- Categoria: Planet O
- Scritto da tuttocartoni
- Visite: 5229
Intervista a Loris Giuseppe Nese, giovani fumettisti crescono
Presentati ai lettori di Fumetto d’Autore.
Ciao! Sono Loris Giuseppe Nese. Maschio. Assoggettato allo sceneggiatore di turno.
Quando e perchè è nata la tua carriera?
Parlando di carriera mi viene da far coincidere il suo inizio con quello della retribuzione, e quindi di associarla alla casa editrice che garantisce quest’ultima, ovvero la Emmetre Edizioni, per la quale lavoro da settembre di questo anno.
Regalaci qualche aneddoto sulla tua carriera.
Ad esempio, ora, mi è subito balzato in mente il recente viaggio a Lamezia per la fiera, fatto in compagnia di Luca Maresca, Pasquale Qualano, Fabrizio Galliccia e Andrea Del Campo. Già trovarmi con loro mi sembrava impossibile. Arrivati sul posto conobbi subito anche Lelio Bonaccorso ed Andrea Scoppetta. Quest’ultimo, vedendo i miei disegni, prima chiese: “hai diciannove anni?”, e poi disse ad alta voce: “tagliamogli le mani!”, con l’appoggio degli altri disegnatori attorno.
Una piccola ma grande soddisfazione per me, come pure sentirmi dire da Simone Bianchi, che ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare alla scorsa edizione del Lucca Comics & Games: “se vedessi i miei disegni di quando avevo la tua età, capiresti che sei già molto avanti”.
Ma sono solo due delle tante menzioni che mi verrebbe da fare.
A Quali progetti stai lavorando attualmente?
Mi sto muovendo tra i supereroi del secondo numero di Defenders of Europe, la nuova miniserie, lanciata a Lucca, creata da Fabrizio De Fabritiis ed edita da Emmetre Edizioni.
Quali progetti futuri vorresti realizzare?
Simone Bianchi a Lucca mi ha infilato un’irrequieta pulce nell’orecchio. “Editor americani hanno visto il tuo book? A Mantova c’è C.B.”, mi ha detto…
Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti nella tua carriera.
Un po’ per fortuna, un po’ perché posso permettermi di affermare di esser sempre rimasto saldo a terra senza che le fantasie prendessero il sopravvento, un po’ per tendenza caratteriale che non mi porta a rinnegare nulla, rifarei esattamente tutto allo stesso modo. Spero solo di non starmi auto-maledicendo per il futuro…
La tua serie preferita.
Pur avendo ormai da tempo lo sguardo rivolto verso l’America, il cuore resta a Dylan Dog.
Il fumetto che avresti voluto realizzare tu.
Veramente troppi. Inizierei rispondendo che mi sarei divertito tanto nel disegnare Sin City per quell’uso particolare delle ombre, ma paradossalmente, se non avessi visto prima il lavoro di Miller, non avrei mai pensato di realizzarlo in quel modo, e quindi il divertimento non sarebbe lo stesso. Potrei continuare dicendo che Watchmen, oltre che sulla storia del fumetto, ha avuto in qualche modo peso sulla mia visione della vita. Potrei terminare con Batman: Year one e il recente Devil della serie Marvel Noir, quanto ad atmosfere.
Com'è il tuo rapporto con il web?
Non sarei onesto se dicessi di amare il web, ma varrebbe lo stesso se dicessi di non usarlo. Ho di certo, in passato, tentavo di limitare il nostro rapporto, ma se è vero che “una volta capito che è tutto un'immensa barzelletta, essere il Comico è la sola cosa sensata da fare”, alla fine, visto il lavoro che mi preparavo a fare, ho dovuto cedere.
Il palcoscenico è tutto tuo. Parole in libertà ai lettori di Fumetto d’Autore.
Niente di meglio per auto-promuovermi, direi! Trovate tutti i miei lavori al blog http://lorisgiuseppenese.blogspot.com/. Per contatti, invece, sono su facebook.
Grazie per l’ospitalità! Ciao!







