Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Ci scrive Michele Ginevra - Update

michele_ginevraMoleskine #19

Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore. Stavolta senza corsivo, ma in forma di scambio epistolare.

Ci scrive Michele Ginevra

[11/01/2011] Update - L'intervento del Direttore Alessandro Bottero (vai in fondo).

Riceviamo, pubblichiamo e rispondiamo:

All'att. del Direttore Alessandro Bottero

All'att. del vice Direttore Carmine Treanni

All'att. della Redazione

In data 13 dicembre 2010, il Signor Giorgio Messina ha pubblicato un'edizione della sua rubrica Moleskine dal titolo

"Progetto Eureka, ovvero chi paga il francobollo della cartolina dal Servizio Civile" che contiene non solo delle imbarazzanti inesattezze, non solo dei ragionamenti privi di coerenza (in cui dimostra di non avere la benché minima idea di cosa sia il Servizio Civile Volontario), su cui eviterò di dilungarmi, ma addirittura una vera e propria calunnia rivolta nei miei confronti. Una calunnia che rappresenta il momento culminante di una vera e propria attività di continua aggressione nei miei confronti e nei confronti della struttura per cui lavoro, il Centro Fumetto "Andrea Pazienza".

Messina scrive testualmente:

A questo punto, se fossimo a Report della Gabannelli, verrebbe da chiedersi: ma se Ginevra ha la qualifica di istruttore direttivo del Comune di Cremona, perchè per formare una volontaria del Servizio Civile (destinata presso lo stesso Ente da lui coordinato), il Ginevra avrebbbe percepito (o percepirà o ha già precepito) un compenso extrastipendiale calcolato ad ora per svolgere la propria funzione lavorativa abituale?

Poi prosegue con una frase misteriosamente allusiva.

Probabilmente la risposta a questa domanda si trova nello stesso motivo per cui una volontaria di un progetto territoriale dedicato alle biblioteche e ai musei finisca a Lucca, Treviso, e Napoli dietro ad uno stand di fumetti.

Infine conclude beffardamente il suo ragionamento:

Il progetto Eureka, comunque finisce in questo mese di dicembre 2010, ma è rimasta una bella cartolina dal Servizio Civile a ricordarcelo e parafrasando l'immenso Totò: io pago le tasse per far fare a Chiara Onger la standista del Centro a Lucca e Treviso e Ginevra incassa per averle insegnato a fare la standista (ma non solo).

Sono rimasto inizialmente incredulo, poi molto seccato e profondamente deluso quando ho appreso di questo intervento di Messina. E sono rimasto a lungo veramente indeciso sul da farsi.

Alla fine ho ritenuto opportuno scrivervi innanzitutto per confutare la falsità affermata da Messina, cioè che avrei percepito un compenso supplementare per svolgere una mansione comunque di mia competenza.

Messina ha travisato completamente il testo che ha trovato sul sito del Comune di Cremona. La spiegazione è semplicissima: il Comune, come tutti gli enti in questi casi, ha esposto nel progetto il costo del proprio personale impegnato nel progetto. Tradotto, il Comune ha dichiarato ai soggetti competenti (Regione e Ministero), che alcuni dei propri dipendenti (tra cui io) avrebbero eseguito attività di formazione durante il proprio orario, per un ammontare di tot ore, per un valore di tot euro. Ovviamente né io né gli altri formatori interni abbiamo percepito alcunché in più rispetto al consueto stipendio mensile. Neppure ore straordinarie. Spesso, i soggetti che presentano progetti possono inserire il costo del proprio personale come cofinanziamento del progetto. E' procedura normale, consueta e soprattutto legale. Messina, che si vanta di essere un conoscitore del giornalismo dal 1996, si poteva impegnare un po' di più nella comprensione del testo reperito in rete. Ma probabilmente è rimasto abbagliato dalla apparentemente facile opportunità di inquisire un suo nemico personale. Sentimento da me non certo corrisposto: non considero certo Messina un nemico e non passo il tempo a spiarlo e cercare di capire come attaccarlo, come invece purtroppo fa Lui. Ammetto, invece, di essere molto infastidito da questo suo atteggiamento. E mi trovo, mio malgrado, costretto a reagire, per tutelare la mia persona, perdendo oltretutto tempo prezioso che avrei volentieri dedicato ad altro.

Gradirei quindi che sul sito che dirigete si provveda immediatamente a rettificare la calunnia pubblicata e si dia adeguata visibilità e spazio alla mia lettera.

Aggiungo ulteriori considerazioni, anche queste destinate alla pubblicazione.

Avevo già spiegato in altra sede a Giorgo Messina che non volevo più prendere in considerazione né la sua persona né il presente sito. Ma Messina ha invece preferito proseguire la sua attività di critica ostile nei miei confronti e nei confronti della struttura per cui lavoro. Oltre ad essere maldestro, impreciso e illogico nei suoi reiterati attacchi, questa volta Messina ha addirittura pubblicato una calunnia di carattere diffamatorio.

Non solo nei miei confronti.

Messina probabilmente non si è accorto che, affermando quanto sopra, la sua calunnia si è estesa automaticamente al Comune che, a suo dire, pagherebbe due volte i suoi dipendenti per le stesse mansioni. E si è estesa automaticamente anche a tutti gli altri formatori impegnati nei progetti analoghi, e che si trovano tutti nella mia medesima condizione. Sono parecchi... A meno che Messina volesse sostenere che io sia stato l'unico ad usufruire del "trattamento di favore"... Ma non se ne è reso conto, visto che l'unico bersaglio che gli premeva colpire era il sottoscritto.

Sono rimasto molto indeciso sul da farsi, perché questa volta il Messina l'ha combinata davvero grossa.

Ho deciso, per ora, di rinunciare a far valere le mie ragioni in sede legale, confidando nella vostra correttezza e buonafede. Anche se faccio veramente fatica a credere in quella del Messina.

Sarebbe però opportuno che il Signor Messina, se proprio non vuole rinunciare a questa sua attività di critica ostile, che si traduce quindi anche nella pubblicazione di vere e proprie bugie calunniatorie, si limitasse a scrivere dal suo blog, in modo da circoscrivere le sue responsabilità legali, che, invece, si estendono logicamente anche ai destinatari della presente lettera.

Infatti, Giorgio Messina pubblica su un sito che si vanta di essere una testata giornalistica, con tanto di Direttore, Vice Direttore e Redazione. Questo presuppone che ci sia una condivisione piena dei contenuti pubblicati.

Se quindi avete condiviso gli attacchi alla mia persona e ai soggetti per cui lavoro, siete tutti chiaramente corresponsabili anche di questa evidente calunnia diffamatoria.

Vi invito quindi a ragionare lucidamente su quanto accaduto: fino a che punto ritenete giusto spingervi nella vostra attività "giornalistica"? Fino al punto di calunniare e diffamare una persona, scrivendo che questa ha percepito un doppio compenso per la medesima prestazione?

Ho già iniziato a comunicare ai miei contatti quanto accaduto e ho immediatamente ricevuto numerose e nette attestazioni di solidarietà. Darò la massima visibilità alla presente lettera, in modo da tutelare la mia reputazione. Mi auguro che anche voi abbiate a cuore la vostra e abbiate una reazione corretta e adeguatamente compensatoria della lesione che ho subito.

Distinti Saluti

Michele Ginevra

PS La stesura di questa lettera era in corso da giorni quando ho avuto il "piacere" di leggere l'ultima puntata di Moleskine dedicata anche a Guglielmo Nigro e Matteo Stefanelli, oltre che a me. Quella rubrica contiene ulteriori invenzioni nei miei confronti, oltre a rappresentare l'ennesimo sgradevole episodio verbale. A maggior ragione ho ritenuto doveroso e necessario reagire.

//

Egregio Dottore Ginevra,

innanzitutto Carmine Treanni è il Condirettore e non il vice direttore di questa testata. E’ curioso che lei scriva per confutare presunte imprecisioni e falsità sul suo conto ma lo faccia iniziando da una imprecisione. A livello formale, inoltre, una lettera di rettifica si indirizza anche all’articolista (cioè il sottoscritto), non solo al direttore, al vice direttore (che qui, come detto, non esiste) e non genericamente alla redazione. Sempre a livello formale, la rettifica di un articolo si invia entro due giorni dalla pubblicazione dello stesso, non dopo 25 giorni.come ha fatto lei in questa circostanza.

Ancora a livello formale, è bene sottolineare che a risponderle è l’articolista per dimostrare appunto.la sua responsabilità nei confronti del pezzo contestato e che la risposta prima di essere pubblicata è stata approvata dal Direttore.

Prendere adesso in considerazione la sua lettera e risponderle, egregio Ginevra, è da parte nostra quindi un doppio atto di cortesia non dovuto.

Sbrigate le formalità, cerchiamo di entrare nel merito della sua lettera, che nonostante ci accusi di poca lucidità, sembra essa stessa intrisa di poca lucidità. Premetto che io non ho nulla contro di lei sul piano personale. Già in passato, nei corridoi di Napoli Comicon 2010 a Castel Sant’Elmo, presente il nostro Condirettore Carmine Treanni che non credo avrà problemi a confermare, cercai di fare delle domande che aiutassero me e successivamente i lettori a capire meglio il rapporto Fumetto/Enti Pubblici di cui lei rappresenta in Italia l’unico esempio reale in quanto dipendente comunale che si occupa di fumetto facendo il coordinatore generale del Centro Fumetto Andrea Pazienza che è sovvenzionato da Enti Locali. In quella occasione come risposta rimediai solo un paio di “vaffanculo” e la maleducazione ulteriore di non venire salutato di proposito, rispetto agli altri presenti, e di ricevere le spalle duranti i saluti. Dalla sua attuale lettera, un po’ scomposta in certi punti, direi, che facendo il paio con quella esperienza napoletana, lei non ami rispondere a certe domande su questo rapporto tra fumetto e soldi pubblici.

E io anche, nell’articolo che lei cita, un'altra domanda le ho posto:

A questo punto, se fossimo a Report della Gabannelli, verrebbe da chiedersi: ma se Ginevra ha la qualifica di istruttore direttivo del Comune di Cremona, perchè per formare una volontaria del Servizio Civile (destinata presso lo stesso Ente da lui coordinato), il Ginevra avrebbbe percepito (o percepirà o ha già precepito) un compenso extrastipendiale calcolato ad ora per svolgere la propria funzione lavorativa abituale?

Dirò di più. Per approfondire ulteriormente questo e altri aspetti, visto che nessuno delle altre testate di settore ne parla mai e visto i risultati raggiunti dagli articoli dedicati al Centro sinora da Fd’A (da cui sembra che l’argomento interessi i nostri lettori,) dopo il 13 dicembre, cioè la data in cui ho vergato l’articolo al centro della sua lettera di rettifica, ho contattato per ben due volte la nuova Presidentessa del Centro Fumetto, Valentina Mauri, prima su Facebook e poi recentemente via mail, per chiederle un’intervista chiarificatrice su questo e altri punti, ma ad oggi non ho ricevuto in nessuna delle due occasioni nemmeno un “no, grazie” come risposta, ma solo silenzio.

Procediamo. La materia dei progetti del Servizio Civile è abbastanza complessa. Chiedo scusa sin da ora ai lettori se dovrò entrare in alcuni tecnicismi, e riportare documenti burocratichesi, ma la natura della risposta lo impone doverosamente. Al punto 24 del progetto, liberamente reperibile sul sito del Liceo Aselli di Cremona (e non sul sito del Comune, quanta confusione nonostante si chieda di fare chiarezza) viene indicato:

 

24)Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto:

Formatori specifici:

Ivana Iotta € 47,33 x 40 = € 1.893,20

Cinzia Galli € 26,49 x 50 = € 1324,50

Marina Volontè € 20,25 x 50 = € 1012,50

Giuseppina Chiappari € 15,11 X 50 ore = € 755,50

Michele Ginevra 15,62 x 50 ore = € 781,00

Tiziana Tocchi € 22,00 x 50= € 1.100,00

Manuela Pivetta, € 54.83 x 30 = € 1.644,90

Giancarla Cominetti, € 54.83 x 30 = € 1.644,90

Nicoletta Nolli, € 54.83 x 30 = € 1.644,90

Piergiorgio Poli, € 51,65 x 40 = € 2.066,00

Danio Milanesi € 15,38 x 50 = € 769,00

DIDASCA formazione on line

€ 6,00 (quota associativa) + 15,00 (quota frequenza per ogni modulo) x 7 moduli = €111,00 x n. 9 volontari =

999,00 €

Skills card € 62,00 x n. 9 volontari = € 558,00

Iscrizione esami € 19,00 a modulo x 7 moduli x n. 9 volontari = € 1.197,00

Materiali: fotocopie, dispense, testi € 30,00 x 9 volontari = € 270,00

TOTALE RISORSE AGGIUNTIVE € 17.660,40

 

Sul sito del Servizio Civile, QUI, è reperibile il facsimile della SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA, che è ampliato con le Note esplicative per la redazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia.

A proposito di come compilare appunto la voce 24, che è poi il motivo per cui ci scrive, si può leggere:

Indicare l’ammontare delle eventuali risorse finanziarie aggiuntive che l’ente intende destinare in modo specifico alla realizzazione del progetto. Si tratta di risorse finanziarie non riconducibili a quelle necessarie per l’espletamento delle normali attività dell’ente (spese postali, di segreteria, le quote di ammortamento delle macchine d’ufficio e le spese del personale non dedicato in modo specifico alla realizzazione del progetto) e a quelle impegnate dall’ente per far fronte agli obblighi imposti dall’accreditamento, ivi compresi quelli per il personale. Non possono inoltre essere valutati i costi sostenuti per la formazione generale dei volontari, che vengono coperti con il contributo corrisposto dall’Ufficio nazionale. In particolare, i costi evidenziati dovranno trovare riscontro in quanto indicato alla voce 25 (risorse tecniche e strumentali necessarie per la realizzazione del progetto) e nelle voci relative alla formazione specifica.

Quindi se in quella voce bisogna inserire risorse finanziarie non riconducibili a quelle impegnate dall’ente per far fronte all’accreditamento, ivi comprese quelli per il personale, e visto che l’accreditamento è del Comune di Cremona e che lei è dipendente comunale del suddetto comune, il suo nome nella lista presente alla sudetta voce 24 che ci fa?

Così, per essere più comprensibile ai lettori, ho posto a domanda nei termini in cui si trova pubblicata nell’articolo del 14 dicembre scorso. e da lei riportata Ovviamente degli altri nominativi inseriti in quella voce non me ne sono interessato per tre motivi: 1) perché, a differenza del suo caso, non ne conosco la posizione rispetto al Comune di Cremona; 2) perché comunque, a differenza sua non si occupano di fumetti, mentre qui su Fd’A ci occupiamo di fumetti anche nel loro rapporto con le istituzioni; 3) perché come ho potuto constatare leggendo diversi progetti simili, che sono di facile reperibilità on line, a quella voce si inseriscono quasi sempre i costi dei formatori esterni.

E qui ci riallacciamo alla presenza di Didasca alla stessa voce, di cui sappiamo dal seguente documento il tipo di rapporto c’è con il Comune Cremona e che il suo inserimento in quella voce ha la valenza di accedere ai rimborsi previsti dalla convenzione stipulata appunto con il Comune:

BOLLETTINO UFFICIALE DEL COMUNE DI CREMONA
-------------------------------------
Anno XII n. 111 del 30 ottobre 2007

DETERMINAZIONI DIRIGENZIALI

N.1828: Attivazione di una convenzione tra il Comune di Cremona e DIDASCA per la formazione, rivolta ai volontari in servizio civile presso il Comune di Cremona, finalizzata al conseguimento della Certificazione ECDL tramite corsi ECDL online.

Alla luce di questi dati non v’è quindi alcuna diffamazione, perché le ho dimostrato che è tutto circonstaziato e volto a fare una domanda, che le potrà sembrare scomoda, ma che non può essere considerata segno tangibile di una campagna stampa contro di lei e il Centro. che lei coordina O forse i media non servono anche a porre domande scomode?

Tanto è vero che non sapendo se poi effettivamente quei soldi le fossero stati davvero assegnati, oppure erano un semplice valore “fittizio” della formazione erogata da lei e da altri, ho usato in italiano coretto la forma interrogativa con tanto di condizionalie, futuro e passato prossimo per esplicare al meglio una ipotesi e non una affermazione: “il Ginevra avrebbbe percepito (o percepirà o ha già precepito) un compenso extrastipendiale calcolato ad ora per svolgere la propria funzione lavorativa abituale?”

Le spiego a ruota anche la frase: “Il progetto Eureka, comunque finisce in questo mese di dicembre 2010, ma è rimasta una bella cartolina dal Servizio Civile a ricordarcelo e parafrasando l'immenso Totò: io pago le tasse per far fare a Chiara Onger la standista del Centro a Lucca e Treviso e Ginevra incassa per averle insegnato a fare la standista (ma non solo).”

Nessuna misteriosa allusione.

Al punto 15, della scheda in esame si legge:

15)Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:

E’ richiesta elasticità e disponibilità per eventuali attività in orari e giorni diversi rispetto al normale servizio, in particolare in occasione di eventi e partecipazione a manifestazioni fierististiche.

Invece al punto "8.4 - Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto”, solo nella parte dedicata al Centro Fumetto si parla di “Partecipazione a fiere specializzate e manifestazioni fumettistiche, quali Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, Fiera del Fumetto Lucca Comics & Games, Fumetti in TV e altre ancora”.

Quindi la partecipazione alla fiere in giro per l’Italia della volontaria del Servizio Civile era prevista sin dalla stesura del progetto nonostante fosse un progetto sul territorio. E’ legale? Si. Come è legale che io pagando le tasse possa sostenere che una volontaria del servizio civile formata da un dipendente comunale (che incassa appunto regolarmente ogni mese uno stipendio pagato dai soldi pubblici) per fare la standista ad una fiera di fumetti sia uno spreco di denaro pubblico bello e buono, soprattutto in questi tempi di crisi e di tagli alla spesa pubblica.

E’ diffamazione questa? No E' la mia opinone.. Ma la sfido, invece di minacciare, a querelarmi davvero, se è così sicuro delle sue ragioni, e lasciare decidere ad un giudice preliminare se io, libero cittadino, non posso esprimere il mio parere su come vengono impiegati i soldi pubblici e i volontari di un servizio civile e un dipendente comunale in base ai dati che ho esposto.

E io nella mia piccola attività giornalistica, non è che occupandomi prevalentemente di fumetti, devo mettermi il paraocchi se mi trovo davanti a come viene impiegata una volontaria del servizio civile se a impiegarla è un Centro finanziato dagli enti pubblici e che ha come obiettivo la diffusione del fumetto.

Quindi, si rassereni, caro Ginevra, lei non è al centro di nessuna campagna diffamatoria, ma solo di giornalismo di settore che per la prima volta si occupa di queste cose e lo fa senza spiare nessuno ma con dati di dominio pubblico e reperibili da chiunque sul web, come dimostrano i link inseriti in questa risposta.

Infine mi preme sottolineare due aspetti, anche essi di dominio pubblico.

1) La scheda del progetto da me presa in oggetto per scrivere l'articolo del 14 dicembte per quanto concerne la progettualità specifica porta la sua firma, la firma di Michele Ginevra, segno che quindi io non posso diffamare nessuno ma in caso lei si è diffamato da solo.

2) Di come impiegavate la volontaria del Servizio Civile al Centro Fumetto io l'ho appreso da questo suo post sul suo blog pubblico senza il quale non avrei mai iniziato a interessarmi alla vicenda, e anche qui, se diffamazione c'è stata, leisi è diffamato da solo raccontando pubblicamente la storia e mostrandoci la foto della volontaria che fa la standista al Treviso Comic Book Festival, foto che riporto per completezza di informazione in calce a questo articolo, visto che da questa foto da lei pubblicata sul suo blog in data 15 novembre 2010 è iniziato un pò il tutto.

Alla luce di questi dati sembrerebbe che qualche volta sia lei a essere un pò nemico di se stesso.

Io mi sono solo incuriosito di quello che lei raccontava e trovato delle notizie le ho riportate perchè raccontano il rapporto Fumetto/Enti Statali. Non è forse questo che dovrebbe fare un buon sito di informazione di settore?

Quindi, concludendo la mia risposta, la ringrazio per averci scritto e avere dato la possibilità ai nostri lettori di approfondire una notizia che risalendo ormai al 13 dicembre scorso non era più attuale. Come avrà potuto, però, capire non c'è nulla da rettificare. Archiviamo quindi la sua risposta alla nostra domanda, prendendone atto.

Le consiglio, infine, di essere più immediato in futuro nelle azioni che lei ritiene opportune per tutelare la sua reputazione. 25 giorni di tempo prima di inviare una lettera di richiesta di rettifica, già sulla carta stampata sono un tempo molto lungo, su internet sono un'eternità, e tempi così lunghi di reazione potrebbero dare l'impressione a chi legge che poi in fondo tutelare la sua reputazione non le stia così a cuore davvero come invece dice.

Ps: anche questa sgangherata lettera dimostra che lei, caro Ginevra, il Premio Moleskine che le ho assegnato recentemente, se lo è proprio meritato. Ma il premio lo prenda per quello che è: un opinione, la mia e della mia opinione io ne sono sempre orgoglioso e responsabile, ovunque io scriva, e se qualcuno mi fa domande io mica lo mando "a fanculo"...

Cordialmente e senza nulla di personale,

Giorgio Messina

 

cfapaz_stand_treviso2010

La foto di Michele Ginevra a corredo di questo articolo è tratta da QUI.

[11/01/2011] - L'intervento del Direttore

Mi annoia dover ripetere cose che di per sé sarebbero ovvie a chiunque sa come funzioni una testata giornalistica. Forse perché leggo troppi giornali e riviste, ma mi pare palese che su giornali e riviste di tutti gli orientamenti il diritto di replica si configuri così

1- il giornale o la rivista X scrive un articolo

2 - una persona si sente chiamata in causa ingiustamente, e invia alla rivista o giornale una sua replica per dare la sua versione dei fatti, o chiedere una rettifica.

3 - la rivista o giornale può scegliere di:
a-pubblicare la replica senza aggiungere altro
b- pubblicare la replica, rispondendo alla replica confermando e motivando meglio quanto detto al punto 1

4 - in ogni caso il discorso poi si CHIUDE.

Le testate giornalistiche non sono dei blog o dei forum dove si discute. non c'è un "dialogo". c'è un articolo, c'è una replica, e c'è la controreplica della testata. poi BASTA. nessuna altra replica, e così via.
E' triste? E' sgarbato? E' ingiusto?
Forse. ma è così che succede dappertutto nel resto dell'informazione e non capisco perché qui su Fumetto d'Autore debba essere il contrario.

Quindi
1 - abbiamo pubblicato un articolo relativo a un progetto che vede convolte alcune persone, esprimendo delle opinioni.
2 - una persona coinvolta in quel progetto si è sentita colpita e ha replicato.
3 - noi abbiamo controreplicato (senza cambiare idea), sulla base di dati di fatto, esperienze di altre persone che hanno lavorato in progetti analoghi, e dei documenti che il ministero usa per approvare questi progetti.

Adesso basta. Tutti hanno avuto la possibilità di esprimersi. L'argomento è chiuso.

Alessandro Bottero
Direttore di Fumetto d'Autore

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