di Giorgio Messina
La nascita del fumetto di cronaca made in Italy, lanciato da BeccoGiallo, casa editrice trevigiana nata nel 2005, ha segnato l'affermarsi del fumetto impegnato con derive politicamente schierate e abbastanza individuabili. La linea editoriale che ha caratterizzato sinora BeccoGiallo sul piano squisitamente oggettivo dei risultati raggiunti dai volumi, è risultata pagante sia nelle vendite che nell’esposizione mediatica. Dimostrazione ne è soprattutto il fatto che il 60% di BeccoGiallo è stato acquistato da Alet circa un anno e mezzo fa. Nel settembre del 2006, sempre per i tipi di BeccoGiallo, esce “Brancaccio, storie di mafia quotidiana”, realizzato da Giovanni Di Gregorio ai testi e Claudio Stassi ai disegni, due palermitani, il secondo, all’epoca dell’uscita del volume, residente nel quartiere di Palermo che da il nome al volume, mentre l’altro trasferitosi a Barcelona da qualche tempo. Nonostante le loro radici palermitane e la buona padronanza della tecnica, sia scritta che disegnata, il libro a fumetti risulta a volte deludente e mediocre perché presenta una fiction di degrado urbano e sociale che poco ha a che fare con la mafia quotidiana indicata nel sottotitolo, raccontando una vicenda che si potrebbe svolgere in qualunque periferia di una grande città, non solo siciliana, ma perché non Roma, Taranto, Marsiglia e anche Barcelona, in Spagna, che è l’attuale residenza di entrambi gli autori. Don Pino Puglisi, il sacerdote martire assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993, è il “testimonial d’eccezione” del libro e nel finale della storia si assiste al ribaltamento del messaggio di resistenza pacifica alla mafia lasciatoci dal presbitero nato nel 1937 proprio a Brancaccio. Il protagonista della storia a fumetti, il giovanissimo Nino, nel finale del volume, conclude così la sua lettera ideale scritta a Don Pino Puglisi (nella storia il prete è morto due anni prima): “Prendo il treno grande, quello che passa la notte. E a Brancaccio non ci torno più”. L’esatto contrario del messaggio veicolato da un prete coraggioso che si è opposto alla mafia e che sorrideva ai suoi killer un attimo prima che questi lo freddassero davanti al portone di casa. Don Pino Puglisi è morto proprio perché a Brancaccio c’è tornato nel 1990 come parroco della chiesa di San Gaetano e perché la sua opera di evangelizzazione non si è piegata alla famiglia Graviano che allora controllava il quartiere. L’attenzione di Padre Pino Puglisi, o 3P, come lo chiamano affettuosamente ancora oggi i suoi parrocchiani, si rivolse al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, cercando di riaffermare nel quartiere una cultura della legalità illuminata dalla Fede Il Brancaccio di Padre Puglisi era un quartiere dove tornare e rimanere, per cambiare le cose, non da cui partire via per sempre. Nell’introduzione del libro, Rita Borsellino scrive: “Se si rinuncia a comunicare, a mostrare l’alternativa al sistema criminale, se si rinuncia a raccontare e svelare, allora si rinuncia al cambiamento. E’ per questo che l’idea di un fumetto su Brancaccio mi ha subito colpito. Scegliere uno strumento di comunicazione come questo per ribadire alcuni valori, per mostrare l’alternativa e raccontare percorsi di un quartiere così difficile è importante”. Nella postfazione del volume, Rosaria Cascio, dell’Associazione “Padre Giuseppe Puglisi”, afferma: “Cosa aveva fatto Padre Puglisi? Decise di andare a Brancaccio (…) obbedendo alla Chiesa e al Vangelo. Andava là dove c’era bisogno. E a Brancaccio c’era bisogno”. Nella storia a fumetti contenuta nel volume, ambientata nel 1994, non v’è alcun riferimento alla cronaca reale legata all’omicidio del parroco di San Gaetano a Brancaccio. La storia si svincola dalla storia ufficiale, anche giudiziaria. Gaspare Spatuzza, che oggi è salito alle cronache nazionali, come pentito accusatore di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, nel processo di secondo grado istruito contro quest’ultimo per concorso esterno in associazione mafiosa, era insieme a Salvatore Grigoli l’esecutore materiale dell’omicidio di Padre Puglisi e per questo assassinio fu condannato all’ergastolo. Claudio Stassi, il disegnatore del volume, sul suo blog da un po’ di tempo a questa parte pubblica una serie strisce in cui riporta le dichiarazioni di Spatuzza, come se fosse un report a fumetti, tentando di coniugare l’antimafia con l’antiberlusconismo in cui la campana della verità della collusione tra Stato e mafia diventa un pentito, "improvvisamente converntito", accusato di sette stragi (ma lui non ricorda bene se sono sei o sette…) e quaranta omicidi tra cui, oltre appunto quello di Padre Puglisi, anche quello del piccolo Di Matteo, reo solo di essere figlio di un pentito e perciò strangolato e sciolto nell’acido quando pesava trenta chili dopo più di settecento giorni di prigionia. Il pentito Spatuzza davanti ai giudici ha dichiarato diverse volte che: “Graviano per me era come un padre e mi legherà sempre a lui un sentimento che va al di là della semplice amicizia”. Stassi invece sul suo blog scrive: “Nel mio quartiere vivevano i Fratelli Graviano, quasi di fronte casa mia. Non sapevo chi fossero ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto”. Queste cartoline per stranieri della mafia e della Sicilia, francamente, mi indignano. Questo raccontare al mondo che a Palermo siamo tutti inseriti nel sistema mafia e che tutti sappiamo (come se questa informazione fosse contenuta nel nostro DNA o nell’aria che respiriamo) chi bisogna salutare con rispetto anche se non sappiamo chi sia, è una mancanza di rispetto invece alla memoria di Padre Puglisi, ben più grave di prendere come oracolo di verità il suo assassino, il mafioso Spatuzza, e ben più grave di averne ribaltato il messaggio di Pace e Amore per farlo comparire come “guest star” in un libro che, al tirare delle somme, di antimafia ha davvero ben poco. Le cartoline però continuano e Stassi aggiunge: “Io lo sapevo, a Palermo tutti lo sanno, anche chi decide di votare certi personaggi, tutti lo sanno. Tutto inizia da Brancaccio”. Io conosco tanta gente che a Palermo, e a Brancaccio, non lo sa e invece sa bene cosa sia la legalità, l’onestà, l’antimafia quotidiana, quella vera, quella che non è marketing. Sulla tomba di Pino Puglisi, al Cimitero Monumentale di Palermo sono scolpite le parole del Vangelo di Giovanni "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13).





Comments
Ma di che stupirsi? L'Italia è il paese di chi cerca in ogni modo di costruirsi una puerile carriera politica "ballando" continuamente sulla tomba del proprio fratello giudice morto in un attentato mafioso. E non è certo l'unico esempio di questa genia d'impuniti.
@Messina: ti credevo intelligente. Mi dispiace che tu non abbia capito nulla di certi libri... o forse non vuoi capire proprio perché, come scrivevo tempo fa, vuoi a tutti i costi trasformare questo sito (che con i fumetti non c'entra un tubo, mi dispiace per te!) nella versione clerico-fascista di CUS... ammettilo... hai messo su questa cretinata di sito solo per dimostrare di essere migliore di altri e per toglierti qualche sassolino dalla scarpa. Guarda che è un comportamento legittimo... ma di' la verità.
Ti sei reso conto che esiste una libertà di pensiero e di scrittura che va ben oltre il tuo piccolo pensare e che non per forza CI SI DEBBA OMOLOGARE?
Giorgio Messina è una persona intelligente, abituata a confrontarsi anche con chi manifesta idee diverse dalle sue, e tu dovresti imparare che sparare a zero inutilmente non darà certo forza alle tue affermazioni.
Sassolini nelle scarpe non ne abbiamo, ma se li avessimo io ad esempio saprei cosa farne :))
Domanda: ma se Messina la pensasse come te credi davvero che sarebbe più intelligente?
Mah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Michela, la moglie della persona che non reputi intelligente.
Per quanto riguarda la "pena di morte a motivo di concepimento"... Beh, penso che questo basti a dire come la penso. Probabilmente ci vorrà del tempo, ma noi "cattolicume" libereremo questo mondo facendogli conoscere la Verità. Sarà poi la Verità a giudicare...
Comunque... non mi pare che qui c'era libertà di espressione? Quindi io non posso esprimermi? O pretendete di ricevere solo complimenti?
Colgo l'occasione comunque per chiudere anche la polemica con Burighel. Qualora volesse discutere pacatamente con me (e sono serio) può scrivere all'indirizzo s.duma@libero.it. Naturalmente ciò vale anche per altri.
Piuttosto dato che Duma la pensa diversamente da Messina, è a te che dovrebbe venire in mente che c'è qualcuno che la pensa diversamente da tuo marito.
Sono i commenti come il tuo che fa pensare a me lettore, che forse è meglio non dire la mia, o potrei essere accusato di qualcosa. E questo, se non è privare la libertà di espressione (e non lo è), è quantomeno indurre a tacere. Avendo comunque lo stesso risultato.
Personalmente ho capito che Duma vi sta sulle palle a tutti, partendo da Messina e finendo a Laggetta, ma è imbarazzante (e lo dico non certo da fan di mangaxever) trovare risposte aberranti ad ogni suo singolo commento.
Per quanto riguarda la recensione, ho trovato molto interessante la prima parte, ma la seconda cambia argomento, tralasciando il fumetto e scadendo nel "io ho un amico che abita li e quindi ne so più di te che ci hai sempre vissuto", per non parlare del mafioso al governo.
1) Duma non sta sulle palle a nessuno. Per essere più precisi, nessun utente sta sulle balle a nessun componente dello staff. Prova ne è che Duma come chiunque altro dice quello che vuole e come vuole senza censure. Si permetterà però che come lui dissente di alcune posizioni, altri dissentano delle sue. La ruota della libertà di espressione gira in tutti sensi di marcia, sia pro che contro.
2) Io non ho un amico che abita lì. Io ho una intera famiglia di origine e tantissimi amici che abitano lì perchè io stesso sono nato e cresciuto a Palermo, ci ho vissuto sino a 10 anni fa in pianta stabile e da allora ci torno spessissimo e conosco bene la realtà di cui si parla. Sono anche più grande di Stassi e molti avvenimenti li ho vissuti in prima persona e non penso che Falcone e Borselino o Padre Puglisi sono morti perchè oggi si debba dire che "a Palermo io non sapevo chi erano ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto". Da Palermitano non ci sto a queste cose. Non è così che si fa l'antimafia, non è così che si fa per prendere le pacche sulle spalle.
3) L'errore più grosso di Brancaccio il libro è di avere "laicizzato" il messaggio di Padre Puglisi.
4) Davanti alle mie critiche si può sempre fare come ha fatto lo stesso Stassi che invece di rispondere le ignora completamente e sul suo blog parla di quanto sia meravigliosa la comunità degli italiani a Barcellona o si balocca dei buchi neri.
Duma sta sulle palle alla S.ra Messina, tanto per cominciare, o non avrebbe uscite tipo "Sono stanca del tuo inutile parlare, sono stanca perche fondamentalmen e nessuno parla di te."
Nessuno si offende se si è un pò più onesti. A meno che non si commentino così le persone simpatiche.
Duma sta sulle palle a Laggetta, prova a chiederglielo. Non c'è problema, ma ancora, siamo onesti.
Duma sta sulle palle a diverse persone, come è lecito che sia, quando si ha una concezione alternativa della libertà di espressione.
Non è un problema, almeno quanto non lo sia ammetterlo.
Per esempio, tu stai sulle palle a me, non c'è vergogna a dirlo.
E io a te, tanto che non mi saluti nemmeno e chiedi agli altri di non farmi venire a cena :)
Non c'è vergogna a essere onesti. Non c'è vergogna a comportarsi diversamente da Silvio.
Come ti azzardi e come pretendi di essere nella mia testa.
Ma hai capito il mio commento?
Hai letto da qualche parte le parole che confermi?
Io ho già avuto una risposta dal Sig. Duma che comunque è stata educata, mi rifiuto davvero di continuare a rispondere ad una persona che non ha nessuna cognizione di causa ed in questo caso mi riferisco a te naturalmente.
Ti invito nuovamente se dovessi avvertire la necessità inutile di proferire parola di riflettere prima di commentare inutilmente.
Michela
Grazie
Michela
Le sto per caso antipatico? :)
Cmq provo a spiegarmi: quando uno scrive, come avrà avuto modo di notare, altri "percepiscono" cose dallo scritto. Capita a lei, capita a me.
Magari non sono vere, magari sono inesatte, ma assolutamente, da lettore delle risposte che Duma riceve, a me pare vi stia sulle palle a tutti.
Mi sembra inoltre, da come scrivete, che abbiate difficoltà a relazionarvi con chi vi dice qualsiasi cosa non aggradi le vostre idee. Come ho fatto io nel precedente post.
Ho la percezione, mentre leggo, che si perda più tempo dietro al buonismo e alla forma (quando si scrive, non certo dal vivo, lì ci si comporta da maleducati e ci si gira dall'altra parte all'incrociare dello sguardo) piuttosto che al contenuto.
Ho l'impressione, altresì, che quando sua Contessa scrive "se dovessi avvertire la necessità inutile di proferire parola di riflettere prima di commentare inutilmente" non mi stia *esattamente* invitando ad ulteriori post nonostante questo loco di libertà e conciliazione, bensì, ma potrei sbagliarmi, ad andare a fare in c*lo.
Ecco, questo è quello che si percepisce mentre si leggono i suoi (e quelli dei suoi cattolicolleghi) commenti pacati e dolci, pregni di libertà di espressione e di difesa della stessa, sprezzanti e incolmabili curiosioni delle idee altrui, e certamente molto, ma molto cortesi (mica come il mio).
Come sempre, prima di dire le cose è utile saperle.
Per ricambiare il favore di tanta umiltà e conoscenza ti svelerò anche io i retroscena di un'altra favola moderna: babbo natale non esiste. Sono i tuoi genitori a portarti i regali. O forse uno solo dei due, dato che i tuoi sono divorziati.
Cmq, è vero: Babbo Natale non esiste. Esiste invece Gesù Cristo, mentre San Nicola assieme alla Beata Sempre Vergine Maria, agli Angeli, agli altri Santi e tutta la Chiesa trionfante è al Suo cospetto. E pensa quale grandezza: esiste anche se lo neghi! ;-)
"Duma sta sulle palle a Laggetta, prova a chiederglielo. Non c'è problema, ma ancora, siamo onesti."
Personalmente non nutro antipatia di sorta per il Sig. Duma che non "conosco" che per commenti "coloriti" come questo "ti credevo intelligente. Mi dispiace che tu non abbia capito nulla di certi libri... o forse non vuoi capire proprio perché, come scrivevo tempo fa, vuoi a tutti i costi trasformare questo sito (che con i fumetti non c'entra un tubo, mi dispiace per te!) nella versione clerico-fascist a di CUS... ammettilo..." Mi spiace doverlo ripetere, ma la libertà di espressione non comprende la libertà di offendere. Ritengo alcuni commenti assolutamente indifendibili. D'altro canto quello che in contesti del genere ci rappresenta è la parola! Sarebbe prudente farne un buon uso. A dimostrazione di quanto appena detto mi piace sottolineare come in tempi recenti leggere, in fase di valutazione, una sceneggiatura del Sig. Duma mi abbia portato ad avere un'idea tutt'altro che negativa dello stesso. Sono solo parole...niente di più importante.
Quanto alla reazione della Contessa credo sia esasperata dai toni che molti utenti continuano a utilizzare nei commenti di coda. Ciò caratterizza in qualche modo "fumettodautore": credo sia il solo portale di informazione sul fumetto ad essere frequentato assiduamente da utenti che non condividono il progetto editoriale nè stimano il gruppo di persone intorno alle quali è sorto, ma che trovano ugualmente importante esprimere la loro in ogni circostanza, pur ristabilendo sempre e con esasperata insistenza le dovute distanze. Personalmente mi guardo bene dal frequentare gli ambienti che ritengo ostili o che semplicemente non mi fanno sentire a mio agio.
"Per esempio, tu stai sulle palle a me, non c'è vergogna a dirlo.
E io a te, tanto che non mi saluti nemmeno e chiedi agli altri di non farmi venire a cena :)"
Non occorre stimarsi per forza, ma rispettarsi...sarebbe una buona regola. Nessuno ti ha mai negato una cena: sono sempre stato io a farmi carico di decisioni che fossero a tutela di rapporti squisitamente di amicizia, che poi sono i soli rapporti in difesa dei quali è giusto e opportuno arroccarsi.
Marco, sei ridicolo.
Sei stato TU a negarmi una cena a nome "dell'editore che potrebbe sentirsi in imbarazzo". Fiera del Libro, Campi Salentina, giovedì 26 novembre. Con noi "AlanMoore" e Lele Vianello. A meno che non hai preso tu la decisione a nome dell'editore imbarazzato, è stato lui, che te l'ha detto e tu hai riferito a me.
Sei stato TU alla Lupiae Comix a dirmi che ti sta sulle palle Duma. E hai aggiunto "sapevo che era amico tuo" o qualcosa del genere. Certo lo hai detto col sorriso sulle labbra, ma quando uno pensa che un altro è un coglione, lo si percepisce.
E ora vieni qui a parlare di… onestà intellettuale?!?! O__O
MA-PER-PIACEREEEEEEEE!!!!
E di ipocrisia!!!! O__O
MA-PER-PIACERE-AL-QUADRATOOOOOOOO!!!!
PS: ci tengo solo a precisare che sono molto più a sinistra di te (e la mia lettera aperta qui pubblicata credo che lo testimoni abbastanza) e non faccio più parte della Cagliostro da mesi ormai (chiedi al Duma se non mi credi). Dico ciò per prevenire accuse di “catto-fascismo” o di “difesa d’ufficio” da parte tua a questo mio intervento. Aggiungo anche che TU non mi stai sulle palle. Mi stanno fortemente sulle palle solo le persone ipocrite come TE.
"A meno che non hai preso tu la decisione a nome dell'editore imbarazzato"
Se fossi stato un lettore attento avresti notato che avevo già risposto a questa domanda.
Anche quando parlo di te e con te uso delle espressioni "colorite" (inizia a farmi comodo questo termine :) ma il mio non è mai un giudizio sulla persona, quanto piuttosto su alcuni comportamenti sui quali non transigo e non intendo farlo. Credo fermamente che ciascuno abbia un buon motivo per essere com'è, ma d'altro canto che abbia avuto almeno un buon motivo nella vita per migliorarsi.
Felice di rivederti su queste pagine ;)
Per il resto: non ricordo di preciso l'argomento a cui fai riferimento, se vuoi puoi mandarmi una mail a mondisommersi@mondisommersi.biz , sarei felice di rileggere e capire il punto.
Un'altra cosa.
"Aggiungo anche che TU non mi stai sulle palle. Mi stanno fortemente sulle palle solo le persone ipocrite come TE."
Quindi:
HulkSpakk non ti sta sulle palle.
Le persone ipocrite come HulkSpakk, però, ti stanno *fortemente* sulle palle.
Quindi se, per assurdo, Laggetta fosse ipocrita come HulkSpakk, Laggetta ti starebbe fortemente sulle palle, e HulkSpakk invece no.
Stesso atteggiamento, conseguenze diverse.
Povero Laggetta. E pensare che non è nemmeno negro!
Grazie.
Ps: Non confondiamo la libertà di espressione con la libertà di potere dire qualsiasi cosa ci vada, anche fuori contesto.
Comunque… che delusione che sei! :-(
Cioè, io dopo la tua INTERESSANTISSIMA lista della persone che ti stanno sulle palle mi sarei aspettato (minimo) che tu venissi qui a postare… chessò… “la lavagna dei buoni e dei cattivi di fumetti d’autore secondo HulkSpakk”.
Sai, quella cosa che si faceva alle elementari. Che nella mia classe mi ricordo che c’era quel secchione di Marchisio, il cocchetto della maestra, che mi metteva sempre tra i cattivi. E io allora lo aspettavo fuori dalla scuola… e giù MAZZATE!!! E lui, il giorno dopo, mi riscriveva nella lista dei cattivi. E io, dopo le lezioni… giù altre mazzate! E alla fine s’era creato questo circolo vizioso che lui mi scriveva sempre nella lista dei cattivi perché io lo picchiavo e io invece lo picchiavo perché lui mi scriveva nella lista dei cattivi.
Ecco, tu me lo ricordi un sacco quel Marchisio lì.
PS: Laggetta ipocrita?!? Mai sentito parlare di Iperboli Paradossali, Hulk? E’ un’interessante figura retorica letteraria che ti consiglio di approfondire così (forse) capisci il senso della frase da me scritta e da te riportata senza manco averla compresa nemmeno un po’. E’ che a fare copia&incolla con una frase sono buoni tutti. Pure uno come Marchisio, guarda. Basta premere un paio di tasti, ecchecevò. Invece a CAPIRLA una frase, be’… lì bisogna ragionarci su e questo non tutti sono capaci di farlo, vero Hulk? Del resto il nick che ti sei scelto, la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo (sì, anche questo te l’avevo già detto su Mangaforever. Scusami se sono un po’ ripetitivo).
X Redazione
Nel caso non ve ne foste ANCORA accorti è da quando avete iniziato che qui dentro (un sito di “informazione fumettistica”, se non sbaglio) si parla di tutt’altro!
E’ che, se uno scrive SOLO editoriali provocanti, e un altro scrive SOLO articoli provocanti, poi se uno risponde alla provocazione, non gli si può chiedere di… “rimanere in tema”.
Se uno vuole e cerca lo scontro, deve accettare tutto ciò che lo scontro comporta.
E io non ho mai visto uno scontro in cui si seguono delle regole.
Quella era roba di fine ottocento, quando esisteva ancora la cavalleria e i club forbiti di cui parla il Bottero.
Adesso l’unica regola, specie qui dentro, mi pare essere… chi picchia per primo (a parole) picchia più forte.
"Sai, quella cosa che si faceva alle elementari. Che nella mia classe mi ricordo che c’era quel secchione di Marchisio, il cocchetto della maestra, che mi metteva sempre tra i cattivi. E io allora lo aspettavo fuori dalla scuola… e giù MAZZATE!!! E lui, il giorno dopo, mi riscriveva nella lista dei cattivi. E io, dopo le lezioni… giù altre mazzate! E alla fine s’era creato questo circolo vizioso che lui mi scriveva sempre nella lista dei cattivi perché io lo picchiavo e io invece lo picchiavo perché lui mi scriveva nella lista dei cattivi.
Ecco, tu me lo ricordi un sacco quel Marchisio lì."
Via Milizia 56/A
Lecce.
Vieni che ti aspetto con Marchisio.
Se vuoi, per sentirti più forte, puoi portarti dietro il pc.
Codardo e buffone. :)
Abbiamo fatto anche una bellissima intervista a Ciccarelli di SaldaPress che dice un mucchio di cose interessantissime, che nessuno di voi ha minimamente commentato, (quando invece gli spunti erano moltissimi per potere fare tante riflessioni da parte di autori, editori, fumetterie e lettori) preferendo di più di parlare di antipatie personali, ecc. ecc.
Fate vobis, se pensate che questo sia il modo più di buon senso di partecipare al nostro sito.
Certo a proposito del fatto che qui si parli di tutt' "altro" invece che di fumetto, il pezzo in questione dimostrava anche che gli autori stessi parlano di tutt' "altro" rispetto al fumetto, anzi usano proprio il fumetto per parlare di questo tutt' "altro". Non potere parlare di questo tutt' "altro" per un sito di fumetti, come già detto, quando i fumetti ne parlano, è solo realizzare un cortocircuito nocivo a quella famosa libertà di espressione che non può valere solo per chi commenta e non per chi scrive.
Ma ripetiamo, fate vobis, perchè la libertà di espressione senza buon senso di usarla è solo uno striscione da parata.
che poi si venga a dire “Nel mio quartiere vivevano i Fratelli Graviano, quasi di fronte casa mia. Non sapevo chi fossero ma sapevo che bisognava salutarli e con rispetto”...beh questo va davvero contro tutto cio' che si vuole denunciare col fumetto disegnato. Anche io sono palermitano. ed anche a me suona di frase ipocrita o sensazionalista.
"vero Hulk? Del resto il nick che ti sei scelto, la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo"
Certo Baldo, ma quando stacco da internet a me passa.
Come minimo devi essere connesso 24 ore su 24! :-D
:)
E' fantastico :D
Il Marchisio (che manco esiste, tanto per la cronaca) era solo un modo (speravo ironico) per farti capire che quando si entra nel circolo vizioso del botta & risposta (come fai tu SEMPRE & OVUNQUE), non lo si fa più per ARGOMENTARE le proprie opinioni (giuste o sbagliate che siano), ma solo per ANNIENTARE le opinioni altrui.
Cioè ogni tanto, se non ci arrivi, trasformati in Banner o fatti riscrivere i testi da Peter David, che allora un barlume d’intelligenza ce lo avevi anche quando eri Hulk.
Emmò, sempre ammesso e non concesso che Hulkspakk ce lo permetta (ahò, è la prossima volta offritegliela questa cazzo di cena così la smette di FRIGNARE!!!) torniamo IT.
QUESTO articolo mi sta più che bene. Non ne condivido MOOOOOOLTI passaggi, ma il senso generale mi trova d’accordo.
Poi però, quando nei commenti leggo (cito testualmente): “Contedicagliostro: (…) 4) Davanti alle mie critiche si può sempre fare come ha fatto lo stesso Stassi che invece di rispondere le ignora completamente e sul suo blog parla di quanto sia meravigliosa la comunità degli italiani a Barcellona o si balocca dei buchi neri” a quel punto io VENGO INDOTTO a credere che tutto quello che (a torto o a ragione) è stato scritto in questo articolo sia sto scritto SOLO con l’intento di far venire qui l’autore per fare la solita STERILE POLEMICA destra/sinistra, rossi/bianchi, lazio/roma (la lazio è più forte e ci mancherebbe altro), omo/etero, mafia/berlusconi (no, aspè, quest’ultimo esempio l’ho sbagliato perché mafia e berlusconi vanno molto a braccetto ultimamente).
Sbaglio?
Conte, se Stassi non ritiene il tuo articolo nemmeno degno di una replica, dov’è il problema?
Cioè, fammi capire… ma tu hai scritto tutte quelle cose per indurre Stassi ad una replica o perché pensavi EFFETTIVAMENTE le cose che hai scritto su quell'albo.
Perché, nel primo caso si parla di PROVOCAZIONE, nel secondo di recensione.
Quale delle due?
(la mia è una domanda retorica)
Perché io (IO. Letto bene? Significa BALDO! Parere PERSONALE e quindi non per forza condivisibile da altri, ma solo da ME) dalle cose che leggo qui dentro, ho l’impressione di avere a che fare con persone molto piene di… “PREGIUDIZI AL CONTRARIO”, sempre sospettose nei confronti di chiunque venga qui a commentare - specie di quelli che si discostano un po’ dal seminato buonista del “ma che bravi che siete”, dicendovi quello che effettivamente pensano su di voi (operazione più che legittima, spero ne converrete) - e sempre sulle spine nel cercare a tutti i costi significati nascosti tra le righe di un commento, col rischio di confondere spesso e volentieri significati e contenuti del commento stesso.
In un’unica parola: SIETE (un po’) PREVENUTI (per me)!
Insomma... e finitela coi finti piagnistei del “venite SOLO qui a criticare perché SOLO noi siamo piccoli, brutti e neri e ce ne vantiamo pure” e cominciate a RISPONDERE A TONO alle critiche (tante) con lo stesso cipiglio con cui rispondete ai complimenti (pochi).
PS: spero di esser stato abbastanza IT, stavolta. E se poi volete vi dico anche la mia “sull’interessante” intervista del Ciccarelli (madò che risate!!!).
Dei pareri esterni non me interessa fare dietrologia, ne se sono positivi ne se sono negativi. Li prendo per quello che sono sia che mi piacciono o no. E qui mi riallaccio al discorso di prima, non è nostro costume e uso quello di riportare solo le critiche positive e "ignorare" quelle negative e la mia battuta su Stassi voleva significare che c'è comunque il modo per fare diversamente e quindi anche per fare finta che le cose che non ci piacciono non esistano e continuare per la propria via come se nulla fosse.
Te l'ho data al tuo primo post per non generare flame, fallendo (mondisommersi@mondisommersi.biz). Io la tua non la ho, non so chi sei nè come contattarti, o lo avrei già fatto.
E aprire l'argomento insultandomi ("Oggggesù, Hulk, sei talmente ottuso che parlare con te o col muro di casa mia è uguale, guarda!!!"), pregare nel mezzo che si torni IT indicando me (solo "me" ed escludendoti) dell'OT, quando OT siamo andati tutti, redazione compresa ("Emmò, sempre ammesso e non concesso che Hulkspakk ce lo permetta torniamo IT") per interromperti con un altro insulto in mi favore ("ahò, è la prossima volta offritegliela questa cazzo di cena così la smette di FRIGNARE!!!") non fa di te l'esempio ideale dell'utente modello.
Stiamo facendo i troll.
Entrambi.
Non escluderti.
Io già faccio fatica qui a seguire le cose che scrivi, figurati mò se mi metto a scriverti pure via email.
Eppoi, ma che te ne fai dell’email di un… com’è che mi hai definito?… ah sì… CODARDO e BUFFONE come me, scusa? Ecco, a questo proposito, visto che hai pure una fumetteria, ti do un consiglio: leggiti il numero 1 di “CRIMINAL” di Ed Brubaker e Sean Philllips, un ottimo fumetto (così ritorno pure leggermente IT, chessennò ecchillisente quelli della Redazione) che dà un’INTERESSANTISSIMA interpretazione sulla codardia. Così magari ti ricredi, almeno sui codardi.
Comunque il “nostro” botta & risposta… pardon… flame (o troll? Boh, mica l’ho capito come si chiama. E’ che io sono un vecchietto, per altro molto amante della lingua italiana, e con tutta ‘sta terminologia moderna internettiana fatta di troll, gnomi, fate, IT, ET telefono-casa, ho davvero poca dimestichezza, sorry. E' che a me piacerebbe molto che ci riappropiassimo un po' della nostra meravigliosa lingua, specie nei siti-forum-blog ITALIANI. Un botta & risposta è molto più denso di significati di un banalissimo flame e i troll lasciamoli nelle fiabe. Vabbè, non divaghiamo... comunque tu voglia chiamarla, questa cosa intercorsa tra noi…) finisce qui, adesso, almeno per me.
Ma pubblicamente.
Perchè pubblicamente è iniziata.
X Conte
Ripeto… l’articolo (più o meno condivisibile) ci sta tutto.
Il tuo commento (per me) no.
Riguardo invece al concetto di “massima libertà” - sempre nei limiti della decenza e del buongusto (che almeno quelli, spero, sia connaturati in ognuno di noi) - che propugnate a pie’ spinto in ogni dove qui dentro, ho invece dei seri dubbi, perché ogni volta che poi qualcuno VI PRENDE IN PAROLA e viene qui e critica, voi (tu, Marco e Bottero nei suoi editoriali) subito ricorrete al solito ritornello, ormai trito&ritrito, del “ehi, ma perché vieni solo qui a criticare”.
Insomma, da una parte inneggiate alla libertà (cosa che da altre parti non è concessa, se non sulla carta, e di questo ti/vi va dato atto, senza se e senza ma), però dall’altra vi ritraete subito in difesa, richiudendovi a riccio su voi stessi, atteggiamento che io, personalmente, non concepisco.
Io sono venuto qui e ho criticato un tuo pezzo (vabbè… un commento).
Tu hai risposto.
Così si fa, almeno per come la vedo io (parere personale).
Perché i ritornelli, specie quelli “vittimistici” e un po’ stantii, lasciano sempre il tempo che trovano.
Ma le RISPOSTE, specie quelle precise, puntuali, rigorose e univoche, non lasciano adito a dubbi di sorta.
Magari generano altre domande, ma mai dubbi su come uno la pensi effettivamente su un determinato argomento.
Meditate, gente, meditate…