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Back Off Topic Carlo Giuliani (a fumetti) è diventato un "ribelle"

Carlo Giuliani (a fumetti) è diventato un "ribelle"

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carlogiulianibgdi Giorgio Messina

I tipi di BeccoGiallo si apprestano a sfornare l’ennesima opera di giornalismo a fumetti, l’ennesimo morto “eccellente” da ricordare, l’ennesimo anniversario da onorare in una sorta di memoria ad orologeria a cui sembra impossibile sottrarsi. Stavolta è un decennale. Stavolta tocca a Carlo Giuliani finire in un’inchiesta a fumetti sulla sua vita e la sua tragica morte avvenuta nel 2001 durante il G8 di Genova. Il volume si intitola “Carlo Giuliani, il ribelle di Genova”. È scritto dal “mediattivista” (così si definisce lui stesso) Francesco Barilli, già autore dei testi di "Piazza Fontana", pubblicato sempre da Beccogiallo. Ai disegni troviamo invece Manuel De Carli, la cui ultima fatica per BeccoGiallo, è il volume dedicato alla tragedia sul lavoro accaduta alla Thyssenkrupp. L’editore, allega al comunicato stampa di presentazione del volume, questa nota:

È possibile ridurre un ragazzo di vent'anni a una singola immagine? Noi crediamo di no. Eppure Carlo Giuliani è ancora, nella memoria di molti, solo il ragazzo incappucciato che a Genova ha sollevato un estintore contro un carabiniere: così è stato fotografato, ripreso, descritto. Per noi, pubblicare questo libro significa provare a superare lo schema "ragazzo con estintore contro ragazzo con pistola", significa provare a indagare oltre la memoria di superficie che i media ci hanno voluto restituire, riscoprendo da una parte il Carlo Giuliani ragazzo, dall'altra tutti quegli elementi troppo spesso taciuti che hanno portato alla sua morte e ai più maldestri tentativi di depistaggio, fin dalle prime ore.

E questa è la particolarità dell’opera così come la descrive sempre l’editore:

Questo libro a fumetti esce per i 10 anni dalla morte di Carlo Giuliani, ed è stato realizzato tramite un'intervista ai familiari del giovane, che compaiono protagonisti nel fumetto.

Da qualche parte ho letto che i genitori non dovrebbero mai sopravvivere ai figli. Aggiungo che i genitori non dovrebbero nemmeno mai pagare le colpe dei figli i quali però rimarranno per sempre loro “pezzi e’ core”, anche quando il giudizio della Storia o della Pubblica Opinione non concorderà con il loro.

Chiedo scusa sin da subito alla famiglia Giuliani, agli autori del volume e agli editori., se la mia visione di Carlo Giuliani non collimerà con il loro “Carlo Giuliani”. Questa non vuole essere una critica preventiva ad un opera che non ho ancora letto (ma che leggerò con grande interesse), ma vuole essere una riflessione, basata sulle informazioni di dominio pubblico (atti processuali compresi) e sul materiale a disposizione rilasciato ufficialmente dall’editore, per spiegare come esista una percezione diffusa di Carlo Giuliani che non combacia con una descrizione di “ribelle”, senza tralasciare quanto di romantico e politico ci sia proprio in questa definizione che troviamo nel titolo del volume di BeccoGiallo.

Carlo Giuliani non era un ribelle e non era un eroe. Non lo era in quel 2001 e non lo sarebbe dieci anni dopo, in questo 2011. Gli eroi non mettono il passamontagna per occultare il proprio volto. Gli eroi non partecipano all’assalto ad una camionetta dei Carabinieri. Gli eroi non brandiscono un estintore contro nessuno, tantomeno contro le forze dell’ordine.

Ci ha provato anche Nichi Vendola a trasformare Carlo Giuliani in un eroe, quando nell’estate del 2010 lo definì “eroe ragazzino”, un eroe «come Falcone e Borsellino». La trasfigurazione in eroe - continuava il governatore della Regione Puglia – avvenne quando «una generazione perse l'innocenza e fece i suoi conti con la morte».  Quanto è sventurata questa generazione protagonista della narrativa vendoliana da quattro spicci. Quanto lascia l’amaro in bocca che un rappresentante del Governo, eletto dal Popolo, metta in scena una farsa grottesca in cui esalti chi va contro i servitori dello Stato in nome di una perdita dell’innocenza che si consuma nella guerriglia di strada a volto coperto e con un estintore in mano per spegnere la fiamma sul berretto di un Carabiniere.

Non ho sentito il colpo di pistola esploso dal Carabiniere Mario Placanica, ma ho sentito con le mie orecchie il boato assordante che cancellò dalla faccia della terra Borsellino e la sua scorta. E, nonostante il tragico evolversi degli eventi della vicenda Giuliani - con tutte le sue implicazioni: una vita spezzata, una vita irrimediabilmente compromessa, due famiglie distrutte dal dolore e dalla sofferenza -, rimane un’offesa al senso dello Stato paragonare Giuliani a Falcone e Borsellino. Gli ultimi due erano magistrati integerrimi, eroi della legalità e dell’antimafia, non combattevano lo Stato, ma ne erano orgogliosi servitori, anche quando lo Stato li abbandonò al loro destino, e si ritrovarono soli a mettere i piedi sul tritolo della Mafia perché sembra che Conso e Ciampi fossero affaccendati nel frattrempo a siglare accordi con i rappresentanti di Cosa Nostra per allentare il carcere su di loro. Altra bestemmia allo Stato, ai suoi servitori e ai suoi (veri) martiri, fu quando nell'ottobre 2006 il gruppo di Rifondazione Comunista al Senato della Repubblica intitolò a Carlo Giuliani la sede del proprio ufficio di presidenza. E non è solo dovere di cronaca ricordare che la signora Haidi, madre di Carlo Giuliani, all’epoca fosse stata eletta al Senato proprio per Rifondazione Comunista.

E adesso, visto le premesse e le note dell’editore Beccogiallo, che libro leggeremo? È più che lecito chiederselo.

“Piazza Fontana”, l’opera precedente di Barilli, è stata un’opera discutibilissima nel suo messaggio finale: le vittime dell’attentato milanese di matrice eversiva, a cui si aggiunge l’innocente Pinelli precipitato dalla questura, sono uomini che vanno ricordati e non dimenticati perché non sono granelli di sabbia della storia, mentre il Commissario Calabresi, accusato (ingiustamente) dell’omicidio Pinelli, viene relegato nelle note del volume, perchè ha un peso specifico storico inferiore, secondo lo sceneggiatore “mediattivista”. Calabresi, nella docufiction di "Piazza Fontana" è meno di un granello di sabbia. La bilancia dei ricordi e della “verità” messa in scena da Barilli in quell’occasione pendeva dalla parte della famiglia Pinelli e non ci si aspetta niente di diverso neanche in questo nuovo libro.

La bilancia del memento sembra che penderà dalla parte della famiglia Giuliani, con tutte le contraddizioni che l’ipotesi di “verità” sulla morte di Carlo, proposte da suoi stessi familiari contiene, ovvero la decisione forse troppo frettolosa di procedere con la  cremazione del cadavere di Carlo quando ancora non erano noti i risultati autoptici (in concorso di “colpa” con la Procura che non l’impedì) a cui si aggiunge l'ipotesi che a sparare dalla camionetta non fu Placanica (sulla base di un confronto tra alcune fotografie e dall’assenza della scamiciatura del colpo esploso evincibile dalla ferita, fatto che emerse dall’esame autoptico ma che non poteva essere maggiormente approfondito perchè il cadavere era stato nel frattempo, come detto, cremato)..

E non è così che si sarebbe dovuto e potuto fare questo libro. Anche Placanica avrebbe dovuto essere intervistato e comparire come protagonista attivo del fumetto, perché, se davvero lo esplose lui quel colpo di pistola, per lui non parlò solo lo scoppio di quello sciagurato proiettile, forse figlio dell’umano terrore di vedere la propria vita in pericolo minacciata da un uomo con un passamontagna che brandiva minacciosamente un estintore contro di lui. E questo come già detto non è il modo di agire di un ribelle o di un eroe. Questo è il modo di agire di un delinquente.

Magari non sarà difficile ipotizzare che Placanica pensò che quello che gli si stagliò contro, a volto coperto minacciandolo fisicamente, era un delinquente. E non sarà altrettanto difficile ipotizzare che la famiglia Giuliani pensi che è Placanica a essere un delinquente e un assassino. Ma è dall’incontro e dal confronto di queste due verità che ne sarebbe potuta uscire fuori una sola ed equilibrata narrazione.

Becco Giallo produce libri di interesse sociale. Ma l’interesse sociale non si esaurisce nel fare suonare a verità una sola campana. È qui che il progetto editoriale di BeccoGiallo si arena sempre più spesso, dissipando purtroppo le buone premesse iniziali. Uno dei piatti della bilancia del memento è vuoto ed è la Storia stessa ad esigere che non rimanga così e qui il romanticismo e la politica non c’entrano nulla.

carlogiliani_reuters

Comments

avatar tuxio
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Mi trovo tristemente daccordo. Tristemente perchè troppo spesso mi imbatto in fumetti che si definiscono "sociali" dove la verità raccontata è quella di una fazione ben delineata. Non dico una "verità dei pochi" ma di una grande fetta ideologica ben definita.
Il caso Giuliani è sicuramente un argomento no facile da trattare, in primis per le molteplici implicazioni, ma sono stanco di vedere/leggere idealizzate e iconizzate un certo tipo di persone, persone proprio come Carlo Giuliani. Questo non vuol dire che non bisogna scrivere di loro, anzi. Ma trovo denigrante ed offensivo per tutti coloro che sono davvero degli eroi metterli a paragone con soggetti come Carlo Giuliani. A mio modestissimo avviso, credo che vi siano ben altre persone da omaggiare, che hanno dato sicuramente più lustro al concetto di essere umano, civile e sociale.
Con questo non voglio offendere nessuno, nè tantomeno la memoria di qualcuno.
Concludo unicamente dicendo che in quello sventurato 2001 c'erano tante persone...tante davvero...ma sono solo una misera e inetta minoranza quelli che hanno deciso di dar voce alla loro protesta in maniera violenta, coprendosi vilmente il volto ed impugnando un'arma.
Certo, scrivere di coloro che hanno marciato per ore sotto il sole, pacificamente, serenamente, creando un coro unico e forte di dissenso, probabilmente non è materiale sufficiente per scrivere libri o fumetti...commemorare un individuo che si è apertamente scagliato contro le forze dell'ordine, mascherando il suo volto con un passamontagna e brandendo un estintore, probabilemente sì. Ma renderlo un eroe...bè, onestamente non lo so proprio...
avatar alessandrodinocera
+1
 
 
Certo.

Una città stretta d'assedio dalla forza pubblica in assetto antisommossa.

Un Ministro degli Interni - Scajola - che gira intorno al malaffare e alla corruzione.

Un Presidente del Consiglio che intima che nella zona rossa non debbano essere stesi i panni ad asciugare fuori dalle finestre perché "antiestetici".

Le prove generali di un Governo che intende mostrarsi forte e potente, immune alle legittime richieste derlla società, intenzionato a colpire il plesso solare del welfare.

Una camionetta dei carabinieri isolata in mezzo alla folla.

Un ragazzo - non un eroe - che nella sua giovinezza si lascia travoilgere dall'indignazio ne nel vedere la sua città invasa da un esercito al comando di un governo neo-fascista.

Un ragazzo a volto coperto - certo - perché se si fosse ribellato a volto scoperto probabilmente sarebbe stato identificato e trascinato nella caserma di Bolzaneto per essere seviziato.

Un ragazzo a volto coperto perché quelli pacifici, a volto scoperto, venivano manganellati in strada o massacrati nella caserma Diaz.

Un carabiniere, mal guidato da superiori inadatti a gestire il G8, che spara impaurito verso una folla inferocita in quanto più volte provocata.

Giuliani aveva il modo d'agire di un delinquente? Le forze dell'ordine al G8 si sono comportate alla stregua degli Squadroni della Morte sudamericani.
avatar alessandrodinocera
+1
 
 
Ovviamente è la SCUOLA Diaz e non la "caserma".

Chiedo venia per l'errore di "attrazione" (Bolzaneto)
avatar LoneWolf
0
 
 
La tua ricostruzione dei fatti (presente in questo post ed in quelli successivi) sembra provenire dall'ufficio stampa di Rifondazione Comunista... le violente forze dell'ordine fasciste da una parte ed i poveri pacifici manifestanti dall'altra, costretti a reagire solo perché le stavano prendendo di santa ragione...

Ovviamente il contesto, una Genova devastata da manifestanti provenienti da ogni dove viene tralasciato, violenze commesse non solamente dai cosiddetti "Black Bloc" (termine generico e fumoso), ma anche da teppisti nostrani, come non dimenticare poi i bellicosi proclami (per esempio la celebre “dichiarazione di guerra”) ed i propositi di sfondare "la zona rossa" provenienti dai vari Casarini & C, per non parlare di certe loro “esercitazioni” tenute davanti ai media.

Poi certo le forze dell’ordine si sono dimostrate inadeguate ed incompetenti, sono stati chiaramente commessi degli eccessi, addirittura in qualche caso vere e proprie torture (anche se successive alla morte di Giuliani), ma sai, nella vita reale raramente i “buoni” sono tutti da una parte ed i “cattivi” dall’altra e si può ancora ragionare con la propria testa senza schierarsi per partito preso da un parte o dall’altra; in ogni caso i vertici delle forze dell'ordine (a partire da De Gennaro) non erano stati certo nominati da quel governo neofascista che era stato democraticament e eletto due mesi prima (ed era in carica da ancora meno), bensì dai precedenti governi di centrosinistra.

P.S. Ti consiglio di ripassare su qualche buon libro di storia (e magari anche di scienze politiche) cosa sia stato il fascismo prima di fare deliranti quanto ridicoli paragoni con governi attuali o passati, la campagna elettorale è finita da un pezzo.
avatar alessandrodinocera
0
 
 
Io sto sempre dalla parte di chi subisce.

E al G8 chi ha subito sono stati i cittadini e i manifestanti. Che ne sono usciti con le ossa rotte.

PS: per fortuna i genovesi hanno sempre saputo le colpe a chi andavano attribuite.
avatar missi
0
 
 
Alessandro, sposti continuamente però il punto di vista. e si fa fatica a replicare.
anche io sto dalla parte di chi subisce.... e non mi sentirai mai dire una parola a difesa della teppa che ha assaltato la diaz e di quella che ha effettuato i pestaggi a bolzaneto.
sono situazioni ben più chiare, dove sono state trovate responsabilità precise (e che purtroppo per il malcostume tutto italico rimarranno sostanzialmente impunite).

Il caso Giuliani è ben diverso.
E penso che se ti allontanassi da una visione estremamente retorica e ideologica, non avresti alcuna difficoltà ad ammetterlo.
con questo non intendo dire di avere certezze assolute (e come abbiamo detto io e skull ad esempio siamo addirittura più "giustizialisti" su placanica della magistratura avendo indicato un reato di "eccesso di legittima difesa").

E' la santificazione postuma di Giuliani, che davvero non ci sta.
La pietà umana e la comprensione non possono fare vedere il mondo a rovescio perchè ci piace.... Guccini cantava "gli eroi son sempre giovani e belli" nella sua Locomotiva.
Testo interessante e che secondo me calzerebbe appieno anche nel caso in questione.

Tu per chi fai il "tifo" in quella canzone? per il macchinista che lancia la locomotiva verso il treno dei signori, o per chi prova a deviare quel treno?

missi




avatar alessandrodinocera
0
 
 
Non faccio il "tifo" per nessuno.

So solo che a fronte di decine di militari armati di manganelli e armi da fuoco, in assetto antisommossa e a bordo di jeep, quello che ci ha rimesso la pelle è un ragazzo in canottiera con un estintore in mano.

Nel G8 di Genova non c'erano locomotive. E le uniche bombe molotov ritrovate sono state quelle posticce, messe ad arte dalle forze dell'ordine all'interno della scuola Diaz.
avatar Mike
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Ma bastano i torti dello Stato e della polizia a trasfromare Giuliani in un eroe? Per me no.
avatar Val70
+1
 
 
nemmeno per me Mike. mi spiace ma non possiamo fare passare per eroe chi attacca una camionetta dei carabinieri (circondata e per poco linciata) con un estintore in mano. un eroe è chi si pone di fronte un carro armato con le borse della spesa. un eroe è chi sparisce nel cuore della notte argentina.
ho anche io sotto gli occhi le persone incolonnate o stese per terra e colpite dagli anfibi. persone anche in là con gli anni. ma non mi venite a dire che carlo giuliani è stato un eroe perchè "protestava e reagiva" andando diretto con un estintore in mano cercando di linciare altri ragazzi con l'unica colpa di vestire una divisa per campare.. se viceversa fosse morto il carabiniere? chissà se gli avrebbero mai dedicato un volume becco giallo.
p.s. non è che per pur essendo antiberlusconia no devo accettare tutto e chiudere gli occhi
avatar Skull
+1
 
 
Sono d'accordo con Val70.
Aspetterei comunque di leggere il volume prima di alzare barricate: non necessariamente ribelle significa eroe (tranne che in Guerre Stellari, ovvio).
avatar Val70
+1
 
 
e nemmeno li' skull.
dopotutto nella Morte Nera chissa' quanti civili c'erano (cit. Clerks 2)
avatar Ricky
+1
 
 
Eroe??? Ma quale eroe! Qui parliamo di una persona che, potendo scegliere tra tanti modi pacifici di manifestare, ha scelto la violenza, la rivolta, la resistenza alle forze dell'ordine. E ha attaccato una camionetta dei carabinieri con l'intento di riservare ai suoi occupanti la sorte che poi è toccata a lui!!!
Se proprio un editore voleva trattare di questa vicenda a fumetti, doveva farlo dal punto di vista della legge e dell'ordine.
avatar tuxio
+1
 
 
Vorrei soltanto aggiungere una cosa a quello che ha scritto il signor Dinocera, ovviamente senza accendere troppo gli animi di alcuni.

cit. "Un ragazzo - non un eroe - che nella sua giovinezza si lascia travoilgere dall'indignazio ne nel vedere la sua città invasa da un esercito al comando di un governo neo-fascista."
C'erano molti ragazzi giovani indignati e schifati, ma che non si sono lasciati travolgere (volontariamente o involontariamen te) dai loro (o di altri) sentimenti. Uscire di casa con un passamontagna in borsa/tasca vuol dire premeditare qualcosa, non tutelarsi da qualcosa.

cit. "Un ragazzo a volto coperto - certo - perché se si fosse ribellato a volto scoperto probabilmente sarebbe stato identificato e trascinato nella caserma di Bolzaneto per essere seviziato"
Forse, ma questo non giustifica le sue azioni, il fatto di fronteggiare le forze dell'ordine a volto coperto brandendo un estintore.

Io non so che fine ha fatto il ragazzo di Piazza Tiananmen che da solo fronteggiava un carro armato, ma so che non era a volto coperto...rivendicava il suo pensiero con orgoglio senza nascondersi dietro una maschera "per non farsi riconoscere". Per me questo vuol dire essere un ribelle, esprimere i propri ideali avendo il coraggio delle proprie azioni.

A me, ogni volta che rivedo quel video di Piazza Tiananmen mi vengono i brividi.
Quando rivedo le foto di Carlo Giuliani no.

Questo è comunque il mio modestissimo parere. Spero vivamente di non aver offeso nessuno.
avatar Valenti
0
 
 
in effetti sarebbe interessante vedere nel fumetto l'assalto anche da parte di chi era dentro la camionetta. Strutturare piu' punti di vista, come nei film di Brian De Palma
non ho letto il volume, (non mi interessa il genere) quindi non so se tale soluzione è prevista o meno. presumo di no comunque
avatar Ricky
0
 
 
La pluralità dei punti di vista in alcuni casi è inutile, specie quando il contesto è chiaro. Se le manifestazioni del G8 fossero state pacifiche, neppure vi sarebbe stato bisogno di quell'immenso spiegamento di forze. Nei giorni precedenti la manifestazione, erano giunti alle forze dell'ordine segnali poco rassicuranti che facevano temere atmosfere da rivolta o peggio. E così è stato.
Esistono tanti modi pacifici di manifestare il proprio dissenso, alcuni anche molto incisivi, ma sempre pacifici.
Se, però, una persona, inspiegabilment e, decide che la legge e l'ordine non valgono più e che è lecito o giustificato mascherarsi e avventarsi con propositi di violenza cieca verso le camionette delle forze dell'ordine, è giusto e necessario che la risposta delle forze dell'ordine sia proporzionale all'offesa che le stesse devono o sono costrette a respingere.
La violenza cieca non porta mai niente di buono. La responsabilità di tutta quella violenza è ascrivibile alle forze politiche di sinistra, che all'epoca, come oggi, altro non fanno che "scaldare la piazza" contro il governo, incentivando i propositi di violenza e di ribellione della popolazione.
avatar alessandrodinocera
-1
 
 
I Black Block al G8 di Genova hanno fatto quello che cazzo pareva a loro.

Le manganellate le hanno prese in gran parte i dimostranti pacifici, come dimostrano i casi di Bolzaneto e della scuola Diaz.

Per il resto, mi diverte molto l'idea che un vero ribelle è uno che scende in piazza a pigliare mazzate senza restituirle solo perché davanti ci sono le FORZE DELL'ORDINE.

Secondo questo criterio la Resistenza in Italia avrebbero dovuto farla dei bonzi pronti a immolarsi davanti ai panzer e a darsi fuoco davanti agli alti comandi nazisti.

Carlo Giuliani non era un black block: era uscito di casa per andare al mare (infatti aveva il costume da bagno sotto i pantaloni) e si è recato sul luogo della manifestazione quando ha sentito che c'erano le forze dell'ordine che stavano tirando botte a destra e a manca ai suoi concittadini genovesi.

Poi quel gruppo di coglioni che comandava i reparti che stavano manganellando e tirando i lacrimogeni alla gente, in pieno centro cittadino, hanno ordinato il dietrfront, lasciando una camionetta semi-isolata in mezzo a una folla inferocita che si era vista caricare dalle forze dell'ordine per tutta la giornata.

Ed ecco il patatrack: un paio di carabinieri inesperti e malguidati (ma armati) in una camionetta che stava laddove non doveva stare (secondo qualsiasi criterio tattico e strategico di questo mondo) e un gruppo di manifestanti giovani e incazzati tutt'intorno.

Carlo Giuliani sta lì. Il lunotto posteriore della camionetta è stato sfondato da un anfibio di un occupante interno, e il ragazzo si trova a circa cinque metri di distanza con un estintore in mano (da dove sarebbe impossibile colpire gli agenti nel mezzo). Colpo di pistola, Carlo Giuliani morto.

Un'esecuzione di Stato (ma sarebbe meglio dire "di Governo") sulla pubblica piazza derivata da arroganza e incompetenza.
avatar Mike
+2
 
 
È facile ricostruire una vicenda adattando gli eventi alla teoria che si vuole sostenere. Più difficile spiegare perché un ragazzo uscito per andare al mare avesse un passamontagna in tasca.
Non andrebbe nemmeno omesso che Giuliani l'estintore lo teneva sopra la testa, che un altro era appena stato tirato dentro la camionetta, o ancora che un estintore del genere pesa probabilmente dai 6 ai 10 kg, e se lanciato contro una persona non è proprio come un pezzo di porfido.
Definire Carlo Giuliani un erore innocente è una ricostruzione tanto tendenziosa quanto sostenere che la polizia non abbia colpe in quanto successe quel giorno e gli agenti pacifici siano stati aggrediti da un gruppo di manifestanti violenti senza alcuna ragione.
avatar alessandrodinocera
0
 
 
Gli agenti pacifici tendevano gli agguati ai manifestanti che sfilavano in cortei preannunciati.

Gli agenti pacifici hanno seviziato e torturato a Bolzaneto e hanno assaltato di notte una scuola dove dormiva gente pacifica. E ci hanno dovuto mettere pure delle molotov false per cercare di coprire la "macelleria cilena".

Carlo Giuliani aveva il passamontagna in tasca per resistere eventualmente ai lacrimogeni. Nella sua temperie da ragazzino libero e ribelle pensava di andare al corteo la mattina per poi andarsene al mare di pomeriggio.
Non ci è andato quando ha visto quello che stava succedendo, con le forze dell'ordine che pestavano tutto e tutti, contribuendo a mettere a ferro e a fuoco un'intera città. La SUA città.

In ogni caso, secondo quanto sostiene Amnesty International, i fatti del G8 di Genova rappresentano (testualmente) "la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale".

Puro vangelo.
avatar Ricky
-1
 
 
Il parallelo con la Resistenza è puerile ed è indice di una mancanza di conoscenza dei fatti, precedenti e susseguenti. La Resistenza è nata in un contesto in cui non vi era più autorità civile e militare costituita ed il Paese era invaso da truppe straniere, contro le quali era necessario combattere per difendere il suolo italiano.
I fatti del G8, invece, sono stati determinati da un gruppo di violenti appartenenti alla estrema sinistra, il cui odio e la cui ignoranza sono state fomentate in mala fede dalle forze politiche di sinistra del tempo, che volevano vendicarsi della sconfitta colossale alle elezioni del 2001.
Dispiace, ma continuare a giustificare il folle gesto di un criminale (perchè chi si avventa mascherato contro una camionetta dei carabiniere è un criminale), è velleitario e denota una complicità morale con fatti e situazioni indifendibili sotto ogni punto di vista. Movimenti politici di questo genere fanno solo del male ad un Paese civile e dovrebbero, perciò, essere isolati e ignorati.
avatar alessandrodinocera
+1
 
 
I fatti del G8 sono stati determinati da un governo che voleva mettere ben in evidenza di essere "forte" e "autorevole".

Se le forze dell'ordine dell'epoca non si fossero comportate da criminali, arroganti e incompetenti (come dimostrano Bolzaneto e scuola Diaz) non ci sarebbe mai stata la morte di Carlo Giuliani.

Il Governo LO VOLEVA il morto esemplare da additare a tutti.
A Destra: "Ecco come facciamo rispettare l'ordine e come li trattiamo quelli di Sinistra".
E a Sinistra: "State attenti perché vi facciamo fare questa fine qualora avete intenzione di far scoppiare qualche autunno caldo e di scendere in piazza con gli scioperi".
avatar contedicagliostro
0
 
 
"Se le forze dell'ordine dell'epoca non si fossero comportate da criminali, arroganti e incompetenti (come dimostrano Bolzaneto e scuola Diaz) non ci sarebbe mai stata la morte di Carlo Giuliani."

Giuliani è morto il venerdi 20 luglio 2001. I fatti della scuola Diaz sono avvenuti nella notte tra sabato 21 luglio e domenica 22 luglio.
avatar alessandrodinocera
0
 
 
Non avevo alcuna intenzione di indicare una consequenzialità ma una contemporaneità: il G8 di Genova.
avatar Ricky
0
 
 
I fatti del G8 non sono stati determinati da alcuna attività commissiva od omissiva del Governo. Meno che mai da "intenzioni di dimostrarsi forti".
I fatti del G8 sono stati determinati dall'opposizion e di sinistra, che ha alimentato di odio le piazze per vendicarsi della sconfitta elettorale del 2001.
Non è possibile negare questo semplice dato oggettivo. E' storia.
avatar alessandrodinocera
+1
 
 
Nel 2001 l'opposizione di Sinistra non era in grado di determinare un beneamato cazzo.

Era semplicemente inesistente.

Il suo concetto di vendetta era quello di tirarsi le martellate sulle palle. Da sola, senza aiuti e mettendo in campo solo chiacchiere.

Dal canto suo Berlusconi credeva di essere posseduto dall'anima di Margaret Tatcher e - sulla scia di quanto aveva già provato a fare D'Alema - ordinò, assieme al suo governo una prova di forza ancora più dura e cruenta rispetto a quanto già era accaduto alle manifestazioni di Napoli (ripeto: sotto il governo D'Alema).

Il G8 di Genova costituì la prova generale, il biglietto da visita dei successivi anni di Governo berlusconiano (fatta salva la parentesi di Prodi).

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Carlo Giuliani morto, un Paese schiavo del precariato e le cosiddette "brave persone" invischiate negli scandali più indecenti.

Certo, Carlo Giuliani "criminale" perché armato di un estintore (un estintore: roba da ridere), mentre Scajola si faceva regalare le case sotto banco, mentre i Bisignani prosperavano, mentre il premier cercava di sovvertire i dettati costituzionali, mentre le Loggie P3 e P4 sconvolgevano il corretto andamento delle dinamiche politiche e di mercato dell'intera nazione...

Sicuro, è Carlo Giuliani il cattivo. Questo è il dato semplice e oggettivo. Questa è storia.
avatar Ricky
-1
 
 
L'opposizione di sinistra era in grado, nel 2001, come lo è anche oggi, di infiammare la piazza, trasmettendo alla stessa una grande quantità di odio. La sinistra è, storicamente, così brava in questo genere di tattiche, tanto da utilizzare la piazza, opportunamente armata di odio, come uno strumento e indirizzarla verso un centro politico avverso, al fine di eliminarlo.
E' ciò che è successo durante il G8 del 2001.
Un estintore, lanciato contro una persona, specie se con grande animosità e velocità, è in grado di procurare lesioni gravissime ed è indice della volontà dell'autore di nuocere gravemente (e definitivamente) alla integrità della vittima.
Giuliani, per la tipologia di condotta posta in essere e per il contesto nel quale ha operato, rappresenta il tipico soggetto socialmente pericoloso, ancora più pericoloso perchè il crimine e la violenza che ha perpetrato erano determinate da motivi politici.
Ed è notorio che chi si avventa contro la camionetta dei carabinieri con propositi di violenza è un criminale.
Esistono tanti modi pacifici per manifestare, ma attaccare un presidio delle forze dell'ordine è indice di una volontà di rivolta e di violenza, che deve essere fermata ad ogni costo.
Le vicende attuali legate alle loggie, nonchè la situazione del precariato non hanno nulla a che vedere con la vicenda Giuliani. Ogni riferimento ad essa è errato.
avatar alessandrodinocera
-1
 
 
Un estintore lanciato da un ragazzo snello alto un metro e sessantasei contro una jeep, a stento può ammaccare un paraurti.

Una pistola in mano a un agente in quel momento sotto stress - e tenuto colpevolmente in zona di scontri - può uccidere un uomo. Com'è avvenuto.

Per me è Scajoia un tipo socialmente pericoloso.
avatar Skull
0
 
 
A parte tutto il resto, che condivido: se ti tirano un estintore in testa, e nemmeno forte, ti ammazzano di sicuro.
avatar alessandrodinocera
-1
 
 
Non era certamente quello il caso.
avatar Skull
0
 
 
La foto la vedi, no?
C'erano sia il lunotto rotto che la vicinanza.
avatar alessandrodinocera
-1
 
 
La distanza è falsata dalla posizione dell'obiettivo. C'è uno schiacciamento prospettico.

Il lunotto era stato rotto dall'interno. L'estintore era stato lanciato dall'interno della jeep.

In ogni modo, vatti a vedere qui la distanza reale:

www.avvelenata.it/g8/carlo.html
avatar missi
+1
 
 
definirla una ricostruzione di parte è faziosa è addirittura poco....
Giuliani raccoglie l'estintore lanciato secondo il sito dall'interno della camionetta verso i manifestanti.... ah si?... il lunotto è stato rotto dai carabinieri dall'interno.... di nuovo ah si? cioè.... tutte ste certezze sulla dinamica del fatto, vengono fatte passare appunto come certezze....invece sono ipotesi non suffragate da niente.

dalle foto si vede un ragazzo che si lancia verso la camionetta con un estintore ed un altro che gli spara.
guarda che non ho la minima indulgenza.... per me si tratta di un caso di eccesso di legittima difesa. ma leggere apologie del gesto, ribellione contro lo stato fascista che cerca il morto, paragoni con la resistenza e ricostruzioni fantasione (almeno quanto quella ufficiale del proiettile deviato dal sasso) mi fa imbestialire.... dare peso diverso ai gesti solo perchè l'ideologia di chi li compie è diversa, è davvero da poco.

1-c'era una situazione di pericolo e la (legittima) paura di un carabiniere che ha perso la testa e per me dovrebbe essere punito per questo essendo cmq un "professionista".

2-ci sono responsabilità evidenti dello stato italiano e della polizia che, consueta vergogna italiana, rimarranno impuniti per la prescrizione dei reati.

3-e c'era un teppista che si lanciava verso la camionetta dei carabinieri con l'intenzione di fare del male agli occupanti.

1 e 2 non giustificano in nessuna maniera 3.
e smettiamola di giustificare in tutto e per tutto chi la pensa come noi.
di compagni che sbagliavano ne abbiamo avuto a basta....

missi
avatar Skull
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Concordo pienamente.
avatar Val70
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anche io. la storia dell'estintore tirato dall'interno poi mai sentita prima. mi suona un po' come quella storia dove gli americani avrebbero demolito le torri gemelle con le cariche....
avatar alessandrodinocera
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La storia della provenienza dell'estintore è narrata all'interno del libro.
avatar Val70
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non per questo è una verità assoluta
avatar VaL70
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si anche io vado al mare con passamontagna ed estintore.
avatar alessandrodinocera
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Quando si è giovani e piani di vita si fanno cose ben più strambe.
avatar missi
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"Il parallelo con la Resistenza è puerile ed è indice di una mancanza di conoscenza dei fatti, precedenti e susseguenti. La Resistenza è nata in un contesto in cui non vi era più autorità civile e militare costituita ed il Paese era invaso da truppe straniere, contro le quali era necessario combattere per difendere il suolo italiano."

ecco è arrivato.... il momento in cui quoto un intervento di ricky e gli do ragione.
Alessandro, davvero il tuo paragone Resistenza-diso bbedienti di genova non sta in piedi nemmeno con tutta la benevolenza possibile (com'era lo slogan? mele e pere...).

cmq pace all'anima di Carlo Giuliani, e alla sua famiglia ed un pò di solidarietà al carabiniere che ha sparato, che non credo si sia divertito da quel momento in avanti ma almeno può raccontarlo.
spero che il libro di Barilli, di cui ho letto qualche intervento su comicus, sia lucido ed equilibrato.

missi
avatar alessandrodinocera
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"cmq pace all'anima di Carlo Giuliani, e alla sua famiglia ed un pò di solidarietà al carabiniere che ha sparato, ..."

Sorry, missi, ma se io faccio paragoni che non stanno in piedi (leggiti il BEL libro di Barilli e vedrai se stanno in piedi o meno) tu scrivi frasi davvero orride (detto con tutto il rispetto di questo mondo).
avatar missi
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"cmq pace all'anima di Carlo Giuliani, rispetto e solidarietà alla sua famiglia e dal mio punto di vista anche a Placanica, dal mio punto di vista colpevole e vittima allo stesso tempo".

cmq il libro di Barilli c'è caso che lo legga davvero (ha tutta la mia stima anche se le idee non sono certo le mie), ma le mie idee su Genova me le sono fatte leggendo ed informandomi già in merito.
E ritengo che il paragone non c'entri nulla.

Ma la frase era orrida per l'italiano o per il concetto (secondo te) discutibile che non mi è chiaro?
Se per il secondo motivo, pazienza, penso che ognuno rimarrà con le sue idee.
Se per il primo mi sarò espresso male, magari non farmelo notare come fosse una ripicca.... il fatto che tu e il conte vi becchiate spesso qui e altrove, non significa che chiunque interloquisca con te abbia voglia di creare un flame.

ciao
missi


avatar Luigi Siviero
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C'è una cosa che non mi convince.

Come può un libro sulla morte di Carlo Giuliani essere basato su un'intervista ai genitori??
- non erano lì quel pomeriggio;
- come qualunque genitore di un adolescente difficilmente sapevano cosa faceva e come si comportava quando usciva con gli amici;
- la loro ombra sul libro non può che inquinare qualunque tentativo di avvicinarsi ai fatti con imparzialità (ammesso che agli autori importi; ne dubito);
- mi stanno sui coglioni XD
avatar Ricky
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Un bravo genitore dovrebbe impedire ai figli di andare per le strade mascherati a perpetrare violenza. Dov'erano i genitori quando il figlio è uscito con il proposito di rischiare la vita sua e quella di altre persone in una manifestazione violenta e illegale?
Un bravo genitore dovrebbe, invece, insegnare ai propri figli che quando non concordano con una idea, esistono tanti modi pacifici e intelligenti per dimostrare che la propria idea è migliore. Nessuno di questi, però, passa per la violenza.
avatar missi
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dai ricky suvvia.... almeno il rispetto.
hanno perso un figlio, lasciamo perdere cosa pensiamo della sua figura, e non stiamo a sciacallare.
non sappiamo nulla della famiglia, del rapporto che avevano e di tutto il resto.
smettiamo di giudicare il contorno....

avatar Ricky
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I figli si amano e si proteggono dai mali del mondo e ancora più pervicacemente quando il mondo è così pieno di violenza che può portarceli via. Quando si perde un figlio è una grande tragedia, che si porta via anche un pezzo consistente della vita dei genitori. Grande tristezza e la consapevolezza di non risollevarsi mai più dai pregiudizi della ferita. Perchè allora non impegnarsi fino allo spasimo per proteggere i nostri figli dai mali di un mondo che ce li vuole portare via?
avatar Valenti
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non metti mica i figli in una campana di vetro. in ogni caso quest'ultimo intervento è denso solo di retorica e non sta a noi giudicare i genitori di Giuliani.
avatar alessandrodinocera
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Che tra l'altro Giuliani aveva 23 anni e viveva con la compagna in una casa propria.
avatar Ricky
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Tra il mettere i figli in una campana di vetro ed esporli al rischio di perdere la vita in una rivolta popolare fomentata da una parte politica che voleva vendicarsi della sconfitta elettorale, utilizzando la piazza come carne da macello, è meglio optare per la campana di vetro. Quando i figli sbagliano, la responsabilità è sempre dei genitori.
avatar alessandrodinocera
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Carlo Giuliani non viveva coi genitori.
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