (con la rivista Mondo Japan, e con la nascita di una splendida collaborazione con Carlo Chendi), ero veramente un ragazzino. Eppure, ho trovato persone (Chendi in primis) che hanno creduto in me, e mi hanno consentito di crescere (processo ben lungi dal terminare, comunque...). Questo è il mio principale stimolo per tentare di fare sempre meglio: ripagare chi ha riposto fiducia in me, e rispondere con i fatti a chi mi ha messo i bastoni tra le ruote.
Oggi, oltre che Foreign Rights Manager e redattore presso ReNoir – attività che porta via il 99,9% del mio tempo – sono redattore presso l’agenzia di informazione giornalistica afNews di Gianfranco Goria, e collaboro con Scuola di Fumetto e Fumo di China, portando avanti, nei ritagli di tempo, la mia attività di saggista e sceneggiatore (più qualcosina di extra-fumettistico; e mettiamoci pure l’università, va’!).
Fino a “ieri” (e talvolta càpita ancora oggi), ho collaborato come freelance con diversi editori – Planeta DeAgostini, Comma22, Coniglio Editore, Iacobelli Editore, Tunué, 001 Edizioni – in veste variabile di critico, traduttore, curatore editoriale, sceneggiatore. Sono stato tra i fondatori dell’Associazione Culturale Rapalloonia! (di cui ho ricoperto il ruolo di segretario fino a inizio 2010), e sono membro del comitato direttivo dell’Anonima Fumetti – Associazione Italiana Professionisti del Fumetto.
Cosa farò? Continuerò a scrivere, nei ritagli di tempo: ho intenzione di proseguire la mia attività giornalistica/critica/saggistica, ma anche di scrittura creativa. A oggi ho firmato per altri tre saggi (e mezzo) e altri due fumetti, ma molto ancora si sta muovendo... Ho scritto anche due storie brevi (rispettivamente una e nove pagine), che saranno pubblicate su due riviste: una da libreria (per i disegni dell'eccellente Fabio Pochet) e una per l'edicola (la storia è stata realizzata con il mio geniale collega Ennio Bufi).
Concludo la kilometrica (sic!) risposta: perché lo faccio? Ne ho appena parlato sul mio blog! :)
Banale, semplice, ma vero: perché mi piace. Il fumetto è una mia grande passione, e sento che questo mondo – con tutti i suoi pregi e i suoi difetti – faccia per me. Molto ho imparato, molto ancora ho voglia di imparare...
Al NapoliComicon 2010 abbiamo visto alcune novità molto interessanti allo stand Renoir. Puoi parlarci un poco dei progetti futuri 2010-2011 della casa editrice?
Il leitmotiv del nostro lavoro degli ultimi mesi è «diversificazione». Stiamo lavorando per ampliare sempre di più i nostri confini. Al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo portato, in anteprima, Il Risveglio dello Zelfiro, di Karim Friha: si tratta del primo libro di una collana dedicata ai ragazzi, cui faranno seguito alcuni titoli di scuola anglo-americana, francese e italiana.
Per l'inizio del prossimo anno, arriveranno in libreria i primi libri di una collana per bambini che stiamo sviluppando (sarà composta da titoli stranieri e interessanti produzioni italiane).
Stiamo proseguendo poi la collaborazione con i nostri partner storici, e portando avanti le serie iniziate, americane e francesi. Per le americane penso ad Atomic Robo (che, con il terzo volume, ha raggiunto livelli qualitativi altissimi), Courtney Crumrin (titolo opzionato dalla Dreamworks per un lungometraggio), The Damned e altri... Per i francesi, penso soprattutto ai titoli umoristici (Tony e Alberto, Root, e una nuova serie della Soleil) e al premio jeunesse ad Angoulême 2010, Lou!.
Proprio in questi giorni stiamo riprendendo la pubblicazione dei fumetti orientali che, per una serie di vicissitudini, erano fermi da qualche tempo.
Concludo con qualche titolo: visto che sui cataloghi ne abbiamo già parlato, ti posso dire che pubblicheremo un romanzo a fumetti che racconta le avventure di un giovane James Bond, una poetica rivisitazione di un classico, disegnata da un'artista coreana dai toni miyazakiani, e, per concludere, un romanzo a fumetti (in uscita a Novembre) molto toccante, dedicato a una tematica delicatissima: la violenza contro le donne.
Nel 2011 in particolare dovrebbe essere pronto l'ultimo albo de La Gilda, di Oscar Martìn: dopo che Casterman ha abbandonato la produzione della serie (in un mercato ampio come quello francese c'è la tendenza, recentemente, a lasciare a metà serie non sufficientemente redditizie... un po' come per i telefilm statunitensi!) abbiamo deciso di onorare il patto con i lettori, e stiamo lavorando per la produzione del terzo volume, che sarà quindi «Made in ReNoir».
In particolare per il settore “Italia”, avete in cantiere progetti di autori italiani, ristampe o material inedito?
Assolutamente sì. Nel volgere lo sguardo all’estero, tentiamo sempre di non tralasciare l’Italia. Stiamo vagliando la possibilità di ristampare alcuni titoli storici italiani (con anche nomi di un certo peso), ma siamo comunque attivi anche da un punto di vista produttivo. Cito Le spade di vetro della bravissima Laura Zuccheri (che noi importiamo dalla Francia), e vado oltre. A Napoli abbiamo portato Le Tragifavole, disco a fumetti di Sergio Gerasi e della sua band, i 200 Bullets. A Lucca sarà pronto il numero due di Jonah Martini, in cui lo stesso Gerasi rimpiazzerà Alfio Buscaglia.
Per Jonah vale lo stesso discorso della Gilda: l'editore francese si è tirato indietro, e noi siamo subentrati nella produzione del progetto.
Stiamo inoltre proseguendo la collana «Profili» (per cui, a oggi, è stato pubblicato G&G, di Barzi e Gerasi): a gennaio sarà in libreria un volume di grande rilievo storico-sociale, disegnato da quello che mi sento di definire, senza timore di smentita, un talento raro e finissimo.
Nel frattempo, stiamo portando avanti altri progetti di produzione italiana, sia di fumetto (a Lucca pubblicheremo un fumetto di Andrea Scoppetta, stiamo lavorando a Gli Sconfitti 2...) che di narrativa per bambini.
Al momento, abbiamo in cantiere tre serie di libri per bambini, ed è probabile che presto se ne aggiungerà una quarta: è vero che nell'ottica della narrativa per bambini importeremo del materiale, ma vogliamo tentare di valorizzare il più possibile anche dei bravi autori italiani, dando loro fiducia, e tentando di portarli anche all'estero, tramite i nostri partner storici.
Ultimo ma non ultimo (tornando sul tema fumetto), stiamo lavorando a un grande progetto che coinvolge una property italiana molto importante (penso a livello letterario e cinematografico). Purtroppo non mi posso sbilanciare di più, ma già a Settembre si inizierà a sapere qualcosa di più...
Perché un lettore dovrebbe acquistare un prodotto ReNoir? Cosa ha di così particolare da doversi far preferire rispetto alle altre 45.908 proposte che ogni mese arrivano sul mercato?
Perché per noi il lettore è al primo posto. So che detto così può sembrare un esercizio di stile o uno slogan poco riuscito, ma... è la verità! Ogni nostro volume (dalla prima idea, fino a che non rimandiamo le ciano firmate in tipografia) viene pensato e lavorato tenendo ben presente chi è il lettore.
Il lettore è al primo posto, e tutti, in redazione, lavoriamo con questa consapevolezza.
Quando scegliamo un titolo, non ci orientiamo mai verso qualcosa in cui non crediamo al 100% solo «perché vende». Quando editiamo un libro, a volte le discussioni sull'utilizzo di un termine piuttosto che un altro durano delle ore. Quando arrivano le prime copie, rischiamo ogni volta di entrare in stato di depressione post-partum. In realtà non succede mai, perché... stiamo già pensando al libro seguente!
Questa cura particolare, di solito, viene apprezzata dal lettore. Personalmente, da lettore, ho molto apprezzato i titoli ReNoir, molto prima di iniziare la mia collaborazione.
Che parametri segue ReNoir per valutare eventuali proposte di autori italiani? O per scegliere un titolo estero? Cosa cercate, e perché un titolo magari non vi convince?
La conditio sine qua non perché un titolo interessi la ReNoir è che... ci piaccia. Tolta di mezzo la tautologia, sicuramente teniamo sempre un occhio puntato sull’avventura. Un fumetto, per quanto ci riguarda, deve essere avventuroso, divertire, intrattenere, ma anche emozionare. Quando selezioniamo un titolo di produzione italiana – fermi restando i parametri di cui sopra – tentiamo di ragionare anche in ottica internazionale: in quanto agenti, tentiamo di divulgare le produzioni dei nostri autori anche in altri paesi d'Europa, che talvolta hanno tradizioni molto differenti dalle nostre.
Ciò detto, siamo decisamente onnivori, e penso che il nostro catalogo lo dimostri: abbiamo fumetti molto differenti tra loro.
Cosa pensi della situazione attuale del mercato? Ha ancora senso pubblicare fumetti? Può essere un modo per guadagnarsi da vivere, o è solo un qualcosa che soddisfa esigenze culturali ma non incide sul reddito di chi lo fa?
Che il mercato vada male penso sia chiaro a tutti. E non stanno soffrendo soltanto gli editori medio-piccoli e piccoli, ma anche i grandi gruppi (talvolta per scelte sbagliate, a onor del vero).
Potremmo parlare della situazione italiana in cui il fumetto viene sempre e comunque considerato un mezzo di comunicazione secondario, ma non sono così sicuro che c'entri qualcosa, e soprattutto non sono così sicuro che sia utile e costruttivo: in Italia si legge pochissimo in generale, quindi non dovrebbe stupire che questa situazione coinvolga anche i fumetti.
D'altra parte, sono dell'idea che la progressiva diminuzione del fumetto per bambini e ragazzi sia parte del problema: se non si formano i giovani (e giovanissimi) lettori, come si può sperare che questi, una volta adulti, diventino dei lettori?
In generale, noi facciamo spesso e volentieri facciamo paragoni con la Francia, vista come una sorta di El Dorado. Effettivamente è così, ma sono sicuro che se riuscissimo a staccarci per un secondo dal mito francese (è vero: Oltralpe la situazione è decisamente migliore), riusciremmo a portare avanti analisi più lucide, fredde, e quindi efficaci. Anche perché la situazione odierna – migliore e molto diversa – è andata formandosi negli ultimi cinquant'anni o più. Mentre in Italia il fumetto andava verso le edicole (seguendo una direzione assolutamente popolare), in Francia si muoveva verso le librerie...
Nonostante tutto, comunque, penso che abbia ancora senso pubblicare fumetti, ovviamente.
Anzi, penso che noi operatori del settore siamo i primi a dover fare qualcosa. Ho l'impressione che oggi il fumetto trovi più spazio di una volta nell'immaginario collettivo (e nei media), ma che l'immagine risultante sia un po' distorta. Secondo il mio modesto parere, il lettore occasionale (non il nerd incallito o l'appassionato) vede il fumetto come un mondo polarizzato: da un lato, il fumetto popolare – espressione da leggersi quasi con spregio – da edicola (Bonelli, Disney, Supereroi); dall'altra il fumetto d'Autore – con la “A” maiuscola –, da Gipi in giù.
Purtroppo, manca il restante 80% del mercato, che è quello che, anche da un punto di vista economico, sta avendo più problemi...
Sono dell’idea che oggi si possa ancora vivere di fumetto, tenendo sempre presente che in Italia chi lavora nella cultura è, di solito, sottovalutato (e sottopagato), a prescindere dal fumetto.
La nascita e la proliferazione di microeditori che dimostrano il contrario (con incassi quasi nulli e, conseguentemente, pagamenti a zero per i collaboratori) è, a mio avviso, un problema. Certo, un piccolissimo editore è utile a un giovane, che voglia farsi conoscere. Ma, a conti fatti, non penso che quello sia un futuro plausibile per l'editoria, anzi... Non dico che debbano esistere solo i grandi gruppi (tutt'altro...), ma spesso e volentieri le dimensioni di un editore di fumetti – almeno, in Italia, basandomi sulla mia personale esperienza – sono direttamente proporzionali alla serietà e alla professionalità delle persone che dirigono la baracca.
L’Italia è il paese in cui due persone fanno un partito, e questo ragionamento si applica anche all'editoria, specie se a fumetti.
Sono dell'idea che presto, molto presto, spariranno dalla scena molti micro-attori, e sinceramente ne sono lieto. Sono convinto che il mercato premierà quegli editori che, pur tirando parzialmente i remi in barca, hanno continuato a mettersi in gioco.
Sappiamo che sei un grande appassionato di animazione. Quali sono i migliori tre film di animazione mai prodotti (2D o 3D è lo stesso)? E le migliori tre serie di animazione?
R: Accidenti, che domanda difficile! La mia è una risposta da appassionato, come dici, quindi tiene conto dei miei personali gusti, non di giudizi tecnici. Per i film, dico Up o Ratatouille (ex aequo, ma con una lieve preferenza verso la creatura di Brad Bird, per cui nutro una stima immensa), Biancaneve e i sette nani, Il Castello errante di Howl, con una menzione speciale per i film animati di Asterix (su tutti Le dodici fatiche).
Per le serie animate, non c'è storia: su tutte, The Simpsons. Se escludiamo le ultime stagioni (che, a mio avviso, risentono della mancanza di aria fresca tra gli autori, che riescono ancora a far ridere tramite gag, ma non a dare un respiro più ampio alla narrazione), sono la serie animata più geniale di sempre. Non a caso si sono aggiudicati una serie di riconoscimenti. Non ultimo: Homer Simpson è considerato il personaggio più celebre negli Stati Uniti degli ultimi vent'anni...
Partendo dal presupposto che sono un grandissimo consumatore di sit-com animate americane (non a caso, l'argomento del mio primo saggio; ho tenuto anche alcune conferenze e lezioni sull'argomento, insieme all'amico e collega Giorgio Salati)... Per i titoli di altre due serie animate, a bruciapelo, direi: American Dad (coglie alla perfezione con ironia e intelligenza il clima post-9/11) e Batman: the Animated Serie (che non eccelle forse da un punto di vista delle sceneggiature, ma... Quando hai Bruce Timm a curare il chara-design, diventa una questione trascurabile), con una menzione speciale per l'anime Death Note e per la francese Lou! (con ReNoir abbiamo portato il fumetto in Italia... Chissà se arriverà mai anche la serie animata?).
Ultima domanda. Il palcoscenico è tutto per te. Che messaggio vuoi lasciare a chi ci sta leggendo?
Argh! Niente di più facile? ;-)
Non lo so, il “foglio bianco” senza una traccia è troppo impegnativo.
Ringrazio te, Alessandro, per avermi intervistato: è emozionante, per una volta, essere dall'altro lato del “microfono”!
Se proprio devo dire qualcosa, dico che nonostante tutto – stress, periodi impegnativi, scadenze... – mi sento un privilegiato: riesco a vivere del lavoro che mi piace, e, contestualmente, a crescere.
Penso che la mia situazione possa essere un input per tutti quei giovani che vogliono lavorare nel mondo del fumetto, come autori e non: io sono arrivato a questo punto all'età di vent'anni (con quasi cinque anni di esperienza alle spalle), e per “fare esperienza” ho accettato compromessi, senza mettere però mai in gioco la mia dignità. Ho lavorato con impegno e tanta, tanta perseveranza, senza farmi demoralizzare dalle porte sbattute in faccia o dalle fatture non pagate.
Il sistema ha molti problemi, ma se si vuole fare qualcosa, e ci si impegna per farlo, di solito si riesce, senza essere dei geni o dei grandissimi talenti (non sono né l'uno né l'altro, quindi)...
E penso che questo sia il messaggio più interessante che possa far passare a quei lettori che vorrebbero entrare, come operatori, nel mondo del fumetto.
Ovviamente ritengo questa esperienza in ReNoir e la mia attuale situazione a livello di autore come un semplicissimo punto di partenza: un gradino più in alto rispetto allo scorso anno, ma assolutamente non un arrivo. Sono consapevole dei miei mezzi, ma, allo stesso modo, so di avere tantissimo ancora da imparare. E ho voglia di mettermi in gioco, in sfide sempre più grandi...
Concludo salutando tutti gli amici e lettori di Fumetto d’Autore!
So long...
Comments
Ma di che stupirsi? L'Italia è il paese di chi cerca in ogni modo di costruirsi una puerile carriera politica "ballando" continuamente sulla tomba del proprio fratello giudice morto in un attentato mafioso. E non è certo l'unico esempio di questa genia d'impuniti.
@Messina: ti credevo intelligente. Mi dispiace che tu non abbia capito nulla di certi libri... o forse non vuoi capire proprio perché, come scrivevo tempo fa, vuoi a tutti i costi trasformare questo sito (che con i fumetti non c'entra un tubo, mi dispiace per te!) nella versione clerico-fascista di CUS... ammettilo... hai messo su questa cretinata di sito solo per dimostrare di essere migliore di altri e per toglierti qualche sassolino dalla scarpa. Guarda che è un comportamento legittimo... ma di' la verità.
Ti sei reso conto che esiste una libertà di pensiero e di scrittura che va ben oltre il tuo piccolo pensare e che non per forza CI SI DEBBA OMOLOGARE?
Giorgio Messina è una persona intelligente, abituata a confrontarsi anche con chi manifesta idee diverse dalle sue, e tu dovresti imparare che sparare a zero inutilmente non darà certo forza alle tue affermazioni.
Sassolini nelle scarpe non ne abbiamo, ma se li avessimo io ad esempio saprei cosa farne :))
Domanda: ma se Messina la pensasse come te credi davvero che sarebbe più intelligente?
Mah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Michela, la moglie della persona che non reputi intelligente.
Per quanto riguarda la "pena di morte a motivo di concepimento"... Beh, penso che questo basti a dire come la penso. Probabilmente ci vorrà del tempo, ma noi "cattolicume" libereremo questo mondo facendogli conoscere la Verità. Sarà poi la Verità a giudicare...
Comunque... non mi pare che qui c'era libertà di espressione? Quindi io non posso esprimermi? O pretendete di ricevere solo complimenti?
Colgo l'occasione comunque per chiudere anche la polemica con Burighel. Qualora volesse discutere pacatamente con me (e sono serio) può scrivere all'indirizzo s.duma@libero.it. Naturalmente ciò vale anche per altri.
Piuttosto dato che Duma la pensa diversamente da Messina, è a te che dovrebbe venire in mente che c'è qualcuno che la pensa diversamente da tuo marito.
Sono i commenti come il tuo che fa pensare a me lettore, che forse è meglio non dire la mia, o potrei essere accusato di qualcosa. E questo, se non è privare la libertà di espressione (e non lo è), è quantomeno indurre a tacere. Avendo comunque lo stesso risultato.
Personalmente ho capito che Duma vi sta sulle palle a tutti, partendo da Messina e finendo a Laggetta, ma è imbarazzante (e lo dico non certo da fan di mangaxever) trovare risposte aberranti ad ogni suo singolo commento.
Per quanto riguarda la recensione, ho trovato molto interessante la prima parte, ma la seconda cambia argomento, tralasciando il fumetto e scadendo nel "io ho un amico che abita li e quindi ne so più di te che ci hai sempre vissuto", per non parlare del mafioso al governo.
1) Duma non sta sulle palle a nessuno. Per essere più precisi, nessun utente sta sulle balle a nessun componente dello staff. Prova ne è che Duma come chiunque altro dice quello che vuole e come vuole senza censure. Si permetterà però che come lui dissente di alcune posizioni, altri dissentano delle sue. La ruota della libertà di espressione gira in tutti sensi di marcia, sia pro che contro.
2) Io non ho un amico che abita lì. Io ho una intera famiglia di origine e tantissimi amici che abitano lì perchè io stesso sono nato e cresciuto a Palermo, ci ho vissuto sino a 10 anni fa in pianta stabile e da allora ci torno spessissimo e conosco bene la realtà di cui si parla. Sono anche più grande di Stassi e molti avvenimenti li ho vissuti in prima persona e non penso che Falcone e Borselino o Padre Puglisi sono morti perchè oggi si debba dire che "a Palermo io non sapevo chi erano ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto". Da Palermitano non ci sto a queste cose. Non è così che si fa l'antimafia, non è così che si fa per prendere le pacche sulle spalle.
3) L'errore più grosso di Brancaccio il libro è di avere "laicizzato" il messaggio di Padre Puglisi.
4) Davanti alle mie critiche si può sempre fare come ha fatto lo stesso Stassi che invece di rispondere le ignora completamente e sul suo blog parla di quanto sia meravigliosa la comunità degli italiani a Barcellona o si balocca dei buchi neri.
Duma sta sulle palle alla S.ra Messina, tanto per cominciare, o non avrebbe uscite tipo "Sono stanca del tuo inutile parlare, sono stanca perche fondamentalmen e nessuno parla di te."
Nessuno si offende se si è un pò più onesti. A meno che non si commentino così le persone simpatiche.
Duma sta sulle palle a Laggetta, prova a chiederglielo. Non c'è problema, ma ancora, siamo onesti.
Duma sta sulle palle a diverse persone, come è lecito che sia, quando si ha una concezione alternativa della libertà di espressione.
Non è un problema, almeno quanto non lo sia ammetterlo.
Per esempio, tu stai sulle palle a me, non c'è vergogna a dirlo.
E io a te, tanto che non mi saluti nemmeno e chiedi agli altri di non farmi venire a cena :)
Non c'è vergogna a essere onesti. Non c'è vergogna a comportarsi diversamente da Silvio.
Come ti azzardi e come pretendi di essere nella mia testa.
Ma hai capito il mio commento?
Hai letto da qualche parte le parole che confermi?
Io ho già avuto una risposta dal Sig. Duma che comunque è stata educata, mi rifiuto davvero di continuare a rispondere ad una persona che non ha nessuna cognizione di causa ed in questo caso mi riferisco a te naturalmente.
Ti invito nuovamente se dovessi avvertire la necessità inutile di proferire parola di riflettere prima di commentare inutilmente.
Michela
Grazie
Michela
Le sto per caso antipatico? :)
Cmq provo a spiegarmi: quando uno scrive, come avrà avuto modo di notare, altri "percepiscono" cose dallo scritto. Capita a lei, capita a me.
Magari non sono vere, magari sono inesatte, ma assolutamente, da lettore delle risposte che Duma riceve, a me pare vi stia sulle palle a tutti.
Mi sembra inoltre, da come scrivete, che abbiate difficoltà a relazionarvi con chi vi dice qualsiasi cosa non aggradi le vostre idee. Come ho fatto io nel precedente post.
Ho la percezione, mentre leggo, che si perda più tempo dietro al buonismo e alla forma (quando si scrive, non certo dal vivo, lì ci si comporta da maleducati e ci si gira dall'altra parte all'incrociare dello sguardo) piuttosto che al contenuto.
Ho l'impressione, altresì, che quando sua Contessa scrive "se dovessi avvertire la necessità inutile di proferire parola di riflettere prima di commentare inutilmente" non mi stia *esattamente* invitando ad ulteriori post nonostante questo loco di libertà e conciliazione, bensì, ma potrei sbagliarmi, ad andare a fare in c*lo.
Ecco, questo è quello che si percepisce mentre si leggono i suoi (e quelli dei suoi cattolicolleghi) commenti pacati e dolci, pregni di libertà di espressione e di difesa della stessa, sprezzanti e incolmabili curiosioni delle idee altrui, e certamente molto, ma molto cortesi (mica come il mio).
Come sempre, prima di dire le cose è utile saperle.
Per ricambiare il favore di tanta umiltà e conoscenza ti svelerò anche io i retroscena di un'altra favola moderna: babbo natale non esiste. Sono i tuoi genitori a portarti i regali. O forse uno solo dei due, dato che i tuoi sono divorziati.
Cmq, è vero: Babbo Natale non esiste. Esiste invece Gesù Cristo, mentre San Nicola assieme alla Beata Sempre Vergine Maria, agli Angeli, agli altri Santi e tutta la Chiesa trionfante è al Suo cospetto. E pensa quale grandezza: esiste anche se lo neghi! ;-)
"Duma sta sulle palle a Laggetta, prova a chiederglielo. Non c'è problema, ma ancora, siamo onesti."
Personalmente non nutro antipatia di sorta per il Sig. Duma che non "conosco" che per commenti "coloriti" come questo "ti credevo intelligente. Mi dispiace che tu non abbia capito nulla di certi libri... o forse non vuoi capire proprio perché, come scrivevo tempo fa, vuoi a tutti i costi trasformare questo sito (che con i fumetti non c'entra un tubo, mi dispiace per te!) nella versione clerico-fascist a di CUS... ammettilo..." Mi spiace doverlo ripetere, ma la libertà di espressione non comprende la libertà di offendere. Ritengo alcuni commenti assolutamente indifendibili. D'altro canto quello che in contesti del genere ci rappresenta è la parola! Sarebbe prudente farne un buon uso. A dimostrazione di quanto appena detto mi piace sottolineare come in tempi recenti leggere, in fase di valutazione, una sceneggiatura del Sig. Duma mi abbia portato ad avere un'idea tutt'altro che negativa dello stesso. Sono solo parole...niente di più importante.
Quanto alla reazione della Contessa credo sia esasperata dai toni che molti utenti continuano a utilizzare nei commenti di coda. Ciò caratterizza in qualche modo "fumettodautore": credo sia il solo portale di informazione sul fumetto ad essere frequentato assiduamente da utenti che non condividono il progetto editoriale nè stimano il gruppo di persone intorno alle quali è sorto, ma che trovano ugualmente importante esprimere la loro in ogni circostanza, pur ristabilendo sempre e con esasperata insistenza le dovute distanze. Personalmente mi guardo bene dal frequentare gli ambienti che ritengo ostili o che semplicemente non mi fanno sentire a mio agio.
"Per esempio, tu stai sulle palle a me, non c'è vergogna a dirlo.
E io a te, tanto che non mi saluti nemmeno e chiedi agli altri di non farmi venire a cena :)"
Non occorre stimarsi per forza, ma rispettarsi...sarebbe una buona regola. Nessuno ti ha mai negato una cena: sono sempre stato io a farmi carico di decisioni che fossero a tutela di rapporti squisitamente di amicizia, che poi sono i soli rapporti in difesa dei quali è giusto e opportuno arroccarsi.
Marco, sei ridicolo.
Sei stato TU a negarmi una cena a nome "dell'editore che potrebbe sentirsi in imbarazzo". Fiera del Libro, Campi Salentina, giovedì 26 novembre. Con noi "AlanMoore" e Lele Vianello. A meno che non hai preso tu la decisione a nome dell'editore imbarazzato, è stato lui, che te l'ha detto e tu hai riferito a me.
Sei stato TU alla Lupiae Comix a dirmi che ti sta sulle palle Duma. E hai aggiunto "sapevo che era amico tuo" o qualcosa del genere. Certo lo hai detto col sorriso sulle labbra, ma quando uno pensa che un altro è un coglione, lo si percepisce.
E ora vieni qui a parlare di… onestà intellettuale?!?! O__O
MA-PER-PIACEREEEEEEEE!!!!
E di ipocrisia!!!! O__O
MA-PER-PIACERE-AL-QUADRATOOOOOOOO!!!!
PS: ci tengo solo a precisare che sono molto più a sinistra di te (e la mia lettera aperta qui pubblicata credo che lo testimoni abbastanza) e non faccio più parte della Cagliostro da mesi ormai (chiedi al Duma se non mi credi). Dico ciò per prevenire accuse di “catto-fascismo” o di “difesa d’ufficio” da parte tua a questo mio intervento. Aggiungo anche che TU non mi stai sulle palle. Mi stanno fortemente sulle palle solo le persone ipocrite come TE.
"A meno che non hai preso tu la decisione a nome dell'editore imbarazzato"
Se fossi stato un lettore attento avresti notato che avevo già risposto a questa domanda.
Anche quando parlo di te e con te uso delle espressioni "colorite" (inizia a farmi comodo questo termine :) ma il mio non è mai un giudizio sulla persona, quanto piuttosto su alcuni comportamenti sui quali non transigo e non intendo farlo. Credo fermamente che ciascuno abbia un buon motivo per essere com'è, ma d'altro canto che abbia avuto almeno un buon motivo nella vita per migliorarsi.
Felice di rivederti su queste pagine ;)
Per il resto: non ricordo di preciso l'argomento a cui fai riferimento, se vuoi puoi mandarmi una mail a mondisommersi@mondisommersi.biz , sarei felice di rileggere e capire il punto.
Un'altra cosa.
"Aggiungo anche che TU non mi stai sulle palle. Mi stanno fortemente sulle palle solo le persone ipocrite come TE."
Quindi:
HulkSpakk non ti sta sulle palle.
Le persone ipocrite come HulkSpakk, però, ti stanno *fortemente* sulle palle.
Quindi se, per assurdo, Laggetta fosse ipocrita come HulkSpakk, Laggetta ti starebbe fortemente sulle palle, e HulkSpakk invece no.
Stesso atteggiamento, conseguenze diverse.
Povero Laggetta. E pensare che non è nemmeno negro!
Grazie.
Ps: Non confondiamo la libertà di espressione con la libertà di potere dire qualsiasi cosa ci vada, anche fuori contesto.
Comunque… che delusione che sei! :-(
Cioè, io dopo la tua INTERESSANTISSIMA lista della persone che ti stanno sulle palle mi sarei aspettato (minimo) che tu venissi qui a postare… chessò… “la lavagna dei buoni e dei cattivi di fumetti d’autore secondo HulkSpakk”.
Sai, quella cosa che si faceva alle elementari. Che nella mia classe mi ricordo che c’era quel secchione di Marchisio, il cocchetto della maestra, che mi metteva sempre tra i cattivi. E io allora lo aspettavo fuori dalla scuola… e giù MAZZATE!!! E lui, il giorno dopo, mi riscriveva nella lista dei cattivi. E io, dopo le lezioni… giù altre mazzate! E alla fine s’era creato questo circolo vizioso che lui mi scriveva sempre nella lista dei cattivi perché io lo picchiavo e io invece lo picchiavo perché lui mi scriveva nella lista dei cattivi.
Ecco, tu me lo ricordi un sacco quel Marchisio lì.
PS: Laggetta ipocrita?!? Mai sentito parlare di Iperboli Paradossali, Hulk? E’ un’interessante figura retorica letteraria che ti consiglio di approfondire così (forse) capisci il senso della frase da me scritta e da te riportata senza manco averla compresa nemmeno un po’. E’ che a fare copia&incolla con una frase sono buoni tutti. Pure uno come Marchisio, guarda. Basta premere un paio di tasti, ecchecevò. Invece a CAPIRLA una frase, be’… lì bisogna ragionarci su e questo non tutti sono capaci di farlo, vero Hulk? Del resto il nick che ti sei scelto, la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo (sì, anche questo te l’avevo già detto su Mangaforever. Scusami se sono un po’ ripetitivo).
X Redazione
Nel caso non ve ne foste ANCORA accorti è da quando avete iniziato che qui dentro (un sito di “informazione fumettistica”, se non sbaglio) si parla di tutt’altro!
E’ che, se uno scrive SOLO editoriali provocanti, e un altro scrive SOLO articoli provocanti, poi se uno risponde alla provocazione, non gli si può chiedere di… “rimanere in tema”.
Se uno vuole e cerca lo scontro, deve accettare tutto ciò che lo scontro comporta.
E io non ho mai visto uno scontro in cui si seguono delle regole.
Quella era roba di fine ottocento, quando esisteva ancora la cavalleria e i club forbiti di cui parla il Bottero.
Adesso l’unica regola, specie qui dentro, mi pare essere… chi picchia per primo (a parole) picchia più forte.
"Sai, quella cosa che si faceva alle elementari. Che nella mia classe mi ricordo che c’era quel secchione di Marchisio, il cocchetto della maestra, che mi metteva sempre tra i cattivi. E io allora lo aspettavo fuori dalla scuola… e giù MAZZATE!!! E lui, il giorno dopo, mi riscriveva nella lista dei cattivi. E io, dopo le lezioni… giù altre mazzate! E alla fine s’era creato questo circolo vizioso che lui mi scriveva sempre nella lista dei cattivi perché io lo picchiavo e io invece lo picchiavo perché lui mi scriveva nella lista dei cattivi.
Ecco, tu me lo ricordi un sacco quel Marchisio lì."
Via Milizia 56/A
Lecce.
Vieni che ti aspetto con Marchisio.
Se vuoi, per sentirti più forte, puoi portarti dietro il pc.
Codardo e buffone. :)
Abbiamo fatto anche una bellissima intervista a Ciccarelli di SaldaPress che dice un mucchio di cose interessantissime, che nessuno di voi ha minimamente commentato, (quando invece gli spunti erano moltissimi per potere fare tante riflessioni da parte di autori, editori, fumetterie e lettori) preferendo di più di parlare di antipatie personali, ecc. ecc.
Fate vobis, se pensate che questo sia il modo più di buon senso di partecipare al nostro sito.
Certo a proposito del fatto che qui si parli di tutt' "altro" invece che di fumetto, il pezzo in questione dimostrava anche che gli autori stessi parlano di tutt' "altro" rispetto al fumetto, anzi usano proprio il fumetto per parlare di questo tutt' "altro". Non potere parlare di questo tutt' "altro" per un sito di fumetti, come già detto, quando i fumetti ne parlano, è solo realizzare un cortocircuito nocivo a quella famosa libertà di espressione che non può valere solo per chi commenta e non per chi scrive.
Ma ripetiamo, fate vobis, perchè la libertà di espressione senza buon senso di usarla è solo uno striscione da parata.
che poi si venga a dire “Nel mio quartiere vivevano i Fratelli Graviano, quasi di fronte casa mia. Non sapevo chi fossero ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto”...beh questo va davvero contro tutto cio' che si vuole denunciare col fumetto disegnato. Anche io sono palermitano. ed anche a me suona di frase ipocrita o sensazionalista.
"vero Hulk? Del resto il nick che ti sei scelto, la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo"
Certo Baldo, ma quando stacco da internet a me passa.
Come minimo devi essere connesso 24 ore su 24! :-D
:)
E' fantastico :D
Il Marchisio (che manco esiste, tanto per la cronaca) era solo un modo (speravo ironico) per farti capire che quando si entra nel circolo vizioso del botta & risposta (come fai tu SEMPRE & OVUNQUE), non lo si fa più per ARGOMENTARE le proprie opinioni (giuste o sbagliate che siano), ma solo per ANNIENTARE le opinioni altrui.
Cioè ogni tanto, se non ci arrivi, trasformati in Banner o fatti riscrivere i testi da Peter David, che allora un barlume d’intelligenza ce lo avevi anche quando eri Hulk.
Emmò, sempre ammesso e non concesso che Hulkspakk ce lo permetta (ahò, è la prossima volta offritegliela questa cazzo di cena così la smette di FRIGNARE!!!) torniamo IT.
QUESTO articolo mi sta più che bene. Non ne condivido MOOOOOOLTI passaggi, ma il senso generale mi trova d’accordo.
Poi però, quando nei commenti leggo (cito testualmente): “Contedicagliostro: (…) 4) Davanti alle mie critiche si può sempre fare come ha fatto lo stesso Stassi che invece di rispondere le ignora completamente e sul suo blog parla di quanto sia meravigliosa la comunità degli italiani a Barcellona o si balocca dei buchi neri” a quel punto io VENGO INDOTTO a credere che tutto quello che (a torto o a ragione) è stato scritto in questo articolo sia sto scritto SOLO con l’intento di far venire qui l’autore per fare la solita STERILE POLEMICA destra/sinistra, rossi/bianchi, lazio/roma (la lazio è più forte e ci mancherebbe altro), omo/etero, mafia/berlusconi (no, aspè, quest’ultimo esempio l’ho sbagliato perché mafia e berlusconi vanno molto a braccetto ultimamente).
Sbaglio?
Conte, se Stassi non ritiene il tuo articolo nemmeno degno di una replica, dov’è il problema?
Cioè, fammi capire… ma tu hai scritto tutte quelle cose per indurre Stassi ad una replica o perché pensavi EFFETTIVAMENTE le cose che hai scritto su quell'albo.
Perché, nel primo caso si parla di PROVOCAZIONE, nel secondo di recensione.
Quale delle due?
(la mia è una domanda retorica)
Perché io (IO. Letto bene? Significa BALDO! Parere PERSONALE e quindi non per forza condivisibile da altri, ma solo da ME) dalle cose che leggo qui dentro, ho l’impressione di avere a che fare con persone molto piene di… “PREGIUDIZI AL CONTRARIO”, sempre sospettose nei confronti di chiunque venga qui a commentare - specie di quelli che si discostano un po’ dal seminato buonista del “ma che bravi che siete”, dicendovi quello che effettivamente pensano su di voi (operazione più che legittima, spero ne converrete) - e sempre sulle spine nel cercare a tutti i costi significati nascosti tra le righe di un commento, col rischio di confondere spesso e volentieri significati e contenuti del commento stesso.
In un’unica parola: SIETE (un po’) PREVENUTI (per me)!
Insomma... e finitela coi finti piagnistei del “venite SOLO qui a criticare perché SOLO noi siamo piccoli, brutti e neri e ce ne vantiamo pure” e cominciate a RISPONDERE A TONO alle critiche (tante) con lo stesso cipiglio con cui rispondete ai complimenti (pochi).
PS: spero di esser stato abbastanza IT, stavolta. E se poi volete vi dico anche la mia “sull’interessante” intervista del Ciccarelli (madò che risate!!!).
Dei pareri esterni non me interessa fare dietrologia, ne se sono positivi ne se sono negativi. Li prendo per quello che sono sia che mi piacciono o no. E qui mi riallaccio al discorso di prima, non è nostro costume e uso quello di riportare solo le critiche positive e "ignorare" quelle negative e la mia battuta su Stassi voleva significare che c'è comunque il modo per fare diversamente e quindi anche per fare finta che le cose che non ci piacciono non esistano e continuare per la propria via come se nulla fosse.
Te l'ho data al tuo primo post per non generare flame, fallendo (mondisommersi@mondisommersi.biz). Io la tua non la ho, non so chi sei nè come contattarti, o lo avrei già fatto.
E aprire l'argomento insultandomi ("Oggggesù, Hulk, sei talmente ottuso che parlare con te o col muro di casa mia è uguale, guarda!!!"), pregare nel mezzo che si torni IT indicando me (solo "me" ed escludendoti) dell'OT, quando OT siamo andati tutti, redazione compresa ("Emmò, sempre ammesso e non concesso che Hulkspakk ce lo permetta torniamo IT") per interromperti con un altro insulto in mi favore ("ahò, è la prossima volta offritegliela questa cazzo di cena così la smette di FRIGNARE!!!") non fa di te l'esempio ideale dell'utente modello.
Stiamo facendo i troll.
Entrambi.
Non escluderti.
Io già faccio fatica qui a seguire le cose che scrivi, figurati mò se mi metto a scriverti pure via email.
Eppoi, ma che te ne fai dell’email di un… com’è che mi hai definito?… ah sì… CODARDO e BUFFONE come me, scusa? Ecco, a questo proposito, visto che hai pure una fumetteria, ti do un consiglio: leggiti il numero 1 di “CRIMINAL” di Ed Brubaker e Sean Philllips, un ottimo fumetto (così ritorno pure leggermente IT, chessennò ecchillisente quelli della Redazione) che dà un’INTERESSANTISSIMA interpretazione sulla codardia. Così magari ti ricredi, almeno sui codardi.
Comunque il “nostro” botta & risposta… pardon… flame (o troll? Boh, mica l’ho capito come si chiama. E’ che io sono un vecchietto, per altro molto amante della lingua italiana, e con tutta ‘sta terminologia moderna internettiana fatta di troll, gnomi, fate, IT, ET telefono-casa, ho davvero poca dimestichezza, sorry. E' che a me piacerebbe molto che ci riappropiassimo un po' della nostra meravigliosa lingua, specie nei siti-forum-blog ITALIANI. Un botta & risposta è molto più denso di significati di un banalissimo flame e i troll lasciamoli nelle fiabe. Vabbè, non divaghiamo... comunque tu voglia chiamarla, questa cosa intercorsa tra noi…) finisce qui, adesso, almeno per me.
Ma pubblicamente.
Perchè pubblicamente è iniziata.
X Conte
Ripeto… l’articolo (più o meno condivisibile) ci sta tutto.
Il tuo commento (per me) no.
Riguardo invece al concetto di “massima libertà” - sempre nei limiti della decenza e del buongusto (che almeno quelli, spero, sia connaturati in ognuno di noi) - che propugnate a pie’ spinto in ogni dove qui dentro, ho invece dei seri dubbi, perché ogni volta che poi qualcuno VI PRENDE IN PAROLA e viene qui e critica, voi (tu, Marco e Bottero nei suoi editoriali) subito ricorrete al solito ritornello, ormai trito&ritrito, del “ehi, ma perché vieni solo qui a criticare”.
Insomma, da una parte inneggiate alla libertà (cosa che da altre parti non è concessa, se non sulla carta, e di questo ti/vi va dato atto, senza se e senza ma), però dall’altra vi ritraete subito in difesa, richiudendovi a riccio su voi stessi, atteggiamento che io, personalmente, non concepisco.
Io sono venuto qui e ho criticato un tuo pezzo (vabbè… un commento).
Tu hai risposto.
Così si fa, almeno per come la vedo io (parere personale).
Perché i ritornelli, specie quelli “vittimistici” e un po’ stantii, lasciano sempre il tempo che trovano.
Ma le RISPOSTE, specie quelle precise, puntuali, rigorose e univoche, non lasciano adito a dubbi di sorta.
Magari generano altre domande, ma mai dubbi su come uno la pensi effettivamente su un determinato argomento.
Meditate, gente, meditate…