Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Breve storia recente dei contributi associativi erogati dagli Enti locali fondatori al “Centro Fumetto Andrea Pazienza”

cfapazdi Giorgio Messina

Nel mio editoriale precedente, prendendo spunto dal Comics Day riguardo al rapporto tra soggetti del mondo del fumetto italiano e le Istituzioni, ho accennato al fatto che nel variegato “comicdom” de’noiartri sembra un tabù accedere a dati precisi in merito ai finanziamenti pubblici ottenuti da chi e per cosa. Chi li ottiene, poi, cerca di parlarne il meno possibile. I mezzi di informazione dedicati , inoltre, da quanto risulta, si sono sempre occupati poco del trinomio Fumetto-Istituzioni-Contributi Statali. Ma essendo soldi del contribuente, quindi di noi tutti, non si fa peccato, ne suona male occuparsene, cercare, trovare, pubblicare i risultati, soprattutto in tempi crisi e di tagli economici ai finanziamenti pubblici per restare a galla.

In realtà, facendo più attente e precise ricerche, viene alla luce che, nella cronaca locale in cui si muovono i soggetti e gli Enti di riferimento, queste informazioni sono abbastanza diffuse e reperibili, mentre si può facilmente constatare che  le stesse notizie sono filtrate poco sui siti e sulla cronaca nazionale e specializzata ottenendo poco risalto o passando praticamente inosservate.

Ma siccome sono fermamente convinto che un giornalismo di settore al passo con l'evolversi del Fumetto e delle sue dinamiche non deve occuparsi, fuori dalla critica "pura", solo di costolette, cucitura filo refe, carta patinata e plastificazione opaca e lucida, ecco che ho intrapreso questo viaggio ideale. Seguitemi.

Nel febbraio del 2007. Il Piccolo Giornale di Cremona, titola: “E’ Caos per il Centro Fumetto”. Nell’articolo, Laura Bosio scrive a proposito del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”: “I problemi sono innumerevoli. Sicuramente, come lamenta il consigliere Emiliano Ferrari, che sta cercando di dare una scossa alla situazione, esiste un problema organizzativo: assemblee non fatte, bilanci approvati in ritardo, e via così. Ma secondo chi lavora a stretto contatto con il Centro, la causa scatenante è l’assenteismo di certe istituzioni, quali la Provincia di Cremona e i comuni di Crema e Casalmaggiore, che fanno parte del Consiglio di amministrazione del Centro, ma solo sulla carta, mentre di fatto la partecipazione risulta scarsa”.

Il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” è una associazione di secondo livello, cioè una associazione i cui soci fondatori sono degli Enti locali, in accordo con il D.Lgs. n. 460/97, nella fattispecie:  Comune di Cremona, Comune di Crema, Comune di Casalmaggiore, Provincia di Cremona, Arcicomics.

L’articolo di Laura Bosio, ma soprattutto il suo titolo, forse troppo sensazionalistico rispetto al contenuto  stessodel pezzo, scatenano una polemica locale, da cui però emergono diversi dati interessanti sui finanziamenti che riceve del Centro Fumetto in forma di quote associative erogate dagli Enti locali soci fondatori.

L’articolo del Piccolo prende spunto da una lettera del Consigliere Emiliano Ferrari, allora in quota di minoranza per la Lega Nord al Comune e nominato, come da statuto, Consigliere del Centro Fumetto Andrea Pazienza. Scrive Ferrari: (…) Dal punto di vista prettamente economico il Comune di Cremona sostiene, come quota associativa, il Centro Fumetto, destinando 25mila euro circa all’anno contro i 5mila circa della Provincia e i 600 dei Comuni di Crema e Casalmaggiore e dall’Arcicomics. Inoltre ha collocato un proprio dipendente [l’Istruttore Direttivo Michele Ginevra – ndr] a tempo pieno e il supporto di un ragazzo che fa il servizio civile volontario (…).

Il Presidente del Centro Fumetto in carica in quel periodo, Andrea Fenti, aveva precedentemente parlato dei nodi critici dell’attività del Centro. All’inizio del secondo trienno di attività del Centro (2005-2008) “il Comune di Cremona – scrive Fenti - decide di aumentare il proprio sostegno al Centro: aumenta il contributo annuale da 18.000 a 25.000 euro; e procura una nuova sede, più ampia e funzionale. Nel settembre dello stesso anno, prendono servizio anche due volontari sel Servizio Civili Nazionale, grazie ad un progetto che coinvolge diversi servizi comunali. (…) Il 2006 vede un momento importante: la presentazione delle attività del Centro Fumetto in Consiglio Provinciale e la promessa dell'Assessore alla Cultura Denis Spingardi che la biblioteca del Cfapaz sarebbe entrata nel Sistema Bibliotecario Provinciale”.

Successivamente alla missiva di Ferrari che ha scatenato un vero e proprio piccolo caso, Fenti risponde al Piccolo spiegando che: “nel 2001, ci si è dati un assetto Istituzionale, al sottoscritto è stato assegnato un incarico politico. I limiti di questo incarico [si riferisce all’incarico di Presidente del Centro – ndr] (ripeto: assolutamente volontario e non retribuito) stanno proprio nel contrasto tra la valenza culturale della mia figura e le sue incombenze politiche che, comunque, non mi consentono di esercitare le dovute pressioni sugli Enti fondatori. Se infatti questi non collaborano all’attività, non posso far altro che inviare lettere e solleciti che restano spesso lettera morta”. In pratica Fenti, ricoprendo un incarico politico in Comune si ritrova ad avere le mani legate e non può fare pressioni sugli Enti locali coinvolti nel centro come vorrebbe anche per ottenerne gli spettanti contributi associativi . Conclude Fenti: “Non voglio con questo scaricare le mie responsabilità, ma c’è, di fatto, un problema politico”.

All’articolo del Piccolo, risponderà anche l’Arcicomics di Cremona: “Nessuno intende sottostimare i meriti del Comune di Cremona che da sùbito ha creduto nelle potenzialità che una simile struttura potesse avere sul territorio, ma far apparire il Circolo Arcicomics di Cremona come un Ente che contribuisce al Centro Fumetto con soli 550 Euro e che non sostiene più di tanto l’Associazione per dirla con il signor Ferrari, è innanzitutto sbagliato e ad una attenta analisi anche ingiusto per quello che il Circolo Arcicomics rappresenta nella storia del Centro stesso. (…) L’ Arcicomics ha portato in “dote” per la creazione dell’Associazione Centro Fumetto la testata ‘Schizzo’ [che per ora ha sospeso le pubblicazioni –ndr] da anni innegabile punto di riferimento nazionale per gli appassionati in genere, per i giovani autori in cerca di meritata visibilità e per gli addetti ai lavori con analisi sempre molto attente al mondo del fumetto. Inoltre Arcicomics ha ancora la proprietà di buona parte del patrimonio librario della biblioteca che è stato conferito gratuitamente in prestito alla nascente Associazione, senza alcun dubbio, anzi come fosse una cosa naturale, da parte della dirigenza stessa del Circolo. C’è da dire inoltre che per un piccolo circolo (una cinquantina di iscritti all’anno) come il nostro anche 550 Euro vogliono dire molto.

Ma facciamo un passo in dietro. Nel luglio 2006, gli operatori e i volontari del Centro scriveranno in una lettera aperta: “Dunque, i due livelli fondamentali, quello direttivo e quello d'indirizzo, non si palesano, se non parzialmente attraverso gli atti compiuti dal Presidente Andrea  Fenti [il Presidente del Centro dell’epoca – ndr] e il ruolo ricoperto dall'Operatore del Comune di Cremona [l’Istruttore Direttivo Michele Ginevra – ndr] che si è fatto carico del coordinamento della struttura. Dietro queste carenze, sembra esserci un non adeguato sostegno da parte dei soci fondatori”.

La polemica Piccolo-Centro Fumetto-Ferrari-Arcicomis, nel mondo del fumetto trovò risalto solo su AFNews che ne riportò breve notizia il 14/02/2007 rimandando ad un link del sito ufficiale del Centro che ora non è più attivo.

E ora veniamo a tempi recenti. Nel luglio 2009, il Presidente attuale del Centro, Andrea Brusoni, scrive una lettera aperta ai principali mezzi di informazione locali. È cambiata l’amministrazione provinciale dopo le elezioni ed è scoppiato il caso APIC, un ente locale che si occupa per conto della Provincia di organizzare grandi eventi e grandi mostre che il cambio di vertici ha palesato un buco per diversi milioni di euro. Eccovela in forma integrale:

Egregio Direttore,

il caso Apic mi spinge a torxnare sulla vecchia questione (poi risolta come vedremo) dei contributi dovuti dall'Amministrazione Provinciale al Centro Fumetto "Andrea Pazienza" per le attività degli anni passati.

Nell'estate 2008 ho recriminato sulle pagine dei giornali locali in merito alla mancata erogazione dei fondi dovuti alla nostra associazione dall'Amministrazione Provinciale, socio fondatore del Centro Fumetto, assieme ad altri enti del territorio. La "cospicua" somma di 5.165,00 euro annui era arrivata solo parzialmente nelle casse del Centro nel 2006, in misura di 1.390,00 euro, mentre per gli anni 2007 e il 2008 in corso non era pervenuto nulla. Tali cifre erano da noi state regolarmente iscritte a bilancio, e il mancato incasso si è ovviamente ripercosso negativamente sui risultati degli esercizi in esame.
Nonostante l'interessamento e i solleciti dell'assessore di riferimento Denis Spingardi, il suo dirigente Franco Feroldi, al centro del caso Apic di questi giorni, non ha mai reperito i fondi dovuti al Centro Fumetto e nemmeno la risorsa umana che avrebbe dovuto supportarci nelle nostre attività, risorsa promessa anche a compensazione della mancata erogazione dei contributi, e ottenuta solo per un periodo limitato di sei mesi. Inoltre, nel corso di quest'ultima legislatura non è stato possibile avviare nessun progetto o collaborazione, nonostante le proposte avanzate: dall'ingresso nel Sistema Bibliotecario Provinciale al sostegno al Concorso Provinciale per autori esordienti.

La situazione finanziaria si è sbloccata solo in seguito a ulteriori missive di lamentela indirizzate direttamente al presidente Giuseppe Torchio, e finalmente, questa primavera, il Dott. Renato Crotti ha risolto il sospeso con il versamento nel marzo 2009 di 7.000,00 euro, una sorta di "una tantum" tombale per tutto il pregresso degli esercizi 2006, 2007 e 2008.
Per le attività dell'anno in corso, invece, abbiamo ricevuto solo la quota sociale di 1.000,00 euro, e non avremo altri contributi a meno che la nuova amministrazione non si metta una mano sul cuore (e sul portafogli).
Diversamente da quanto si è verificato con il Settore Cultura della Provincia, dobbiamo per fortuna riconoscere che con altri settori, come quello dell'Ambiente, è stato possibile costruire delle positive colllaborazioni, in cui il fumetto è stato utilizzato come efficace strumento di comunicazione.

Concludendo: posso capire che in momenti di scarsa liquidità gli Enti Locali effettuino tagli, e dunque le associazioni come la nostra ne subiscano le spiacevoli conseguenze. Non vorrei però che siano solo i piccoli a soffrire: i "centri fumetto " di turno, dove le molteplicici attività si fanno anche grazie al volontariato, dove si cerca di incidere sul territorio e di rivitalizzarne il tessuto sociale. Mentre in altri ambiti assistiamo a iniziative faraoniche in perdita, che permettono a qualche interessato di mettersi in mostra sulle pagine dei quotidiani, e che vengono gestite con leggerezza (se non con dolo: ma di questo si occuperanno gli organi competenti), e con un insufficiente controllo sulle modalità di spesa di notevoli cifre di denato pubblico da parte di una sola persona, se ben interpreto quanto riportato dai giornali in questi giorni...

Il mio augurio è che questa brutta e controversa vicenda incoraggi i nostri amministratori ad appoggiare chi veramente ogni giorno opera in prima persona e senza alcun tornaconto per rendere Cremona e il suo territorio migliore e più vivi.

Questo breve viaggio nella storia recente del Centro Fumetto Andrea Pazienza e delle sue traversie economiche nei meandri dei contributi statali si conclude qui, per ora, ma dimostra ampiamente attraverso le voci dei suoi protagonist quanto esso sia "geneticamente diverso", come ho già sostenuto, da altre Associazioni culturali di privati cittadini che operano nel settore a parità di fini statutari.Questa "diversità" riscontrata non è una critica, beninteso, ma una semplice costatazione proveniente dai fatti esposti sin qui.

La forma integrale delle fonti usate per questo articolo sono rintracciabili QUI e QUI, cosicchè il lettore possa farsi la sua opinione, apprendendo anche altre notizie e dinamiche che non erano inerenti, a mio avviso, con quanto era importante raccontare adesso.:una prima tappa ideale in un ideale viaggio tra Fumetti, Istituzioni e Contributi Statali raccontando i fatti per come sono.

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