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Lettera aperta dopo l'editoriale sull'Afghanistan
di Baldo Di Stefano
Caro Direttore,
mi chiamo Baldo Di Stefano è sono uno dei collaboratori di questo sito e sono qui a scriverle questa sorta di "lettera aperta".
Inutile dirle che mi trovo in totale disaccordo con quanto da Lei espresso nel suo editoriale sull'Afghanistan, fin nell'uso delle virgole, oserei aggiungere.
Però, un mondo dove tutti la si pensi allo stesso modo a me un po' spaventerebbe, perciò non è certo di contenuti, che voglio parlarle, ma di tempi e modi e luoghi adatti. Quando sono stato contattato per collaborare a questo sito di FUMETTI (l'uso del maiuscolo non è casuale, come le dimostrerò in seguito) ho accettato con piacere perchè, almeno da quanto mi era stato prospettato, finalmente mi si offriva la possibilità di parlare di fumetti a 360 gradi, senza limiti o imposizioni o schieramenti di sorta.
Massima libertà creativa, insomma.
E per me, che mi VANTO in ogni occasione di aver fatto parte del gruppo storico di UTOPIA, queste caratteristiche debbono essere la base portante di ogni sito che PRETENDE - che poi ci riesca è un altro discorso che ci porterebbe inevitabilmente lontano - di fare informazione FUMETTISTICA.
Come Lei di certo ben sa, UTOPIA era un portale telematico (allora si chiamava così, oggi lo si chiamerebbe più semplicisticamente un sito) tutto incentrato sul FUMETTO, molto in voga nei primi anni 90.
In quegli anni INTERNET era appena ai suoi albori qui in Italia, ma uno sparuto gruppo di fumettari, capeggiati dall'istrionico Francesco Moriconi, ne aveva già intuito le enormi potenzialità, dando vita ad un sito - a quei tempi costosissimo! - che trattava il mondo del Fumetto sotto forma di news, approfondimenti, interviste, articoli e recensioni, e non disdegnando nemmeno la pubblicazione di qualche strip occasionale, a quei tempi lentissime a caricarsi!
Tutte cose che oggi fanno in molti e... MALE, a mio modesto avviso!
Perché, a guardare le "Utopie" odierne, tantissime, bruttissime, superficialissime e tutte RIGOROSAMENTE uguali, un po' di rimpianto per "quei tempi", ormai inesorabilmente andati, mi viene, in quanto la maggior parte di coloro che OGGI le frequentano non sono dei semplici utenti appassionati come lo eravamo noi ALLORA, bensì... autori, editori, aspiranti, professionisti, esordienti, addetti ai lavori e così via; tutte persone, cioè, che, avendo interessi a vario titolo nel settore, rendono praticamente impossibile una qualsivoglia discussione a rigor di logica, dato che molti degli interventi di tali individui hanno alla base dei vizi di forma (conflitti d'interesse?) dovuti principalmente a fazioni, amicizie, rivalità, pubblicità "pro domo propria", acredine "pro domo altrui", dando vita ad una gigantesca zuppa (in)comunicativa dove l'importante è ESSERCI, a prescindere da quello che si dice o si propone.
Le Utopie di oggi, insomma, sono piene di gente che i fumetti nemmeno li legge più, ma... NE PARLA COMUNQUE!
Le Utopie di oggi, anzi, sono piene di gente che di fumetti nemmeno ne parla, ma va lì solo... PER LITIGARE, atteggiamento tipico di chi, per mancanza di mezzi culturali, riesce a esprimersi solo nel linciaggio pubblico di poveri capri espiatori scelti nel mucchio (o per capriccio o per antipatie personali) da quei due o tre capibanda che sovrintendono siffatti forum - o siti o blog che dir si voglia - autoproclamatisi tali per via della fiducia incondizionata di cui godono da parte delle masse, che poi tanto "masse" non sono visto che la maggior parte preferisce starsene in silenzio acquattata dietro il computer di casa (e non sempre chi tace, acconsente. Anzi, quasi mai!).
Io ormai li chiamo... "i professionisti dei forum", perchè stanno in quei luoghi virtuali a tempo pieno, quasi fosse la loro professione appunto, scrivendo 20 commenti al minuto e impelagandosi in risse verbali che continuano all'infinito tra botte (insensate) e risposte (ancora più futili) che il più delle volte esulano dal topic iniziale, rincorrendosi da un blog all'altro, di forum in forum, sito dopo sito, in un crescendo di maleducazione e vaffanculismo che non ha pari nemmeno nelle famigerate risse da bar dello sport.
E ovviamente chiunque dissente, o non si schiera, o addirittura si contrappone a questo malsano modo di fare, che fa tanto curva da stadio e poca - moooolto poca - Cultura del Fumetto, viene immediatamente etichettato come un idiota, uno che di fumetti... "non ne capisce un cazzo".
Ma perchè... si parla ancora di fumetti su quei siti?
A me non sembra proprio, visto che l'ALTRO non è più visto come un interlocutore con cui è piacevole confrontarsi, pur pensandola diversamente su determinati argomenti, ma solo un avversario da (ab)battere PUBBLICAMENTE - sennò che gusto c’è nel farlo in privato - sul piano della dialettica (la logica lasciamola perdere, va', che è meglio) e proprio perchè non la pensa come te.
Perchè in tutte le odierne Utopie bisogna essere allineati e omologati con le direttive "dall'alto" e se non fai parte della conventicola o gruppuscolo che comanda, tutto ciò che tu produci o non esiste o, nel caso in cui qualcuno si azzardi comunque a parlarne, fa schifo, o vieni bannato automaticamente e indipendentemente da quello che dici, contrariamente a tutto ciò che viene pubblicato o detto dagli AMICI DEGLI AMICI, che invece stampano sempre tutta roba bella da lodare e pubblicizzare a più non posso, essendo liberi (loro, gli amici degli amici) di dire tutto quello che vogliono, insulti compresi.
Per questo rimpiango enormemente i tempi di UTOPIA, un VERO portale internet che faceva VERA informazione sui FUMETTI.
E per questo fui molto contento quando mi fu proposto di collaborare a Fumetto D'Autore perchè credevo, finalmente, che UTOPIA fosse risorta dalle sue ceneri più bella e funzionale di prima, visto gli enormi passi in avanti fatti a livello di Internet dagli anni 90 fino ad oggi.
Contentezza, la mia, che è subito svanita, man mano che leggevo questo suo editoriale sull'Afghanistan che, secondo me, non ha nulla a che spartire con gli intenti e le finalità di questo sito.
Non si era detto che ci si sarebbe occupati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE di FUMETTI (capito il perchè del maiuscolo iniziale?)?
Sono io ad aver frainteso o è Lei ad aver scritto un pezzo che avrebbe fatto miglior figura (ne dubito fortemente) altrove?
Mi spiego meglio... a me delle pippe mentali dei vari destrorsi e sinistrorsi me ne frega ben poco di fronte alla morte di sei ragazzi e allo strazio di sei famiglie.
Se non volete rispettare il silenzio dei morti, rispettate almeno il dolore dei vivi.
Che poi quei sei poveracci fossero eroi o mercenari, farabutti o salvatori, rambi o padri di famiglia, poco importa. Ho la mia idea - e anche ben chiara e fortemente motivata - sia su di loro, che sul conflitto in Afghanistan, ma non vengo certo qui a parlarne.
Un editoriale del genere, a mio parere, può andar bene sul SUO sito PERSONALE e non in un sito CORALE che parla di FUMETTI a più voci.
Ripeto… FUMETTI.
Perchè io ho sempre considerato i fumetti, anche i più impegnati e/o politici, come puro e semplice intrattenimento, o lettura d’evasione che dir si voglia. Perchè, quando mi immergo nella lettura di un fumetto, chiudo il resto del mondo fuori dalla mia testa e tutto cessa di esistere. E mi piacerebbe che anche questo sito funzionasse così: un'oasi felice dove parlare, in vario modo, di fumetti, visto che il mondo esterno di brutture ce ne riserva ogni giorno fin troppe.
E' possibile fare ciò? O meglio… interessa fare ciò?
E questo non significa, come ha scritto qualche altro commentatore, che non parlare di certe cose equivale a ficcare la testa sotto la sabbia.
Significa invece che ci sono dei LUOGHI PIU' ADATTI per farlo e QUESTO, sempre secondo me, non lo è.
Fermo restando, poi, che mi irritano parecchio le persone che, anche negli altri luoghi più adatti di questo e deputati a farlo, si indignano SOLO per far rumore e vedere il numero di contatti salire, speculando sulla morte di sei poveri ragazzi (non sto parlando di Lei, ma in generale). Ma se questo accade in un sito di FUMETTI con cui collaboro, la cosa mi irrita ancora di più (sì, qui ce l’ho invece proprio con Lei).
Non mi fraintenda, però.
Qui non si tratta di destra-sinistra, rossi-bianchi e via discorrendo.
Si tratta, lo ribadisco per l'ennesima volta, solo di intenti e finalità.
Quindi non ce l’ho con Lei per aver scritto un pezzo di quel tipo, ma perché, secondo me, non è questa la sede adatta.
Perciò eccomi qui a chiederle: Fumetto d'Autore è un sito che si occuperà solo ed esclusivamente di FUMETTI (anche in modo politico o impegnato, per carità), o spazierà in ogni campo dello scibile umano, non lasciando in pace nemmeno sei ragazzi morti ammazzati e solo per delle BEGHE FUTILI tra fumettari di destra e di sinistra al solo scopo di vedere chi ce l'ha più lungo politicamente parlando?
Perchè nel primo caso, per me va bene, nel secondo… la mia collaborazione finisce qui. E la prego di prenderne atto.
Ovviamente non le sto chiedendo di snaturare il sito. Ci mancherebbe altro. Dico solo che se gli intenti e le finalità di Fumetto d’Autore consistono nel pubblicare ANCHE editoriali come quello oggetto di questa mia replica, o altri simili a quello in futuro, essi non coincidono con i MIEI intenti e con le MIE finalità. Non con le mie idee politiche, attenzione, ma col modo in cui io intendo i fumetti e il parlare di fumetti.
Nessun ostracismo politico, dunque, perché come già detto in precedenza, ognuno deve essere libero di pensarla come gli pare.
Sul LUOGO dove però poter esprimere queste idee... be', ecco, lì io un po' di riserve ce l'avrei!!!







