Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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Luciano Secchi attacca Sergio Bonelli che viene difeso da Maria Grazia Perini

alanford493[30/07/2010] » I titani del fumetto italiano polemizzano.

Non è una novità che Luciano Secchi, alias Max Bunker, ex direttore editoriale della mitica Editrice Corno, creatore del longevo Alan Ford (tra sei mesi 500 numeri), fondatore e timoniere della Max Bunker Press, non ami Sergio Bonelli. Anche a livelli editoriali "titanici" ci sono conflittualità, concorrenzialità e antipatie. Ecco quindi in questa estate 2010 consumarsi l'ennesimo capitolo della diatriba tra mostri sacri del fumetto italiano, anche se stavolta la faccenda assume le connotazioni di un vero e proprio triangolo, visto che le parti in difesa di Bonelli le prende Maria Grazia Perini, Editor Supremus dell'Editoriale Corno nei lontani ma gloriosi anni '70 e stretta collaboratrice di Secchi/Bunker.

Tutto comincia con questo editoriale "acceso" di Max Bunker (di cui riportiamo le scansioni che si trovano in giro per il web con il solo intento di documentare la diatriba) sul numero 493 di Alan Ford, tutt'ora in edicola:

 

mb_af493_01

 

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A questo punto arriva la lunga e articolata risposta di Maria Grazia Perini (risposta anch'essa reperibile in rete) che riportiamo di seguito:

Le “MOLTE BRUTTE PAROLE” di Max Bunker

Mi è capitato, dopo molto anni, di acquistare l’ultimo numero in edicola di ALAN FORD (n.493)

(curiosità? Un pizzico di nostalgia? O cos’altro? Non so). Ho letto la storia e l’ho trovata a dir poco deludente, soprattutto perché è scomparso il mitico “gruppo TNT” lasciando il posto a due personaggi scialbi e inconcludenti. Ma quel che più mi ha indignato, ma non sorpresa, è l’editoriale di “Chez Max” ( più che la testatina di una rubrica, assomiglia all’insegna di un “club per pochi intimi” ma forse proprio tal è!) dove il “sempervoster” attacca in modo a dir poco ignominioso Sergio Bonelli, una persona che non ha certo bisogno di avvocati difensori per controbattere la volgarità di uno sproloquio simile, ma un Uomo e un Editore la cui signorilità, correttezza, umanità merita il rispetto di tutti, che lo conoscano o meno di persona. E io ho avuto la fortuna di conoscerlo, stimarlo e apprezzarlo nel corso di anni di vera amicizia. Ma vengo al punto.

IL SIGNOR B

Attaccarlo nella sfera dei sentimenti e del privato è cosa umiliante per chi lo fa, rivelandone l’animo gretto e la totale mancanza di sensibilità. Sottolineare che sia ricco, anzi ricchissimo, denuncia sentimenti quali invidia e acredine. Non credo che Max Bunker lascerà ai suoi eredi testate dal valore inestimabile!

IL SIGNOR B ( parte seconda)

Il Signor Luciano Secchi, nel suo ruolo di imprenditore, non conosce evidentemente le regole del mercato. Sergio Bonelli è in grado, con le tirature e soprattutto con le vendite delle sue testate , di tenere i prezzi di copertina a livelli competitivi, nulla togliendo – proprio per le dimensioni della sua azienda – a quei giovani che vorrebbero creare piccole case editrici che, in quanto tali, sarebbero costrette in tutti i casi a una tiratura limitata, ad una diffusione parimenti limitata e a un prezzo di copertina molto alto per poter coprire le spese e guadagnarci qualcosa. Non mi risulta del resto che la MBP abbia prezzi di copertina molto bassi, ma per l’appunto appartiene alla schiera dei piccoli editori…..Forse, se fosse in grado di lanciare sul mercato qualcosa di veramente nuovo (non mi riferisco certamente a prodotti di scarso spessore quali Angel Dark, Kerry Cross e altri dove violenza e volgarità la facevano da padroni), potrebbe fare un balzo in avanti e guadagnare in dignità editoriale. Sentirlo dire “questa è la legge del capitalismo bieco e cieco” mi fa davvero sorridere……

IL SIGNOR B (parte terza e ultima) – finalmente! NdR

Anche qui i messaggi criptici di LS nulla dicono se non il suo irriverente modo di proporsi,soprattutto ai suoi lettori: ma di cosa sta parlando? Le sue illazioni, perché tali sono, denunciano ancora una volta il carattere di una persona che semina maldicenza a titolo gratuito, che tale rimane se non corredata dai fatti. Vedo che non ha perso la sua curiosa forma di scrittura (…ma da snob di prima enunciazione (quella di senza nobiltà)….deve aver dimenticato la frase in latino (sine nobilitate) – forse ha perso il libriccino delle citazioni latine.

La sua promessa di dire tutto, ma proprio tutto su Sergio Bonelli, terrà con il fiato sospeso la massa oceanica dei suoi fans! Vendite alle stelle almeno sino al n. 500!!!!!!!!!

IL DISTURBO ANONIMO

L’antesignano della nuova tecnologia telefonica, povero lui, riceveva telefonate anonime che poi anonime non erano, che lo riempivano di critiche e che “ficcavano il naso” nella sua privacy. Ancora una volta fa intendere chi possa essere stato l’importuno che stava dall’altra parte del filo!

Ma cosa di più ridicolo e, anche se fantascientificamente la cosa fosse vera, che senso ha parlarne adesso? Nel corso della mia vita editoriale ho conosciuto persone che invadevano la privacy dei loro sottoposti seminando cimici e registratori per gli uffici per sentire cosa potessero dire i loro dipendenti, o altre persone che indirizzavano richiami su fogli stampati in rosso (usati per “gravi mancanze professionali”) a dirigenti che venivano catechizzati perché, chiamati dal gran capo, si sedevano davanti alla sua scrivania senza prima chiedere il permesso! Una o più telefonate che esternavano critiche cosa sono davanti a paradossi quali ho appena citato?

LA COMICA FINALE

L’autore deve aver ritrovato il libriccino delle citazioni latine, perché ritorna sull’argomento snob e la sua elucubrazione mi lascia, come credo sia successo a tutti coloro che l’hanno letto, semplicemente allibita. Cosa c’entrano le elezioni? Forse potrebbe trovare qualche quotidiano su cui pubblicare le sue esternazioni (con un buon editor che corregga gli strafalcioni), così potrebbe conquistarsi uno spazio ad hoc. Chissà….forse “Libero”, o “Il Giornale” (suggerimento gratuito).

Lo stacco finale, rivolto chiaramente ai suoi lettori che mancano di sensibilità lamentandosi che il fumetto è “caro”, chiude infelicemente questo brutto, bruttissimo pezzo d’Autore.

E ora LE MOLTI GENTILI PAROLE……

Vorrei fare alcune precisazioni su fatti ed eventi della storia della Editoriale Corno, che ho vissuto in prima persona e che sono stati rammentati da Andrea Corno (anche lui Uomo e Editore di tutto rispetto, di grande signorilità e gentilezza d’animo) in una sua intervista del 1999 rilasciata a Delos in occasione del ritorno sul mercato della Garden Editoriale (la sua nuova casa Editrice ) con “Nuovo Millennio”, un titolo dedicato alla fantascienza. “Ruberò” ad Andrea (e so che da Lassù mi lancerà un sorriso) alcune frasi emblematiche di certe verità.

Prima però voglio puntualizzare un paio di cose. Max Bunker in non so quale numero (il fatto mi è stato segnalato via mail da un lettore più che attento) dice che Cirano, il bracco che faceva parte del gruppo TNT, era il cane di un suo amico e che Squitty, la cavietta, apparteneva ad una ragazzina che una volta fece visita alla Editoriale Corno. A onor del vero, il Cirano era il “mio” bracco italiano (e Luciano Secchi venne a casa mia, in quel di Milano, Via Varanini) a fotografarlo in tutte le pose possibili per poi darle a Magnus perché ne facesse la caricatura. E anche Squitty era la “mia” cavietta, la portò un giorno a casa mio fratello che ai tempi lavorava come biologo, nel laboratorio di ricerca di una grande farmaceutica. L’idea di inserire le due bestiole nel gruppo TNT fu mia e molte delle loro gags erano ispirate a fatti realmente accaduti! Del resto nel n. 80 di Alan Ford, Max Bunker in persona mi intervistò e, tra i vari eventi, citai anche i miei due amici a quattrozampe che nel frattempo erano morti sottolineando il fatto che, rivederli nel fumetto, mi dava una grande gioia. Quella di Max Bunker, a tale proposito, è mancanza di memoria, alterazione della verità o che altro?

Bunker è una persona molto egocentrica, che avoca a sé tutti i successi editoriali della Corno. Per quanto riguarda Alan Ford, riporto quel che ha detto Andrea Corno nell’intervista che ho citato sopra: “L’idea di fondo fu di Magnus…….Ricordo che Magnus veniva da me e mi chiedeva come doveva fare una copertina. Due giorni dopo tornava con tre tavole una più bella delle altre…”. Di fatto, Alan Ford non avrebbe avuto il successo che ha avuto senza il binomio Magnus & Bunker ma devo aggiungere che io correggevo i testi e le sceneggiature di Bunker (mettendoci anche del mio senza ovviamente nulla pretendere, eravamo lui, Magnus e io, i famosi tre amici al bar), Magnus disegnava e a sua volta aggiungeva gags o modificava alcune scene, raggiungendo sempre il top!

Spesso andavamo a cena (soprattutto da “Romani”, zona Sempione) e non si faceva che parlare di Alan Ford, di situazioni, di gags, di battute! Erano tempi molto felici! Poi qualcosa si sfaldò, Alan Ford era osannato soprattutto per i disegni (e come poteva non esserlo?), l’amicizia tra i due si incrinò, Magnus non se ne andò di sua scelta, questo lo posso garantire, Magnus fu “costretto” ad andarsene poiché la sua presenza di vero “co-autore” dava fastidio all’Autore con la A maiuscola.

Voglio “rubare” ancora una volta le parole di Andrea Corno: “Piffarerio, così come Magnus, mi dimostrò con questa e altre esperienze di essere un santo, mi fece capire che gli angeli esistono e sono in mezzo a noi, così come i diavoli!” (grazie, Andrea, per schiacciarmi l’occhiolino da Lassù).

Un’altra precisazione: riguarda l’acquisizione dei Super-Eroi Marvel. Mi dicono che il “voster” disse un tempo, di averli “scoperti” in una edicola a Viareggio e di essere riuscito a prenderne i diritti per l’Italia! I fatti che ricordo io sono gli stessi che Andrea Corno cita nella stessa intervista. La Corno prendeva i diritti inglesi di un albo settimanale intitolato “Guerra d’Eroi” dalla Transworld, agenzia giornalistica gestita da Franca Lazzaro, della quale divenni molto amica perché era una adorabile Signora, che un giorno si presentò con gli albi originali dell’Uomo Ragno e degli altri Super-Eroi chiedendo se ci potessero interessare. La risposta fu positiva da parte di tutti (Andrea Corno in primis) e così mandammo in onda, anzi in edicola, i Marvel ottenendo un successo strepitoso. Tutto questo per onore di verità e rispetto nei confronti di Chi non c’è più e che non è più in grado di dire la sua.

Una grande lezione di Andrea Corno, e che Luciano Secchi non ha mai imparato, è stata quella che, ancora una volta, riprendo dall’intervista: “Il mio mestiere è, dopotutto, ascoltare nuove valide idee e renderle concrete….l’obiettivo è quello di tenere assieme un gruppo affiatato, dal magazziniere all’editor.”

Che altro dire? Forse che Luciano Secchi alias Max Bunker c’è riuscito? Direi di no, costretto com’è ai suoi monologhi pieni di nonsense e di cattiveria gratuita, costretto com’è a fare ristampe su ristampe (mancanza di contatti con collaboratori, autori etc?) e a sognare di arrivare sino al n. 500 di un patetico Alan Ford & Compagna per poi, magari, approdare alle Hawaii! Buon viaggio, buon viaggio davvero!

Maria Grazia Perini

P.S. Un'ultima cosa: disconosco la maternità dell'editoriale apparso sul n. 77 di Alan Ford in cui si comunicava l'uscita di Magnus dallo staff della testata.

Penso basti confrontare lo stile di scrittura e la sintassi usati da me nei miei articoli su Eureka, nelle varie poste e redazionali, per capire che non è farina del mio sacco.

E, soprattutto, la mia profonda amicizia con Magnus, l'affetto e la stima che mi legavano a lui ( e che continuarono in seguito )mi avrebbero impedito di scrivere quel testo. Chi ne fu l'autore? Indovinello facile da risolvere..........

Sembrano solo vecchie diatribe provenienti da vecchi "dietro le quinte" di quasi 40 anni fa e più, ma sono anche esse un pezzo di storia del fumetto italiano e come tali vanno lette, cercate di comprendere, casomai discusse e archiviate, magari mettendo in conto che forse nemmeno stavolta Sergio Bonelli risponderà pubblicamente a Luciano Secchi.

Su Facebook intanto è nato un gruppo di discussione su questa polemica a "tre". Si chiama "Le molte gentili parole di MGP".

 

 

Le “MOLTE BRUTTE PAROLE” di Max Bunker

Mi è capitato, dopo molto anni, di acquistare l’ultimo numero in edicola di ALAN FORD (n.493)
(curiosità? Un pizzico di nostalgia? O cos’altro? Non so). Ho letto la storia e l’ho trovata a dir poco deludente, soprattutto perché è scomparso il mitico “gruppo TNT” lasciando il posto a due personaggi scialbi e inconcludenti. Ma quel che più mi ha indignato, ma non sorpresa, è l’editoriale di “Chez Max” ( più che la testatina di una rubrica, assomiglia all’insegna di un “club per pochi intimi” ma forse proprio tal è!) dove il “sempervoster” attacca in modo a dir poco ignominioso Sergio Bonelli, una persona che non ha certo bisogno di avvocati difensori per controbattere la volgarità di uno sproloquio simile, ma un Uomo e un Editore la cui signorilità, correttezza, umanità merita il rispetto di tutti, che lo conoscano o meno di persona. E io ho avuto la fortuna di conoscerlo, stimarlo e apprezzarlo nel corso di anni di vera amicizia. Ma vengo al punto.

IL SIGNOR B
Attaccarlo nella sfera dei sentimenti e del privato è cosa umiliante per chi lo fa, rivelandone l’animo gretto e la totale mancanza di sensibilità. Sottolineare che sia ricco, anzi ricchissimo, denuncia sentimenti quali invidia e acredine. Non credo che Max Bunker lascerà ai suoi eredi testate dal valore inestimabile!

IL SIGNOR B ( parte seconda)
Il Signor Luciano Secchi, nel suo ruolo di imprenditore, non conosce evidentemente le regole del mercato. Sergio Bonelli è in grado, con le tirature e soprattutto con le vendite delle sue testate , di tenere i prezzi di copertina a livelli competitivi, nulla togliendo – proprio per le dimensioni della sua azienda – a quei giovani che vorrebbero creare piccole case editrici che, in quanto tali, sarebbero costrette in tutti i casi a una tiratura limitata, ad una diffusione parimenti limitata e a un prezzo di copertina molto alto per poter coprire le spese e guadagnarci qualcosa. Non mi risulta del resto che la MBP abbia prezzi di copertina molto bassi, ma per l’appunto appartiene alla schiera dei piccoli editori…..Forse, se fosse in grado di lanciare sul mercato qualcosa di veramente nuovo (non mi riferisco certamente a prodotti di scarso spessore quali Angel Dark, Kerry Cross e altri dove violenza e volgarità la facevano da padroni), potrebbe fare un balzo in avanti e guadagnare in dignità editoriale. Sentirlo dire “questa è la legge del capitalismo bieco e cieco” mi fa davvero sorridere……

IL SIGNOR B (parte terza e ultima) – finalmente! NdR
Anche qui i messaggi criptici di LS nulla dicono se non il suo irriverente modo di proporsi,soprattutto ai suoi lettori: ma di cosa sta parlando? Le sue illazioni, perché tali sono, denunciano ancora una volta il carattere di una persona che semina maldicenza a titolo gratuito, che tale rimane se non corredata dai fatti. Vedo che non ha perso la sua curiosa forma di scrittura (…ma da snob di prima enunciazione (quella di senza nobiltà)….deve aver dimenticato la frase in latino (sine nobilitate) – forse ha perso il libriccino delle citazioni latine.
La sua promessa di dire tutto, ma proprio tutto su Sergio Bonelli, terrà con il fiato sospeso la massa oceanica dei suoi fans! Vendite alle stelle almeno sino al n. 500!!!!!!!!!

IL DISTURBO ANONIMO
L’antesignano della nuova tecnologia telefonica, povero lui, riceveva telefonate anonime che poi anonime non erano, che lo riempivano di critiche e che “ficcavano il naso” nella sua privacy. Ancora una volta fa intendere chi possa essere stato l’importuno che stava dall’altra parte del filo!
Ma cosa di più ridicolo e, anche se fantascientificamente la cosa fosse vera, che senso ha parlarne adesso? Nel corso della mia vita editoriale ho conosciuto persone che invadevano la privacy dei loro sottoposti seminando cimici e registratori per gli uffici per sentire cosa potessero dire i loro dipendenti, o altre persone che indirizzavano richiami su fogli stampati in rosso (usati per “gravi mancanze professionali”) a dirigenti che venivano catechizzati perché, chiamati dal gran capo, si sedevano davanti alla sua scrivania senza prima chiedere il permesso! Una o più telefonate che esternavano critiche cosa sono davanti a paradossi quali ho appena citato?

LACOMICA FINALE
L’autore deve aver ritrovato il libriccino delle citazioni latine, perché ritorna sull’argomento snob e la sua elucubrazione mi lascia, come credo sia successo a tutti coloro che l’hanno letto, semplicemente allibita. Cosa c’entrano le elezioni? Forse potrebbe trovare qualche quotidiano su cui pubblicare le sue esternazioni (con un buon editor che corregga gli strafalcioni), così potrebbe conquistarsi uno spazio ad hoc. Chissà….forse “Libero”, o “Il Giornale” (suggerimento gratuito).

Lo stacco finale, rivolto chiaramente ai suoi lettori che mancano di sensibilità lamentandosi che il fumetto è “caro”, chiude infelicemente questo brutto, bruttissimo pezzo d’Autore.

E ora LE MOLTI GENTILI PAROLE……

Vorrei fare alcune precisazioni su fatti ed eventi della storia della Editoriale Corno, che ho vissuto in prima persona e che sono stati rammentati da Andrea Corno (anche lui Uomo e Editore di tutto rispetto, di grande signorilità e gentilezza d’animo) in una sua intervista del 1999 rilasciata a Delos in occasione del ritorno sul mercato della Garden Editoriale (la sua nuova casa Editrice ) con “Nuovo Millennio”, un titolo dedicato alla fantascienza. “Ruberò” ad Andrea (e so che da Lassù mi lancerà un sorriso) alcune frasi emblematiche di certe verità.

Prima però voglio puntualizzare un paio di cose. Max Bunker in non so quale numero (il fatto mi è stato segnalato via mail da un lettore più che attento) dice che Cirano, il bracco che faceva parte del gruppo TNT, era il cane di un suo amico e che Squitty, la cavietta, apparteneva ad una ragazzina che una volta fece visita alla Editoriale Corno. A onor del vero, il Cirano era il “mio” bracco italiano (e Luciano Secchi venne a casa mia, in quel di Milano, Via Varanini) a fotografarlo in tutte le pose possibili per poi darle a Magnus perché ne facesse la caricatura. E anche Squitty era la “mia” cavietta, la portò un giorno a casa mio fratello che ai tempi lavorava come biologo, nel laboratorio di ricerca di una grande farmaceutica. L’idea di inserire le due bestiole nel gruppo TNT fu mia e molte delle loro gags erano ispirate a fatti realmente accaduti! Del resto nel n. 80 di Alan Ford, Max Bunker in persona mi intervistò e, tra i vari eventi, citai anche i miei due amici a quattrozampe che nel frattempo erano morti sottolineando il fatto che, rivederli nel fumetto, mi dava una grande gioia. Quella di Max Bunker, a tale proposito, è mancanza di memoria, alterazione della verità o che altro?

Bunker è una persona molto egocentrica, che avoca a sé tutti i successi editoriali della Corno. Per quanto riguarda Alan Ford, riporto quel che ha detto Andrea Corno nell’intervista che ho citato sopra: “L’idea di fondo fu di Magnus…….Ricordo che Magnus veniva da me e mi chiedeva come doveva fare una copertina. Due giorni dopo tornava con tre tavole una più bella delle altre…”. Di fatto, Alan Ford non avrebbe avuto il successo che ha avuto senza il binomio Magnus & Bunker ma devo aggiungere che io correggevo i testi e le sceneggiature di Bunker (mettendoci anche del mio senza ovviamente nulla pretendere, eravamo lui, Magnus e io, i famosi tre amici al bar), Magnus disegnava e a sua volta aggiungeva gags o modificava alcune scene, raggiungendo sempre il top!
Spesso andavamo a cena (soprattutto da “Romani”, zona Sempione) e non si faceva che parlare di Alan Ford, di situazioni, di gags, di battute! Erano tempi molto felici! Poi qualcosa si sfaldò, Alan Ford era osannato soprattutto per i disegni (e come poteva non esserlo?), l’amicizia tra i due si incrinò, Magnus non se ne andò di sua scelta, questo lo posso garantire, Magnus fu “costretto” ad andarsene poiché la sua presenza di vero “co-autore” dava fastidio all’Autore con la A maiuscola.
Voglio “rubare” ancora una volta le parole di Andrea Corno: “Piffarerio, così come Magnus, mi dimostrò con questa e altre esperienze di essere un santo, mi fece capire che gli angeli esistono e sono in mezzo a noi, così come i diavoli!” (grazie, Andrea, per schiacciarmi l’occhiolino da Lassù).
Un’altra precisazione: riguarda l’acquisizione dei Super-Eroi Marvel. Mi dicono che il “voster” disse un tempo, di averli “scoperti” in una edicola a Viareggio e di essere riuscito a prenderne i diritti per l’Italia! I fatti che ricordo io sono gli stessi che Andrea Corno cita nella stessa intervista. La Corno prendeva i diritti inglesi di un albo settimanale intitolato “Guerra d’Eroi” dalla
Transworld, agenzia giornalistica gestita da Franca Lazzaro, della quale divenni molto amica perché era una adorabile Signora, che un giorno si presentò con gli albi originali dell’Uomo Ragno e degli altri Super-Eroi chiedendo se ci potessero interessare. La risposta fu positiva da parte di tutti (Andrea Corno in primis) e così mandammo in onda, anzi in edicola, i Marvel ottenendo un successo strepitoso. Tutto questo per onore di verità e rispetto nei confronti di Chi non c’è più e che non è più in grado di dire la sua.
Una grande lezione di Andrea Corno, e che Luciano Secchi non ha mai imparato, è stata quella che, ancora una volta, riprendo dall’intervista: “Il mio mestiere è, dopotutto, ascoltare nuove valide idee e renderle concrete….l’obiettivo è quello di tenere assieme un gruppo affiatato, dal magazziniere all’editor.”
Che altro dire? Forse che Luciano Secchi alias Max Bunker c’è riuscito? Direi di no, costretto com’è ai suoi monologhi pieni di nonsense e di cattiveria gratuita, costretto com’è a fare ristampe su ristampe (mancanza di contatti con collaboratori, autori etc?) e a sognare di arrivare sino al n. 500 di un patetico Alan Ford & Compagna per poi, magari, approdare alle Hawaii! Buon viaggio, buon viaggio davvero!

Maria Grazia Perini

P.S. Un'ultima cosa: disconosco la maternità dell'editoriale apparso sul n. 77
di Alan Ford in cui si comunicava l'uscita di Magnus dallo staff della testata.
Penso basti confrontare lo stile di scrittura e la sintassi usati da me nei miei articoli su Eureka, nelle varie poste e redazionali, per capire che non è farina del mio sacco.
E, soprattutto, la mia profonda amicizia con Magnus, l'affetto e la stima che mi legava-
no a lui ( e che continuarono in seguito )mi avrebbero impedito di scrivere quel testo. Chi ne fu l'autore? Indovinello facile da risolvere..........

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