Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (2 di 3)

cfapazMoleskine #69

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (2 di 3)

Ovvero, seconda parte dell'ossessione del Centro (e di Ginevra) per il MUF (e i suoi contributi) + sassolino.

di Giorgio Messina

  • CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (1 di 3)
  • Riassunto della puntata precedente. Il passaggio di testimone tra Gianni Bono e Angelo Nencetti nel ruolo di direttore, avvenuto nel novembre 2007, riporta improvvisamente il Museo del Fumetto (MUF) sotto i riflettori, fuori e dentro Lucca, fuori e dentro la websfera. In seguito ad un articolo scritto dai giornalisti Gianluca Testa e Anna Benedetto che documentava i contributi elargiti al MUF durante la direzione Bono, scoppia una polemica che valica i confini delle mura lucchesi, accendendo di fatto un dibattito che in breve accende quasi tutto il mondo del fumetto. Michele Ginevra, con l’abilità contorsionistica e autoreferenziale che lo contraddistingue, sfrutta il clamore creato intorno al MUF per dare visibilità al “suo” Centro Fumetto Andrea Pazienza, senza nascondere in alcun modo le velleità di volere cercare anche un’apertura istituzionale per inserire attivamente il Centro nelle attività del MUF, arrivando pure a descrivere Bono e Nencetti, i direttori avvicendatisi, come due incompetenti a svolgere la direzione del MUF, sentenziando che l’errore «è a monte», cioè ascrivibile alla politica e alle istituzioni locali lucchesi che assegnano gli incarichi. Da Nencetti, il CFAPAZ e Ginevra non otterranno alcuna risposta pubblica in quel frangente. A distanza di quattro anni, Angelo Nencetti, da noi raggiunto, ci spiega che: «In quel frangente si scelse il silenzio vista la sterilità dell’intervento».

    Ora, va detto doverosamente che Angelo Nencetti è un “appassionato” - come ama definirsi lui – con una carriera professionale trentennale nel mondo del fumetto di tutto rispetto, incentrata soprattutto sul basso profilo. Niente a che vedere rispetto alle prime donne in stile Ginevra, sempre pronti a mettere in mostra se stessi e le sedicenti peculiarità proprie e del “proprio” Centro ad ogni situazione possa creare visibilità pubblica ed esposizione presso le istituzioni.

     

    Mentre Ginevra può vantare la (co)paternità della rivista Schizzo, defunta nonostante i contributi statali che arrivano al Centro, di Nencetti va ricordato che insieme a Franco Spiritelli, fondò Fumo di China. Dell’attuale direttore del MUF, va altresì ricordato, che si occupò a lungo di Lucca Comics, prima dell’era Genovese, e fu questa gestione precedente del festival lucchese a creare i presupposti per le Lucca da 150.000 visitatori che oggi conosciamo. Quando si insediò al MUF, Nencetti - che è funzionario del comune di Lucca per l’area museale - per sua espressa richiesta fece inserire nella delibera comunale, che sanciva il suo incarico, che non gli fosse attribuito alcun compenso accessorio per il ruolo di Direttore del museo. Di Ginevra invece troviamo in giro per il web documenti ufficiali del Servizio Civile Nazionale - da lui stesso controfirmati - in cui il suo nome compare accanto a delle cifre.

    Ma soprattutto come poteva il Ginevra - guardando la situazione lucchese  da Cremona tra l’altro - dire che Nencetti fosse incompetente nel ruolo di direttore del MUF quando non solo questi apparteneva all’area museale del comune di Lucca, ma “gerarchicamente” aveva anche un livello – quello di funzionario - superiore a quello del Ginevra stesso che è “solo” istruttore direttivo a Cremona? Ancora un altro ennesimo esempio del contorsionismo di Ginevra e della sua autoreferenzialità. Lui è l’unico che ha il “know how” fumettologico e può elargire patenti di incompetenza. Gli altri sono appunto incompetenti, ovviamente se non si aprono a collaborazioni con il Centro. Perchè chi collabora con il Centro è automaticamente "competente". 

    Ma procediamo con il racconto, perché ancora una volta il MUF e le sue attività si riveleranno una sorta di “ossessione” per il Centro Fumetto Andrea Pazienza e il suo principale animatore. Da questo momento in poi, vanno seguite con attenzione le date del dipanarsi della vicenda, perchè si riveleranno foriere, nel seguito della lettura, di importanti dubbi e ipotesi.

     

    Il 29 luglio 2009 il MUF della gestione Nencetti annuncia un importante accordo con la Fondazione Franco Fossati di Milano. L’iniziativa viene presentata sul sito del Museo. LoSchermo.it , testata giornalistica on line lucchese, riporta la notizia il 1 agosto 2009 con un articolo di Gianluca Testa.  

    Ne da annuncio sul suo blog anche Luca Boschi il 3 agosto 2009, che riporta ampi stralci dell’accordo su cui lo stesso Boschi ha posto la firma in qualità di socio fondatore della Fondazione Fossati, accanto a quella di Luigi Bona, Presidente della Fondazione . Le due strutture creano così un asse Lucca-Milano con l’obiettivo di creare il “Centro nazionale sulla comunicazione per immagini” , con sede a Lucca, «quale struttura preposta alla valorizzazione, conoscenza, archiviazione e studio della comunicazione per immagini, con sedi territoriali rappresentate attualmente dal Museo del fumetto di Lucca e dalla Fondazione Franco Fossati, con unicità e condivisione di utilizzo del materiale sia cartaceo sia digitale».

     

    Boschi riporta questa dichiarazione di Nencetti, contenuta nel testo che presenta l’accordo: «La convenzione resta al di fuori di tutte le altre dinamica in corso in questo momento - ribadisce Nencetti -. Del resto per la costituzione di questo Centro sono state coinvolte le uniche due realtà capaci di mettere in gioco conoscenze, competenze, materiali, archiviazione e documentazione di un patrimonio che dev'essere alla portata di tutti. Insieme abbiamo deciso di condividere un percorso e siamo arrivati fino a questo punto.»

    E saranno proprio queste parole di Nencetti a mettere in moto, dopo quella del 2007, una nuova polemica del Centro nei confronti del MUF, questa volta a scoppio parecchio ritardato, tra l’altro, come vedremo nel proseguo della ricostruzione di questa vicenda. 

    A stretto giro, il 6 agosto 2009, sempre sul blog di Boschi, Ginevra commenta così:

     

    «Questa frase attribuita ad Angelo Nencetti (si riferisce alla dichiarazione sopra riportata – ndr) è assai grave.
    Mi dispiace che tu, Luca, e Luigi Bona, che conoscete perfettamente l'attività del Centro Fumetto "Andrea Pazienza" avvaloriate una simile premessa.
    Il Cfapaz ha già dimostrato da tanti anni non solo le sue capacità nel mettere in rete il proprio patrimonio (cliccare su http://opac-cfapaz.org/) ma anche la sua disponibilità a lavorare insieme a tutte le altre realtà del settore.
    Disponibilità che naturalmente Il sig. Nencetti non ha mai raccolto (però ci ha chiesto le pubblicazioni in omaggio per la costituenda biblioteca).
    Naturalmente esporremo le nostre opinioni in merito.
     

    Che tristezza. Ma chissà perché non mi stupisco.

     

    Michele Ginevra» 

    Ancora un ennesimo contorsionismo. Ginevra si meraviglia perché Nencetti, che lui stesso ha definito incompetente per il ruolo di direttore del MUF, non raccoglie la disponibilità del Centro a collaborare. Ora ci sarebbe da chiedersi se Ginevra c’è o ci fa. A ben vedere, ma quale responsabile di una struttura raccoglierebbe la disponibilità a collaborare di un'altra struttura dopo che il “collega” di quest’ultima lo ha definito incompetente? Siamo al contorsionismo del contorsionismo.

     

    Sull’OPAC del Centro Fumetto, Ginevra aggiungerà successivamente che «ha dietro un lavoro gigantesco, di anni, che abbiamo avuto la lungimiranza di iniziare e di predisporre proprio per entrare in una rete futura». Ci torneremo più avanti su questo argomento. 

    L’accordo tra MUF e Fondazione Fossati, comunque, dopo aver fatto notizia per qualche giorno di quell’agosto 2009, sembra finire nel dimenticatoio. Sembra. Invece, agli inizi di novembre 2009, proprio dopo l’edizione di Lucca Comics di quell’anno, scoppia invece la polemica.

    Sono passati ben tre mesi dall’annuncio della collaborazione tra MUF e Fondazione Fossati!

     

    AFNews titola: “Il CFAPaz polemizza col Museo di Lucca?”.

    Il Centro Fumetto Andrea Pazienza presenta così il suo intervento:

    «Cremona, lì 18 novembre 2009. Spett. MUF – Museo del Fumetto di Lucca, Spett. Fondazione Franco Fossati e pc. Comune di Lucca Assessorato alle Biblioteche e ai Musei e pc. Testate e mezzi d'informazione specializzati, case editrici, scuole e associazioni del settore. 

    Trasmettiamo un nostro intervento in merito all'accordo stipulato tra i soggetti destinatari della presente, con l'obiettivo di stimolare una riflessione appropriata sul tema più generale delle istituzioni e delle strutture preposte alla promozione e valorizzazione del linguaggio del fumetto, delle sue opere e autori. Rimaniamo a disposizione per ulteriori approfondimenti o per confrontarci in merito alle riflessioni proposte. Cordiali saluti. Il Presidente - Dott. Andrea Brusoni.»

     

    Siamo al politichese indirizzato urbi et orbi a tutto il mondo del fumetto: “pc”, significa “per conoscenza” e il fatto che l’intervento sia indirizzato anche al “Comune di Lucca Assessorato alle Biblioteche e ai Musei” chiarisce sin da subito che l’intervento avrà velletità di rivestire peso “politico”. Va notato anche che nonostante l'intervento del Centro sia rivolto a tutto il mondo del fumetto, sul sito ufficiale del Centro non ve ne sia alcuna traccia... Come mai? 

    Michele Ginevra, però, sul suo blog riporterà l’intervento del Centro, presentandolo così:

    «Oggi pomeriggio (8 novembre 2009 – ndr), il Cfapaz ha diffuso un intervento sull'accordo che lo scorso primo agosto Museo del Fumetto di Lucca e Fondazione Fossati hanno stipulato per realizzare un centro di documentazione.

     

    Conosco bene il tema trattato nell'intervento, che ho scritto a quattro mani con Andrea Brusoni. 

    In particolare, una frase di Angelo Nencetti, Direttore della struttura lucchese, ci ha spinto a scrivere. La gestazione di questo intervento è stata lunga. E, a dire il vero, avremmo voluto diffonderlo già prima di Lucca Comics, anche per creare maggiore dibattito e magari confrontarci con i diretti interessati. A questo scopo avevamo contattato Fumo di China per verificare la possibilità di pubblicare per tempo l'intervento. Ma non avevano spazio disponibile. Abbiamo così rimandato la diffusione dell'intervento, che abbiamo poi ulteriormente ritoccato.»

     

    In realtà su Fumo di China l’intervento non trovò mai spazio, ne prima, ne dopo Lucca 2009, perché venne considerato dalla direzione della rivista come una “non-notizia”. Ma questa è un'altra storia.

    L’intervento di Ginevra e Brusoni, ovviamente, è uno spot “politico” al Centro, tra cui spicca questo passaggio:

    «Vogliamo attirare l'attenzione in particolare su uno dei servizi che maggiormente connotano e qualificano il Centro Fumetto “Andrea Pazienza”: il servizio Biblioteca. 

    La raccolta posseduta consiste in circa 45.000 documenti suddivisi in titoli e fascicoli periodici e titoli monografici. Certamente non è l'unica raccolta tematica esistente sul territorio nazionale. Però è l'unica catalogata in rispetto alle norme bibliografiche correnti, oltre ad essere fruibile attraverso l'apposito O.P.A.C. (il catalogo on line delle biblioteche, il nostro è consultabile da anni all'indirizzo http://opac-cfapaz.org ).»

     

    La solita balla dei 45.000 volumi posseduti dal Centro, la cui maggior parte, come già scritto in altre occasioni, in realtà appartiene all’Arcicomics di Cremona che li ha concessi al Centro in prestito all’atto della fondazione della struttura. Presidente e Coordinatore generale del Centro, forse a causa della lunga gestazione dell’intervento, si scordano, inoltre, anche di spiegare che l’OPAC del Centro è stato realizzato grazie ai contributi della Regione Lombardia e della Regione Emilia Romagna. Ci sarebbe anche da aggiungere che, come ho potuto costatare io stesso più volte, Ginevra durante gli appuntamenti fieristici, se ne va in giro - anche dotato di carellino e casse vuote da riempire - a chiedere gratuitamente agli editori i titoli per rimpolpare la biblioteca del Centro, la cui tessera per accedere al servizio prestito è però a pagamento con le seguenti modalità: utenti minori di anni 18 (da 0 a 17): 10,00 €; utenti minori di anni 30 (da 18 a 29): 20,00 €; utenti maggiori di anni 30: 25,00 €. 

    Davvero curioso questo patrimonio librario del Centro: la “biblioteca” è stata assemblata praticamente a costo zero e viene ingrandita con gli omaggi, l’OPAC tanto vantato è stato messo in piedi con i contributi regionali, e gli unici a pagare sono i cittadini (soprattutto cremonesi) che devono mettere le mani al portafoglio per avere una tessera che gli permetta di consultare i volumi. A gestire i prestiti ci sono i volontari del  Servizio Civile e un dipendente comunale, tutti pagati dallo Stato e quindi dai contribuenti. Capiamo che il Centro, non pago dei contributi statali che già riceve ogni anno dai suoi soci fondatori (quantificabili in 35.000 euro l’anno circa, una sede in usufrutto gratuito e tutte le utenze pagate), debba anche sfruttare la sua “biblioteca” per autofinanziarsi, ma le “vere” biblioteche acquistano fondi librari e comprano i singoli volumi, ed è per questo fanno pagare una tessera. Al Centro invece fanno pagare una tessera per un patrimonio librario che hanno ottenuto praticamente a costo zero.

     

    Ma riprendiamo il racconto. Quelli del Centro presentandosi da «non invitati» e prendendo spunto dall’intervento di Nencetti di tre mesi prima spiegano che «MUF e Fondazione Fossati non sono le uniche realtà italiane capaci di mettere in gioco conoscenze e competenze nell'ambito» e aggiungono: «ci chiediamo, aldilà dell'accordo stipulato, quale sia il progetto scientifico in campo, se esiste un cronoprogramma dei lavori, se sono già state stanziate risorse effettive, quali saranno le professionalità incaricate. Il testo dell'accordo pubblicato in esclusiva da loschermo.it ci sembra ancora vago su questi aspetti, che sono in realtà indispensabili per verificare la serietà e le reali possibilità di attuazione del progetto. La nostra sensazione, conoscendo la complessità dell'argomento per esperienza diretta, è che il percorso sia ancora all'inizio.»

    Sassolino: al Centro non amano che si facciano domande sulle risorse effettive che che percepiscono e stanziano per i loro progetti - se lo fai sei un "irresponsabile" o un "disgraziato" -, ma se sono loro a chidere le stesse cose ad altri Enti, è tutto normale e giustificabile.

    Continuando a leggere l'itervento del Centro scatta dunque a questo punto la solita autocandidatura: 

    «Ci piacerebbe avere l'occasione per poter fornire il nostro contributo costruttivo per realizzare una struttura nazionale, effettivamente dotata delle competenze necessarie, che sappia rispondere alle esigenze degli appassionati e degli addetti ai lavori, che sia in grado di promuovere la cultura del fumetto, e soprattutto capace di operare in un'ottica di rete.»

     

    Non manca la chiosa polemica e autoreferenziale: 

    «Ci dispiacerebbe invece assistere ad un'infantile corsa a chi fa per primo il centro nazionale più bello (e magari più inutile). In questo caso ci riserveremmo il comodo ruolo di osservatori critici, comunque consapevoli che qualcosa di importante, vero, vissuto, frequentato e utile, noi l'abbiamo già realizzato ed è operativo da più di ventuno anni, sia a livello locale che nazionale: si chiama Centro Fumetto “Andrea Pazienza”.»

     

    Insomma, dal Centro si presentano da “non invitati” nelle Fondazioni, nei Musei e negli Assessorati altrui e si sentirono pure in dovere di rimproverare i padroni di casa per non averli invitati a dividere con loro la torta “in un'ottica di rete”. Prima del Centro il diluvio, dopo il Centro il nulla, e chi non coinvolge il Centro può produrre solo iniziative infantili, dopo avere peccato di “lesa maestà”, ovviamente, perché il Centro è l’ombelico del fumettomondo e a chi non lo riconosce, solo male gliene può incogliere. 

    Ma la cosa che più desta ulteriore curiosità è il fatto che passarono ben tre mesi dall’annuncio dell’accordo tra il MUF e la Fondazione Fossati e l’intervento del Centro. Perché tutto questo tempo? Che cosa accadde sullo sfondo in quei novanta giorni?  Cerchiamo di proporre alcune ipotesi.

     

    Innanzitutto, come spiegò il Presidente del Centro Andrea Fenti in una lettera nel 2007 indirizzata al Piccolo, testata giornalistica di Cremona, il ruolo di Presidente del Centro Fumetto Andrea Pazienza è un incarico politico. Ne consegue quindi che un intervento firmato dal Presidente del Centro ha una valenza politica che rappresenta anche i soci fondatori della struttura cremonese tra cui ci sono gli Enti locali Comune di Cremona, Comune di Crema, Comune di Casalmaggiore, Provincia di Cremona e anche l’Arcicomics..Notando inoltre che l’intervento viene inviato “per conoscenza” al Comune di Lucca Assessorato alle Biblioteche e ai Musei, non è difficile ipotizzare che Brusoni e Ginevra, prima di rendere pubblico il loro intervento, dovettero consultare i loro referenti politici a Cremona e forse addirittura cercare di fare una ricognizione nella politica locale lucchese per potere saggiarne le entrature disponibili a questo tipo di intervento.

    Come si racconta ancora oggi per i corridoi delle istituzioni lucchesi, in quel periodo la critica che veniva rivolta alla gestione Nencetti del MUF era che il successore di Bono non riuscisse a dialogare con soggetti terzi esterni. Ecco perché l’accordo con la Fondazione Fossati agitò parecchi soggetti, oltre al Centro, e in un certo senso sparigliò le carte. Sempre i bene informati dei fatti lucchesi raccontano che, oltre l’intervento pubblico del Centro, la notizia dell’accordo MUF-Fondazione Fossati aveva sollecitato anche diverse altre reazioni locali e sotterranee. Si racconta addirittura di lettere inviate da un importante esponente di Lucca Comics all’assessorato in cui si voleva mettere in cattiva luce l’accordo additando il MUF di collaborazionismo con Cartoomics (organizzata sotto l’egida della Fondazione Franco Fossati) e Napoli Comicon (di cui Luca Boschi, cofirmatario per la Fondazione Fossati dell’accordo con il MUF, è anche il direttore culturale del salone campano), considerate da questo “misterioso” esponente come manifestazioni “avversarie” di quella lucchese.

    Qualcuno a Lucca è arrivato anche ad ipotizzare che l’intervento del Centro nei confronti del MUF fosse solo la punta dell’iceberg visibile di un sommovimento più vasto in cui soggetti che tra di loro non si stimavano, andavano a caccia di alleanze, contributi, poltrone e un posto al sole nel fumetto che istituzionalmente conta, cioè quello lucchese. C’è da sottolineare anche che quel 2009 per il Centro fu un anno difficile. Già dal 2008 il Centro lamentava di trovare difficoltà a ricevere i contributi, in forma di quota associativa, ma non solo, dalla Provincia di Cremona. Il tutto venne raccontato in una lettera del luglio 2009 vergata dal Presidente Brusoni - succeduto nel frattempo a Fenti – e indirizzata ai principali organi di informazione, soprattutto locali. E il cerchio sembra chiudersi. Non trovando sponda nelle istituzioni locali cremonesi, non è difficile ipotzzare che il Centro forse la cercava in quelle lucchesi tentando di girare attorno al MUF e alle sue attività, sollevando delle polemiche "sterili". Ancor più curioso il “trasformismo” del Centro, che quando dialoga con le istituzioni locali i suoi animatori si vantano di avere reso «Cremona e il suo territorio migliore e più vivi», e quando invece cercano di dialogare con le istituzioni lucchesi si presentano come “non invitati”, ma ammantandosi di caratura “nazionale”, visto il «livello culturale e artistico delle tante iniziative». Si continua, cioè, a confermarsi il fatto che Ginevra sia da considerare un “politico” del fumetto. 

    Per la seconda volta, comunque, dopo quello del 2007, l’intervento di Ginevra e del Centro del 2009 non trova alcun riscontro. Nencetti, coerentemente, con quanto dichiarato a noi di Fumetto d’Autore, non risponde ufficialmente al Centro nemmeno questa volta, sancendo con il silenzio ancora una volta la sterilità del nuovo intervento contro il MUF.

     

    Il lavoro di catalogazione iniziato dal MUF e dalla Fondazione Franco Fossati nel 2009 prosegue a tutt’oggi. Si è cominciato dalla catalogazione della casa editrice Dardo e si prosegue con la catalogazione di altre case editrici e con il vaglio e l’acquisizione di vari fondi librari. Sempre Nencetti a tal proposito dirà nel febbraio 2010: «La prima necessità era di definire un criterio omogeneo per l'archiviazione. E così è stato. Poi dev'essere chiaro che questo percorso, che si sviluppa sull'asse Lucca-Milano grazie al Muf e alla Fossati, non è esclusivo. Saremo ben felici di aprire a nuove collaborazioni». 

    I soliti bene informati delle cose lucchesi, raccontano di avere visto durante Lucca Comics 2011 Ginevra andare a rinnovare presso Nencetti per l’ennesima volta la disponibilità del Centro a collaborare con il MUF. Che Ginevra abbia dimenticato, in nome degli interessi del “suo” Centro, che di Nencetti aveva detto che era un incompetente nel ruolo del MUF? Ci si permetta la battuta a questo punto: evidentemente a Ginevra non resta altro che chiedere collaborazioni agli incompetenti... Oppure come un "politico" navigato, quando si va a caccia di prestigio, non conta più quello che si è detto nel passato?

     

    Nella prossima puntata, che chiude la trilogia della fenomenologia di Michele Ginevra, vedremo come il Centro e le sue attività si stiano sempre più trasformando in un'espressione di una casta di fatto: la casta di nuvole.

  • CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (3 di 3)
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