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Ultima Ora » Comics Day: i chiarimenti di Lucca Comics&Games
[20/04/2010] » Giovanni Russo risponde sul forum di Comicus ai dubbi sollevati da Fumetto d'Autore.
Negli ultimi giorni Fumetto d'Autore si è occupato del nascente Comics Day con due editoriali del nostro Direttore Alessandro Bottero:
Vi avevamo espresso le nostre perplessità riguardanti la comunicazione della campagna di adesione alla prossima manifestazione nazionale di diffusione del fumetto e le modalità di organizzazione della stessa. Oggi, Lucca Comics&Games, promotore del Comics Day, risponde ai dubbi e alla perplessità sollevate da Fumetto d'Autore, ma non lo fa con un comunicato stampa ufficiale, ma bensì scegliendo di affidare i chiarimenti del caso ad un intervento di Giovanni Russo sul forum di Comicus.
A questo serve il web 2.0?
Riportiamo qui integralmente l'intervento di Giovanni Russo per completezza di informazione.
Intervengo per fare un po’ di chiarezza, visto che, qui ed altrove, sono emersi molti dubbi legittimi. Ringrazio pubblicamente Michele Ginevra per lo sforzo dialettico che ha sostenuto fin qui, e mi scuso in anticipo per la lunghezza del post.
Innanzitutto, una breve cronistoria. L’idea del Comics Day è in giro da almeno un paio d’anni, e ha ragione chi si ricorda di una riunione pubblica già nella Lucca del 2008.
L’idea generale era quella di una “giornata nazionale del fumetto” che si desse l’obbiettivo di mandare, al Paese e alle istituzioni, un messaggio forte e condiviso. La parola chiave qui è “nazionale”, perché neanche la più grande delle manifestazioni, da sola, può trasmettere con efficacia questo messaggio. L’obbiettivo secondario (che resta da raggiungere) era quello di arrivare, anche in Italia, a un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato, in forma di un’onorificenza della Repubblica da conferire a una grande personalità del fumetto italiano.
In ogni caso, Lucca presenta, tramite il Comune, un progetto che va nelle grandi linee in questa direzione, e ottiene un finanziamento. A questo punto, inizia un percorso di condivisione. Fin da subito ci è stato chiaro che il progetto presupponeva da parte nostra la capacità di esercitare un’efficace azione di rete, e di coinvolgere il maggior numero di realtà possibile. Non nego che questo è il punto che ci (mi) ha preoccupato di più in questi ultimi due anni, perché le divisioni e i frazionismi nel mondo del fumetto sono una realtà ben nota a tutti. Un’ulteriore motivo di preoccupazione, per me, era che noi siamo Lucca Comics & Games, e in quanto tali, quasi per definizione, grossi, brutti e cattivi.
Si cominciò con alcune riunioni pubbliche, e in base ai risultati di quelle si passò ad altre su invito. Furono coinvolte in tutto venti/trenta realtà, comprendenti le altre principali manifestazioni, le riviste di settore, associazioni culturali, musei come il locale Muf, il Comitato Nazionale istituito in occasione del centenario del fumetto italiano, e anche singole personalità. L’invito non fu sistematico, per cui è sicuro che interlocutori altrettanto degni siano rimasti fuori; nel complesso, comunque, ritenemmo che la panoramica fosse sufficientemente rappresentativa. Come criterio generale fu adottato quello di coinvolgere realtà che svolgessero principalmente attività culturali. Per questo motivo, si decise di non contattare in questa fase editori, distributori e fumetterie, e nemmeno gli autori, che è difficile capire come coinvolgere in quanto “categoria”. È una scelta che si può criticare? Naturalmente, come ogni cosa di questo mondo. Ma in quel momento la ritenemmo la migliore, ed anche adesso penso che non fosse possibile far diversamente: non avremmo avuto nulla di concreto da presentare loro, e c’era un’enorme discussione “sui massimi sistemi” da portare avanti prima di arrivare ad alcunché di vagamente operativo.
Cominciò pertanto la discussione, ma per il primo anno fu subito chiaro che il massimo che si poteva fare era lanciare l’iniziativa durante LC&G 2009. Visto che i finanziamenti sono nell’ambito di un programma fortemente improntato sui giovani, si procedette a soddisfare gli adempimenti esplicitamente previsti col Ministero, che consistono in un’adeguata presenza istituzionale in fiera, in un workshop per giovani autori, tenuto da Lorenzo Bartoli e da Giuseppe Di Bernardo, e in un evento che fosse al tempo stesso capace di ottenere risonanza mediatica e di veicolare il messaggio di un mondo del fumetto che si univa: questo evento fu “La carica dei 101”, che vide una storia scritta da Moreno Burattini illustrata contemporaneamente, in diretta, da 101 autori diversi. Così concepito, l’evento riuscì a conseguire gli scopi prefissati, riuscendo nel non facile compito di emergere autonomamente da quel calderone indistinto e totalizzante che è LC&G.
Passata la fiera, si iniziò a ragionare sull’edizione 2010. Si rifecero un po’ di riunioni, un po’ di interlocutori si persero per strada, si decise infine di passare dalla ventina di realtà iniziali a un comitato esecutivo più ristretto, che corrisponde agli attuali sette membri. Siamo andati avanti a lungo tramite mail, teleconferenze e riunioni, districandoci fra gli impegni di tutti, discutendo della filosofia generale dell’evento, delle formule organizzative, di dettagli in apparenza secondari ma fondamentali quali logo, comunicati e quant’altro. È in questa fase che si sono definite collegialmente tutte le questioni fondamentali, prima fra tutte la decisione di non sparpagliare i finanziamenti distribuendoli a pioggia ai vari eventi sparsi per l’Italia ma di concentrarli invece sulla campagna di comunicazione.
Chiunque abbia partecipato può testimoniare (e Michele l’ha già ampiamente fatto) su quanto sia stato lungo e difficile trovare in sette un accordo su tutti i punti in discussione, e non oso pensare a cosa sarebbe successo se fossimo stati di più. La data è stata il punto più spinoso, perché, nonostante tutti convenissimo che la data di maggio era in linea generale la migliore, il ritmo delle nostre discussioni suggeriva a molti la necessità di un rinvio in autunno; e nonostante tutti concordassimo che per l’evento sarebbe stato sicuramente meglio, fu però chiaro che un rinvio era impossibile, un po’ per impegni presi con le istituzioni, un po’ perché, per noi di Lucca, sarebbe stato improponibile con la manifestazione alle porte. La decisione, per tutti sofferta, è stata pertanto quella di procedere con maggio, scontando il fatto che le adesioni sarebbero state meno del previsto ma scommettendo sul fatto di riuscire comunque a realizzare un evento accettabile che consentisse il rinnovo dei finanziamenti da parte del Ministero. Perché, al di là di ogni bel discorso sul fumetto, questo è al momento l’obiettivo, tattico se non strategico, che abbiamo di fronte. Se i finanziamenti saranno confermati, si va avanti con possibilità di migliorare su tutto; se no, tanti saluti e amici come prima.
È indubbiamente vero che i tempi sono stretti e che siamo arrivati lunghi, ed è nostra collettiva responsabilità. Ma se devo essere sincero, considero un risultato straordinario il semplice fatto di essere riusciti, noi tutti del Comitato Organizzatore, a trovare un accordo su un progetto comune e ambizioso come questo. E questo sarà sempre per me una fonte di enorme soddisfazione, comunque sarà andata poi.
È anche indubbiamente vero che ci sono stati errori, difetti di comunicazione e quant’altro. Nessun problema ad ammetterlo, e le critiche da questo punto di vista sono le benvenute. Si dice spesso che c’è un modo semplice per non commettere errori: do nothing. Ma penso anche che un conto è l’errore, un conto la consapevolezza che se vuoi raggiungere un obbiettivo lo puoi fare solo attraverso una serie successiva di imperfette approssimazioni. In altre parole abbiamo deciso che, per provare a raggiungere un obbiettivo che tutti condividiamo, valesse la pena partire adesso con un evento che senz’altro non potrà esprimere tutte le sue potenzialità, che sarà realizzato in tempi strettissimi e che scontenterà chi si aspettasse il risultato finale già bello e compiuto e non, appunto, una primo passo verso il suo raggiungimento. A fronte di questo risultato imperfetto c’era il non fare nulla, e in questo senso questa imperfezione, ed anche gli errori, mi sento quasi di rivendicarli.
Veniamo dunque a un po’ di risposte concrete, premettendo che saremo a breve più chiari su questo ed altri aspetti. Il finanziamento complessivo, diviso fra ANCI, Ministero della Gioventù e Comune di Lucca (perché più precisamente si tratta di un co-finanziamento, che prevede la partecipazione dell’ente locale) è di 80.000 € + iva. Una rendicontazione dettagliata del suo utilizzo sarà fatta dopo l’evento, ma quello che posso dirvi prima è che 50.000 andranno in comunicazione e circa 17.000 nel produrre tutto il materiale stampato (volume, locandine etc.). Un po’ si investirà sull’evento di Lucca, che includerà tutti gli aspetti istituzionali e che, di nuovo, proverà a richiamare l’attenzione dei media. Se questo potrà far storcere la bocca a qualcuno, faccio notare che, fosse solo per la composizione del finanziamento, non può semplicemente essere altrimenti. Il resto del budget se ne va in spese varie. Per i più maliziosi, dirò che i membri del comitato hanno diritto a un modesto rimborso spese, che i dovuti compensi saranno corrisposti ai soli collaboratori occasionali e che alla Lucca Comics & Games Srl (e, detto per inciso, a noi che lavoriamo per essa con un contratto che ci compensa per l’intero spettro di attività aziendali), non resterà una lira.
Sulla comunicazione, riporto le linee guida del piano elaborato da un’agenzia professionale:
1) per quanto riguarda la grande stampa e le TV generaliste l’obbiettivo è quello di arrivarci non tanto tramite acquisto di spazi (che avrebbero costi proibitivi, dell'ordine di 25.000 € per una mezza pagina su Repubblica o sul Corriere, che da sole servirebbero a poco o nulla), ma attraverso una copertura redazionale mirata, ottenuta attraverso l'invito, a Lucca o ad altri eventi ritenuti mediaticamente rilevanti, di un tot di "giornalisti top" (questo comunque non esclude che qualche spazio lo si acquisti);
2) consistente intervento online, con un ampio programma di bannerizzazione sui circuiti generalista (siti dei principali quotidiani etc.) e specializzato, per arrivare a quel pubblico “tecnologicamente alfabetizzato”, di settore o no, che rappresenta una buona approssimazione di quel target “mediamente colto” che vorremmo raggiungere.
3) possibile media partnership con un’importante radio nazionale, attualmente in discussione.
In ogni caso, il messaggio generale sarà: questo è il Comics Day, la Giornata Nazionale del Fumetto, ed oggi eventi grandi e piccoli si tengono in tutta Italia.
Il volume di cui si parla sarà in primis un oggetto istituzionale: raccoglierà la storia della “carica dei 101”, le storie emerse dal workshop dello scorso anno, informazioni generali sul progetto Comics Day. Ci sarà anche il programma nella sua forma più aggiornata, compatibilmente con i tempi di stampa, e di conseguenza una lista di tutti gli aderenti.
Sul perché abbiamo scelto un venerdì: premesso che è possibile organizzare eventi anche il weekend, perché volevamo rivolgerci anche ad aziende (gli editori, ad esempio), che di sabato sono chiuse. E difatti fra le prime adesioni ce n’è già una di un editore che propone un “open day”, un tour in casa editrice per spiegare come nascono i fumetti.
Non entro in ulteriori dettagli, e non mi metterò a rispondere punto per punto ad altri punti specifici. Quello che volevo era dare a tutti più elementi di valutazione, spero tutti quelli necessari. Tutto quello che ho detto può piacere o non piacere: si può pensare che sia tutto un trucco di Lucca per farsi pubblicità (o peggio: intascarsi i soldi) sfruttando il lavoro degli altri; si può, del tutto legittimamente, pensare in termini utilitaristici, del tipo “a me che me ne viene” (e in definitiva non molto: oltre ad apparire nel programma nazionale, forse il vantaggio più immediato è la possibilità di farsi pubblicità in ambito locale, sia attraverso l’uso del materiale promozionale fornito che sfruttando la notizia della partecipazione al Comics Day come volano per ottenere una copertura che altrimenti non si avrebbe avuto); si può semplicemente non credere nel Comics Day, pensando magari che la comunicazione è insufficiente, o che questo o quell’altro aspetto andavano gestiti in altro modo; oppure, si possono condividere le motivazioni di un’iniziativa nata per mandare un messaggio collettivo e unitario a nome di *tutto* il mondo del fumetto italiano, nella convinzione che un tale messaggio sia utile per tutto il nostro settore, e accettando anche la possibilità che il singolo evento possa essere più utile alla causa del Comics Day di quanto il Comics Day possa essere utile al singolo evento.
Noi che organizziamo lo facciamo con questo spirito, e vorrei che questo fosse lo spirito anche di chi aderisce. Poi, come ha già detto più volte Michele, i conti si faranno alla fine. Se i finanziamenti non ci saranno più, pace, avremo fatto il possibile. E questo, fosse solo a livello personale, per me sarà più che sufficiente. Ma se i finanziamenti, come spero, ci saranno ancora, allora si apre la possibilità concreta di raggiungere risultati che, da soli, non avremmo mai potuto raggiungere. Per quel che ci riguarda, e qui sono sicuro di parlare a nome di tutto il Comitato, vale la pena tentare.
Giovanni Russo
Lucca Comics & Games







