Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Camerata Corto Maltese: la polemica tra Guido Fuga e Casa Pound

camerata_cortoVi presentiamo il carteggio tra il disegnatore, storico amico e collaboratore di Hugo Pratt e gli organizzatori dell'incontro sul marinaio prattiano che tante polemiche ha sollevato sul web e sulla carta stampata.

A cura delle Redazione

La polemica nata intorno a "Camerata Corto Maltese", l'incontro organizzato da Casa Pound e svoltosi lo scorso venerdi 14 gennaio a Roma è rimbalzata sui giornali e sulla rete. Ieri, 15 gennaio, è comparsa in rete la lettera che Guido Fuga aveva inviato a Casa Pound.

Così noi di Fumetto d'Autore abbiamo cercato di ricostruire il carteggio tra il disegnatore , storico collaboratore e amico personale di Hugo Pratt, e Casa Pound. Di seguito vi riproponiamo la prima lettera di Fuga, questa indirizzata a Casa Pound:

No al Fascismo!

Dice un bel manifesto sul 25 aprile degli anni settanta, regalato da Pratt al mio collega Lele, che raffigura tre partigiani con i baschi e stella che avanzano imbracciando il mitra e in bella mostra figura l’inconfondibile firma del maestro. Detto questo detto tutto direbbe il mio sodale che così abitualmente conclude le nostre conferenze su Pratt. Ora mi scuso per il ritardo della mia risposta, ma qualcuno mi ha detto che anche senza la mia presenza e quella della figlia di Ugo Silvina si farà una conferenza presso la vostra sede sul nostro amico e maestro Pratt e la sua creatura Corto Maltese. Ho visto giorni fa i titoli in prima pagina sul Secolo d’Italia di un articolo su Corto Maltese con più voci che intervenivano sul nostro amato eroe e così mi domando come nasca quest’innamoramento della destra per una figura anticolonialista e sicuramente non fascista come quella di Corto Maltese e del suo autore Pratt. Per inciso mi avete mandato un invito, a cui chiedo venia rispondo con troppo ritardo, per una conferenza confronto sulla figura del Maltese che per rendermi più appetibile la cosa avete accompagnato con una serie di nomi di personaggi che hanno partecipato a vostri incontri precedenti e si apre proprio con il nome di Stefania Craxi, che appare a frignare in televisione contro i persecutori del padre ladrone, vi ricordo ricoprire senza nessun credito il ruolo di Sottosegretario agli Esteri, una cosa desolante per gli italiani pensanti. Di tutta quella lista l’unica persona che stimo è Massimo Fini. Cosa c’entrano i figli con i padri? Pratt mi diceva sempre siamo figli di noi stessi le famiglie che ci capitano sono cose del caso, i nostri fantasmi che ci agitano vanno ben aldilà dell’ambiente che ci ha generato, Ugo era un genio e cosa c’entra il genio con destra e sinistra, categorie che servono a sorreggersi e sentirsi parte di qualcosa di più grande. E’ di destra o di sinistra John Coltrane, Miles Davis? L’artista è demiurgo, inventa il suo mondo e dobbiamo essere grati all’amico Pratt dei sogni che ci ha regalato. Ora io mi aspetterei da chi calza le ragioni della tradizione e della conservazione un più serio atteggiamento nei confronti della nostra società, ma la destra nostrana avvalla una cosa come il berlusconismo che per me è molto peggio del fascismo di Mussolini, pensate al bilancio storico di questi quindici anni di governo del signore di Arcore, vorrei ricordare una cosa, un segno, il nulla accompagnato ad un degrado morale e ideale che non ha precedenti negli ultimi 150 anni. Il prossimo ministro della cultura chi sarà? Lele Mora?
Ma vorrei tornare all’amico Pratt che ho accompagnato con la mia collaborazione per 30 anni dal ’67/’68 fino alla morte del nostro amato. Ho avuto il privilegio di condividere dei bei periodi della mia vita accanto ad uno dei più grandi fabulatori e disegnatori del novecento e ne conosco anche i lati oscuri, ma posso garantirvi che non sarebbe stato contento di sentirsi il creatore di un eroe fascio pop come mi viene definito alla fine del vostro invito. A parte che odio le definizioni e gli slogan, le attribuzioni dei critici, le letture che svelano quello che neanche l’artista si è mai sognato nel suo fare che nasce dalla curiosità e la ricerca non certo per sentirsi parte di qualcosa come questa fantomatica cultura fascio pop. Sarebbe bellissimo che il vecchio fosse vivo e vi rispondesse per le rime, ma purtroppo anche gli artisti muoiono e chi sopravvive vuole riscrivere la vita delle persone a proprio uso e consumo, vedrete fra un po’ uscirà il continuo di Corto Maltese scritto da un piccolo dentista frustrato, non scherzo è la verità. Le opere seducono le persone e tutti vorrebbero essere gli eletti che leggono il testo non scritto fra le righe, ma vedete c’è ancora vivo qualcuno che ha condiviso lunghe giornate e viaggi nella più grande confidenza ed ha sentito il racconto delle esperienze in Africa e sulla nostra cialtroneria nella vicenda coloniale italiana. Cialtroneria è dire poco davanti all’uso indiscriminato dei gas nei bombardamenti in Etiopia, voi siete giovani ma andatevi a leggere Del Boca che su queste cose ha scritto in abbondanza. Vedete Ugo nasce in una famiglia indubbiamente fascista, con il nonno pedicure e fondatore dei fasci di combattimento a Venezia ed un padre d’origine inglese che è morto militare in Africa ed ha lasciato il nostro con la madre davanti alla caduta di un mondo, quello coloniale che forse trova in Pratt l’ultimo grande cantore. Quando era intervistato su quegli anni certo c’era un grande rimpianto, quello di un giovanissimo che nonostante Mussolini scopre la figa e tutto un mondo avventuroso che la guerra aveva esaltato. Che bei che gerimo co gerimo putei diceva come tormentone quando si lavorava. Per concludere la figlia Silvina si è raccomandata di ricordarvi che lei è stata educata su dei valori che non c’entrano niente con fascismi, nazionalismi, tradizionalismi e quant’altro mai e qui mi sorge spontanea la domanda, ma cosa accomuna la figura di Corto Maltese, marianio un po’ pirata, che si trova di casa in tutto il mondo, ma certo non possiamo definire testimonial della famiglia, della nazione, della patria, della religione, di quei valori insomma che ho sempre saputo essere patrimonio della destra. Pratt era uno gnostico innamorato delle favole e se proprio si vuole definirlo politicamente un anarchico individualista.

Saluti

Guido Fuga


Essendo Fumetto d'Autore una testata ìndipendente che si occupa del media fumetto e che da voce a tutti i suoi attori e protagonisti, nel rispetto della pluralità delle voci che ci contraddistingue, siamo venuti a conoscenza anche della risposta, sinora inedita, di Casa Pound a Guido Fuga e ve la proponiamo di seguito in esclusiva:


Gentile sig. Fuga,

la ringraziamo per l'attenzione che ha voluto dedicare alla nostra iniziativa su Corto Maltese, ma le confessiamo di essere piuttosto perplessi rispetto al contenuto della sua lettera. A cominciare da tempi e modi. Vede, sig. Fuga, nessuno ha l'obbligo di rispondere alle nostre richieste di contatto, ma chi evita di dare un qualsiasi riscontro poi non dovrebbe lamentarsi se chi non ha ricevuto risposta agisca a prescindere da lui. Da parte nostra, in ogni caso, c'è la prova dell'assoluta buonafede, dato che – lo testimonia indirettamente lei – dovendo parlare di Corto Maltese abbiamo per prima cosa cercato di rintracciare parenti e amici del maestro Pratt. Immagino comprenderà la nostra umile pretesa di fare comunque come ci pare, anche senza le autorizzazioni di chi si è svegliato troppo tardi.

Ci preme comunque sottolineare come da parte nostra nessuna congettura sia stata fatta circa la reazione che avrebbe avuto Pratt rispetto a questa conferenza. Noi rispettiamo i morti e non attribuiamo loro etichette. Lei si dice invece sicuro di sapere come sarebbero andati i fatti se il maestro fosse stato ancora vivo. Buon per lei, ma non imputi a noi la colpa di “voler riscrivere la vita delle persone a proprio uso e consumo”. Del resto avrà sicuramente notato che il titolo della conferenza recita “Camerata Corto Maltese”, non “Camerata Hugo Pratt”. Ma forse lei è autorizzato a parlare non solo a nome dei defunti ma anche a nome dei fumetti.

Prendiamo comunque atto delle sue parole, così come delle non richieste opinioni sul governo, sull'onorevole Craxi e sul resto dello scibile umano rispetto al quale ha desiderato illuminarci. Qualora fosse interessato a sapere qual è l'esatto significato che ha per noi l'espressione “Camerata Corto Maltese” non avrà che da venire a sentirlo venerdì presso la nostra sede di via Napoleone III numero 8, Roma, alle ore 21. L'invito è ovviamente esteso anche alla figlia del maestro con cui lei si è confrontato a proposito della nostra iniziativa.

Cordialmente

CasaPound Italia

PS: Mai avuto dubbi che Pratt fosse un “anarchico individualista”. Espressione che in Italia indica una tradizione politica ben precisa i cui aderenti, molto spesso, passarono dall'anarchismo al fascismo per il tramite dell'interventismo. Era il caso di personalità come Gioda, Rocca, Malusardi o del gruppo riunito attorno alla rivista “La guerra sociale”. Chissà che approfondendo questo aspetto sconosciuto del '900 non riesca a liberarsi dei tanti pregiudizi e dell'ignoranza di fondo che sembra serbare nei confronti del fascismo...


Dopo questa risposta, Guido Fuga, rielaborando la prima lettera che vi abbiamo proposto,  ha scritto una seconda missiva indirizzata a La Repubblica e Il Corriere della Sera. Il Corriere ha usato degli stralci di questa nuova lettera in un articolo pubblicato ieri Domenica 16 gennaio, a pagina 38 dell'edizione romana, ma nessuno dei due giornali l'ha pubblicata integralmente. Essendone venuti in possesso, di seguito vi proponiamo in esclusiva anche questa seconda lettera così come Fuga l'ha inviata ai giornali, comprensiva delle immagini allegate:


No al Fascismo!

Dice un bel manifesto sul 25 aprile degli anni settanta, regalato da Pratt al mio collega Lele, che raffigura tre partigiani con i baschi con la stella che avanzano imbracciando il mitra e in bella mostra figura l’inconfondibile firma del maestro. Detto questo detto tutto direbbe il mio sodale che così abitualmente conclude le nostre conferenze su Pratt. Ero stato contattato anch’io con Silvina la figlia di Ugo, per una conferenza presso l’associazione CasaPound di Roma intitolata non so quanto provocatoriamente Camerata Corto Maltese e così iniziavo la mia lettera di rifiuto, ora, a seguito anche di telefonate di amici dalla capitale che mi segnalavano la comparsa massiccia di manifesti con il volto dell’eroe prattiano e il titolo un po’ imbarazzante, mi sento il dovere di sollevare un quesito. E’ lecito, morto un autore stravolgere secondo i propri fini il senso delle sue storie? Lui così geniale non avrebbe mai immaginato di trovare un giorno, chissà forse è questione di poco, l’effige della sua creatura, quello che in vita difendeva gelosamente, era lui che gli pagava le bollette e la bella vita come mi diceva sempre, per ritrovarcelo, come purtroppo prevedo, nelle curve degli stadi. Povera eleganza di Corto, lui che era passato dalle origini, duro marinaio modellato su Burt Lancaster, per divenire progressivamente più elegante nel segno, un po’ byroniano in balia di giovani urlanti. Sarebbe bellissimo se questi avessero letto bene l’epopopea di Corto sarebbero sicuramente meno arroganti nelle loro certezze, meno fascisti insomma dei buoni amici.

Corto non appare nel manifesto sul 25 aprile perché Pratt non voleva fare della sua creatura un portabandiera di schieramenti politici, voleva che il suo marinaio fosse un personaggio avventuroso che viaggiava fra paesi e fiabe fuori dalle regole e gli schemi seguendo una sua ricerca individuale.

Se c’è un qualcosa che forse può irritare è che si trovi sempre dalla parte giusta e con la battutina del caso.

Ugo colloca il suo personaggio volutamente nell’ultimo periodo avventuroso nella storia del pianeta, quando l’altrove e l’esotico non erano rappresentati quotidianamente in tv, prima della trasmigrazione totale, con il pianeta ormai privo di lande incontaminate, tutto cablato, avvolto dalle reti telefoniche e monitorato a distanza da satelliti curiosissimi.

Pratt mi diceva sempre: siamo figli di noi stessi, le famiglie che ci capitano sono cose del caso, i nostri fantasmi che ci agitano vanno ben aldilà dell’ambiente che ci ha generato, Ugo era un genio e cosa c’entra il genio con destra e sinistra, categorie che servono a sorreggersi e sentirsi parte di qualcosa di più grande. E’ di destra o di sinistra John Coltrane, Miles Davis? L’artista è demiurgo, inventa il suo mondo e dobbiamo essere grati all’amico Pratt dei sogni che ci ha regalato.

Ma purtroppo anche gli artisti muoiono e chi rimane vuole riscrivere le vite delle persone a proprio uso e consumo senza tema di essere smentiti. Sono stato accusato di voler parlare a nome dei defunti ed anche dei fumetti, ma per favore no a Corto compagno e no a Corto camerata.

Ora ho accompagnato l’amico Pratt con la mia collaborazione per 30 anni dal ’67/’68 fino alla morte del nostro amato. Ho avuto il privilegio di condividere bei periodi della mia vita accanto ad uno dei più grandi fabulatori e disegnatori del novecento e ne conosco anche i lati oscuri, ma posso garantirvi che non sarebbe stato contento di sentirsi il creatore di un eroe fascio pop, come azzardato nell’invito che ho ricevuto.

Ugo è stato il primo che mi ha raccontato e fatto leggere tanto sulle vicende poco onorevoli del colonialismo italiano in Africa, che ridurre al termine cialtrone è altamente riduttivo davanti alle stragi con l’uso dei gas che ci ha visto pionieri di questa forma di sterminio. O i libri sul racconto dei sistemi di condizionamento dell’aria nei sottomarini inviati nel Mar Rosso e non ancora testati a dovere, con le esalazioni che, costretti in apnea inseguiti dalle navi inglesi, per giorni senza il ricambio dell’aria portavano alla follia gli equipaggi, questo potrebbe essere un bellissimo soggetto di un film per qualche regista un po’ più coraggioso e meno dedito al culto della scoreggia o del proprio ombelico.

Ugo nasce in una famiglia indubbiamente fascista, con il nonno pedicure e fondatore dei fasci di combattimento a Venezia ed un padre d’origine inglese che è morto militare in Africa ed ha lasciato il nostro con la madre davanti alla caduta di un mondo, quello coloniale che forse trova in Pratt l’ultimo grande cantore. Quando era intervistato su quegli anni certo c’era un grande rimpianto, quello di un giovanissimo che, nonostante Mussolini, scopre la figa e tutto un mondo avventuroso che la guerra aveva esaltato. Che bei che gerimo co gerimo putei diceva come tormentone quando si lavorava.

Ma non confondiamo le cose, l’animo dei personaggi che, proprio perché fantastici, sono ancora più vivi, va rispettato.

A quando una conferenza su Camerata Topolino?

Cordialmente

Guido Fuga.

Sottoscritto da Lele Vianello.

P.S. Vi allego tre immagini del nostro eroe nel suo incontro con i fascisti della Serenissima in Fiaba di Venezia, l’unica volta che Corto tira un calcio sulle palle.

 

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Come si dice anche a Striscia la Notizia, quando si tratta qualche argomento particolarmente "spinoso" a più voci, restiamo a disposizione di ulteriori contributi alla discussione provenienti dalle persone citate in questo articolo casomai volessero aggiungere dell'altro sulla questione.

Noi su Fumetto d'Autore, invece pensiamo che Corto Maltese è un personaggio popolare entrato nell'immaginario collettivo e che quindi appartiene a tutti, e con tutti intendiamo anche chiunque tra i lettori si identifichi nel marinaio creato dal maestro di Malamocco, al di là della propria estrazione culturale e delle propria fede politica.

Come già ribadito in altri articoli, concludiamo questo con: A ciascuno il suo Corto Maltese.

 

No al Fascismo!

Dice un bel manifesto sul 25 aprile degli anni settanta, regalato da Pratt al mio collega Lele, che raffigura tre partigiani con i baschi con la stella che avanzano imbracciando il mitra e in bella mostra figura l’inconfondibile firma del maestro. Detto questo detto tutto direbbe il mio sodale che così abitualmente conclude le nostre conferenze su Pratt. Ero stato contattato anch’io con Silvina la figlia di Ugo, per una conferenza presso l’associazione CasaPound di Roma intitolata non so quanto provocatoriamente Camerata Corto Maltese e così iniziavo la mia lettera di rifiuto, ora, a seguito anche di telefonate di amici dalla capitale che mi segnalavano la comparsa massiccia di manifesti con il volto dell’eroe prattiano e il titolo un po’ imbarazzante, mi sento il dovere di sollevare un quesito. E’ lecito, morto un autore stravolgere secondo i propri fini il senso delle sue storie? Lui così geniale non avrebbe mai immaginato di trovare un giorno, chissà forse è questione di poco, l’effige della sua creatura, quello che in vita difendeva gelosamente, era lui che gli pagava le bollette e la bella vita come mi diceva sempre, per ritrovarcelo, come purtroppo prevedo, nelle curve degli stadi. Povera eleganza di Corto, lui che era passato dalle origini, duro marinaio modellato su Burt Lancaster, per divenire progressivamente più elegante nel segno, un po’ byroniano in balia di giovani urlanti. Sarebbe bellissimo se questi avessero letto bene l’epopopea di Corto sarebbero sicuramente meno arroganti nelle loro certezze, meno fascisti insomma dei buoni amici.

Corto non appare nel manifesto sul 25 aprile perché Pratt non voleva fare della sua creatura un portabandiera di schieramenti politici, voleva che il suo marinaio fosse un personaggio avventuroso che viaggiava fra paesi e fiabe fuori dalle regole e gli schemi seguendo una sua ricerca individuale.

Se c’è un qualcosa che forse può irritare è che si trovi sempre dalla parte giusta e con la battutina del caso.

Ugo colloca il suo personaggio volutamente nell’ultimo periodo avventuroso nella storia del pianeta, quando l’altrove e l’esotico non erano rappresentati quotidianamente in tv, prima della trasmigrazione totale, con il pianeta ormai privo di lande incontaminate, tutto cablato, avvolto dalle reti telefoniche e monitorato a distanza da satelliti curiosissimi.

Pratt mi diceva sempre: siamo figli di noi stessi, le famiglie che ci capitano sono cose del caso, i nostri fantasmi che ci agitano vanno ben aldilà dell’ambiente che ci ha generato, Ugo era un genio e cosa c’entra il genio con destra e sinistra, categorie che servono a sorreggersi e sentirsi parte di qualcosa di più grande. E’ di destra o di sinistra John Coltrane, Miles Davis? L’artista è demiurgo, inventa il suo mondo e dobbiamo essere grati all’amico Pratt dei sogni che ci ha regalato.

Ma purtroppo anche gli artisti muoiono e chi rimane vuole riscrivere le vite delle persone a proprio uso e consumo senza tema di essere smentiti. Sono stato accusato di voler parlare a nome dei defunti ed anche dei fumetti, ma per favore no a Corto compagno e no a Corto camerata.

Ora  ho accompagnato l’amico Pratt con la mia collaborazione per 30 anni dal ’67/’68 fino alla morte del nostro amato. Ho avuto il privilegio di condividere bei periodi della mia vita accanto ad uno dei più grandi fabulatori e disegnatori del novecento e ne conosco anche i lati oscuri, ma posso garantirvi che non sarebbe stato contento di sentirsi il creatore di un eroe fascio pop, come azzardato nell’invito che ho ricevuto.

Ugo è stato il primo che mi ha raccontato e fatto leggere tanto sulle vicende poco onorevoli del colonialismo italiano in Africa, che ridurre al termine cialtrone è altamente riduttivo davanti alle stragi con l’uso dei gas che ci ha visto pionieri di questa forma di sterminio. O i libri sul racconto dei sistemi di condizionamento dell’aria nei sottomarini inviati nel Mar Rosso e non ancora testati a dovere, con le esalazioni che, costretti in apnea inseguiti dalle navi inglesi, per giorni senza il ricambio dell’aria portavano alla follia gli equipaggi, questo potrebbe essere un bellissimo soggetto di un film per qualche regista un po’ più coraggioso e meno dedito al culto della scoreggia o del proprio ombelico.

Ugo nasce in una famiglia indubbiamente fascista, con il nonno pedicure e fondatore dei fasci di combattimento a Venezia ed un padre d’origine inglese che è morto militare in Africa ed ha lasciato il nostro con la madre davanti alla caduta di un mondo, quello coloniale che forse trova in Pratt l’ultimo grande cantore. Quando era intervistato su quegli anni certo c’era un grande rimpianto, quello di un giovanissimo che, nonostante Mussolini, scopre la figa e tutto un mondo avventuroso che la guerra aveva esaltato. Che bei che gerimo co gerimo putei diceva come tormentone quando si lavorava.

Ma non confondiamo le cose, l’animo dei personaggi che, proprio perché fantastici, sono ancora più vivi, va rispettato.

A quando una conferenza su Camerata Topolino?

 

Cordialmente Guido Fuga.

 

Sottoscritto da Lele Vianello.

 

 

 

P.S. Vi allego tre immagini del nostro eroe nel suo incontro con i fascisti della Serenissima in Fiaba di Venezia, l’unica volta che Corto tira un calcio sulle palle.

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