Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (3 di 3)

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La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

 CFAPAZ: fenomenologia di Michele Ginevra (3 di 3)

Ovvero, le strane cose che succedono di questi tempi al Centro Fumetto "Michele Ginevra" + 10 domande.

di Giorgio Messina

  • Abbiamo già detto che chi conosce bene Michele Ginevra, avendolo visto muovere i primi passi nel mondo del fumetto, racconta che sia sempre stato un tipo «un po’ contorto». In alcuni ambienti ARCI fuori da Cremona, Michele Ginevra non lo vogliono nemmeno sentire nominare. Lo ritengono «molto contorto».

    Invece,Glauco Guardigli della redazione di Sergio Bonelli, per i corridoi dell’ultima Lucca Comics & Games, mi ha spiegato (davanti a testimoni che possono confermare...) che qualunque cosa si scriva del Centro Fumetto Andrea Pazienza, per lui avrà sempre ragione Michele Ginevra, il coordinatore del Centro. Il perché della fede acritica in Ginevra. Guardigli l’ha motivato con il fatto che lui e il coordinatore del CFAPAZ politicamente la pensano alla stessa maniera. Ora, la difesa d’ufficio di Guardigli in realtà suggerisce lo spunto per mettere in risalto il punto di rottura del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona: nella struttura c’è un problema “politico” e si chiama Michele Ginevra, e sotto la presidenza di Valentina Mauri questo problema non ha fatto altro che raggiungere la dimensione di una “supernova” pronta a esplodere.

    La ricostruzione delle polemiche sollevate dal Centro (e da Ginevra) nei riguardi del Museo del Fumetto di Lucca (MUF), prima nel 2007 e successivamente nel 2009, mettono in risalto le manie di protagonismo e autoreferenzialità con cui Ginevra e il Presidente (di allora) Brusoni hanno condotto in quegli anni il Centro a caccia di visibilità e contributi statali, presentandosi come “non invitati” nelle strutture altrui e nelle ammnistrazioni fuori il territorio cremonese, arrivando a distribuire patenti di incompetenza a coloro che non “fanno rete” con il Centro, come accadde nel caso dell’attuale direttore del MUF Angelo Nencetti. Non ottennero alcun risultato. Nel presente il CFAPAZ ha ormai assunto sempre più le caratteristiche dell’epicentro di una casta chiusa in se stessa: la casta di nuvole. Ma andiamo con ordine.

     In una lettera inviata a Fumetto d’Autore a fine maggio 2010, Andrea Brusoni, il Presidente allora in carica al Centro, scriveva che i bilanci della struttura «si attestano in media sugli 80.000 euro annui, per cui i contributi cui accediamo vengono evidentemente impiegati bene, e tutto viene reinvestito per le attività». Sempre Brusoni, nella stessa lettera, ricordando anche che i soci fondatori del Centro sono il Comune di Cremona, il Comune di Crema, il Comune di Casalmaggiore e l’Arcicomics, spiegava che il Centro riceve «1.000 euro di quota associativa dagli enti di cui sopra» e aggiungeva che «il Comune di Cremona conferisce, secondo la convezione vigente, 25.000 euro annui di contributo, un operatore full time con compiti di coordinamento (Michele Ginevra - ndr), paga l'affitto della sede e le utenze telefoniche». In una lettera del luglio 2009 ai principali mezzi di informazione, Brusoni racconta anche di «5.165,00 euro annui» come «fondi dovuti alla nostra associazione dall'Amministrazione Provinciale, socio fondatore del Centro Fumetto, assieme ad altri enti del territorio».

    Quindi - ricapitolando - il Centro parte ogni anno da una base prevista di 4000 + 25000 + 5000 + affitto e utenze pagate. Questi presunti 34000 euro di partenza restituiscono bilanci vantati di 80000 euro annui. Cioè 150 milioni del vecchio conio.

    Michele Ginevra, in un commento sul suo blog, spiegherà che al Centro «non c'è sempre stato possibile riconoscere agli autori delle remunerazioni economiche. Il "sistema" ci ha penalizzato moltissimo». Ma quale sarebbe questo “sistema” che ha penalizzato il Centro?

    Domanda 1: Quali sono quelle altre realtà, oltre al Centro, che svolgono analoghe attività editoriale nel mondo del fumetto italiano – e che quindi fanno parte del “sistema” – che hanno ogni anno risorse a fondo perduto di 34000 euro, comprese utenze e affitto gratuiti?

    Domanda 2: Certo che questo “sistema” che penalizza il Centro è proprio strano. Assodato che il Centro partendo dai 34000 presunti riesce per arrivare agli 80000 euro vantati a bilancio annuo, ma non riesce (sempre) a riconoscere dei compensi agli autori che vi collaborano, perché realtà molto più piccole, con bilanci annui nettamente inferiori, ci dovrebbero invece riuscire?

    Questa sarebbero domanda interessanti da porgere anche a quelle anime belle del fumettomondo sempre pronte alla crociata contro l’editore sfruttatore, e tra questi "puri" – vedi i casi della vita - ritroviamo proprio lo stesso Michele Ginevra, che con il contorsionismo che lo caratterizza, spiegherà nell’agosto del 2011 sul forum di Kinart che «Il Cfapaz NON E ' UNA CASA EDITRICE. Ma è una struttura che svolge attività di promozione culturale e aggregativa sul tema fumetto, con anche incursioni nell'illustrazione, musica e arte contemporanea» sottolineando che per il CFAPAZ «l'attività editoriale è quindi strumentale. Non è il fine ma è un mezzo». Insomma se i libri li fanno al Centro e non pagano gli autori è diverso da un qualunque altro "editore" che fa i libri ma non riesce (sempre) a pagare gli autori.

    Approfondiamo. Molti forse non lo ricorderanno, ma Ginevra, attorno al 2006, teneva una rubrica sulla vecchia versione di Comicus (ora non più reperibile on line) intitolata “Help!” in cui si occupava di dare buoni consigli ai giovani esordienti. Il coordinatore del Centro Fumetto Andrea Pazienza da quelle pagine snocciolava  piccole grandi verità. Ad esempio:

    «L'editore è il proprietario della cosiddetta casa editrice, cioè un'impresa a scopo di lucro, che acquisisce i diritti di pubblicazione dei vostri lavori, li riproduce, li fa distribuire nei circuiti di vendita e vi riconosce un compenso»;

    Oppure «l'editore vi imbroglia? Denunciatelo, prendete un avvocato e fatevi dare quello che vi spetta», per arrivare anche a concludere: «Insomma, non è obbligatorio che debba diventare un mestiere e quindi un'attività retribuita. Vi dico questo non certo per invitarvi a rassegnarvi e lavorare gratuitamente, ma per incitarvi ad essere mentalmente più liberi e quindi meno condizionabili.»

    In un intervento dell’agosto 2010, sul forum di Kinart, Ginevra invece scriverà: «Le associazioni (il CFAPAZ è una associazione – ndr) sono "aggregazioni" di persone, almeno due, che si accordano per perseguire uno scopo e si accordano su delle regole di gestione interna. Qui parliamo di scopi come la promozione del fumetto e dei suoi autori. Questo scopo non comporta, per venire subito al punto, che l'autore non debba essere retribuito. L'assenza di scopo di lucro di un'associazione non è in contrasto con l'erogazione di compensi agli autori. Certo non è neanche obbligatoria. Dipende dalle finalità dell'Associazione. Dipende da come è gestita. Dipende anche dalle capacità, dall'intelligenza, dalla creatività di chi la gestisce. Anche dall'onestà naturalmente.»

    Lo stesso Ginevra sembrava suggerire dunque che se gli editori “concorrenti” del Centro, quelli che però non percepiscono contributi pubblici, fanno lavorare gratuitamente gli autori sono degli sfruttatori e vanno denunciati senza  attenuanti, senza "se" e senza "ma", ma se il Centro (con i suoi 80000 euro annui vantati a bilancio) fa lavorare gratuitamente gli autori è segno inequivocabile di libertà mentale, perché i loro libri non sono un fine, ma un mezzo. Sì, un mezzo che contribuisce agli 80000 euro annui vantati a bilancio.

    A questo punto sorge spontanea la domanda.

    Domanda 3: ma questi 80000 euro a bilancio - tanto vantati pubblicamente tra l’altro - dove finiscono? In cosa vengono spesi esattamente?

    Sempre il Presidente Brusoni spiegava a Fumetto d’Autore che: «secondo la normativa vigente non abbiamo l'obbligo di pubblicazione del bilancio, ma le cifre sono quelle qui citate che vengono discusse e approvate dagli organi preposti».

    Domanda 4: Ma visto che il Centro usa soldi pubblici, gli obblighi di trasperanza, non dovrebbero essere più "forti" degli obblighi di legge?

    Cerchiamo allora di scendere nel dettaglio di queste attività del Centro.

    - Sappiamo dalle parole dello stesso Ginevra che gli autori, non sempre vengono retribuiti.

    - Nella prima e nella seconda parte di questa fenomenologia si è appurato che la maggiorparte dei titoli nelle disponibilità della “biblioteca” del Centro sono in realtà di proprietà dell’Arcicomics di Cremona che li ha prestati gratuitamente al Centro, che a sua volta non compra i volumi per rimpinguare la collezione ma li chiede in omaggio agli editori. Il servizio biblioteca è a pagamento, tra l’altro, contribuendo esso stesso quindi a formare questi 80000 euro annui vantati a bilancio.

    - Abbiamo anche dimostrato, in un articolo di qualche tempo fa (tutto partiva da QUI), che i volontari del Servizio Civile (pagati dallo Stato) assegnati al Centro vengono usati anche come standisti alle fiere del fumetto a cui partecipa il Centro.

    Domanda 5: ma se il CFAPAZ non è un “editore” – come dice Ginevra – perché il Centro va alle fiere a vendere i suoi libri?

    - Adesso il Centro ha cambiato anche tipografo. Se si guarda il colophon del volumi “Sceneggiatura – la casa degli uomini perduti” (14 euro), “Sceneggiatura – memorie dall’invisibile” (13 euro) e “Dylan Dog 25” (15 euro), si scopre che sono stati stampati presso la tipografia “Mauri Luciano”, la cui titolare è… Valentina Mauri,  cioè la Presidentessa in carica del Centro, eletta in quota PDL. Giova ricordare a questo punto che, come spiegò il Presidente del Centro Andrea Fenti in una lettera nel 2007 indirizzata al Piccolo, testata giornalistica di Cremona, il ruolo di Presidente del Centro Fumetto Andrea Pazienza è un incarico politico.

    Ora, visto che al Centro, in barba a qualunque conflitto di interessi,  stampano alla tipografia della presidentessa e visti i prezzi dei volumi, che venduti contribuiscono agli 80.000 euro annui a bilancio, è lecito chiedersi:

    Domanda 6: la Presidentessa stampa i volumi del Centro presso la tipografia di sua proprietà perché fa i prezzi migliori di tutta Cremona o perché è meglio che i soldi del bilancio del Centro vengano fatturati e rimangano in “casa”?

    Domande a corollario: E davanti a questo "conflitto di interessi", Ginevra come coordinatore del Centro che fa? Non dice nulla del conflitto d’interessi? E qui c’è un altro contorsionismo funambolico: il Ginevra, infatti, nel febbraio 2011 sul suo blog scriveva: «vivono tra noi Berlusconi e i berlusconiani. Indifendibile il primo. Impegnatissimi i secondi a sostenerlo con la massima prepotenza mediatica possibile.». Poi a novembre 2011, alla notizia delle dimissioni del governo Berlusconi (con maggioranza PDL, cioè lo stesso schieramento politico della presidentessa del Centro) scriverà sul suo blog: «via questa persona (Berlusconi – ndr) e via molti dei suoi devastanti gerarchi». Ora, va sottolineato che oltre Valentina Mauri, candidata nel PDL alle ultime elezioni comunali (ma non eletta). anche il sindaco di Cremona, Oreste Perri, è del PDL e c’è anche da ricordare che Jane Alquati, assessore alle politiche Giovanili del Comune di Cremona (l’assessorato di riferimento del Centro Fumetto Andrea Pazienza) fa parte del direttivo nazionale della Lega Nord, nella maggioranza del precedente governo Berlusconi.

    Con questa incoerenza tra il "dire" e il "fare", Ginevra sembra incarnare perfettamente quel politico di lungo corso, furbetto del quartierino, scafato a qualsiasi cambio di vento politico e pronto ad alleanze a geometria variabile pur di mantenere il cadreghino che si è costruito su misura. Da un lato è "obbligato" ad avere stretti rapporti con esponenti della politica locale del PDL e della Lega con cui si partecipa agli eventi pubblici locali, mentre il Centro da lui coordinato adesso stampa presso la tipografia della stessa Presidentessa. Dall’altro però – probabilmente per mantenere un’immagine di “anima bella” e “politicamente corretta” – condanna la politica del PDL e della Lega a livello nazionale. Sembrano molto lontani quei tempi in cui Centro (nel 2003, cioè dopo la sua istituzionalizzazione) intratteneva rapporti ufficiali e organizzativi con il Leoncavallo di Milano. Nel 2006 il Centro firmava (e chi lo firmava? Il suo coordinatore o il presidente di allora?) persino l'appello antisgombero del centro sociale occupato milanese! Ma allora su Cremona soffiava il vento del centrosinistra...

    E in un contesto del genere può accadere che la meritocrazia rischi anche di zoppicare un pochino. Abbiamo parlato, in un precedente numero di Moleskine, di come il Ginevra, nella veste di selezionatore del Servizio Civile, contribuisca a fare “vincere” il posto di volontario del Servizio Civile a persone già conosciute da lui e dal Centro, nascondendosi tra l’altro dietro al contorsionismo ipocrita e politicamente corretto del “è un’occasione per tutti i giovani”. L’ultima volontaria al Centro è la disegnatrice Roberta Sacchi, anche lei “cresciuta” nella struttura cremonese. Il volontario del Centro dovrebbe in realtà avere competenze e occuparsi principalmente della “biblioteca” del Centro. Durante il Servizio Civile prestato, la Sacchi viene anche selezionata dallo stesso Centro - selezionata da Ginevra - per partecipare all’edizione 2011 di Futuro Anteriore, una collettiva di autori di fumetti emergenti in mostra al Napoli Comicon e gestita dal CFAPAZ. Quindi a rigor di logica, essendo stata inserita in catalogo con altri autori, non dovrebbe essere più considerata un “esordiente”. Ma quest'anno il catalago di Futuro Anteriore non è cartaceo e in vendita, ma digitale e gratuito. Teniamo a mente questa informazione. Ci tornerà utile tra un momento.

    Il 19 novembre 2011, Roberta Sacchi, mentre è ancora la volontaria del Servizio Civile assegnata al Centro, vince il primo premio del Concorso Provinciale “Floriano Soldi” per gli autori esordienti, portando a casa la cifra di 1000 euro offerta dall’AVIS. E chi c’era tra i giurati del concorso? Ovviamente, Michele Ginevra e Valentina Mauri.

    Domanda 7: Perché Roberta Sacchi partecipa ad un concorso per esordienti quando “esordiente” non è?

    Come mai questa svista? La risposta si trova leggendo l'articolo 4 del regolamento del concorso che recita «Il concorso è riservato ad autori non professionisti che non abbiano mai pubblicato fumetti su riviste o albi a diffusione nazionale (da intendere come distribuzione nelle edicole e nelle librerie di varia) o su applicazioni digitali da scaricare a pagamento. Pena l’esclusione dal concorso. Sono ammessi gli autori che hanno pubblicato per sporadiche iniziative istituzionali su autoproduzioni, propri blog o siti collettivi di autori.» Sembra proprio un regolamento su misura, nevvero?

     

    Domanda 8: Non era forse il caso che la volontaria del Servizio Civile, non partecipasse ad un concorso con premi in denaro dove tra i giurati c’è la Presidentessa del Centro e lo stesso coordinatore con cui lavora ogni giorno e che l’ha anche selezionata per prestare il Servizio Civile?

    Scrive l’autore Alessandro Baronciani, presidente della giuria del premio vinto da Roberta Sacchi, rivolgendosi ai paretecipanti: «quindi dovete tutti essere tutti molto contenti di aver potuto partecipare a questo concorso a fumetti e soprattutto dovete essere contenti di avere in zona una delle più importanti biblioteche dedicate ai fumetti d'Italia. (…) di soldi nei fumetti se ne vedono pochi e molte volte come premi si ricevono sempre delle cose abbastanza inutili. Mi piacerebbe quindi se in un qualche modo questi soldi tornaresso al mondo del fumetto. (…)». Forse Baronciani non si è accorto che in qualità di presidente della giuria ha premiato proprio la volontaria del Servizio Civile del Centro che tanto "esordiente" non era… e non se ne sono accorti nemmeno i partecipanti.

    L’edizione del “Concorso Provinciale per autori esordienti” vinta da Roberta Sacchi è la dodicesima, l’undicesima edizione si era svolta nel 2006, cioè cinque anni fa. L’assenza per un lustro del premio promosso dal Centro, Nel luglio del 2009, il Presidente Brusoni in una lettera ai giornali locali sul caso APIC, la motiva additando alla Provincia di Cremona la mancata erogazione parziale di alcuni contributi (e di una risorsa umana) che avrebbe prodotto il mancato sostegno al “Concorso Provinciale per autori esordienti” che, appunto, in questi anni non si è svolto.

    Domanda 9: come mai il Centro, pur vantandosi di avere un bilancio da 80000 euro annui non riusciva a trovare le risorse interne per finanziare il concorso?

    E dire che il primo premio dell’undicesima edizione, quella del 2006 è “un buono pari a € 600,00”. Il concorso, però appena è stato finanziato da un ente esterno (l’AVIS) che ci ha messo i soldi dei premi, è stato ripreso… e a vincerlo è stata una “interna” del Centro.

    E ancora: leggendo il regolamento di questa dodicesima, edizione svoltasi nel 2011, al punto 7 del regolamento si legge: «Il partecipante è tenuto a versare la somma di € 10,00 a titolo di contributo spese. Il contributo s’intende riferito all’opera, che può anche avere più coautori, indipendentemente dal numero di tavole e di autori.». Le opere partecipanti al concorso sono state 44, per un totale di 440 euro.

    Domanda 9 bis: visto che i premi in denaro del concorso sono stati offerti da AVIS, chi ha incassato i 440 euro dei contributi spese? Sono forse finiti anche questi a contribuire a formare i vantati 80000 euro del bilancio annuo del Centro? E come funziona? L'AVIS ci mette i soldi dei premi e i soldi delle iscrizioni se li piglia il Centro? 
     

    Una curiosità: lo stesso “percorso” di Roberta Sacchi, lo aveva fatto già Francesca Follini. L’autrice di "punta" del Centro aveva vinto la nona edizione del “Concorso Provinciale per autori esordienti” nel 2004 e poi nel 2008/2009 era stata volontaria del Servizio Civile Centro Fumetto Andrea Pazienza. In entrambi casi il massimo comun denominatore è sempre lui: Michele Ginevra. Lui seleziona i volontari del Centro, lui è nelle giurie dei premi, lui seleziona chi espone a Futuro Anteriore...

    Quindi, ritorna ancora una volta la stessa domanda.

    Domanda 10: Dove finiscono questi 80.000 euro vantati a bilancio dal Centro? Forse nel far partecipare il Centro alle feste del torrone cremonesi? Forse per le gitarelle fuori porta del Centro ad Angouleme?

    Risulta chiaro a questo punto che esiste una sorta di "sistema" al Centro Fumetto Andrea Pazienza.

    Domanda 10 bis: Una struttura che percepisce soldi pubblici, dove c'è scarsa trasparenza di come vengono impiegati i contributi pubblici che percepisce e gli utili che se ne generano, dove si stampa nella tipografia della Presidentessa, dove la volontaria del Servizio Civile è già conosciuta prima di essere selezionata, e mentre svolge il SC viene prima messa in mostra e poi vince un premio in denaro quando in giuria ci sono i suoi “superiori” che l’hanno anche selezionata per il SC, non sembra assomigliare più ad una Casta Fumetto che ad un Centro Fumetto?

    Conclusione della trilogia dedicata alla fenomenologia di Michele Ginevra: il lettore attento che ha seguito la prima, la seconda e questa terza parte della “fenomenologia”, riteniamo che abbia a questo punto sufficienti informazioni, anche facilmente verificabili, per farsi la propria idea di quale sia effettivamente nel mondo del fumetto il ruolo di Ginevra e quello del Centro Fumetto Michele Ginevra, pardon, Centro Fumetto Andrea Pazienza.

    Ps: probabilmente anche questa volta si dirà che tutto quello che scriviamo e documentiamo sul Centro sono “tutte balle” con relativi insulti. Ovviamente non verrà minimante dimostrato da nessuno in cosa sarebbero “tutte balle”. La giustificazione di questo modo di fare, molto probabilmente, si trova nel pensiero di Ginevra riguardo all’informazione a fumetti on line, di cui anche noi facciamo parte. Sul blog di Matteo Stefanelli, Ginevra scriverà nel dicembre 2010, riferendosi appunto all’informazione on line:  «O arriva qualcuno con i soldi ed un entusiasmo da leone, oppure dobbiamo, anche in questo caso riuscire a fare “sistema” per produrre lo strumento che ci serve.» E solitamente sono le “caste” che fanno “sistema” per produrre gli strumenti che gli “servono”.

    Pps: Ginevra che definisce il sottoscritto come un "raccontaballe", se ne va in giro alle fiere a raccontare un mucchio di balle su di noi e su Fumetto d'Autore. Ma questa ve la racconto una prossima volta, in un futuro bonus sulla "fenomenologia" a lui dedicata.

    Nella foto (tratta dalla rete) Michele Ginevra che sorride. Sorride pensando agli 80000 euro annui di bilancio del Centro?

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