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L’etica della critica del fumetto secondo l'esimio Professore Di Nocera

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.
L’etica della critica del fumetto secondo l'esimio Professore Di Nocera
di Giorgio Messina
Uno dei prezzi più pregiati del presepe del Fumettomondo è il (sedicente) critico Alessandro Di Nocera. Il professore (di Scuola Superiore) di C/Mare di Stabia, scrive sul forum di Comicus a proposito di N.O.X., serie spionistica bimestrale della Star Comics, ultima fatica autoriale di Alessandro Bottero (che è anche il direttore di questa testata):
«Il problema è che quello è un fatto di cronaca REALE, con morti VERI e uno svolgimento degli eventi TERRIFICANTE, INSOSTENIBILE al solo pensarci.
Nessuna remora a vederlo inserito in un contesto di fiction, ma va fatto in un certo modo.
Perché il fumetto, come qualsiasi altra forma di comunicazione e/o artistica, deve possedere uno sguardo ETICO.
Io non contesto (solo) il mostrare semplicemente i bambini mitragliati. Contesto che li si mostri rappresentati in quel modo: il maschietto e la femminuccia, biondi e ariani, in posa plastica come nel più "a sproposito" dei ralenty da action-movie hollywoodiano.
C'erano vari modi per mantenere la scena dei bambini uccisi fuori (o parzialmente fuori) campo: ombre, dettagli, lenzuola che coprono corpi, madri che piangono su bare bianche.
Invece no: si ricorre ai bambini della famiglia del Mulino Bianco (biondi e ariani) che cadono in posa plastica.»
Di Nocera si riferisce a questa tavola, che facendo parte del preview della serie, gira in rete e in un albo promozionale della Star Comics da novembre 2010, e chissà come mai prima di adesso questi problemi “etici” non li aveva sollevati..

Di Nocera poi si riferisce anche questa altra tavola, sempre presa dal preview, perché come dirà lo stesso (sedicente) critico, non ha letto l’albo per intero (perché non vuole acquistarlo...) e di conseguenza quindi le sue critiche si basano solo sull’anteprima.

Continua il Di Nocera: «Stessa cosa nella sequenza del teatro: come fai a mostrare il coinvolgimento spietato di vittime innocenti? Primo piano della bella ragazza bionda e ariana in mezzo a due profili di terroristi in passamontagna (che con queste modalità di rappresentazione non riportano più alla mente i terroristi ceceni ma l'Hydra della Marvel).
(…)
E mi dispiace che un prodotto come NOX - sulla carta originale e interessante - sia caratterizzato (tra le altre cose) da una sintassi narrativa e delle modalità di rappresentazione così poco accorte, così volgari, così immature.»
Le due tavole si riferiscono a fatti di cronaca realmente avvenut nelle ex repubbliche sovietichei. La prima descrive quanto accaduto al Teatro Dubrovka a Mosca il 23 ottobre 2002. La seconda racconta quello che successe il 1 settembre 2004 a Beslan.
Curioso che a parlare di volgarità della rappresentazione della realtà sia lo stesso Di Nocera che ha nel curriculum di (sedicente) critico anche la medaglia al valore per avere alterato la trama dell’opera a fumetti oggetto della sua azione critica.
Nel suo libro “Supereroi e Superpoteri” (Castelvecchi, 2000), a pagina 150, Di Nocera scrive a proposito della miniserie “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” (The Dark Knight Returns,DC) di Frank Miller: «Due sequenze apparivano emblematiche (...) nella seconda, il Joker, mortale villain dal volto clownesco, colpevole di innumerevoli delitti e diretto responsabile anni addietro della barbara fine di Robin - da lui violentato e poi trucidato - veniva raggiunto in un lunapark - dopo un'ennesima strage- da un Batman bramoso di vendetta, il quale non esita ad ucciderlo a mani nude, strangolandolo senza pietà e poi sputandogli in faccia.»
Peccato che le tavole di Frank Miller raccontino tutta un'altra storia, come potranno facilmente verificare anche i lettori. Nel fumetto il Joker dice, dopo che Batman NON lo strangola: "Mi hai veramente deluso bello. Il momento era perfetto. e tu non hai avuto il fegato." Poi il Joker si spezza il collo da solo, suicidandosi, per far sì che Batman agli occhi della polizia di Gotham , che non assiste alla scena, venga incolpato INGIUSTAMENTE della morte del suo acerrimo nemico. Evidentemente non solo la polizia di Gotham è rimasta ingannata dall'astuta mossa del Joker, ma anche il sedicente critico. Ma al Di Nocera va riconosciuto il merito di essere riuscito a creare undici anni fa, un nuovo modo di fare di critica, quello “creativo”, dove il critico non si limita ad analizzare quello che c’è nelle tavole e nelle storie, me se lo inventa anche all'occorrenza.
Per la cronaca, nella seconda edizione di "Supereroi e Superpoteri", a pagina 148, Di Nocera rivedrà così il passaggio dedicato a "Il Ritorno del Cavaliere Oscuro" così: «(Il Joker - ndr) veniva raggiunto in un luna park da un Batman bramoso di vendetta, il quale non esitava a spezzargli il collo a mani nude, assistendo poi immobile al suo macabro, bizzarro suicidio finale e sputando infine in faccia al cadavere del suo avversario.»
Di Nocera dunque possiede un aberrato senso di coerenza a fase alternata per cui quando a lui necessita, descrive un omicidio efferato come nel fumetto non è mai avvenuto, salvo poi criticare l’etica di rappresentare un fatto di cronaca realmente accaduto perché raccontato in un fumetto con tutta la sua realistica efferatezza.
Insomma nel manomettere le storie altrui non v’è volgarità, che invece si appalesa, senza ombra di dubbio alcuno, quando si mette in scena la realtà oggettiva della cronaca con tutto il suo crudo realismo, pur se in un contesto di fiction.
Ma Di Nocera non è nuovo ad atteggiamenti di condanna, arrivando, sempre contro Bottero, ad invocare l’effetto purificatore del fuoco censore, quando a proposito del volume Little Star di Andi Watson, pubblicato da Bottero Edizioni scrisse:
«E, dopo aver debitamente strappato e incenerito l’inutile e controproducente introduzione dell’editore-traduttore (a volte ci si domanda quando Alessandro Bottero imparerà che – luoghi comuni a parte – il silenzio vale sul serio più di mille parole) ci si può davvero lasciare andare a una catartica commozione.»
E per concludere il quadro dell’Etica della critica secondo Di Nocera, rinvanghiamo anche la querelle della famosa “Petizione contro l’UTET”, di cui il Di Nocera stesso fu promotore. La petizione voleva ottenere il ritiro dal commercio dell volume del Professore (universitario) Franco Restaino, "Storia del Fumetto - Da Yellow Kid ai manga". Scrisse Di Nocera nel 2006, mentre la polemica infuriava:
«Ribadisco che una petizione che richieda il ritiro di un'opera palesemente mal fatta dagli scaffali delle librerie - opera licenziata da un'editore che fa della massima scientificità la sua bandiera - NON E' una forma di censura. E' combattere per IL RISPETTO che un saggista o uno scrittore accreditato (e il professor Restaino di medaglie e galloni ne ha sciorinati in quantità industriale davanti a chi cercava di illustrargli le pecche di "Storia del Fumetto") DEVONO avere nei confronti degli acquirenti e dei fruitori di un'opera.»
Restaino, docente di Filosofia a Roma Tre, fu accusato dalle anime belle del fumetto italiano di lesa maestà per avere confezionato un saggio sulla storia del fumetto per L’UTET che effettivamente presentava diverse imprecisioni, ma si sa, l’imprecisione nel saggio altrui è una trave rispetto al filo di paglia che è l’imprecisione nel saggio proprio, perché ogni scarafone è bello a mamma sua, ecc. ecc.
Dopo questo excursus dell'etica della critica del fumetto secondo Di Nocera non si può non pensare al popolare adagio: “chi sa fa, chi non sa insegna e chi non sa fare critica”.
E nemmeno il meraviglioso fumettomondo sfugge a questa regola auerea… tremate, tremate, i censori sono tornati… e son sempre le stesse anime belle del fumettomondo sempre le stesse da diversi anni a questa parte.







