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Los perros y las langostas
Moleskine #12Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore. Tutto rigorosamente in corsivo.
Los perros y las langostas
di Giorgio Messina
Dal vangelo secondo Claudio Stassi, leader dei nuovi Beati Paoli del Fumetto Italiano (per maggiori informazioni su questi ultimi potete leggere QUI e QUI), :
Le Locuste sono animali strani. Apparentemente temerari, beffardi e coraggiosi, se chiusi dentro le loro stanze a sbraitare davanti i monitor del loro computer.
Invece diventano delle mammole quando i loro bersagli preferiti vanno nelle loro tane di presenza, per chiarire per esporre delle ragioni. Si trasformano, fanno quasi tenerezza, ti passa la voglia di pestarli (sarebbe troppo facile) perché capisci che il loro unico modo di "essere" è quello di urlare.
Le Locuste sono come i morti viventi, hanno bisogno di mordere e masticare, devono prenderti, strattonarti e farti male. Provano piacere nel farlo.
Le Locuste sono cattive, ma terribilmente codarde.
Le Locuste mordono e continuano a mordere.
Urlano e continuano ad urlare se le lasci fuori.
Ecco fuori è il giusto posto dove dovrebbero vivere.
Fuori.
Stassi non è la prima volta che parla di Locuste. Lo aveva già fatto QUI.
In spagnolo "langostas", ovvero locuste, significa anche "persone moleste".
Ho risposto a questo post sul suo blog, ma Stassi ha cancellato il mio messaggio di risposta.
Ma Stassi non è cattivo, è solo un immaturo e un ingenuo che si sopravvaluta e che sta commettendo un mucchio di errori, strategici e comunicativi nella gestione dell'iniziativa di cui si è fatto promotore con troppa superficialità.
Ho atteso 10 giorni che rispondesse alla mia richiesta di intervista, quando poi ho scritto in un articolo che non avevo mai ricevuto una sua risposta alla mia richiesta di intervista, dopo 10 minuti dalla pubblicazione dell'articolo in cui raccontavo la cosa, mi ha inviato una mail con scuse fantozziane che avrebbero dovuto spiegare perchè non mi aveva risposto prima.
Ovvero: se i cani abbaiano, Sancho, è segno che stiamo avanzando.
*Motto molto diffuso nei paesi di lingua spagnola ed erroneamente attribuita a Cervantes.







